“Il vero e unico obiettivo di questo decreto è quello di reprimere le proteste, anche quelle pacifiche, una cosa assurda. Questo decreto invece di decreto sicurezza dovrebbe chiamarsi decreto repressione, delle proteste, del dissenso, della resistenza passiva. Si criminalizza anche lo sciopero della fame. Se una manifestazione blocca una strada si può essere puniti fino a due anni di reclusione.
Questo paese da democratico sta scivolando pericolosamente in uno stato di polizia. Se si protesta in modo pacifico per le condizioni di vita degradanti dentro le carceri o nei centri di detenzione si arriva ad una pena fino ad 8 anni! Nessuna soluzione per i problemi sociali, per il contrasto alla povertà.
Non si ottiene così la sicurezza! La sicurezza si ottiene con la prevenzione, rimuovendo le cause sociali del disagio e del malessere, stando vicino a chi soffre, favorendo la cultura della solidarietà che come dice la costituzione è un dovere inderogabile. Ripeto la cultura della solidarietà, non quella del manganello che è la vostra cultura.
Questo decreto, con l’aumento delle pene e dei reati e con tutte le norme liberticide che contiene, sta trasformando il nostro stato democratico in uno stato di polizia e noi siamo fermamente contrari a tutto questo”. Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Laura Boldrini, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
“Questo decreto è inutile e non servirà a garantire la sicurezza del nostro Paese, ma è anche pericoloso per le libertà costituzionali. Questo decreto sicurezza è la vostra coperta di Linus per non occuparsi delle vere emergenze del Paese, che sono la produzione industriale in calo, i giovani laureati che scappano dall’Italia perché non trovano lavoro, i prezzi alle stelle dell’energia.
Sicurezza non è aumentare il numero dei reati, le pene, i bambini con le loro madri in carcere. La sicurezza è mettere nelle condizioni i nostri Comuni di far fronte ai problemi sociali ed economici, è una strategia di prevenzione. E invece voi avete tagliato risorse importantissime ai Comuni, e lo farete per i prossimi sette anni, risorse che sarebbero servite proprio ad affrontare tutti i problemi che riguardano la sicurezza, come la riqualificazione urbana, le politiche sociali. Voi avete fatto questo e altri decreti cavalcando la vostra furia ideologica ma senza fare assolutamente nulla di concreto per i cittadini”. Lo ha detto in Aula Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
"L'articolo 31 del dl sicurezza o, meglio, del dl repressione, è forse il peggiore di tutti. E' quello che si occupa dei servizi segreti ed è, di fatto, la legalizzazione del terrorismo di Stato". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenendo la notte scorsa nell'aula di Montecitorio. "Parliamo della possibilità che, con una firma della presidente del Consiglio, un agente dei servizi segreti può creare e dirigere organizzazioni terroristiche con finalità sia di terrorismo internazionale che di eversione dell'ordine democratico e può fabbricare e detenere materiale esplodente - ha denunciato Boldrini". Una cosa di una gravità assoluta, nel Paese della strage di piazza della Loggia, di cui proprio ieri ricorreva l'anniversario, di Ustica, della strage di Bologna, di piazza Fontana. E sono state proprio le famiglie delle vittime delle stragi a denunciare per prime queste norme di un provvedimento che rappresenta la più significativa svolta autoritaria del governo Meloni".
"Un articolo così grave non è stato neanche possibile discuterlo perché il governo ha messo la fiducia sul decreto, tagliando il dibattito parlamentare e gli emendamenti - ha concluso la deputata dem -. Allora ho presentato un ordine del giorno, ma anche su questo il parere del governo è stato contrario. Veramente indecente".
Botta e risposta in aula, nella notte, tra il deputato del Partito Democratico Andrea Casu e il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, durante la discussione dell’ordine del giorno a prima firma della Vice Presidente del Partito Democratico Gribaudo, che chiedeva una concreta assunzione di responsabilità politica da parte del governo a favore dei lavoratori di Polizia, e non solo a chiacchere da spot elettorale.
L' odg chiedeva in particolare l'impegno all'avvio nel tempo del necessario scorrimento integrale della graduatoria di merito del concorso interno per titoli ed esami per 411 posti da Vice Ispettore della Polizia di Stato che vede attualmente 3.008 candidati idonei non vincitori, nonché lo scorrimento di tutti i concorsi per esami della Polizia di Stato.
Una misura necessaria, secondo il Partito Democratico, per far fronte all’attuale grave e lacerante carenza di più di 8.000 unità negli organici del solo ruolo ispettori della Polizia di Stato.
