08/09/2025 - 12:26

“La maggioranza sta affrontando la riforma costituzionale sulla giustizia come se fosse un decreto legge, senza alcun confronto con le opposizioni e senza ascoltare le voci del Parlamento. Siamo già in campagna referendaria e la modalità con cui questo provvedimento viene portato avanti rappresenta un vero e proprio attacco alla Costituzione e al principio della separazione dei poteri”, dichiara il deputato democratico Federico Fornaro componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Partito Democratico alla Camera.
“Il Partito Democratico - aggiunge Fornaro - ha promosso un ciclo di audizioni con il mondo della giustizia e la società civile per evidenziare le criticità e le preoccupazioni che questa riforma solleva. Tuttavia, la maggioranza ha scelto la chiusura totale al dialogo, mostrando chiaramente l’intento politico di blindare il testo e ridurre il Parlamento a semplice ratificatore. È il primo caso nella storia repubblicana in cui un testo costituzionale arriva in Parlamento già chiuso e inappellabile: un totale negazione della volontà dei costituenti e dello spirito della nostra Carta”.

 

 

08/09/2025 - 11:52

Vogliono stravolgere la Costituzione, vogliono farlo per ragioni ideologiche e per punire la magistratura. E vogliono farlo nel silenzio assoluto. Per questo oggi incontreremo esponenti della giustizia e della società civile, esperti e studiosi per continuare a discutere e preparare la campagna per il referendum su questa finta riforma della giustizia. È inaccettabile la decisione della maggioranza di approvare un testo blindato e a colpi di maggioranza, come se fosse un decreto legge e non uno stravolgimento della Costituzione. È in gioco l’equilibrio dei poteri e l’indipendenza della magistratura. L’ascolto è il primo passo per promuovere una mobilitazione nel paese contro una riforma che non ne migliorerà il funzionamento ma serve solo a mettere le mani sulla Costituzione.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

11/08/2025 - 20:52

“La Farnesina chieda spiegazioni sull’espulsione a don Nandino Capovilla, prete veneziano, che ha ricevuto un decreto di espulsione da Israele. Don Nandino era a Tel Aviv insieme a una delegazione di Pax Christi per un pellegrinaggio in Terrasanta. Non è accettabile che persino le autorità religiose che predicano pace e giustizia siano destinatari di provvedimenti di questo genere in un momento così delicato alla vigilia dell’occupazione totale di Gaza condannata dall’intera comunità internazionale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

08/08/2025 - 18:08

“In occasione del voto sul decreto infrastrutture del luglio scorso il partito democratico alla Camera dei Deputati ha sollevato la questione dell’emendamento “salva Anas“ presentato all’ultimo minuto dal governo in commissione trasporti e ambiente. Un vero e proprio pasticcio perché il governo nella finanziaria di dicembre 2024 aveva previsto l’obbligo di subordinare alla comunicazione formale alla Commissione europea, ai sensi dell articolo 108 del Trattato UE, la proroga della Concessione ANAS sino al 2052, salvo poi nel decreto infrastrutture di luglio cancellare quell’obbligo previsto 7 mesi prima. Il partito democratico, rilevando subito il rischio dell’infrazione europea e di gravi criticitá per la tenuta dei bilanci ANAS, che ha chiuso in rosso anche il 2024, così impattando negativamente anche sulla capogruppo  FS, aveva presentato un emendamento soppressivo, che però la maggioranza ha bocciato così come ha bocciato l’ordine del giorno con il quale chiedevamo di poter visionare le mail di interlocuzione che il governo dice di aver avuto con la commissione europea. “Alla luce del silenzio del ministro Salvini, il PD presenterá un’interrogazione con la quale chiederá al governo di rendere pubbliche quelle e-mail e che cosa intenda fare per consentire ad ANAS una proroga della concessione che rispetti la direttiva UE, per porsi su un piano di legittimità che superi la situazione di rischio nella quale ha posto lo Stato italiano e la società ANAS con i suoi numerosi dipendenti e un importante indotto” lo dichiarano i parlamentari del partito democratico Antonio Misiani, Marco Simiani, Antony Barbagallo, Andrea Casu.

