“La legge Bossi-Fini si è rivelata disastrosa. L’abbiamo contestata da sempre e lavoreremo con forza per abrogarla. Del resto, si tratta di una normativa disumana e inefficace, ma anche per larghi tratti incostituzionale e contraria a fondamentali principi internazionali ed europei. Lo hanno sancito in questi anni le numerose pronunce sul punto adottate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, con la sentenza Hirsi, dalla Corte di giustizia Ue, con la sentenza El Dridi, e dalla nostra Corte costituzionale in varie occasioni dal 2004 ad oggi. Continueremo a batterci perché venga superata del tutto, altro che rafforzata come sentiamo dire anche oggi da Gasparri. Proprio per questa ragione abbiamo sottoscritto la proposta depositata dall’onorevole Riccardo Magi per la legge di iniziativa popolare della campagna ‘Ero straniero’, in grado di dare al nostro Paese un sistema di ingressi legali per motivi di lavoro e, a determinate condizioni, regolarizzare gli stranieri già presenti”.
Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Piero De Luca.
“Alla luce di quanto accaduto a Brasilia domenica scorsa, suona ancora più stonata l’assenza di un membro del governo italiano alla cerimonia ufficiale di insediamento del Presidente Lula e del suo Vice Alckmin”. Lo ha detto il deputato democratico Fabio Porta intervenendo a nome del suo gruppo parlamentare nel corso dell’audizione con il ministro Tajani alle Commissioni esteri riunite di Camera e Senato.
“Tutti i grandi Paesi europei hanno inviato una delegazione al massimo livello istituzionale: Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, mentre l’Italia si è limitata a inviare il suo ambasciatore. Questa ‘sgrammaticatura’ istituzionale non è sfuggita a nessuno e non può bastare un “like” su un tweet del Ministro a giustificare lo sgarbo fatto anche agli oltre trenta milioni di cittadini con sangue italiano residenti in Brasile. Grave anche sminuire quanto accaduto dichiarando come ha fatto il Ministro che i manifestanti erano disarmati, quando sono state addirittura trovate cinque bombe a mano inesplose presso il Palazzo del STF (la Corte Costituzionale brasiliana)”.
Dichiarazione di Andrea Gnassi, deputato Pd
“Avevamo presentato un pacchetto di emendamenti sui Comuni condivisi e trasversali alle varie forze politiche. Quello che è successo nella notte ha una spiegazione molto chiara: nel merito si tratta di proposte serie tanto da essere votate anche dalla maggioranza, al netto del fatto che il Governo poi non ha individuato le risorse necessarie” Così il deputato del Pd Andrea Gnassi spiega il motivo per cui il governo è ora costretto a riportare domani mattina in commissione l’intera manovra di Bilancio per lo stralcio dell’emendamento approvato. “Se da un lato tutti a parole esprimono solidarietà e vicinanza ai Comuni, aggiunge Gnassi, queste poi non si traducono mai nei fatti. Al netto dell’annunciata retromarcia e revisione della decisione presa e della confusione , rimane un dato politico certo: fra poche settimane o mesi il Governo dovrà mettere mano con un provvedimento e/o un decreto a ulteriori stanziamenti per i Comuni che da soli non ce la possono fare. “ Per l’esponente Dem, “l’intera vicenda evidenza che non c’è stata serietà nei confronti degli enti locali e nell’affrontare una materia su cui ci si poteva e doveva confrontare per individuare risorse reali e necessarie”. “La norma approvata – conclude Gnassi- dava seguito a un intervento già previsto per 2021 e 2022 e che mancava per il 2023. Voglio ricordare che questi Comuni hanno aderito al fondo anticipazione liquidità sulla base di una precisa norma di legge per far fronte al pagamento dei debiti commerciali. Dopo anni, una sentenza della corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo un regime preciso di ripiano, obbligando a un rientro impossibile in pochi anni. Come spesso capita – conclude Gnassi- da un lato si dice che i Comuni sono un pilastro del Paese, ma in realtà poi sono beffati e vittime. Penso che il governo si debba preoccupare di risolvere problemi e non di rinviare”.
