03/03/2026 - 18:08

“Nell'ultimo anno, con tre distinti interventi - il Dm 121/2025, il nuovo Codice della Strada e il decreto interministeriale del 2026 - i costi per ottenere il rilascio della patente di guida nel nostro Paese sono aumentati di oltre il 300%.  Si tratta di un aumento consistentissimo che grava in modo indiscriminato sulle fasce più deboli della popolazione, su studenti, su pensionati. Un costo per famiglie e imprese che non tiene conto della fascia di reddito. Anziché penalizzare, come avremmo immaginato vista la propaganda di Salvini, coloro che eccedono con la velocità in strada e non rispettano le regole, il governo - per fare cassa - ha deciso di accanirsi sui malcapitati di turno che devono ottenere il rilascio della patente”.

Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.

 

03/03/2026 - 16:54

“La Commissione europea ha indicato come esempio positivo la scelta della Spagna di introdurre il limite di 30 km/h in ambito urbano su gran parte della viabilità cittadina e quello che abbiamo visto negli ordini del giorno ha dimostrato che è bastato togliere la parola ‘Città 30’ in un ordine del giorno sulle indicazioni della commissione europea per le ‘Città 30’, per avere un voto favorevole del governo e l’approvazione di quest’Aula. Le ‘Città 30’ non sono una bandiera ideologica, non sono un complotto internazionale contro Meloni e Salvini. Sono la nuova frontiera della civiltà stradale, la misura di sicurezza urbana riconosciuta a livello europeo per proteggere pedoni, ciclisti, bambini, anziani. E tutti siamo pedoni, quando non siamo alla guida, non dimentichiamolo mai. Proteggerli non serve a difendere altri, ma a difendere tutte e tutti. Su questo punto si è toccato in passato il punto più basso nel confronto politico, abbiamo visto addirittura manifestazioni contro il coraggio dei Sindaci che si battono per difendere le vite dei propri cittadini. E io vorrei che invece il Parlamento li ringraziasse tutti a prescindere dal colore della propria maggioranza: a Olbia come a Treviso, a Bologna come a Roma, Milano, Napoli, Torino in tutte le città dobbiamo dire grazie a tutti i sindaci che con coraggio stanno scegliendo di seguire le indicazioni europee per salvare vite. Dovrebbero essere aiutati, non ostacolati dal Ministero. Se non vi piace il nome potete cambiarlo, ma non potete cambiare la sostanza delle cose”.

 

Così Andrea Casu, deputato Pd e vice presidente della commissione Trasporti, intervenendo in dichiarazione di voto dopo l’approvazione del suo Odg che impegna il governo “a seguire e recepire nell’ambito delle politiche nazionali di sicurezza stradale le indicazioni e le raccomandazioni formulate a livello europeo nella relazione del 16 febbraio 2026”.

 

20/02/2026 - 12:59

“Il rinvio di 6 mesi per la realizzazione della delega senza alcun cambiamento dei criteri che esprimono una visione sbagliata di mobilità e di sicurezza stradale è un errore politico per questo rinnoviamo il nostro appello al Governo di cambiare decisamente rotta perché tutti dovremmo essere dalla stessa parte ed è sbagliato interpretare ideologicamente o in una logica di convenienza norme che servono a tutelare la vita delle persone”. Lo dichiara il deputato PD Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti.
“Diamo valore alle parole – continua il parlamentare dem-: nel codice si continua a chiamare incidenti quelli che sono veri scontri che possono essere drammatici, logica conseguenza di comportamenti o norme sbagliate. Definirli incidenti, deresponsabilizza collettivamente. È necessaria una formazione permanente, le norme sono già  cambiate e sfido chiunque a dire cosa è cambiato nel codice della strada rispetto a quando si è presa la patente e quali veicoli nuovi ora sono presenti rispetto a prima”.
“La critica più forte che rivolgiamo al governo è quella di intervenire sempre dopo e mai prima. Come abbiamo sempre proposto, è giusto agire anche dopo, ma il governo deve fare di più in tema di prevenzione degli scontri ascoltando gli appelli dei familiari delle vittime e dei sindaci in prima linea. Inoltre sulla mobilità attiva è urgente riaprire il confronto: si può partire dalla proposta di legge costruita dal Pd insieme alla Fiab e ai comitati della ciclabilità e dalle recenti iniziative avviate dalla Federazioni Ciclistica Italiana. infine ricordo che è la stessa Commissione europea che ribadisce come la velocità sia la causa principale degli scontri stradali e come le cosiddette città30 siano la  soluzione più valida. Il Governo deve smettere di contrastare ma sostenere le scelte e le tecnologie che servono a salvare vite” conclude Casu.