 

07/08/2025 - 11:08

"Ormai è chiaro: la Tirrenica non verrà finanziata dal governo Meloni nonostante le promesse della destra che annunciavano l'inizio dei lavori entro il 2025. Questa infrastruttura non è mai stata una loro priorità": è quanto dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio sul suo ordine del giorno al Decreto Economia respinto alla Camera.

“Avevamo chiesto ancora una volta il minimo sindacale, dopo i proclami di Salvini di inizio Legislatura, e cioè l'inserimento immediato di fondi vincolati per l’avvio dei cantieri, a partire dal tratto Tarquinia–Pescia Romana, già pronto dal punto di vista progettuale, ma ancora una volta ci hanno detto no. La Tirrenica è una strada pericolosa, con tratti a due corsie, incroci a raso e incidenti frequenti. Il territorio chiede sicurezza, sviluppo e una mobilità moderna, ma il governo resta sordo": conclude.

 

06/08/2025 - 16:17

Il CDM del 4 agosto ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria. Ci avevamo creduto. Un'intervista di oggi del Ministro Foti però disvela la nebbia, dichiarando: "ci sarà (non si sa quando) un Disegno di Legge, che poi verrà trasformato (non si sa quando) in Decreto Legge". Sa cosa vuol dire tradotto dal politichese? Vuol dire che ad oggi non c'è nulla, solo un annuncio vuoto e nient'altro.

Del resto, se eravate cosi interessati al tema, ci spiega cosa avete fatto finora? Perché per anni non avete mosso un dito? E soprattutto perché avete respinto tutte le nostre proposte di estensione della ZES proprio a Marche ed Umbria, presentate a più riprese in Parlamento? La verità è che voi avevate bisogno oggi solo di un titolo buono per la vostra propaganda elettorale.

Si tratta però di un bluff clamoroso, perché non c'è nessun atto adottato e soprattutto non avete previsto nemmeno un euro in più di fondi destinati al credito d'imposta ZES.

Questo vuol dire che non ci saranno le risorse necessarie per gli investimenti nelle Marche ed in Umbria e si ridurrà quasi certamente l'ammontare per le altre regioni del SUD. Insomma, una truffa elettorale su cui oggi chiediamo un'operazione verità.

Se volete andare avanti davvero, con risorse aggiuntive reali, noi ci saremo. Altrimenti smettetela di prendere in giro gli italiani” così in aula alla camera il deputato democratico Piero De Luca nel corso del question time relativo al provvedimento annunciato al termine del Cdm del 4 agosto che ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria.

 

05/08/2025 - 18:17

“Ci aspettavamo ben altro da un provvedimento che dovrebbe occuparsi di economia in una fase così complessa per il Paese. Invece il governo propone un decreto omnibus, con l'ennesimo indegno condono fiscale che ancora una volta strizza l’occhio agli evasori. La destra continua con i soliti favori ai soliti noti e lo fa in un’Italia dove il 9% dei lavoratori a tempo pieno vive in povertà, oltre 6 milioni di persone non arrivano a 1.000 euro al mese e 4,5 milioni di cittadini sono costretti a rinunciare alle cure. La verità è che questo governo continua ad accanirsi contro chi ha più bisogno, come dimostrano l’impugnazione della legge toscana sul salario minimo e il respingimento dell’emendamento che proponeva di intervenire sul tetto al 5 per mille. E’ gravissimo che nel decreto non ci sia una sola riga sui dazi imposti da Trump che mettono a rischio oltre 100mila posti di lavoro e 8,5 miliardi di export. Eppure il governo Meloni, che si vantava di rapporti privilegiati con il presidente americano, oggi si limita a scaricare ogni responsabilità su Bruxelles. Le imprese italiane, come i cittadini, meritano risposte. Non propaganda”.

Così la deputata Pd, Silvia Roggiani, annunciando il voto contrario del Partito Democratico al Dl Economia.

