06/12/2024 - 10:43

“La crisi del Made in Italy è dovuta a una totale assenza di strategia, una mancanza totale di politica industriale del governo. Del Made in Italy è rimasto solo il titolo della legge che qualche mese fa è stata approvata, ma di contenuto non c’è nulla, anzi registriamo una crisi in settori cruciali, rappresentativi dell'immaginario collettivo del Made in Italy. Penso alla moda, al design, al cinema, all'audiovisivo e all’automotive, che rappresentano davvero nel mondo la carta d'identità del nostro Paese. Ciò accade a causa della mancanza di un piano di azioni realmente strategiche da parte del governo o di decisioni sbagliate, come quella relativa al Tax Credit che lascia gli studi cinematografici drammaticamente vuoti. Chiediamo al governo di uscire dalla propaganda e di mettere in campo un piano industriale serio e misure che non siano esclusivamente punitive ma che puntino sostenere a rafforzare i nostri settori chiave”. Così la deputata Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura, intervistata per il sito dei deputati Pd.

“L'Istat – ha concluso Manzi - ha dimezzato di fatto le previsioni di crescita del Pil. Non starei molto serena se fossi la Presidente del Consiglio. Il Paese è sostanzialmente fermo con il rischio addirittura di arretrare. Anche su questo è necessario uscire dalla bolla della propaganda del governo e mettersi davvero insieme. Occorre fare appello alle migliori energie del Paese, a tutte le forze politiche per lavorare, ma seriamente, fuori dalla propaganda e per il rilancio, serio e per la crescita, seria, di questo Paese”.

06/12/2024 - 09:28

“Eravamo abituati alla propaganda sguaiata utilizzata per coprire i propri fallimenti, ma ora il governo fa un ulteriore salto di qualità: siamo alla negazione della realtà.  La sottosegretaria Borgonzoni ci spiega che non è vero che il settore del cinema è fermo, citando dati a caso. Se uscisse ogni tanto dall'ufficio nel quale si è chiusa con qualche produttore amico, si renderebbe conto della catastrofe che ha creato: migliaia di famiglie alla fame,  professionisti straordinari costretti a cambiare mestiere, imprese sull'orlo del fallimento. Ed ora anche la sospensiva del Tar. La verità è semplice: in qualunque altro settore dopo aver prodotto un disastro del genere e messo in ginocchio una intera filiera, si verrebbe rapidamente accompagnati alla porta. Ed è quello che Giuli dovrebbe fare: ritiri le deleghe sul cinema alla Borgonzoni e venga subito in Parlamento a spiegare come intende risolvere questo disastro”. Così il deputato democratico Matteo Orfini.

05/12/2024 - 16:19

"Desideriamo esprimere le nostre congratulazioni a Roberto Cicutto per il prestigioso incarico alla guida di Eurimages, un ruolo di grande responsabilità e visione strategica. La sua lunga e solida esperienza nel settore cinematografico e audiovisivo, unita a una profonda conoscenza delle dinamiche produttive e culturali europee, rappresenta una garanzia per il futuro del fondo.

Siamo certi che, sotto la sua guida, Eurimages potrà rafforzare il suo ruolo cruciale nel sostenere le produzioni cinematografiche indipendenti, promuovendo la cooperazione tra i Paesi membri e valorizzando la ricchezza della diversità culturale europea.  Auguriamo a Roberto Cicutto un proficuo lavoro, sicuri che saprà portare beneficio non solo al settore, ma anche alla cultura europea nel suo complesso." Così in una nota i deputati democratici della commissione cultura della camera.

05/12/2024 - 13:34

Moda, automotive, design e cinema in crisi: manca politica industriale è emergenza occupazione

“Il Made in Italy, simbolo di eccellenza, creatività e tradizione, sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia. Settori fondamentali come moda, design e arredamento, automotive, cinema e audiovisivo, pilastri dell’economia e della cultura del nostro Paese riconosciuti a livello globale, sono in grave sofferenza. E i dati Istat di oggi, che evidenziano stime di crescita del Pil dimezzate, aggravano ulteriormente una situazione già fortemente compromessa.

