27/06/2025 - 14:48

"Ancora una volta il Governo va a sbattere. E lo fa perché resta ideologicamente bloccato sulle proprie posizioni, incapace di aprirsi a un confronto serio e costruttivo: né con le opposizioni in Parlamento, né con il mondo del diritto e i giuristi, né con il terzo settore e l’associazionismo. Tutti soggetti che, durante i lavori parlamentari sul cosiddetto ‘decreto sicurezza’, avevano chiaramente segnalato le criticità di un provvedimento scritto male e pericoloso."
Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali della Camera, commentando la dura presa di posizione della Corte di Cassazione, che ha evidenziato con chiarezza le profonde falle del decreto, tanto nel metodo quanto nel merito.
"Il Governo ha prodotto norme sbagliate, inefficaci e potenzialmente dannose, che non migliorano affatto la sicurezza dei cittadini, ma al contrario comprimono diritti fondamentali e minano l’equilibrio del nostro ordinamento. La Cassazione – massimo organo della giustizia italiana – ha parlato con nettezza: il decreto presenta gravi profili di illegittimità, contraddizioni evidenti e almeno trenta osservazioni critiche, molte delle quali riguardano le norme ‘antidissenso’ pensate per limitare manifestazioni, cortei e proteste."
"Chiediamo che il Governo si assuma la responsabilità di questo disastro e riveda immediatamente un provvedimento che non regge sul piano giuridico. Si riapra in Parlamento una discussione vera, libera da logiche propagandistiche, per restituire al Paese leggi serie, giuste e coerenti con la nostra Costituzione."

26/06/2025 - 16:03

“La risposta del governo al question time del Pd in cui abbiamo chiesto un intervento per decreto a sostegno dei lavoratori esposti ad alte temperature è stata deludente ed evasiva. Non c’è nessun impegno per garantire risorse aggiuntive per integrazioni salariali o cassa integrazione straordinaria in caso di stop alla produzione nelle ore più calde. Il governo ci ha comunicato che farà semplicemente dei tavoli con le parti sociali, ma al momento nessun intervento legislativo. Ci risiamo: come sul salario minimo ieri, come sulla riduzione dell’orario di lavoro oggi, il governo si disinteressa assolutamente del destino di chi lavora e manda la palla in tribuna. Chiediamo un’audizione in commissione Lavoro alla ministra Calderone. Ha il dovere di confrontarsi con il Parlamento perché l’emergenza caldo è una delle ragioni dell’insicurezza sui luoghi di lavoro e non può sfuggire alla necessità di risposte chiare”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/06/2025 - 14:40

“Il tema della giustizia tocca la carne viva dei nostri concittadini e le questioni collegate al carcere, in particolare, rappresentano l’emergenza delle emergenze. Come ha dimostrato la grave e inaudita vicenda avvenuta nell’istituto di Marassi di Genova, dove un giovane detenuto di 18 anni, incensurato, recluso per un reato minore, è stato violentato e torturato per due giorni senza che nessuno abbia visto nulla. Sul tema del carcere noi ci giochiamo un pezzo della nostra credibilità e della nostra civiltà. Speriamo che da questo fatto drammatico possa scaturire un moto di cambiamento per far sì che questi luoghi possano diventare dei luoghi di dignità dove vivere e lavorare. Abbiamo ripreso l’iniziativa degli Stati Generali sull’esecuzione della pena e il Pd presenterà un aggiornamento di quei lavori e una proposta di legge sull’esecuzione penale proprio come risposta a questa emergenza e alla deriva panpenalista di questa maggioranza che stiamo vivendo attraverso il sadismo penale dei suoi vari decreti, da Cutro a Caivano, fino al decreto Sicurezza”.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo oggi al convegno “Giustizia secondo Costituzione”, che si è chiuso con la relazione della segretaria Schlein.

