19/10/2025 - 19:01

“Con la Legge di Bilancio, il ministro della Cultura Giuli firma e avalla un taglio durissimo al Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo. Non è un errore tecnico né una distrazione: è l’ennesimo capitolo di una strategia precisa con cui il governo Meloni continua, da anni, ad attaccare e indebolire il mondo della cultura. Il fondo, oggi pari a 700 milioni di euro, subirà una riduzione di 190 milioni nel 2026 e di 240 milioni a partire dal 2027. Un taglio del 30% nel primo anno e fino al 35% negli anni successivi: una vera falciata che mette a rischio la produzione, la distribuzione e l’intero ecosistema cinematografico italiano". Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Cultura, Irene Manzi.
"Mentre il ministro Giuli finge di prendersela con 'algoritmi' e 'intelligenze artificiali' - sottilinea la parlamentare -, nei fatti a pagare sono autori, produttori, maestranze, esercenti e pubblico. Altro che tecnicismi: si tratta di una scelta politica deliberata, con cui il governo colpisce ancora una volta un settore ritenuto 'ostile', perché libero e indipendente. È l’ennesima manovra di bilancio in cui il cinema e l’audiovisivo italiani subiscono un ridimensionamento mascherato da razionalizzazione. Questo nuovo taglio conferma una linea coerente di penalizzazione verso la cultura, considerata non come risorsa ma come problema".
"A questi tagli vanno aggiunte le riduzioni ai fondi per la promozione del cinema nelle scuole, per l’ammodernamento e l’adeguamento delle sale, anche in relazione alle esigenze delle persone con disabilità, e per la digitalizzazione dell’archivio storico del cinema italiano.
Un insieme di tagli drastici che disegna un disegno preciso: smontare passo dopo passo il sistema del cinema e dell’audiovisivo italiano, privandolo di risorse, prospettiva e futuro. È un segnale grave, che dovrebbe far riflettere su quale idea di cultura e di Paese questo governo stia realmente portando avanti”, conclude Manzi.

13/10/2025 - 18:10

“Le dichiarazioni del ministro Giuli sulla “continuità” garantita con la nomina di Brugnoni fanno sinceramente sorridere. Ma una volta per tutte ci spieghino: per la destra il cinema italiano e la sua gestione sono stati finora un’enclave sovietica da spazzare via oppure un luogo di gestione da conquistare, o forse solo da ammaestrare al nuovo ciclo politico? La verità è che si continua a parlare di discontinuità solo quando serve a occupare nuovi spazi, e di continuità quando invece conviene preservare equilibri e relazioni. Ribadiamo che il cinema italiano, invece, avrebbe bisogno di visione, libertà e professionalità, non di appartenenze o fedeltà di corrente. Ci auguriamo che il nuovo direttore generale cinema e audiovisivo del Mic, a cui vanno i nostri auguri per il suo incarico, sappia operare in modo trasparente e corretto, resistendo ai rancori e alle pressioni che il gabinetto del ministro vorrebbe trasferire alla macchina amministrativa del ministero” così il deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.

15/09/2025 - 16:26

Il Partito Democratico ha presentato oggi alla Camera una mozione sulla crisi del cinema e dell’industria audiovisiva italiana, chiedendo al Governo e in particolare al Ministro Giuli di “cambiare rotta e smetterla con interventi che penalizzano un settore strategico che il Governo inspiegabilmente considera ostile”.

Intervenendo in Aula per il gruppo democratico, il delegato d’Aula Andrea Casu ha denunciato come il ministro Giuli stia gestendo le nomine di settore “all’insegna dell’amichettismo”, con Cinecittà ridotta a “landa desolata, condannata a essere luogo di eventi più che di grandi produzioni internazionali in calo anno dopo anno”. Serve chiarezza e trasparenza: “una delle più importanti eccellenze del nostro Made in Italy non può essere travolta dal sospetto di opacità gestionale, ne va dell’intero comparto”.

“La filiera sta vivendo uno stallo – si legge nella mozione – che dimostra l’inefficacia delle politiche messe in campo da tre anni a questa parte”. In particolare, “l’inerzia e l’incertezza del Governo Meloni stanno portando le grandi produzioni internazionali a virare altrove, verso altri Paesi, facendo perdere all’Italia importanti quote di mercato”, mentre invece sarebbe necessario “un potenziamento delle risorse non certo i tagli a cui abbiamo assistito”.

