10/07/2025 - 20:30

“Nonostante le tante promesse, la destra non vuole alleggerire le spese degli italiani ma, al contrario, continua ad aggravarle. Il governo aveva diverse buone ragioni per evitare il pedaggio del tratto autostradale sul quadrante di Roma Est e soprattutto fare fede a quanto detto da Meloni, quando in campagna elettorale diceva: 'siamo a non far pagare il pedaggio ai cittadini di Lunghezza e altri quartieri romani che vengono discriminati dal fatto di pagare 1,20€ per arrivare in città passando per l'A24'. E invece il partito di Meloni ha votato contro Giorgia: il pedaggio rimane e i cittadini continuano a pagare per avvicinarsi al centro”. Lo dichiara la deputata Pd, Patrizia Prestipino dopo la bocciatura dell'odg presentato dai dem al decreto Infrastrutture sul pedaggio della bretella romana dell'A24.
“L'ingiustizia per il quadrante Est di Roma non solo non viene sanata ma addirittura peggiorata dopo l'ennesimo voltafaccia di un governo, vero professionista scaricabarile. E il Presidente 'fidato' del Municipio 6 di Roma, che dovrebbe curare gli interessi dei suoi cittadini ed esprimere almeno una protesta, si gira dall'altra parte e fa finta di niente”, conclude Prestipino.

10/07/2025 - 19:30

“Non era accettabile che un provvedimento così delicato e impattante sulla biodiversità, come il disegno di legge sulla caccia, venisse esaminato con un iter semplificato e tempi ridotti. Il ritiro della sede redigente è un primo risultato importante per le opposizioni, che insieme hanno impedito una forzatura istituzionale e democratica su un tema che riguarda la tutela del patrimonio naturale del Paese.” Lo dichiarano in una nota congiunta Eleonora Evi, Patrizia Prestipino e Annalisa Corrado del Partito Democratico. “Il Partito Democratico ha contribuito con determinazione a fermare questo tentativo della maggioranza, che ora è costretta a fare marcia indietro. È un primo colpo per chi voleva blindare una proposta controversa, che fin dall’inizio ha suscitato forti critiche da parte di esperti, cittadini e associazioni. Ringraziamo le senatrici e i senatori del Partito Democratico che hanno contribuito al risultato raccogliendo le firme decisive e tutte di peso, rappresentando l’ufficio di presidenza del gruppo. Ringraziamo inoltre le realtà ambientaliste e animaliste che hanno accompagnato questa battaglia con impegno, competenza e mobilitazione. Ora si apra un confronto vero, trasparente e basato su evidenze scientifiche. La legge 157 sulla protezione della fauna e la regolamentazione dell’attività venatoria è un presidio da difendere e aggiornare nel segno della sostenibilità, non da smantellare con colpi di mano”.

10/07/2025 - 19:10

"Con l’approvazione del mio ordine del giorno al Dl Infrastrutture, il governo si impegna finalmente ad acquistare una nave dissalatore da destinare alla Sicilia. Si tratta si un primo passo importante, ma che arriva tardi e dopo scelte inefficaci che hanno lasciato la mia terra, ancora una volta, in balìa di un’emergenza idrica senza precedenti". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino, sul suo ordine del giorno al decreto Infrastrutture, approvato oggi giovedì 10 luglio, dall'Aula di Montecitorio.
"Il governo - continua la parlamentare dem - ha scelto una linea miope, bocciando pochi mesi fa un emendamento che proponeva esattamente la stessa misura. Oggi è costretto a inseguire una crisi che non è più emergenza, ma quotidianità. I tre dissalatori mobili previsti dalla Regione Sicilia – a Porto Empedocle, Gela e Trapani – si sono rivelati insufficienti, come già denunciato da esperti e stampa specializzata. In molte zone dell’isola l’acqua manca per giorni, e le isole minori restano completamente isolate dal punto di vista idrico. L’ordine del giorno approvato oggi vuole cambiare passo: basta soluzioni tampone e rincorse all’estate". "È il momento di guardare al futuro con coraggio e razionalità. Le navi dissalatori sono già una realtà in paesi come Israele e Spagna: si tratta di unità autosufficienti, versatili e sostenibili, capaci di garantire acqua potabile in modo continuativo anche alle aree più isolate. Non è solo una scelta di buon senso economico, ma di giustizia sociale: il diritto all’acqua è un diritto umano, e lo Stato deve garantirlo a ogni cittadino, ovunque viva. Vigilerò sull’attuazione dell’impegno assunto oggi dall’esecutivo e continuerò a battermi affinché alla Sicilia sia restituito ciò che le spetta: rispetto, attenzione e infrastrutture adeguate", conclude Marino.

