“In 48h due provvedimenti che seviziano la dignità di un Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria e a Maria Montessori: prima il "dl sicurezza", uno dei più feroci di questo esecutivo, oggi l'inizio della discussione emendativa sulla riforma Valditara della scuola che si fonda sullo strumento del voto in condotta come una scimitarra per poter punire, bocciare, marginalizzare. Questa scelta non porta con sé nessun obiettivo di natura educativa, solo la volontà di addestrare all'obbedienza e di punire, punire, punire. Il Partito Democratico crede nell'amore per l'educazione, crede nell'unicità degli insegnanti e degli studenti, non nel distopico tentativo di imporre loro una certa visione, grigia e pericolosa, di mondo”. Così in una nota il deputato democratico, responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto.
“Con il voto in condotta la destra vuole sostituire l’autorevolezza con l’autoritarismo. Perché vi è una profonda differenza tra termini apparentemente simili: autorevolezza, principio di autorità e autoritarismo. Nessuno mette in discussione il principio di autorità, che è strumento di democrazia ed è ovviamente funzionale all’organizzazione di corpi complessi. Questo scambio avverrà solo nella propaganda con cui la maggioranza venderà poi il provvedimento sulla scuola all’opinione pubblica. L’autorevolezza si conquista con la maggiore formazione dei docenti, con aule in grado di dare risposte a bisogni profondamente cambiati. Autorevolezza significa avere scuole moderne, avere un approccio comprensivo ed inclusivo. La destra confonde e stravolge i termini, ottenendo che questo provvedimento faccia tristemente coppia con il Ddl Sicurezza. E’ una visione della società che noi contrasteremo democraticamente in ogni modo”.
Così Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sul Ddl di revisione sulla valutazione degli studenti.
“Per il ddl Sicurezza vi siete rifatti al Codice Rocco, mentre la matrice del ddl voto in condotta appartiene alla Riforma Gentile. Gli anni sono gli stessi, anche gli intendimenti e forse la direzione in cui volete portare il nostro Paese è finalmente chiara. C'è una differenza sostanziale tra le due parole fondamentali che sono ‘autorità’ e ‘autorevolezza’. Parole che hanno la stessa radice dal punto di vista etimologico che però declinano in modo assolutamente diverso rispetto agli aggettivi ‘autoritario’ e ‘autorevole’. Questa riforma del voto in condotta non ha nulla di autorevole ma è purtroppo soltanto una riforma autoritaria che non farà bene alla scuola pubblica”. Cosi in Aula la deputata dem Michela Di Biase, capogruppo Pd nella commissione bicamerale per l’infanzia.
“Repressione, nuovi reati e nessun dialogo, soprattutto con i giovani: questa è la destra di governo che ha respinto un mio ordine del giorno al ddl Sicurezza che avrebbe consentito la creazione di un fondo nazionale per valorizzare la ‘street art’ come strumento di lotta al degrado, miglioramento del decoro pubblico e volano di coesione e rigenerazione sociale. Questa iniziativa voleva incentivare e mettere a sistema tutte quelle iniziative locali e regionali da tempo attive nel nostro paese, ultima in ordine di tempo in provincia di Grosseto denominata 'Green Art Maremma'. In questi anni i progetti hanno interessato, con esiti sorprendenti e straordinari, comunità guidate sia dalla destra che dal centrosinistra, come ad esempio la Regione Lazio, ma evidentemente l’ottusità di questo governo è tale da ripudiare anche i buoni risultati ottenuti dai loro amministratori locali”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani sul suo ordine del giorno sottoscritto anche dalla deputata dem Sara Ferrari.
“Queste sono norme di inciviltà, non di sicurezza e soprattutto non danno nessuna garanzia ai cittadini”. Lo dice a proposito del Ddl Sicurezza la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani, in un video diffuso sui suoi canali social.
“La destra si sta approvando il Ddl sicurezza che sulla sicurezza nulla fa, anzi – afferma la deputata - c'è molta propaganda e non c’è un euro per garantire quelle misure che loro dicono essere per la sicurezza. Oltre ad esserci delle cose veramente contraddittorie, sarà più grave un reato fatto all'interno di una stazione ferroviaria piuttosto che in un parco pubblico. E se ci opporremo col nostro corpo e fermeremo il traffico per mostrare il nostro dissenso sarà più grave che se lo facessimo con un trattore. Senza contare – sottolinea - che i bambini finiranno in carcere”.