Il Pd ricorda inoltre che le maestranze italiane, riconosciute in tutto il mondo come eccellenza assoluta, oggi non lavorano e sono costrette a migrare in altri settori pur di non perdere l’occupazione. “È una scelta triste, conseguenza diretta delle incertezze e dei tentennamenti di questo Governo”.

La mozione ribadisce che il tax credit, potenziato con la riforma Franceschini, “va perfezionato dopo oltre dieci anni di applicazione, ma non può essere abbandonato. Vanno migliorate le forme di controllo, in quello che è lo strumento utilizzato in tutto il mondo per attrarre e incentivare gli investimenti”.

Tra gli impegni chiesti al Governo: incrementare i finanziamenti destinati al settore, potenziare il fondo per il tax credit, rilanciare le sale cinematografiche come presìdi culturali e sociali ed evitare che anche a livello nazionale vengano avanzate norme ingiuste e sbagliate come quella recentemente proposte dalla Regione Lazio per facilitare la trasformazione delle storiche sale in luoghi puramente commerciali bloccata dalla battaglia del Pd e delle forze di opposizione, tutelare l’occupazione, sostenere i produttori indipendenti “quali garanzia di pluralismo e innovazione”, governare la sfida tecnologica garantendo la giusta attenzione alle preoccupazioni espresse da tutti i protagonisti delle industrie culturali e creative in occasione del confronto parlamentare sull’articolo 25 del disegno di legge sull’intelligenza artificiale.”

“Vogliamo che la discussione di oggi sia solo il primo passo di un’analisi più profonda - ha detto Casu - vogliamo parlamentarizzare la crisi dell’industria audiovisiva e ascoltare qui alla Camera la voce di tutti i soggetti coinvolti offrendo uno spazio di confronto reale a tutte le realtà che si sono mobilitate nell’ultimo anno”.

Il Pd chiede infine di accelerare l’esame parlamentare della legge Schlein che chiede di intervenire sulla governance di settore istituendo un’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, con compiti precisi di progettazione, gestione e promozione delle politiche pubbliche per rafforzare un comparto strategico per l’economia, il lavoro e l’identità culturale del Paese.

 

11/09/2025 - 10:13

“Quanto sta emergendo intorno a Cinecittà impone una riflessione seria e severa da parte del governo: Giuli faccia immediatamente chiarezza. Non è più tempo di scaricare responsabilità su governi passati o di piegare a propaganda politica le criticità legate al tax credit su cui in più occasioni abbiamo chiesto una riflessione sul necessario rafforzamento delle modalità di controllo da parte Mic” così in una nota il democratico Matteo Orfini componente della Commissione e cultura della Camera.
“Se venissero confermate le notizie diffuse dagli organi di stampa - prosegue Orfini - ci troveremmo di fronte non a semplici errori di gestione, ma a pratiche che esulano dalle regole e dai principi di trasparenza.
Cinecittà rappresenta il cuore pulsante dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana e non può permettersi vertici che, direttamente o indirettamente, abbiano abusato del proprio ruolo. È indispensabile fare piena luce, senza reticenze né protezioni di parte. Ci auguriamo che cessino subito le lotte interne alla maggioranza, che hanno trasformato un settore strategico in terreno di scontro politico. L’industria cinematografica italiana ha bisogno di stabilità, autonomia e una visione industriale seria, non di strumentalizzazioni ciniche e campagne di occupazione. Serve un cambio di passo immediato, nell’interesse esclusivo del Paese e della cultura italiana: Giuli e Borgonzoni ne prendano atto”, conclude Orfini commentando le notizie stampa relative a una indagine della Procura di Roma sul ruolo e le modalità di finanziamento della società di produzione cinematografica che fa capo all’amministratrice delegata di Cinecittà.

 

