“Il Decreto Infrastrutture stanzia appena 20 milioni di euro: una cifra del tutto insufficiente rispetto alla portata e alle necessità degli interventi previsti. Parliamo di opere strategiche per il Paese che richiedono ben altre risorse e una visione più ampia. Ad oggi non ci sono impegni concreti per rifinanziare gli interventi previsti negli accordi di programma con Anas e RFI, né per completare le opere portuali e le banchine collegate alle opere PNRR.
Gravi lacune riguardano anche le connessioni ferroviarie, che restano incomplete, e soprattutto la manutenzione delle strade provinciali: il governo ha tagliato il 70% delle risorse destinate a investimenti e manutenzioni, senza prevedere misure strutturali per colmare questa mancanza. Gli unici interventi in materia arrivano sotto forma di emendamenti che dovranno essere votati nella Commissione referente.
Come Partito Democratico riteniamo che questo sia un decreto sbagliato, carente nella visione e nelle risorse. Per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti con l’obiettivo di rafforzarlo, garantendo finanziamenti adeguati alle opere prioritarie e dando risposte concrete ai territori. Chiediamo alla maggioranza di accogliere le nostre proposte per correggere una direzione altrimenti miope e penalizzante per il Paese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera.
"Il Decreto Infrastrutture rappresenta un'opportunità per colmare il gap della provincia di Grosseto e anche per dare una ulteriore possibilità al Ministro Salvini di poter riparare ai tagli ed alle promesse fatte in questi anni e mai mantenute. Per questo motivo abbiamo presentato come Pd una serie di emendamenti al provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
"Per quanto riguarda le strade - sottolinea il deputato dem - gli emendamenti depositati riguardano il completamento della strada Tirrenica, che il governo ha promesso di finanziare ma dal quale, fino ad ora, ha soltanto tolto risorse già stanziate dai precedenti esecutivi. Per le ferrovie abbiamo chiesto la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica, per dare seguito dell'ordine del giorno approvato dalla Camera nei mesi scorsi, e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto", conclude Simiani.
"Davide Gariglio è una figura di comprovata esperienza nel campo delle infrastrutture e dei trasporti, che saprà rilanciare la competitività del sistema portuale toscano, promuovendo investimenti strategici, innovazione e sostenibilità dei porti coinvolti a partire da Livorno e Piombino": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sul decreto di nomina del neo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.
"I porti del Mar Tirreno Settentrionale rappresentano già un asset fondamentale per l’economia italiana; Davide Gariglio garantirà uno sviluppo integrato tra trasporto marittimo, ferrovia e logistica, con l’obiettivo di rendere il sistema portuale motore di crescita economica, occupazionale e ambientale per l’intera area del Mediterraneo": conclude.
“Una serie di interventi per realizzare, modernizzare e mettere in sicurezza strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici della Toscana”: questi i contenuti del pacchetto di emendamenti, concordato con il Pd regionale, presentato al Decreto Infrastrutture, attualmente in discussione a Montecitorio, dai deputati Pd eletti nella regione.
“Per quanto riguarda gli assi viari principali abbiamo chiesto il completamento della strada Tirrenica; la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco – Romagnola e della Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; l’adeguamento della Firenze – Siena; il completamento della Due Mari con particolare riferimento al tratto aretino. Stessa attenzione per la viabilità territoriale con la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina nei pressi del porto; con la realizzazione del Lotto Zero della Cassia vicino a Siena e con la progettazione del tratto stradale tra le località Maroccone e Chioma, nel territorio comunale di Livorno. Abbiamo anche proposto di togliere il pedaggio, per i residenti, alla barriera dell’A12 tra Palazzi e il casello di Rosignano e nella tratta tra i caselli Firenze Nord e Firenze Sud nell’autostrada A1.
“Sul trasporto su rotaia abbiamo chiesto il ripristino dei finanziamenti tagliati dal governo sulla Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno; la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica; il raddoppio della linea Siena-Poggibonsi e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto.
“Altri emendamenti riguardano poi la mitigazione del rischio idraulico nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio e la realizzazione di termodotti per calmierare le bollette energetiche delle imprese”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“L'Italia naviga senza rotta, senza una visione dello sviluppo infrastrutturale in un'epoca di grandi cambiamenti. E’ ferma sulle sue gracilità e sulle sue debolezze. Si investe soprattutto grazie a quel Pnrr prima boicottato dalla destra e poi stravolto e rallentato. Ma, soprattutto, per il dopo Pnrr il governo non ha messo in campo alcuna strategia. Non c’è alcuna idea di futuro del Paese. Il sistema ferroviario e stradale si regge su una colonna vertebrale e sulle braccia, ma senza costole e senza gambe, per usare un'immagine tratta dalla fisiologia umana. Una colonna peraltro già sovraccarica che sta andando incontro al collasso. Il governo si è buttato sull'avventura Ponte sullo Stretto, un inghiottitoio di denaro pubblico a difesa del quale è stato approvato il decreto Sicurezza per vietare ogni protesta pacifica, cancellando tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione degli investimenti”.
