15/01/2025 - 12:29

"Il decreto correttivo al codice degli appalti varato dalla maggioranza lo scorso dicembre ha parzialmente corretto solo alcune delle criticità presenti nel testo del Codice, non intervenendo invece per far sì che vengano rimossi i principali ostacoli per la semplificazione e concorrenza, fra cui la scarsa partecipazione delle PMI alle gare, la complessità delle procedure di appalto e il predominio dell’offerta più bassa tra i criteri di aggiudicazione. Inoltre dalle modifiche apportate si evidenzia un’incomprensibile discriminazione a danno del settore dei servizi e forniture, usando due pesi e due misure fra appalti di lavori e appalti di servizi". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, che ha presentato una risoluzione in commissione.

"La stessa relatrice di maggioranza al parere sul correttivo - si legge sulla stampa - ha criticato duramente alcune scelte del Governo sul correttivo, dicendo che 'il ministro ha deciso di portare questo testo in Consiglio di Ministri all’insaputa di tutti, 500 pagine che più che correggere stravolgono il Codice anche sui principi dello stesso. E per altro con un iter non propriamente lineare'.
Assistiamo come al solito alla totale mancanza di coerenza e coesione della maggioranza, e a grande confusione sia nel merito che nel metodo. La stessa relatrice di maggioranza dichiara che le Pmi sono fortemente danneggiate dal correttivo e chiede al Ministro di tornare sui suoi passi. A questo punto ci associamo alla richiesta della sua stessa maggioranza parlamentare e chiediamo al governo, con il deposito in Commissione di una nostra risoluzione, di rivedere il suddetto correttivo e di garantire una unitarietà nella gestione della revisione prezzi e la piena tutela di tutti i lavoratori", aggiunge Simiani.

14/01/2025 - 17:58

“Il decreto del 23 dicembre è un provvedimento che smantella l’ordinamento costituzionale. Si superano le prerogative degli enti locali e dei comuni, commissariando interi quartieri sparsi sul territorio italiano per imporre il “modello” Caivano. Un modello tutt’altro che virtuoso, che ha minato il sistema della giustizia minorile per affermare un approccio securitario e punitivo”. Lo ha detto la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase intervenendo in Aula sulle pregiudiziali al decreto ‘Misure organizzative urgenti per fronteggiare situazioni di particolare emergenza, nonché per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza’.

“Non viene accennato al criterio con cui sono state scelte queste proprio zone e non altre. Ancora - ha proseguito la deputata Pd -  nel decreto non c’è nessun accenno ai criteri né tanto meno ai contenuti del piano straordinario d’intervento che il commissario straordinario dovrà approntare. Sappiamo solo una cosa: al di là delle rassicurazioni formali di dialogo e condivisione, questi quartieri saranno commissariati dal Governo, tolti dalla competenza diretta di Sindaci e presidenti delle municipalità”.

“E’ chiaro l’intento del Governo: per celare l’assenza di una visione complessiva per la soluzione di questi problemi si rifugge verso il modello Caivano, un insieme di repressione e ossessione securitaria come mai visto prima nel nostro Paese. Si sceglie qualche quartiere e si avvia la gran cassa della propaganda di Governo, con il risultato evidente di produrre una ghettizzazione di queste zone e con il rischio concreto – ha evidenziato Di Biase - di produrre effetti peggiori della situazione esistente. Bisogna invece ripartire dai presidi associativi e culturali di queste comunità, dagli amministratori locali, dalle parrocchie e insieme formare un’alleanza che sappia mettere al centro percorsi di assistenza e di riscatto sociale. L’azione preziosissima delle forze dell’ordine – ha concluso - non basta da sola a bonificare territori così complessi, occorre una rigenerazione culturale, sociale ed educativa”.

14/01/2025 - 17:50

"E' necessario posticipare la scadenza delle richieste dei contributi per garantire anche alle imprese della Toscana, che ricadono nella Zls, di poter beneficiare delle risorse già stanziate. Il Dpcm di istituzione, in ritardo di anni rispetto alla richiesta della Regione Toscana, è troppo ravvicinato rispetto alla scadenza del 30 gennaio per garantire una equa ripartizione dei finanziamenti. Il Partito Democratico presenterà un emendamento al Decreto Milleproroghe attualmente in discussione in Parlamento. Ci auguriamo che la destra, che oggi rivendica questo disastro, sostenga la nostra proposta": così in una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Laura Boldrini, Federico Gianassi, Artuto Scotto, Christian Di Sanzo e Marco Furfaro, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.