“Dopo il ‘congelamento’ del Meccanismo Europeo di Stabilità deciso dal governo, il Partito Democratico chiede con forza e determinazione che non vi siano più alibi per prendere tempo e sviare sull’approvazione del Trattato. Per questa ragione abbiamo depositato una apposita proposta di legge di autorizzazione alla ratifica dell’Accordo di modifica del Trattato che istituisce il Mes. Questo consentirebbe l’avvio delle sue nuove funzioni e contribuirebbe al rafforzamento del sistema finanziario dell’eurozona. Il dibattito parlamentare ‘ampio’, dietro il quale oggi si nasconde Giorgetti, dopo aver prima voluto attendere strumentalmente il giudizio positivo della Corte Costituzionale tedesca, vi sarà ovviamente in sede di esame e dibattito sulla legge di Ratifica. Abbiamo l’obbligo di rafforzare la stabilità della Zona euro e la sicurezza dei risparmiatori. Lo dobbiamo per non isolarci o dare prova di inaffidabilità in Europa in una fase così delicata”.
Così il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Piero De Luca.
Ci auguriamo che il governo dia un segnale di responsabilità, adesso che la Corte costituzionale tedesca ha respinto il ricorso sul Mes, dando così il via libera alla ratifica della riforma anche in Germania. Resterebbe infatti solo l'Italia a bloccare l'iter di modifica del Trattato istitutivo del Fondo salva Stati e questo comprometterebbe gravemente sia la credibilità internazionale del Paese che la stabilità della Zona euro. Auspichiamo dunque chiarezza dopo la contraddizione riscontrata nei giorni scorsi tra la posizione del ministro Giorgetti, che ha dato rassicurazioni all’Europa sul punto, e quella della sua stessa maggioranza che ha votato una mozione in cui impegnava l'esecutivo a non approvare il disegno di legge di ratifica del Mes alla luce della situazione in altri Stati. Non possiamo permetterci di rimanere isolati o dare prova di inaffidabilità in Europa.
Lo afferma Piero De Luca, vicecapogruppo del PD alla Camera.
La mia proposta di Legge Costituzionale per l’istituzione di un’Autorità nazionale per i diritti umani
“Proteggere i bambini è una responsabilità collettiva che parte dagli adulti. Un monito che dovremmo tener presente non solo nella Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia e adolescenza. In Italia abbiamo un'Autorità garante della concorrenza e del mercato, per l'anticorruzione, per le società e la borsa, per la protezione dei dati personali e tante altre ancora, eppure, in tutti questi anni, non si è mai ritenuto doveroso, civile e urgente, dotare un Paese come il nostro che si definisce democratico, di un'Autorità nazionale per i diritti umani.
Un impegno che non solo dovrebbe rispondere ad obblighi internazionali, ma anche al ruolo che l’Italia può e deve avere per la promozione e la protezione dei diritti umani nel mondo. Credo che tale esigenza non sia più procrastinabile. Per questo ho depositato una proposta di legge per l'istituzione di tale organismo nazionale, un organo indipendente di promozione e tutela dei diritti, in grado di impugnare leggi statali e regionali difronte alla Corte Costituzionale e promuover e intervenire in procedimenti giudiziari.
A chi obietta "ma è davvero cosi urgente parlare di diritti o addirittura investire energie per istituire un 'Autorità che li tuteli?" rispondo che è sempre tempo di parlare di diritti, poiché il riconoscimento di un diritto aggiunge sempre qualcosa alla società e mai toglie e io sono, da sempre, per una società inclusiva e non repressiva, che si faccia garante della promozione, del rispetto e della tutela dei diritti.
La mia proposta di Legge Costituzionale per l’istituzione dell'Autorità nazionale per i diritti umani.
Scaricala qui ➡️ https://bit.ly/3Xvtzf1”. Lo scrive sulla sua pagina facebook Mauro Laus, deputato e capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
"Le Regioni devono avere l'ultima parola sulla scelta delle aree idonee alla ricerca ed allo sfruttamento della geotermia, così come disposto dalla Corte Costituzionale. Per ribadire questa prerogativa ho presentato una apposita proposta di legge a Montecitorio". Lo dichiara il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
"Sono le Regioni infatti - conclude Simiani - ad avere gli strumenti di pianificazione necessari per poter valutare rischi e benefici per i territori potenzialmente idonei. La geotermia è una opportunità straordinaria per ottenere energia rinnovabile a costi calmierati ma il suo sfruttamento non può essere imposto dallo Stato".