10/07/2025 - 17:01

“È inaccettabile che il governo Meloni continui a parlare di sostegno alle famiglie senza mettere in campo servizi concreti, accessibili ed efficaci. In particolare, durante il periodo estivo, l’assenza di un piano per garantire attività educative e ricreative per bambini è il segno evidente di una visione miope e inadeguata di welfare”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza e prima firmataria della proposta per il finanziamento di contributi destinati alle famiglie con redditi medio-bassi, da impiegare per l'accesso ai centri estivi o per il ricorso a figure di babysitting.

“Abbiamo chiesto al governo – spiega l’esponente dem - di riconoscere un sostegno economico concreto alle famiglie che, durante la chiusura delle scuole, si trovano in seria difficoltà nel garantire la cura e l’assistenza ai propri figli. Una misura semplice, di buon senso, che avrebbe dato respiro a migliaia di genitori e favorito anche l’emersione dal lavoro nero di molte lavoratrici impiegate come babysitter. Il Partito Democratico, quando era al governo, ha investito risorse importanti su questi servizi, consapevole del ruolo cruciale che svolgono nella vita delle famiglie italiane. E oggi ci troviamo con un esecutivo che si ricorda dei bambini solo a luglio e agosto, senza alcuna programmazione strutturale”.

“Abbiamo presentato emendamenti in ogni provvedimento utile, inclusa la legge di bilancio, ma la maggioranza ha sempre respinto ogni proposta. È evidente che per questo governo la centralità della famiglia è solo uno slogan. Le famiglie non vanno lasciate sole: serve una presa in carico vera, seria, e continuativa, non annunci estivi senza ricadute concrete”, conclude Di Biase.

 

10/07/2025 - 17:00

“Ancora una volta Meloni e Salvini voltano le spalle a migliaia di pendolari soprattutto della Toscana ma anche di Umbria e Lazio, colpiti dai disagi quotidiani causati dal disastro ferroviario lungo l’asse Firenze-Roma. Parliamo di ritardi cronici, treni soppressi, coincidenze saltate, viaggiatori abbandonati in stazione: una situazione indegna per un paese che parla di infrastrutture strategiche e Pnrr, ma che nei fatti sacrifica i servizi essenziali per migliaia di studenti, lavoratori e famiglie”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Pd Emiliano Fossi, Simona Bonafè, Federico Gianassi e Marco Simiani sul loro ordine del giorno al Decreto Infrastrutture respinto dall’Aula di Montecitorio.
“La nostra era una proposta concreta - continuano i parlamentari dem - sottoscritta da 31 sindaci e da migliaia di cittadini che da mesi denunciano il trasferimento sistematico dei treni regionali e intercity sulla ‘linea lenta’. Chiedevamo tre impegni concreti: sospendere l’applicazione di una delibera folle dell’Autorità di regolazione dei trasporti, convocare un tavolo interregionale di crisi, e prevedere misure di compensazione per chi è costretto a subire i danni. Tutto è stato respinti a scapito dei servizi pubblici. "Non possiamo accettare che chi governa ignori le istanze di territori interi e continui a ragionare solo in termini di rendita infrastrutturale, penalizzando la mobilità di chi ogni giorno usa il treno per vivere, per lavorare, per studiare. Noi continueremo a batterci in Parlamento e sul territorio, al fianco dei sindaci, dei comitati e dei cittadini, per pretendere rispetto, trasparenza e un servizio ferroviario degno di un paese civile. Il governo oggi ha perso un’occasione per ascoltare. Ma la mobilitazione non si ferma”, concludono  Fossi, Bonafè, Gianassi e Simiani.