 

18/02/2026 - 13:20

Adeguamenti al Codice della strada, campagne di comunicazione mirate e risorse dedicate per promuovere una nuova cultura dello spazio urbano

Sempre più italiani si muovono a piedi o in bicicletta. Secondo l’ultimo Rapporto sulla mobilità dell’ISFORT oltre il 28% degli spostamenti quotidiani avviene in queste modalità: ma sicurezza e infrastrutture restano il nodo cruciale da sciogliere al fine di rafforzare la tutela di pedoni e ciclisti e promuovere concretamente la mobilità attiva. È in questo contesto che si colloca la nuova proposta di legge presentata oggi alla stampa dalla deputata Valentina Ghio: un progetto che ha visto la collaborazione di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, coinvolta nella redazione del testo col supporto di Andrea Colombo, esperto legale di mobilità e sicurezza stradale.

“Questa proposta di legge nasce da un dato evidente: sempre più persone scelgono di muoversi a piedi o in bicicletta, ma spesso in condizioni di elevata vulnerabilità. Serviva quindi un intervento organico che aggiornasse le norme e introducesse una gerarchia della mobilità centrata sulla tutela di pedoni e ciclisti” – dichiara l’on. Valentina Ghio prima firmataria della proposta di legge

“Non si tratta solo di modifiche tecniche, ma di un cambio di prospettiva – prosegue Ghio –

Siamo tutti pedoni e le strade devono diventare luoghi più sicuri e vivibili, dove camminare o pedalare sia una scelta normale e non un rischio. Inoltre strade meno trafficate sono un vantaggio anche per chi non può fare a meno di utilizzare la macchina.

Per rendere concreto questo cambiamento istituiamo il Fondo nazionale per la mobilità attiva e introduciamo strumenti a supporto degli enti locali.

Investire sulla mobilità attiva significa investire in salute, ambiente e città più inclusive, a misura di tutte le persone”, conclude la deputata.

Puntuale e articolato, il testo si fa interprete di un nuovo scenario urbano, abbracciando numerosi aspetti della mobilità. I cambiamenti proposti non coinvolgono solo il Codice della Strada ma estendono la propria efficacia anche al Codice Civile. Fra i diversi punti del codice stradale interessati dalla proposta si trova, innanzitutto, l’ampliamento delle definizioni. Il concetto di mobilità attiva viene introdotto a monte, con una distinzione fra le figure di “utente più forte” – chi utilizza mezzi con maggior massa, potenza o velocità – e di “utente della mobilità attiva”. Le nuove definizioni sono determinanti per introdurre una gerarchia che tuteli gli utenti più esposti in caso di collisione. Con la modifica del secondo comma dell’articolo 2054 del Codice civile, infatti, viene stabilito che, in caso di incidente, il conducente del veicolo più pesante o potente è considerato, fino a prova contraria, maggiormente responsabile.

La proposta introduce numerose misure volte a incentivare gli spostamenti a piedi e in bici e a proteggere l'incolumità degli utenti attivi. Ad esempio, i marciapiedi dovranno avere una larghezza minima di 2 metri, e i guidatori dovranno superare i ciclisti almeno a un metro e mezzo di distanza in ogni caso. Inoltre, i Comuni potranno installare più facilmente attraversamenti pedonali rialzati (dove avviene la maggior parte degli investimenti mortali), e i mezzi pesanti dovranno essere dotati di sensori elettronici per rilevare la presenza laterale di pedoni e ciclisti negli angoli ciechi.