Così il deputato democratico della commissione Trasporti, Roberto Morassut, intervenendo in Aula nella discussione delle mozioni sulle Infrastrutture.
“Cosa sta facendo il governo - ha aggiunto - per recuperare il gap di innovazione e modernizzazione tecnologica della rete ferroviaria? Prima si sono affacciati scenari di privatizzazione, poi immediatamente ritirati. Poi si annuncia una riforma sui porti, che però sparisce nel dimenticatoio, ma abbiamo capito che la vera intenzione era sintetizzata dalla parola magica della privatizzazione delle autorità portuali trasformate in Spa, con il seguito delle zuffe sulle nomine. Nel frattempo si è dato il via alla privatizzazione degli interporti, compromettendo la sovranità stessa del nostro Paese. Nessuna programmazione anche sul trasporto pubblico locale e sulla continuità territoriale. Due settori fondamentali il cui unico annuncio è stato l’aumento delle tariffe. Chiediamo - ha concluso - che il governo cambi rotta o, meglio, ne assuma una e coinvolga il Parlamento nelle scelte”.
“Il ministro Musumeci è un uomo del Sud, ma al Sud le risorse non le ha mai portate. Perché la Lega non vuole. Negli ultimi due anni e mezzo questo governo ha tagliato 3,5 miliardi dal fondo perequativo infrastrutture, soldi che servivano per far fronte alla crisi idrica. È giunto il momento che il ministro cambi la sua solita narrazione ideologica solo per nascondere i fallimenti”. Lo dice il deputato Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente, durante il question time al ministro Musumeci sulla siccità nel Sud.
“In Sardegna – continua l'esponente dem - si assiste al 52,8% di perdite nella rete idrica, al 51,6% in Sicilia dove solo nella città di Siracusa c'è una perdita pari al 65,5%. Il record spetta a Potenza con 71% di perdite d'acqua dalle infrastrutture. Il ministro prima ci dice che non è sua diretta competenza e poi ci dice che il problema della siccità è anche al Nord. Ma in quale realtà sta vivendo? Le risorse devono essere destinate al Sud e sicuramente non vanno tagliate. Con temperature già oltre i 35 gradi, è inutile continuare a negare la crisi climatica come sostengono i 'negazionisti' Lega e Fdi, e soprattutto vanno fatti investimenti concreti e duraturi”. “Se il governo ha posto già 100 fiducie su decreti urgenti, perché non fa un altro decreto, questa volta davvero necessario sull'acqua e finanzia 1,7 miliardi per il Sud d'Italia? In quel caso il Pd, voterebbe sicuramente sì”, conclude Simiani
“Le parole del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, oggi in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, sono condivisibili e sono in linea con i rilievi che come Partito Democratico abbiamo da sempre sostenuto. Il rischio di infiltrazioni mafiose sulla gestione degli appalti collegati al Ponte sullo Stretto sono reali e non possono essere affrontati mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Occorre agire con determinazione su tre livelli: il primo, modificando il Decreto Infrastrutture mettendo al centro l’esigenza di maggiori verifiche, a partire dalla soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo che devono necessariamente includere anche gli appalti inferiori ai 150mila euro; il secondo, esigendo il massimo rispetto della normativa europea che non autorizza variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara; il terzo, non è assolutamente ipotizzabile che si avvii un’opera senza nemmeno conoscere qual è il suo progetto esecutivo completo, che ancora non conosciamo. L’esperienza italiana, da questo punto di vista, ci può essere di insegnamento. Le famose ‘fasi successive’ sono solo un espediente per continui rialzi dei costi. La perenne campagna elettorale di Salvini non può essere pagata dai contribuenti italiani”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo.