09/01/2025 - 17:13

"Sulla Zls Toscana il governo ha perso fin troppo tempo: aspettiamo la pubblicazione in Gazzetta del Decreto per avere l'ufficialità dell'istituzione di uno strumento fondamentale per la crescita della Regione ed in particolare della zona costiera. Come Partito Democratico abbiamo sollecitato da oltre due anni, anche con atti parlamentari, l'emanazione di questo provvedimento che potrebbe portare benefici ed opportunità di sviluppo di un'area vasta che comprende i porti di Livorno, Piombino, Marina di Carrara e Portoferraio, gli interporti di Guasticce e Prato, oltre all’aeroporto di Pisa. I ritardi rischiano infatti di compromettere l’efficacia delle misure introdotte. Il 31 gennaio 2025 scadono infatti i termini per usufruire del credito imposta che spettano alle imprese dei territori coinvolti. In questi mesi abbiamo registrato solo interventi scomposti della destra che annunciavano una istituzione di fatto ancora oggi non ufficiale": è quando dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sull'iter di approvazione del Dpcm sulla Zona Logistica Speciale della Toscana, pubblicato sul sito istituzione del Dipartimento per le politiche di coesione.

09/01/2025 - 12:30

Ministro della Salute intervenga e chiarisca

"Il 26 novembre scorso il Ministero della salute ha emanato un decreto che aggiorna, dopo oltre vent'anni, il nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e protesica. Secondo quanto sostenuto dal Governo, questo aggiornamento sarebbe finalizzato a garantire l'erogazione uniforme dei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA) su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disomogeneità assistenziali tra i cittadini. Non sembra, però, che negli aggiornamenti delle tariffe si sia tenuto conto proprio del tempo trascorso, e, quindi, di un aumento dei costi che non può essere tralasciato per consentire una vera sostenibilità del sistema sanitario; proprio per questo, a quanto si apprende da notizie stampa, oltre trecentocinquanta strutture sanitarie hanno presentato ricorso al TAR. Il tar dapprima avrebbe sospeso il decreto ma successivamente ha annullato la sospensione. Questa situazione è segnale di grande confusione e imprevidenza da parte del Governo, oltre al fatto che si sono immediatamente verificati problemi relativi a codici e dizioni che non corrispondono a quanto previsto dalla norma. Inoltre, molti CUP sono stati obbligati a rifiutare le nuove ricette, mentre i pazienti e le loro famiglie erano costretti a stressanti andirivieni per ottenere una prenotazione.
Ancora una volta assistiamo  ad un disastro annunciato, poiché all'emanazione di un decreto da parte del Governo non è seguito poi un adeguamento nei tempi previsti delle infrastrutture tecniche, creando una grande confusione e disagio per le famiglie e i cittadini, oltre che per le strutture sanitarie. Come sempre da parte del Governo prevale una grande e inspiegabile fretta nel voler emanare un provvedimento che attendeva da venti anni e che, quindi, poteva e doveva essere messo a punto in maniera seria e non inutilmente frettolosa.
quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere il Ministro interrogato per rispondere alle giuste esigenze portate avanti dagli operatori sanitari relativamente alle tariffe da adeguare;
Chiediamo quindi un intervento del Governo, su quali iniziative intenda intraprendere per evitare che questo caos annunciato si ripeta, causando ulteriori costi economici e sociali, a carico dei pazienti e delle famiglie". Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, primo firmatario di una interrogazione al ministro della Salute in commissione Affari sociali di Montecitorio.

02/01/2025 - 13:47

"Sulla crisi idrica in Sicilia il governo rischia di fare purtroppo l'ennesimo buco nell'acqua, utilizzando peraltro fondi che dovrebbero essere impiegati per altre finalità": è quanto dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino sul nuovo Decreto Pnrr pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che prevede anche la ristrutturazione degli attuali dissalatori di Trapani, Porto Empedocle e Gela, per un totale di 100 milioni di euro di Fondi di Sviluppo e Coesione.

"La mancanza di acqua in Sicilia è ormai cronica: gli interventi del governo sono parziali e tardivi. Se le nuove strutture per desalinizzare l'acqua non saranno pronte entro la prossima primavera sarà un disastro annunciato, mentre rimane l'incognita sui costi energetici di questi impianti che rischiano di aggravare bollette già in crescita. Sono stati inoltre dimenticati interi territori, come le provincie di Enna e Caltanissetta, che ad oggi registrano le difficoltà peggiori. Senza dimenticare che uno dei problemi maggiori (legato alle perdite delle tubature che nell'isola superano in alcune zone il 60 per cento) non viene nemmeno affrontato. Cercheremo di lavorare per migliorare le norme nel corso del prossimo esame parlamentare del Decreto": conclude.

