“Il governo Meloni rimane in silenzio sul contesto mondiale sempre più grave e sul genocidio in diretta a Gaza ma, incredibilmente, la sua maggioranza in Senato decide di accelerare sul ddl Caccia, convocando addirittura le sedute notturne. È semplicemente vergognoso il tentativo di usare scorciatoie su una riforma profondamente divisiva, ignorando non solo il confronto democratico ma anche i dati e le analisi indispensabili per una discussione seria e responsabile. Sono queste le indecenti priorità di questa maggioranza?” Lo dichiarano le deputate Eleonora Evi e Patrizia Prestipino del Partito Democratico.
“Sul ddl Caccia – sottolineano le parlamentari - la maggioranza continua a forzare i tempi ignorando la necessità di una valutazione preliminare sull’attuazione della Legge 157/1992 e senza disporre della relazione governativa sull’efficacia e le criticità della normativa vigente”. “Chiediamo l’immediato stop dell’iter parlamentare del ddl almeno fino a quando il governo non presenterà la relazione. Non è accettabile discutere una riforma tanto delicata nel cuore della notte, nel silenzio e lontano dagli occhi dell’opinione pubblica”, concludono Evi e Prestipino.
“Sui circhi alla Camera è andato in scena uno spettacolo triste e indegno da parte della maggioranza e del governo. La destra ha finto di voler rispettare gli impegni assunti con la legge del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi, ma di fatto continua con assurde scuse a posticipare ciò che sarebbe necessario fare. Da questo punto di vista, il nostro ordine del giorno al Ddl Spettacolo chiedeva al governo di smettere di temporeggiare e di intervenire con urgenza fornendo in tempi brevi un cronoprogramma, certo e definito, con le scelte da compiere per superare con gradualità lo sfruttamento degli animali per scopi circensi. Oggi, purtroppo, sono ancora tanti, troppi, circa duemila, gli animali che vengono sfruttati per questo tipo di attività degradanti e diseducative, troppo spesso fonti di sofferenza e di veri e propri maltrattamenti. Dunque, adesso non ci sono più scuse. Avevamo chiesto al governo di fare presto e invece, ancora una volta, il governo ha scelto di girarsi dall’altra parte e di fingere di voler essere al fianco degli animali, mentre in realtà ha scelto di continua a perpetrare le logiche di sfruttamento becero e bieco. E’ ora di dire basta”.
Così le deputate democratiche, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
"Ora è chiaro quali siano i meriti che sono valsi a Matteo Salvini il premio "Italia-Israele" che gli è stato conferito alla Camera lo scorso 22 luglio.
La Lega, non solo in questi ventidue mesi ha colpevolmente taciuto sui crimini commessi dal governo Netanyahu a Gaza negando l’evidenza dei fatti, ma ora vuole anche criminalizzare le critiche al governo israeliano equiparandole per legge all'antisemitismo. E' questo l'obiettivo del disegno di legge del capogruppo della Lega in Senato Massimiliano Romeo, in calendario dalla seduta di oggi in Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama.
Una proposta a cui ci opporremo duramente perché se dovesse mai passare, ogni critica al governo di Netanyahu, le richieste di interventi concreti per fermarlo e perfino le manifestazioni di piazza, i dibattiti pubblici e tutte le iniziative in cui si chiede la fine del genocidio e l'autodeterminazione del popolo palestinese, sarebbero vietati per legge. Una cosa inconcepibile in un Paese democratico.
Una inaccettabile limitazione del diritto di critica e di manifestazione del pensiero che non possiamo consentire.
L'antisemitismo va contrastato con forza e determinazione, ma non può essere in alcun modo confuso o messo sullo stesso piano della legittima critica e la contestazione nei confronti di un governo israeliano di ultra destra che sta sterminando il popolo palestinese attraverso i bombardamenti e la fame. Questa becera mistificazione proposta nel ddl Romeo può servire a Salvini per guadagnarsi un premio che oggi gronda di sangue, ma non può certo oscurare le gravi responsabilità di cui il governo israeliano dovrà rispondere". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Per Roma si apre un processo storico. Il Governo ha voluto assumersi la paternità di una legge già ampiamente condivisa in Parlamento. Ma va bene lo stesso. Conta la sostanza. Fare di Roma una capitale europea con poteri e mezzi adeguati è sempre stato un obbiettivo storico della sinistra da Luigi Petroselli in poi”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, in una nota.
