“Di fronte al dramma di 7 milioni di bambini, di cui uno su dieci non riesce ad accedere ai centri estivi e a quello di 360mila bambini con disabilità che non riescono ad accedere in nessun altro luogo di inclusione, la risposta imbarazzante del governo è 'ci penseremo dopo l'estate'. La ministra Locatelli continua con il solito scaricabarile, francamente inaccettabile. Questo governo è in carica da tre anni e non può dare ogni volta la colpa a qualcun altro. Sui centri estivi ci viene a dire che la responsabilità è degli enti locali che gestiscono male i 60 milioni del fondo a disposizione, ma ovviamente omette che, in bilancio, il suo governo ha tagliato 7 miliardi agli stessi enti locali e 400 milioni alle politiche per la disabilità”. Lo dice il deputato Marco Furfaro, capogruppo Pd in Commissione Affari sociali, in replica alla ministra Locatelli durante il Question time alla Camera.
“La ministra si vanta della concessione di 60 milioni totali? Conti alla mano sono 8 euro per minore e lo si fa dimezzando il fondo precedente, quello istituito nel 2020, che prevedeva 150 milioni”, continua Furfaro. “Servono misure concrete ora, non dopo l'estate. Questo governo, invece, sta creando un'Italia classista e continua a non assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ogni bambino ha diritto di crescere e ogni famiglia ha il diritto di non sentirsi sola, quando chi governa fa finta che non esista”, conclude Furfaro.
“Il governo Meloni ha un evidente problema di liquidità. Gli esponenti del centrodestra possono raccontare quello che vogliono, ma le carte parlano chiaro e confermano quanto denunciamo da mesi: sono i Comuni, le comunità locali, le piccole imprese e i cittadini a pagare le scelte di questo esecutivo.
Lo dimostrano almeno cinque fatti concreti:
1) Il Fondo di solidarietà comunale per il 2025 non è stato versato per intero. Il ministero dell’Interno, con nota ufficiale del 12 giugno, ha ammesso che non c’erano fondi sufficienti in cassa, e ha rinviato a data da destinarsi il saldo residuo. Se davvero mancano 'solo' 71 milioni, come qualcuno tenta di minimizzare, la cosa è ancora più grave: vuol dire che neppure quelle somme irrisorie sono disponibili. 2) Il bando per i piccoli comuni, previsto dall’art. 1, comma 563, della Legge di Bilancio 2023, è bloccato da quasi un anno. La graduatoria è stata pubblicata il 4 agosto 2024, ma nessuno dei Comuni beneficiari ha ricevuto alcuna comunicazione, né tantomeno le risorse. Tra questi, numerosi piccoli Comuni sardi, oggi lasciati nell’incertezza. 3) Il definanziamento delle opere comunali già appaltate ma senza contratto firmato entro il 31 dicembre 2024 è un altro indizio evidente della necessità di rastrellare risorse a danno degli enti locali. Un’interpretazione restrittiva della delibera CIPESS sta penalizzando anche Comuni che avevano già concluso le procedure di gara. 4) A tutto ciò si aggiunge il taglio di 1,6 miliardi alle Province, che aggrava ulteriormente la condizione degli enti territoriali, con effetti negativi sui servizi locali. 5) Infine, il ridimensionamento del PNRR su asili nido e case della salute, per dirottare fondi verso le grandi aziende di Stato, completa un disegno preciso: fare cassa sacrificando i territori. Tre indizi fanno una prova. Qui siamo già a cinque".
Così il deputato dem Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.
"A fronte di tutto questo - conclude Lai - stupisce l’atteggiamento di esponenti del centrodestra pronti a difendere a spada tratta l’operato del governo. Prima di lanciarsi in arringhe d’ufficio, dovrebbe avere l’umiltà di leggere i documenti ufficiali. Si accorgerebbero che la cassa langue, e che le promesse verso i piccoli Comuni sono rimaste senza risorse e senza risposte. Il resto sono chiacchiere. E noi non ci stiamo".
"Il Passante di Bologna rappresenta un'opera strategica per la mobilità non solo del territorio interessato ma del Paese. In questi mesi si sono rincorse dichiarazioni ambigue e confuse da parte di esponenti della maggioranza di governo sulla sua realizzazione. Apprendiamo che finalmente il Ministro Salvini se ne sta occupando. Deve farlo però, a differenza di quanto sta accadendo, coinvolgendo Regione ed Enti Locali. Per correttezza istituzionale e perché si facciano le cose nel modo migliore, anche garantendo gli interventi previsti sulla qualità ambientale e legati alle priorità del territorio. Mi riservo di assumere in merito iniziative parlamentari". Così Andrea De Maria deputato PD.