30/12/2024 - 15:54

“Ancora una volta il Governo usa il criterio dell’emergenza per intervenire nelle zone vulnerabili del Paese. Interventi spot senza alcuna programmazione e senza che il Sindaco e l’amministrazione comunale siano stati coinvolti; Dopo il decreto Caivano, il Consiglio dei Ministri ha approvato nei giorni scorsi un nuovo decreto che affida al commissario straordinario nominato per la città campana la redazione di un piano di interventi in sei quartieri a rischio: Rozzano, Roma Quartiere Alessandrino-Quarticciolo, Napoli Quartiere Scampia-Secondigliano, Orta Nova, Rosarno-San Ferdinando, Catania Quartiere San Cristoforo, Palermo Borgonuovo. Un altro decreto, come abbiamo appreso dalla stampa, che somma questioni diverse tra loro senza nessuna strategia chiara per favorire l’inclusione sociale, ridurre la criminalità, sostenere l’amministrazione comunale rispetto al tema dell’emergenza abitativa e contrastare il disagio, che colpisce molte delle periferie urbane”. Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.

“Presenterò un’interrogazione per chiedere quali concreti strumenti il Governo intenda attivare per le sei aree, quali siano stati i criteri e i parametri oggettivi con i quali sono state individuate queste zone, caratterizzate da un aumento dei fenomeni criminosi al pari di molte altre in Italia, e che ora vengono indicati all’opinione pubblica nazionale come i luoghi della massima emergenza’ al pari di Caivano, con le inevitabili conseguenze in termini di immagine e ghettizzazione. E poi chiediamo – prosegue la deputata Pd - di essere messi a conoscenza degli interventi che si adotteranno per fronteggiare la situazione. Nel caso dei quartieri romani di Quarticciolo e Alessandrino c’era anche una giusta richiesta del Presidente di Municipio per istituire una cabina di regia che coinvolgesse tutti i livelli istituzionali, in primis ovviamente il Comune di Roma. Si è scelto invece di affidare tutto nelle mani di un commissario che viene da Caivano. Una scelta incomprensibile” conclude Michela Di Biase.

29/12/2024 - 11:21

“Leggiamo della proposta del Cnel sul carcere, già inviata alle Camere. Noi abbiamo le nostre idee, non condividiamo tutto, ma almeno iniziamo a discuterne seriamente e per dare risposte ad una situazione ormai insostenibile. Lavoro, misure alternative, sconto per buona condotta, case di reinserimento sono tutte proposte condivisibili e giuste che abbiamo presentato più volte con emendamenti puntuali. Sempre respinti. Vale la pena ricordare il comportamento della maggioranza, ed in particolare di Forza Italia, sulla proposta Giachetti di liberazione anticipata o quanto accaduto sull’inutile decreto carcere o quanto contenuto nell’inaccettabile Ddl Sicurezza. Basta quindi farsi belli con proposte che poi non si è disponibili a sostenere al momento opportuno. Sì passi ai fatti e non si sprechino solo parole al vento. Il partito democratico è pronto a discuterne”.

 Lo dichiarano Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Pd, e i capigruppo in commissione di Senato e Camera, Alfredo Bazoli e Federico Gianassi, e il capogruppo in Antimafia, Walter Verini.

19/12/2024 - 12:03

"Il Governo ha cancellato, per la seconda volta, il fondo contro i disturbi alimentari. Già nella scorsa legge di bilancio, Giorgia Meloni lo aveva spazzato via, salvo poi fare marcia indietro dopo la battaglia dell'opposizione e le denunce di associazioni e cittadini. Adesso, la storia si è ripetuta: la maggioranza ha bocciato il mio emendamento per rifinanziare in legge di bilancio, con 20 milioni di euro, il fondo contro i DCA. Giorgia Meloni trova miliardi e miliardi di euro per un canile in Albania, per i rimborsi spese dei ministri, per il Ponte sullo Stretto, per costruire campi da golf, per marchette agli amici, ma non 20 milioni di euro per la salute di di 4 milioni di persone affette da anoressia, bulimia e da patologie legate alla psiche e al corpo. Un insulto ai 4000 morti, oltre 10 al giorno.
E morti non perché affetti da una malattia terminale, ma per mancanza di cure, di fondi e di leggi non applicate. Continueremo a batterci, a partire dal decreto Milleproroghe, per costringere il Governo a fare, ancora una volta, marcia indietro. Il diritto alla salute delle persone, presidente Meloni, viene prima dei costi della sua propaganda". Lo denuncia sui social Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari Sociali e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.