La proposta, però, non è stata accolta dal Governo, dando vita a un acceso confronto in Aula, che si è rinnovato anche questa mattina. In quell’occasione, il democratico Casu ha mostrato al sottosegretario Molteni un tweet della Presidente Meloni, risalente a quando era all’opposizione, in cui chiedeva con forza lo scorrimento delle graduatorie e impegni precisi per la sicurezza del Paese. “Dobbiamo garantire più sicurezza per i cittadini – scriveva Meloni nel 2015 – e dobbiamo farlo partendo dallo sblocco delle assunzioni del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico dal ripristino del turn over al 100% e dallo scorrimento delle graduatorie presenti, perché ci sono tanti giovani idonei non vincitori in attesa di essere chiamati”.
“Quelle promesse – ha sottolineato Casu – sono state clamorosamente tradite una volta arrivati al governo. La sicurezza non si garantisce lasciando migliaia di idonei non vincitori in attesa di stabilizzazione e facendo, scadere le graduatorie dei concorsi per i nuovi agenti, mentre gli organici delle Forze dell'ordine sono evidentemente al collasso”. Casu ha poi evidenziato come, di fronte a questi continui tentennamenti dell’esecutivo, siano “apparsi questa notte sui social dello stesso Molteni centinaia di commenti critici da parte di cittadini e operatori del settore, che si sentono traditi dalle scelte del Governo. Non è solo il Partito Democratico ma sono i vostri stessi elettori a ricordarvi il vostro fallimento perché la sicurezza – ha concluso Casu – non si rafforza tenendo in carcere i bambini, affossando la canapa industriale o introducendo nuovi reati e aggravanti. La sicurezza si costruisce assumendo gli ispettori e gli agenti di Polizia che servono oggi”.
“Il dl Sicurezza è una porcata. Un testo antidemocratico approvato da una maggioranza cieca e ottusa che ritiene di impedire qualunque cosa, trasformandoci in uno stato di polizia. Non c’è altro termine per definire una norma che vieta la protesta pacifica in piazza attuando un blocco stradale o contro un’opera pubblica prevedendo pene pesanti anche se a protestare sono gli studenti. E c’è chi in pieno delirio da onnipotenza di regime si è spinto a presentare anche ordini del giorno farneticanti per chiedere l’introduzione della castrazione chimica”.
Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, al termine di una lunga maratona d’Aula durante la quale il governo ha incassato la fiducia sul contestato Dl Sicurezza.
“Continueremo a opporci in ogni modo - aggiunge - di fronte alla deriva antidemocratica di questo governo che non ascolta e vuole silenziare le proteste inasprendo le pene, introducendo nuovi reati, alcuni dei quali francamente al limite dell’incostituzionale”.
“Dopo dieci anni, per la prima volta, i dati del ministero dell'Interno segnalano un aumento dei reati di violenza: è la prova evidente del clamoroso fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza”. Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenuto in Aula durante l’esame degli ordini del giorno al decreto Sicurezza, nella seduta fiume chiusa all'alba.
“Invece di fermarsi per correggere la rotta – prosegue l’esponente dem – l’esecutivo accelera verso il muro, proponendo un decreto che stravolge il nostro Codice Penale con decine di nuovi reati, spesso pericolosi, in molti casi inutili, ma certamente inefficaci per migliorare la sicurezza reale dei cittadini. Questo provvedimento non prevede un solo euro per investimenti in sicurezza. È l’ennesima conferma che non si vuole intervenire in modo concreto, ma solo alimentare una propaganda sterile”.
“La maggioranza - ha concluso Gianassi - ha bocciato un ordine del giorno a mia prima firma che impegnava il governo a finanziare i Comuni, vero primo avamposto delle politiche di prevenzione sul territorio. È lo stesso governo che con la legge di bilancio ha sottratto oltre 7 miliardi di euro agli Enti locali. Altro che sicurezza questa è il decreto dell’insicurezza”.
"E' di oggi la notizia che la procura del tribunale per i minori di Genova ha chiesto il processo per uno studente di 16 anni accusato di avere stuprato una compagna di 15 anni a scuola. L'ennesimo caso di violenza contro una giovanissima donna che, al netto di cosa decideranno i giudici, deve richiamarci tutte e tutti all'urgenza di interventi concreti di nelle scuole. Interventi che prevedano l'educazione sessuale e all'affettività. Se vogliamo parlare di sicurezza e anche di sicurezza delle donne, dobbiamo parlare di formazione ed educazione.