“E’ necessario porre sempre di più all’attenzione del Paese - ha aggiunto - i pericoli contenuti nella riforma costituzionale sulla separazione delle carriere portata blindata dal governo in Parlamento, un fatto senza precedenti nella nostra storia repubblicana. In realtà non si sta facendo una separazione delle carriere, ma delle magistrature, con addirittura il sorteggio per le nomine che fu Almirante a chiedere nel 1971. Noi riteniamo che su questi temi non si debba mai toccare la Costituzione. Si sta dividendo il Csm e quando si divide un potere e lo si tramuta in due mezzi poteri entrambi ne escono più indeboliti. Questo è un problema - ha concluso - non solo per i magistrati, ma anche per gli avvocati, per i cittadini e per un Paese che si definisce ancora fortemente democratico”.

 

20/06/2025 - 13:44

“Manifestano per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro ed ora rischiano dopo l'approvazione del decreto Sicurezza di essere denunciati perché a Bologna i metalmeccanici hanno imboccato la tangenziale bloccando il traffico. Assurdo che possa succedere ed assurdo che possano essere colpiti lavoratori che rivendicano certezza di diritto per il lavoro che svolgono. A questo si è arrivati con il governo Meloni che pur di tarpare le ali alla protesta e al dissenso ha fatto approvare norme liberticide e da stato di polizia. Piena solidarietà a quei lavoratori. Saremo al loro fianco nelle giuste battaglie che stanno portando avanti”.

Così il segretario di Presidenza della Camera e capogruppo Pd in commissione Ecoreati, Stefano Vaccari.

 

18/06/2025 - 12:00

“Ancora nessuna certezza sulla riassegnazione delle risorse sottratte ai comuni dal Governo Meloni con la rimodulazione del Pnrr oltre due anni fa. Il Ministero dell’Interno continua ad essere vago mentre moltissimi enti locali in tutta Italia hanno enormi difficoltà per far quadrare i bilanci e iniziare o completare le opere previste”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sulla discussione della interrogazione sul Piano nazionale di Ripresa e resilienza svolta a Montecitorio.
“Quello che sappiamo ad oggi è che circa 1900 opere pubbliche, già finanziate dal PNRR, hanno subito per decreto nel maggio del 2023 una decurtazione delle risorse; si tratta peraltro di interventi che riguardano settori chiave quali la messa in sicurezza dei territori colpiti dal rischio idrogeologico, la manutenzione e la riqualificazione di infrastrutture viarie e l'idoneità degli edifici pubblici e delle scuole. Il governo ha ribadito in più occasioni che tali somme verranno restituite ma i comuni interessati non hanno avuto alcuna informazione e soprattutto non vi è ancora nessuna certezza sulla tempistica. L’interrogazione che ho presentato aveva proprio l’obiettivo di definire modalità chiare ma ancora volta questa destra ‘manda la palla in tribuna’ senza dare nel merito ai comuni alcuna informazione utile”: conclude.

