20/02/2025 - 15:23

"Come abbiamo denunciato con forza nei mesi scorsi, le bugie raccontate dalla destra sulle concessioni balneari si sono scontrate contro il muro della realtà rappresentato dalla direttiva Bolkestein. Il Governo ha tradito le promesse fatte all'intero settore per anni, e lo ha fatto nel peggiore dei modi, creando una situazione di caos che si ripercuote ancora oggi non solo sugli operatori ma anche sugli amministratori locali, lasciati del tutto allo sbando. L'ultima pronuncia del Tar Liguria lo conferma, laddove afferma che la proroga al 30 settembre 2027, come articolata dal Governo e dalla maggioranza, è illegittima, considerando sia l'assenza di un accordo scritto tra lo Stato italiano e la Commissione europea sul punto, sia l'impossibilità che, in ogni caso, un simile accordo possa prevalere sulle pronunce della Corte di Giustizia. Una decisione che purtroppo riapre l'incertezza, quando peraltro siamo ancora in attesa del decreto ministeriale sulla definizione dei criteri per calcolare l'equa remunerazione ai concessionari uscenti, su cui andrebbero coinvolti immediatamente enti locali e parti sociali. Tanta confusione insomma, si brancola nel buio, e la piena responsabilità è di un Governo non all'altezza”.

Così il capogruppo dem in commissione Ue della Camera, Piero De Luca.

 

19/02/2025 - 19:51

Delusione" è la parola che più spesso è stata ripetuta oggi in Comitato diritti umani della Camera dai rappresentati di Kairos Palestina, un movimento cristiano palestinese che sostiene la fine dell'occupazione israeliana e la liberazione dalle posizioni più estremiste di entrambe le parti per arrivare a una riconciliazione tra i due popoli. Delusione per l'assenza di una presa di posizione chiara e netta della comunità internazionale - Italia inclusa- rispetto alle continue violazioni dei diritti dei palestinesi che il governo israeliano compie quotidianamente sia a Gaza che in Cisgiordania.
"L’occupazione in Cisgiordania avanza - ha riferito Munther Isaac, pastore e teologo cristiano palestinese - La sola Betlemme è circondata da 90 checkpoint e da 20 insediamenti israeliani ed è sempre più isolata, rischia di diventare un'altra Gaza, e la stessa cosa sta accadendo ad Hebron, Nablus e altre località. La vita per i palestinesi dei territori occupati è sempre più insostenibile, mentre i coloni israeliani possono fare tutto quello che vogliono, anche cacciare i palestinesi e occupare le loro case e le loro terre nella totale impunità".
"Israele si muove al di sopra delle leggi e del diritto internazionale con il sostegno dei suoi alleati - ha denunciato con fermezza Munther Isaac -. Noi palestinesi chiediamo che il diritto internazionale venga applicato e i diritti garantiti a noi come agli israeliani. Com'è possibile che il mondo non reagisca neanche quando Trump prefigura la pulizia etnica a Gaza? Il messaggio che viene mandato è chiaro: il diritto internazionale non esiste più, vale la legge del più forte. E tutto questo è documentato. La nostra comunità cristiana in Terra santa è a rischio di scomparire, tanti se ne stanno andando per mancanza di futuro.”
Un messaggio la cui responsabilità ricade anche sul governo italiano che non solo non riconosce lo Stato di Palestina, non chiede la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e, perfino, contravviene ai mandati di cattura emessi dalla Corte penale internazionale negando la possibilità di arrestare Netanyahu se venisse in Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

19/02/2025 - 16:53

Quasi 7, 7 milioni di euro nel prossimo quinquennio di ulteriori tagli agli enti locali della provincia di Grosseto: è quanto emerge purtroppo dal decreto di riparto dei contributi alla finanzia pubblica causato dalla Legge di Bilancio 2025. Il Governo Meloni priva quindi i nostri territori di notevoli risorse e costringerà le amministrazioni locali a ridurre la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali. Nonostante gli annunci ed i falsi proclami questa destra sta devastando le amministrazioni locali”.  E’ quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

