22/10/2025 - 11:29

“Altro che ‘manovra in divenire’: in divenire ci sarà solo la crisi di interi settori della cultura, a partire da quello cinematografico e audiovisivo, che il governo sta sacrificando sull’altare dei propri pregiudizi ideologici e dei veleni interni alla maggioranza apportando tagli scellerati”, così la capogruppo del Pd in commissione cultura alla Camera, Irene Manzi, replica al ministro Giuli, che ha cercato “di sminuire le critiche che tutti i settori della cultura stanno muovendo nei confronti della sua gestione”.
“Non esistono manovre in divenire – aggiunge Manzi – i conti dello Stato sono chiari, e i tagli che Giuli ha avallato in Consiglio dei ministri ricadranno sui comparti culturali per tutto il prossimo anno e compromettendo anche investimenti pluriennali. Il resto sono solo prese in giro, che confermano l’assenza di consapevolezza e ascolto del governo Meloni delle reali difficoltà che stanno attraversando interi settori di sua competenza come il cinema e lo spettacolo dal vivo , e che Giuli continua a fingere di non vedere.”

 

22/10/2025 - 10:53

“Ancora una volta, la cultura viene trattata dal Governo come un costo da tagliare, non come un investimento per il futuro del Paese. Il taglio di oltre mezzo miliardo di euro al Fondo Cinema è un colpo durissimo per un settore già provato da incertezze, decisioni improvvisate e assenza di visione strategica. Le associazioni di categoria, con una rinnovata e non scontata unità, denunciano le gravissime ricadute occupazionali e produttive di questa scelta e chiedono lo stop a uno smantellamento che colpisce una delle eccellenze italiane riconosciute nel mondo”

Così in una nota il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini. “Il Governo, - aggiunge il democratico - invece di ascoltare, continua a usare la cultura come strumento politico e ideologico, colpendo in modo pretestuoso i settori considerati “ostili” solo perché liberi e non allineati.

Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ignora colpevolmente gli appelli del mondo del cinema e delle arti, limitandosi a eseguire, come un liquidatore fallimentare, il mandato politico della Presidente Meloni: smantellare un comparto vitale, indipendente e pluralista. Un settore che fino alla "cura Meloni" ha restituito lavoro e ricchezza in misura assai superiore alle risorse pubbliche investite.

Chiediamo al Governo di fare marcia indietro su questi tagli irresponsabili e ingiustificati e di avviare un confronto serio con chi ogni giorno fa vivere la cultura italiana”, conclude Orfini.

 

21/10/2025 - 13:16

“I tagli al cinema inseriti nella Legge di Bilancio sono irresponsabili. Ci troviamo di fronte a un governo che ignora completamente il valore sociale, educativo e creativo delle sale cinematografiche.
Il ministro Giuli arriva addirittura a tagliare i fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche: la manovra cancella certezze fondamentali sui finanziamenti per l’adeguamento funzionale e tecnologico delle sale alle esigenze delle persone con disabilità, anche sensoriale. La situazione delle sale italiane è ancora lontana dal garantire accessibilità piena, e in questo contesto la decisione di ridurre questi fondi appare incomprensibile e ingiustificabile.
Giuli dovrebbe avere il coraggio di spiegare le motivazioni reali di queste scelte, invece di nascondersi dietro presunti attacchi a fantomatici algoritmi o tecnici “ignoti” che avrebbero scritto le norme a sua insaputa.
Il cinema è cultura, inclusione e lavoro: cancellare fondi essenziali per il suo sviluppo e per l’accessibilità significa compiere un passo indietro per tutto il paese. Il diritto alla cultura va garantito a tutti, senza esclusioni.”
Così Ilenia Malavasi, componente del PD nella Commissione Affari Sociali della Camera.

