Depositata interrogazione firmata da Scotto, Boldrini, Bakkali, Ghio, Ferrari, Lacarra, Scarpa, sul blocco della Global Sumud Flotilla da parte di Israele in acque internazionali a largo della Grecia. Scrivono i deputati Pd “per Avila e Abukeshek, accusati di affiliazione a un’organizzazione terroristica, il tribunale di Ashkelondurante l’udienza per valutare il trattenimento ha decretato il rinnovo del fermo di altri due giorni;
Avila ha raccontato di essere stato “trascinato a faccia in giù e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”, circostanza che sembrerebbe confermata dagliavvocati che li hanno visitati in carcere”.
Si chiede “quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo italiano per difendere e riportare a casa le persone rapite e sequestrate su una nave battente bandiere italiana e che quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti sequestrate sul suolo italiano”.
Roma, 4 maggio 2026
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
Al ministro degli affari esteri e la cooperazione internazionale – per sapere – premesso che:
la seconda missione umanitaria della Global Sumud Flotilla, partita lo scorso 26 aprile dalle coste siciliane, con lo scopo di rompere il blocco navale e portare aiuti umanitari nella striscia di Gaza, alle 2 di notte del 30 aprile, è stata intercettata a quasi mille chilometri dalle coste palestinesi e sono state sequestrate dalle forze armate israeliane 21 delle 58 imbarcazioni della missione, con l’arresto di 175 volontari;
risulta agli interroganti che Israele continua a setacciare le acque internazionali con una propria fregata militare al largo di Creta, con il timore da parte degli organizzatori della missione umanitaria che sia lì per controllare il restante della flotilla;
tra le navi intercettate figura la Eros 1, imbarcazione battente bandiera italiana su cui vige la giurisdizione italiana;
tra gli arrestati, due attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek, da sempre impegnati nella causa palestinese, sono ancora nelle mani di Israele e sono stati trasferiti in Israele;
Saif Abukeshek Organizza la solidarietà palestinese in tutta Europa da oltre 20 anni, è membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla e attualmente presiede la Global Coalition Against the Occupation in Palestine. Egli presiede il Segretariato Generale della Popular Conference for Palestinians Abroad e siede nel consiglio della European Trade Union Network for Justice in Palestine. È stato uno dei principali organizzatori della Global March to Gaza;
Thiago Avilia è un noto attivista pro-palestinese, ha partecipato a precedenti operazioni di flotillia verso Gaza ed è stato intercettato e rapito da Israele nel giugno 2025 e di nuovo nell’ottobre 2025, egli è stato posto in isolamento, sottoposto a violenza fisica, verbale, molestie, privazione di adeguata acqua potabile, cibo, sonno, così come prolungato confinamento in posizioni di stress scomode. Durante la sua detenzione nell’ottobre 2025 ha iniziato uno sciopero della fame e della sete fino alla sua deportazione. Egli è membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla;
sotto il controllo delle autorità israeliane, dato il loro profilo, entrambe corrono grafi rischi per la loro vita e la loro incolumità, quali detenzione illegittima, tortura e trattamento inumano e degradante;
Saif Abukeshek in quanto palestinese corre il rischio di essere condannato alla pena di morte o all’ergastolo;
il team legale della Flotilla ha presentato due esposti urgenti alla Procura di Roma e due ricorsi alla CEDU. Nei due esposti presentati alla Procura si chiede di indagare per il reato di “sequestro di persona aggravato” dall’uso di armi e di valutare l’ipotesi di rifiuto d’atti d’ufficio a carico delle autorità italiane che avrebbero avuto il dovere di “tutelare l’incolumità delle persone”;
la procura di Roma aveva già aperto un fascicolo per tortura, rapina, sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio nell’ottobre scorso, dopo la prima missione. Ora, a seguito di questi esposti, potrebbe aprire un nuovo filone d’inchiesta;
anche il ricorso alla Cedu contro l’Italia è per valutare le responsabilità del nostro Paese, in quanto dal team legale della Flotilla sostengono la tesi che l’Italia aveva un obbligo preventivo sulle persone che viaggiavano sulla Eros 1;
per Avila e Abukeshek, accusati di affiliazione a un’organizzazione terroristica, il tribunale di Ashkelon durante l’udienza per valutare il trattenimento ha decretato il rinnovo del fermo di altri due giorni;
Avila ha raccontato di essere stato “trascinato a faccia in giù e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte”, circostanza che sembrerebbe confermata dagli avvocati che li hanno visitati in carcere -:
quali urgenti iniziative intenda intraprendere il governo italiano per difendere e riportare a casa le persone rapite e sequestrate su una nave battente bandiere italiana e che quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti sequestrate sul suolo italiano.