 

05/08/2025 - 16:38

“La sentenza del TAR del Lazio che annulla il decreto Salvini sul foglio di servizio NCC certifica il fallimento del Ministro Salvini che sul tema da tempo ha scelto di agire con l’unico obiettivo di colpire gli operatori del settore e il diritto alla mobilità dei cittadini. Sotto la sua guida il Mit ormai totalmente ostaggio di singoli interessi corporativi ha completamente perso di vista l’interesse generale e continua a commettere errori macroscopici, invece di ascoltare per tempo le osservazioni delle associazioni comparativamente più rappresentative. Per garantire un trasporto pubblico non di linea efficiente il governo deve chiudere la stagione delle crociate contro e affrontare in Parlamento il tema di una riforma di sistema che possa innovare un quadro normativo fermo da più di 30 anni e tenere il passo dei cambiamenti tecnologici e sociali che sta attraversando la nostra società. Le norme non devono più essere usate come clave per affermare interessi di parte ma come strumenti per garantire i diritti e i servizi per tutti i cittadini e lavoratori” così il responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, il senatore Antonio Misiani e il vicepresidente della commissione trasporti della
Camera, il deputato democratico Andrea Casu.

 

04/08/2025 - 16:12

“Garantire al più presto l’inquadramento normativo certo e unitario del settore data center è una urgenza non più rinviabile. Il testo base che abbiamo condiviso in commissione mette a sistema le proposte delle differenti forze politiche e rappresenta un punto di partenza fondamentale. Adesso è importante che il Governo raccolga questo messaggio forte e unitario e proceda nella direzione  indicata agendo per quanto di competenza per consentire all’Italia di svolgere pienamente la funzione di hub digitale europeo e mediterraneo: scegliere di interrompere un iter parlamentare così avanzato per imporre l’ennesimo decreto legge senza tenere conto dei principi che in questi mesi abbiamo condiviso sarebbe l’ennesimo schiaffo non solo nei confronti delle opposizioni ma di tutto il parlamento e del Presidente Fontana che anche durante la cerimonia del Ventaglio ha ribadito la necessità di una battaglia per ridurre le decretazioni d’urgenza.”

Dichiara Andrea Casu, deputato (PD) e vicepresidente commissione trasporti poste e comunicazioni intervenendo in discussione generale sulle proposte di legge a prima firma Pastorella (Azione), Centemero (Lega) Amich (FdI) Ascani (PD) Iaria (M5S).

 

04/08/2025 - 16:10

"Più che un decreto Economia è un decreto per le rendite, per continuare a proteggere le posizioni dominanti e scaricare sui cittadini, lavoratori e contribuenti, i costi delle inefficienze, delle rinunce politiche e dei ritardi del Governo. I miglioramenti apportati grazie agli emendamenti dell'opposizione non sono sufficienti per dare il nostro voto favorevole al provvedimento".

Così Silvio Lai, deputato Pd della commissione Bilancio, intervenendo in Aula sul decreto Economia.

"Nel decreto - aggiunge - non c'è nessuna misura riferibile alla programmazione economica, dall'industria al lavoro, dai salari ai dazi, nel mentre si è aggravata la fase della decrescita come segnalato dall'Istat. Peraltro sotto il profilo dell’urgenza e della sua regolarità il decreto è un omnibus che la Corte Costituzionale ha già denunciato ed è stato bocciato dagli organismi superpartes del Senato, perché non è chiaro cosa abbia indirizzato le scelte normative del Governo nel provvedimento. Siamo alla confusione totale. Quando ci sono soluzioni, queste sono inique e pericolose come quelle sul payback dei dispositivi medici. È stata presentata come una mediazione, ma il risultato finale è che pagano le piccole aziende (quanto le grandi) che hanno fornito prodotti al Servizio Sanitario Nazionale per errori di programmazione. Sulle opere pubbliche fuoriuscite dal Pnrr, ora ammesse al fondo per le opere indifferibili, siamo davanti a un paradosso: si usano risorse ordinarie per coprire fallimenti straordinari, senza alcuna analisi pubblica su chi ha sbagliato, quali enti hanno perso tempo, quali gare non sono partite. Nel decreto ci sono anche disposizioni sulle cripto-attività, fintech, startup. Bene. Ma tutto si riduce a modifiche formali e strumenti di incentivo senza visione. Nessuna connessione con il sistema scolastico, l’università pubblica, la formazione dei giovani. E poi emerge il modo con cui il lavoro viene trattato da questo Governo che voleva aumentare a 4 anni la precarietà e dare il via ai contratti di zona. Per l’esecutivo Meloni il lavoro è solo merce come fossimo nell’800. Sulla Sugar tax ennesimo rinvio. Ormai siamo ad 800 milioni di costi che hanno pagato i cittadini per far risparmiare le grandi aziende come Coca-Cola e Pepsi. La sintesi è: rendita privata, costo pubblico. Il nostro voto contrario è la coerente conseguenza dell'ennesimo scadente decreto. Di economia - conclude - speriamo di occuparcene la prossima volta".