Esultano per aver approvato una norma che manda in carcere donne incinte e bambini. Una legge liberticida, che reprime il libero dissenso. Zero risorse, solo nuovi reati e aumenti di pena. Il cattivismo al Governo che non risolve un problema del Paese.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Oggi l'Italia compie un altro, lunghissimo, passo verso la democratura. Perché questa è la conseguenza dell'approvazione alla Camera del ddl sicurezza, un pacchetto di misure liberticide e discriminatorie. Un provvedimento che punisce la protesta pacifica con norme come il reato di resistenza passiva, colpisce le libertà di manifestare di giovani, lavoratrici e lavoratori che rischiano da 6 mesi a 2 anni di prigione per un blocco stradale fatto con il proprio corpo. Il ddl sicurezza, in nome di un'ideologia oscurantista, danneggia l'intero comparto della cannabis light e mette in mezzo alla strada decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori che resteranno senza lavoro. Non è tutto: esclusivamente per punire le donne Rom, la norma porta in carcere le donne incinte e i bambini neonati. Una barbarie a sfondo razziale. E ancora, i rivenditori di SIM rischiano fino a 30 giorni di chiusura se ne vendono una ad uno straniero senza permesso di soggiorno. Come se tutto questo non bastasse, col parere favorevole del governo, la maggioranza ha anche approvato un ordine del giorno per istituire un tavolo tecnico che valuti l'introduzione della castrazione chimica in Italia, non solo riportando il Paese ai tempi delle punizioni corporali, ma negando la natura stessa dello stupro che non ha nulla a che vedere con l'impulso e il desiderio sessuale e molto con l'odio, il dominio e la sopraffazione.
Questa ultradestra è capace solo di reprime e perseguitare. Mentre le carceri letteralmente esplodono, governo e maggioranza inventano nuovi reati, aumentano le pene e puniscono perfino chi osa protestare pacificamente con metodi di resistenza passiva, incluso lo sciopero della fame.
Avrebbero messo in galera Ghandi e perfino Danilo Dolci e Aldo Capitini, i padri fondatori del pensiero non violento italiano.
Nessun impegno sulla prevenzione dei reati, nessun tentativo di alleggerire la situazione delle carceri. Per loro la sicurezza è questo: sempre più repressione, sempre meno diritti. E se protesti, finisci in galera". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“In questo disegno di legge non c’è nulla sulla sicurezza, ma solo aumento delle pene, propaganda e norme pericolose. Ci sono purtroppo provvedimenti liberticidi per reprimere il dissenso, come quelli sui blocchi stradali e sulla resistenza passiva non violenta; inumani, come quello sul carcere per le donne con bambini; e anche contro l’interesse nazionale, come quello contro la canapa industriale che ammazza un importante settore del Made in Italy. Questo disegno di legge non contiene l’unica scelta che sarebbe andata nella giusta direzione: quella di dare più risorse alla polizia e agli enti locali. Infatti, non solo non è previsto neanche un soldo in più per i comuni per promuovere la sicurezza urbana, ma la maggioranza ha anche bocciato tutti i nostri emendamenti per nuove e straordinarie assunzioni di personale di polizia, per il rinnovo del contratto fermo da due anni e per il pagamento degli straordinari arretrati. Invece si alzano le pene e si inventano nuovi reati, in nome di uno sfrenato e pericoloso ideologico panpenalismo. Una legge pessima per quello che c’è e per quello che manca. Uno scempio che non voteremo”.
Così il deputato democratico Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd ed ex viceministro dell’Interno, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo al Ddl Sicurezza.
“Le parole del ministro Schillaci pronunciate nel corso del question time di oggi alla Camera confermano che il ddl sicurezza all’esame del parlamento è solo un insieme di norme bandiera che servono solo ad alimentare la propaganda del governo ma non hanno alcun impatto sulle reali emergenze del paese. E lo dimostra il fatto che non c’è neanche una proposta o un investimento aggiuntivo per intervenire contro le sempre più diffuse aggressioni al personale sanitario nei presidi medici e negli ospedali”. Così in una nota la deputata democratica, Ilena Malavasi, componente della commissione Affari sociali della Camera.
Il Governo ha paura delle critiche e comprime la libertà di rappresentanza
“La maggioranza di centrodestra, dopo mesi di stop nelle commissioni, approva il DL sicurezza che interviene pesantemente su materie sensibili, con norme pericolose per l’impatto che possono determinare nel nostro ordinamento giuridico, anche per le limitazioni che possono esplicare su talune libertà fondamentali, nel campo del diritto penale, del diritto dell’immigrazione e del diritto penitenziario.”
Con questa norma il centrodestra illude i cittadini che aumenterà la sicurezza grazie all’aumento delle pene di alcuni reati con aggravanti le più fantasiose e inapplicabili come quella per i reati effettuati nelle “vicinanze” delle stazioni, come fosse meno grave di un reato compiuto in un parco, che non avrà nessun effetto come non lo ha avuto l’aggravante dei reati nei confronti dei medici e dei sanitari di un anno fa, come dimostrano le cronache di questi giorni o quelle dei reati compiuti dai minori con l’effetto Caivano.