21/10/2025 - 09:02

“La legge di bilancio colpisce duramente l’industria cinematografica e audiovisiva italiana, con oltre mezzo miliardo di euro di tagli. La stessa sottosegretaria Borgonzoni, in una lettera che rappresenta il più alto livello dello scaricabarile politico, parla addirittura di 650 milioni di euro sottratti al settore. Tra la riduzione del Fondo nazionale per il cinema e l’audiovisivo, la messa in discussione di capitoli di spesa fondamentali – come l’educazione nelle scuole, la digitalizzazione e gli investimenti nelle sale – e il taglio lineare che colpisce tutte le attività del Ministero della Cultura, siamo di fronte a un attacco senza precedenti. La ricetta Giuli, oltre a falcidiare le produzioni, mette in discussione persino i fondi destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche nelle sale cinematografiche, un intervento di civiltà che il governo sceglie di sacrificare per meri calcoli politici.” Così una nota della capogruppo del Pd in Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi. “Con il governo Meloni la cultura è trattata come un campo da spartire, non come un bene comune.
Si taglia o si finanzia a seconda di chi si vuole colpire o favorire, riducendo il settore culturale persino a terreno di regolamento di conti interni alla maggioranza.

Sul cinema e sull’audiovisivo – prosegue Manzi – si tocca il punto massimo dell’irresponsabilità: un comparto che il governo ha messo in crisi in questi anni viene adesso portato al collasso definitivo. Si fermano le produzioni, si penalizzano le maestranze e si colpiscono ambienti considerati “non allineati”, cancellando in pochi mesi decenni di lavoro e riconoscimenti internazionali.

Il governo deve ascoltare le tante voci critiche che si sono levate dal settore in queste ore e fare l’unica cosa giusta: cancellare il taglio. Non ridimensionarlo, ma cancellarlo totalmente. E smetterla con questo squallido scaricabarile in cui chi guida il Mic – da Giuli a Borgonzoni – finge di subire decisioni prese altrove. Il cinema e l’audiovisivo italiani sono già stati messi a dura prova: continuare su questa strada significa portare indietro l’intero sistema culturale del Paese.”

 

20/10/2025 - 19:50

“Siamo allo scaricabarile estremo: invece di assumersi responsabilità reali, Borgonzoni scrive lettere di protesta. In un momento in cui il cinema italiano è già al collasso, la sottosegretaria preferisce rivolgersi a Meloni, Giorgetti e Giuli, invece di fare ciò che sarebbe logico: dimettersi. La contraddizione è palese: Borgonzoni fa parte dello stesso governo e dello stesso partito del ministro dell’Economia, che ha firmato il taglio. Basta con questa sceneggiata molto simile ad un film di serie B: nessuna responsabilità nella maggioranza, solo accuse reciproche e teatrini interni. La cultura italiana non merita questo trattamento. Il cinema italiano è un’eccellenza mondiale, un patrimonio artistico e industriale che sostiene l’economia e la reputazione del Paese. Questo governo sta giocando con il futuro di migliaia di lavoratori, produttori, autori e maestranze. La sforbiciata va immediatamente cancellata, prima che il settore collassi definitivamente” così la capogruppo democratica in commissione cultura alla camera, Irene Manzi commenta la lettera che la sottosegretaria alla Cultura Borgonzoni ha inviato a Meloni, Giorgetti e Giuli dopo il drastico taglio che il governo ha inferto al fondo cinema con la legge di bilancio.

 

20/10/2025 - 15:05

“Con la nuova Legge di Bilancio il governo Meloni e il ministro Giuli infliggono un altro colpo durissimo al cinema e all’audiovisivo italiani. Dopo anni di attacchi sistematici alla cultura, arriva un nuovo taglio di proporzioni enormi: oltre 190 milioni nel 2026 e 240 milioni a partire dal 2027. Una riduzione del 30 per cento e poi del 35 per cento del Fondo Cinema, che rischia di mettere in ginocchio un intero settore industriale la cui tenuta è già seriamente a rischio.” Lo dichiara Matteo Orfini, deputato del Partito Democratico, componente della Commissione Cultura della Camera.

“Il governo – prosegue Orfini – sta giocando con il fuoco. Sta progressivamente indebolendo un comparto che ha già portato sul ciglio della recessione. Questa ostinazione non è spiegabile se non con la volontà politica, ormai scientifica, di colpire tutto ciò che viene percepito come distante dalle proprie sensibilità ideologiche. Ma qui non si parla di propaganda – aggiunge Orfini – si parla di un settore industriale vero, di una filiera che produce valore economico e lavoro: il cinema italiano è una delle nostre eccellenze più riconosciute, parte integrante del Made in Italy culturale. Indebolirlo significa colpire la libertà creativa, ma anche l’economia reale del Paese.  Tagliare il Fondo Cinema, ridurre le risorse per la promozione nelle scuole, per le sale, per la digitalizzazione del patrimonio significa fare una scelta precisa: impoverire la cultura italiana”.