“Presenterò nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare urgente per verificare se corrisponda al vero quanto sta emergendo in queste ore, ovvero la possibile revoca dei finanziamenti del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021–2027 ai Comuni per interventi già appaltati ma non ancora contrattualizzati. Se confermata, si tratterebbe di un fatto gravissimo, che rischia di compromettere opere pubbliche fondamentali per le comunità locali.”
“Appare un rischio sempre più concreto che arrivino ai Comuni — tramite le Regioni — le prime comunicazioni di revoca dei finanziamenti FSC relativi a interventi regolarmente programmati e già appaltati, ma ancora privi della sola firma del contratto. È un fatto che si fonda su un’interpretazione restrittiva della delibera CIPESS n. 79/2021, secondo cui solo la sottoscrizione del contratto costituirebbe l’‘obbligazione giuridicamente vincolante’ (OGV) necessaria a garantire il mantenimento del finanziamento. Ma a nessun Comune o amministrazione locale era stato ufficialmente comunicato che l’unico atto valido sarebbe stato esclusivamente la firma del contratto. Al contrario, in molti casi si riteneva sufficiente l’aggiudicazione definitiva.”
“Questo atto unilaterale da parte dello Stato si somma alle già gravi azioni denunciate in questi giorni sul Fondo di solidarietà comunale, erogato solo parzialmente, e rappresenta un ulteriore colpo all’autonomia e all’operatività dei Comuni. Le amministrazioni locali si trovano ora con opere già appaltate, spesso urgenti e attese dai cittadini, ma bloccate a causa della perdita improvvisa delle risorse necessarie a realizzarle.”
“Il Governo chiarisca subito se intende rimediare a questa situazione inaccettabile e se intende prevedere strumenti straordinari per consentire la prosecuzione dei progetti colpiti. Le comunità locali non possono pagare il prezzo di norme oscure, interpretazioni rigide e mancate comunicazioni da parte dei Ministeri.”
Lo dichiara il deputato PD della Commissione Bilancio, Silvio Lai
"Il Ministero dell'Ambiente non ha ancora presentato la terna dei nominativi a Presidente del Parco nazionale dell'Elba: un atto dovuto da proporre alla Regione Toscana. Invece di adempiere alle leggi vigenti la destra continua quindi ad inventarsi miseri espedienti per commissariare gli enti territoriali imponendo alle comunità locali figure senza competenze e senza radicamento con il solo obiettivo di occupare poltrone. Chiediamo al Ministro Pichetto Fratin di bloccare la nomina a commissario del Parco Nazionale dell'Elba Matteo Arcenni, sindaco di Terricciola (provincia di Pisa), imposto da Fratelli d'Italia": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani.
"I Parchi nazionali sono un presidio straordinario e una opportunità di sviluppo sostenibile del territorio, hanno bisogno di una governance equilibrata, supportata da esperienze, capacità e confronto costrittivo con le comunità territoriali e non possono essere inutilizzate come riserve di sottogoverno per gli amici degli amici. Noi non facciamo il toto nomi ma pretendiamo che a gestire le ricchezze del nostro territorio siano persone qualificate e con esperienze comprovate": conclude.
“Ancora nessuna certezza sulla riassegnazione delle risorse sottratte ai comuni dal Governo Meloni con la rimodulazione del Pnrr oltre due anni fa. Il Ministero dell’Interno continua ad essere vago mentre moltissimi enti locali in tutta Italia hanno enormi difficoltà per far quadrare i bilanci e iniziare o completare le opere previste”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sulla discussione della interrogazione sul Piano nazionale di Ripresa e resilienza svolta a Montecitorio.
“Quello che sappiamo ad oggi è che circa 1900 opere pubbliche, già finanziate dal PNRR, hanno subito per decreto nel maggio del 2023 una decurtazione delle risorse; si tratta peraltro di interventi che riguardano settori chiave quali la messa in sicurezza dei territori colpiti dal rischio idrogeologico, la manutenzione e la riqualificazione di infrastrutture viarie e l'idoneità degli edifici pubblici e delle scuole. Il governo ha ribadito in più occasioni che tali somme verranno restituite ma i comuni interessati non hanno avuto alcuna informazione e soprattutto non vi è ancora nessuna certezza sulla tempistica. L’interrogazione che ho presentato aveva proprio l’obiettivo di definire modalità chiare ma ancora volta questa destra ‘manda la palla in tribuna’ senza dare nel merito ai comuni alcuna informazione utile”: conclude.