Niente di tutto questo è previsto nel decreto repressione, che la maggioranza si ostina a chiamare "decreto sicurezza". Repressione del dissenso, repressione della protesta, repressione della resistenza passiva. C'è, invece, un ordine del giorno della Lega che rimette in campo la malsana idea della castrazione chimica. Come se lo stupro fosse il frutto di una disfunzione e non un esercizio di potere, una volontà di sottomissione e umiliazione, un esercizio di possesso del corpo della donna. Questa perversa mentalità non si supera certo con la castrazione chimica ma con un profondo lavoro culturale. Purtroppo l'idea di sicurezza della maggioranza è questa: reprimere quando i reati sono già avvenuti. Mai prevenire, mai educare, mai preoccuparsi di arrivare prima di avere una vittima e un carnefice. Solo l'ennesima bandierina ideologica: 14 nuovi reati e nuovi aumenti delle pene. Molto rumore per non risolvere alcun problema". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Il Dl Sicurezza è un decreto sbagliato: pura ideologia e mera propaganda che non produrrà nessun miglioramento delle condizioni di sicurezza dei cittadini. Con questo decreto si aumentano solo le pene, si creano nuovi reati, si inseriscono circostanze aggravanti totalmente illogiche. Se per esempio un reato è commesso in una stazione ferroviaria o nelle immediate adiacenze viene punito di più dello stesso reato commesso in una scuola, in un ospedale, in un parco”. Così in una nota la deputata Simona Bonafé, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera.
“Gli stessi principi costituzionali– sottolinea l'esponente dem - vengono minati quando si confonde il condannato in giudizio con i semplici denunciati e quando anche la resistenza passiva viene perseguita come atto di violenza”, conclude Bonafè.
“Questo decreto sicurezza dimostra che il Governo di destra ha un'idea di società sbagliata e inaccettabile. In cui prevale la logica securitaria e la compressione del dissenso: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta insufficiente perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione, sia sociale che comunitaria. La destra invece non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle con norme inumane, liberticide e inutili. L’accusa rivolta alla sinistra, che abbiamo dovuto ascoltare in Aula, di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è vergognosa e inaccettabile. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia.
Il problema non è solo quello che c’è in questo provvedimento, ma anche quello che non c’è. Dove sono gli aumenti di stipendio che coprono almeno l’inflazione di questi anni per i poliziotti, i carabinieri e la Guardia di finanza? Quali sono le politiche abitative verso gli agenti di Polizia che vivono nelle grandi città e hanno un problema vero di sostentamento? Quali sono le politiche che mettete in campo per le previdenze integrative di queste persone? Dov’è l’aumento dell'organico delle Forze dell’ordine?
Stiamo correndo il pericolo che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà, ma ci opporremo perché non accada”.
Così il deputato dem Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd.
“Questo decreto legge, come prima il disegno di legge, resta un testo punitivo e repressivo che non risolve i problemi, ma se possibile ne crea di ulteriori proprio sul tema della sicurezza. Un tema caro ai nostri cittadini e che si dovrebbe invece affrontare con maggiore serietà e con soluzioni concrete. E’ un decreto che contiene norme di inciviltà, come il carcere per i bambini; norme di cattiveria, come l’obbligo di avere un regolare permesso di soggiorno per il migrante che chiede una scheda telefonica; e norme assolutamente prive di senso, come quelle che distruggeranno l'intera filiera della canapa industriale, una scelta antiscientifica che lascerà a casa migliaia di lavoratori e imprenditori che su questo settore avevano fatto importanti investimenti. Non c’è nulla di concreto ma solo propaganda anche per le forze dell’ordine, a cominciare dalla mancata attenzione per i loro stipendi falcidiati dall’inflazione. Di sicurezza, dunque, c'è ben poco, troviamo la solita propaganda di un governo che vede ormai inclinarsi il suo consenso popolare. È tutto questo sulla pelle dei più deboli e fragili”.
Così la deputata dem, Debora Serracchiani responsabile Giustizia del Partito Democratico.
Le parole di esponenti di Fratelli d’Italia che parlano di ‘risposte concrete’ e di ‘Stato che difende le famiglie italiane’ sono solo un tentativo di mascherare la realtà: questo Governo non ha fatto nulla di concreto per le periferie, né per proteggere davvero le forze di polizia e i cittadini. La verità è che il decreto sicurezza rappresenta un provvedimento inumano e liberticida, fatto solo di repressione e di norme inutili che aumentano pene e violenza senza risolvere i problemi reali.
Con il decreto sicurezza il governo cavalca le ansie e le paure senza dare risposte vere. È un’operazione di propaganda che riduce gli spazi di libertà e alimenta una società della paura, dove la sera la gente si chiude in casa per timore di esprimere la propria opinione. È repressione del dissenso, non sicurezza, ed è uno sfregio ai diritti fondamentali e alla nostra Costituzione.
Le periferie italiane avrebbero bisogno di investimenti veri, niente scuole, di più trasporti e servizi sociali. Di contro solo slogan e manganelli. Lo stesso vale per le carceri: sovraffollamento, violazioni dei diritti umani, agenti penitenziari abbandonati a sé stessi. Viene rinnegata la nostra tradizione di umanità e civiltà. Con il decreto sicurezza l’ennesima pagina nera del governo Meloni.