In realtà è solo un grande bluff, con la volontà di creare una illusione ottica, di minacciare pene più gravi inapplicabili e quindi inefficaci, per far passare invece le vere norme liberticide: quelle che impediscono le manifestazioni, che trasformano i blocchi stradali in reati penali, (pensate alle manifestazioni dei trattori in Lombardia o quelle dei pastori sardi sul prezzo del latte), che spingono verso le manifestazioni violente nelle carceri, rendendola uguale alla non violenza e rendono possibile l’incarcerazione di mamme con bambini.
Si è deciso infatti di fare una norma ad hoc per una situazione che riguarda una decina di detenute madri con figli minori di un anno o incinte, per stabilire che non è più obbligatorio bensì facoltativo, il rinvio dell’esecuzione della pena (art. 15), violando così il bene superiore del minore e il suo diritto a nascere e vivere fuori dal carcere.
Per non parlare della distruzione della filiera della Canapa indiana che sarà, per i suoi utilizzi industriali e farmaceutici, importata dai paesi della Ue, nel furore ideologico del tutto sconnesso dalla realtà: aziende che producevano materie prime senza thc trasformate in produttori di sostanze da dipendenza.
Insomma è il decreto manifesto (per noi incostituzionale) di un governo che teme il dissenso e comprime la libertà di critica e di rappresentanza.” Così il deputato sardo del PD Silvio Lai.
“Con buona pace di forza Italia il governo è ormai piegato sulle posizioni estremiste di Salvini e della Lega” così in una nota la capogruppo democratica in commissione affari costituzionali della camera, Simona Bonafè commenta l’approvazione dell’ordine del giorno Iezzi, che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico per l’introduzione della castrazione chimica in Italia. “Una proposta incostituzionale che mina alle basi il
nostro ordinamento giuridico che ha superato da secoli il ricorso alle pene corporali”.
“Il governo continua a riempirsi la bocca con il ddl sicurezza ma non mette fondi per aumentare risorse alle forze dell’ordine. La maggioranza ha votato contro a un emendamento del Pd in cui chiedevamo alcune cose, soprattutto economiche, per le Forze dell'Ordine. In particolare assunzioni straordinarie; pagamento degli straordinari il mese dopo, e non dopo quasi due anni com'è adesso; aumento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro del comparto Sicurezza, che è ancora bloccato dopo 2 anni di Governo del centrodestra. Niente fondi alla realizzazione di nuove scuole di formazione per le Forze dell'Ordine. Insomma il governo e la maggioranza di centrodestra parlano di sicurezza ma fatti zero. Come sempre anche questo decreto è solo uno spot elettorale e non dà aiuti strutturali al comparto”. Lo dichiara Matteo Mauri deputato e responsabile Sicurezza del Pd.
“La maggioranza non perde occasione per rendere la vita più difficile agli immigrati con una nuova norma che impedisce agli stranieri extracomunitari l'acquisto di una SIM telefonica con il solo passaporto, richiedendo invece sempre la presentazione del permesso di soggiorno. Una scelta sbagliata e inutile voluta dal Governo all'interno di una competizione a chi la spara più grossa tra i partiti di maggioranza. Una misura che, tra l'altro, non farà altro che favorire il mercato nero delle SIM, avvantaggiando così la criminalità organizzata e senza nessun vantaggio per gli italiani. Una norma paradossale, anche perché viene inserita in un provvedimento che dovrebbe invece mirare a migliorare la sicurezza delle persone” così il deputato democratico, responsabile sicurezza del Pd, Matteo Mauri, intervenendo in aula alla Camera.
“Dopo l'introduzione della “aggravante di luogo”, che inasprisce le pene per i reati commessi in stazione ferroviaria, e della “aggravante fisica”, che rende più severe le sanzioni per il blocco stradale a seconda dell'uso di un trattore o del proprio corpo, si aggiungono la punizione penale per la resistenza passiva in carcere e l’apoteosi dell’obbligo del permesso di soggiorno per l’acquisto di una scheda sim. Siamo di fronte a un’escalation di misure repressive e crudeli che rivelano un regime di tensione evidente, volto a distogliere l'attenzione dai fallimenti di questo governo”. Così la deputata democratica responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, è intervenuta in aula alla camera sul ddl sicurezza.
La deputata democratica Michela Di Biase è intervenuta alla Camera durante l’esame del ddl sicurezza per esprimere una "forte contrarietà" al nuovo reato che punisce la resistenza passiva nelle carceri. "Con questa norma – ha dichiarato Di Biase – il governo e la maggioranza stanno compiendo un grave passo indietro rispetto ai diritti delle persone detenute che rappresenta una vera e propria violenza allo stato di diritto. Peraltro – sottolinea Di Biase - il nostro codice penale già prevede punizioni per le rivolte violente in carcere. Non è chiaro, quindi, quale obiettivo stia perseguendo il governo, se non quello di impedire ai detenuti anche di denunciare e manifestare pacificamente il loro disagio di fronte a una condizione delle carceri italiane che è insostenibile e disumana, e che è frutto dell’inattività del governo", ha concluso Di Biase.