“La Puglia non può essere lasciata sola di fronte a un'emergenza sicurezza che ha raggiunto livelli intollerabili. Il Ministro dell'Interno non può più fare spallucce, vogliamo risposte chiare e impegni concreti.” È con queste parole che i deputati del Partito Democratico Claudio Stefanazzi e Marco Lacarra annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi, a seguito di un mese di aprile che ha segnato la Puglia con una sequenza di episodi di violenza armata di straordinaria gravità.
Solo nelle ultime settimane, il capoluogo pugliese e la sua provincia hanno registrato cinque sparatorie: un giovane ferito in una sala giochi, un altro gambizzato, un 21enne colpito a una gamba a Bari Vecchia, l'omicidio al Divinae Follie di Bisceglie e infine, una sparatoria nel borgo antico di Bari che ha ferito un'anziana di 85 anni mentre si trovava nella propria abitazione.
“Una donna di ottantacinque anni colpita in casa propria mentre fuori esplodono colpi di pistola: è l'immagine più brutale di quanto stia accadendo — dichiarano i dem —. Il nostro territorio è sempre più teatro di una guerra tra clan e i cittadini ne pagano le conseguenze. Questo è inaccettabile.»
“Il quadro complessivo — aggiungono i parlamentari pugliesi — non è più riconducibile alla sola straordinarietà dei singoli eventi. Siamo di fronte a una presenza armata radicata sul territorio, a organizzazioni criminali che continuano ad agire con violenza crescente. Le forze dell'ordine lavorano con dedizione e professionalità, ma hanno bisogno di più personale, più mezzi, più risorse.”
"Sono necessarie iniziative urgenti per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine e un potenziamento delle strutture della Direzione Distrettuale Antimafia operanti in Puglia, ma il Governo produce in serie presunti decreti ‘sicurezza’ senza che la situazione sul territorio migliori. Mentre Meloni, Nordio e Piantedosi ‘giocano’ a modificare il codice penale, alle nostre forze dell’ordine mancano mezzi adeguati per arginare minacce che si fanno ogni giorno più pericolose. Il tempo della propaganda è finito da un pezzo, il Governo si dia una svegliata e lavori per la sicurezza, quella vera, delle nostre comunità”, concludono Stefanazzi e Lacarra.
“Con una risoluzione presentata in commissione Finanze alla Camera, che ho sottoscritto insieme ai colleghi emiliano romagnoli Merola, Gnassi, Rossi, De Maria, De Micheli, Bakkali, Malavasi e Guerra, poniamo con forza all’attenzione del governo la questione strategica del rilancio delle aree appenniniche e delle zone montane svantaggiate. Abbiamo raccolto un sollecito arrivato dalla commissione Bilancio della Regione Emilia Romagna che con un proprio atto chiede di dare corso celermente alla proposta di legge approvata dalla Regione che ha già avviato il suo iter in Commissione. Una proposta che si inserisce pienamente nel solco della proposta di legge del Pd sulle aree interne, a prima firma Elly Schlein, che mira a definire una strategia nazionale organica per il rilancio e la coesione di questi territori. Una proposta che ha avuto il merito di costruire prima un percorso serio, partecipato e innovativo con i diversi portatori di interesse dei territori a partire dagli enti locali. Una proposta che parla di strumenti concreti. Dai benefici fiscali per microimprese e PMI agli incentivi alla residenzialità, dal sostegno all’acquisto della prima casa alle misure dedicate per attrarre personale sanitario e scolastico, alla valorizzazione delle filiere locali e delle produzioni tipiche”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.
"Il governo italiano tuteli i 55 cittadini italiani a bordo e chieda rilascio immediato degli attivisti"
"La storia si ripete. Come sei mesi fa, di notte, con droni, bombe sonore e flashbang: ieri notte, a mille chilometri da Gaza, in acque Sar greche, un'azione di pirateria da parte di Israele ha colpito la Global Sumud Flotilla. 22 barche fermate, attivisti attaccati con laser e armi da assalto semiautomatiche, 175 di loro ora su navi militari israeliane dirette verso Israele. Non è un fatto normale: è un atto di pirateria internazionale senza precedenti". Lo dichiara Arturo Scotto, deputato del Partito Democratico, intervenendo in Aula sulla vicenda, ricordando di essere stato tra i quattro parlamentari a bordo della Flotilla nel 2025, attaccati dai droni, abbordati e arrestati.