 

10/07/2025 - 17:00

No a fondo amianto incrementato e esteso e nessun riconoscimento del lavoro portuale usurante

“Dopo tre anni che presentiamo emendamenti, ordini del giorno e interventi, non si può più accettare la parola 'valutazione' quando si parla del tema della tutela del lavoro portuale.  Sul Dl infrastrutture ne abbiamo visto di tutti i colori: tentativi di allentare le normative anti-mafia, emendamenti per avere carta bianca nella destinazione militare di alcune opere, deroghe sparse ma totale assenza di una strategia e di pianificazione del sistema infrastrutturale e nessuna attenzione sul lavoro”. Lo dichiara la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo sull'ordine del giorno proposto al Dl Infrastrutture.
“Questo decreto doveva trattare anche di portualità, ma aspettando la fantomatica riforma degli scali, di misure sui porti neanche l'ombra”, ha sottolineato Ghio. “Soprattutto nessuna delle misure attese per i lavoratori portuali: nessun riconoscimento del lavoro usurante, nessuno sblocco del fondo per l'anticipo pensionistico promessa anche questa volta non mantenuta. Analogo ragionamento va fatto sui nostri emendamenti respinti sul fondo amianto: nessun incremento e nessuna estensione di applicazione alle compagnie portuali come abbiamo richiesto". “Dopo tre anni, continuare a dire 'valutiamo' significa voltare le spalle a lavoratori e loro famiglie che hanno patito le estreme conseguenze per patologie correlate all'amianto e non all'obbligo morale di riparare, almeno in parte, una tragedia che le istituzioni non hanno saputo prevenire. È una questione di dignità, che purtroppo il governo non ha”, conclude Ghio.

 

10/07/2025 - 16:30

“Il Governo della destra tutta tasse e propaganda nel dl infrastrutture getta definitivamente la maschera bocciando due ordini del giorno del Pd. Oggi con il primo voto ha certificato in aula che il Governo non ha nessuna intenzione di impegnarsi ufficialmente a non mettere le mani nelle tasche degli italiani per trovare le risorse che servono per le strade e l’aumento dei pedaggi che abbiamo sventato in commissione è purtroppo solo rinviato. Subito dopo si è anche rimangiato la vecchia promessa elettorale di Meloni e Salvini di rendere gratuito il tratto urbano dell’A24 per i romani del quadrante Est della Capitale molto discriminati da dover pagare ogni giorno il casello per attraversare la propria città”. Lo scrive sui suoi canali social il deputato Andrea Casu, vicepresidente Pd in Commissione Trasporti alla Camera dopo il voto sul dl Infrastrutture.
“Nemmeno sentire in aula la voce di Giorgia Meloni che abbiamo fatto riascoltare attraverso il microfono è riuscita a fare cambiare idea alla maggioranza che si divide solo nei comunicati ma poi resta unita per il potere e vota compatta rinnegando sistematicamente tutti gli impegni assunti nelle passate campagne elettorali”, conclude Casu.

10/07/2025 - 14:29

"Siamo al decreto 104 e alla fiducia numero 83: è davvero il governo dei record negativi, un segnale pessimo per il Paese. Il governo procede alla rinfusa, inseguendo il consenso senza bussola e senza alcuna direzione. Contrario alla continuità istituzionale, questo governo sta distruggendo tutto ciò che è stato costruito in precedenza. È chiaro che i parlamentari della maggioranza non toccano palla, perché decide tutto Salvini. Sono state tolte tutte le risorse alle province, mentre si sostiene il contrario, e si abbandona il Sud alla siccità e alla crisi idrica, con infrastrutture malfunzionanti e perdite d’acqua elevatissime". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, annunciando il voto contrario dei dem alla fiducia posta dall’esecutivo sul Dl Infrastrutture.
"Tutte le proposte del Pd sono state bocciate, senza prendere in considerazione le proposte delle opposizioni", sottolinea il parlamentare dem. "Il governo prende in giro gli italiani, facendo passare risorse strategiche per la difesa militare come opere di miglioramento delle infrastrutture. Rende la 'Stretto di Messina S.p.A.' una società appaltatrice e centro di committenza: miliardi dei cittadini destinati a una S.p.A. senza alcun controllo. Tutto assurdo, ignobile! E mentre gli italiani vanno in vacanza, avete cercato di aumentare il prezzo dei pedaggi autostradali con emendamenti presentati, ritirati, cancellati e poi ripresentati nel giro di poche ore. Un governo fallimentare, incapace di programmare, che sceglie di andare contro gli interessi dei cittadini», conclude Simiani.

