20/02/2026 - 14:31

“Il decreto bollette del governo è un provvedimento debole, privo di interventi strutturali e incapace di alleggerire in modo stabile i costi enormi che stanno gravando su famiglie e imprese. Siamo di fronte all’ennesimo decreto ‘fuffa’, fatto di misure frammentarie che non incidono sulle cause profonde del caro energia. Particolarmente preoccupanti sono le ricadute sulle filiere agroenergetiche e sull’economia circolare. Le modifiche ai Prezzi Minimi Garantiti rischiano di mettere in seria difficoltà centinaia di impianti di biogas agricolo, frutto di investimenti importanti realizzati negli anni da imprese e cooperative. Parliamo di una filiera che non solo produce energia rinnovabile, ma valorizza sottoprodotti agricoli e zootecnici, riduce le emissioni e contribuisce alla sostenibilità ambientale dei territori. Indebolirla significa fare un passo indietro sia sul piano economico sia su quello ambientale”.

Così il deputato PD della Commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Ancora più grave - aggiunge - è l’approccio al tema Ets, affrontato in modo unilaterale da un singolo Stato membro. Si tratta di una materia europea, che va discussa nella sede propria dell’Unione, come ha peraltro riconosciuto lo stesso ministro Pichetto Fratin. Agire diversamente significa creare incertezza e indebolire la credibilità del Paese oltre che determinare tensioni con gli altri partner comunitari. Ciliegina sulla torta è, con il carbone pricing, il rimborso indiretto ai fossili rendendo inefficace il principio di chi inquina paga. In Parlamento - conclude- lavoreremo per correggere un testo sbagliato che, così com’è, non offre risposte adeguate al sistema produttivo e ai cittadini".

 

19/02/2026 - 18:57

“Il decreto bollette del Governo è un’operazione di facciata. Dietro il balletto di cifre, 3 miliardi secondo Pichetto Fratin, 5 miliardi ha detto la Presidente Meloni, – e le stime ottimistiche che parlano di 7 miliardi nel biennio – non ci sono nuove risorse strutturali, ma redistribuzioni interne e stime di possibili effetti futuri legati alle dinamiche di mercato. Per il 2026 il bonus per le famiglie vulnerabili sale a 115 euro, ma le risorse restano 315 milioni. Nessun euro in più. E soprattutto il contributo del 2026 non si somma ai 200 euro del 2025, come inizialmente lasciato intendere: è una misura più debole rispetto allo scorso anno.

Per le imprese che consumano energia si riducono oneri e si rimodulano incentivi esistenti, ma non si interviene sulle cause strutturali del caro energia. Si sposta il peso dentro il sistema, senza cambiarne l’architettura e il conto viene portato in bolletta. Si riorganizza chi paga, non si cambia il modello. La BCE ha certificato che in Italia le famiglie pagano l’energia elettrica fino al doppio rispetto alle imprese energivore. Il decreto non affronta questa distorsione, non riforma il meccanismo che lega il prezzo dell’elettricità al gas e non mette in campo una strategia industriale pluriennale. Finché il prezzo resta agganciato al gas, basta una crisi internazionale per riportarci al punto di partenza. Questo decreto gestisce il presente, ma non costruisce il futuro. L’Italia ha bisogno di una riforma strutturale del mercato elettrico, di stabilità regolatoria e di un piano energetico industriale serio. Non di bonus una tantum e slogan”.

Così il vicepresidente della commissione attività produttive della Camera, il deputato democratico Vinicio Peluffo.

 

18/02/2026 - 19:50

“Il decreto bollette, dopo mesi di rinvii e proclami altisonanti, sembra l’ennesimo slogan di Giorgia Meloni. Dalle indiscrezioni di stampa appare infatti un intervento fragile, senza una strategia di fondo e del tutto sproporzionato rispetto alla portata dell’emergenza. Gli italiani non sono ingenui come vorrebbe la premier: alle famiglie viene destinato un contributo una tantum ancora più contenuto rispetto a quello previsto lo scorso anno e rivolto a una platea sensibilmente ridotta. Lo sconto per i vulnerabili è soltanto un palliativo che non incide sulle cause profonde del caro energia e che rischia di lasciare ai margini proprio il ceto medio, tra i più colpiti dall’impennata dei costi. Attendiamo il testo pubblicato per avanzare proposte concrete e migliorarlo nel corso del dibattito parlamentare”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, sul provvedimento approvato oggi, mercoledì 18 febbraio, dal Consiglio dei Ministri.

