Quando si tratta di sicurezza sul lavoro, proviamo costantemente a costruire un’alternativa di significato che non siano solo parole vuote. Servono strumenti culturali per arrivare alle vite delle persone e l’arte è uno strumento di eternità che ci permetterà di ricordare la vicenda di Luana D’Orazio”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta della condizioni di lavoro in Italia, durante la conferenza stampa di presentazione di Elle come Luana, tributo teatrale alla giovane donna morta sul lavoro nel 2021, tenutosi questa mattina alla Camera.
“Prima di tutto serve interrompere quella narrazione che ci parla di lavoro nero e poi di morti bianche: è una deresponsabilizzazione di quanto accaduto - ha proseguito la deputata dem - Siamo in una fase di referendum: più che di sorteggi e attacchi alla Magistratura sarebbe meglio occuparsi dei problemi reali della Giustizia e di dare risposte a chi resta, perché è tristemente noto che troppi processi di morti sul lavoro cadono in prescrizione e non viene assicurata una verità”.
“In questa occasione voglio ringraziare ancora una volta Emma Marrazzo, la madre di Luana, e continuo a essere a disposizione per provare a dare risposte a chi resta, sperando di farlo con disciplina e onore come dice la nostra Costituzione” ha concluso Gribaudo.
Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport
Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..
È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.
I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.
Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.
Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.
Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.
Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.
Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.
“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.
Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.
Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.
Oggi conferenza stampa alla Camera ore 13
Non si riunirci a cercare verità e giustizia per la Strage di Ustica. Oggi conferenza stampa nella Sala stampa della Camera dei Deputati alle ore 13, con Daria Bonfietti, presidente Associazione Parenti Vittime della Strage di Ustica. All’appello per non fermare la ricerca della verità, lanciato dai parlamentari democratici Walter Verini e Andrea De Maria, hanno subito aderito parlamentari di diversi gruppo parlamentari, che interverranno alla Conferenza Stampa: Marco Pellegrini del M5S, Marco Lombardo di Azione, Ivan Scalfarotto di Italia Viva e Ilaria Cucchi di AVS.
Parteciperanno inoltre alla Conferenza Stampa Giuseppe Giulietti di Articolo 21, Vittorio Di Trapani presidente della Federazione Nazionale della Stampa e Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei Giornalisti.
Lunedì 24 novembre conferenza stampa alla Camera
"Sulla Strage di Ustica vi è una verità incontrovertibile. Il Dc9 Itavia venne abbattuto in uno scenario di guerra da un aereo di un paese alleato. La mancata collaborazione dei Paesi alleati ha impedito negli anni di raggiungere piena verità e giustizia. Il prossimo 26 novembre ci sarà la decisione del GIP sulla richiesta di archiviazione dell' Inchiesta penale. Noi chiediamo che non si rinunci alla ricerca della verità e della giustizia, lo si deve alle vittime, ai loro familiari ed alla dignità del nostro Paese. Fondamentale è l'azione che deve assumere il nostro Governo verso paesi amici dell' Italia. Noi pensiamo si debba andare avanti nel chiedere ai Paesi Nato, a partite dalla Francia e dagli Stati Uniti, di fornire tutte le informazioni in loro possesso sulla strage di Ustica. Non è il tempo di archiviare questo impegno. E l'attuale Governo, il Parlamento, debbono fare fino in fondo la propria parte.
Dell'intera questione, con ulteriori elementi di novità processuali, si parlerà in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati alle ore 13 di lunedì 24 novembre, con Daria Bonfietti, presidente Associazione Parenti Vittime della Strage di Ustica . Al nostro appello hanno subito aderito parlamentari di diversi gruppo parlamentari, che interverranno alla Conferenza Stampa: Marco Pellegrini del M5S, Marco Lombardo di Azione, Ivan Scalfarotto di Italia Viva e Ilaria Cucchi di AVS.
Parteciperanno inoltre alla Conferenza Stampa Giuseppe Giulietti di Articolo 21, Vittorio Di Trapani presidente della Federazione Nazionale della Stampa e Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei Giornalisti.
Così, in una dichiarazione congiunta, i parlamentari PD Walter Verini e Andrea De Maria.
"Autodeterminazione del popolo iraniano e transizione verso la democrazia. Le parole della premio Nobel Narges Mohammadi, oggi in conferenza stampa alla Camera in occasione del terzo anniversario della nascita del movimento "Donna, vita, libertà", sono state forti e chiarissime". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa che si è tenuta questa mattina alla Camera.
"Dopo l'uccisione tre anni fa di Mahsa Amini, il movimento sta profondamente cambiando la società iraniana e ora la richiesta non è più di riforme, ma di un vero e proprio cambio di regime anche perché la Repubblica islamica ha dimostrato di non essere riformabile - sottolinea Boldrini -. L'obiettivo è far cadere la dittatura teocratica degli ayatollah e per questo il sostegno della comunità internazionale al movimento stesso e le pressioni dei governi sul regime sono fondamentali. Come lo sono per ostacolare le condanne a morte di attiviste e attivisti attualmente detenuti per essersi opposti al governo della Repubblica Islamica".
"Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere "Donna, vita, libertà" - ricorda la deputata dem -. Abbiamo dato seguito alla richiesta di Mohammadi di sostenere l'introduzione del reato di apartheid di genere nella Convenzione sui crimini contro l’umanità che si sta elaborando all'Onu con una risoluzione, a mia prima firma, approvata all'unanimità che impegna il governo italiano in questo senso". "Adesso - conclude - ci impegniamo ad appoggiare anche la richiesta di un referendum libero e monitorato da osservatori internazionali che permetta al popolo iraniano di autodeterminarsi e iniziare la transizione verso la democrazia, la pace, l'uguaglianza e la giustizia".
Si ricorda che per gli uomini è obbligatorio l'uso della giacca.
"Oggi alla Camera dei deputati abbiamo presentato la proposta di legge per introdurre il codice dei crimini internazionali nell'ordinamento italiano. Se avessimo avuto questa legge qualche mese fa, l'Italia avrebbe potuto processare Almasri e le vittime delle sue torture, dei suoi stupri, delle sue violenze avrebbero avuto giustizia. Senza sotterfugi, senza aerei di stato che lo riportano in patria a continuare a torturare e violentare bambini, senza alibi". Lo dichiara, a margine della conferenza stampa, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Con il codice dei crimini internazionali, che molti altri paesi dell'Ue già hanno, chiunque, di qualsiasi nazionalità, sia sospettato di avere commesso crimini di guerra o contro l'umanità ovunque nel mondo, nel momento in cui si trova in Italia può essere indagato, arrestato e processato nel nostro paese. Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu, Yoav Gallant tutti accusati di crimini di guerra e contro l'umanità, se venissero in Italia, dovrebbero rispondere dei loro crimini davanti a un giudice italiano. Un importante cambio di paradigma che introduce nel nostro ordinamento il principio di giurisdizione universale - spiega Boldrini -. In un momento in cui il diritto internazionale è sotto attacco così come i tribunali internazionali, in cui Trump emette sanzioni ai giudici della Corte Penale internazionale come se fossero dei narcotrafficanti, in cui Netanyahu continua a commettere crimini di guerra e contro l'umanità indisturbato, il Partito Democratico manda un segnale chiaro in difesa del diritto internazionale e dell’impianto multilaterale che dalla fine della seconda guerra mondiale ha consentito che non prevalesse la legge della giungla ma il diritto".
"All'inizio del suo mandato il Ministro Nordio aveva annunciato l'introduzione del codice dei crimini internazionali. Poi, però, a questa promessa non è stato dato seguito e di quel provvedimento si sono perse le tracce - prosegue la deputata dem -. Perché il codice dei crimini internazionali è sparito dall’orizzonte di governo e maggioranza? Adesso che la proposta di legge l'abbiamo presentata noi, ci aspettiamo il sostegno della maggioranza. Altrimenti Nordio dovrà spiegare cosa o chi gli ha fatto cambiare idea".
"Ringrazio Amnesty International per avere ispirato questa proposta di legge, la professoressa Alessandra Annoni e i professori Triestino Mariniello e Antonio Marchesi le cui competenze giuridiche in tema di diritto internazionale sono state fondamentali per la stesura del testo. E ringrazio la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga, la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani e il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Federico Gianassi per avere fatto loro questa proposta fin da subito" conclude.
Dem presentano Pdl su Codice dei Crimini internazionali
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Oggi, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Chiara Braga, presidente dei deputati del Pd; Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia? Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan? Domani, mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma di Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
Perché il criminale Almasri non è stato processato in Italia?
Perché le donne ucraine che hanno subito stupri e ora sono rifugiate in Italia non possono avere giustizia nel nostro Paese? Come si può impedire che l'Italia diventi il rifugio di persone sospettate di crimini internazionali commessi a Gaza o in Sudan?
Mercoledì 23 luglio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati (via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge "Codice dei crimini internazionali" a prima firma dell'On. Laura Boldrini. Un testo che dà risposte a tutte queste domande e garantisce la piena attuazione degli obblighi previsti dallo Statuto di Roma approvato nel 1998, permettendo all'Italia di cooperare pienamente con tutti quei paesi che prevedono già questi crimini nel loro ordinamento.
Interverranno: l'on. Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, l'on. Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, l'on. Federico Gianassi, capogruppo del Pd in Commissione Giustizia alla Camera, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e gli esperti che hanno collaborato alla stesura del testo: Alessandra Annoni, professoressa ordinaria di diritto internazionale presso l'Università di Ferrara, Triestino Mariniello professore ordinario di diritto penale internazionale Liverpool John Moores University (UK) e rappresentante legale delle vittime di Gaza presso la Cpi e Antonio Marchesi, professore associato di diritto internazionale, Università di Teramo.
L'ingresso alla sala stampa della Camera è possibile previo accredito. Si prega quindi di far pervenire nome e cognome (testata ed eventuale tipo di attrezzatura fotografica e/o da ripresa) rispondendo a questa email o via WhatsApp al n.3343801119 entro le ore 10 del 22 luglio p.v. Si ricorda che per accedere alla Camera è obbligatorio l'uso della giacca per gli uomini.
