29/04/2026 - 18:20

Nostra Pdl sposta 2,7 miliardi dal Ponte a manutenzione stradale e sviluppo

"Se sei un cittadino che abita in un'area interna in Italia oggi sei un cittadino di serie B, con meno diritti e meno opportunità, anche a causa di un governo che fa finta di non vedere questi problemi. Il documento di finanza pubblica lo conferma: meno risorse su welfare e servizi, più disuguaglianze tra i territori. Per questo il Partito Democratico ha presentato una proposta di legge che parla esclusivamente alle aree interne: stimola l'imprenditoria, soprattutto giovanile, attraverso un fondo per la nascita di nuove imprese, e prevede un grande piano di assunzioni nella pubblica amministrazione. Chi mette a terra il PNRR, che tra l'altro sta per finire, se non c'è una pubblica amministrazione rinnovata?".

Così Marco Sarracino, deputato Pd e componente della segreteria nazionale Dem con delega alla Coesione e alle aree interne, illustrando la proposta di legge Pd sulle aree interne nella conferenza stampa insieme ai sindaci, alle associazioni, ai parlamentari Pd e alla segretaria del Pd, Elly Schlein.
"La proposta a prima firma Schlein - aggiunge Sarracino - prevede inoltre meccanismi premiali e incentivi per il personale sanitario e scolastico che sceglie di lavorare nelle aree interne, superando la logica dei tagli agli ospedali e la riduzione dei plessi scolastici. Le risorse le prendiamo da un'opera inutile, il Ponte sullo Stretto: 2,7 miliardi da destinare alle infrastrutture, perché uno dei problemi delle aree interne è anche solo riuscire ad arrivarci".
"Il rischio concreto, senza interventi - conclude Sarracino - è la desertificazione. Sono stato in Basilicata, in alcuni comuni della provincia di Matera: per ogni nascita ci sono più di due persone che muoiono, e tantissimi giovani sono costretti ad andarsene. Il Partito Democratico sta lavorando su due fronti: la proposta di legge sulle aree interne e quella contro lo spopolamento, che depositeremo la prossima settimana alla Camera, per garantire il diritto a restare. Sono due grandi priorità, un'emergenza nazionale che Giorgia Meloni purtroppo non vede ma che noi vogliamo affrontare".

 

10/04/2026 - 15:06

“Nello stesso giorno in cui la presidente Meloni non ha mai citato la parola 'trasporti' nella sua informativa alla Camera, viene certificato che del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore non le importa davvero nulla con l'approvazione dell'articolo 22 del Dl Pnrr e le ingiustificate bocciature degli emendamenti e dell'odg che abbiamo presentato come Partito Democratico per chiedere di garantire la clausola sociale nazionale, la sicurezza e i diritti di tutto il personale che opera nei servizi ferroviari Intercity”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo portato in Parlamento le preoccupazioni espresse unitariamente dai sindacati  – sottolinea l'esponente dem - in occasione dell’incontro dello scorso 10 marzo tra il Ministero e FILT-CGIL, FIT-CISL, UIL-Trasporti, UGL-Trasporti, FAST-Confsal e ORSA-Ferrovie. Il Governo non può continuare a fare finta che non servano clausole sociali nei bandi di gara per garantire la continuità occupazionale e l'applicazione del CCNL del settore mobilità al fine di prevenire fenomeni di dumping. Occorre mettere nero su bianco meccanismi di controllo degli obblighi contrattuali, nonché degli standard di qualità e sicurezza del servizio previsti nei contratti di servizio, insieme ai percorsi formativi obbligatori per il personale per l'adeguatezza professionale e i necessari livelli di sicurezza del sistema ferroviario”.
“Davanti all'ennesimo no da parte del Governo alle richieste di tutti i sindacati è  sempre più chiara la volontà di Meloni e Salvini di andare avanti voltando completamente le spalle alle lavoratrici e ai lavoratori del settore”, conclude Casu.