04/12/2025 - 18:30

“Diamo un giudizio assolutamente negativa della legge di bilancio. Questa è una manovra di austerità, come peraltro ammesso dalla stessa premier ed è tra le più deboli degli ultimi anni. A nostro avviso tradisce la gran parte delle promesse che la destra aveva fatto quando era all’opposizione.
È una manovra che chiede sacrifici agli italiani senza dare risposte ai problemi reali del Paese. Non c’è nulla per sostenere la crescita e le imprese, nulla per difendere salari e potere d’acquisto delle famiglie, mentre il caro bollette, il costo dell’energia e quello del carrello della spesa continuano a pesare.
Aumentano le tasse e la pressione fiscale raggiunge il livello più alto degli ultimi dieci anni. Si alza anche l’età pensionabile: dopo anni di battaglie contro la legge Fornero, la destra oggi compie l’operazione opposta, rendendo più difficile l’accesso alla pensione. Si riducono inoltre le risorse per il trasporto pubblico locale, per la scuola e per la sanità, in un Paese dove già sei milioni di persone rinunciano a curarsi”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd della Campania, a Tagadà su La7

“Le criticità della manovra non le segnaliamo solo noi: la stessa maggioranza ha presentato 1.600 emendamenti alla legge di bilancio del proprio governo. Un segnale evidente delle divisioni interne e della paralisi che sta bloccando l’azione dell’esecutivo. Alcuni di questi emendamenti, ha aggiunto De Luca, come quello sulle riserve auree della Banca d’Italia, risultano persino grotteschi e senza alcuna utilità per il Paese, oltre a porsi in contrasto con il quadro europeo tutelato dalla BCE.
Noi abbiamo presentato proposte serie: sedici emendamenti unitari per migliorare la manovra e offrire risposte concrete ai cittadini. Il Governo, invece di ascoltare, preferisce tirare dritto e continuare con la propaganda. È il momento che la maggioranza metta da parte slogan e divisioni e inizi finalmente a occuparsi dei reali bisogni dell’Italia”. Così ha concluso il deputato democratico Piero De Luca

 

23/11/2025 - 10:18

“Mentre Meloni saltella gli italiani pagano il conto: in 4 anni di Governo i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 25 per cento, 6 milioni di persone rinunciano a curarsi, i trasporti peggiorano giorno dopo giorno, il caro bollette esplode. E nella manovra non c’è niente…”. Lo dichiara in una nota il deputato del PD Andrea Casu.

10/11/2025 - 10:38

"Il PD sta incontrando tutte le parti sociali per un confronto costruttivo sulla situazione economica del Paese. Un dialogo che, se anche il governo avesse avviato, avrebbe probabilmente portato a una manovra economica molto diversa da quella proposta. Quella che il governo ha presentato non è altro che una legge di bilancio di austerity che, se da un lato può sembrare un espediente per "galleggiare", rischia di far affondare davvero l'Italia. È un tradimento delle promesse fatte a chi aveva votato per il cambiamento. Il governo aumenta le tasse, chiede sacrifici ai cittadini e riduce i servizi essenziali per le famiglie, senza però mettere in atto misure per favorire la crescita delle imprese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale Pd Campania, questa mattina ad Agorà su Rai3.

"Tra le misure più gravi, il governo ha deciso di aumentare l'età pensionabile, annullando completamente opzione donna e quota 103 e facendo lievitare l'età pensionabile anche per le forze dell'ordine. Un passo indietro rispetto a quanto promesso in passato e una palese incoerenza con le critiche mosse dalla destra contro i governi precedenti, come quello di Monti e Fornero. Inoltre, vengono tagliate risorse vitali per la sanità, con il rischio che il settore scenda sotto il 6% del PIL nei prossimi anni, nonostante le promesse di potenziamento. Nessun intervento serio sulle assunzioni di nuovi medici, mentre la sanità continua a soffrire per la carenza di personale. Anche il trasporto pubblico locale viene penalizzato, con tagli che finiranno per gravare sulle famiglie e sulle imprese. La scuola, che dovrebbe essere una priorità per ogni governo, riceve tagli per seicento milioni di euro. E ancora, ribadisce il dem, non viene affrontato in modo adeguato il caro bollette e l'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La riforma dell'Irpef è iniqua, perché penalizza chi ha meno e favorisce chi ha di più. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale che la politica agisca con equità e giustizia sociale, riequilibrando il sistema fiscale in favore di chi è più vulnerabile. In Parlamento, lavoreremo per modificare una manovra che tradisce gli italiani e non risponde alle reali necessità del Paese".

 

30/10/2025 - 10:00

“Intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per chiedere un’informativa urgente del governo su una situazione gravissima: la reazione di inaudita gravità del governo Meloni ai legittimi pronunciamenti della Corte dei Conti sul ponte sullo Stretto di Messina. Un comportamento che svela la volontà della premier Meloni e del ministro Salvini di porsi al di sopra della legge e della Costituzione, minando i fondamenti dell’equilibrio tra i poteri dello Stato”. Lo ha detto in Aula alla Camera Andrea Casu, segretario d’Aula del Gruppo PD intervenendo in apertura dei lavori.

