03/04/2026 - 13:02

Il governo continua a navigare a vista sul caro carburanti, incapace di mettere in campo misure strutturali. Il decreto bollette ne è l’ennesima dimostrazione. Si continua a tirare avanti con proroghe temporanee sul taglio delle accise fino al primo maggio, rimandando ogni decisione con un generico “poi vedremo”, come dichiarato dal ministro Giorgetti. Ma cosa si intende fare davvero?
Si vuole continuare a inseguire le emergenze a colpi di decreto, oppure esiste una strategia per stabilizzare in modo duraturo i prezzi di benzina e gasolio? Ad oggi, non è dato saperlo.
Eppure, in campagna elettorale, Meloni e Salvini promettevano con toni altisonanti un taglio significativo delle accise, chiedendo fiducia agli italiani. Promesse rimaste tali. Nessuna riduzione strutturale, nessun intervento concreto.
Il quadro è lo stesso anche su altri fronti. Aumenti di stipendi e pensioni assenti, tutele sanitarie insufficienti, liste d’attesa ancora interminabili. Non si tratta di episodi isolati, ma di un insieme di mancate risposte che delineano con chiarezza le difficoltà economiche e sociali di questo governo.
Più che una direzione politica, emerge una gestione improvvisata, fatta di rinvii e soluzioni temporanee. E intanto i cittadini continuano a pagare il conto.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd della Commissione Bilancio della Camera

 

02/04/2026 - 17:58

“Tutti i provvedimenti varati dal governo per affrontare il caro energia si stanno dimostrando deboli e inefficaci. Sono solo dei tentativi per tappare un buco che sta diventando una voragine. Oggi apprendiamo dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che a marzo il solo prezzo del gas per i clienti vulnerabili è cresciuto del 19,2% rispetto a febbraio. E visto che è proprio il gas a determinare il prezzo dell’elettricità e delle altre fonti rinnovabili, il suo continuo aumento provocherà l’ennesimo shock energetico che rende del tutto inutile il nuovo Dl Bollette. Il gas resta il nodo centrale: se il governo continua a porlo al centro del sistema energetico senza agire sulle cause strutturali, non riuscirà ad affrontare nessuna crisi. Ma una cosa è altrettanto certa, l’incompetente governo Meloni ha perso la narrazione fantasiosa del ‘tutto va bene’ e versa in completo stato confusionale”. Lo dichiara in una nota il deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo.

01/04/2026 - 11:12

“Abbiamo chiesto che nel Decreto Bollette venga inserito il credito di imposta per il gasolio agricolo: il caro energia sta costando troppo a chi lavora nell’agricoltura, andando a peggiorare la situazione. Il nostro odg è stato riformulato e il Governo sceglie di lasciare indietro un settore che, se non riesce ad avviarsi in primavera, porterà con sé gravi conseguenze non solo per le attività produttive ma anche per la sicurezza alimentare del Paese”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ieri ha presentato un ordine del giorno sulla necessità di introdurre un credito d'imposta per il gasolio agricolo.

“Tra il 2022 e il 2024 il settore agricolo ha subito un sovraccarico per l'acquisto di carburanti, energia elettrica, combustibili e lubrificanti superiore ai 6,5 miliardi di euro rispetto alla media del decennio 2010-202 - prosegue la deputata dem - Nel 2022 era stato inserito un credito di imposta per la guerra tra Russia e Ucraina, dimostrando la fattibilità di questo percorso: perché ora il settore agricolo è stato escluso dal Governo?”

“Abbiamo anche chiesto che l’agricoltura riceva sostegni e misure esattamente come nei settori dell’autotrasporto e della pesca e che in futuro questi provvedimenti di carattere energetico o di contrasto alla crisi internazionale non escludano automaticamente un settore che ricopre un ruolo così strategico per l’Italia. Ringrazio la capogruppo Antonella Forattini per aver combattuto insieme a me: l’odg è stato riformulato ma l’auspicio è che al Senato, dove si sta discutendo il decreto, la maggioranza scelga di stare veramente dalla parte del lavoro” conclude Gribaudo.

 

31/03/2026 - 21:19

"Famiglie e imprese non possono aspettare"

"Oggi il governo ha chiuso il decreto bollette con la fiducia, tagliando il dibattito parlamentare. È una scelta che dice molto su come questo esecutivo intende affrontare il caro energia: forzando la mano invece di ascoltare i cittadini e le imprese". Così Christian Di Sanzo, deputato del PD e membro della commissione Attività produttive della Camera.