Luigi Menna, Presidente di FIAB Italia, ha dichiarato: “Questa proposta di legge concentra l’attenzione sulla mobilità ciclistica quotidiana, ritagliando un ruolo importante ai ciclisti che ogni giorno percorrono le strade cittadine, statisticamente più pericolose. La diminuzione delle collisioni stradali passa obbligatoriamente attraverso la prevenzione, in particolare limitando la velocità degli autoveicoli – ad esempio tramite i passaggi pedonali e ciclabili rialzati e ampliando gli spazi urbani sicuri per ciclisti e pedoni, come le zone urbane e scolastiche”

La proposta introduce chiare norme per la governance, risorse e monitoraggio: è infatti prevista l’istituzione del CIPOMA, Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva, che ha il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici e la Direzione Generale per la Mobilità attiva preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Comuni e altri enti si dovranno dotare di strumenti mirati per valutare in modo continuativo l’efficacia delle politiche adottate e la validità delle infrastrutture implementate.

Viene istituito il Fondo nazionale per la mobilità attiva, con una dotazione iniziale pari a 300 milioni di euro per il triennio.

La costruzione di un reale cambiamento culturale nella mobilità passa inevitabilmente attraverso un’adeguata formazione e informazione. In questa prospettiva, la proposta a cui anche FIAB ha dato il proprio contributo prevede interventi specifici sull’educazione alla tutela della mobilità attiva. Un ruolo centrale è assegnato anche alla comunicazione: la pubblicità degli autoveicoli dovrà essere accompagnata da messaggi che promuovano la guida sicura, l’uso della mobilità attiva, di quella condivisa e del trasporto pubblico. A tal fine, una quota pari al 5% delle spese pubblicitarie destinate alla promozione dei veicoli sarà utilizzata per realizzare campagne istituzionali dedicate alla mobilità sostenibile e alla sicurezza stradale.

 

01/12/2025 - 12:22

“Grazie a Nicola Zingaretti e Pierfrancesco Maran per l’occasione di condividere i risultati del lavoro che stiamo portando avanti anche alla Camera dei Deputati per rendere l’Italia protagonista e non solo spettatore pagante della rivoluzione della guida autonoma. Senza scelte e investimenti che ci consentano di costruire al più presto campioni europei in grado di sviluppare progetti su larga scala in questo settore cruciale per il futuro della mobilità, della sicurezza, del lavoro e delle politiche industriali l’Italia e l’Europa saranno condannati alla totale dipendenza dai colossi che negli Stati Uniti e in Cina stanno facendo passi da gigante. Dopo l’iniziativa avviata a Milano lo scorso giugno e la sottoscrizione dell’appello firmato da oltre 60 sindaci la scorsa settimana è arrivato un segnale importante e unitario anche dal Parlamento con l’approvazione all’unanimità di 4 risoluzioni di differenti forze politiche di maggioranza e opposizioni. Come partito democratico ci siamo battuti perché al fianco degli impegni condivisi per la modifica degli aspetti anacronistici del codice della strada e la costruzione del “Piano nazionale” in linea con gli orientamenti europei insieme alle imprese del settore tecnologico, della mobilità collettiva e dell’automotive vengano subito coinvolti anche tutti i sindacati comparativamente più rappresentativi delle lavoratrici e lavoratori in tutti gli ambiti coinvolti dalle possibili applicazioni della guida autonoma per orientare

l’evoluzione di questa tecnologia nell’orizzonte della valorizzazione del fattore umano in tutte le fasi dei nuovi processi e della

salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso chiediamo al Governo di dare seguito al più presto a tutti questi impegni fondamentali: L’Italia deve essere locomotiva delle scelte necessarie a garantire che le innovazioni nella mobilità e nella logistica restino sempre al servizio delle persone, ma per farlo non possiamo limitarci ad aprire la porta per comprare da altri le tecnologie dobbiamo costruire in Europa un mercato unico che abbia le dimensioni e la forza per indirizzarne lo sviluppo”

Dichiara Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti intervenendo a Roma all’iniziativa “Guida autonoma: capire per guidare dall’Italia il futuro”

