“Oggi il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame preliminare del Disegno di legge recante Interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Dalle bozze circolate in questi giorni possiamo affermare che il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, porta in Cdm un provvedimento che non affronta il grande tema su come garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura. Da una parte, il testo si occupa dell’aspetto sanzionatorio per chi fa abuso di sostanze illecite alla guida ma, dall’altra, non interviene invece sulla causa principale degli incidenti stradali che è la velocità; mentre allo stesso tempo, con una serie di limitazioni e depotenziamenti, fa dei grandi passi indietro su quanto fatto fino ad oggi sulla ciclabilità e sullo sviluppo di una mobilità adeguata alle sfide dei nodi urbani”.
Lo dichiara il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, Roberto Morassut.
“Inoltre - aggiunge - il Ddl burocratizza l’iter di gestione della mobilità urbana per gli enti locali prevedendo ulteriori passaggi autorizzativi e non tiene in nessun conto della battaglia culturale che il Parlamento sta effettuando in relazione all’obbligo di sorpasso delle biciclette ad almeno 1,5 metri di distanza laterale che diventa obbligatorio solo dove le condizioni della strada lo permettano. In pratica, accanto alle misure sanzionatorie, si realizza una manovra a tenaglia per accerchiare e contrastare quella mobilità attiva che è nata negli ultimi anni e che, soprattutto nei centri urbani va a supplire alle carenze di un servizio pubblico di trasporto, oggi non adeguato alle sfide poste dalla transizione ecologica nelle città. La sensazione - conclude - è che invece di provare a gestire e incanalare il flusso del cambiamento si sia scelta la via più semplice del ritorno al passato e alla burocratizzazione dei processi autorizzativi”Il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame preliminare del Disegno di legge recante Interventi in materia di sicurezza stradale e delega per la revisione del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha portato in Cdm un provvedimento che non affronta il grande tema su come garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità sostenibile, attiva e sicura. Da una parte, il testo si occupa dell’aspetto sanzionatorio per chi fa abuso di sostanze illecite alla guida ma, dall’altra, non interviene invece sulla causa principale degli incidenti stradali che è la velocità; mentre allo stesso tempo, con una serie di limitazioni e depotenziamenti, fa dei grandi passi indietro su quanto fatto fino ad oggi sulla ciclabilità e sullo sviluppo di una mobilità adeguata alle sfide dei nodi urbani”.
Si svolgerà oggi, martedì 27 giugno, alle ore 16, nella Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa della deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e del senatore Filippo Sensi, per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”.
Il disegno di legge, già presentato nel 2017 a firma di Nerina Dirindin e Luigi Manconi, e riproposto nell’ultima legislatura dall’on. Elena Carnevali e dalla senatrice Paola Boldrini, è pensato per dare piena attuazione su tutto il territorio alla Legge 180.
Partecipano: Serracchiani e Sensi
Si svolgerà domani, martedì 27 giugno, alle ore 16, nella Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa della deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e del senatore Filippo Sensi, per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”.
Il disegno di legge, già presentato nel 2017 a firma di Nerina Dirindin e Luigi Manconi, e riproposto nell’ultima legislatura dall’on. Elena Carnevali e dalla senatrice Paola Boldrini, è pensato per dare piena attuazione su tutto il territorio alla Legge 180.
"L'approfondimento tecnico fornito dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio sull'autonomia differenziata rappresenta l'ennesima bocciatura senza appello del ddl Calderoli. Si evidenzia infatti il rischio di come la frammentazione e la proliferazione di normative differenziate possano incidere su imprese e lavoratori creando squilibri e aggravando i divari. È evidente che il Mezzogiorno, con quel tipo di riforma , rischia di risultare poco attrattivo per investimenti di qualità, vedendo di conseguenza accentuato il pericolo, già ormai molto alto, di una desertificazione del suo tessuto industriale e produttivo a discapito dei livelli occupazionali. Chiedo ai colleghi parlamentari del Mezzogiorno eletti nelle fila del centrodestra se alla luce di questi elementi terzi ritengano ancora di sostenere questa assurda riforma. Il Pd si opporrà a questo disegno antistorico, sia in Parlamento che nel paese, a partire dalla mobilitazione nazionale che terremo a Napoli il 14 e 15 luglio per difendere il sud, la coesione e l'unità nazionale". Così il deputato e responsabile Sud e Coesione della segreteria nazionale Pd Marco Sarracino.
Prima il governo e la maggioranza di destra hanno deciso di azzerare le presidenze di Inps e Inail in anticipo rispetto alla loro stessa naturale scadenza. Ora non sono capaci di nominare i nuovi vertici rispettando i venti giorni di tempo che loro stessi si erano dati in decretazione d’urgenza, lasciando due istituti fondamentali con presidenti ormai delegittimati nel loro ruolo e diminuiti nella loro capacità operativa e di intervento. Avevamo denunciato come questo commissariamento fosse avvenuto piegando le regole delle istituzioni, attraverso la modifica di imperio della loro governance e con un'occupazione delle istituzioni pubbliche fatta a colpi di decreto. Oggi, dopo il danno anche la beffa: Inps e Inail restano ancora senza comando e capacità progettuale. Il governo e la maggioranza di destra devono assumersi le loro responsabilità e non provocare ulteriori danni al Paese. Si stralci questo emendamento e venga subito il ministro della Pubblica amministrazione a riferire in commissione ”.