13/06/2025 - 13:32

Siamo totalmente insoddisfatti della risposta del governo alla nostra richiesta di conoscere le motivazioni che hanno portato il ministro della Giustizia a non trasmettere alla procura generale di Roma, come legge e trattati internazionali prevedono, la documentazione richiesta dalla Corte penale internazionale che ha di fatto bloccato l'operatività del mandato di arresto internazionale di Putin e altri cinque ricercati accusati di crimini contro l’umanità. E avremmo voluto sapere quale sia stata la valutazione del governo nel non rispettare gli obblighi internazionali derivanti dall'adesione dell'Italia allo statuto di Roma della corte penale internazionale, considerando tale decisione un vulnus per la credibilità dell'Italia nel sistema di giustizia penale internazionale.
Il governo non ci può venire a dire che non essendo previsto il transito di queste persone sul suolo italiano, allora il ministro Nordio si può arrogare il diritto di non procedere a trasmettere la documentazione alla procura di Roma. È come se dicessimo che il reato del furto noi non lo prevediamo nel nostro ordinamento e casomai lo prevederemo solo nel momento in cui si dovesse manifestare. Voi siete il governo che con l'ultimo decreto sicurezza sta introducendo un reato al giorno e non ci venite a dire che non avete avvertito la necessità di mettere a posto le carte per esser pronti ove mai questa fattispecie si dovesse concretizzare, perché voi ipotizzate che Vladimir Putin e i soggetti sui quali cade questo provvedimento non possano avere intenzione di transitare in Italia. Renderemmo un grande servizio all'immagine e alla credibilità del nostro paese se evitassimo che le opposizioni fossero costrette a dover venire in aula a chiedere se avete rispettato gli obblighi di un trattato, di una corte, di un principio del diritto internazionale nel quale questa Repubblica si riconosce proprio perché è stato siglato a Roma. Vi invitiamo veramente a metter mano con attenzione a questa vicenda perché il clima geopolitico internazionale necessita di tanta sicurezza preventiva e questo paese non può essere impreparato nei confronti di criminali di guerra. 

Lo ha detto Toni Ricciardi, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera intervenendo in aula durante l’ interpellanza urgente al governo.

 

12/06/2025 - 19:00

“Serve una regolamentazione giuridica semplice ed efficace sull’intelligenza artificiale, non una normativa che, come il decreto sicurezza, limita i diritti invece di tutelarli”. Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo (PD), vicepresidente del partito, intervenendo oggi alla Camera dei Deputati al convegno “Intelligenza artificiale e rapporti di lavoro – Attualità e prospettive”.

“L’IA può salvare vite e migliorare le condizioni di lavoro, ma può anche diventare uno strumento di controllo e di esclusione. Per questo – ha aggiunto – non possiamo permettere un’introduzione unilaterale nei luoghi di lavoro, senza il coinvolgimento delle rappresentanze e senza tutele chiare”.Gribaudo ha sottolineato la necessità di “garantire responsabilità umana, informazione trasparente e diritti”, richiamando anche l’impegno dell’UE e dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro sul tema della transizione digitale. “Solo governando questa trasformazione – ha concluso – l’intelligenza artificiale potrà essere davvero al servizio di un lavoro dignitoso e sicuro”.

Tra i relatori anche l’avvocato Stefano Margiotta, docente all’Università degli Studi Roma Tre, che ha contribuito al dibattito con un approfondimento giuridico sul disegno di legge C-2316 e l’articolo 11.

 

12/06/2025 - 11:19

“Una serie di interventi per realizzare, modernizzare e mettere in sicurezza strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici della Toscana”: questi i contenuti del pacchetto di emendamenti, concordato con il Pd regionale, presentato al Decreto Infrastrutture, attualmente in discussione a Montecitorio, dai deputati Pd eletti nella regione.

“Per quanto riguarda gli assi viari principali abbiamo chiesto il completamento della strada Tirrenica; la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco – Romagnola e della Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; l’adeguamento della Firenze – Siena; il completamento della Due Mari con particolare riferimento al tratto aretino. Stessa attenzione per la viabilità territoriale con la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina nei pressi del porto; con la realizzazione del Lotto Zero della Cassia vicino a Siena e con la progettazione del tratto stradale tra le località Maroccone e Chioma, nel territorio comunale di Livorno. Abbiamo anche proposto di togliere il pedaggio, per i residenti, alla barriera dell’A12 tra Palazzi e il casello di Rosignano e nella tratta tra i caselli Firenze Nord e Firenze Sud nell’autostrada A1.

“Sul trasporto su rotaia abbiamo chiesto il ripristino dei finanziamenti tagliati dal governo sulla Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno; la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica; il raddoppio della linea Siena-Poggibonsi e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto.
“Altri emendamenti riguardano poi la mitigazione del rischio idraulico nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio e la realizzazione di termodotti per calmierare le bollette energetiche delle imprese”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.