19/02/2025 - 15:17

“Nel decreto Pa licenziato oggi dal Consiglio dei ministri viene sospesa fino a fine 2025 la norma ‘taglia idonei’ nei concorsi pubblici che lo stesso governo Meloni aveva introdotto improvvidamente nel 2023. Si sono accorti evidentemente che hanno paralizzato inutilmente la pubblica amministrazione e soprattutto gli enti locali con una legislazione stupida è inefficace. Questo passettino in avanti è un risultato della mobilitazione di tanti ragazzi e ragazze che si sono organizzati in questi mesi, del Partito Democratico che con tante interrogazioni e atti parlamentari ha sempre contrastato questa scelta, dei sindacati che hanno organizzato innumerevoli iniziative e dei comuni che hanno contestato scelte che li danneggiavano nel reclutamento del personale.  Dopodiché, questa misura tardiva in ogni caso non basta. Va eliminato definitivamente il tetto del 20 per cento sulle graduatorie e per quel che riguarda gli idonei non ci si può limitare ai concorsi soltanto di quest’anno. Presenteremo emendamenti per ripristinare definitivamente una situazione normale che aiuti l’accesso di migliaia di giovani al pubblico impiego”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

18/02/2025 - 17:30

“Il decreto Milleproroghe è l’ennesima dimostrazione di una politica fatta di misure parziali e di corto respiro. Il governo Meloni punta al consenso immediato senza affrontare riforme strutturali. Sulla Sanità, il governo ha annunciato interventi sulle liste d’attesa, approvando un decreto per aumentare le risorse, ma solo per la sanità privata accreditata. Tuttavia, i decreti attuativi non sono stati ancora emanati, e il disegno di legge per affrontare la carenza di personale sanitario è fermo da mesi. Inoltre, il Milleproroghe avrebbe dovuto concedere alle Regioni maggiore flessibilità di spesa sanitaria (utilizzando lo 0,7 per cento del fondo sanitario nazionale), ma questa misura è scomparsa dal testo definitivo. Nel frattempo, milioni di italiani rinunciano alle cure, la sanità privata cresce a scapito della pubblica, e la migrazione sanitaria dal Sud al Nord pesa per 5 miliardi di euro. Il governo non investe risorse adeguate, accompagnando di fatto il sistema verso una privatizzazione progressiva”. Lo ha detto in Aula alla Camera Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, durante la discussione generale sul decreto Milleproroghe.

“Il governo – conclude Merola - riapre i termini per accedere alla cosiddetta ‘Rottamazione-quater’ delle cartelle esattoriali, per i debitori decaduti a seguito del mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate previste, mentre prepara la quinta, senza distinguere tra chi è realmente in difficoltà e chi sfrutta il meccanismo per rinviare i pagamenti. Le precedenti quattro rottamazioni hanno lasciato un buco di 21,6 miliardi sui 64,5 previsti, e ora la maggioranza discute se destinare altri 5,2 miliardi a una nuova rottamazione o 3-4 miliardi alla riduzione delle aliquote IRPEF. Il governo, mentre non stanzia fondi per medici e infermieri e impone tagli agli enti locali, favorisce chi può evadere le tasse, penalizzando i lavoratori dipendenti e compromettendo equità fiscale e welfare. Altro che quinta rottamazione, questo governo sta rottamando il Paese”.

 

17/02/2025 - 18:22

“Siamo soddisfatti che sia stato approvato nell'esame di questo provvedimento un emendamento del Partito Democratico, a mia prima firma e sottoscritto dai colleghi Marco Simiani, Marco Sarracino, Ubaldo Pagano e Stefano Graziano, per garantire un sostegno concreto alle famiglie di Ischia ancora prive di tutele.

In attuazione del Piano di ricostruzione della Regione Campania per l'Isola di Ischia, che prevede la delocalizzazione anche di edifici situati in aree a rischio non mitigabile, vengono finalmente stanziati 4 milioni di euro. Questi immobili devono essere equiparati a quelli direttamente danneggiati dal sisma e dalla frana del 2017 e del 2022, riconoscendo così la necessità di un supporto specifico per i proprietari coinvolti.

Pur avendo richiesto 50 milioni, consideriamo questo stanziamento un primo passo fondamentale per tutelare i diritti di chi, senza questa nuova norma, sarebbe rimasto privo di ogni forma di sostegno, nonostante l’obbligo di delocalizzazione imposto dal Piano di ricostruzione.

Continueremo a lavorare affinché il governo rafforzi gli strumenti di tutela e garantisca risorse adeguate per la sicurezza e la ricostruzione dell’isola”.