Le vendite nel legno-arredo, nella moda e nel design registrano contrazioni significative, sia sul mercato interno che su quelli esteri. L’automotive vive un anno nero, con un calo drammatico dei fatturati e tagli occupazionali che, solo nell’indotto, colpiscono un’azienda su tre. Anche l’industria cinematografica e audiovisiva è in crisi, con migliaia di lavoratori a rischio a causa dell’incertezza generata dal governo, che sta compromettendo le nuove produzioni.

Questa situazione non può essere imputata esclusivamente alle sfide globali. È evidente l’assenza di una politica industriale efficace e la mancanza di una visione strategica da parte del governo Meloni, che lascia le imprese prive del supporto necessario per affrontare le difficoltà e non mette in campo nessun tipo di nuovi ammortizzatori sociali. Il Made in Italy non è solo un settore economico, ma il cuore della nostra identità e la chiave del prestigio italiano nel mondo.

È necessario un intervento tempestivo e deciso per invertire la rotta e rilanciare i settori strategici del Paese. Sono in gioco il futuro di milioni di lavoratori e il valore inestimabile che il Made in Italy rappresenta a livello internazionale. L’Italia non può permettersi di perdere questa battaglia”.

Così in una nota i capigruppo democratici nelle commissioni Bilancio, Attività produttive, Lavoro e Cultura della Camera, Ubaldo Pagano, Vinicio Peluffo, Arturo Scotto e Irene Manzi.

03/12/2024 - 17:52

“La maggioranza prosegue nella sua battaglia ideologica contro l’industria cinematografica audiovisiva. E oggi, invece di riconoscere il fallimento delle politiche di un governo che ha affossato e gettato nell’incertezza un settore apprezzato in tutto il mondo, il presidente Mollicone si erge a giudice e tenta di portare sul banco degli imputati l’ex AD di Cinecittà. Ma i numeri parlano chiaro, così come la fotografia degli studi cinematografici romani che fino agli interventi del governo sul tax credit, erano pieni e operativi, e ora sono drammaticamente vuoti. La situazione è evidente: una società che prima, in utile, restituiva risorse allo Stato, oggi si ritrova con il cappello in mano a chiedere al Ministero dell’Economia nuovi finanziamenti. Questo è il vero dato politico. Invece di trasformare il Parlamento in un tribunale per coprire le proprie responsabilità, Mollicone dovrebbe impegnarsi a calendarizzare con urgenza la nostra risoluzione parlamentare sull’industria cinematografica e audiovisiva, che da troppo tempo giace sulla sua scrivania. O forse teme che anche da quel dibattito emerga plasticamente il fallimento del governo Meloni sulle politiche culturali e la responsabilità sullo stallo del settore cinematografico?” così in una nota i deputati democratici della commissione cultura della Camera replicano al presidente della commissione Cultura di Montecitorio.

28/11/2024 - 12:05

Orfini: caos legislativo ha bloccato un settore virtuoso, gravi responsabilità del governo Meloni

“Quali regole deve seguire un produttore cinematografico? Può avviare nuovi progetti o deve continuare a restare fermo a causa del caos legislativo che si è creato?” Queste le domande con cui il deputato democratico, componente della Commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini, è intervenuto in Aula alla Camera per chiedere al governo di “prevedere un’informativa urgente al Parlamento da parte del ministro Giuli per fare chiarezza sulle regole del tax credit, su cui ieri si è espresso il TAR e che, dall’inizio di questa legislatura, sono state oggetto di interventi caotici e ideologici del governo, che stanno affossando un intero settore capace di produrre valore, lavoro e cultura”. “Le responsabilità sono gravi: i dati sono sotto gli occhi di tutti – ha aggiunto Orfini - le produzioni sono ferme, gli stabilimenti cinematografici sono vuoti, le maestranze si stanno rivolgendo ad altri settori pur di lavorare e le grandi produzioni internazionali stanno virando verso altri paesi a noi concorrenti. Cosa dobbiamo aspettare ancora? Non c’è più tempo. Giuli venga in Aula per chiarire questa situazione disastrosa generata dal governo Meloni che sta affossando l’industria cinematografica e audiovisiva italiana”.