25/11/2025 - 16:47

“La situazione in molti tratti stradali della Provincia di Enna sta divenendo insostenibile. Da anni cittadini, amministrazioni locali e Forze dell’Ordine segnalano condizioni di rischio quotidiano nella S.S. 121 e della S.S. 117 (nei territori di Assoro, Leonforte e Nissoria): si tratta di infrastrutture viarie ad altissima frequentazione e completamente privi degli standard minimi di sicurezza. Di fronte a questa realtà ho presentato un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere interventi immediati e un’assunzione di responsabilità da parte di Anas”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.
“L’assenza di illuminazione, gli accessi diretti alle attività commerciali, la mancanza di attraversamenti pedonali e di dispositivi di moderazione della velocità, insieme al traffico intenso – che comprende mezzi pesanti, autobus, utenti diretti all’ospedale e ai locali della zona – creano un rischio costante, confermato dai numerosi incidenti, anche mortali. Le segnalazioni inviate dai Sindaci fotografano una situazione che contrasta apertamente con quanto previsto dal Codice della Strada e dalla normativa nazionale ed europea sulla sicurezza delle infrastrutture. Per questo ho chiesto al Ministro Salvini di disporre subito verifiche ispettive e di garantire un piano urgente di messa in sicurezza, oltre all’apertura di un tavolo tecnico con Anas, Prefettura ed enti territoriali. Non è più il tempo delle attese né delle risposte informali: la tutela dei cittadini deve essere una priorità assoluta, e questi tratti stradali devono diventare finalmente sicuri”: conclude.

17/10/2025 - 16:36

“I nuovi dati Istat e della Commissione europea sugli incidenti stradali smentiscono ancora una volta la propaganda del ministro Salvini. Tra il 2023 e il 2024 sono aumentati incidenti e feriti, mentre le vittime restano sostanzialmente stabili, con appena nove morti in meno tra il 2023 e il 2024, da 3.039 a 3.030. Ma se si osservano i dati città per città – spiega Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Trasporti – emerge chiaramente che i risultati migliori arrivano proprio da quelle realtà che hanno avuto il coraggio di investire sulla sicurezza e sulla riduzione della velocità, come Bologna, Torino, Milano, Palermo, Firenze e Roma”.
“La notizia nella notizia – prosegue l’esponente dem – è che anche nel 2025 con il nuovo codice pienamente in vigore l’andamento delle morti per scontri stradali in Italia nei primi sei mesi rispetto allo stesso periodo del 2024 è stato definito dalla Commissione europea ‘sostanzialmente invariato’. Il nostro Paese quindi non compare tra quelli che nel primo semestre 2025 ‘stanno dando segnali positivi con un calo del numero delle vittime’ – Grecia, Repubblica Ceca, Estonia, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia. L’Italia si conferma così tra i peggiori, con appena un meno 5% di morti rispetto al 2019, che si riduce a un meno 2% nelle aree urbane, dove le persone vivono, e con un tasso di 51 morti per milione di abitanti, contro la media Ue di 45. Come l’anno scorso, restiamo al ventiduesimo posto in Europa, dietro a tutti i Paesi avanzati”.
“Gli unici segnali positivi arrivano dalla città con Bologna alla testa della classifica con una riduzione del 48% dei morti sulle strade, a conferma che le politiche delle ‘città 30’ e delle “zone 30” funzionano e salvano vite – conclude Casu –. La lezione che il ministro Salvini dovrebbe trarre è che le amministrazioni che investono in una mobilità urbana più sicura e sostenibile vanno sostenute, non derise o contrastate. Quella delle ‘città 30’ non è una battaglia ideologica, ma una scelta di civiltà: significa mettere la vita delle persone al primo posto, come stanno facendo tutte le grandi capitali europee”.