“A Prato ci sono imprenditori tessili seri ed onesti che vanno aiutati e non criminalizzati. Esiste, purtroppo come dappertutto, una sacca di delinquenza che va estirpata e punita ma pensare di gettare discredito su una intera città e su uno dei distretti più importanti d’Italia che occupa migliaia di lavoratori non è soltanto sbagliato ma anche controproducente. Chi a destra non perde tempo per fare sciacallaggio elettorale sul futuro di una comunità dimentica colpevolmente che le indagini riguardano soltanto una piccola parte degli scarti e che in questi anni sono stati sviluppati progetti da parte degli enti locali per promuovere non solo il corretto smaltimento dei rifiuti ma anche il completo riciclo. Siamo a fianco degli amministratori e delle imprese del territorio per cercare di trovare nuove soluzioni sostenibili e capaci di coniugare lavoro, sicurezza e ambiente. lasciamo volentieri alla destra accuse sconclusionate ed inutili”. E’ quanto dichiara Marco Simiani, a seguito della missione a Prato della commissione Ecomafie svolta oggi, martedì 17 giugno.
“Il centro di chirurgia pediatrica presso l’Ospedale ‘San Vincenzo’ di Taormina è l’ennesimo presidio sanitario che viene chiuso in Sicilia: nonostante sia un riparto di eccellenza dell’isola che collabora da decenni con il Bambin Gesu e nonostante le proteste di famiglie dei bambini malati e della comunità territoriale che non ha soluzioni alternative sul territorio per curare i propri figli”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefani Marino depositando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
“La chiusura sarebbe riconducibile a una carenza di personale medico e a decisioni di riorganizzazione sanitaria regionale non condivise con le comunità locali. E’ emerso infatti che il reparto di Taormina sarà cancellato per fare posto a una cardiochirurgia pediatrica a Palermo. Secondo tale convenzione, stipulata dalla Regione Sicilia con i nuovi appalti, il cardiochirurgo dovrà però essere presente una volta ogni due settimane per due giorni mentre, invece, a Taormina è attualmente presente un’equipe 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Questa decisione si inserisce in un più ampio contesto di progressivo smantellamento di servizi sanitari in Sicilia: si segnalano infatti recenti chiusure o riduzioni di reparti e servizi ospedalieri nei presidi di Sciacca, Nicosia, Barcellona Pozzo di Gotto, Licata e altre località, con gravi ripercussioni sull’accesso alle cure, soprattutto in aree interne e disagiate. Meloni, Schifani e Schillaci sono i responsabili di questo disastro”: conclude.
“Proprio questa mattina Svimez ha lanciato l’ennesimo avvertimento al Governo Meloni, stimando che i 2/3 della crescita del Mezzogiorno dipendono dalla piena attuazione del PNRR. Il Piano rappresenta un’opportunità enorme per i territori meridionali ma rischia anche di diventare un boomerang se le risorse non verranno spese interamente, visto che da quando la destra governa il Paese tanti investimenti e politiche pubbliche nazionali sono stati o amputati o addirittura abbandonati.”
Così Piero De Luca e Ubaldo Pagano, rispettivamente Capigruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche dell’UE e in Commissione Bilancio a Montecitorio, a margine della Tavolo rotonda “34 & 40% al Sud”, tenutosi nel pomeriggio a Lamezia Terme.
“Per il Governo Meloni il PNRR è ad oggi un fallimento. Come se non bastasse, lo stesso Governo ha definanziato una serie di fondi ulteriori dedicati alle politiche di sviluppo del Mezzogiorno: a partire dal fondo perequativo infrastrutturale, fino ad arrivare al progetto della ZES Unica, passando per i miliardi di euro tolti al Fondo di Coesione e agli enti locali per finanziare il Ponte sullo Stretto. Oggi parlare di effettivo rispetto della clausola del 40% in favore del Sud è pura utopia, considerato che gli ultimi dati pubblici a riguardo sono fermi al 31 dicembre 2023. Un fatto che, purtroppo, non deve stupire, visto il totale disinteresse che questo Governo dimostra ogni giorno verso il futuro del Mezzogiorno e la completa assenza di trasparenza che contraddistingue il suo operato. Uno scenario che sarebbe stato addirittura peggiore se la Corte Costituzionale non avesse smantellato la follia secessionista dell’autonomia differenziata firmata da Calderoli.”
