“Ho firmato le due leggi di in iniziativa popolare promosse dalla Cgil su sanità e appalti. Il diritto alla salute sta diventando sempre più un lusso ed è inaccettabile che a parità di lavoro nella catena degli appalti non ci sia lo stesso salario, gli stessi diritti e le stesse condizioni di sicurezza. Mi auguro che in tantissimi firmino queste proposte in modo tale da avere la forza di farle discutere dal Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"A pochi giorni dal 17 maggio, giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, ribadiamo che vogliamo un Paese in cui l’uguaglianza sia reale e vissuta ogni giorno dalle persone. Dall'approvazione delle unioni civili, 10 anni fa, non è stato fatto un solo passo avanti, anzi l'Italia è tornata indietro per l'accanimento del governo Meloni contro le persone LGBTQIA+. L'ultimo rapporto di Ilga Europe che piazza l'Italia al 36esimo posto su 50 Paesi, è impietoso.
Questa destra ha preso di mira i diritti per piantare bandierine ideologiche e identitarie: basti pensare alla circolare Piantedosi contro le famiglie con due mamme, sconfessata dalla corte Costituzionale, alla legge Varchi che ha reso la gestazione per altri "reato universale", al ddl Valditara che vieta l'educazione sessuale e affettiva nelle scuole primarie e impone il consenso informato alle medie e alle superiori, e al ddl Schillaci-Roccella sull’accesso ai trattamenti sanitari per le persone trans minorenni.
Quando nel 2027 vinceremo le elezioni, (perché le vinceremo!), lavoreremo per garantire diritti e tutele che ancora sono negati.
Ci vediamo domani, dalle 9.30 al centro congresso Frentani di Roma per un confronto tra le associazioni LGBTQIA+ e i partiti progressisti". Lo ha dichiarato oggi nell'aula della Camera, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Non c’è nessuna cabina di regia, non c’è nessun coinvolgimento, solo retorica. Noi siamo stati disponibili molte volte, basti guardare con il Ddl Stupri com’è andata. È sempre la solita propaganda”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta a Inside24 su Rainews24 dopo il discorso in Senato di Giorgia Meloni.
“Ieri la premier ha detto il falso parlando dell’indisponibilità delle opposizioni sulla crisi energetica e sulla condizione economica drammatica del Paese - ha proseguito la deputata dem - Non se n’è parlato fino in fondo, ma la responsabilità è di chi guida il Paese e prova a dare risposte politiche efficaci di fronte a quello che succede nel mondo. Tutto questo non è stato fatto dal Governo”.
“Anche con l’eredità del Pnrr sono riusciti a spendere poco e male, non tenendo conto della transizione energetica: oggi l’Italia ha le bollette più care d’Europa, ma c’è stata una volontà politica di non investire su energie rinnovabili e alternative” ha concluso Gribaudo.
“L’approvazione al Senato dell’emendamento bipartisan al Decreto Fiscale che stanzia risorse per le infrastrutture portuali di Piombino rappresenta un risultato significativo e coerente con il lavoro portato avanti dal Partito Democratico in Parlamento nei mesi scorsi. Il nostro ordine del giorno presentato alla Camera impegnava infatti il governo a rispettare integralmente l’accordo di programma, a partire dalla realizzazione della nuova banchina indispensabile per il progetto Metinvest e per lo sviluppo strategico del porto e del polo siderurgico”: così i deputati del Pd Emiliano Fossi e Marco Simiani.
“Questo stanziamento costituisce un primo passo positivo per accompagnare il percorso di reindustrializzazione e di rilancio del porto. Ringraziamo i senatori Pd che hanno sostenuto questo emendamento: Antonio Nicita, Dario Parrini, Silvio Franceschelli, Ylenia Zambito; resta comunque necessario completare il quadro degli interventi previsti per il territorio. Piombino e la Val di Cornia attendono infatti ulteriori risorse e misure di compensazione legate alla presenza del rigassificatore, a sostegno delle infrastrutture, delle bonifiche, dello sviluppo produttivo e della competitività energetica dell’area”.