"Pongo alcune domande precise al governo: condanna o no questa azione? Tutela o no i 55 cittadini italiani a bordo? Per quale motivo – aggiunge l’esponente dem - non è stata inviata una fregata militare a scortare quelle navi, quando era già noto il rischio di un intervento israeliano? E all'Unione Europea chiedo: è accettabile che la portavoce della Commissione si sia limitata a sconsigliare la missione, senza muovere un dito per evitare quello che era già scritto? Anziché chiedere a Israele di rimuovere il blocco illegale nelle acque di Gaza, si dice agli attivisti di stare a casa".
"Il Mediterraneo –conclude Scotto - è casa di tutti, e chiunque voglia portare aiuti umanitari di fronte a un genocidio ha il diritto di navigarci. Non sta naufragando la Flotilla: sta naufragando la dignità dell'Europa. È inaccettabile che un Paese non membro dell'Unione Europea utilizzi il mare come casa propria a poche migliaia di chilometri dalle coste europee, umiliando l'intera comunità internazionale. Le richieste sono immediate e precise: rilascio di tutti gli attivisti detenuti sulle navi militari israeliane e sospensione dell'accordo di cooperazione tra Unione Europea e Israele, il cui articolo 2 prevede espressamente la sospensione in caso di violazione dei diritti umani. Chiediamo un'informativa immediata del presidente del Consiglio e dei ministri competenti, e ci auguriamo una grande mobilitazione popolare: fu quella a proteggerci quando fummo arrestati, e oggi può fare la differenza".
“Il Governo Meloni arriva ancora una volta al Primo Maggio con un decreto costruito più sulla propaganda che sulle risposte reali. Gli italiani e i lavoratori sono stufi di questi giochetti simbolici: annunci all’ultimo minuto, misure parziali e soprattutto nessuna chiarezza sulle coperture. In un contesto segnato da incertezza economica, dall’impatto del conflitto in Medio Oriente e da un deficit fuori controllo con la procedura europea ancora aperta, il governo continua a promettere senza dire con quali risorse intenda mantenere quegli impegni. Non basta sventolare bonus temporanei o proroghe di incentivi per giovani e donne: serve una strategia solida, credibile e strutturale": è quanto dichiara il deputato Dem Emiliano Fossi
“Anche sul lavoro, dietro le cifre e gli annunci, emerge secondo le prime indiscrezioni tutta la fragilità dell’impianto: incentivi che scadono e vengono semplicemente rinviati, interventi sul salario ancora incerti, nessuna risposta concreta sul tema della rappresentanza e dei contratti. Si parla di contrasto al caporalato, di tutele per i rider, di formazione, ma tutto resta appeso alle ‘risorse permettendo’. Il Piano casa, pur necessario, non può essere l’alibi per nascondere l’assenza di una politica del lavoro all’altezza delle sfide del paese. Il Primo Maggio merita rispetto: non è una data per operazioni di marketing politico, ma per dare risposte vere a chi lavora e a chi un lavoro lo cerca": conclude.
"Questa è la situazione drammatica con cui tanti italiani si trovano a fare i conti: i soldi non bastano per vivere. Va detto chiaramente: la guerra in Iran non è arrivata per caso, ma è il frutto di responsabilità precise di Trump e Netanyahu, e il Governo italiano ha avuto, al riguardo, un atteggiamento di subalternità. Una guerra sbagliata, illegale e pericolosa, che sta incendiando il mondo e aggravando le tensioni economiche e sociali, con ripercussioni particolarmente gravi per il nostro Paese che, anche prima dello scoppio del conflitto, viveva una situazione di crisi economica e sociale devastante.
Dal 2021 a oggi, il costo della vita è aumentato in modo esponenziale: le bollette elettriche del 34%, gli affitti del 40%. Paghiamo le bollette più care d’Europa, mentre i salari non sono cresciuti in linea con l’inflazione. Da quando è in carica il governo Meloni, il valore reale dei salari si è ridotto del 9%, il che significa che un lavoratore italiano perde, di fatto, un mese di stipendio all’anno.