19/12/2024 - 12:00

“Grandi trasformazioni stanno interessando l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, da quando la guida è passata nelle mani di Fabio Vitale, che gode della fiducia incondizionata del ministro Lollobrigida?
Ma quanto incondizionata, verrebbe da dire? Tanto, visto che in Agea si stanno riorganizzando gli uffici dirigenziali di livello generale e non generale in assenza di approvazione del regolamento del personale da parte del ministero dell’Agricoltura di concerto con i ministeri dell’Economia e delle finanze e della Pubblica amministrazione per il quale occorrerebbe un decreto ad hoc che non risulta ancora adottato. Peraltro, secondo alcune anticipazioni di stampa, i vertici dell’Agea avrebbero riferito, in assenza di atti normativi, del cambio di denominazione in Agesa a fronte delle nuove funzioni e dei servizi che verrebbero erogate dall’Agenzia. Resta da chiedersi perché Fabio Vitale, che in un comunicato ufficiale di Agea annuncia urbi et orbi di avere attuato gli indirizzi del Ministro Lollobrigida, abbia ritenuto di fare le nomine e previsto la riorganizzazione non solo in assenza di riscontri statutari e normativi, ma affidando incarichi senza aver tenuto conto degli interpelli precedentemente pubblicati e mai annullati inerenti la funzione dirigenziale dell’ufficio interventi e dell’organismo dell’ufficiale pagatore. Vogliamo poter credere che tutto sia avvenuto nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità, ma proprio per questo ho deciso di interrogare il ministro Lollobrigida su questa fluida vicenda, affinché venga a riferire alla Camera sulle scelte fatte in Agea dal suo fidato collaboratore Fabio Vitale rendendoci partecipi delle enunciate grandi trasformazioni e dei cosiddetti straripanti risultati conseguiti”.

Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera.

18/12/2024 - 13:50

“Un altro suicidio in carcere a Viterbo ed uno sventato solo grazie all’intervento della polizia penitenziaria nel carcere di Modena. Il 2024 sarà ricordato come l’anno orribile per le carceri italiane: 87 suicidi tra i detenuti ed i numeri del sovraffollamento che superano il 133 per cento”. Lo afferma la deputata del partito Democratico Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia.
“Come sottolineato anche dal Garante dei detenuti del Lazio, nelle carceri mancano operatori, personale sanitario e psicologi – prosegue la deputata Pd -. Davanti a questo quadro drammatico il Governo invece di approntare misure strutturali ha approvato un decreto vuoto, senza norme e senza risorse per ridurre il sovraffollamento, e si nasconde dietro slogan vuoti. Servono invece provvedimenti che incidano nell’immediato sui numeri generali della detenzione e sulla qualità della vita nelle carceri italiane, sia a garanzia della vita e dell’integrità psico-fisica delle persone recluse, che dello staff carcerario. Il numero dei suicidi è un bollettino di guerra – conclude Di Biase – il Governo non può continuare a nascondere questa drammatica emergenza”.

12/12/2024 - 13:47

Giuli spieghi modalità di utilizzo fondi raccolti attraverso aumento biglietti dei musei

Il gruppo parlamentare del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per fare luce sulla modalità con cui sono stati utilizzati i fondi per i territori alluvionati dell’Emilia Romagna raccolti dal Mic aumentando di 1 euro il costo del biglietto dei musei statali. Da quanto si apprende – sottolineano i firmatari dell’interrogazione Andrea Gnassi, Irene Manzi e Ouidad Bakkali – l’intero ammontare dell’importo raccolto tra il 15 giugno e il 15 settembre del 2023, che è pari a circa 10 milioni di euro, è stato destinato a un unico intervento che riguarda la riqualificazione dell’ex Caserma Monti – Convento di Santa Maria della Ripa nel comune di Forlì, che è stato destinatario anche di altri 3 milioni di euro provenienti da un altro capitolo di bilancio per la tutela del patrimonio culturale. Stupisce che, davanti a tante realtà che hanno subito danni al patrimonio, il Ministero della Cultura abbia deciso di finanziarne solo una, che guarda caso, incide in uno dei pochi comuni guidati dal centrodestra nella regione Emilia Romagna. Se fosse confermata questa ricostruzione, saremmo veramente ad un uso disinvolto dei fondi del ministero usato come bancomat per foraggiare l’amichettismo istituzionale. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare che chiede al Ministro Giuli di rendere noto “quanti ingressi siano stati effettuati con la maggiorazione di 1 euro di cui al DL 62/2023, quale sia l’ammontare complessivo raccolto ai fini di cui al medesimo decreto e con quale modalità di calcolo siano state assegnate le risorse. E poi, di fornire indicazioni sui prossimi progetti che il Ministro intende finanziare sul patrimonio culturale dei territori colpiti dall’alluvione di maggio 2023, a partire da quelli della città di Faenza, dove gli istituti culturali hanno subito ingenti danni e per i quali non risulta alcun contributo per interventi di riqualificazione.