“Condividiamo l’allarme sul Ponte sullo Stretto del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, oggi in audizione davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. Giusto prendere atto del rischio concreto di infiltrazioni mafiose sulla gestione degli appalti ed agire di conseguenza rafforzando nel Decreto Infrastrutture i controlli e abbassando la soglia degli affidamenti da sottoporre a controllo, includendo anche quelli inferiori ai 150mila euro. Vanno rispettate anche le regole europee sugli appalti pubblici, a partire dalla normativa Ue che non consente variazioni di costo superiori al 50% rispetto al valore iniziale di gara. E proprio per questo non si può prescindere dal fare chiarezza sui costi finali dell'opera che, in assenza del progetto esecutivo definitivo, sono ancora impossibili da quantificare”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
“Il decreto Infrastrutture è l’ennesimo provvedimento senza bussola, senza una visione strategica per il Paese. Un mosaico disomogeneo di norme, che affrontano temi cruciali in modo frammentato e sbilanciato, con un unico punto fermo: l’ossessione del governo per il Ponte sullo Stretto”. Lo ha detto in Aula alla Camera, Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo dem, nel corso delle dichiarazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità.
“Nel merito – ha proseguito l’esponente Pd – questo decreto è carente di risorse, svuotato nei contenuti su porti, infrastrutture ferroviarie, mobilità sostenibile, interventi per la rete idrica.
Una scelta miope, che mette a rischio la sicurezza dei cittadini. Il Ponte, invece, assorbe tutto: 14 miliardi per un’opera inutile e dannosa, con criticità ambientali irrisolte, rischio sismico e una sproporzione di costi che dovrebbe preoccupare”.
“Sussistono poi – ha concluso Ghio - i pericoli legati alla legalità. È grave il tentativo, sventato grazie all’intervento del Quirinale, di centralizzare i controlli antimafia sul Ponte sotto il ministero delle Infrastrutture. Nel frattempo il capitolo porti è rimasto un titolo vuoto: non solo assistiamo al fermo sulle nomine dei nuovi presidenti delle Autorità di sistema portuale che, in attesa che le forze politiche di maggioranza si mettano d'accordo, sono lasciate in stallo con commissariamenti che in alcuni casi, come Genova durano da quasi due anni. Questo decreto è il simbolo di una politica infrastrutturale improvvisata, senza alcuna forma di pianificazione, con una sproporzione devastante per il Paese fra promesse annunciate e risultati reali. Il ministro Salvini esca dalla sua ossessione personale e costosa del Ponte e dia al Paese una vera politica per le infrastrutture.
“Annuncio con fermezza il voto contrario del mio gruppo parlamentare al decreto Sicurezza. Un provvedimento che non risponde alle esigenze concrete di tutela dei cittadini, ma rappresenta invece un atto politico repressivo e ideologico. Non si tratta di una misura tecnica, ma di un intervento che incarna una preoccupante torsione autoritaria del nostro ordinamento. Il decreto contiene norme eterogenee, alcune delle quali già rigettate per incostituzionalità, riesumate ora tramite decreto in spregio al confronto parlamentare. Tra i punti più critici vi è la norma sulla detenzione delle madri con figli piccoli, che cancella il principio del superiore interesse del minore, consentendo la reclusione anche in fase cautelare. Grave è anche l’estensione dei poteri ai servizi segreti, senza adeguati contrappesi democratici, e la criminalizzazione del blocco stradale, con pene sproporzionate che minacciano il diritto di manifestare. Infine, l’introduzione della nuova aggravante per reati commessi nei pressi di infrastrutture ferroviarie appare giuridicamente infondata e strumentale. Questo decreto non garantisce maggiore sicurezza. Al contrario, svuota lo Stato di diritto e indebolisce la democrazia. Per queste ragioni, il nostro voto è contrario, in nome della libertà, della giustizia e della Costituzione repubblicana”.
Così il deputato democratico della commissione Giustizia, Marco Lacarra.
“La sicurezza in questo decreto viene vista attraverso il vostro storytelling come un elemento di paura, come elemento di grave emergenza nazionale, dove ogni volta lo scontro è fra cittadini ed istituzioni.
E invece il significato della parola sicurezza lo dà proprio la costituzione della Repubblica che nell’articolo due riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali.
La sicurezza è parte di noi e della nostra quotidianità. E non è solo aumentare i presidi delle forze dell’ordine che ringrazio per il loro lavoro e impegno quotidiano, ma anche un’azione di proposta, attraverso la costruzione di infrastrutture sociali, di scuole aperte tutto il giorno, di dare una risposta diversa alle difficoltà sociali, con strumenti culturali, che creano una comunità consapevole e non una comunità divisa, non azioni repressive verso i cittadini. Ecco noi dobbiamo modificare questo storytelling, dobbiamo riuscire ad essere diversi e lo stiamo dimostrando, di essere diversi da voi”. Lo ha detto in Aula Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
“Con il nuovo decreto infrastrutture siamo di fronte all’ennesima, inaccettabile dimenticanza del Governo Meloni nei confronti della Tirrenica. Una forma di amnesia amministrativa tanto selettiva quanto grave, che tradisce ancora una volta le attese di cittadini, enti locali e amministratori, da anni in attesa di risposte concrete su un'opera fondamentale per lo sviluppo e la sicurezza della costa toscana e del centro Italia”. Così Marco Simiani, capogruppo PD in Commissione Ambiente della Camera, e Francesco Gazzetti, responsabile Infrastrutture del Partito Democratico della Toscana.