"Il Decreto Infrastrutture rappresenta un'opportunità per colmare il gap della provincia di Grosseto e anche per dare una ulteriore possibilità al Ministro Salvini di poter riparare ai tagli ed alle promesse fatte in questi anni e mai mantenute. Per questo motivo abbiamo presentato come Pd una serie di emendamenti al provvedimento attualmente in discussione a Montecitorio". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera.
"Per quanto riguarda le strade - sottolinea il deputato dem - gli emendamenti depositati riguardano il completamento della strada Tirrenica, che il governo ha promesso di finanziare ma dal quale, fino ad ora, ha soltanto tolto risorse già stanziate dai precedenti esecutivi. Per le ferrovie abbiamo chiesto la progettazione e la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica, per dare seguito dell'ordine del giorno approvato dalla Camera nei mesi scorsi, e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto", conclude Simiani.
Domani mattina alla Camera il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, guidato da Antonio Tajani, sarà chiamato a rispondere all’interrogazione presentata dal Gruppo parlamentare del Partito Democratico, che denuncia il “grave boicottaggio tecnico e istituzionale del referendum perpetrato nei confronti dei cittadini italiani residenti all’estero.Un voto ostacolato non da un divieto formale, ma da tagli ai fondi, ritardi nella spedizione dei plichi elettorali, assenza di campagne informative sui media in lingua italiana e disservizi organizzativi, che hanno compromesso seriamente l’esercizio democratico del voto. La denuncia arriva da numerose comunità italiane nel mondo che hanno segnalato l’impossibilità concreta di partecipare alla consultazione dell’8 e 9 giugno. L’interrogazione è stata promossa dai deputati del Pd eletti all’estero Toni Ricciardi, Nicola Carè, Christian Di Sanzo, Fabio Porta. “Come deputati eletti all’estero – dicono i democratici - abbiamo il dovere di vigilare sulla piena attuazione del diritto di voto per milioni di connazionali iscritti all’AIRE. Per questo, domani chiederemo conto in Aula al ministro Tajani sui fondi stanziati, sui criteri adottati per la loro ripartizione tra i consolati e sulle direttive operative eventualmente impartite". Ecco il testo della domanda a cui dovrà rispondere il Maeci: "Si chiede di sapere quale sia l'ammontare complessivo e il riparto dei singoli capitoli dei fondi stanziati per l'organizzazione del voto degli italiani all'estero in occasione dell'attuale tornata elettorale, anche in raffronto alle ultime due tornate elettorali (elezioni politiche 2022 ed elezioni europee 2024) e quali siano i criteri adottati dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per la distribuzione delle risorse economiche tra le sedi consolari, tenuto conto delle differenze di popolazione iscritta all'AIRE, dei costi locali e della necessità di garantire parità di accesso e condizioni eque per l'esercizio del voto”.
“Una serie di interventi per realizzare, modernizzare e mettere in sicurezza strade, ferrovie, termodotti e bacini idrici della Toscana”: questi i contenuti del pacchetto di emendamenti, concordato con il Pd regionale, presentato al Decreto Infrastrutture, attualmente in discussione a Montecitorio, dai deputati Pd eletti nella regione.
“Per quanto riguarda gli assi viari principali abbiamo chiesto il completamento della strada Tirrenica; la messa in sicurezza della Fi-Pi-Li, della Tosco – Romagnola e della Statale 12 dell’Abetone e del Brennero; l’adeguamento della Firenze – Siena; il completamento della Due Mari con particolare riferimento al tratto aretino. Stessa attenzione per la viabilità territoriale con la demolizione e ricostruzione del ponte sul fiume Cecina nei pressi del porto; con la realizzazione del Lotto Zero della Cassia vicino a Siena e con la progettazione del tratto stradale tra le località Maroccone e Chioma, nel territorio comunale di Livorno. Abbiamo anche proposto di togliere il pedaggio, per i residenti, alla barriera dell’A12 tra Palazzi e il casello di Rosignano e nella tratta tra i caselli Firenze Nord e Firenze Sud nell’autostrada A1.