 

09/07/2025 - 16:46

“Il governo Meloni continua a puntare tutto sul Ponte sullo Stretto, ma ignora le vere priorità infrastrutturali della Sicilia. Si tratta di un progetto che rischia di diventare una cattedrale nel deserto: inutile se non si interviene prima sulla viabilità ordinaria, sulle ferrovie e sui collegamenti interni. Come si può pensare di collegare due sponde, quando per andare da Catania a Trapani servono ancora otto ore?”. Così la deputata Siciliana del Pd Maria Stefania Marino, intervistata sui social dei deputati dem.

“È uno spreco di denaro pubblico – prosegue l’esponente Pd – si parla di 14,5 miliardi di euro per un’opera che molti studiosi giudicano obsoleta e non fattibile. Quelle risorse potrebbero essere investite per migliorare la sanità, combattere la dispersione scolastica, affrontare il problema della siccità e mettere in funzione invasi ancora inutilizzati per mancanza di fondi. Vorrei sottolineare come i cittadini siciliani vivano un disagio crescente: oggi in Sicilia chi si ammala fatica a curarsi, le scuole vengono accorpate, i giovani lasciano le aree interne. E il governo, invece di colmare il divario Nord-Sud, lo aumenta. Si preferisce un’opera simbolo, ma inutile, alla qualità della vita delle persone”.

“Anche sul Dl Montagna – conclude Marino – approvato ieri alla Camera, il governo ha bocciato tutti i nostri emendamenti per contrastare lo spopolamento delle aree interne. È chiaro che il Partito Democratico continuerà a opporsi, non al ponte in sé, ma a questa visione distorta delle priorità del Paese. Vogliamo un’Italia che garantisca gli stessi diritti a tutti, da Bolzano a Palermo”.

 

09/07/2025 - 16:28

“Con un certo ritardo, in particolare rispetto alle necessità dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che sono alle porte, arriva questo decreto Sport. Il nostro sarà un posizionamento non certo ideologico, ma puntuale su iniziative e aspetti da migliorare. Ci sono cose che condividiamo ed altre assolutamente no, come il tentativo sempre più evidente di occupare spazi di potere nella governance di alcune grandi manifestazioni sportive. Tutti i nostri emendamenti sono stati dichiarati ammissibili e questo lo riteniamo un buon risultato per il PD perché abbiamo lavorato nella direzione del buon senso e del tentativo di migliorare il decreto. Gli articoli sono estremamente diversi fra loro: dai Giochi Olimpici a quelli Paralimpici (ci preoccupa l’incremento di oltre il 300% delle risorse che dovrà gestire, in pochissimi tempo, il commissario ai Giochi Paralimpici e chiederemo spiegazioni su cosa sia successo), all’America’s cup a Napoli, ai Giochi del Mediterraneo, al tentativo di ingresso a piedi pari nella governance della ATP Finals di tennis, ai compiti della neo-insediata commissione che dovrà valutare i bilanci delle società calcistiche, alla sicurezza sulle piste da sci. Come sempre il Partito Democratico farà il suo lavoro fino in fondo per migliorare il decreto”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato Pd e responsabile nazionale Sport.

09/07/2025 - 15:25


“Il disegno di legge sulla montagna, così com’è stato approvato dalla maggioranza e ora destinato a un nuovo passaggio al Senato, rappresenta un'occasione sprecata. Un testo privo di visione, che più che rilanciare i territori montani, sembra sancirne l’abbandono». Lo dichiara il deputato del Pd Gian Antonio Girelli, che ieri in Aula ha annunciato il voto contrario dei Gruppo dem al provvedimento.