15/10/2025 - 19:15

“Restiamo sconcertati dalla burocratica risposta del Governo alla nostra interrogazione sulle fermate fuorilegge del trasporto pubblico in Molise, in spregio al Codice della Strada e alla sicurezza di passeggeri e lavoratori. A distanza di 8 mesi da quando avevamo depositato il testo non solo vengono confermate tutte le preoccupazioni che avevamo denunciato a livello nazionale e locale, grazie a una interpellanza del gruppo consiliare del partito democratico del Molise, ma non viene nemmeno indicata la data in cui potranno essere completati tutti gli interventi urgenti di messa in sicurezza indispensabili. E inoltre nemmeno una parola viene spesa per manifestare vicinanza e sostegno concreto agli autisti che vivono il paradosso di dovere effettuare fermate che non dovrebbero nemmeno esistere rischiando così anche sanzioni, pesanti multe e decurtazioni di punti sulla patente. Nessuna ‘comprovata utilità pubblica’, per usare le parole scelte oggi dal rappresentante del Governo, può giustificare scelte che continuano ogni giorno a mettere a repentaglio la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori. Il Pd continuerà unito, in Molise e a Roma, a sostenere la coraggiosa denuncia delle forze sindacali e chiedere al Governo di intervenire per sanare immediatamente questa gravissima situazione, il diritto alla sicurezza non può continuare a essere calpestato in questo modo dall’indifferenza di chi finge di non cogliere la gravità del problema che stiamo denunciando”.

Così Andrea Casu, Deputato Pd e vice presidente della Commissione trasporti della Camera, in replica alla risposta all’interrogazione presentata insieme al responsabile coesione territoriale, sud e aree interne della segreteria nazionale PD Marco Sarracino e ai deputati dem Barbagallo, Ghio e Simiani.

23/09/2025 - 12:33

“Chiediamo calendarizzazione disegno di legge Pd”

“Un altro episodio che poteva trasformarsi in tragedia: un uomo di 78 anni ha imboccato contromano l’autostrada A1 tra Frosinone e Ceprano. Solo il pronto intervento della Polizia Stradale ha evitato conseguenze gravissime. È l’ennesima dimostrazione che il governo e il ministro Salvini continuano a ignorare un tema che riguarda la sicurezza di tutti: l’idoneità alla guida per gli automobilisti anziani.
Non basta intervenire dopo l’incidente. Serve prevenzione: controlli medici seri, frequenti e mirati, soprattutto su riflessi, vista e capacità cognitive. Il Partito Democratico ha già presentato un disegno di legge specifico per la sicurezza degli anziani alla guida e abbiamo chiesto l’immediata calendarizzazione alla Camera. Insistiamo su questa richiesta e chiediamo a Salvini, che preferisce gli slogan, le campagne mediatiche e le strette repressive, più serietà su misure che possono salvare vite.
La sicurezza stradale non può essere trattata come terreno di propaganda. Infatti il Codice della strada, che secondo Salvini avrebbe garantito maggiore sicurezza, si è rivelato un grande flop tra decreti attuativi bloccati e il pasticcio degli autovelox. Chiediamo al governo di cambiare rotta e di aprire immediatamente un confronto serio in Parlamento per introdurre norme più rigorose e prevenire nuovi episodi drammatici. Ogni giorno perso, ogni rinvio, può costare vite umane.”
Così Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera.

 

12/09/2025 - 17:13

La reintroduzione della visita specialistica, abolita nel 2012 col decreto ‘semplificazioni’. Ma anche un controllo neurologico e una prova pratica di guida per il rinnovo della patente di guida agli over 80. Sono questi i punti salienti della proposta di legge, per apportare urgenti modifiche al Codice della strada voluto da Salvini, depositata dai deputati Pd in commissione trasporti.  Anthony Barbagallo, primo firmatario, auspica un confronto parlamentare sano e costruttivo privo della retorica e della propaganda che contraddistingue il governo e la maggioranza di centrodestra.

Una iniziativa che prende spunto – non solo dalle osservazioni di buon senso avanzate dal Pd in fase di discussione del Codice nei mesi scorsi – ma anche e soprattutto dai diversi incidenti avvenuti nel corso dell’estate, alcuni dei quali con vittime, che hanno visto negli automobilisti over 80 la causa di scontri gravissimi e, in alcuni casi, mortali.

“Salvini ci ha raccontato che – spiega Barbagallo - il suo il codice della strada aumentava la sicurezza. Ma i gravissimi incidenti mortali avvenuti quest’estate provocati da persone particolarmente avanti con l'età dimostrano che c’è un vuoto evidente all'interno del suo Codice della strada. Una norma spot, utile solo alla propaganda, che non affronta in modo serio e strutturale i problemi reali della sicurezza stradale e questo degli over 80 nello specifico.”