“Il vergognoso ddl caccia selvaggia ha concluso oggi l'esame dei subemendamenti in commissione Ambiente al Senato riuscendo ad aggravare ulteriormente la portata di questa orrenda e pericolosa riforma aggiungendo nuove specie cacciabili, come l'oca, lo stambecco e il piccione o autorizzando la caccia in spiaggia. I cittadini italiani devono sapere cosa sta facendo questa maggioranza. E devono sapere anche che pagheranno i danni economici e ambientali se il Parlamento non avrà il necessario ripensamento per fermare lo scempio della Legge 157. Come ripetiamo da tempo, chiediamo al governo una ricognizione scientifica. I ministri non la fanno perché hanno paura di dover rivelare verità oggi nascoste ai cittadini. Ovvero che gli italiani pagheranno per le procedure d infrazione, per gli animali importati dai mercanti di selvaggina con l'aumento di tutti i rischi sanitari che questa pratica assurda comporta, pagheranno - in particolare gli agricoltori - per la mancanza di investimenti nella prevenzione dei danni da fauna, della gestione della PSA, gli italiani pagheranno per la maggiore circolazione di armi e l'assenza di carabinieri forestali nelle campagne. E pagheranno le nuove generazioni che vedranno sacrificate ancora una volta la natura, la biodiversità, la salute e l'ambiente per l'egoismo delle corporazioni armiere venatorie e di certa politica accondiscendente”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate del PD Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Nel corso dell’esame parlamentare del DL prezzi petroliferi siamo riusciti, intervenendo insieme in Aula e attraverso il lavoro sugli ordini del giorno, a ottenere un rafforzamento degli impegni del Governo nei confronti delle imprese del trasporto pubblico locale e dell’autotrasporto, colpite duramente dall’aumento dei costi energetici e del carburante”.
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Andrea Casu e Marco Simiani, primi firmatari insieme ai colleghi Merola, Bakkali e Ghio degli ordini del giorno approvati alla Camera.
“Inizialmente il Governo aveva proposto formulazioni estremamente generiche e insufficienti rispetto alla gravità della situazione denunciata dalle imprese, dai lavoratori e dalle associazioni di categoria. Dopo l’accantonamento degli ordini del giorno e il confronto parlamentare, siamo riusciti a ottenere un impegno più forte, con il riferimento esplicito alla possibilità di introdurre misure compensative a favore delle imprese dell’autotrasporto merci e delle aziende del trasporto pubblico locale”.
“Ringraziamo la sottosegretaria Albano ma sollecitiamo il Governo a fare immediatamente seguito concretamente a questi impegni. Il decreto resta un’occasione persa perché non mette in campo risposte strutturali adeguate alla crisi che stanno vivendo questi comparti strategici. Ma il risultato ottenuto in Aula dimostra che la pressione parlamentare del Partito Democratico è servita almeno a far riconoscere al Governo la necessità di ulteriori interventi immediati”.
“Abbiamo posto con forza il tema delle aziende del TPL che rischiano di subire ulteriori difficoltà economiche e tagli ai servizi essenziali per cittadini, studenti e lavoratori così come quello delle imprese dell’autotrasporto penalizzate dall’aumento dei costi e dalle modifiche sulle accise del gasolio commerciale”.
“Trasporto pubblico locale e logistica tengono in movimento il Paese, garantiscono il diritto alla mobilità, la continuità delle filiere produttive e la competitività del sistema economico nazionale. Per questo continueremo a chiedere misure concrete, risorse adeguate e un confronto permanente con imprese, sindacati ed enti territoriali”.
I dati sono ormai inconfutabili. Due report indipendenti del 2026 - “Allevamenti intensivi in Lombardia” di EStà, Legambiente, Essere Animali e Terra!, e “Padania avvelenata” di Greenpeace e Università di Siena - fotografano una crisi ambientale e sanitaria che non ammette più rinvii.