 

27/11/2024 - 18:56

"Il governo torni indietro sulla riforma del tax credit cinema, un pasticcio che sta gettando nel caos l’industria audiovisiva italiana", così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, commenta la decisione del TAR del Lazio di sospendere cautelativamente il decreto sul tax credit.

"La manovra di bilancio può essere l’occasione giusta per assumersi le proprie responsabilità e non perseverare nell’errore. È evidente a tutti che questa riforma e l’accanimento ideologico contro un settore che rappresenta un’eccellenza italiana stanno causando gravi perdite per le produzioni, con progetti significativi che stanno virando in altri Paesi, e provocando danni significativi in termini occupazionali. Giuli smetta di far finta di nulla e dia un segnale concreto".

23/11/2024 - 10:37

Giuli passi ai fatti e approvi emendamenti opposizioni su modifiche tax credit

“È necessario un radicale cambio di passo nelle politiche culturali del nostro
Paese. La manovra economica rappresenta un’opportunità cruciale per correggere gli errori commessi finora dal Governo, soprattutto nel settore cinematografico e audiovisivo, che oggi versa in una grave crisi a causa dell’incertezza legislativa e del definanziamento della Legge Cinema portato avanti in modo sistematico negli anni dal governo Meloni.
Il Partito Democratico, insieme alle altre forze di opposizione, ha presentato una serie di emendamenti che possono rappresentare un concreto punto di ripartenza. Invitiamo il nuovo Ministro Giuli a prendere le distanze dalle scelte del suo predecessore e ad adottare misure efficaci per rilanciare l’intero comparto.
La situazione è sotto gli occhi di tutti: le produzioni sono ferme, gli investimenti internazionali si stanno spostando verso altri Paesi e gli studi di Cinecittà restano drammaticamente vuoti. A tutto ciò si aggiungono le gravi ripercussioni economiche per le società e gli operatori del settore, che fino a poco tempo fa mostravano segnali di crescita.
Il tempo stringe. Servono interventi urgenti per restituire stabilità legislativa, incentivare gli investimenti e sostenere le produzioni italiane. Solo così sarà possibile rilanciare un’industria che rappresenta non solo un patrimonio culturale, ma anche un volano economico strategico per l’Italia”. Così la capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi.

07/11/2024 - 15:34

Orfini: per ora solo annunci e norme pasticciate che affossano industria audiovisiva e abbandonando lavoratori della cultura

"Come può il ministro Giuli affermare di voler proseguire in continuità con l’azione condotta dal suo predecessore, quando il bilancio di quella gestione è drammaticamente negativo e ha compromesso la credibilità del Ministero della Cultura in Italia e all'estero?" ha dichiarato Matteo Orfini, a nome del gruppo PD alla Camera, durante l’audizione del ministro Giuli sulle linee programmatiche del MiC.
"Purtroppo, agli annunci e alle buone intenzioni del ministro non seguono fatti concreti," ha proseguito Orfini, elencando le numerose "promesse mancate" e criticando "l’accettazione passiva, senza lottare, dei drammatici tagli alla cultura previsti dalla legge di bilancio". Orfini ha evidenziato che, per il terzo anno consecutivo, il bilancio del MiC subisce “tagli feroci e include norme sciatte e inadeguate, come quella sul tax credit cinema, che non solo taglia, ma introduce l'ingresso dello Stato nella catena dei diritti delle società di produzione cinematografica. "Una norma 'sovietica', del tutto inapplicabile, che sembra mirata unicamente a colpire l’industria cinematografica, già colpita pesantemente dal governo con effetti drammatici sulle piccole produzioni indipendenti e sull’occupazione nel settore che è in stallo" ha denunciato Orfini.
"Incomprensibile," ha aggiunto il deputato democratico, "è anche la decisione del Ministero di non finanziare, per il terzo anno consecutivo, l’indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, una tutela essenziale la cui attuazione andrebbe accelerata non certo rinviata di anno in anno come sta facendo il governo".
Orfini ha infine esortato il ministro Giuli a “intervenire per superare la desertificazione delle infrastrutture culturali in Italia, proponendo investimenti mirati in biblioteche, librerie e teatri e misure di sostegno alla domanda culturale. Per ora solo annunci e norme pasticciate – conclude Orfini sottolineando come “l’esame della manovra di bilancio sarà il vero banco di prova per verificare l’azione del ministro Giuli, che anche oggi ha promesso cambiamenti nel corso dell’esame" ha concluso Orfini.