09/04/2026 - 20:00

“Siamo per votare un ulteriore decreto di aggiustamento del Pnrr, 209 miliardi che non servivano solo per la ripresa del Paese ma anche per la sua resilienza ad adattarsi ai cambiamenti di paradigma dovuti dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina e competere sui segmenti alti dell'economia internazionale e modernizzare l'Italia dentro un orizzonte di giustizia sociale. Ciononostante questo governo ha abbassato l'asticella delle aspettative del Pnrr con il ridimensionamento dell'idea innovatrice del piano e la centralizzazione delle azioni di comando nella cabina di regia di Palazzo Chigi”. Lo dichiara il deputato PD Claudio Mancini esprimendo il voto contrario dei dem al Dl Pnrr.  “L'esecutivo – sottolinea il parlamentare - si è limitato alla contabilità di quanti soldi si potevano prendere a ogni scadenza, pronto a ogni escamotage necessario. E così tutti i progetti sono andati al ribasso o addirittura col segno negativo e con 37 mesi su 42 di calo della produzione industriale”.
“A rimetterci - continua Mancini - sono i comuni e i sindaci che ricevono solo lettere di tagli degli investimenti già approvati e avviati: clamorosi sono quelli sulla disabilità e dei servizi domiciliari. Tagli solo tagli per ovviare ai ritardi e senza alcun confronto con i comuni, semplicemente perché sono quelli che non governa la destra e tutto ricade sulle spalle dei cittadini".
“Oggi il tira e molla ritorna per i residui dei fondi attuabili con un semplice Dcpm, con atto fuori dal Parlamento. L'ennesimo atto di smania di comando nella postura aggressiva di quello che il governo dice e fa. L'Italia ha perso un'opportunità con il Pnrr trasformato in un mediocre esercizio di maggioranza”, conclude il deputato dem.

09/04/2026 - 14:03

"Annuncio il voto contrario del Partito Democratico sulla fiducia a questo decreto Pnrr. Un voto contrario netto. E sia chiaro: non è un voto contro il Pnrr, è un voto contro il modo in cui questo governo lo ha gestito. Perché oggi possiamo dirlo senza tema di essere smentiti: il Pnrr, per come è stato condotto, è diventato in larga parte un'occasione perduta". Lo ha detto in Aula alla Camera Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio, intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto.

"Un'occasione perduta per il Mezzogiorno – ha proseguito l’esponente dem - che doveva ricevere il 40% delle risorse e che invece ha visto interventi insufficienti persino a evitare l'ampliamento dei divari. Un'occasione perduta per giovani e donne, indicati come priorità e poi tra i primi a essere sacrificati. Un'occasione perduta per rafforzare la pubblica amministrazione. Questo decreto non rilancia il Pnrr: ne gestisce la fase finale. È un decreto di fine corsa. Il suo cuore politico non è una visione degli investimenti, ma un 'salvare il salvabile'. State allungando la gestione, non completando il lavoro. Il decreto è un omnibus che contiene tutto, Pnrr, coesione, sanità, scuola, giustizia, trasporti, previdenza, industria e questo non è un caso: quando un decreto contiene tutto, significa che manca una linea politica chiara. Il risultato è sempre lo stesso: meno trasparenza, meno controllo parlamentare, più opacità”.

“E intanto – ha concluso Lai - scaricate sui territori il rischio dei fallimenti: Palazzo Chigi annuncia, i Comuni pagano. ANCI denuncia definanziamenti, i sindaci segnalano interventi sociali a rischio. Sulla sanità non governate, contabilizzate. Sulla politica industriale siete assenti: avete tolto 5 milioni al CNR già in sofferenza. E con l'articolo 30 vi riservate la gestione di oltre 1,5 miliardi accantonati, riallocati con un Dpcm senza criteri chiari, senza coinvolgimento del Parlamento, senza trasparenza. State costruendo un fondo significativo per fare politica di bilancio fuori da qualsiasi controllo parlamentare. Questo decreto segna un arretramento politico. Il Pnrr doveva lasciare un'eredità: una pubblica amministrazione più forte, riforme realmente attuate, una capacità stabile di governo dello sviluppo. Questo salto non c'è stato. Era un'occasione storica e non è stata pienamente utilizzata".

 

09/04/2026 - 12:11

“Nel Decreto Pnrr ci sono già le risorse per realizzare la Tirrenica, utilizzando i fondi non spesi che il provvedimento riassegna ad opere specifiche non ancora finanziate. Mi appello ai deputati di destra perché sostengano questa scelta, votando il mio ordine del giorno che vincolerebbe il Governo Meloni a completare una infrastruttura fondamentale per la Toscana e l’intero centro Italia”.

Così Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera, sulla discussione del provvedimento prevista per oggi, giovedì 9 aprile, nell’Aula di Montecitorio.