 

19/10/2025 - 19:01

“Con la Legge di Bilancio, il ministro della Cultura Giuli firma e avalla un taglio durissimo al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo. Non è un errore tecnico né una distrazione: è l’ennesimo capitolo di una strategia precisa con cui il governo Meloni continua, da anni, ad attaccare e indebolire il mondo della cultura. Il fondo, oggi pari a 700 milioni di euro, subirà una riduzione di 190 milioni nel 2026 e di 240 milioni a partire dal 2027. Un taglio del 30% nel primo anno e fino al 35% negli anni successivi: una vera falciata che mette a rischio la produzione, la distribuzione e l’intero ecosistema cinematografico italiano". Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Cultura, Irene Manzi.
"Mentre il ministro Giuli finge di prendersela con 'algoritmi' e 'intelligenze artificiali' - sottilinea la parlamentare -, nei fatti a pagare sono autori, produttori, maestranze, esercenti e pubblico. Altro che tecnicismi: si tratta di una scelta politica deliberata, con cui il governo colpisce ancora una volta un settore ritenuto 'ostile', perché libero e indipendente. È l’ennesima manovra di bilancio in cui il cinema e l’audiovisivo italiani subiscono un ridimensionamento mascherato da razionalizzazione. Questo nuovo taglio conferma una linea coerente di penalizzazione verso la cultura, considerata non come risorsa ma come problema".
"A questi tagli vanno aggiunte le riduzioni ai fondi per la promozione del cinema nelle scuole, per l’ammodernamento e l’adeguamento delle sale, anche in relazione alle esigenze delle persone con disabilità, e per la digitalizzazione dell’archivio storico del cinema italiano.
Un insieme di tagli drastici che disegna un disegno preciso: smontare passo dopo passo il sistema del cinema e dell’audiovisivo italiano, privandolo di risorse, prospettiva e futuro. È un segnale grave, che dovrebbe far riflettere su quale idea di cultura e di Paese questo governo stia realmente portando avanti”, conclude Manzi.

13/10/2025 - 18:10

“Le dichiarazioni del ministro Giuli sulla “continuità” garantita con la nomina di Brugnoni fanno sinceramente sorridere. Ma una volta per tutte ci spieghino: per la destra il cinema italiano e la sua gestione sono stati finora un’enclave sovietica da spazzare via oppure un luogo di gestione da conquistare, o forse solo da ammaestrare al nuovo ciclo politico? La verità è che si continua a parlare di discontinuità solo quando serve a occupare nuovi spazi, e di continuità quando invece conviene preservare equilibri e relazioni. Ribadiamo che il cinema italiano, invece, avrebbe bisogno di visione, libertà e professionalità, non di appartenenze o fedeltà di corrente. Ci auguriamo che il nuovo direttore generale cinema e audiovisivo del Mic, a cui vanno i nostri auguri per il suo incarico, sappia operare in modo trasparente e corretto, resistendo ai rancori e alle pressioni che il gabinetto del ministro vorrebbe trasferire alla macchina amministrativa del ministero” così il deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.

15/09/2025 - 16:26

Il Partito Democratico ha presentato oggi alla Camera una mozione sulla crisi del cinema e dell’industria audiovisiva italiana, chiedendo al Governo e in particolare al Ministro Giuli di “cambiare rotta e smetterla con interventi che penalizzano un settore strategico che il Governo inspiegabilmente considera ostile”.

Intervenendo in Aula per il gruppo democratico, il delegato d’Aula Andrea Casu ha denunciato come il ministro Giuli stia gestendo le nomine di settore “all’insegna dell’amichettismo”, con Cinecittà ridotta a “landa desolata, condannata a essere luogo di eventi più che di grandi produzioni internazionali in calo anno dopo anno”. Serve chiarezza e trasparenza: “una delle più importanti eccellenze del nostro Made in Italy non può essere travolta dal sospetto di opacità gestionale, ne va dell’intero comparto”.

“La filiera sta vivendo uno stallo – si legge nella mozione – che dimostra l’inefficacia delle politiche messe in campo da tre anni a questa parte”. In particolare, “l’inerzia e l’incertezza del Governo Meloni stanno portando le grandi produzioni internazionali a virare altrove, verso altri Paesi, facendo perdere all’Italia importanti quote di mercato”, mentre invece sarebbe necessario “un potenziamento delle risorse non certo i tagli a cui abbiamo assistito”.

