Sostenere, promuovere e regolamentare la coltivazione e la lavorazione del bambù in Italia, per contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, sviluppare colture alternative a quelle da rotazione e valorizzare nuovi campi di applicazione del Made in Italy. Questa la finalità del progetto di legge presentato dalla deputata dem Antonella Forattini, componente della commissione Agricoltura, e inserito in una strategia di sviluppo sostenibile che prende le mosse dalla provincia di Mantova. Alla presenza dell’assessora alle attività produttive del Comune di Borgo Mantovano (MN), Daniela Besutti, e del presidente dell’Associazione Italiana Bambù, Lorenzo Bar, il progetto è stato illustrato in conferenza stampa nel Palazzo Ducale di Revere (MN), in un territorio che ospita uno dei maggiori bambuseti della provincia mantovana, esteso 15 ettari. Si stima che in Italia gli ettari coltivati siano circa 2000, dal Piemonte alla Sicilia, ma manca un censimento ufficiale. Nel territorio mantovano sono coltivati circa 20 ettari. Appartenente alla famiglia delle graminacee, la stessa del grano e del riso, il bambù si presta a molteplici utilizzi, come materiale da costruzione e per la produzione di alimenti, carta, tessuti, e rappresenta un’alternativa sostenibile al consumo di legname. La sua produzione si caratterizza per un basso fabbisogno energetico, non necessita di pesticidi né di fertilizzanti chimici, migliora la qualità dei suoli e cresce con successo in aree degradate e dismesse, contribuendo alla bonifica e al miglioramento ambientale. Possiede inoltre straordinarie proprietà ecologiche: una piantagione ha una capacità di assorbimento di CO2 sedici volte maggiore di una foresta di conifere e un potenziale di stoccaggio due volte superiore al legno. “Per le caratteristiche climatiche e per la presenza diffusa di piccole e medie strutture agricole o di impresa, l’Italia è favorita in ambito europeo per lo sviluppo di una filiera completa del bambù” spiega Antonella Forattini “incentivare la filiera del bambù significa dare vita un nuovo modello di economia circolare, favorire la creazione di posti di lavoro e aprire nuovi settori di mercato in cui la qualità del Made in Italy trovi espressione”.
“Il ministero dell’Ambiente ha finalmente ammesso le numerose criticità che riguardano la raccolta ed il riciclo dei pneumatici fuori uso (Pfu): chiediamo ora che si attivi concretamente ed in fretta per risolvere queste problematiche, segnalate da tempo dalla filiera e che stanno penalizzando un settore fondamentale dell’economia circolare: un comparto virtuoso capace di creare economia, occupazione e soprattutto ridurre emissioni nocive e lo spreco di materie prime”.
Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, riguardo l’interrogazione discussa oggi.
“L'impiego dei Pfu come risorsa energetica, la ricerca di nuove applicazioni nell'ambito degli asfalti e l'esplorazione delle possibilità offerte dal riciclo chimico - aggiunge - sono innovazioni che vanno sostenute e sviluppate. La nuova governance dei rifiuti non può prescindere da questi punti cardine: stabilire un nuovo ‘extra target’ quale utile strumento di supporto per alleviare le difficoltà operative degli autoriparatori-gommisti ed evitare sanzioni; intensificare il controllo dei flussi degli pneumatici a monte della filiera; regolarizzare l’acquisto degli pneumatici per contrastare abusivismo e concorrenza sleale garantendo prodotti sicuri; promuovere un’informazione puntuale sui dati di raccolta; rivedere il sistema di assegnazione dei quantitativi di Pfu secondo criteri che rispondano alle effettive esigenze e specificità territoriali”.
“La destra a Prato sta toccando livelli inarrivabili. Cenni copia incolla da giorni idee già strutturate o programmate dalla giunta Biffoni, un'intera comunità alluvionata non ha visto un euro dal governo, nel silenzio delle parlamentari pratesi e del candidato sindaco della destra. Ora l'ultima è la venuta da Roma di un ministro sconosciuto ai più a spiegarci come fare economia circolare. Che tenerezza. Peccato, a saperlo prima avremmo insegnato qualcosa a Mazzetti e Pichetto Fratin sulla capacità di una città come la nostra, a differenza del governo, di intercettare fondi europei, costruire filiere di produzione sul riciclo, posti di lavoro, progetti di sostenibilità ambientale all'avanguardia in Europa. Infine, la ciliegina sulla torta: vogliono fare un inceneritore a Prato. La grande idea della destra pratese nell'anno 2024 è un inceneritore. Della serie dire cose a caso e dirle pure male. Una preghiera: quando siete pronti a discutere seriamente di come fare andare avanti questa città e la smetterete di usarla per fini elettorali, noi siamo pronti. Nel frattempo, un unico consiglio: i pratesi meritano di meglio”.
Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale PD.
L'economia circolare rappresenta un settore fondamentale per il futuro del pianeta. In questo contesto sarà necessario incentivare non solo la raccolta differenziata ma l'effettiva percentuale di riciclaggio dei rifiuti urbani. La raccolta differenziata infatti si attesta nel nostro paese al 65,2 per cento della produzione totale mentre la percentuale di riciclaggio è intorno al 50 per cento. Differenziare senza recuperare è un controsenso controproducente e la politica ha il dovere di promuovere non soltanto le buone pratiche ma l'effettiva attuazione del riciclo virtuoso": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani in merito all’incontro organizzato dalla Commissione Ecomafie al G7 Clima, Energia e Ambiente in programma oggi domenica 28 aprile alla Reggia di Venaria a Torino.
"L'economia circolare è un settore in crescita che valorizza la creatività e la praticità italiana. Alla Fiera del Madonnino di Grosseto ho potuto apprezzare gli stand di numerose start-up che riescono a riciclare scarti di prodotti inimmaginabili: dal pellet fatto con gli scarti di caffè, agli integratori realizzati con gli scarti delle foglie dei fichi d'india; soltanto per fare alcuni esempi. Il nostro Paese deve investire maggiormente in queste attività che rappresentano il futuro sostenibile dei nostri territori". Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, in merito alla manifestazione organizzata da Confindustria Toscana Sud.
"Non ci prendano in giro: la transizione ecologica va fatta e i soldi ci sono. Un terzo delle risorse del Pnrr sono destinate a infrastrutture a basso impatto, economia circolare, produzioni ecocompatibili. Bisogna intervenire anche sulle abitazioni. La direttiva “case green” vuole agire nel presente per salvare il futuro. Non va combattuta come ha fatto la destra in Europa e come annuncia di fare in Italia: servono semmai sostegni e incentivi. Indietro non si torna a meno che non si ammette di essere negazionisti del cambiamento climatico e indifferenti al destino della terra".
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"L'abbattimento oggi del camino dell'inceneritore di Scarlino, abbandonato da anni, è un momento simbolico e significativo che segna il passaggio verso un economia sostenibile capace di valorizzare le peculiarità e le caratteristiche del territorio". Lo afferma il capogruppo Pd in commissione Ambiente Marco Simiani presente ai lavori di demolizione.
"Il polo Iren - ha concluso Simiani - che nascerà nella zona industriale del Casone, con un investimento di 150 milioni di euro, è un passaggio fondamentale per tutta l'economia della provincia di Grosseto ed una straordinaria occasione per lavorare in chiave sostenibile sulla gestione dei rifiuti".
“Risolvere le persistenti e notevoli criticità sulla raccolta e riciclo dei pneumatici fuori uso (Pfu), rafforzando i controlli, garantendo trasparenza, promuovendo le imprese autorizzate, contrastando l’illegalità e assicurando la sicurezza dei prodotti”. Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani depositando sul tema una interrogazione al Ministro Pichetto Fratin, che raccoglie le istanze delle associazioni di categoria.
“L’annoso problema della giacenza si concentra in modo particolare durante i periodi del cambio gomme stagionale e sfocia nel blocco del ritiro degli pneumatici, generando una situazione di emergenza in tutta Italia non più sostenibile dagli autoriparatori-gommisti che ne subiscono le conseguenze dirette. Occorre un cambio di passo nella governance di un settore chiave dell’economia circolare: va istituito un nuovo ‘extra target’ quale utile strumento di supporto per alleviare le difficoltà operative degli autoriparatori-gommisti ed evitare sanzioni; va intensificato il controllo dei flussi degli pneumatici a monte della filiera; va regolarizzato l’acquisto degli pneumatici per contrastare abusivismo e concorrenza sleale garantendo prodotti sicuri; occorre una informazione puntuale sui dati di raccolta; va rivisto il sistema di assegnazione dei quantitativi di Pfu secondo criteri che rispondano alle effettive esigenze e specificità territoriali”, conclude Marco Simiani.
“Il via libera della Conferenza dei servizi ai lavori per realizzare il polo integrato dell'economia circolare di Follonica è un passaggio fondamentale per l’intera provincia di Grosseto. Dopo anni, la buona concertazione tra politica, istituzioni e territori, ha individuato una soluzione condivisa ad un problema che si trascinava da anni”. Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera, sugli impianti che verranno realizzati da Iren.