11/12/2024 - 19:33

“La tragedia di Calenzano impone di interrogarci sui meccanismi di funzionamento delle nostre grandi aziende partecipate. Adesso è toccato a Eni, ma non dobbiamo dimenticare Brandizzo, Suviana, Casteldaccia, che hanno coinvolto Rfi, Enel, Amap. Nelle società partecipate c’è un problema e non bastano i pannicelli caldi. La politica è in ritardo e deve smetterla di girarsi dall’altra parte. Siamo dinnanzi a un decreto che non affronta i nodi del Paese. Anche sugli ammortizzatori non ci siamo. Abbiamo ottenuto noi la proroga di quattro settimane nel settore della moda, perché l’emendamento si era perso nel Porto delle nebbie della dinamica tra Mef, ministero del Lavoro e Ragioneria dello Stato. Non possiamo più limitarci ad una questua fuori la porta del ministro Giorgetti per un po’ di soldi, quando siamo davanti alla crisi di un comparto che merita un intervento strutturale. Ciò che è insopportabile è questa destra non trova i soldi per gli ammortizzatori, ma non si fa problemi a condonare 100 milioni di multe ai No Vax. Queste sono le loro priorità. Servirebbe uno strumento universale che garantisca la transizione senza perdere un posto di lavoro. Un nuovo Fondo Sure in grado di aiutare i lavoratori ad attraversare un 2025 pericolosissimo. Siamo già a oltre il più 23 per cento di Cig rispetto allo scorso anno. Nell’automotive i numeri sono impressionanti. Eppure in Stellantis negli ultimi tre anni si sono divisi 23 miliardi di dividenti e hanno caricato sulla collettività 700 milioni di Cig
Non è accettabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, in merito alla discussione sul Dl Pnrr.

11/12/2024 - 15:30

“Dalla stampa si apprende che il Consiglio dei Ministri avrebbe approvato il 'Decreto milleproroghe' dove avrebbe previsto l’annullamento delle sanzioni che erano state inflitte contro coloro che non avevano rispettato l’obbligo vaccinale contro il Covid-19. Una decisione molto grave e scientificamente pericolosa perché significherebbe teorizzare che i vaccini non sono utili e sono addirittura dannosi. Il vaccino contro il Covid si è confermato essere il farmaco più sicuro esistente sulla Terra con effetti collaterali rarissimi e lievi”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd al ministro della Salute Orazio Schillaci.
“È un’offesa a chi ha vissuto e sofferto in prima linea quei momenti, è un'offesa per i morti di Covid! È l’ennesima ricerca di consenso dei soliti furbi. È tempo di una reazione indignata verso chi confuta la scienza e favorisce la disonestà”. L'interrogazione è stata presentata dalla capogruppo Pd Chiara Braga, Gian Antonio Girelli, Marco Furfaro, Paolo Ciani, Ilenia Malavasi, Nico Stumpo, Antonella Forattini, Sara Ferrari e Valentina Ghio

11/12/2024 - 12:25

“La Cassa integrazione straordinaria per il settore della moda sarà estesa anche per il tutto il mese di gennaio 2025. Questo risultato è stato ottenuto grazie al lavoro delle opposizioni e del Partito Democratico. Il governo infatti, nonostante gli accordi presi in sede di discussione in commissione, voleva approvare il decreto senza alcuna proroga. Siamo perfettamente consapevoli che l’estensione a questo periodo è ancora insufficiente per un comparto in gravissima crisi. Il nostro obiettivo sarà adesso quello di ottenere un ulteriore rinnovo degli ammortizzatori sociali, almeno per tutto il nuovo anno con la Legge di Bilancio e il Decreto Milleproroghe”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd eletti in Toscana Simona Bonafè, Arturo Scotto, Emiliano Fossi, Marco Simiani, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli, sull’emendamento al Decreto Pnrr approvato oggi, mercoledì 11 dicembre, dall’Aula di Montecitorio.

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