Il Pd ricorda inoltre che le maestranze italiane, riconosciute in tutto il mondo come eccellenza assoluta, oggi non lavorano e sono costrette a migrare in altri settori pur di non perdere l’occupazione. “È una scelta triste, conseguenza diretta delle incertezze e dei tentennamenti di questo Governo”.

La mozione ribadisce che il tax credit, potenziato con la riforma Franceschini, “va perfezionato dopo oltre dieci anni di applicazione, ma non può essere abbandonato. Vanno migliorate le forme di controllo, in quello che è lo strumento utilizzato in tutto il mondo per attrarre e incentivare gli investimenti”.

Tra gli impegni chiesti al Governo: incrementare i finanziamenti destinati al settore, potenziare il fondo per il tax credit, rilanciare le sale cinematografiche come presìdi culturali e sociali ed evitare che anche a livello nazionale vengano avanzate norme ingiuste e sbagliate come quella recentemente proposte dalla Regione Lazio per facilitare la trasformazione delle storiche sale in luoghi puramente commerciali bloccata dalla battaglia del Pd e delle forze di opposizione, tutelare l’occupazione, sostenere i produttori indipendenti “quali garanzia di pluralismo e innovazione”, governare la sfida tecnologica garantendo la giusta attenzione alle preoccupazioni espresse da tutti i protagonisti delle industrie culturali e creative in occasione del confronto parlamentare sull’articolo 25 del disegno di legge sull’intelligenza artificiale.”

“Vogliamo che la discussione di oggi sia solo il primo passo di un’analisi più profonda - ha detto Casu - vogliamo parlamentarizzare la crisi dell’industria audiovisiva e ascoltare qui alla Camera la voce di tutti i soggetti coinvolti offrendo uno spazio di confronto reale a tutte le realtà che si sono mobilitate nell’ultimo anno”.

Il Pd chiede infine di accelerare l’esame parlamentare della legge Schlein che chiede di intervenire sulla governance di settore istituendo un’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, con compiti precisi di progettazione, gestione e promozione delle politiche pubbliche per rafforzare un comparto strategico per l’economia, il lavoro e l’identità culturale del Paese.

 

11/09/2025 - 10:13

“Quanto sta emergendo intorno a Cinecittà impone una riflessione seria e severa da parte del governo: Giuli faccia immediatamente chiarezza. Non è più tempo di scaricare responsabilità su governi passati o di piegare a propaganda politica le criticità legate al tax credit su cui in più occasioni abbiamo chiesto una riflessione sul necessario rafforzamento delle modalità di controllo da parte Mic” così in una nota il democratico Matteo Orfini componente della Commissione e cultura della Camera.
“Se venissero confermate le notizie diffuse dagli organi di stampa - prosegue Orfini - ci troveremmo di fronte non a semplici errori di gestione, ma a pratiche che esulano dalle regole e dai principi di trasparenza.
Cinecittà rappresenta il cuore pulsante dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana e non può permettersi vertici che, direttamente o indirettamente, abbiano abusato del proprio ruolo. È indispensabile fare piena luce, senza reticenze né protezioni di parte. Ci auguriamo che cessino subito le lotte interne alla maggioranza, che hanno trasformato un settore strategico in terreno di scontro politico. L’industria cinematografica italiana ha bisogno di stabilità, autonomia e una visione industriale seria, non di strumentalizzazioni ciniche e campagne di occupazione. Serve un cambio di passo immediato, nell’interesse esclusivo del Paese e della cultura italiana: Giuli e Borgonzoni ne prendano atto”, conclude Orfini commentando le notizie stampa relative a una indagine della Procura di Roma sul ruolo e le modalità di finanziamento della società di produzione cinematografica che fa capo all’amministratrice delegata di Cinecittà.