 

31/07/2025 - 19:51

“Un’altra vita spezzata, altri feriti, ancora un’auto contromano in autostrada. È inaccettabile continuare ad assistere a tragedie annunciate senza che si intervenga in modo serio. Anche stavolta a essere coinvolto è un conducente anziano, ma il governo continua a ignorare il tema dell’idoneità alla guida. Il nuovo Codice della strada voluto da Salvini si dimostra, ancora una volta, inutile e pericoloso.”
Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo PD in Commissione Trasporti alla Camera, commentando la notizia del grave incidente stradale sull'autostrada A32 Torino-Bardonecchia, all'altezza di Borgone di Susa, dove due auto si sono scontrate frontalmente: una era contromano.
“Servono verifiche mediche più rigorose, prevenzione vera, non propaganda. La sicurezza stradale è una cosa seria e non può essere affrontata a colpi di slogan – ha aggiunto Barbagallo ricordando che: “Nel corso della discussione parlamentare sul nuovo Codice della strada avevamo presentato una serie di emendamenti per introdurre controlli puntuali sull’idoneità alla guida per gli over 80, proprio per prevenire situazioni drammatiche come quella di oggi. Ma la destra, con Salvini in testa, ha bocciato ogni proposta di buon senso.”

28/07/2025 - 11:16

“Purtroppo ci troviamo a raccontare un altro week-end di sangue sulle nostre strade. L'incidente più grave con quattro vittime, ha visto un 82enne, deceduto, imboccare contromano l'autostrada Torino-Milano, la cui auto si è scontrata frontalmente contro un suv su cui viaggiavano quattro persone, tre delle quali decedute. Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione del fallimento del nuovo Codice della strada voluto da Salvini. Una norma spot, utile solo alla propaganda, che non affronta in modo serio e strutturale i problemi reali della sicurezza stradale.”

Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera.

“Durante l’esame del provvedimento – prosegue l'esponente dem – presentammo una serie di emendamenti per introdurre verifiche puntuali e rigorose sull’idoneità alla guida per gli over 80, proprio per prevenire situazioni drammatiche come quella di ieri. Ma la destra, con Salvini in testa, ha detto no, rifiutando ogni proposta di buon senso. Il ministro continua a vendere slogan, raccontando di aver migliorato la sicurezza sulle strade, mentre in realtà si è limitato a interventi superficiali e insufficienti. Nulla di serio sui monopattini, nulla sulla sicurezza attiva e passiva dei veicoli, e totale disinteresse verso una valutazione medica più stringente per gli anziani alla guida, che in alcuni casi, va detto con chiarezza, non sono più nelle condizioni psicofisiche per guidare”.

“Salvini - conclude Barbagallo - la smetta con la propaganda e si impegni come dovrebbe davvero per la sicurezza stradale, che è una cosa seria e non può essere affrontata a colpi di tweet o dirette social”.

 

29/05/2025 - 16:30

“Dai manganelli di Piantedosi contro gli studenti a questo decreto, il governo trasforma il nostro Paese in una democratura. Con il reato di blocco stradale non violento si nega il diritto costituzionale dei cittadini e delle cittadine ad esprimere un libero dissenso. Alle giovani generazioni Meloni impone ordine e disciplina violando libertà fondamentali di cittadinanza. Dietro alla forma di un provvedimento che avete chiamato furbescamente ‘decreto Sicurezza’ si nasconde la sostanza di un ‘decreto Repressione’. Ma sappiate che i cittadini e le cittadine non credono più alla favoletta che li state proteggendo, assicurando loro sicurezza mentre li private dei diritti fondamentali come quello a manifestare. Il re è nudo e i primi ad accorgersene sono stati proprio i più giovani. Avete iniziato questa legislatura con la penalizzazione dei rave party, avete proseguito con provvedimenti liberticidi come Cutro, Caivano e i decreti immigrazione. Da quando governate avete aggiunto 48 nuovi reati al codice penale e non vi è alcuna prova che questo abbia aumentato il livello di sicurezza personale dei cittadini. Anzi, i dati del ministero dell’Interno confermano il contrario. State per approvare una legge ignobile, che mistifica la realtà sulla sicurezza e dimostra quanto siate vigliacchi nel lanciare il sasso e nascondere la mano con una norma indegna per la nostra storia democratica”.