“La gestione dei servizi pubblici sta andando, anche in Toscana, verso modelli integrati, capaci di attirare finanziamenti, elevare la qualità e la competitività dell’offerta ed ottimizzare le risorse, salvaguardando comunque il territorio. Questi processi impongono, anche nella nostra Provincia, una seria riflessione: se vogliamo ottenere un salto di qualità reale sarà necessario esaminare con attenzione le prossime scelte programmatiche a partire dal rinnovo dei patti parasociali dell’Acquedotto del Fiora. Su questo tema si è aperta una discussione seria nel Pd provinciale, insieme ai sindaci e gli amministratori del Partito Democratico. Rispetterò la decisione finale ma sono oggi convinto che tali patti vadano disdetti o al massimo rivisti. Al di là delle buone relazioni con Acea, oggi la nascita della nuova multiutility e l’importante investimento di Iren nel nostro territorio, ci impongono di effettuare tutte le verifiche e di intraprendere tutte le possibili nuove relazioni, per ottenere quelle opportunità di sviluppo che migliorino il sistema dei servi pubblici locali nella Provincia di Grosseto”, conclude Marco Simiani.
"La Giornata mondiale dell'Ambiente ci ricorda la necessità che i Paesi di tutto il mondo uniscano sforzi e scelte per preservare e proteggere l'ambiente ascoltando di più le rivendicazioni dei giovani che chiedono un impegno forte per contrastare i mutamenti climatici ed un nuovo modello di sviluppo le cui cifre siano quelle della qualità, della sostenibilità e della giustizia sociale. C'è condivisione a livello europeo ma sono ancora troppe le resistenze di restauratori e negazionisti mossi dai grandi interessi. Alluvioni, dissesto idrogeologico, siccità ci raccontano, di contro, una storia diversa. Quest'anno la giornata mondiale dell'Ambiente richiama l'attenzione sull'urgenza di contrastare l'inquinamento provocato dalla plastica. Nel mondo, ogni minuto vengono acquistate un milione di bottiglie di plastica e ogni anno si utilizzano fino a cinque trilioni di sacchetti di plastica, per metà destinata al monouso. Il vero antidoto è puntare sull'economia circolare con modelli di produzione e consumo che implicano condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione per ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti e per ridurre i rifiuti al minimo, grazie ai comportamenti virtuosi ed ecologici e attraverso la realizzazione di impianti per il trattamento, il riciclo e lo smaltimento delle parti residue".
Lo scrive sui social Stefano Vaccari, capogruppo Pd della commissione Agricoltura della Camera.
Presentata interrogazione al governo
"Il progetto della chimica verde, previsto dal protocollo d'intesa sulle iniziative di risanamento e riconversione dell’area industriale di Porto Torres nel 2011 è caduto, irresponsabilmente, nel dimenticatoio.
Regione Sardegna e Governo infatti ad un anno da una previsione normativa contenuta nel decreto energia, nella passata legislatura, con un emendamento del Pd a firma Gavino Manca, non hanno ancora attivato la procedura di concertazione per la convocazione del tavolo istituzionale tra Governo Italiano, Regione Sardegna, ENI spa, Novamont, rappresentanti degli enti locali e delle forze sindacali per la chimica verde a Porto Torres.
Si sta accumulando dunque un enorme ritardo che rallenta quello che era un ambizioso progetto per fare di Porto Torres una qualificata sede dell’economia green e circolare che al tempo stesso doveva garantire sviluppo e salvaguardia dei livelli occupazionali. Un progetto non superato dal tempo, al contrario attualissimo, dato che trova riscontro negli obiettivi nazionali del Pnrr. E in più così si rischiano di perdere ulteriori risorse per la Sardegna.
“Roma è una città di 1300 chilometri quadrati di superfice amministrata, con 8000 km di rete stradale, per una buona parte ancora di proprietà privata. È la più grande città europea come superfice territoriale. Ha quasi tre milioni di abitanti – esclusi turisti, pendolari e ‘invisibili’ – la metà dell’intera Regione Lazio. Se ragioniamo in termini di Città Metropolitana questa dimensione sale portando Roma a quattro milioni e mezzo di abitanti e a 5500 chilometri quadrati di superficie, la metà del Lazio. Chi ha amministrato Roma sa bene cosa significa questa enorme scala quantitativa che si accompagna ad una morfologia territoriale sparsa e a bassa densità insediativa”. Così il deputato Roberto Morassut in una nota.
“È necessario - continua Morassut - un approccio alla politica dei rifiuti che contempli un forte sviluppo dell’economia circolare e della raccolta differenziata con un impianto di valorizzazione energetica che integri quanto già esiste, ad esempio, a San Vittore. Su questo tema deve lavorare il centro sinistra, il ‘campo largo’, trovando un punto di sintesi tra le diverse visioni esistenti, con uno spirito concreto, consapevole della particolarità del ‘caso romano’ e senza approcci pregiudiziali di nessun tipo e da nessuna parte.