03/09/2025 - 18:30

“Riconoscere il ruolo del caregiver è una battaglia di civiltà e di dignità. In Italia abbiamo circa 8 milioni di persone – soprattutto donne, spesso in età lavorativa – che rinunciano al proprio progetto di vita per dedicarsi e accompagnare un familiare o un conoscente nel percorso di cura.
È fondamentale lavorare sull'informazione, sulla formazione, sul supporto psicologico e sull’accompagnamento di queste figure, riconoscendo loro maggiore flessibilità nel rapporto con il mondo del lavoro, affinché non vengano emarginate. Occorre inoltre garantire contributi pensionistici che valorizzino questo percorso di vita, che rappresenta anche un grandissimo aiuto per lo Stato: senza la presenza di queste persone, non ci sarebbe la possibilità per l’Italia di assistere le tante persone non autosufficienti che hanno bisogno di cure quotidiane. La cura ha un grande valore sociale, ma merita riconoscimento e rispetto, sia per chi ne ha bisogno, sia per chi la esercita.
La figura del caregiver non va confusa con quella della badante: si tratta di persone che quotidianamente si prendono cura volontariamente delle esigenze quotidiane delle persone non autosufficienti, disabili o semplicemente malate, che necessitano di assistenza e cura. Oggi già 12 regioni hanno legiferato ed è necessario superare le differenze regionali oggi esistenti, dotando il nostro paese di una legge equa e inclusiva, che dia risposte a tutti i caregiver, garantendo a tutte e a tutti gli stessi diritti, sia sul piano dell’assistenza che su quello del riconoscimento professionale e delle tutele.
Siamo ottimisti: in questa legislatura si può fare. All’interno della Commissione Affari sociali della Camera sono già state incardinate diverse proposte di legge, tra cui quella del Partito Democratico, di cui sono prima firmataria. La riteniamo importante, urgente e necessaria, ma siamo convinti che si possa arrivare a una proposta unitaria. Ne va della credibilità della politica nel dare risposte concrete ai cittadini. Oggi ribadiamo la necessità di arrivare in questa legislatura alla definizione di una legge nazionale che riconosca in modo ugualitario la figura del caregiver in tutto il Paese” così la democratica Ilenia Malavasi, componente della commissione affari sociali della Camera che oggi ha partecipato nell’ambito della Festa del Cinema di Venezia alla proiezione del cortometraggio ‘La luce nella crepa”, per la regia di Anselma Dell’Olio, dedicato ai caregiver, che in Italia – da semi invisibili – sono circa 8 milioni: una storia vera di dedizione e assistenza a familiari o amici, a cui per scelta o necessità dedicano la loro vita, oggi in totale solitudine.

 

 

28/08/2025 - 19:08

“Ancora una volta è andata in scena la specialità del governo Meloni: dare i numeri. A Venezia la sottosegretaria Borgonzoni ha raccontato una realtà che non esiste, incurante di migliaia di lavoratori alla fame e di tantissimi produttori messi in crisi dallo stallo prodotto dalle scelte del governo.
Non è nascondendosi dietro dati farlocchi che questo governo potrà sfuggire dalle proprie responsabilità: aver mandato in crisi un settore, aver messo a rischio imprese, lavoratori e famiglie solo per accontentare qualche potente del settore.
Ancora una volta chiediamo al governo di ascoltare le richieste di aiuto che vengono dai lavoratori del settore e di cambiare decisamente passo e strategia.
L'industria del cinema e dell'audiovisivo italiana è troppo importante per essere gestita con l'arroganza, le bugie, il dilettantismo” così il deputato democratico Matteo Orfini componente della commissione cultura della camera

29/07/2025 - 17:19

“Le parole pronunciate oggi dal ministro Giuli in Senato sfiorano il surreale. Di fronte alla più grave crisi del settore cinematografico dal dopoguerra, il ministro della Cultura si ostina a negare l’evidenza, rifugiandosi in numeri che – letti con onestà – raccontano tutt’altra storia”.

È quanto denunciano i deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera, che sottolineano: “Il dato delle 729 domande di tax credit non dimostra la vitalità del comparto, ma piuttosto conferma la lunga attesa e il blocco che ha paralizzato per anni l’industria, oggi in cerca di ripartenza dopo essere stata soffocata da battaglie ideologiche e da una gestione confusa e contraddittoria imposta dalla maggioranza. E infatti, quest'anno si chiuderà con un numero di produzioni nettamente inferiore rispetto agli anni passati, ma Giuli questo lo sa benissimo e ha scelto consapevolmente di ometterlo.”

“Ancora più gravi – proseguono i democratici – sono le menzogne su Cinecittà, che sembrano voler rimuovere un fatto incontrovertibile: la gestione Giuli–Sangiuliano–Borgonzoni sta minando la sostenibilità degli studi, generando isolamento e sfiducia attorno a una delle grandi eccellenze italiane, riconosciute nel mondo per il proprio passato illustre e per un presente fatto di competenze, professionalità e maestranze che andrebbero valorizzate, non trasformate in terreno di scontro politico. Il Ministero della Cultura è diventato terreno di contesa interna tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, intenti solo a piantare bandierine nei diversi ambiti di competenza, come dimostrano le nomine nella presidenza e nel cda di persone che nulla hanno a che fare con il settore e molto invece con gli equilibri politici della maggioranza”.