«Avevamo l’opportunità – aggiunge l’esponente Pd – di mettere in campo una vera politica per la montagna, intervenendo sulle tante fragilità che la caratterizzano: a partire da un serio governo del territorio, restituendo dignità e competenze alle comunità montane, potenziando la rete dei servizi come sanità, trasporti, scuola, cultura e affrontando con decisione il tema del dissesto idrogeologico. Non solo: servivano misure fiscali che incentivassero chi decide di restare o di investire in montagna, sia per acquistare una casa che per avviare un’attività economica. Ma di tutto questo, nel testo votato, non c’è traccia se non in qualche enunciazione generica. I fondi stanziati, 100 milioni il primo anno e 200 per gli anni successivi, sono del tutto insufficienti per garantire un reale impatto sulle comunità interessate”.

«Il nostro voto contrario è un no consapevole e responsabile – conclude Girelli – perché non si può prendere in giro chi vive in territori fondamentali non solo per la loro bellezza e identità, ma anche per la sicurezza dell’intero Paese. Ci auguriamo che al Senato si apra uno spazio per correggere questa impostazione. Il Partito Democratico continuerà a fare proposte serie e concrete, come già fatto con i nostri emendamenti, per superare questa pericolosa inerzia”.

 

09/07/2025 - 14:29

“Il dl Infrastrutture è un pugno di chicchi di riso buttati sul tavolo senza un senso: pochi investimenti, tante opere sparse senza un criterio o priorità e tanti abbandoni e cose dimenticate. L'unico senso del decreto è il Ponte sullo Stretto, un'ossessione del governo che lo porta, addirittura, ad essere concepito come opera militare. Si interviene sul codice del paesaggio consentendo deroghe oscure non più sotto il controllo del ministero dell'Ambiente ma sotto quello della Difesa. Un'opera sbagliata, dai costi in costante aumento, che consegna allo 'stipendificio', la società appaltante il totale controllo e di esproprio in deroga dei procedimenti in quanto opera militare”. Lo dice il deputato Pd, Roberto Morassut intervenendo in Aula sul Dl Infrastrutture.

“Quando si parla di infrastrutture – sottolinea l'esponente dem - non si può eludere il tema della pianificazione e programmazione sia degli interventi, sia degli investimenti. Ma non è quello che sta facendo questo governo né per i grandi interventi, né per le strutture più minute. Ferrovie e strade non hanno un piano coperto per i prossimi 10 anni e il governo pensa solo a fantasmagoriche ipotesi di privatizzazioni che restano campate in aria. Lo stesso discorso è valido per i porti dove la legge tanto annunciata rimane al buio, nascosta in qualche cassetto”. “Quando arriva in Aula un decreto, ci si aspetta che finalmente il governo proponga qualcosa di concreto e pregnante per le infrastrutture. Purtroppo non è così e l'indignazione resta profonda anche perché non è stata concessa la possibilità di discutere ma solo subire le continue riformulazioni del governo in Commissione”, conclude Morassut.

 

09/07/2025 - 14:27

Salvini peggior ministro della Repubblica, ecco tutte le sue bugie

 

“Non devono essere studenti, anziani e famiglie a pagare il prezzo della scelta di Giorgia Meloni di punire gli italiani con il peggior ministro dei trasporti della storia Salvini gioca con i numeri ma vogliamo smentire le sue bugie.”. Così il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, il deputato democratico, Andrea Casu, nel corso della conferenza stampa con la segretaria Elly Schlein in cui ha elencato, punto su punto, i gravi ritardi e disservizi del sistema dei trasporti sotto la guida del vicepremier Salvini.

 

“La dimensione del taglio ai servizi di trasporto pubblico locale sul territorio dovuto alla scelta del governo di non potenziare adeguatamente il fondo nazionale tpl: sia il documento presentato nel convegno nazionale di Asstra che lo studio elaborato dalla Sapienza presentato da ANAV concordano nel”indicare in almeno 800 milioni di euro il gap stimato di ritardo strutturale rispetto all’andamento nazionale. Serve un aumento di risorse stabili, adeguate e tempestive per il TPL e questa patata bollente non può essere scaricata su cittadini, lavoratori, aziende, Regioni e amministrazioni locali”.“La crisi complessiva delle performance nei servizi di trasporto che solo Salvini finge di non vedere ma che purtroppo riguarda tutti i settori, ancora non ci è stato spiegato cosa è successo nei cieli italiani lo scorso 28 giugno per non parlare delle difficoltà che vediamo per garantire la continuità territoriale, fino alla crisi più evidente quella del trasporto ferroviario.