Roma deve chiudere il ciclo dei rifiuti, rendersi autonoma, realizzare un sistema di impianti finalmente pubblici che faccia crescere la differenziata e l’economia circolare e copra la inevitabile quota di rifiuti non trattata con un impianto di valorizzazione energetica adeguato e dimensionato nella misura giusta.
Serve uno studio attuariale che renda più chiaro quante tonnellate questo impianto può realmente distruggere quando questo impianto sarà realizzato, in presenza di una contemporanea realizzazione di impianti di economia circolare la cui evoluzione tecnologica è certo crescerà nei prossimi anni”.
“Poiché la realizzazione di impianti per i rifiuti va affrontata dialogando con la popolazione e spiegando di cosa effettivamente parliamo - conclude il deputato dem - occorre costruire un grande patto sociale sul risanamento ambientale di Roma che metta sul piatto anche il risanamento dei territori feriti da tante discariche abusive di materiali tossici (a Ponte Galeria, nel quadrante Prenestino e Casilino, principalmente), collaborando con autorità nazionali e con la Protezione Civile”.
“Fontana conferma di avere la memoria corta. Lui, non qualcun altro, nel 2018 sosteneva che bisognava chiudere gli inceneritori obsoleti o non più necessari, salvo poi non fare nulla in questi anni. Sul tema della gestione dei rifiuti Fontana cerca di costruire ad arte polemiche che non esistono, agitando inutilmente il tema dei termovalorizzatori. Il tutto per cercare di sviare dalle sue responsabilità che portano la Lombardia ad essere la Regione più inquinata d’Europa.La Lombardia deve diventare motore dell’economia circolare e della transizione verde, tutti temi che in questi anni Fontana e la destra hanno dimenticato. Anche per questo serve scrivere una pagina nuova in Lombardia con Majorino”. Lo dichiara Chiara Braga, deputata e Responsabile Transizione ecologica del Pd.
“Non solo è sparita la parola transizione, ma sono uscite dall’orizzonte di governo le trasformazioni necessarie per affrontare la crisi ambientale. Nella manovra non ci sono risorse per l’economia circolare, non ci sono risorse per le fonti rinnovabili, né per le comunità energetiche. Nulla per rendere l’Italia più autosufficiente dalle importazioni di gas. L’ambiente non è una priorità come non lo è l’allarme clima che stiamo vivendo anche in queste ore e che pagheremo anche in termini economici”.
Lo ha detto Chiara Braga, deputata e responsabile Transizione Ecologica e Infrastrutture della segreteria nazionale del Pd a Radio Immagina.
“Tutta la manovra – ha proseguito Braga – manca di affrontare le vere emergenze, dall’inflazione alla lotta alle disuguaglianze mentre strizza l’occhio agli evasori, sottraendo risorse a sanità e scuola. Siamo molto preoccupati per come si affrontano i problemi, dal Pnrr al Covid. Preoccupano soprattutto le ambiguità del governo sui no-vax a fronte delle notizie che in queste ore arrivano dalla Cina. La riduzione dei controlli e l’indebolimento della campagna di vaccinazione, sono indicative di quello che potremmo aspettarci dalla destra al governo”.
“Saranno tempi di dura opposizione – ha concluso Braga –. La faremo in una fase importante per il nostro partito impegnato a rilanciare la sua azione con un congresso che vuole recuperare le sue anime fondative, quella cattolica democratica e quella della sinistra riformista e ambientalista, ma anche aprirsi a nuove energie per ricostruire un’alternativa a questa destra; non è solo un desiderio ma un dovere sentito da tutta la nostra comunità”.
“Oggi il Green deal, l’economia circolare e la decarbonizzazione non sono soltanto una opportunità ma una necessità per contrastare i mutamenti climatici, ridurre la mancanza di materie prime e rendere competitivo il sistema produttivo nazionale. Qualsiasi ritorno a modelli energetici ormai superati sarebbe dannoso non solo per l’ambiente ma anche per l’economia e l’occupazione. Molte imprese hanno già investito in questa direzione ed è compito della politica sostenere ed incentivare questi processi. E’ evidente che il nostro paese paga gravi ritardi sullo sviluppo delle fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico e geotermico che avrebbero potuto garantire un approvvigionamento energetico maggiore: occorre ora accelerare su queste politiche e perseguire con efficacia gli obiettivi europei fissati per il 2050”.
Così la vicecapogruppo del Partito Democratico alla Camera, Simona Bonafé, intervenendo oggi Rimini alla sessione plenaria di apertura di Ecomondo: “Le nuove sfide della transizione ecologica per le imprese italiane”.