“Il governo usa la clava ideologica sui temi della giustizia. Per questo combattiamo le misure che mette in campo, come ha fatto con la separazione delle carriere intervento che non è ispirato dalla cultura liberale della separazione dei poteri, ma dalla ossessione verso la magistratura e verso gli organi autonomi e indipendenti. Una deriva illiberale che abbiamo già visto in altri paesi e che deve essere contrastata in Italia. Anche la scelta di aumentare il numero dei reati nei confronti dei cittadini e al contempo ridurre le responsabilità della pubblica amministrazione con l’abrogazione dell’abuso di ufficio squilibra dell’abuso di ufficio squilibra i rapporti fra cittadini e pubblica amministrazione. Questa modalità ideologica di intervenire sulla giustizia si è manifestata anche in materia delle intercettazioni dove un provvedimento blindato ha introdotto il blocco delle intercettazioni dopo 45 giorni che si applica per reati gravissimi come l’omicidio ma non per i reati meno gravi creando squilibri assurdi; oppure c’è il blocco dopo 45 giorni per le violenze sessuali, ma non per le molestie telefoniche, assurdità che potevano essere cambiate, grazie al lavoro parlamentare e che invece la maggioranza e il governo si sono rifiutati di modificare.
Rispetto a questo modello così ideologico occorre metterne in campo uno radicalmente opposto nel quale gli attori della giurisdizione non sono nemici ma sono pezzi importanti di un sistema che lavora nell’interessi dei cittadini al servizio di una democrazia matura”. Lo ha detto Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione giustizia di Montecitorio nel suo intervento alla conferenza stampa del PD sulla giustizia organizzato alla Camera.
Oggi incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein
Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00
Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano
Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.
La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:
Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).
Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"
Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).
Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).
Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
Domani incontro con Anm, Camere Penali, Consiglio nazionale forense e giuristi: conclude Elly Schlein
Roma, 20 giugno 2025 – Ore 09:30-13:00
Camera di Commercio di Roma, Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano
Il Partito Democratico promuove l’incontro “Giustizia secondo Costituzione”, un evento pubblico per riflettere sullo stato della giustizia in Italia a partire dai principi fondanti della nostra Carta costituzionale. In un contesto in cui l’azione del governo appare sempre più orientata da logiche emergenziali e securitarie, e da proposte di segno punitivo nei confronti della magistratura come la separazione delle carriere, l’iniziativa intende rimettere al centro il rispetto delle garanzie costituzionali e i diritti fondamentali della persona.
La mattinata si articolerà in due panel di approfondimento:
Ore 09.30 – PANEL 1. "L’ultima frontiera del panpenalismo emozionale. Si vive di solo reato? Carcere ed esecuzione della pena". Repressione e diritti fondamentali della persona a 50 anni dall’ordinamento penitenziario, interverranno esperti del diritto e rappresentanti istituzionali, tra cui il prof. Roberto Bartoli dell’Università di Firenze; Samuele Ciambriello (portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà), e le componenti dem nella commissione giustizia della Camera, Michela Di Biase e Rachele Scarpa. Introduce Walter Verini, Capogruppo PD in Commissione Antimafia. Modera Gabriella Cerami (la Repubblica).
Ore 11.00 – PANEL 2. "Le riforme della giustizia: civile, penale, ordinamento giudiziario e separazione delle carriere. A che punto siamo?"
Il confronto vedrà la partecipazione di protagonisti del mondo giudiziario e forense: Rocco Maruotti (segretario generale ANM), Francesco Petrelli (presidente Unione camere Penali), Francesco Greco (presidente del Consiglio nazionale Forense), e Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato. Introduce Marco Lacarra, componente dem in commissione Giustizia della Camera. Modera Virginia Piccolillo (Corriere della Sera).
Ore 12.00 – Contributi di Alfredo Bazoli (capogruppo Pd in commissione Giustizia del Senato) e Federico Gianassi (Capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera).
Ore 12.30 – Intervento di Debora Serracchiani, Responsabile Nazionale Giustizia del PD.
Ore 12.45 – Conclusioni di Elly Schlein, Segretaria Nazionale del Partito Democratico.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube @DeputatiPD.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato oggi, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.
Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.
"Giustizia per Niccolò Ciatti": questo il titolo del libro - inchiesta sulla tragica morte del giovane fiorentino, ucciso a Lloret de Mar nel 2017 da un criminale condannato con sentenza definitiva tuttora latitante, che verrà presentato domani, martedì 10 giugno alle ore 17:30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati.
Il libro, scritto dal giornalista Fabrizio Morviducci ed edito da AB edizioni & comunicazioni, ripercorre la vicenda attraverso testimonianze e documenti che affrontano il caso sia sul versante giudiziario che su quello umano.
Saranno presenti alla conferenza stampa l'autore del volume, il padre di Niccolò, Luigi Ciatti e Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.
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