"I fatti - conclude Di Sanzo - sono chiari: dal 1° aprile le bollette elettriche per le famiglie vulnerabili aumenteranno dell'8,1%, per effetto delle tensioni sui mercati internazionali. Le misure contenute in questo decreto non sono all'altezza di questa pressione. Un bonus una tantum, peraltro molto limitato, non è una risposta strutturale al caro energia. E il rinvio del phase-out dal carbone al 2038 va nella direzione opposta alla transizione che questo Paese deve compiere. Questo non è governare, è rincorrere gli eventi".

 

31/03/2026 - 20:26

“Questo decreto nasce con l’ambizione di affrontare il caro energia, ma quell’ambizione è rimasta tale. Il provvedimento che arriva oggi in Aula è debole, tardivo e insufficiente: debole perché non introduce interventi strutturali, tardivo perché arriva dopo mesi ed è già superato dalla dinamica dei prezzi internazionali, insufficiente perché non interviene sulle cause del problema ma solo a valle, rincorrendolo senza risolverlo”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Vinicio Peluffo, vicepresidente della commissione Attività produttive, annunciando il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico al decreto bollette.

“Il contributo di 115 euro per il 2026 ai beneficiari del bonus sociale – ha aggiunto l’esponente dem - non è in grado di incidere sulla realtà delle bollette. È già stato eroso dall’aumento dei prezzi e resta una misura una tantum, senza alcun rafforzamento strutturale del sistema di protezione. Il nodo centrale, è il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia: oggi il prezzo dell’elettricità è determinato dal gas, trasferendo il costo della fonte più cara a tutte le altre, anche alle rinnovabili. Senza intervenire su questo meccanismo, non si riduce il costo dell’energia. E questo decreto non lo fa. Il risultato evidente: l’Italia continua a pagare l’energia molto più degli altri Paesi europei, con un differenziale significativo rispetto a Germania, Spagna e Francia. Un divario strutturale che pesa su famiglie e imprese. Inoltre, l’articolo 6 del provvedimento è una norma complessa che non modifica il meccanismo dei prezzi, non elimina le rendite e introduce distorsioni, con il rischio di incompatibilità con il diritto europeo sugli aiuti di Stato”.

“Questo decreto – conclude Peluffo – è una scelta politica: mantenere il gas al centro del sistema e non affrontare le cause strutturali. Anche la proroga delle centrali a carbone va nella direzione opposta alla transizione energetica, aumentando l’incertezza e indebolendo la credibilità del Paese. Le rinnovabili sono l’unica leva strutturale per ridurre i costi. Abbiamo presentato proposte concrete, dal disaccoppiamento dei prezzi ai contratti per differenza, tutte respinte dal governo. Per questo il nostro voto è convintamente contrario: questo decreto è un’occasione mancata per famiglie, imprese e per il futuro energetico del Paese”.

 

31/03/2026 - 19:00

Il decreto bollette non risolve il caro energia che colpisce famiglie e imprese. Con la benzina che resta alle stelle e Meloni già costretta a annunciare un nuovo provvedimento per fronteggiare gli effetti della guerra di Trump.

Il Partito Democratico chiede subito interventi strutturali per sostenere la transizione verde e ridurre la nostra dipendenza dal gas.

Lo dichiara Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

31/03/2026 - 18:12

“Di male in peggio. Non curante dello sbaglio fatto con il primo decreto bollette qualche settimana fa, oggi il governo ha posto la fiducia su un nuovo decreto che di fatto non dà alcuna risposta concreta al caro energia. E ora, l’esecutivo annuncia un nuovo, ulteriore provvedimento che di fatto rende inutile la discussione che si sta facendo in Aula. Dopo le presentazioni in pompa magna alla vigilia del referendum, il governo allo sbando fa una clamorosa retromarcia che annuncia l’ennesimo fallimento nei confronti degli italiani”. Lo dichiara in una nota il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo.

31/03/2026 - 14:42

“In questo momento di grande difficoltà del governo Meloni, ci sono due approcci possibili a questo decreto bollette: uno è l'esercizio dell'uso della polemica fine a sé stessa, l'altro l'esercizio della responsabilità dove l'esecutivo sonnecchia davanti al caro energia per le famiglie e le imprese italiane. Se il decreto era già debole e inefficace nella sua prima stesura, rimane incomprensibilmente inconcludente oggi nel testo su cui il governo pone la fiducia ammettendo la sua incapacità di dare risposte concrete sul costo dell'energia e la traumatica confusione tra ciò che dice e ciò che fa”. Lo dichiara la deputata PD, Paola De Micheli annunciando il voto contrario alla fiducia posta dal governo sul Dl Bollette.
“Il differenziale sul costo dell'energia tra l'Italia e i partner europei – sottolinea la parlamentare dem - porta a una minore competitività delle imprese italiane e a una riduzione traumatica del potere d'acquisto delle famiglie. Il governo non ha prodotto alcuna riforma strutturale per far fronte anche alle fasi di shock energetico ma ha semplicemente spostato risorse già esistenti e altri oneri nelle bollette, dimostrandosi subalterno ad altri interessi. La proroga voluta dall'esecutivo fino al 2038 per l'utilizzo del carbone dimostra, ancora una volta in più, l'assenza di pensare al futuro sapendo poi, che tale uso non ridurrà i costi dell'energia”. “Un governo che vive completamente fuori dalla realtà che vivono i cittadini italiani e che è cieco davanti alle strade alternative per avviare un nuovo piano industriale dell'energia”, conclude De Micheli.