“È evidente – aggiungono – che per il Governo Meloni esistano priorità diverse: si trovano fondi per il Ponte sullo Stretto, ma non una parola né una risorsa per la Tirrenica. Un atteggiamento incomprensibile, che penalizza un intero territorio e compromette opportunità strategiche per mobilità, economia e sostenibilità”.
“Il Partito Democratico – concludono Simiani e Gazzetti – non resterà in silenzio: come gruppo parlamentare presenteremo fin da subito tutti gli atti parlamentari possibili e, all’esito delle audizioni, lavoreremo alla stesura di specifici emendamenti per chiedere che il governo finanzi immediatamente la Tirrenica. È tempo che l’esecutivo ritrovi la memoria e rispetti gli impegni assunti”.
“Le norme antimafia sono materia seria, complessa e delicata. Meritano rigore, trasparenza e rispetto — non bracci di ferro né scorciatoie legislative. Le difenderemo con determinazione nel corso dell’esame parlamentare, perché non si possono trattare come un fastidio da aggirare. Dalla Lega, invece, arrivano solo nervosismo e una preoccupante sgrammaticatura istituzionale. Le poltrone e il potere sembrano dare alla testa a Salvini, che si comporta come se fosse al di sopra di ogni critica, di ogni richiamo, di ogni equilibrio. Ma in democrazia non esiste qualcuno “al di sopra”: esistono regole, controlli, bilanciamenti tra poteri, che sono il fondamento della nostra Repubblica.
Ma come dice il vecchio adagio: più ti monti la testa, più ti fai male quando cadi” così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione ambiente della camera dove sarà discusso nei prossimi giorni il decreto infrastrutture commenta le dichiarazioni della Lega.
“Le parole del Ministero delle Infrastrutture suonano come una clamorosa ammissione: solo ora, a decreto approvato, si accorgono che servono norme più forti contro le infiltrazioni mafiose sul Ponte sullo Stretto? Ma dov’era il Ministero quando quel decreto è stato scritto? E Salvini, che lo ha firmato, ora si smarca scaricando la responsabilità?” così il capogruppo del Pd in commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo che sottolinea come “il Pd ha più volte espresso in parlamento, restando inascoltato, forti preoccupazioni sui rischi concreti di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata”.
“La verità - aggiunge Barbagallo - è che il governo ha approvato un provvedimento fragile, lacunoso e pericoloso, che apre la porta a potenziali infiltrazioni criminali e solleva enormi dubbi su trasparenza e controlli.
Non solo: si svuotano le casse degli investimenti per le infrastrutture nel Mezzogiorno per finanziare un’opera estremamente costosa, dai benefici ancora tutti da dimostrare. Mentre le strade e le ferrovie del Sud restano al palo, il governo sceglie di concentrare miliardi su un progetto discutibile, senza garanzie di legalità né ritorni reali per i territori.
Il Parlamento dovrà intervenire con decisione per colmare gravi omissioni, garantire legalità e difendere gli investimenti realmente utili al rilancio del Sud”.
A rischio la sicurezza dei cittadini
“Il governo continua a colpire i territori con tagli insostenibili che mettono a rischio la sicurezza e la vivibilità delle nostre comunità. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere conto delle gravi riduzioni di risorse destinate alla manutenzione straordinaria della viabilità provinciale e metropolitana”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“La nota del Ministero del 16 maggio 2025 – prosegue l’esponente dem – conferma una nuova decurtazione delle risorse previste dal decreto n. 101/2022, che si somma ai tagli già stabiliti nella Legge di Bilancio per il 2025 e dal decreto-legge n. 202/2024, per un totale di 175 milioni di euro in meno nel biennio 2025-2026. Si riducono inoltre drasticamente gli stanziamenti previsti dalla legge n. 205/2017, con un taglio complessivo di 660 milioni entro il 2029.”
“A lanciare l’allarme – conclude Merola – sono direttamente i territori, preoccupati per lo stop a cantieri cruciali soprattutto nelle aree interne colpite da alluvioni e calamità. In Emilia-Romagna le province perdono fino al 70% delle risorse previste: Bologna, ad esempio, perderà 6,9 milioni di euro tra il 2025 e il 2026. Chiediamo al ministro Salvini come intenda garantire sicurezza e accessibilità per i cittadini, di fronte a un evidente disimpegno dello Stato”.
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