In Lombardia si concentra il 40% dei capi bovini e suini nazionali. Il carico di azoto è oltremodo insostenibile e le emissioni climalteranti degli allevamenti lombardi crescono mentre quelle totali nazionali calano. Nel 2025, la stazione con i peggiori livelli di PM10 in Lombardia non era a Milano, ma a Soresina, in provincia di Cremona. L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di morti attribuibili al particolato fine: 43.083 nel 2023. Su tutto questo incombono tre procedure di infrazione europea: per la Direttiva Nitrati, per i superamenti di PM10 e per l’NO2.
Di fronte a questo quadro, il Governo continua a non agire. La mia proposta di legge per il superamento degli allevamenti intensivi giace da due anni nei cassetti della Commissione Agricoltura senza che sia stata calendarizzata una sola audizione. È un’inerzia che ha un costo preciso, in termini di salute pubblica e crisi climatica. Ho presentato una - ennesima - interrogazione a Pichetto Fratin, Schillaci e Lollobrigida su questo argomento: entro fine 2026 la Commissione europea si pronuncerà sull’estensione della Direttiva IED agli allevamenti bovini: un’occasione che l’Italia ha già sprecato nella recente revisione e non può sprecare ancora. Chiedo al Governo di sostenerla e di avviare un piano di riconversione agroecologica della zootecnia padana. La proposta di legge è pronta. Il Parlamento la discuta”. Lo dichiara in una nota la Deputata del PD Eleonora Evi.
"Quello che ci viene chiesto di convertire oggi è un provvedimento che ha già esaurito la sua principale misura operativa da settimane: il taglio delle accise ha smesso di produrre effetti il 7 aprile scorso. Siamo al 12 maggio. Stiamo convertendo in legge qualcosa che appartiene già alla cronaca passata. Siamo già al terzo intervento del governo su questa materia nel giro di poche settimane. Tre decreti, tre rincorse, tre rattoppi d'urgenza che fotografano plasticamente l'assenza di una strategia. O forse è proprio questa la strategia del governo Meloni: la strategia del rattoppo. Nel merito: una riduzione delle accise per soli venti giorni, indiscriminata, che ha trattato allo stesso modo il multimilionario con il parco auto di lusso e il lavoratore pendolare che fa i conti a fine mese per fare il pieno.". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Claudio Stefanazzi, componente della commissione Finanze, annunciando il voto contrario del Gruppo dem al decreto carburanti.
“Noi – ha aggiunto l’esponente Pd - avevamo proposto la selettività, una carta carburante legata all'ISEE per concentrare le risorse su chi ne ha davvero bisogno. Avremmo prodotto un effetto redistributivo reale. Il governo ha scelto diversamente, come ha candidamente ammesso lo stesso ministro Giorgetti di fronte alle critiche del Fondo Monetario Internazionale: era una scelta politica. Benissimo: assumetevene la responsabilità. La copertura finanziaria è il punto più grave. Quasi 530 milioni coperti con tagli lineari ai ministeri: 86 milioni alla salute, di cui 35 sulla prevenzione e 25 sulla ricerca sanitaria; 20 milioni sull'istruzione; 15 sulla ricerca scientifica; 96,5 sulla mobilità stradale; 25 sulla cultura; 25 sulla cooperazione allo sviluppo. Si taglia la prevenzione sanitaria per finanziare uno sconto temporaneo alla pompa. Si taglia la ricerca per coprire un rattoppo di venti giorni. Questo si chiama rovesciamento delle priorità”.
"Esistevano alternative: il meccanismo dell'accisa mobile avrebbe finanziato la misura senza toccare un euro dei ministeri; la tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere, dottata da governi di ogni orientamento in tutta Europa, avrebbe – ha concluso Stefanazzi - redistribuito risorse straordinarie a beneficio di famiglie e imprese. Entrambe le proposte sono state bocciate. E intanto questo governo continua a liquidare la transizione ecologica come una bizzarria di Bruxelles, anziché riconoscerla per quello che è: la condizione per rendere il Paese meno vulnerabile agli shock energetici. Per tutte queste ragioni il Partito Democratico vota contro".