Lo dichiara Silvio Lai, deputato Pd in Commissione Bilancio.
“L’ok del governo all’ordine del giorno della Lega per istituire un tavolo tecnico sulla castrazione chimica rappresenta un grave scivolamento verso pratiche che richiamano pene corporali, in palese contrasto con la Costituzione e i principi dello Stato di diritto” — così in una nota congiunta i capigruppo democratici delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, Simona Bonafè e Federico Gianassi, insieme al responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, Matteo Mauri. “È particolarmente allarmante” — proseguono — “che anche forze storicamente garantiste della maggioranza, come Forza Italia, sostengano oggi senza alcun imbarazzo questa deriva giustizialista, del tutto scollegata da un’efficace strategia di prevenzione della violenza. Il nostro ordinamento non può cedere a scorciatoie punitive di stampo medievale. Invitiamo il governo e la maggioranza a riflettere seriamente sulle implicazioni di questa proposta e a ritirare il sostegno a misure che minano i fondamenti del nostro ordinamento giuridico” — concludono i democratici.
Siamo qui, e ci prepariamo alla seduta notturna, per opporci ai tentativi della destra di trasformare il paese in uno stato di polizia. Niente sarà più come prima. Il decreto sicurezza è come la legge truffa, come il salva ladri, come il porcellum. Ci opporremo con tutti gli strumenti a disposizione delle opposizioni a un provvedimento frutto delle forzature di una destra arrogante e pericolosa.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“La maggioranza chiede la fiducia su questo decreto che insiste a chiamare Sicurezza, ma la verità è che questo governo non merita nessuna fiducia. Sia per quello che c’è scritto in questo decreto, ma anche per quello che non c’è scritto. Il governo pensa di risolvere i problemi del Paese aumentando le pene o inventandosi nuovi reati. Viene posto il tema dell'urgenza su un provvedimento che è andato il consiglio dei ministri a novembre del 2023. Poi lo lasciano per un anno e mezzo in Parlamento e quando è nella fase conclusiva al Senato viene stoppato e il Governo vara un decreto identico solo perché la Lega voleva rivendicare a sé il tema della sicurezza durante il congresso e Salvini voleva sventolare una bandierina. Con buona pace di Forza Italia che dimostra ancora una volta di non contare niente".
Così il deputato dem, Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Pd, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia al Dl Sicurezza.
“Un decreto - aggiunge - con norme inumane, liberticide e inutili. Un modo sbagliato di governare e un’idea sbagliata di società, dove prevale la logica securitaria: agli operai e agli studenti che protestano viene detto ‘statevene a casa o vi arrestiamo’. Alla domanda di protezione e alle paure dei cittadini, spesso alimentate da certa politica, si risponde solamente con l'ordine e la sicurezza. Una risposta sbagliata e inefficace perché la sicurezza si costruisce su due pilastri: uno è quello della repressione, ma l'altro è quello della prevenzione. La destra in realtà non vuole rispondere a paure e ansie, ma solo cavalcarle. L’accusa rivolta alla sinistra di essere ‘complice morale dei delinquenti’ è disgustosa e vergognosa. Chi ha dimostrato una vicinanza verso criminali certificati è la destra che ha rimandato il Libia un torturatore e trafficante di uomini arrestato dalla polizia. Noi - conclude - siamo di fronte a un pericolo reale, vi è il rischio che l'idea che ha la destra di società possa tramutarsi in realtà. Ma non ci riuscirà”.
Dopo denuncia Fanpage, dem presentano interrogazione parlamentare al ministro dell’interno
“Alla luce della denuncia pubblicata da Fanpage circa l’attività sotto copertura di un agente della Polizia di Stato che avrebbe spiato per dieci mesi le attività del partito Potere al Popolo, riteniamo doveroso e urgente che il Ministero dell’Interno fornisca immediatamente chiarimenti su quanto accaduto. Sarebbe un fatto gravissimo, in totale contrasto con i principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione. Per questa ragione depositeremo un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro Piantedosi, auspicando una risposta chiara e tempestiva. Tale denuncia assume un peso ancora maggiore alla vigilia dell’approvazione del cosiddetto “decreto sicurezza”, che introduce misure fortemente restrittive e rischia di comprimere ulteriormente ogni forma di dissenso, incidendo in maniera pericolosa sull’ordinamento giuridico e sulle libertà fondamentali. Se alla compressione di ogni voce critica dei cittadini si accompagna anche il controllo occulto dei partiti politici, è evidente che siamo davanti a una preoccupante compressione dei nostri valori costituzionali. L’Italia non può e non deve scivolare verso una deriva autoritaria” così i deputati dem, Mauro Berruto e Chiara Gribaudo.