“Il governo in questi tre anni non ha rispettato alcun impegno togliendo addirittura risorse già stanziate. Gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza della strada sono necessari e non più rinviabili anche per fermare una scia drammatica di incidenti che si verificano lungo il percorso. Confido nella sensibilità dei colleghi della maggioranza per ottenere un risultato condiviso ma qualora anche questo tentativo fallisse sarebbe un tradimento verso elettori, cittadini ed interi territori. Chi in Parlamento vota contro la Tirrenica abbia almeno la decenza di non presentarsi venerdì 17 aprile alla manifestazione pubblica promossa a Capalbio”: conclude.

 

08/04/2026 - 18:01

“Il Pd stigmatizza l’ennesima questione di fiducia posta dal governo che calpesta e offende il ruolo del Parlamento. È un modo infatti per comprimere il dibattito in Aula e fuggire dal confronto vero sul Pnrr. E’ sintomo di paura e preoccupazione. Occorrerebbe entrare nel merito del fallimento di questo governo nell'attuazione del Pnrr, che non è il piano di un partito politico, ma un piano fondamentale per il Paese. Risorse che abbiamo ottenuto attraverso le emissioni di Eurobond per la prima volta nella storia dell'Europa. Un successo raggiunto nella precedente legislatura dalle forze di centrosinistra, nonostante il mancato sostegno della destra, e che questo governo sta dilapidando: i dati sull'attuazione della spesa, quelli disponibili, perché non abbiamo ultimi dati ufficiali dal governo, ci dicono che la spesa è attorno al 55% delle risorse. Rischiamo di perdere investimenti strategici per l'Italia, per le imprese, per le famiglie, per i lavoratori. La destra, anziché battersi per un nuovo Next Generation strutturale, si sta assumendo la responsabilità nei confronti della storia e degli italiani di far fallire il Piano attuale".

Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, intervenendo in Aula per contestare la decisione del governo di porre la questione di fiducia al Dl Pnrr.

 

08/04/2026 - 15:25

«Il governo si impegni ad adottare, con la massima urgenza, iniziative, anche normative, nel primo provvedimento utile, finalizzate a fronteggiare gli effetti della frana nel territorio di Petacciato (Cb), assicurando il sostegno alle popolazioni coinvolte e il rapido ripristino della funzionalità della viabilità stradale, autostradale e ferroviaria della dorsale adriatica».

Lo chiedono, in un’interrogazione parlamentare e in un ordine del giorno al Dl Pnrr, i deputati democratici D’Alfonso, Braga, Simiani, Casu, Manzi, Curti, Stefanazzi, Viggiano e Lacarra.
Negli atti parlamentari si chiede soprattutto di «assicurare l’attivazione e il completamento degli interventi di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico già programmati per l’area interessata, nonché di promuovere ulteriori interventi strutturali nelle zone limitrofe a rischio, e di adottare iniziative volte al rifinanziamento e all’aggiornamento continuo dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Iffi), nonché all’istituzione, presso Ispra, di un Osservatorio permanente sulle frane, quale struttura di coordinamento tecnico-scientifico, al fine di rafforzare il monitoraggio, la prevenzione e la pianificazione degli interventi contro il dissesto idrogeologico».

 

07/04/2026 - 17:51

“L’hanno rifatto. Ancora una volta la destra ruba risorse al Sud per dirottarli altrove. Dopo i 150 milioni tolti l’anno scorso, ora altri 163 milioni vengono dirottati dalla ferrovia adriatica alla diga di Genova. È l’ennesimo colpo assestato al Mezzogiorno, che stavolta taglia direttamente le gambe a un’infrastruttura vitale per il nostro sviluppo. Esattamente come avvenuto più e più volte negli ultimi quattro anni, la destra di Meloni e Salvini non si fa specie di usare il Mezzogiorno come bancomat per coprire l’ultimo buco finanziario. Mai abbiamo avuto un Governo più antimeridionalista di questo. E mentre Palazzo Chigi continua a saccheggiare il Sud, i parlamentari meridionali del centrodestra preferiscono voltarsi dall’altra parte”.

Così Marco Lacarra, deputato pugliese del Partito Democratico.