Lo dichiarano la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera e capogruppo in commissione Affari costituzionali, Simona Bonafè, e il capogruppo Pd in commissione Bilancio, Ubaldo Pagano, nel corso dei lavori delle due commissioni riunite in sede referente per l'esame del Ddl Enti pubblici.
“Il governo, dopo aver rimosso i presidenti di Inps e Inail, si era dato venti giorni di tempo per nominare i commissari straordinari dei due istituti. Invece siamo al paradosso di un governo che approva strumentalmente un decreto per necessità e urgenza e poi non rispetta i tempi rapidi che lui stesso si è posto. Chiediamo che il ministro della Pubblica amministrazione riferisca subito in commissione”.
Lo dichiara Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd-Idp della Camera, intervenendo in apertura dei lavori delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Bilancio, riunite in sede referente per l'esame del Ddl Enti pubblici.
La conferenza stampa di oggi degli on. Debora Serracchiani e Filippo Sensi, per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”, è rinviata ad altra data.
Conferenza stampa domani, ore 14, Sala Stampa Montecitorio
Partecipano: Serracchiani e Sensi
Si svolgerà domani, martedì 13 giugno, alle ore 14, nella Sala Stampa della Camera, la conferenza stampa degli on. Debora Serracchiani e Filippo Sensi per illustrare il Ddl “Disposizioni in materia di salute mentale”.
Il disegno di legge, già presentato nel 2017 a firma di Nerina Dirindin e Luigi Manconi, e riproposto nell’ultima legislatura dall’on. Elena Carnevali e dalla senatrice Paola Boldrini, è pensato per dare piena attuazione su tutto il territorio alla Legge 180.
La presunta “Agenda” del Ministro Valditara riteniamo, purtroppo, sia la stessa del suo collega di governo Calderoli, e lì la parola sud non c'è. Non basta fare un’agenda per rivendicare una serie di cifre e di risorse già stanziate da altri governi. Il nodo politico non affrontato è quale futuro si vuol costruire per il Mezzogiorno sapendo che l'istruzione è una leva fondamentale. I dati invalsi, infatti, sistematicamente, ci riportano un sistema formativo in cui le diseguaglianze diventano ereditarie. Su questo il Ministro continua a eludere risposte. Il combinato disposto del voluto rallentamento del Governo sul PNRR, della provocatoria cancellazione del reddito di cittadinanza e dell’assurdo ddl Calderoli, espone il Mezzogiorno, proprio sulla scuola, ad un pericolosissimo tsunami sociale. Il “segnale” per il Sud, di cui parla il Ministro dell’Istruzione non può essere una conferenza stampa, ma dire se intende avallare o meno la riforma Calderoli. La lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa ha come premessa mantenere un Paese unito.
Così i deputati dem Marco Sarracino, responsabile Mezzogiorno del Pd, Irene Manzi, responsabile Scuola del Pd e Toni Ricciardi, vice capogruppo del PD alla Camera.
"La premier Meloni riduce il dibattito sull'autonomia differenziata ad una bagarre fra gruppi dirigenti sbagliando completamente impostazione. A protestare non sono "classi politiche" ma innanzitutto le persone che vivono in territori che, con il ddl Calderoli, vedrebbero cristallizzate le diseguaglianze su materie fondamentali come sanità, istruzione, opportunità. Non si tratta di chi ha fatto bene o male il proprio lavoro, per quello saranno i cittadini a giudicare. Qui, ed è ciò che volutamente ignora la Meloni, sono in gioco i valori della nostra Costituzione soprattutto nei territori più fragili. Il Pd è e sarà in campo, per contrastare con forza un'idea di Paese sbagliata e divisiva. Per noi occorre, invece, rafforzare la coesione sociale e territoriale, proprio come previsto dagli obiettivi del Pnrr che invece questo Governo rischia di far saltare". Così il deputato e responsabile Sud e Coesione della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
Perché stupirsi se #Trudeau nell’incontro con Meloni si dice preoccupato per le posizioni sui diritti #Lgbt, quando la destra ha affossato il #DdlZan?
Questo governo oscurantista, che non riconosce i diritti, danneggia l’immagine dell’Italia “in tutto il globo terracqueo”.