“Di fronte al primo parere contrario dato dal governo siamo rimasti allibiti. Il governo Meloni in sede di conversione del decreto legge sulle accise petrolifere aveva dato inizialmente parere contrario all’ordine del giorno a mia prima firma che impegnava l’esecutivo ad istituire, entro 30 giorni un Osservatorio permanente, con il coinvolgimento di Regione, Guardia di Finanza, organizzazioni di categoria, sindacati e associazioni dei consumatori, sul prezzo dei carburanti in Basilicata, con il compito di monitorare i prezzi dei carburanti nella regione, analizzare le cause dei differenziali di prezzo rispetto alle altre regioni e proporre conseguentemente misure per ridurre il prezzo dei carburanti a beneficio dei cittadini e delle imprese lucane. Tutto questo perché è inaccettabile che la regione che contribuisce per il 10% al fabbisogno energetico nazionale, che estrae l’80% del petrolio estratto in Italia paghi al distributore mediamente 5-12 centesimi di più al litro. La successiva riformulazione del dispositivo, sottoscritta anche dai colleghi di FDI Caiata e Mattia prevede testualmente l’impegno del governo “a continuare a monitorare, l’andamento dei prezzi dei carburanti nel territorio della Basilicata, anche al fine di approfondire le cause di eventuali differenziali territoriali e di tenerne conto nell’elaborazione di future iniziative di competenza nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica.” E’ un primo passo importante perché vogliamo porre rimedio ad una tassa ingiusta che colpisce i cittadini lucani. Questo ordine del giorno consenta ora di intervenire sulle diseconomie strutturali che creano questa diseguaglianza. E’ una questione di giustizia sociale e di dignità per la comunità lucana” così il deputato democratico Enzo Amendola.
“Continuano i sotterfugi da parte del governo per evitare il bando di gara per il Ponte sullo Stretto. Ormai sono stati superati dieci decreti e l'esecutivo continua ad aggirare le prescrizioni della Corte dei Conti e della Autorità Nazionale Anticorruzione sulla necessità di una nuova gara pubblica”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo PD in Commissione Trasporti Anthony Barbagallo poco dopo il voto finale a Montecitorio del Dl Commissari.
“Anche con questa ennesima scorciatoia il ministro Salvini e la premier Meloni andranno a sbattere contro un muro perché la previsione del codice degli appalti è categorica e non si può derogare. Il Partito Democratico ribadisce che se il governo vuole continuare con la fantomatica costruzione del Ponte, deve innanzi tutto rispettare le regole e indire una nuova gara”, conclude il parlamentare dem.
“Il Governo Meloni boccia un nuovo ordine del giorno sulla progettazione dell’Alta Velocità e Alta Capacità ferroviaria lungo la dorsale tirrenica, sconfessando clamorosamente quanto il Parlamento aveva già approvato solo pochi mesi fa. È un fatto politico grave e inaccettabile: il 20 dicembre 2024 l’Aula di Montecitorio aveva infatti accolto, con il via libera dello stesso esecutivo, un impegno preciso per finanziare e realizzare gli interventi necessari sulla Tirrenica ferroviaria. Oggi invece la maggioranza fa marcia indietro sugli impegni assunti davanti al paese. Va ricordato che l’opera era stata introdotta tra gli interventi prioritari nel Def (Documento di economia e finanza) sia nel 2021 che nel 2022 dal governo 'Giallorosso' per poi essere cancellata dalla destra nel 2023”: dichiarano in una nota congiunta i deputati Dem Marco Simiani, Paola De Micheli, Andrea Casu, Valentina Ghio e Alberto Pandolfo sul loro atto al Decreto Infrastrutture respinto dall’Aula di Montecitorio.
“Parliamo di un’infrastruttura strategica per la mobilità, per il sistema dei porti, per la competitività delle imprese e per la coesione territoriale di tutto il versante tirrenico. Dopo mesi di propaganda sulle grandi opere, il governo dimostra ancora una volta di non avere alcuna visione concreta per il futuro del Paese e penalizza territori che attendono risposte da decenni. La verità è semplice: anche sulla Tirrenica ferroviaria la destra ha illuso cittadini, imprese e amministrazioni locali. Continueremo a incalzare l’esecutivo affinché rispetti gli impegni già votati dal Parlamento”: conclude la nota.