29/10/2024 - 12:49

Giuli e la destra ossessionati da fantomatiche egemonie culturali di questa o quella parte politica ma nessun confronto su temi concreti

“Sulla scuola, in legge di bilancio e’  previsto il taglio di quasi 7 mila posti tra docenti dell’organico, e personale tecnico amministrativo. E sono tagli che andranno ad incidere direttamente sul funzionamento dell’assetto scolastico, in una situazione già di forte difficoltà. Voglio ricordare che gli ultimi tagli analoghi risalgono al governo Berlusconi e alla ministra Gelmini. Sul fronte della cultura, un ministero ancora alla ricerca di un centro di gravità permanente non fa ben sperare. Abbiamo visto tagli pesanti nel settore del patrimonio culturale; non ci sono risorse per il sostegno al settore delle librerie e dell’editoria. C’è stato un grande appello degli editori e delle associazioni di categoria al ministro Giuli all’inizio del suo mandato. Ci saremmo aspettati più fatti, quelli che il ministro Giuli ci aveva promesso durante la sua audizione alle Camere e che  mancano in questa manovra”. Lo ha detto Irene Manzi capogruppo Pd in commissione Cultura di Montecitorio, intervistata alla Camera.
E sul tema del sostegno all’editoria Manzi ha aggiunto: “Chiediamo il ripristino strutturale del fondo biblioteche che aveva sostenuto il settore negli anni difficili della pandemia. Questo fondo in questa legge di bilancio non c’è più. Il ministro Giuli ha parlato del sostegno agli editori, allora mettiamoci alla prova sui fatti concreti”.
“C’è una emergenza culturale che riguarda le generazioni più giovani, di accesso agli strumenti della cultura. I dati Istat di poche settimane fa ce lo confermano: una percentuale bassissima di ragazzi frequenta le biblioteche, va al cinema e va ai musei. Dobbiamo misurarci su questo, su temi concreti che riguardano i cittadini e soprattutto i giovani, senza inseguire le ossessioni del governo sull’egemonia culturale di questa o quella parte politica”, ha concluso Irene Manzi.

23/10/2024 - 12:12

Ancora intervento punitivo su tax credit cinema che genera incertezza

“Una stangata per il ministero della cultura, più di mezzo miliardo di euro di tagli in tre anni. Giuli avalla le sforbiciate feroci di Giorgetti che toccano tutti i settori a partire dalla tutela del patrimonio culturale che, solo nel 2025, subirà un taglio di circa 150 milioni di euro” così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, commenta la manovra di bilancio sottolineando come il testo colpisca ancora una volta l’industria audiovisiva con un “intervento punitivo sul tax credit cinema che genera incertezza e nuove discutibili norme che mettono in discussione le percentuali del credito d’imposta e arrivano persino a toccare le decisioni delle produzioni in materia di pagamento degli artisti e introducono la possibilità dello stato di entrare nella catena della ripartizione dei diritti delle opere”.