“È sconfortante constatare – concludono i democratici – come Giuli scelga di ignorare una crisi strutturale e smaccata che sta colpendo lavoratori, produttori, tecnici e imprese. Una crisi figlia di scelte sbagliate, approcci ideologici e ostilità verso chi è percepito come politicamente distante, aggravata da una gestione incapace e priva di visione. Chi governa ha il dovere di ascoltare la realtà, non di rimuoverla. E la realtà – piaccia o no al ministro – è quella di un’industria in ginocchio, che non può più permettersi di aspettare i conflitti interni alla maggioranza”.

 

03/07/2025 - 11:25

*Borgonzoni commissariata da Giuli*

“Avevamo chiesto un passo indietro di Borgonzoni e Borrelli, principali responsabili della drammatica crisi del cinema e anche dell'incapacità di costruire un serio meccanismo di controlli sul tax credit.
Ieri sono arrivate le dimissioni del direttore generale, che quantomeno ha dimostrato maggior dignità e senso di responsabilità della sottosegretaria, oggi di fatto commissariata.
Le polemiche di questi due anni della destra contro il settore hanno prodotto un solo risultato: chi truffava ha continuato a farlo, mentre tanti produttori veri e tanti lavoratori sono stati pesantemente danneggiati dalla paralisi del settore.
Ora chiediamo a Giuli di garantire nomine adeguate e di alto profilo sia per Cinecittà che per il ministero. E di garantire attraverso un dialogo vero e ampio con tutte le realtà del settore una rapida ripartenza che è sempre più urgente.
Quanto sta emergendo dimostra la necessità di riflettere seriamente sulla governance del settore, come da mesi segnala il maestro Pupi Avati.
Come noto abbiamo messo a disposizione una nostra proposta, speriamo possa essere l'occasione per una discussione serie e di merito, nell'interesse del cinema italiano” così il deputato democratico componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

03/07/2025 - 10:36

“Cosa sta accadendo davvero al ministero della Cultura? La riorganizzazione annunciata da tempo dal ministro Giuli resta opaca e confusa, mentre assistiamo a un vero e proprio accanimento nei confronti di settori fondamentali come il cinema, il teatro e l’editoria. Viene da chiedersi se sia un attacco deliberato a mondi che producono pensiero critico e quindi democrazia”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura.

“Dal tax credit fino alle recenti decisioni sulla distribuzione delle risorse per lo spettacolo dal vivo, il MIC ha penalizzato realtà storiche e manifestazioni di grande valore culturale, ad esempio nell’ambito del teatro contemporaneo. Il tutto mentre si consumano lotte interne tra il ministro Giuli e la sottosegretaria Borgonzoni, culminate da ultimo nelle dimissioni del Dg Borrelli, rischiano di paralizzare l’operatività del più importante comparto culturale del nostro Paese”, aggiunge l’esponente dem.

“Siamo davanti a scelte – conclude Manzi - che sembrano ispirate più da logiche politiche che da criteri tecnici, come confermato da dichiarazioni di esponenti della stessa maggioranza. E mentre si colpiscono la creatività e l’innovazione, il Premio Strega viene indicato come un bersaglio da combattere, invece che valorizzato per il suo ruolo. Non va meglio nemmeno nel settore librario, dove i fondi annunciati con il piano Olivetti non sono ancora stati assegnati alle biblioteche, nonostante il settore editoriale ne abbia tratto fondamentale sostegno. Invece di immaginare nemici, il ministero dovrebbe dimostrare senso delle istituzioni e intervenire con urgenza per sostenere concretamente settori culturali strategici per lo sviluppo culturale ed economico del Paese”.

 

20/06/2025 - 15:42

“Quella del cinema è una lobby tanto potente quanto corrotta che me l'ha fatta pagare”. Davanti a queste dichiarazioni gravissime, il corrispondente Rai a Parigi, Gennaro Sangiuliano, dovrebbe recarsi in procura e sporgere denuncia, se ritiene di essere a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Le sue parole non possono essere liquidate come una semplice provocazione politica, tanto più che lo stesso ex ministro ha dichiarato di non occuparsi più di politica attiva. Chiediamo con fermezza che siano forniti chiarimenti urgenti su quanto affermato: sarebbe del tutto irrituale che un dirigente della Rai, servizio pubblico, si prestasse a fare da amplificatore a una campagna politica condotta da Fratelli d’Italia in toni che rischiano di degenerare in puro sciacallaggio. Peraltro, da quanto apprendiamo dalla stampa e non smentito dalla dg Cinema del MiC, gli atti sono stati approvati nel 2023 e quindi firmati, gestiti e politicamente coperti dall’attuale governo e, per essere precisi, proprio quando a capo del MiC era Sangiuliano” così una nota dei componenti democratici in vigilanza Rai.