"Mi complimento con il governo per due record: 124 decreti legge e 117 fiducie. Voi pensate che questo sia il modo di governare l'Italia? Io penso proprio di no. Questo provvedimento è stato discusso alla Camera un'ora in commissione e un paio di giorni in Aula. Non è così che si legifera in un Paese serio. In questo decreto c'è un aspetto inquietante: c'è un commissario per tutto. Si arriva persino al commissario per un faro sul lago di Como. E ora volete istituire un supercommissario di RFI, che accentra tutto al ministero delle Infrastrutture di Salvini, ignorando Regioni ed Enti locali. È il segnale che quanto fatto finora non ha funzionato. Il Partito Democratico proporrà di tornare a una sana ordinarietà: le Regioni e le società devono tornare ad avere una funzione gestionale piena". Lo ha detto in Aula alla Camera Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente, annunciando il voto contrario sul decreto commissari straordinari e concessioni.
"Sul Ponte: 2,7 miliardi sottratti dal capitolo infrastrutture e trasferiti nel patrimonio di Cassa Depositi e Prestiti, senza che si sappia esattamente cosa ci farete. E soprattutto il Ponte è di fatto morto – ha aggiunto l’esponente dem - non esiste oggi nessun atto che ne confermi la continuazione dell'iter. Sbloccate quei 13 miliardi e dateli al Sud: infrastrutture idriche, edilizia, dissesto idrogeologico. Non teneteli bloccati. Sui balneari siamo a una disfatta totale. Avete promesso di andare in Europa a cambiare le regole, non ci siete riusciti perché era giusto così: le gare vanno fatte, e vanno fatte bene. Invece in questo decreto mettete in campo tre assurdità: il rilancio al rialzo del canone, che favorisce solo le grandi aziende; il mancato riconoscimento delle reti di imprese e dei consorzi che hanno investito per anni sulla tutela costiera e il salvamento; e un sistema di indennizzi insufficiente, che dovrebbe invece essere strutturale e garantito anche per i futuri imprenditori. Avete preso in giro le imprese balneari per troppo tempo".
"Infine – ha concluso Simiani - il gassificatore di Piombino: nessuna compensazione a un'area degradata che ha bisogno di lavoro e di risposte ambientali, e che punta su un'infrastruttura che l'Europa ha già smesso di finanziare. E poi ci sono gli ordini del giorno: parrocchie, investimenti locali, sicurezza urbana. Il Parlamento fa le leggi, non le mance, per questo voteremo contro".
“La scoperta di oggi della lettera della Commissione europea, inviata a dicembre scorso e tenuta nascosta dal governo italiano, con cui Bruxelles boccia l’orribile Ddl di riforma della caccia, è un fatto grave per due ordini di ragioni: nel metodo, perché la maggioranza si è assunta la responsabilità di seppellire in un cassetto un documento ufficiale europeo nascondendolo alle opposizioni; nel merito, perché il documento evidenzia le gravi violazioni contenute nel testo in discussione al Senato rispetto alle Direttive Ue ‘Uccelli’ e ‘Habitat’ e che riguardano l’ossatura stessa del Ddl tra cui: l’estensione della caccia fuori stagione; l’indebolimento del parere scientifico di Ispra; l’uso di visori ottici; la liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali. Si tratta, dunque, di una severa bocciatura del Ddl di riforma della caccia giunta addirittura in anticipo rispetto all’approvazione parlamentare come da prassi consolidata. La maggioranza prenda atto della situazione, riparta dalla nostra Costituzione, si adegui alle Direttive dell’Ue e ritiri il disegno di legge”.