05/10/2024 - 11:47

“Lo spettacolo viaggiante è da mesi penalizzato dalla burocrazia che impedisce ad oltre 7500 imprese di poter beneficiare del regime di semplificazioni già previste dalla legge: si tratta di norme necessarie per poter allestire e gestire le proprie attrazioni senza eccessive difficoltà. Tutti gli altri comparti del cosiddetto ‘Spettacolo dal vivo' - dai teatri ai cinema - possono accedere a queste agevolazioni ma agli esercenti dello spettacolo viaggiante è oggi precluso a causa di una circolare del Ministero dell'Interno che senza alcun motivo apparente le esclude. Abbiamo presentato una interrogazione a Piantedosi affinché intervenga e corregga velocemente questo errore": è quanto dichiara una nota dei deputati Pd Marco Simiani, Irene Manzi, Matteo Orfini e Matteo Mauri.

03/10/2024 - 17:13

“Le recenti dichiarazioni del ministro Giorgetti, che annuncia una manovra di “lacrime e sangue”, e l’esortazione della presidente Meloni al ministro Giuli di intensificare i tagli al Ministero della Cultura, rappresentano un attacco inaccettabile a uno dei settori più vitali e strategici del nostro Paese. Se quanto apprendiamo fosse confermato nei fatti, per il secondo anno consecutivo, la cultura verrebbe brutalmente colpita da una politica di tagli che non solo mina il futuro di un comparto già fragile, ma dimostra anche un approccio cinico, volto a penalizzare volontariamente quei mondi culturali percepiti come ostili alla maggioranza attuale. La cultura non può e non deve essere trattata come una semplice voce di spesa da cui attingere per fare cassa. È una follia che, invece di investire in un patrimonio che ci rende unici al mondo, si scelga di infliggere tagli che si ripercuoteranno su teatri, cinema, musei, biblioteche, editoria e su tutti quei luoghi che danno vita alla nostra identità culturale e storica. Questo Governo dimostra ancora una volta di non avere una visione per il futuro del Paese, preferendo logiche punitive e miopi, che danneggiano i settori creativi e culturali che invece dovrebbero essere sostenuti e valorizzati. Giuli smentisca questa nuova sforbiciata” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi.

25/09/2024 - 17:15

Dal ministro Giuli arrivano parole becere. Denigrare uno strumento di politica industriale fondamentale come il tax credit vuol dire non comprendere l'importanza della filiera audiovisiva italiana. Il ministro non vuole ascoltare il grido d'allarme dei lavoratori del settore cinematografico oggi nello stallo completo. Evidentemente segue le orme del suo predecessore Sangiuliano non disposto al confronto e all'interlocuzione nei confronti del comparto e dei lavoratori del cinema, una delle industrie creative più importanti del Paese. Di fronte a un settore in crisi che non sa come muoversi a causa delle pessime riforme varate dal predecessore di Giuli ci saremmo aspettati un briciolo di attenzione e rispetto in più se non le scuse”. Lo dichiara la deputata Irene Manzi, Capogruppo Pd in Commissione Cultura, commentando le parole del ministro Giuli durante il Question Time riguardo al fatto che, a detta del Ministro, “il tax credit possa diventare il superbonus” per il mondo assistito da un reddito di cittadinanza cinematografico.

25/09/2024 - 16:55

“C'è la totale inconsapevolezza da parte del ministro Guili del dramma che sta vivendo l'intero comparto della cinematografia italiana con migliaia di lavoratori alla fame perché il settore è fermo da mesi. Certo è stato Sangiuliano ha paralizzato l'intera filiera del cinema bloccando uno strumento di politica industriale che serve al Paese: il tax credit. Insomma uno stallo per una guerra ideologica”. Così il deputato Matteo Orfini in risposta al Question Time al ministro Guili sulla crisi del comparto cinematografico.
“Con il nuovo decreto il governo si è scagliato contro le piccole produzioni favorendo solo le grandi a discapito del cinema indipendente, ovvero contro il cinema italiano. State producendo la desertificazione culturale e mettete in discussione il pluralismo produttivo. Dalla cultura dipende la qualità della democrazia e, soprattutto, non si può misurare il cinema solo con gli incassi e i successi”. “Il ministro Guili si è dimenticato il suo passato da giornalista e ha sposato gli argomenti beceri del suo predecessore” conclude Orfini.

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