Lo scrive sui social Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
OPPOSIZIONE CON FORZA A CHI SPACCA ITALIA CON RIFORMA CHE AMPLIA DIVARI
"Ringraziamo il Ministro Calderoli per le generose parole di "stima" riguardo le capacità cognitive del Mezzogiorno, che secondo lui non avrebbe capito le potenzialità della sua riforma. Al sud, e non solo, abbiamo invece ben compreso gli effetti devastanti che produrrebbe il ddl Calderoli, come è anche testimoniato proprio dalla relazione del servizio di bilancio del Senato. In queste ore emergono però due dati: il primo è rappresentato dall’enorme debolezza dell’impianto della riforma, per cui gli stessi autori, anziché entrare nel merito delle critiche, si concentrano sulla ricerca, a tratti inquietanti, di presunti nemici interni. Il secondo invece è la totale spaccatura nella maggioranza, che da un lato pratica l’accentramento dei poteri e dell’altro esaspera il principio di autonomia. Trovare un punto di compromesso tra queste due posizioni inconciliabili è praticamente impossibile. Anche per questi motivi, sapendo di essere in sintonia con il Paese, il Partito Democratico si opporrà con forza nel merito e nel metodo ad una riforma che spacca l'Italia, ingiusta ed antistorica, che amplia i divari, pregiudica la coesione e aumenta le diseguaglianze". Così il deputato e responsabile Sud e Coesione della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino.
Oggi è la giornata internazionale contro l’#omobilesbotransfobia.
L'Italia, dove la destra oscurantista ha affossato il #DdlZan, rimane l'unico Paese fondatore dell'Ue a non avere una legge contro queste discriminazioni.
Non ci arrendiamo, il nostro impegno continua.
#IDAHOBIT
Lo scrive sui social Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico.
“Con il cosiddetto Ddl Anziani, giunto alla Camera blindato e dove abbiamo registrato la bocciatura di tutti i nostri emendamenti, la maggioranza di destra proprio all’articolo 1 ha deciso di eliminare la figura del caregiver. Una scelta ingiusta e sbagliata, poiché il caregiver ha assunto da sempre una funzione sociale importantissima. In particolare ha contribuito, prestando tra l’altro la sua opera gratuitamente, a difendere quel diritto fondamentale rappresentato dalla libertà individuale della persona e della sua autodeterminazione. Ancora una volta, come sempre accaduto in questi circa sei mesi in cui abbiamo visto agire la destra, assistiamo alla dimostrazione da parte del governo di insensibilità ai problemi che riguardano le persone in difficoltà, gli anziani e coloro che vivono con disabilità. Il governo Meloni ha deciso di abbandonare questi cittadini al loro disagio. Gli emendamenti che avevamo presentato intervenivano a migliorare il testo, ad inserire misure utili che purtroppo erano già state bocciate in commissione. I diritti delle persone anziane e dei disabili devono essere garantiti in una società civile e democratica. E invece, anziché coordinare, organizzare e rendere più efficaci le figure del caregiver, queste vengono eliminate. Un grave errore”.
Lo dichiara la deputata del Pd, Maria Stefania Marino.
“Questa legge nasce da una proposta approvata dal governo Draghi e con l'apporto fondamentale dei ministri Speranza e Orlando a cui va il nostro ringraziamento. La riteniamo una legge di civiltà e di maturità a cui ha dato un contributo fondamentale la forza politica a cui appartengo che ha sempre difeso la cultura del Welfare pubblico, della cura, dell'assistenza e del diritto a una vita dignitosa in ogni età della vita, una cultura del rispetto che trae origine e nutrimento dalla nostra Costituzione. Papa Francesco ha detto che un Paese si giudica da come gli anziani vengono trattati e da quale posto riserviamo loro nella nostra società”. Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata dem Ilenia Malavasi, della commissione Affari Sociali, nel suo intervento in dichiarazione di voto finale sul ddl Anziani ("Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane"), annunciando il voto di astensione del Gruppo del Pd.
“E’ importante garantire – ha aggiunto l’esponente Pd - la presa in carico della condizione di fragilità delle persone anziane in una cornice più generale di norme a tutela di tutti coloro che si trovano in una condizione di non autosufficienza che riguarda milioni di persone. Una riforma così importante deve mettere a sistema una vera integrazione tra il Servizio Sanitario Nazionale, il sistema sociale e socio assistenziale per rimettere al centro il diritto alla cura per tutti e garantire le stesse prestazioni in tutto il territorio nazionale, superando divari e ingiustizie. Purtroppo in questo disegno di legge manca la definizione della platea delle persone a cui ci rivolgiamo, mancano le risorse (una riforma di questo tipo non si può fare a risorse invariate), manca il riconoscimento della figura del caregiver, manca il riconoscimento del lavoro di cura e del valore della cura, mancano criteri chiari per l'accreditamento di soggetti publici e privati, terzo settore compreso, che erogano servizi domiciliari di cura e assistenza, manca una definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. Di tutto questo non c'è traccia. Avremo certamente preferito un confronto tra maggioranza e opposizione anche per apportare qualche miglioria che riteniamo necessaria, ma non c’è stata alcuna apertura. Non è un buon modo di lavorare”.
“Una riforma così importante – ha concluso Malavasi – ha bisogno di più risorse per attuare le misure previste dalla legge e garantire continuità di cure e di assistenza. Nessuna delega in bianco dunque ma una vigilanza ferrea. Ci saremo per dare il nostro contributo per una buona attuazione ai principi della delega e per verificare che ci siano le risorse necessarie e garantire l'uniformità e l'universalità dei diritti e l'unità del Paese”.