Così il capogruppo democratico nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

14/02/2025 - 13:10

"E' necessario istituire un fondo statale, finalizzato al completamento di edifici pubblici previsti dal Pnrr ed in particolare le scuole, le cui risorse siano destinate agli enti locali che hanno registrato ritardi e conseguentemente perso la possibilità di utilizzare i finanziamenti europei, a seguito di comprovate cause non imputabili alla stazione appaltante". Lo chiede la vicepresidente dei Deputati PD Simona Bonafè.

"I problemi del governo sull'attuazione del Pnrr sono evidenti e certificati dalla Corte dei Conti. Se a questo aggiungiamo i fallimenti delle imprese, che costringono a indire nuove gare, emerge come i comuni, soprattutto di piccole e medie dimensioni, potrebbero essere costretti a ripagare tutte le tranche dei finanziamenti concessi per l’opera qualora non venisse rispettata la tempistica fissata in sede comunitaria. Nel corso del dibattito del Decreto Emergenze ho depositato un emendamento in questa direzione, purtroppo respinto. Faccio un appello a tutte le forse politiche affinché si giunga, su questo tema, ad una soluzione condivisa: per evitare quindi gravissimi dissesti economici ai comuni interessati e disagi per le comunità territoriali coinvolte", conclude Bonafè.

 

14/02/2025 - 12:42

“I tagli agli enti locali e il commissariamento della diga di Vetto sono la prova".

“Autonomisti a parole ma centralisti nei fatti. Non può essere diversamente e lo dimostrano i tagli lineari fatti agli enti locali che ne mettono in discussione il ruolo importante nell’architrave istituzionale del nostro Paese. Ma è dimostrato anche dagli emendamenti che entrano nei decreti 'last minute' ed escludono, per un’opera importante per un territorio, come la diga di Vetto, la Regione Emilia-Romagna. La scelta di individuare un commissario per l'opera è una logica da 'amichettismo poltronaio', utile solo a distribuire incarichi ben pagati, senza tenere conto delle esigenze reali del territorio”. Così in una nota congiunta i deputati emiliani del Pd, Ilenia Malavasi e Andrea Rossi.

“La Regione Emilia-Romagna – aggiungono gli esponenti dem - ha già dato un importante contributo al progetto, con un finanziamento di 300 mila euro e un impegno diretto con le bonifiche e le agenzie territoriali. Questo governo sta tradendo il dialogo e la collaborazione istituzionale che avevano contraddistinto i progetti sotto il governo Draghi, in cui la Regione era attivamente coinvolta nella progettazione dell'opera, con una convenzione tra le bonifiche dell'Emilia centrale, la bonifica parmense, l'autorità di bacino e l'agenzia territoriale dell'Emilia Romagna per il ciclo idrico e rifiuti, grazie allo stanziamento di 3,2 milioni di euro”.

"Tuttavia – concludono Malavasi e Rossi – l’esclusione della necessaria intesa nell'individuazione del commissario avanzata da un nostro emendamento, è la dimostrazione che anche gli ultimi paladini leghisti ammainano la bandiera dell'autonomia a favore di un dirigismo centralista”.

 

14/02/2025 - 12:32

Coinvolgere gli enti locali e garantire risorse certe

“Nel corso dell’audizione del ministro Pichetto Frattin alla Camera abbiamo dato il nostro contributo su tre aspetti fondamentali per il futuro della Terra dei Fuochi. Il primo aspetto riguarda la programmazione e quindi la necessità di promuovere un accordo di programma tra la regione Campania e gli enti territoriali interessati, per un’efficace gestione, su base pluriennale, e per un periodo comunque non inferiore a 15 anni, delle risorse finanziarie già stanziate e di quelle ulteriori che si dovessero rendere necessarie. Il secondo aspetto è legato ai protocolli sanitari che devono essere adottati così come specifiche indagini epidemiologiche sul territorio per individuare e mitigare eventuali rischi per la salute della popolazione. Il terzo aspetto riguarda la necessità di dare piena implementazione del Rentri, il registro per la tracciabilità digitale, al fine di garantire la piena tracciabilità dei rifiuti”. Così i componenti democratici della commissione Ecomafie nel giorno dell’audizione del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilbertlo Pichetto Frattin nell'ambito del filone d'inchiesta riguardante il sistema di smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania, con particolare riguardo alla Terra dei fuochi.

 

14/02/2025 - 10:43

“Con la scomparsa di Mimmo Lucà perdiamo un uomo che ha dedicato la sua vita alla difesa dei lavoratori, alla giustizia sociale e alla dignità delle persone più fragili. Un cristiano sociale autentico, che ha saputo coniugare valori e azione politica con passione e coerenza.