“Il progetto del ponte – ha spiegato l’esponente dem – è passato da 3 a 13 miliardi di euro, un aumento del 400 per cento in violazione dell’articolo 72 del codice degli appalti. La Corte dei Conti ha chiesto il ritiro in autotutela di un progetto che non rispetta la legge, ma il governo intende riproporlo identico in Consiglio dei ministri, assumendosi una responsabilità politica e istituzionale gravissima. Ancora prima degli altri palesi rilievi, che sono stati posti nei confronti di questioni che non riguardano solo il ministro Salvini e la presidente Meloni, ma la sicurezza di tutti gli italiani, quando parliamo degli aspetti sismici relativi al ponte, quando parliamo degli aspetti di sicurezza, dovremmo essere tutti preoccupati dal fatto che le cose vengano fatte nel migliore dei modi e questa a prescindere dall'essere a favore o contrari al ponte.

“Questo attacco ai giudici – ha concluso Casu – è solo l’ennesimo tentativo del governo di spostare l’attenzione dai problemi reali del Paese: salari bassi, inflazione, caro bollette e difficoltà quotidiane delle famiglie e delle imprese. Il Parlamento non può restare in silenzio davanti a uno strappo così indegno. Il governo venga in Aula e risponda subito”.

 

19/09/2025 - 18:20

“Vedo che dopo le boutade estive sulle pensioni ora si parla dell’Irpef, vedremo se davvero sarà un sollievo per il ceto medio. Forse occorrerebbe occuparsi delle bollette, del caro energia, dell’aumento degli affitti”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su SkyTg24 Economia.

“Ben vengano gli incentivi per le imprese legati a ricerca e innovazione - ha proseguito - ma tra le priorità dovrebbe esserci anche un’adeguata attenzione alla formazione e alla prevenzione per la sicurezza sul lavoro”.

“Anche oggi purtroppo in provincia di Caserta abbiamo assistito all’ennesima tragedia: serve più attenzione, più formazione. È ormai una piaga insostenibile quella delle morti sul lavoro” ha concluso Gribaudo.

 

18/06/2025 - 17:58

“Anziché abbassare le bollette dell’energia, il Governo Meloni continua ad aumentare i costi per famiglie e imprese. Con un emendamento approvato nottetempo nell’ultima legge di bilancio, il Governo ha cancellato le gare previste dalla legge Bersani del 1999 per le concessioni della distribuzione elettrica. Queste concessioni, ora automaticamente rinnovate, non sono più gratuite ma comportano un onere finanziario che le società devono versare allo Stato. Il problema? Questo costo viene riconosciuto dal Governo come investimento infrastrutturale e scaricato direttamente nelle bollette degli italiani. Il Partito Democratico si è fermamente opposto a questa norma, e oggi trova conferma nella relazione annuale dell’ARERA, l’autorità indipendente di regolazione del settore energetico. Nella relazione si legge chiaramente: “L'Autorità ritiene che questa previsione si ponga in contrasto con i principi generali di tariffazione basata su costi efficienti del servizio e che, a tutela degli interessi di utenti e consumatori, risulti dunque opportuno minimizzare, se non annullare, l'impatto dell'onere di rimodulazione in bolletta”. Il decreto del Governo è ora soggetto a parere parlamentare, e in quell’occasione faremo valere la voce dei consumatori, che si oppongono con forza a questo ennesimo aggravio nascosto nelle bollette, voluto dal Governo Meloni” così una nota del vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera, Vinicio Peluffo.
 

14/04/2025 - 13:20

“Il tema delle bollette e del loro rincaro è di drammatica attualità e non è tollerabile una soluzione tampone che mascheri il problema reale. Per il PD sono necessarie tre azioni strutturali per venire incontro alle esigenze dei cittadini: il disaccoppiamento tariffario del prezzo dell'energia da quello del gas, per isolare l'incidenza delle oscillazioni internazionali, per stabilizzare i costi finali e formare un sistema più resiliente; l'istituzione di un unico acquirente pubblico dotato di mandato per negoziare i contratti di provvigione nazionale; la revisione degli oneri accessori e la maggiore trasparenza delle componenti tariffarie”. Così il deputato dem Alberto Pandolfo intervenendo in Aula durante la discussione sul cosiddetto Dl Bollette.
“È urgente – continua l'esponente PD - un intervento strutturale e trasparente che metta al centro le esigenze dei cittadini e risponda ai problemi della collettività. Di certo la proposta del governo non va in questa direzione in quanto è solo una toppa temporanea senza respiro lungimirante e di ampia visione. Non possiamo permetterci di portare avanti un'agenda che va in direzione contraria all'interesse dell'Italia”, conclude Pandolfo.