 

11/06/2025 - 19:06

“L'Italia naviga senza rotta, senza una visione dello sviluppo infrastrutturale in un'epoca di grandi cambiamenti. E’ ferma sulle sue gracilità e sulle sue debolezze. Si investe soprattutto grazie a quel Pnrr prima boicottato dalla destra e poi stravolto e rallentato. Ma, soprattutto, per il dopo Pnrr il governo non ha messo in campo alcuna strategia. Non c’è alcuna idea di futuro del Paese. Il sistema ferroviario e stradale si regge su una colonna vertebrale e sulle braccia, ma senza costole e senza gambe, per usare un'immagine tratta dalla fisiologia umana. Una colonna peraltro già sovraccarica che sta andando incontro al collasso. Il governo si è buttato sull'avventura Ponte sullo Stretto, un inghiottitoio di denaro pubblico a difesa del quale è stato approvato il decreto Sicurezza per vietare ogni protesta pacifica, cancellando tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione degli investimenti”.

Così il deputato democratico della commissione Trasporti, Roberto Morassut, intervenendo in Aula nella discussione delle mozioni sulle Infrastrutture.

“Cosa sta facendo il governo - ha aggiunto - per recuperare il gap di innovazione e modernizzazione tecnologica della rete ferroviaria? Prima si sono affacciati scenari di privatizzazione, poi immediatamente ritirati. Poi si annuncia una riforma sui porti, che però sparisce nel dimenticatoio, ma abbiamo capito che la vera intenzione era sintetizzata dalla parola magica della privatizzazione delle autorità portuali trasformate in Spa, con il seguito delle zuffe sulle nomine. Nel frattempo si è dato il via alla privatizzazione degli interporti, compromettendo la sovranità stessa del nostro Paese. Nessuna programmazione anche sul trasporto pubblico locale e sulla continuità territoriale. Due settori fondamentali il cui unico annuncio è stato l’aumento delle tariffe. Chiediamo - ha concluso - che il governo cambi rotta o, meglio, ne assuma una e coinvolga il Parlamento nelle scelte”. 

 

11/06/2025 - 11:53

"Le notizie che arrivano da Los Angeles sono veramente inquietanti e non concepibili in un paese democratico. Mandare la Guardia nazionale a reprimere le proteste è un metodo che ricorda la Russia di Putin: autoritarismi violenti, non democrazie. Metodi imposti, in netto contrasto con la sindaca di Los Angeles e del governatore della California. Le proteste si stanno allargando ad altre città e Trump minaccia di mandare l'esercito ovunque: una mossa che rischia di spaccare gli Stati Uniti e di militarizzare il Paese. E' così che le democrazie si trasformano in autocrazie: reprimendo il dissenso con la violenza.
Cos'ha da dire Giorgia Meloni sui metodi del suo amico Trump? E' a questo che punta anche lei partendo dal decreto sicurezza?
Apprendiamo, per altro, che Trump ha deciso di deportare 9mila stranieri nella famigerata prigione di Guantanamo. Tra loro ci sarebbero anche centinaia di cittadini europei e alcuni italiani. Abbiamo chiesto al ministro Tajani di venire a riferire in aula su come intenda intervenire anche rispetto ai nostri concittadini che potrebbero essere deportati a Guantanamo.
L'Italia non può restare indifferente, non solo per quello che riguarda gli italiani coinvolti, ma perché ha il dovere di vigilare sul rispetto dei diritti umani e delle regole democratiche anche e soprattutto da parte dei paesi alleati" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

09/06/2025 - 14:30

Questa mattina una delegazione di parlamentari del Partito Democratico composta dal senatore Lorenzo Basso e dai deputati Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino hanno svolto una visita ispettiva al carcere di Marassi dopo i gravissimi fatti avvenuti nei giorni scorsi. I parlamentari hanno incontrato la direttrice, dottoressa Tullia Ardito, per verificare le condizioni del giovane detenuto vittima delle violenze e per cercare di comprendere come sia stato possibile che si verificasse un episodio così grave all’interno di una struttura penitenziaria dello Stato.