Noi contestiamo l’immobilismo e l’indifferenza del governo di fronte a questa drammatica situazione, che colpisce da tempo la carne viva delle famiglie e delle imprese. Le misure adottate fino ad oggi sono state insufficienti e inefficaci. Dal luglio 2023 chiediamo l’introduzione di un salario minimo legale, misura già prevista in 22 Stati europei, ma il governo ha insabbiato questa proposta. Nulla è stato fatto di sostanziale sulle pensioni. Non ci sono stati interventi concreti sulle bollette, anzi gli investimenti nelle energie rinnovabili sono stati interrotti o ridotti e manca ancora un piano casa efficace, tanto sbandierato ma mai realizzato. Abbiamo 4 milioni di lavoratori poveri e 6 milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure ogni anno. Non è catastrofismo, è realismo. È tempo che il Governo si assuma le sue responsabilità e agisca concretamente per aiutare gli italiani che non riescono più ad arrivare a fine mese, se ne è capace". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Mattino 5 su Canale 5.
"Una narrazione ambigua, lacunosa, a tratti non veritiera, che costituisce una grave mancanza di rispetto verso la città di Rovigo e verso le forze dell’ordine intervenute per risolvere una emergenza alla quale la polizia penitenziaria da sola non riusciva a rispondere visti i numeri. Una narrazione maturata in un preteso incontro con i sindacati, dal quale è stata tuttavia esclusa Fp Cgil, il sindacato più rappresentativo della polizia penitenziaria e maggiormente critico verso la situazione del carcere minorile di Rovigo”. Lo dichiara la deputata PD Nadia Romeo in merito alle dichiarazioni del Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano sul carcere minorile di Rovigo.
"Leggo - sottolinea la parlamentare rodigina - che per il capo dell’amministrazione penitenziaria al minorile non è successo nulla di grave. Bene, allora Sangermano venga in città e ci racconti come mai le strade del centro sono state chiuse, durante una ‘semplice insubordinazione’. Ci spieghi come mai tutti gli effettivi disponibili di Polizia e Carabinieri – alcuni richiamati direttamente da casa - sono stati dislocati a presidiare i possibili punti di fuga dal carcere minorile. Ci spieghi come mai, per almeno due volte, tutti i poliziotti e i carabinieri si sono dovuti precipitare verso due punti, distinti, del perimetro del carcere, per gli allarmi su possibili tentativi di fuga che giungevano dal personale all’esterno. Questo è quello che è successo”.
“Sangermano ci spieghi, ancora – prosegue Romeo – per quale motivo sono stati chiesti rinforzi alla casa circondariale per adulti di Rovigo, dalla quale sono stati fatti affluire anche quei dispositivi individuali anti sommossa che, evidentemente, all’interno del minorile, mancavano. Questi sono fatti, avvenuti di fronte a numerosi testimoni, increduli, udendo gli allarmi che la stessa polizia penitenziaria lanciava dall’interno e vedendo poliziotti e carabinieri spostarsi di continuo per le vie Mazzini, Verdi, Mure Soccorso”.
“Tutto questo è normale? Se è così, se dobbiamo abituarci a questa situazione, torni pure il capo dell’amministrazione penitenziaria a spiegarlo ai rodigini, ma questa volta facciamo un bell’incontro a cui ci siano tutti, non solo coloro che sono graditi a lui o ai suoi referenti. La verità è che il minorile è stato aperto mentre è ancora un cantiere, che la dotazione del personale non è adeguata, che mancano i presidi sanitari, che le criticità sono numerose e che un centro urbano è assolutamente inadatto a una struttura di questo tipo. Tutto questo è al centro di una interrogazione che ho già presentato al ministro Nordio, alla quale ne seguirà una per chiedere chiarezza sul fatto che Fp Cgil sia stata esclusa dall’incontro col capo della amministrazione penitenziaria", conclude Romeo.
“È passato quasi un anno dalla mia interrogazione parlamentare, ma a Barcellona Pozzo di Gotto nulla è cambiato: circa 10mila cittadini continuano a essere costretti a utilizzare un container come ufficio postale. Quella che doveva essere una soluzione temporanea è diventata una condizione permanente e inaccettabile, con persone costrette a fare la fila all’esterno, esposte a pioggia e vento, senza adeguate garanzie di privacy e accessibilità. Altro che progetto ‘Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale’: questa è la realtà di un servizio che non tutela i cittadini e mortifica un territorio già fragile”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
“Ancora più grave è il contrasto con le scelte di Poste Italiane, che continua a registrare utili e a realizzare operazioni finanziarie e acquisizioni rilevanti sui mercati. Mentre cresce e investe, però, non garantisce servizi dignitosi nei territori e tradisce la propria missione di presidio pubblico e coesione sociale. Per questo chiediamo al governo e a Poste di intervenire subito per superare questa situazione indegna e restituire ai cittadini un servizio all’altezza degli impegni annunciati”, conclude la parlamentare dem.