 

03/09/2025 - 18:30

“Riconoscere il ruolo del caregiver è una battaglia di civiltà e di dignità. In Italia abbiamo circa 8 milioni di persone – soprattutto donne, spesso in età lavorativa – che rinunciano al proprio progetto di vita per dedicarsi e accompagnare un familiare o un conoscente nel percorso di cura.
È fondamentale lavorare sull'informazione, sulla formazione, sul supporto psicologico e sull’accompagnamento di queste figure, riconoscendo loro maggiore flessibilità nel rapporto con il mondo del lavoro, affinché non vengano emarginate. Occorre inoltre garantire contributi pensionistici che valorizzino questo percorso di vita, che rappresenta anche un grandissimo aiuto per lo Stato: senza la presenza di queste persone, non ci sarebbe la possibilità per l’Italia di assistere le tante persone non autosufficienti che hanno bisogno di cure quotidiane. La cura ha un grande valore sociale, ma merita riconoscimento e rispetto, sia per chi ne ha bisogno, sia per chi la esercita.
La figura del caregiver non va confusa con quella della badante: si tratta di persone che quotidianamente si prendono cura volontariamente delle esigenze quotidiane delle persone non autosufficienti, disabili o semplicemente malate, che necessitano di assistenza e cura. Oggi già 12 regioni hanno legiferato ed è necessario superare le differenze regionali oggi esistenti, dotando il nostro paese di una legge equa e inclusiva, che dia risposte a tutti i caregiver, garantendo a tutte e a tutti gli stessi diritti, sia sul piano dell’assistenza che su quello del riconoscimento professionale e delle tutele.
Siamo ottimisti: in questa legislatura si può fare. All’interno della Commissione Affari sociali della Camera sono già state incardinate diverse proposte di legge, tra cui quella del Partito Democratico, di cui sono prima firmataria. La riteniamo importante, urgente e necessaria, ma siamo convinti che si possa arrivare a una proposta unitaria. Ne va della credibilità della politica nel dare risposte concrete ai cittadini. Oggi ribadiamo la necessità di arrivare in questa legislatura alla definizione di una legge nazionale che riconosca in modo ugualitario la figura del caregiver in tutto il Paese” così la democratica Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della Camera che oggi ha partecipato nell’ambito della Festa del Cinema di Venezia alla proiezione del cortometraggio ‘La luce nella crepa”, per la regia di Anselma Dell’Olio, dedicato ai caregiver, che in Italia – da semi invisibili – sono circa 8 milioni: una storia vera di dedizione e assistenza a familiari o amici, a cui per scelta o necessità dedicano la loro vita, oggi in totale solitudine.

 

 

28/08/2025 - 19:08

“Ancora una volta è andata in scena la specialità del governo Meloni: dare i numeri. A Venezia la sottosegretaria Borgonzoni ha raccontato una realtà che non esiste, incurante di migliaia di lavoratori alla fame e di tantissimi produttori messi in crisi dallo stallo prodotto dalle scelte del governo.
Non è nascondendosi dietro dati farlocchi che questo governo potrà sfuggire dalle proprie responsabilità: aver mandato in crisi un settore, aver messo a rischio imprese, lavoratori e famiglie solo per accontentare qualche potente del settore.
Ancora una volta chiediamo al governo di ascoltare le richieste di aiuto che vengono dai lavoratori del settore e di cambiare decisamente passo e strategia.
L'industria del cinema e dell'audiovisivo italiana è troppo importante per essere gestita con l'arroganza, le bugie, il dilettantismo” così il deputato democratico Matteo Orfini componente della commissione cultura della camera

29/07/2025 - 17:19

“Le parole pronunciate oggi dal ministro Giuli in Senato sfiorano il surreale. Di fronte alla più grave crisi del settore cinematografico dal dopoguerra, il ministro della Cultura si ostina a negare l’evidenza, rifugiandosi in numeri che – letti con onestà – raccontano tutt’altra storia”.

È quanto denunciano i deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera, che sottolineano: “Il dato delle 729 domande di tax credit non dimostra la vitalità del comparto, ma piuttosto conferma la lunga attesa e il blocco che ha paralizzato per anni l’industria, oggi in cerca di ripartenza dopo essere stata soffocata da battaglie ideologiche e da una gestione confusa e contraddittoria imposta dalla maggioranza. E infatti, quest'anno si chiuderà con un numero di produzioni nettamente inferiore rispetto agli anni passati, ma Giuli questo lo sa benissimo e ha scelto consapevolmente di ometterlo.”