Si tratta di un ragazzo giovanissimo, mai stato in carcere prima, con una difficile storia personale alle spalle, che per giorni è stato sfigurato in numerose parti del volto con macchinette tatuatrici illegali e poi seviziato e violentato. Un episodio inaccettabile, che impone una riflessione immediata e profonda. È evidente che il sistema di garanzia e protezione non ha funzionato, e lo Stato deve assumersi fino in fondo la responsabilità di capire cosa sia accaduto e perché.

Durante la visita abbiamo constatato ancora una volta una situazione strutturale critica nonostante la grande professionalità degli operatori. Il carcere di Marassi presenta un tasso di sovraffollamento costante, aggravato proprio nei giorni dei fatti: quasi 700 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 550, una condizione di pressione insostenibile che solo in parte è stata ridotta con un primo sfollamento e con i trasferimenti seguiti alla rivolta (attualmente i detenuti sono 676).

Gravissima anche la carenza di personale: a Genova il personale di polizia penitenziaria del ruolo sovrintendenti è sotto organico del 48%, con quasi 50 unità in meno, ridotte ulteriormente durante i giorni festivi. Una condizione che mette a rischio tanto la sicurezza della struttura e di chi vi opera all'interno, quanto il rispetto dei diritti delle persone che vi sono detenute.

Di fronte a questa realtà, il governo invece di incentivare interventi a “bassa soglia”, sostenere le attività di volontariato e rieducazione, dedicare le opportune risorse ad agenti e personale, si limita a inventare nuovi reati con il Decreto "Repressione", invece di affrontare le vere emergenze del sistema.

E di fronte a un fatto di questa gravità il sottosegretario Delmastro continua a tacere. Cosa intende fare il governo per ripristinare condizioni dignitose di sicurezza e tutela all’interno degli istituti penitenziari, a partire da quello di Marassi dove si e' verificata questa gravissima violazione? Perché non e' stata ancora predisposta una ispezione per verificare puntualmente quanto accaduto?

Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi delle inchieste in corso e presenteremo un’interrogazione parlamentare al Ministero della Giustizia per ottenere risposte puntuali e impegni concreti. Non ci fermeremo finché non sarà fatta piena luce su quanto accaduto.

 

 

04/06/2025 - 17:28

"L'approvazione del dl sicurezza anche al Senato, quindi definitiva, segna una pagina buia per le libertà e i diritti delle italiane e degli italiani. Un decreto che non risolve nulla sul piano della sicurezza, ma mette in campo gravi strumenti repressivi del dissenso, della protesta e delle libertà delle persone. Penso al reato di resistenza passiva che manderebbe in carcere i padri e le madri del pacifismo mondiale, o ai 2 anni di condanna che rischia chi fa un blocco stradale durante una manifestazione per tutelare il posto di lavoro o pretendere politiche efficaci contro la crisi climatica.
E penso soprattutto a quell'art.31: un dispositivo pericolosissimo che permette, con la firma della presidente del Consiglio, ad agenti dei servizi segreti di dirigere e organizzare associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, senza subire conseguenze penali. Questo nel paese della strage della stazione di Bologna, di piazza Fontana, di piazza della Loggia, dell'Italicus, di Ustica. Non a caso le famiglie delle vittime delle stragi hanno protestato, ma sono rimaste del tutto inascoltate. Scelte di una gravità inaudita che spingono l'Italia fuori dall'alveo delle democrazie liberali e verso uno stato di polizia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