Così Sara Ferrari, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sul dl Sicurezza.

 

 

23/04/2025 - 15:31

“E’ davvero stupefacente la capacità del deputato di Fdi, Dario Iaia, di negare e distorcere la realtà dei fatti. Ugualmente sorprendente è la conversione del commissario Ferrarese, che si riscopre nel ruolo di paciere dopo due anni di protagonismo e passerelle, che hanno regalato alle cronache tante foto e interviste e pochissimi fatti”.

Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.
“Innanzitutto - aggiunge - va ricordato che se i Giochi del Mediterraneo si terranno a Taranto il prossimo anno, lo si deve esclusivamente alla Regione Puglia e al presidente Emiliano, che oggi non si perde occasione di offendere e provocare. Quella candidatura è stata pensata e proposta all’interno di un’ampia strategia di rinascita della città di Taranto che già da qualche anno ha iniziato a dare i suoi frutti. L’assegnazione è stata una vittoria per tutti, per la classe dirigente che ci ha creduto sin dall’inizio e per tutta la comunità di Taranto, che ha risposto nella manifestazione tante speranze di veder riqualificato il territorio a partire dalle sue infrastrutture sportive. Oggi quelle aspettative rischiano di infrangersi sul muro di una serie di decisioni sbagliate prese dal Governo Meloni. Nel 2022 era già pronta una prima tranche di risorse pubbliche. 150 milioni di euro stanziati dal governo Draghi che avrebbero consentito a tutti i comuni coinvolti di avviare le progettazioni esecutive ed i lavori di adeguamento degli impianti sportivi necessari per i Giochi. Eppure, il collega Iaia dovrebbe ricordarlo, si scelse un’altra strada, si scelse di bloccare tutto. Uno stop non di certo sostenuto dalla necessità di accelerare le opere, come hanno poi dimostrato i fatti visti finora. Ma una decisione dettata dal misero bisogno di protagonismo del nuovo Governo, testardamente determinato ad estromettere il Comune di Taranto, i territori e la Regione Puglia dalla cabina di regia per appropriarsi interamente della gestione della manifestazione. È su queste basi che i Giochi vengono commissariati. Il commissariamento, però, non è affatto servito a sveltire le procedure e realizzare prima le opere. Al contrario, si è perso inutilmente più di un anno per approvare, alla fine, un masterplan identico per il 95% a quello già pronto nel settembre 2022. Nell’ultimo anno abbiamo visto avviare cantieri solo per stralci, grazie a deroghe al codice appalti generosamente offerte dal Governo e, nonostante ciò, decine di opere restano ancora sulla carta. Quella dello sperpero di denaro per noleggiare le navi da crociera è solo l’ultimo degli errori gravissimi che si stanno compiendo. I Giochi del Mediterraneo devono essere un’opportunità per lasciare un’eredità importante al territorio e alle giovani generazioni e non per arricchire qualche armatore, peraltro con tante strutture alberghiere che avrebbero potuto essere utilizzate. Tutte le opere che dovevano essere realizzate per Taranto e per la Puglia - conclude Pagano - ora sembrano appannaggio di un commissario che ancora non riesce ad ammettere i suoi fallimenti. E quando l’ultima nave da crociera andrà via, dei Giochi del Mediterraneo rischia di restare nulla o quasi. Una vergogna”.

 

07/02/2025 - 18:06

“Le associazioni dell’autotrasporto si preparano alla mobilitazione visto il silenzio del ministro dei Trasporti rispetto alle loro ripetute richieste di una convocazione urgente. Salvini trova il tempo di commentare ed occuparsi di tutto lo scibile, tranne delle emergenze che riguardano il suo ministero. Dinnanzi al rischio di collasso della mobilità delle merci nel nostro Paese il ministro non trova il tempo per un confronto con la rappresentanza del settore. Il peggior ministro dei Trasporti della storia conosce solo politiche di taglio delle risorse e nuove complicazioni normative come quelle introdotte nel Codice della strada”.

Così i deputati democratici della Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo (capogruppo), Ouidad Bakkali, Andrea Casu, Valentina Ghio e Roberto Morassut.

 

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