“Sul trasporto su rotaia abbiamo chiesto il ripristino dei finanziamenti tagliati dal governo sulla Tramvia di Firenze e l’Interporto di Livorno; la realizzazione dell’Alta Capacità ed Alta Velocità ferroviaria nella tratta Genova – Roma della dorsale tirrenica; il raddoppio della linea Siena-Poggibonsi e la progettazione di nuove linee di trasporto rapido di massa per i collegamenti verso le località balneari e turistiche in provincia di Grosseto.
“Altri emendamenti riguardano poi la mitigazione del rischio idraulico nei comuni di Manciano, Calenzano, Quarrata e Campi Bisenzio e la realizzazione di termodotti per calmierare le bollette energetiche delle imprese”: è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“Dopo dieci anni, per la prima volta, i dati del ministero dell'Interno segnalano un aumento dei reati di violenza: è la prova evidente del clamoroso fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza”. Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenuto in Aula durante l’esame degli ordini del giorno al decreto Sicurezza, nella seduta fiume chiusa all'alba.
“Invece di fermarsi per correggere la rotta – prosegue l’esponente dem – l’esecutivo accelera verso il muro, proponendo un decreto che stravolge il nostro Codice Penale con decine di nuovi reati, spesso pericolosi, in molti casi inutili, ma certamente inefficaci per migliorare la sicurezza reale dei cittadini. Questo provvedimento non prevede un solo euro per investimenti in sicurezza. È l’ennesima conferma che non si vuole intervenire in modo concreto, ma solo alimentare una propaganda sterile”.
“La maggioranza - ha concluso Gianassi - ha bocciato un ordine del giorno a mia prima firma che impegnava il governo a finanziare i Comuni, vero primo avamposto delle politiche di prevenzione sul territorio. È lo stesso governo che con la legge di bilancio ha sottratto oltre 7 miliardi di euro agli Enti locali. Altro che sicurezza questa è il decreto dell’insicurezza”.
“Lo scaricabarile di oggi del viceministro alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, che sul taglio delle risorse per la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade dà la colpa alle province che non sanno spendere, è grave e falso. I dati non dicono questo, perché si tratta di risorse che sono programmate e rendicontate su più anni. Alcune di esse sono addirittura opere complesse che non possono concludersi ed essere rendicontate in un anno. Rixi trovi scuse migliori per giustificare l’ingiustificabile e, cioè il taglio da parte del governo di 1,7 miliardi di euro fondamentali per le nostre infrastrutture viarie”. Ma soprattutto non dice niente di certo su come intende rimediare a questo taglio pesantissimo che rischia di compromettere la sicurezza dei cittadini e mettere in difficoltà imprese e amministrazioni locali. Salvini smetta di seguire l’ossessione del Ponte sullo stretto e dia subito le risposte che i territori si aspettano”. Così i componenti del Partito Democratico della commissione Ambiente della Camera, Marco Simiani (capogruppo), Augusto Curti, Eleonora Evi, Sara Ferrari commentano la risposta del sottosegretario Rixi all’interrogazione presentata dalla capogruppo Braga e da tutti i deputati Pd, discussa oggi nel corso del question time in commissione.
“In provincia di Enna i Commissariati di Polizia sono trascurati, sottodimensionati ed in locali non adeguati rispetto alle funzioni che devono espletare: in particolare nei comuni di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia. Il Ministro Piantedosi deve intervenire immediatamente per risolvere queste problematiche anche al fine di contrastare in modo efficace la criminalità e garantire la sicurezza dei cittadini”: è quanto chiede la deputata Pd Maria Stefania Marino in una interrogazione depositata a Montecitorio.
“I commissariati distaccati della Polizia di Stato svolgono un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza pubblica in un territorio complesso dal punto di vista orografico, socioeconomico e con una presenza significativa di fenomeni criminali, anche riconducibili alla criminalità organizzata come la provincia di Enna. i cittadini e le amministrazioni locali hanno espresso più volte preoccupazione per l’indebolimento del sistema di sicurezza pubblica (che ha subito anche la recente chiusura del Tribunale di Nicosia) sollecitando interventi urgenti. E’ inammissibile che questo governo di destra parli di sicurezza ogni giorno senza però garantire presidi efficienti ed adeguati sul territorio”: conclude.