In particolare nel rapporto RFI 2022 2023 primo anno del Governo Meloni emerge una media di minuti di ritardo che passa da 8.2 minuti a 8.7 minuti; Se però raffrontiamo con i dati dello scorso lunedì il numero dei minuti medi di ritardo è salito da 8,2 a 12,38 per le Frecce e 14,36 per l’intercity che è praticamente il doppio del 2022. Solo lunedì sull’intera rete si sono accumulati 32.656 minuti di ritardo. Un treno della lunga percorrenza, una freccia Torino-Reggio Calabria, il 9583 ha accumulato quasi quattro ore di ritardo. Se consideriamo l’ultimo mese arriviamo addirittura 831273 complessivi minuti di ritardo”.

Siamo anche riusciti ad analizzare le interruzioni su una delle direttrici più cariche e frequentate dell’Unione europea la Roma Milano che sono passate dalle 9934 del 2023 alle 11952 del 2024 e relativamente al 2025 siamo già a 7080 nel primo semestre 2025 in incremento rispetto al primo semestre dello scorso anno quando erano state 5210. Solo nel primo semestre 2025 siamo + 27 % di interruzioni con + 30 % in termini di durata rispetto alle stesso periodo dell’anno precedente.

La nostra proposta serve a lanciare un monito politico al governo tutto tasse e propaganda: basta tagli servono più risorse per finanziare il diritto alla mobilità; non permetteremo di scaricare sulle tariffe per i passeggeri la crisi del tpl come non abbiamo permesso nel dl infrastrutture di scaricare su tutti gli utenti l’aumento dei pedaggi; non devono essere studenti, anziani e famiglie a pagare il prezzo della scelta di Giorgia Meloni di punire gli italiani con il peggior ministro dei trasporti della storia” conclude Casu.

 

09/07/2025 - 11:31

“Zero assoluto: con arroganza e disattenzione verso la Toscana, la destra ha deciso di bocciare tutti gli emendamenti proposti dal Partito Democratico al decreto Infrastrutture, ignorando le reali priorità del nostro territorio. È un colpo pesante per la mobilità, la sicurezza e lo sviluppo sostenibile della nostra Regione". Così il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.

“Si trattava - spiega l'esponente dem - di un pacchetto di emendamenti concordato con il Pd della Toscana, pensato per intervenire su strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici strategici. Non erano richieste simboliche, ma opere concrete e urgenti: il completamento della strada Tirrenica, la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco-Romagnola e della Statale 12, l’adeguamento della Firenze–Siena e il completamento della Due Mari, con attenzione al tratto aretino. Tutte proposte rigettate. Abbiamo chiesto interventi anche sulla viabilità locale come la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina, il Lotto Zero della Cassia a Siena, il collegamento tra Maroccone e Chioma a Livorno. Avevamo proposto di togliere il pedaggio ai residenti sulla A12 tra Palazzi e Rosignano e sulla A1 tra Firenze Nord e Firenze Sud. Nessuna di queste proposte ha ricevuto attenzione.

“Sul fronte del trasporto ferroviario - conclude Simiani - abbiamo chiesto il ripristino dei fondi tagliati per la Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno, l’Alta Capacità tra Genova e Roma, il raddoppio della linea Siena–Poggibonsi, e nuove linee per i collegamenti turistici in Maremma. Anche qui, silenzio assoluto. Infine, il governo ha rifiutato di finanziare interventi fondamentali per la messa in sicurezza idraulica nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio, e per la realizzazione di termodotti che avrebbero calmierato i costi energetici per le imprese. Il messaggio è chiaro: la Toscana per il governo Meloni non esiste, ma noi continueremo a batterci in Parlamento e nei territori affinché questa Regione non venga lasciata indietro”.

 

08/07/2025 - 19:05

"Una battaglia del Pd diventa legge: tutele per lavoratrici e lavoratori colpiti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche. Posto di lavoro garantito e permessi per curarsi. Oggi il Senato approva all'unanimità la mia proposta. Dalla parte giusta". Lo scrive su X la deputata Debora Serracchiani, dopo la definitiva approvazione al Senato del ddl sulla conservazione del posto di lavoro per malati oncologici", già approvato dalla Camera.

 

Pagine