 

31/03/2026 - 17:38

“Leggo con un certo sconcerto che un emendamento della maggioranza al decreto Pnrr innalzerebbe lo stipendio del presidente della Covip, Mario Pepe. Fino a centomila euro in più. Già avevamo sollevato con diverse interrogazioni dubbi sui requisiti del presidente per un ruolo così delicato. Ora arriviamo al paradosso che quelli che hanno detto No al salario minimo concedono il salario massimo a un ex parlamentare del centrodestra, nominato nonostante le claudicanti competenze per un incarico così delicato. Ritirino quell’emendamento”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

25/03/2026 - 15:59

“Il parere favorevole della commissione Ambiente al DL 19/2026 è un atto di cinismo istituzionale. In un colpo solo si avvelenano i campi, si blindano bonifiche opache, si zittiscono i Sindaci e si affossa l'economia circolare. Non è semplificazione, è Far West normativo”.

Così la deputata e i deputati democratici, Francesca Viggiano, Marco Simiani e Augusto Curti, commentando il via libera della commissione Ambiente a un pacchetto di norme che “rappresenta il più grave arretramento ambientale degli ultimi decenni: dietro la maschera dell'efficienza per il Pnrr, si nasconde un'operazione di smantellamento dei presidi di sicurezza che tutelano i cittadini e il territorio. Il decreto compie un artificio giuridico pericoloso: le soglie di contaminazione per i terreni agricoli non dipenderanno più dall'uso reale del suolo, ma da un timbro sulla carta urbanistica”.

Secondo i deputati democratici “ci troviamo davanti a una follia che ignora sentenze del Consiglio di Stato e del Tar. Un terreno coltivato, se non formalmente registrato come agricolo, potrà contenere veleni oltre i limiti di sicurezza: stanno mettendo a rischio la filiera alimentare italiana”.

Con la modifica all'Art. 242 del Codice dell'Ambiente, i permessi per le bonifiche diventano “assegni in bianco”. Una volta ottenuti, restano validi per anni senza monitoraggi automatici o obblighi di revisione, nonostante i veleni nel sottosuolo si muovano e cambino.

Viggiano, Simiani e Curti sostengono che “la maggioranza ha scelto il silenzio-assenso sulla sicurezza dei siti inquinati. Così si cristallizzano autorizzazioni che diventano inadeguate nel tempo. Il comma 3 è il colpo di grazia alla prevenzione sanitaria locale. Esentare le industrie con autorizzazione ambientale dalla classificazione di ‘insalubri’ significa togliere ai Sindaci il potere di imporre distanze minime o misure di tutela per la popolazione. L’Aia certifica la tecnologia, non la salute delle persone. Confondere i due piani è un errore tecnico grossolano o, peggio, un favore consapevole alle grandi lobby industriali. Il sindaco - concludono - massima autorità sanitaria locale, viene ridotto a uno spettatore muto mentre le fabbriche operano a ridosso delle case”.

 

12/03/2026 - 15:24

“La destra, con un emendamento al Decreto Pnrr, prova a portare a cinque anni il termine per il lavoro interinale. Per fortuna l’emendamento è stato dichiarato inammissibile, ma resta il dato politico: Giorgia Meloni e la sua maggioranza vogliono che il lavoro sia sempre più precario”.

Così i deputati democratici Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro.

 

10/03/2026 - 10:08

“Non permetteremo che una semplificazione amministrativa cancelli il diritto alla salute. Il Sindaco deve restare l’ultima autorità a difesa della propria comunità”.

Così le deputate e i deputati democratici, Viggiano, Stefanazzi, Simiani e Guerra, che oggi hanno depositato una proposta di emendamento cruciale all'Art. 14, comma 3 del Dl 19/2026 per cancellare una distorsione normativa che rischia di svuotare di significato il ruolo del Primo Cittadino nelle scelte ambientali e sanitarie più delicate del territorio.
“Il Dl 19/2026 - spiegano - introduce un automatismo pericoloso: se un'impresa è in possesso di autorizzazioni ambientali (come l’AIA o l’AUA), viene automaticamente declassata o esclusa dal novero delle industrie insalubri. In parole povere: il rispetto di parametri tecnici e burocratici diventerebbe un ‘lasciapassare’ intoccabile, capace di scavalcare ogni valutazione sanitaria locale.
La Salute non è una Pratica Amministrativa. L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) - aggiungono - è uno strumento tecnico necessario, che guarda alle tecnologie (BAT) e ai limiti di legge, ma la salute dei cittadini è una materia viva, complessa e territoriale. Un impianto può essere tecnicamente a norma, ma ambientalmente insostenibile per la popolazione residente in un determinato contesto”.
La modifica proposta aggiunge al comma 3 la seguente clausola di salvaguardia: “fatte salve le prerogative del Sindaco previste dagli artt. 50 e 54 del TUEL”.
“Si tratta - precisano - di un atto di responsabilità politica che mira a blindare il potere di ordinanza così da impedire che i colossi industriali possano impugnare i provvedimenti sindacali sventolando una semplice autorizzazione tecnica. Il Sindaco, quale Autorità Sanitaria Locale, non può essere ridotto a spettatore passivo mentre decisioni calate dall'alto impattano sull'aria e sull'acqua dei propri concittadini. Non siamo contro l'industria, siamo per la legalità sanitaria. Sostituire la classificazione delle industrie insalubri con un'autorizzazione tecnica - concludono - significa ignorare la storia del diritto sanitario italiano. Con questo emendamento, riportiamo l’uomo al centro e restituiamo al Sindaco lo scudo necessario per proteggere la propria gente”.