 

04/08/2025 - 13:32

Manzi e Curti: “Dalla Premier solo passerelle elettorali e promesse pelose”

 

“Meloni chieda scusa ai marchigiani. Le sue false promesse, rilanciate puntualmente a ridosso delle elezioni, servono solo a mascherare l’indifferenza totale del suo governo verso la nostra regione. Altro che farsi bella con il Made in Italy: nelle Marche, dove il Made in Italy ha il cuore pulsante, le imprese sono oggi sotto attacco proprio a causa delle scelte di Meloni, che ha deciso di allinearsi alle scellerate politiche dei dazi volute da Trump”.Così i deputati democratici marchigiani Irene Manzi e Augusto Curti commentano le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Nel momento in cui i dazi statunitensi colpiscono duramente i nostri settori di eccellenza – proseguono – il governo resta in silenzio, subisce e finge di non vedere. Invece di difendere il sistema produttivo marchigiano, Meloni continua a rifugiarsi nella propaganda. Come già accaduto un anno fa, torna a rispolverare provvedimenti annunciati solo a ridosso del voto. Ricordiamo tutti il decreto sulle liste d’attesa: grande enfasi, nessun risultato. Ora tocca al Consiglio dei Ministri straordinario sulla ZES Umbria-Marche. Ma anche stavolta si tratta solo di fumo negli occhi: non conosciamo il testo, non conosciamo le risorse, non sappiamo nemmeno quali territori o imprese saranno coinvolti”.“E nel frattempo tutto resta fermo. Per le imprese marchigiane colpite dai dazi non c’è nulla. Per i lavoratori che ogni giorno fanno i conti con l’inflazione, nulla. Per la sanità marchigiana, dove un cittadino su dieci ha ormai rinunciato a curarsi e le liste d’attesa hanno superato ogni soglia di decenza, ancora nulla”.

“Le Marche non hanno bisogno di passerelle elettorali, ma di misure concrete, strutturali e durature. Serve un governo che non si ricordi della nostra regione solo quando si avvicinano le urne. Meloni dovrebbe avere il coraggio di chiedere scusa ai marchigiani e smetterla di usare le Marche come scenografia per i suoi teatrini elettorali”, concludono Manzi e Curti, sottolineando che se la volontà del governo fosse stata sincera, la ZES per le Marche sarebbe potuta arrivare ben prima, in tempi non sospetti, e non sarebbero state sistematicamente bocciate le proposte avanzate dal Partito Democratico in questa direzione.

 

31/07/2025 - 19:50

"Sul futuro dello stabilimento Beko di Siena, aldilà degli annunci, il caos appare totale. Il governo e la maggioranza compatta hanno infatti bocciato l'ordine del giorno al Decreto Imprese in crisi che impegnava l'esecutivo ad 'adottare provvedimenti urgenti al fine di rispettare gli impegni assunti in sede istituzionale (individuazione di investitori, utilizzo di Invitalia e golden power) e assicurare al sito industriale un piano di reindustrializzazione immediato con un soggetto industriale credibile che dia garanzie concrete di produzione e mantenimento degli attuali livelli occupazionali'. Nessun impegno quindi concreto da parte della destra ma solo suggestioni che confermano ancora una volta come il Governo Meloni non affronti con la dovuta serietà ma con incredibile ambiguità il futuro di centinaia di lavoratori. Non accettiamo lezioni dalla destra che ha promesso ormai da anni che avrebbe salvaguardato la continuità occupazionale di Beko in tutta Italia anche con il Golden Power senza però ottenere nulla. I lavoratori di Siena meritano chiarezza mentre il governo bocciando questo ordine del giorno alimenta soltanto dubbi e incertezze sulla pelle dei lavoratori": è quanto dichiara Emiliano Fossi, segretario Dem e deputato Pd.