Così le parlamentari e i parlamentari democratici delle commissioni Ambiente e Agricoltura di Camera e Senato
"Il primo aprile 1871 Garibaldi scrisse una lettera al suo medico personale per sostenere la causa di una sua carissima amica, la signora Winter, chiedendo di fondare una società protettrice degli animali. Da quel gesto nacque quella che oggi è l'Ente Nazionale Protezione Animali. Celebrare i 155 anni di ENPA alla Camera dei Deputati ha un significato preciso: Garibaldi era anche un parlamentare, e come lui sono eroi tutte le volontarie e i volontari che ogni giorno, nei canili, nei gattili, nelle colonie feline, nei boschi e nei mari, combattono per il benessere animale. E ringraziamo la Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha voluto farci un saluto per testimoniare la sua vicinanza su questo tema". Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Patrizia Prestipino, Garante per gli animali di Roma Capitale, ed Eleonora Evi, in occasione dell'evento organizzato nella Sala Stampa della Camera dei Deputati per celebrare l'anniversario di fondazione dell'ENPA.
"Le cose stanno cambiando in meglio: ricordo con orgoglio il voto per l'introduzione in Costituzione della tutela del benessere animale e della biodiversità tra i principi fondamentali. Il Partito Democratico, alla Camera e al Senato, ha accompagnato queste battaglie con interrogazioni, interventi e proposte di legge, come quella, a mia prima firma, sui farmaci veterinari per ridurre i costi per chi fa fatica a mantenere un cane o un gatto", aggiunge Prestipino. "Ma oggi dobbiamo dire con forza che siamo contro il ddl Lollobrigida: un provvedimento che stravolge una legge equilibrata di oltre trent'anni, autorizza una deregulation venatoria inaccettabile e trasforma la fauna selvatica in un parco giochi per ricchi cacciatori. Ci opporremo con grande determinazione".
"155 anni di ENPA sono un patrimonio preziosissimo che ha contribuito a cambiare profondamente la nostra società — afferma Evi —. L'Italia è cambiata moltissimo, ma la politica rimane troppo spesso indietro, ostaggio delle lobby più pervasive, come quella venatoria. La società chiede di far tacere le armi, di fermare le violenze sugli animali, di sostenere diete e produzioni più sostenibili e compassionevoli. Noi come Partito Democratico ascoltiamo queste richieste e le portiamo nelle istituzioni". "C'è anche un'occasione storica che la Camera potrebbe cogliere: lavorare seriamente alla proposta di legge, a mia prima firma, per riconoscere i cavalli come animali da affezione e vietarne finalmente la macellazione. Un passo di civiltà molto atteso dalla società civile, che la politica ha il dovere di fare proprio", conclude Evi.
“Chiediamo con fermezza, insieme alla società civile, alle associazioni e ai giovani che si stanno mobilitando in tutta Italia che il disegno di legge Malan, il cosiddetto "ddl Sparatutto", sia ritirato immediatamente. Questo provvedimento è pericoloso per gli animali, per la biodiversità e per le persone. Meloni, con il suo silenzio-assenso, si è fatta interprete della lobby delle armi e degli ambienti venatori più estremisti, tradendo i valori europei e trasformando la natura da patrimonio collettivo a supermarket degli animali”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputati del PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“L’uso delle armi sta diventando incontrollato – sottolineano le parlamentari dem - e il 25 aprile ne abbiamo avuto una dimostrazione concreta quando il titolare di un porto d'armi ‘sportivo’, detentore di un arsenale domestico, ha sparato con una pistola a piombini contro due persone colpevoli soltanto di portare il fazzoletto dell'ANPI. Il Ministro Piantedosi – avvertono - continua a non rispondere alle richieste del PD di riferire sui sequestri di munizioni destinate all'esportazione illegale e sul rilascio dei permessi di espatrio delle armi. Non dice nulla del milione e cinquecentomila porto d'armi rilasciati, del tutto sproporzionati rispetto ai praticanti effettivi delle discipline sportive e venatorie”.
“Il governo Meloni tace e sceglie di non esercitare alcun controllo sulle armi. Un silenzio che non è distrazione: è complicità”, concludono Evi e Prestipino.