 

05/03/2026 - 12:55

“La destra al governo e il ministro Lollobrigida in particolare hanno finalmente gettato la maschera sull’Agenzia Agea. Dopo averne decantato le lodi per l’efficienza, la tempestività nei pagamenti alle aziende agricole, puntualmente smentiti dalle Regioni, dopo averne stravolto l’organizzazione in barba ai regolamenti (inglobando un’azienda privata che forniva prima servizi e creato all’interno un clima di intimidazione), ora con il Ddl Coltivitalia ci troviamo di fronte ad un vero e proprio scandalo. Con tre emendamenti del relatore vengono trasferiti ad Agea 40 milioni di euro in tre anni sottraendoli a comparti in crisi come quello delle carni e quello del settore olivicolo. Inoltre, viene assegnata ad Agea la percentuale fissa del 2 per cento su tutte le risorse stanziate dal ministero dell’agricoltura in cambio di una generica assistenza che Agea dovrebbe già garantire per legge. ‘Un posto di lavoro sotto l’ombrello di Agea’, quindi, non si nega a nessuno come si sottolinea anche in una recente inchiesta di Fanpage. La ‘migliore gioventù’ della destra, già ex di qualcosa o figlio o amico di qualcuno, ora ha un posto stabile nell’Agenzia che in realtà dovrebbe vigilare sulla stessa Agea”.

 

Così il segretario di Presidenza della Camera e deputato dem della commissione Agricoltura, Stefano Vaccari.

“Per le coperture finanziare durature nel tempo - aggiunge - ci pensano invece gli emendamenti ad hoc che vengono presentati dalla destra in Parlamento su provvedimenti che dovrebbero occuparsi di questioni più importanti, come sostenere il comparto agricolo in alcuni settori che a causa delle problematiche energetiche e ai mutamenti climatici vivono momenti di gravi difficoltà. Ci batteremo perché questo trasferimento immotivato ed esagerato non venga approvato perché le risorse debbono andare agli agricoltori e non a ripianare eventuali deficit dell’agenzia o peggio ancora per coprire gli stipendi di nuovi funzionari assunti o che verranno assunti. Come Gruppo Pd abbiamo presentato subemendamenti abrogativi e subemendamenti finalizzati a destinare le risorse all’occupazione giovanile, per combattere le frodi in agricole, per supportare le imprese dai danni meteoclimatici, per contrastare la diffusione della peste suina africana ed altre forme di fitopatie, per l’innovazione e per dare piena attuazione ai progetti in corso del Pnrr. Questa - conclude - sarebbe la vera funzione di Agea non quella di essere un ufficio di collocamento per il principale partito della maggioranza di governo”.

 

18/02/2026 - 13:39

“La proposta di legge a prima firma Ghio mira da un lato alla sicurezza degli spostamenti per ciclisti e pedoni, e dall'altro lato ad mobilità più sostenibile. A fronte dei ritardi e dell’inadeguatezza del governo sull’utilizzo dei fondi del Pnrr sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale, e dell’elevatissimo numero di incidenti stradali, questo testo offre un contributo decisivo sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e sull’impatto che questi temi hanno sulla qualità della vita nelle grandi città.