“Fu Enrico Berlinguer - continua Morassut - a firmare per primo la legge per Roma Capitale del PCI del 1980 per attribuire risorse aggiuntive. Ma la stessa classe dirigente liberale aveva alti obbiettivi per Roma. Li aveva Quintino Sella. Ne fu impedita dal fuoco della storia e dal conservatorismo dell’Italia clericale. Una Capitale moderna migliora l’Italia intera. La sinistra deve essere protagonista di questa nuova fase. Non fosse altro perché nel 2013 la prima legge presentata in Parlamento per dare a Roma facoltà legislative è a firma del Pd”.
“Ora avanti. Attuando tutte le parti del protocollo sottoscritto da palazzo Chigi e Campidoglio senza conservatorismi e senza gelosie territoriali e senza furbizie, rispettando le condizioni poste dal Campidoglio”, conclude Morassut.
“Per sedere al tavolo dei Grandi del mondo occorre autonomia strategica nell’ecosistema dell’IA. Esistono oggi due soli attori globali, Usa e Cina. L’Unione europea deve scegliere il suo destino, puntare all’autonomia o divenire colonia di uno degli imperi. Strategia comune e investimenti senza precedenti sono la condizione perché l’Ue eviti un futuro da spettatore. Il governo Meloni, anche in questo campo, mostra assenza di visione e coraggio: il DDL sull’intelligenza artificiale è una gigantesca occasione mancata, un provvedimento a invarianza finanziaria, che non mette risorse e anzi complica la gestione di questa innovazione”, ha dichiarato Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera, intervenendo questa mattina a Montecitorio alla conferenza stampa di presentazione del libro “Il secolo dell’IA - capire l’intelligenza artificiale, decidere il futuro” di Lorenzo Basso, senatore Pd, e Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali del Gruppo Pd al Senato, edito da il Mulino.
Gli autori nel corso dell’iniziativa hanno evidenziato le motivazioni che hanno spinto alla pubblicazione del volume. Lorenzo Basso, Vicepresidente 8ª Commissione del Senato, ha spiegato che “l’IA non è neutra: riflette le scelte di chi la progetta e gli interessi di chi la controlla. Solo una società informata può pretendere regole giuste, efficaci, capaci di anticipare il futuro. Capire il funzionamento dell’IA è essenziale per governarne l’impatto invece di subirlo passivamente nella nostra vita”. Mentre Marco Bani, Responsabile Affari Istituzionali, gruppo PD Senato, ha concluso evidenziando il perché di un testo non specialistico ma divulgativo: “L’intelligenza artificiale non è un tema per addetti ai lavori: è già parte della nostra quotidianità. Questo libro nasce per offrire strumenti semplici ma solidi a chi vuole capire, partecipare e non delegare. Perché oggi, pensare criticamente la tecnologia è un gesto politico”.
“Accogliamo con favore l’attenzione che il Governo ha voluto riservare al settore agricolo con il ddl 'Coltivaitalia' e con l’annuncio di nuove risorse destinate alla sovranità alimentare, alla filiera del frumento, al ricambio generazionale e alla digitalizzazione. Tuttavia, ancora una volta si tratta di interventi frammentati e non strutturali, privi di una visione strategica di lungo periodo che servirebbe per accompagnare davvero la transizione ecologica, sostenere la qualità delle produzioni e rafforzare la competitività del nostro sistema agricolo”. Lo dichiara la deputata Pd Antonella Forattini commentando le misure del governo sul settore agricolo definite dall'ultimo Consiglio dei ministri.
“È sul piano europeo – sottolinea l'esponente dem - dove è mancato un segnale politico forte. Mentre la Commissione UE porta avanti l’ipotesi di un fondo unico che rischia di depotenziare la Politica Agricola Comune, non abbiamo registrato alcun impegno concreto da parte del Governo italiano per difendere le prerogative nazionali e garantire risorse stabili e certe ai nostri agricoltori”.
“Serve una strategia coerente che tenga insieme politiche nazionali e azione europea, con l’obiettivo di tutelare il reddito agricolo, promuovere il ricambio generazionale e valorizzare la qualità che contraddistingue il Made in Italy”, conclude Forattini.
“La lotta alla violenza sulle donne non passa solo attraverso le aule giudiziarie, ma anche e soprattutto attraverso l’educazione e la prevenzione. Ringrazio quindi il gruppo al Senato del Pd per aver fatto approvare gli ordini del giorno che impegnano il Governo anche su questo fronte”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’approvazione in Senato del Ddl Femminicidio e sui tre odg presentati dal gruppo del Pd.