26/03/2025 - 11:44

“L’aumento delle bollette soprattutto negli ultimi due anni hanno impoverito gli italiani. La conferma arriva dai dati dell'Istat: a fronte di un reddito annuale medio aumentato in termini nominali del +4,2%, si è registrata una contrazione in termini reali del -1,6%, come conseguenza della forte crescita di prezzi e tariffe che si è abbattuta sulle tasche degli italiani.
Milioni di famiglie non riescono ad arrivare a fine mese e questo denota la totale incapacità del governo di affrontare in modo efficace l'emergenza prezzi e il caro-energia.
Non lo diciamo solo noi del Pd, ma lo dicono anche tutte le associazioni dei consumatori, delle imprese. Il Governo non sta affrontando i problemi in modo strutturale e sta portando l’Italia nel baratro”. Lo dice Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive dí Montecitorio.

23/03/2025 - 12:06

"Prendiamo atto con soddisfazione che anche i colleghi di Fratelli d'Italia abbiano seguito la nostra proposta e presentato un emendamento simile al Decreto Bollette per rimandare l'assicurazione obbligatoria delle imprese per gli eventi anticatastrofali. I cambiamenti climatici sono una realtà e non è francamente sostenibile addossare tutti gli oneri alle imprese già colpite dal caro vita, dall'aumento dei costi energetici e dai dazi annunciati da Trump. Ci aspettiamo ora che anche nel corso della discussione mantengano questa posizione senza fare marcia indietro". Lo dichiarano i deputati Marco Simiani e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente e Bilancio di Montecitorio.

12/03/2025 - 15:56

“Da un governo che ha attaccato in ogni modo il Superbonus, ci si aspettava almeno una proposta seria sull'efficientamento energetico, con una strategia chiara per il medio e lungo periodo. Invece, la maggioranza si presenta in Aula con una mozione che è solo una goccia nel mare: un provvedimento vuoto, privo di misure strutturali e concrete.” Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente, annunciando il voto contrario del Partito Democratico alla mozione della maggioranza sul caro-bollette.
“Alcuni esponenti di governo sostengono che il problema del caro-bollette si possa risolvere semplicemente visitando un sito web per ottenere sconti. Ma come può essere credibile un esecutivo che, dopo due anni di immobilismo sull’energia, propone come unica soluzione un portale online? È una risposta a dir poco ridicola, che nasconde l’inerzia di chi, da un lato, parla di nucleare in un futuro indefinito e, dall’altro, continua a rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili.”
Simiani critica inoltre la gestione dell’Acquirente Unico: “Il governo ha copiato una proposta del PD, ma l’ha snaturata, eliminando elementi fondamentali come la pianificazione della produzione energetica su scala europea anziché regionale e la rapida installazione di impianti rinnovabili. Ancora una volta – conclude – si nasconde dietro lungaggini burocratiche e attese di sentenze, anziché agire con decisione per abbassare le bollette degli italiani.”

03/03/2025 - 17:17

“Giorgia Meloni continua a raccontare frottole al Paese. Parla di un’Italia che non c’è mentre tutto i dati ci parlano di una crisi alle porte che farà molti danni all’economia. E non sono ancora arrivati i dazi di Trump! I risultati del Governo sono scarsi con una frenata del Pil che ci porta vicini alla crescita zero. Nonostante i soldi del Pnrr l’Italia resta il vero malato dell’Eurozona dove si moltiplicano le aziende che chiudono, dove il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi viene mangiato dall’inflazione reale e dal caro bollette, dove interi pezzi di industria vengono svenduti. Dopo due anni e mezzo il fallimento è sotto gli occhi di tutti”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

24/02/2025 - 17:20

"Il governo Meloni, in quasi due anni, non ha adottato alcuna misura efficace per contrastare l’aumento delle bollette, preferendo smantellare il mercato tutelato e aggravando così la situazione di famiglie e imprese". Lo afferma Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera, sottolineando la necessità di un cambio di rotta immediato. Il Partito Democratico torna a chiedere interventi concreti, proponendo due soluzioni centrali: separare il costo dell’energia da quello del gas e istituire un ente pubblico che possa garantire prezzi più accessibili.

"Non possiamo accettare – aggiunge Pagano – che il nostro sistema energetico rimanga vincolato a un meccanismo che pesa enormemente sulle tasche di cittadini e aziende. Il gas è la fonte più costosa e instabile, e continuare a legare il prezzo dell’elettricità a questa risorsa è un errore che il governo deve correggere subito. Le bollette stanno raggiungendo livelli insostenibili proprio nei mesi di maggiore consumo: Meloni e la sua maggioranza si decidano ad agire, perché gli italiani non possono più aspettare" conclude Pagano.

 

 

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