30/03/2026 - 19:20

“I dati diffusi oggi da ARERA, con un aumento dell’8,1% per i clienti vulnerabili nel secondo trimestre, confermano esattamente ciò che avevamo denunciato in Commissione durante l’esame del decreto bollette: il provvedimento del Governo è debole, tardivo e incapace di proteggere famiglie e imprese da nuovi shock energetici.”

Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.

“Non siamo di fronte a un evento imprevedibile. L’impatto delle tensioni internazionali sui prezzi del gas – e quindi dell’elettricità – era già evidente. Lo abbiamo detto con chiarezza nel corso della discussione parlamentare e abbiamo presentato emendamenti puntuali per rafforzare le misure a favore dei consumatori, in particolare dei più vulnerabili. Quegli emendamenti sono stati respinti dalla maggioranza.”

“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: mentre il Governo faceva propaganda, le bollette aumentavano. E aumentano proprio per le fasce più fragili, quelle che avrebbero dovuto essere maggiormente tutelate.”

“Il nodo resta irrisolto: il prezzo dell’elettricità continua a essere legato al gas. Finché non si interviene su questo meccanismo, ogni crisi internazionale si scaricherà automaticamente sulle bollette degli italiani. È esattamente quello che sta accadendo oggi. È la conferma che avevamo ragione: gli interventi del Governo sono insufficienti e temporanei, mentre serve una strategia strutturale.”

“Il Partito Democratico aveva avanzato proposte concrete: ampliamento della platea dei beneficiari, rafforzamento del bonus, strumenti automatici contro la povertà energetica, interventi sulla formazione del prezzo e utilizzo delle risorse derivanti dagli extraprofitti energetici. Proposte tutte bocciate.”

“Il decreto bollette – lo abbiamo detto e oggi i numeri lo certificano – non costruisce alcuna protezione stabile. Redistribuisce risorse esistenti senza modificare l’architettura del sistema.”

“Serve un cambio di passo immediato. Il Governo smetta di inseguire l’emergenza e affronti finalmente le cause strutturali del caro energia. Altrimenti questi aumenti non saranno un’eccezione, ma la normalità.”

“Per questo chiediamo interventi urgenti e mirati: rafforzamento delle tutele per le famiglie, revisione del meccanismo di formazione del prezzo, utilizzo pieno delle risorse disponibili e un piano energetico industriale serio. Il tempo della propaganda è finito.”

 

17/03/2026 - 14:31

“In soli 7 giorni, per il diesel abbiamo assistito al secondo maggiore rialzo di sempre e poco ci manca per il rincaro della benzina e del gasolio per riscaldamento. I prezzi dei carburanti e quelli dell’energia continuano ad aumentare a seguito dell’escalation militare in Medio Oriente, ma il governo italiano non prende posizione e non si muove a sostegno di famiglie e imprese”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Vinicio Peluffo e Alberto Pandolfo, rispettivamente vicepresidente e capogruppo della commissione Attività produttive alla Camera.
“Oggi apprendiamo che il ministro Pichetto Fratin parla di sviluppo di nuovi motori e carburanti neutri, il ministro Salvini continua invece a fare da eco a Trump in chiave filo russa e la premier Meloni rimane in silenzio. Il problema è ora: l’azione del governo deve essere immediata e non può essere ipotetica o, come al solito, legata alla propaganda del ‘tutto va bene’. Se i prezzi continuano ad aumentare il governo non può continuare a vivere d’inerzia o a varare inutili pannicelli caldi come il decreto bollette”, concludono i deputati dem.