“Un’altra occasione persa di questa legislatura, quella del decreto legge maltempo. Sono passati tre mesi dal ciclone Harry e ancora i sindaci siciliani non hanno ricevuto in cassa neanche un euro delle somme stanziate.
La maggioranza - con il parere contrario del governo - ha bocciato tutti gli emendamenti del PD. Erano tutte proposte di buon senso volte a garantire più unità di personale e più risorse in modo da avere tempi più celeri per finanziare i progetti delle infrastrutture necessarie. Bocciato pure quello che prevedeva interventi specifici per eliminare lo sversamento delle fogne in mare che rappresenta - nel silenzio di troppi - una vergogna assoluta.
E non ci è piaciuto neanche l'approccio che ha avuto il centrodestra nei confronti dei lidi balneari.
Queste continue pacche sulle spalle ai gestori dei lidi - da parte dei procacciatori di voti del centrodestra -promettendo che prorogheranno la Bolskenstein è un modo insopportabile di prendere in giro coloro che con fatica continuano a gestire i lidi dopo i fatti del ciclone.
Abbiamo chiesto anche una delocalizzazione vera a proposito della frana di Niscemi; il contributo di autonoma sistemazione non è sufficiente, servono risorse per indennizzare coloro che hanno la casa o la propria attività nei pressi della zona rossa in modo che con gli indennizzi siano in condizioni di delocalizzare con una nuova attività e acquistare un nuovo immobile. Anche questa proposta è stata bocciata.
Siamo preoccupati che il governo dovrà ricorrere a nuove decretazioni d'urgenza o a un nuovo intervento dell'aula perché a fronte di tutte queste problematiche non sono arrivate al nostro giudizio risposte adeguate”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato e segretario del Pd siciliano.
“Apprendiamo dalla stampa che nel nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, si sarebbero verificati momenti di forte tensione e insubordinazione e che nella serata del 14 aprile un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita nella propria cella ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria. Come ho appurato nella mia visita al penitenziario, l’istituto è di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura”. Lo dichiara la deputata PD, Nadia Romeo che ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere chiarezza e un pronto intervento del governo nell'istituto penale per minorenni di Rovigo.
“Ancora non sono presenti e operativi tutti i 45 poliziotti in dotazione – aggiunge la parlamentare - e risulta assente una mensa per il personale. Ma soprattutto manca un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulterebbe ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura”. “Queste e altre ulteriori criticità sulla sicurezza e compatibilità della struttura con il contesto urbano, rischiano di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio”, conclude Romeo.
“Giovedì scorso la Presidente Meloni ci ha presentato la sua agenda per il rilancio dell'azione di Governo, ma non abbiamo mai sentito pronunciare le parole ‘trasporto’ o ‘trasporti’. Non l'abbiamo sentita perché esiste un limite perfino alla propaganda di questo governo”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti annunciando il voto favorevole alla mozione unitaria presentata insieme da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e Più Europa, sul trasporto pubblico locale.
Affrontando il tema della sicurezza sui mezzi pubblici e delle risorse stanziate dal governo l’esponente dem ha aggiunto: “Il lavoro fatto insieme da sindacati e imprese punta a garantire una sicurezza reale, che non interviene solo dopo le aggressioni ma agisce anche sulla prevenzione sul territorio. È inspiegabile la contrarietà del governo a riconoscere il carattere usurante del lavoro degli operatori del settore, compresi internavigatori e tranvieri. Non si capisce perché una persona che lavora su un vaporetto debba essere trattata diversamente rispetto a chi lavora su un autobus: è una scelta di civiltà che va nella direzione di ridurre diseguaglianze anche sul piano previdenziale. E sulla questione dei fondi a disposizione la realtà è chiara: ci sono tagli alle risorse, nonostante l’aumento dei costi e dell’inflazione. Il governo scarica il peso su regioni, enti locali e cittadini, senza affrontare il problema. Si registrano ritardi nei fondi e nessun intervento sul caro carburanti. Così si aggravano le disuguaglianze territoriali e si peggiorano i servizi. È una scelta grave e irresponsabile, che colpisce direttamente lavoratori e utenti”.