“Conosciamo bene i tempi della giustizia in Italia - prosegue la deputata dem - e per quanto sia importante dare il corretto nome ai fenomeni lo è altrettanto prevenirli, attraverso l’educazione e strumenti che agiscano prima che venga commesso un reato”.
“Ora attendiamo che il testo arrivi alla Camera, ricordando che quella dei femminicidi è una strage da combattere in maniera prioritaria” conclude Gribaudo.
“La mancata previsione del ripristino del tribunale di Nicosia nel disegno di legge sulle circoscrizioni giudiziarie approvato dal Consiglio dei Ministri è l’ennesimo segnale di disattenzione verso le aree interne della Sicilia e verso l’intera provincia di Enna”. Lo dichiara Maria Stefania Marino, deputata del Partito Democratico, commentando il provvedimento proposto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
“Nonostante gli annunci e le promesse - continua l'esponente dem - il governo ignora la richiesta unitaria di un intero territorio, come quello dei Nebrodi e dell’area nord della provincia di Enna, che da anni chiede la riapertura del presidio giudiziario di Nicosia, dopo la soppressione nel 2013. La chiusura del tribunale di Nicosia ha aggravato l’isolamento territoriale e giurisdizionale di un’area già colpita da spopolamento, disservizi infrastrutturali e presenza criminale, con ricadute evidenti anche in termini di aumento dei costi e tempi per cittadini, avvocati e operatori della giustizia”.
“È paradossale che in un provvedimento che si pone l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione della giustizia territoriale si dimentichi di zone difficili come quella ennese, segnate da condizioni orografiche complesse, fragilità sociali e rischi legati alla criminalità organizzata. Ci batteremo, nel corso del passaggio parlamentare del disegno di legge, per correggere questa esclusione”, conclude Marino.
“Il disegno di legge Schlein per il rilancio delle aree interne finalmente mette al centro la grande questione della Pubblica Amministrazione, della sua modernizzazione e del suo rafforzamento. Anche in termini di personale. Sono anni che ci battiamo per un piano straordinario di assunzioni nel pubblico impiego per garantire servizi essenziali e welfare per i cittadini, a partire dalle aree più svantaggiate. Chiediamo che questa proposta venga subito discussa in Parlamento“.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Le denunce dei sindacati Anaao Assomed e Cimo-Fesmed non possono restare inascoltate. Gli emendamenti presentati dalla maggioranza al DDL sulle prestazioni sanitarie rappresentano un attacco inaccettabile al cuore del nostro Servizio Sanitario Nazionale e ai professionisti che ogni giorno lo rendono possibile. Appaltare a terzi la gestione delle prestazioni ospedaliere, esternalizzando interi settori e imponendo obblighi agli specializzandi senza adeguate tutele e risorse, significa smantellare il sistema pubblico e minare alle fondamenta la qualità delle cure. I gettonisti, gli appalti ad esterni e le farmacie non possono sostituirsi alla sanità pubblica, né tantomeno ai medici formati e stabilmente inseriti nelle strutture ospedaliere". Lo dichiara in una nota Ilenia Malavasi, deputata del Pd della commissione affari sociali. "Ancora più grave -aggiunge la dem- è la proposta di sottrarre oltre 200 milioni di euro dai fondi contrattuali destinati alla valorizzazione di tutto il personale medico, per destinarli esclusivamente a una sola area, creando divisioni e disparità inaccettabili all’interno della categoria. Una misura miope e divisiva. Esprimo la mia piena solidarietà ai sindacati dei medici e lavoreremo in Parlamento per fermare queste misure. Serve un investimento serio e strutturale sulla sanità pubblica, non scorciatoie che indeboliscono il servizio e umiliano i professionisti".
Presentazione ddl per una nuova regolamentazione del part-time
Oggi, martedì 15 luglio, alle ore 11.00, presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa per presentare il nuovo disegno di legge sulla regolamentazione del lavoro part-time che il Pd ha depositato al Senato a prima firma Susanna Camusso.
Interverranno la segretaria del Pd Elly Schlein, la capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, la senatrice Susanna Camusso, e la responsabile nazionale Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Il disegno di legge punta a superare il part-time involontario, che colpisce soprattutto le donne, trasformandolo in una scelta libera, tutelata e reversibile. Un passo concreto per contrastare la precarietà e garantire pari opportunità nel mondo del lavoro.
“Il part-time - scrivono le Democratiche - è prevalentemente una storia di donne: la nostra proposta vuole far sì che il part-time, a partire da quello involontario, non sia una trappola di sfruttamento e mortificazione del lavoro delle donne”.