20/06/2025 - 12:20

“Basta scaricabarile. Basta sciacallaggi. Chi governa da tre anni non può continuare a dare la colpa ai governi precedenti. Le dichiarazioni dei Trancassini di turno sul caso Villa Pamphili rappresentano l’ennesimo, squallido episodio di sciacallaggio politico. Ma soprattutto rivelano un dato imbarazzante: il ministro Giuli non parla nemmeno con i suoi uffici. Infatti, mentre lui e il suo partito alimentano la grancassa

della polemica, la Direzione Generale Cinema del Ministero parla di procedura regolare e conferma che sono già stati avviati controlli interni per accertare eventuali frodi. Chi ha ragione? Lo chiarisca il ministro Giuli. E magari lo chieda anche alla sottosegretaria Borgonzoni, a cui ha personalmente confermato la delega al cinema. Ci saremmo aspettati maggiore cautela e senso delle istituzioni. Da Fratelli d’Italia, invece, il solito copione: tentare goffamente di scaricare la responsabilità su altri peraltro per atti che, da come leggiamo sulla stampa, sono stati approvati nel 2023 e quindi firmati, gestiti e politicamente coperti dall’attuale governo” così una nota dei deputati democratici della commissione Cultura della Camera dei deputati.

 

20/06/2025 - 11:07

“Leggo le dichiarazioni del ministro Giuli sulla sconcertante notizia dei fondi tax credit ricevuti dal killer di villa Pamphili. Spiega che proprio per evitare fatti del genere hanno riformato il tax credit. Leggo poi le dichiarazioni del suo direttore generale che spiega che è un fatto increscioso ma che era tutto regolare. Mi chiedo se il ministro e il suo direttore generale si parlino. Ma mi permetto di segnalare due questioni.

La prima è che la cosiddetta riforma messa in campo da questo governo non cambia assolutamente nulla su questi aspetti. La seconda è che stiamo parlando di una vicenda che dimostra semmai che c'è un tema di incapacità di vigilanza della struttura del ministero. Come peraltro evidenziato da diversi casi emersi in questi anni.

Tema sul quale prima di tutto dovrebbe riflettere la direzione generale cinema e chi la guida da molti anni, traendone le conseguenze con serietà e valutando l'opportunità di un passo indietro.

Ma al di là delle inadeguatezze individuali, la difficoltà a vigilare e gestire professionalmente le risorse è una delle ragioni principali per cui abbiamo proposto l'istituzione di una agenzia autonoma ed efficiente, raccogliendo la suggestione del maestro Pupi Avati. La soluzione è questa, non certo quella di aumentare il potere della dg cinema addirittura bypassando il ministro, come proposto dalla sottosegretaria Borgonzoni. Se davvero Giuli vuole affrontare seriamente la questione e non limitarsi a dichiarazioni e finte riforme, l'occasione di un dialogo costruttivo la abbiamo offerta mettendo nero su bianco una proposta che davvero metterebbe in sicurezza il settore.  Attendiamo ancora una risposta” così il deputato democratico, componente della commissione cultura della Camera, Matteo Orfini.

 

18/06/2025 - 17:55

Dem presentano interrogazione: risorse promozione cinema usate per giochi di potere