 

14/03/2026 - 13:11

“Il caro carburanti continua a correre e il governo resta fermo. Dopo aver fatto trapelare una possibile apertura alla proposta sulle accise mobili avanzata dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, da Meloni e il suo esecutivo non è arrivata alcuna decisione. Siamo al punto di partenza, mentre cittadini e imprese continuano a pagare il prezzo degli aumenti. Una situazione che rischia di aggravarsi nelle prossime settimane: il rialzo di benzina, energia e trasporti è destinato infatti a scaricarsi anche sul costo dei beni di prima necessità, con un’ulteriore pressione sui bilanci delle famiglie. Per questo chiediamo al governo di uscire dall’immobilismo e intervenire subito per contenere il caro carburanti, invece di alimentare polemiche e distrazioni che nulla hanno a che vedere con i problemi concreti degli italiani. L’Italia è dentro un vero e proprio shock energetico, con un boom dei prezzi che colpisce carburanti ed energia. Proprio per questo non servono parole e buone intenzioni, servono azioni concrete e risposte immediate per proteggere famiglie e imprese”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Affari europei della Camera che chiude dicendo che “la Presidente del Consiglio è incapace di contrastare il boom di prezzi dei carburanti e bollette”.

14/03/2026 - 12:53

“Prendiamo atto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è distratta e immobile, impegnata ad attaccare la magistratura o a ricucire le profonde crepe nella propria maggioranza, mentre si dimentica degli italiani e fa finta di non vedere il caro prezzi con carburanti e bollette alle stelle”. Lo afferma il deputato Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo parlamentare PD alla Camera.
“Dopo la crisi in Iran siamo entrati in una fase di shock energetico che richiede interventi urgenti e immediati, non cambiali o pagherò. Servono misure concrete per evitare e scongiurare che l’aumento smisurato dei costi dell’energia ricada direttamente e indirettamente sulle famiglie e sulle imprese italiane”, conclude il parlamentare dem.

14/03/2026 - 12:45

"Meloni attacca i giudici ma non si occupa di bollette. Parla in maniera ignobile di libertà per gli stupratori ma dimentica che le persone stanno facendo i conti con l’emergenza della benzina. Parla di tavoli immaginari con le opposizioni ma non fa una cosa semplice: accogliere la proposta di Elly Schlein sulle accise mobili. Basta con la propaganda, c’è un paese che sta soffrendo a cui occorre dare risposte immediate di fronte a una emergenza generata dai suoi amici Trump e Nethanyahu". Lo dichiara in una nota Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.

13/03/2026 - 17:48

“Sul caro carburanti assistiamo all’ennesimo capitolo dello scontro interno alla maggioranza. Davanti alla plateale incapacità del ministro Urso di gestire lo shock energetico che sta colpendo il nostro Paese, con prezzi dei carburanti in forte aumento e bollette sempre più pesanti per famiglie e imprese, il vicepremier Salvini sembra ora voler commissariare il collega di governo”.

Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.

“Dopo il fallimento del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Salvini prova a fare il gioco delle tre carte e rilancia annunciando che sarà lui a convocare le compagnie petrolifere. Un tentativo evidente di scavalcare Urso e scaricare su altri le responsabilità di una gestione confusa e inefficace”.

“Intanto continua questo braccio di ferro permanente dentro il governo: si scrive Salvini contro Urso ma si legge Lega contro Fratelli d'Italia. Siamo di fronte a una guerra senza frontiere tra i partiti di maggioranza mentre famiglie e imprese pagano carburanti sempre più cari e bollette alle stelle”.

“Il Paese avrebbe bisogno di misure serie e coordinate per affrontare l’emergenza energetica. Invece il governo si divide, litiga e si rimpalla le responsabilità. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”. 

 

12/03/2026 - 14:31

"Spiace per l’agitazione di Rizzetto e Mazzetti, ma i fatti parlano chiaro. E stanno a zero. Gli esponenti della destra parlano sulla stampa e organizzano di tanto in tanto qualche passerella ministeriale in città, ma sono sempre stati assenti quando Prato, il distretto, le famiglie chiedevano risposte concrete. Parlano di giustizia e il Tribunale è senza un euro. Parlano di sicurezza e non ci sono nuove forze dell'ordine. Strumentalizzano le alluvioni e famiglie e imprese aspettano ancora rimborsi e ristori. Sulla città di Prato abbiamo presentato oltre 50 atti parlamentari. La destra, nel frattempo, è rimasta spaccata. Il punto vero è un altro: la maggioranza ha sistematicamente bocciato le nostre richieste di intervento - sostegni alla filiera produttiva, aiuti alle imprese e alle famiglie colpite dalle alluvioni. Su interrogazioni precise sullo stato di violenza, illegalità e sfruttamento che colpisce il territorio, molti ministri non hanno ancora risposto, così come sui ritardi ferroviari. Sul caro energia hanno prodotto un DL bollette completamente inefficace per le aziende pratesi, mentre i costi continuano ad aumentare. Più che attaccare l'opposizione, Rizzetto, Mazzetti e la destra, al potere da oltre tre anni, dovrebbero chiedere conto al loro governo delle risposte che mancano. Noi continueremo a portare in Parlamento i problemi della città e a pretendere soluzioni concrete”. Lo dichiarano Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del PD Prato.

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