Martedì 15 luglio, ore 11
Sala Berlinguer
Via degli Uffici del Vicario, 21
Roma
Info e accrediti stampa: pd.ufficiostampa@camera.it
Presentazione ddl per una nuova regolamentazione del part-time
Domani, martedì 15 luglio, alle ore 11.00, presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa per presentare il nuovo disegno di legge sulla regolamentazione del lavoro part-time che il Pd ha depositato al Senato a prima firma Susanna Camusso.
Interverranno la segretaria del Pd Elly Schlein, la capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, la senatrice Susanna Camusso, e la responsabile nazionale Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Il disegno di legge punta a superare il part-time involontario, che colpisce soprattutto le donne, trasformandolo in una scelta libera, tutelata e reversibile. Un passo concreto per contrastare la precarietà e garantire pari opportunità nel mondo del lavoro.
“Il part-time - scrivono le Democratiche - è prevalentemente una storia di donne: la nostra proposta vuole far sì che il part-time, a partire da quello involontario, non sia una trappola di sfruttamento e mortificazione del lavoro delle donne”.
“Non era accettabile che un provvedimento così delicato e impattante sulla biodiversità, come il disegno di legge sulla caccia, venisse esaminato con un iter semplificato e tempi ridotti. Il ritiro della sede redigente è un primo risultato importante per le opposizioni, che insieme hanno impedito una forzatura istituzionale e democratica su un tema che riguarda la tutela del patrimonio naturale del Paese.” Lo dichiarano in una nota congiunta Eleonora Evi, Patrizia Prestipino e Annalisa Corrado del Partito Democratico. “Il Partito Democratico ha contribuito con determinazione a fermare questo tentativo della maggioranza, che ora è costretta a fare marcia indietro. È un primo colpo per chi voleva blindare una proposta controversa, che fin dall’inizio ha suscitato forti critiche da parte di esperti, cittadini e associazioni. Ringraziamo le senatrici e i senatori del Partito Democratico che hanno contribuito al risultato raccogliendo le firme decisive e tutte di peso, rappresentando l’ufficio di presidenza del gruppo. Ringraziamo inoltre le realtà ambientaliste e animaliste che hanno accompagnato questa battaglia con impegno, competenza e mobilitazione. Ora si apra un confronto vero, trasparente e basato su evidenze scientifiche. La legge 157 sulla protezione della fauna e la regolamentazione dell’attività venatoria è un presidio da difendere e aggiornare nel segno della sostenibilità, non da smantellare con colpi di mano”.
“Il disegno di legge sulla montagna, così com’è stato approvato dalla maggioranza e ora destinato a un nuovo passaggio al Senato, rappresenta un'occasione sprecata. Un testo privo di visione, che più che rilanciare i territori montani, sembra sancirne l’abbandono». Lo dichiara il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, che ieri in Aula ha annunciato il voto contrario dei Gruppo dem al provvedimento.
«Avevamo l’opportunità – aggiunge l’esponente Pd – di mettere in campo una vera politica per la montagna, intervenendo sulle tante fragilità che la caratterizzano: a partire da un serio governo del territorio, restituendo dignità e competenze alle comunità montane, potenziando la rete dei servizi come sanità, trasporti, scuola, cultura e affrontando con decisione il tema del dissesto idrogeologico. Non solo: servivano misure fiscali che incentivassero chi decide di restare o di investire in montagna, sia per acquistare una casa che per avviare un’attività economica. Ma di tutto questo, nel testo votato, non c’è traccia se non in qualche enunciazione generica. I fondi stanziati, 100 milioni il primo anno e 200 per gli anni successivi, sono del tutto insufficienti per garantire un reale impatto sulle comunità interessate”.
«Il nostro voto contrario è un no consapevole e responsabile – conclude Girelli – perché non si può prendere in giro chi vive in territori fondamentali non solo per la loro bellezza e identità, ma anche per la sicurezza dell’intero Paese. Ci auguriamo che al Senato si apra uno spazio per correggere questa impostazione. Il Partito Democratico continuerà a fare proposte serie e concrete, come già fatto con i nostri emendamenti, per superare questa pericolosa inerzia”.
"Una battaglia del Pd diventa legge: tutele per lavoratrici e lavoratori colpiti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. Posto di lavoro garantito e permessi per curarsi. Oggi il Senato approva all'unanimità la mia proposta. Dalla parte giusta". Lo scrive su X la deputata Debora Serracchiani, dopo la definitiva approvazione al Senato del ddl sulla conservazione del posto di lavoro per malati oncologici", già approvato dalla Camera.