C’è poi anche un investimento legato all'approccio culturale delle nuove generazioni che sono sempre pronte ad accogliere spunti sulla mobilità sostenibile e dobbiamo considerare anche il tema della fruizione turistica nelle varie regioni. C’è un’alta richiesta da parte di giovani e turisti ad utilizzare mezzi sostenibili come la bicicletta, e in commissione abbiamo fatto un grande lavoro in questa direzione”. Lo ha detto Anthony Barbagallo Deputato Pd e capogruppo in commissione trasporti della camera, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge della Deputata del PD Valentina Ghio sulla sicurezza stradale per tutelare pedoni e ciclisti.

 

11/12/2025 - 15:35

Un appello ai sindaci di tutta Italia per conoscere casi di criticità nell’attuazione del PNRR Scuola e richiamare il governo a interventi immediati. I deputati PD Anna Ascani, Simona Bonafè, Piero De Luca, Ilenia Malavasi, Irene Manzi, Andrea Rossi hanno organizzato oggi una conferenza stampa alla Camera dei deputati per richiamare l’attenzione su un’emergenza che riguarda la missione del PNRR destinata alla costruzione di scuole nuove, moderne, sicure e sostenibili. A partire dalle testimonianze dei territori: i sindaci di Città di Castello in Umbria, di San Polo d’Enza in Emilia Romagna, di Barberino Tavarnelle e San Gimignano in Toscana hanno raccontato i problemi che si trovano a fronteggiare, con edifici demoliti in attesa di lavori sospesi per ritardi, gravi inadempienze o fallimenti delle ditte appaltatrici. Episodi che rischiano di essere la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio.

“Quando si tratta del PNRR il governo celebra successi, ma la realtà è fatta di territori in difficoltà con scuole ridotte in cumuli di macerie, contratti rescissi e nessuna garanzia di riuscire a completare i lavori entro i termini stabiliti. Nonostante gli aggiornamenti tempestivi al ministero dell’Istruzione e del Merito niente è stato fatto. Lanciamo un appello ai sindaci per raccogliere i casi problematici e impegnare l’esecutivo a trovare una soluzione per non sprecare un’occasione straordinaria per studentesse e studenti”, ha dichiarato Anna Ascani.

Irene Manzi ha aggiunto: "La Missione del PNRR, che punta a sostituire circa 195 scuole obsolescenti, rischia di fallire. Nonostante i propositi iniziali, i cantieri sono in grave ritardo e questo rischia di condizionare pesantemente il raggiungimento degli obiettivi. La scuola italiana, fondamentale per il nostro futuro, è ancora una priorità solo a parole. È ora che il governo prenda misure concrete per evitare che l'intero progetto di ristrutturazione delle scuole venga compromesso, mettendo a rischio un investimento così importante".

Piero De Luca ha sottolineato: "Con questa conferenza stampa vogliamo accendere un faro su una criticità estremamente preoccupante del PNRR: i ritardi nel completamento delle nuove scuole programmate, con la spesa ferma al 50% del miliardo destinato a questi interventi. Il Governo deve assumersi la responsabilità di mettere in campo azioni straordinarie per salvaguardare investimenti strategici per la sicurezza, la qualità educativa e il futuro delle nuove generazioni. Perdere questi fondi sarebbe davvero imperdonabile”.

“Quando un'opera finanziata con fondi del PNRR non può essere completata nei tempi previsti per cause comprovate e non imputabili alla stazione appaltante, è dovere dello Stato intervenire. Grazie a un emendamento del PD al DL 25/2025, sono stati stanziati 20 milioni di euro per il 2025 proprio per affrontare queste situazioni. Ma i decreti attuativi interministeriali non sono ancora stati emanati e le risorse disponibili appaiono largamente insufficienti. Il governo acceleri l’emanazione dei decreti attuativi e preveda stanziamenti adeguati per garantire che nessun comune sia costretto a rinunciare a progetti strategici”, ha aggiunto Simona Bonafè.

“Il PNRR avrebbe dovuto rappresentare un'opportunità storica anche per rinnovare l'edilizia scolastica. Tuttavia, a meno di tre anni dal lancio, i cantieri sono fermi, con scuole demolite e lavori non completati. Inadempienze e ritardi nei processi burocratici stanno mettendo a rischio milioni di euro di fondi europei, con un danno diretto alla sicurezza e al futuro educativo di migliaia di studenti. La gestione di questo investimento da parte del governo è stata davvero superficiale", ha concluso llenia Malavasi.

 

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