04/06/2025 - 17:27

“Quanto sta accadendo nel carcere di Marassi a Genova è semplicemente intollerabile. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza agli agenti penitenziari feriti durante la rivolta e a tutti gli operatori della giustizia che quotidianamente lavorano in condizioni sempre più difficili e gravose. Un plauso va anche alla nuova sindaca di Genova, Silvia Salis, che sta gestendo con prontezza e responsabilità questa emergenza, mantenendo un costante raccordo con le autorità coinvolte”. Così la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, insieme ai deputati liguri Valentina Ghio e Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, che sottolineano come “la situazione nelle carceri italiane rappresenta un allarme sociale ormai insostenibile. Nessuno vuole giustificare i disordini, ma è inaccettabile che l’inattività del Governo persista. Anche il decreto sicurezza, approvato definitivamente oggi al Senato, non prevede alcun finanziamento per l’assunzione di nuovo personale né misure concrete per affrontare il drammatico sovraffollamento carcerario. Questo silenzio e questa mancanza di investimenti aggravano ulteriormente la situazione, mettendo a rischio la sicurezza di operatori e detenuti. È il momento di mettere da parte le lacrime di coccodrillo e lavorare insieme, in modo unitario e responsabile in Parlamento, per affrontare con urgenza questa emergenza e garantire condizioni dignitose e sicure nelle carceri italiane. Non possiamo permettere che si ripetano eventi come quelli a cui stiamo assistendo a Genova, che rappresentano un fallimento collettivo”.

 

04/06/2025 - 17:17

“Oggi la destra ha compiuto un atto gravissimo: ha trasformato la paura in norma, ha ridotto il Parlamento a un passacarte e ha lasciato le forze dell’ordine senza risorse né futuro. Con il voto di fiducia imposto al Senato, il Governo ha approvato un decreto che non aumenta la sicurezza, ma restringe le libertà. Criminalizza i più fragili, i migranti, chi manifesta, chi soccorre. E lo fa togliendo a deputati e senatori ogni possibilità di intervento, ogni confronto, ogni correttivo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commentando l’approvazione definitiva del decreto sicurezza.

“Non c’è un euro per assumere nuovo personale, non c’è una norma che sblocchi le graduatorie, non c’è alcun rispetto per chi ogni giorno indossa una divisa per garantire i diritti di tutti. Insieme al collega Andrea Casu abbiamo presentato ordini del giorno chiari per chiedere lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi per vice ispettori e per rafforzare davvero la Polizia di Stato. Il Governo li ha bocciati. E chi osa lamentarsene viene persino redarguito e intimidito pubblicamente dal sottosegretario Molteni, che invece di ascoltare chi chiede giustizia, usa le sue pagine social per rispondere con arroganza e minacce velate. È un uso del potere che offende le istituzioni.”

“Questa maggioranza continua a usare i decreti legge come manganelli politici, saltando ogni confronto democratico, blindando norme con il voto di fiducia e tradendo ogni promessa. Non si governa la sicurezza con la propaganda, ma con investimenti seri e rispetto per i cittadini, per chi lavora nelle forze dell’ordine, per chi manifesta pacificamente e per il Parlamento.”

“Chi oggi ha votato questo decreto ha votato contro le libertà e contro la dignità del lavoro pubblico. Il Partito Democratico sarà al fianco di chi resiste e si oppone a questa deriva.”

 

04/06/2025 - 13:01

Il decreto sicurezza è l’abdicazione dello Stato di diritto a favore della paura. Dopo aver mortificato il Parlamento, negando il confronto e la possibilità di migliorare l’obbrobrio, ora vengono peggiorate leggi esistenti, colpendo soprattutto persone che si trovano in situazioni di vulnerabilità o fragilità sociale. Tutto ciò che è incontrollabile, che devia da una norma definita, diventa reato e il diritto penale sostituisce sempre di più il confronto pubblico, il dibattito politico e civile. Tutto questo ci avvicina molto e in modo pericoloso alle società illiberali e alle democrazie autoritarie che tanto piacciono a Giorgia Meloni.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

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