“Ancora più gravi – proseguono i democratici – sono le menzogne su Cinecittà, che sembrano voler rimuovere un fatto incontrovertibile: la gestione Giuli–Sangiuliano–Borgonzoni sta minando la sostenibilità degli studi, generando isolamento e sfiducia attorno a una delle grandi eccellenze italiane, riconosciute nel mondo per il proprio passato illustre e per un presente fatto di competenze, professionalità e maestranze che andrebbero valorizzate, non trasformate in terreno di scontro politico. Il Ministero della Cultura è diventato terreno di contesa interna tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, intenti solo a piantare bandierine nei diversi ambiti di competenza, come dimostrano le nomine nella presidenza e nel cda di persone che nulla hanno a che fare con il settore e molto invece con gli equilibri politici della maggioranza”.

“È sconfortante constatare – concludono i democratici – come Giuli scelga di ignorare una crisi strutturale e smaccata che sta colpendo lavoratori, produttori, tecnici e imprese. Una crisi figlia di scelte sbagliate, approcci ideologici e ostilità verso chi è percepito come politicamente distante, aggravata da una gestione incapace e priva di visione. Chi governa ha il dovere di ascoltare la realtà, non di rimuoverla. E la realtà – piaccia o no al ministro – è quella di un’industria in ginocchio, che non può più permettersi di aspettare i conflitti interni alla maggioranza”.

 

03/07/2025 - 11:25

*Borgonzoni commissariata da Giuli*

“Avevamo chiesto un passo indietro di Borgonzoni e Borrelli, principali responsabili della drammatica crisi del cinema e anche dell'incapacità di costruire un serio meccanismo di controlli sul tax credit.
Ieri sono arrivate le dimissioni del direttore generale, che quantomeno ha dimostrato maggior dignità e senso di responsabilità della sottosegretaria, oggi di fatto commissariata.
Le polemiche di questi due anni della destra contro il settore hanno prodotto un solo risultato: chi truffava ha continuato a farlo, mentre tanti produttori veri e tanti lavoratori sono stati pesantemente danneggiati dalla paralisi del settore.
Ora chiediamo a Giuli di garantire nomine adeguate e di alto profilo sia per Cinecittà che per il ministero. E di garantire attraverso un dialogo vero e ampio con tutte le realtà del settore una rapida ripartenza che è sempre più urgente.
Quanto sta emergendo dimostra la necessità di riflettere seriamente sulla governance del settore, come da mesi segnala il maestro Pupi Avati.
Come noto abbiamo messo a disposizione una nostra proposta, speriamo possa essere l'occasione per una discussione serie e di merito, nell'interesse del cinema italiano” così il deputato democratico componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

03/07/2025 - 10:36

“Cosa sta accadendo davvero al ministero della Cultura? La riorganizzazione annunciata da tempo dal ministro Giuli resta opaca e confusa, mentre assistiamo a un vero e proprio accanimento nei confronti di settori fondamentali come il cinema, il teatro e l’editoria. Viene da chiedersi se sia un attacco deliberato a mondi che producono pensiero critico e quindi democrazia”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura.

“Dal tax credit fino alle recenti decisioni sulla distribuzione delle risorse per lo spettacolo dal vivo, il MIC ha penalizzato realtà storiche e manifestazioni di grande valore culturale, ad esempio nell’ambito del teatro contemporaneo. Il tutto mentre si consumano lotte interne tra il ministro Giuli e la sottosegretaria Borgonzoni, culminate da ultimo nelle dimissioni del Dg Borrelli, rischiano di paralizzare l’operatività del più importante comparto culturale del nostro Paese”, aggiunge l’esponente dem.

“Siamo davanti a scelte – conclude Manzi - che sembrano ispirate più da logiche politiche che da criteri tecnici, come confermato da dichiarazioni di esponenti della stessa maggioranza. E mentre si colpiscono la creatività e l’innovazione, il Premio Strega viene indicato come un bersaglio da combattere, invece che valorizzato per il suo ruolo. Non va meglio nemmeno nel settore librario, dove i fondi annunciati con il piano Olivetti non sono ancora stati assegnati alle biblioteche, nonostante il settore editoriale ne abbia tratto fondamentale sostegno. Invece di immaginare nemici, il ministero dovrebbe dimostrare senso delle istituzioni e intervenire con urgenza per sostenere concretamente settori culturali strategici per lo sviluppo culturale ed economico del Paese”.

 

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