“Quanto sta emergendo in queste ore sulla stampa, se confermato, sarebbe di una gravità estrema. Diverse ricostruzioni giornalistiche riportano l’utilizzo disinvolto di fondi destinati alla promozione del cinema italiano, che sarebbero stati impiegati – attraverso Cinecittà – dal vertice del Collegio Romano per finalità del tutto estranee a quelle istituzionali. Non solo: tali risorse pubbliche sarebbero state utilizzate per ‘giochi di potere’ e alimentare dinamiche di scontro e intrighi all’interno della maggioranza, con il tentativo di trarne vantaggi politici personali arrivando addirittura a promettere compensi a giornalisti. Alla luce di queste gravi accuse, riteniamo indispensabile che il Ministero della Cultura chiarisca immediatamente: il Ministro Alessandro Giuli e la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno il dovere istituzionale di fornire al più presto spiegazioni puntuali e trasparenti. I fondi pubblici devono essere impiegati nel pieno rispetto delle finalità per cui sono stati stanziati, in modo trasparente e nell’interesse esclusivo dei cittadini. Ogni utilizzo improprio va condannato senza esitazioni e accertato con tempestività. Presenteremo un’interrogazione su quanto sta emergendo” così una nota dei componenti democratici della commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, Matteo Orfini, Mauro Berruto e Giovanna Iacono che ribadiscono la richiesta, finora inascoltata, al presidente della commissione cultura della Camera, Federico Mollicone, di aprire con urgenza una discussione sulla crisi dell’industria cinematografica e audiovisiva italiana.

 

06/06/2025 - 17:56

“Per mesi abbiamo chiesto al governo di incontrare tutte le realtà del mondo del cinema. Per mesi ci è stato risposto che bastava parlare con Anica e Apa.

Per mesi abbiamo segnalato che c'era una grave crisi. Per mesi ci è stato risposto che non era vero e che davamo i numeri.

Per mesi abbiamo spiegato che il decreto sul tax credit era sbagliato e paralizzava il settore. Per mesi ci è stato risposto che andava tutto bene.

Oggi finalmente il governo si è degnato di interloquire con una delegazione del settore, ha riconosciuto l'esistenza della crisi, ha emanato un decreto correttivo del tax credit.

Dimostrando così che quanto da noi denunciato in questi mesi era vero. Peccato si sia perso quasi un anno, causando un danno grave a lavoratori e imprese.Purtroppo, in queste stesse ore, la presidente Meloni continua con argomenti falsi e volgari a offendere il settore ed emerge l'ennesimo scandalo legato all'operato della sottosegretaria Borgonzoni.

È sempre più evidente che occorre che questa discussione sia svolta in Parlamento, come chiediamo da quasi un anno. Il governo smetta di scappare e venga a discutere su come risolvere i danni che ha creato.” Così il deputato democratico Matteo Orfini componente della commissione cultura della camera.

 

 

06/06/2025 - 12:29

Dem presentano interrogazione alla Camera e al Senato

 

“Il settore cinematografico italiano è in ginocchio, e non per dinamiche di mercato, ma per precise scelte politiche. Scelte che dimostrano come l’attuale governo consideri la cultura – e in particolare l’industria del cinema e dell’audiovisivo – un bersaglio da colpire, un fastidio da ridimensionare e piegare a logiche di potere.

Le continue “veline” fatte filtrare dal Ministero della Cultura sembrano costruite ad arte per screditare gli operatori del settore e alimentare una narrazione tossica e fuorviante per pura propaganda. Ma oggi emerge qualcosa di ancora più grave: una strategia silenziosa e pericolosa messa in atto in raccordo con figure istituzionali, per penalizzare mediaticamente soggetti scomodi, anche interni alla stessa maggioranza, sfruttando ruoli chiave nell’industria cinematografica e nell’associazionismo. Un’operazione che sa tanto di conflitto d’interessi e che utilizza incarichi pubblici come se fossero articolazioni di partito. Il Ministro Giuli deve fare immediatamente chiarezza.
È inaccettabile che il MiC venga trasformato in un campo di battaglia interno alla maggioranza, dove si usano risorse e funzioni pubbliche per alimentare lotte di potere personali. Serve trasparenza immediata anche sulla gestione della comunicazione istituzionale, a partire dal ruolo della sottosegretaria Borgonzoni, che non può più continuare a operare come se il suo incarico fosse una concessione personale.

Mentre migliaia di lavoratori del cinema restano disoccupati o sono costretti a cambiare mestiere, al Ministero si litiga per piccole poltrone e si combattono guerre intestine. Il settore non merita questo scempio” così i componenti del Pd nelle Commissioni Cultura di Camera e Senato che annunciano la presentazione di un'interrogazione parlamentare in entrambe i rami del parlamento. Al centro dell’iniziativa, “la comunicazione e gli eventi istituzionale promossi dal MiC e il possibile conflitto di interessi derivante dalla sovrapposizione tra incarichi istituzionali e ruoli associativi, come nel caso della presidente di Cinecittà, che ricopre anche la carica di presidente dell’Associazione dei produttori audiovisivi (Apa)”.

 

Pagine