31/07/2025 - 12:47

“Non c’è nulla di più paradossale, per questo Governo, che venire oggi qui a chiedere la fiducia su un provvedimento come questo dopo tre anni di poche idee, ben confuse. Questo decreto non cambia assolutamente nulla in questo quadro drammatico. È una scatola vuota: zero per i lavoratori, zero per le bonifiche e la tutela della salute, zero per la sicurezza e la manutenzione, zero per la diversificazione dell’economia del territorio. Come a dire: ‘c’è l’acciaio e tanto basta. Transizione o no, di questo dovete vivere o, ahi noi, morire’. C’è un’unica soluzione, e lo sa benissimo anche la maggioranza, per risolvere la questione: accompagnare direttamente, attraverso le articolazioni dello Stato e con soldi pubblici, il processo di transizione dell’ex Ilva. O è lo Stato ad assicurare il diritto alla salute e la tutela dell’ambiente oppure nessuno saprà dare le stesse garanzie. Solo dopo, quando avremo una fabbrica in grado di produrre in modo ambientalmente ed economicamente sostenibile, si potrà parlare di cessione. Non prima”.

Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, Ubaldo Pagano, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia al decreto ex Ilva.

 

30/07/2025 - 17:14

“Il governo Meloni continua a ignorare i veri bisogni del Paese. In sanità e ricerca non accade nulla: zero risorse aggiuntive, solo operazioni contabili per creare l’illusione di nuovi fondi. Ma la realtà è che il Servizio sanitario nazionale è vicino al collasso”. Così Gian Antonio Girelli, deputato Pd e componente della Commissione Affari Sociali all’ìndomani dell’approvazione definitiva del cosiddetto “Decreto Università”.

“La scelta del governo – prosegue l’esponente dem - è chiara: non rilanciare la ricerca e non affrontare in modo strutturale le emergenze sanitarie. Eppure avremmo dovuto imparare dalla pandemia e prepararci ad affrontare nuove sfide, come le malattie rare. Investire in ricerca significa prevenire, migliorare le diagnosi e ridurre i costi futuri. Ma il governo preferisce alimentare la propaganda, mentre nei fatti destina risorse altrove, seguendo logiche clientelari e non strategiche. «Il pericolo è concreto: la sanità pubblica rischia di essere garantita solo a chi può permettersela. Si va verso un sistema sanitario a tre velocità, con cittadini di serie A, B e C, dove la qualità delle cure dipende dal reddito e dal territorio. È un modello da respingere con forza”.

“Il Partito Democratico – conclude Girelli - continuerà a esercitare un controllo rigoroso, ma anche a proporre soluzioni. Serve separare la prevenzione dalla spesa corrente, lavorare con l’Europa per modificare il Patto di stabilità e reinvestire nella sanità di prossimità: educazione, diagnosi precoce, presa in carico. Serve un cambio di mentalità e visione. Questo governo non è in grado di farlo: spetta ai cittadini scegliere un’altra direzione”.

 

30/07/2025 - 15:42

“Manca un mese alla ripresa dell’anno scolastico ma le criticità restano tutte irrisolte”. È quanto dichiara Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, commentando l’approvazione del cosiddetto “decreto Università”.

“Il testo approvato definitivamente ieri alla Camera – spiega l’esponente dem – è un mosaico disorganico: tante piccole misure, nessuna risposta ai nodi strutturali del sistema scolastico e universitario. Non si recuperano i tagli della legge di bilancio, non si affrontano temi strutturali relativi a ricerca e università. Denunciamo l’assenza di una visione di lungo periodo, in particolare per il sistema universitario: il governo continua a ignorare la questione del precariato nella ricerca. Anzi, l’ emendamento Occhiuto, approvato al Senato poche settimane fa, ha indebolito le tutele per i ricercatori, contravvenendo agli impegni del PNRR e aprendo a nuove forme di precarizzazione”.

“Non è solo un problema di risorse – conclude Manzi – ma di strategia. La maggioranza ha appena scoperto l’emergenza del precariato al CNR, ma è stato il Partito Democratico, insieme ad altre forze d’opposizione, a stanziare fondi in legge di bilancio per avviare la stabilizzazione personale precario. Dal governo, invece, nessun piano, nessuna prospettiva oltre il 2026, anno di scadenza del Pnrr. Servono investimenti strutturali, non misure spot. La qualità della scuola e della ricerca devono essere una priorità nazionale, non un tema secondario da affrontare a colpi di decreti tampone”.

 

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