“Tra le nostre proposte – ha concluso Casu – ci sono la gratuità del trasporto pubblico per gli studenti e il diritto al ritorno a casa dei fuori sede, misure costruite insieme al coordinamento nazionale dei circoli per la mobilità. Così come è fondamentale dare continuità alle norme che abbiamo promosso per liberare le strade delle città da situazioni di degrado e illegalità. Dire no a queste proposte non significa solo respingere le iniziative dell’opposizione, ma ignorare il grido che arriva da imprese, sindacati, lavoratori e passeggeri. Un grido che il governo non ascolta, ma a cui noi vogliamo dare risposta. Il cambiamento non è più rinviabile e siamo già al lavoro per costruire un’alternativa credibile per il futuro del trasporto pubblico”.
«Ho sempre sostenuto con chiarezza che il PD debba essere un partito inclusivo. Esistono tuttavia contesti in cui non è possibile, in alcun modo, appoggiare coalizioni e candidature di centrodestra: laddove il candidato sindaco sia espressione di un percorso politico chiaramente riconducibile al centrodestra – e in particolare a Fratelli d'Italia – intorno a quella figura non è possibile costruire alcuna coalizione.”
Così, in una nota, Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico.
“Diverso è, invece, il discorso dove sia possibile tenere insieme il campo largo. A Conversano, ad esempio, escludere a priori chi intende partecipare a questo percorso – o, peggio ancora, chi desidera iscriversi al PD per arricchirne il patrimonio valoriale, le competenze e la storia – è, a mio avviso, un errore politico. Contrariamente a quanto titolato in modo malevolo e distorto, questa non è una posizione contro il Partito Democratico: è dissenso nei confronti di chi pone veti ed esclude non una singola candidatura, ma interi soggetti politici da una coalizione. Soggetti che, peraltro, risultano pienamente coerenti con le radici e la sensibilità politica del campo largo. Il PD è la mia casa e lo resterà fino a quando avrò il piacere di fare politica e fino a che condividerà i valori dell'inclusione, del pluralismo, della moderazione, del progresso e della giustizia sociale.”
“L’intervento ferroviario inerente all’interramento della linea Porrettana a Casalecchio di Reno è una priorità per il territorio ed un'opera di valore nazionale. Ricordo che a cura di Rfi è prevista la parte di sistemazione del tratto di linea ferroviaria Bologna-Pistoia, in corrispondenza della fermata di Casalecchio di Reno, con l'interramento di un tratto di linea ferroviaria in affiancamento all’interramento stradale della SS64 ‘Porrettana’ (a cura di Anas). I benefici per il territorio della realizzazione di questa parte dell’opera del più vasto nodo ferro-stradale sono noti: il miglioramento della regolarità della circolazione ferroviaria e della sicurezza stradale e ferroviaria, la ricucitura del tessuto urbano interessato dall'attraversamento della linea ferroviaria storica Pistoia-Bologna, il miglioramento della viabilità stradale esistente, la predisposizione della sede ferroviaria per un futuro raddoppio potenziamento dell’infrastruttura. Ho presentato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’effettiva volontà del governo di finanziare e completare l’opera, ritenuta dalla comunità territoriale strategica, ma da considerarsi fondamentale in un contesto più largo di organizzazione e pianificazione degli interventi per migliorare la rete ferro-stradale di un’area vasta”.
Così Andrea De Maria, deputato Pd.
Meloni prova a mettere 5000 km tra lei e sottosegretari in affari con persone vicine alla camorra, ministri accusati di truffare lo stato, altri che mettono in imbarazzo le istituzioni. Scappa da Roma non con un piano di pace, ma per provare a salvare se stessa da 15 milioni di No e da un paese in allarme per i costi della spesa e dei carburanti. Invece di sostenere l’Europa e insistere per una soluzione di pace, parte con l’illusione di cercare risposte alla crisi energica, non curante della forza e della tradizione diplomatica in Medio Oriente che l’Italia ha rappresentato per decenni e che avrebbe potuto esercitare in tutti questi mesi, favorendo il dialogo senza l’ostinato rifiuto di condannare le sciagurate scelte dell’amico Trump e di Netanyahu.
Il capolinea di un governo isolato in Europa e malvisto in casa è sempre più vicino.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Vorrei esprimere la mia più sentita solidarietà alla collega Nadia Romeo per le gravi intimidazioni subite. Organizzazioni di matrice fascista e violenta non dovrebbero avere campo libero in un paese civile e democratico. Il governo prenda una posizione netta ed inequivocabile contro CasaPound. È necessario che le autorità competenti intervengano subito per individuare i responsabili del vile gesto contro Nadia Romeo”. Così in una nota Stefano Graziano, capogruppo pd in commissione di difesa della camera.