“Nel suo lungo impegno in Parlamento, Mimmo ha portato sempre avanti le istanze dei più deboli, con un'attenzione costante alle politiche sociali e ai diritti dei lavoratori.

“Ma Mimmo Lucà non è stato solo un grande parlamentare: è stato un punto di riferimento per il Piemonte e, in particolare, per il Torinese, a cui ha dedicato il suo impegno politico e sociale. Battendosi per la sua crescita e per la tutela dei diritti delle persone e delle comunità locali.

“Ci lascia un esempio prezioso di politica intesa come servizio, una lezione che dobbiamo portare avanti. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio più sincero abbraccio.”

Lo ha dichiarato in una nota sui social network la Vicepresidente Nazionale del PD Chiara Gribaudo

13/02/2025 - 18:11

Braga e Guerra: ancora una pagina nera

“Molto grave che il governo lasci fuori il terzo settore dalla coprogettazione degli investimenti del Pnrr per la riqualificazione sociale delle aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale” lo dichiarano la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga e la responsabile economica del Pd, la deputata, Maria Cecilia Guerra al termine della seduta delle commissioni bilancio e ambiente della camera che ha esaminato il dl emergenze-Pnrr.“I commissari di governo che, secondo il decreto, dovranno predisporre piani straordinari di riqualificazione sociale per alcune aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale - aggiungono le democratiche - non saranno tenuti a coinvolgere attivamente gli enti del Terzo settore presenti nel territorio nella formulazione di questi piani. Anche se sono enti che su quei territori costituiscono un presidio, in coordinamento con gli enti locali, o anche in autonomia, nelle situazioni in cui le istituzioni sono meno presenti, per il contrasto e l’aiuto al disagio sociale alla vulnerabilità e al disagio giovanile.

Bocciati gli emendamenti che abbiamo presentato come Partito democratico, e gli analoghi emendamenti presentati dalle altre opposizioni e persino di una parte della maggioranza. Il confronto con il terzo settore potrebbe fare perdere tempo, questa la motivazione ufficiale, che nasconde la solita grande arroganza di chi non conosce il lavoro sul campo, costruito con generosità e costanza, e non con interventi estemporanei, dagli enti del terzo settore. Un’altra pagina nera nelle decisioni di questa maggioranza” concludono le democratiche.

 

13/02/2025 - 17:22

Bucci e Piciocchi non hanno nulla da dire?

“Il governo colpisce gli enti locali e con l’approvazione del decreto in Stato-città impone alle regioni e ai comuni un contributo forzoso che per la Liguria equivale a quasi 50 milioni (esattamente 49.351milioni) e per Genova quasi 20 milioni (esattamente 19.486 milioni). Un contributo devastante che inciderà pesantemente sulle casse degli enti locali già in affanno. Questo per Genova e la Liguria vorrà dire meno risorse per servizi essenziali, trasporti, scuole, assistenza sociale e manutenzione delle infrastrutture. E ancora una volta a pagare il prezzo più alto saranno i cittadini. Il Presidente della Regione Bucci e il sindaco facente funzione Piciocchi non hanno nulla da dire su questo prelievo forzoso, che equivale a un taglio ai servizi per i cittadini liguri, previsto dal governo dello schieramento politico di cui fanno entrambi parte? Come intendono difendere la Liguria e Genova? Siamo di fronte a una scelta inaccettabile, che mette in ginocchio i territori e colpisce direttamente la qualità della vita dei cittadini. Come Partito Democratico interverremo in Parlamento in tutti i modi possibili per invertire questo sistema e garantire agli enti locali le risorse necessarie per scongiurare ulteriori tagli ai servizi ai cittadini", così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo dopo la discussione in Commissione bilancio

 

13/02/2025 - 15:11

"Il governo Meloni colpisce ancora una volta gli enti locali, imponendo tagli pesantissimi che si tradurranno in minori servizi per i cittadini. Con il decreto approvato ieri in Stato-Città, Comuni e Province subiranno un contributo forzoso di 1 miliardo e 740 milioni di euro nei prossimi cinque anni. Si tratta di una scelta scellerata che mette in ginocchio le amministrazioni locali, già alle prese con difficoltà economiche e con la crescente domanda di servizi essenziali." Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, commentando il provvedimento del governo che impone nuovi tagli alle risorse destinate agli enti locali.

"Secondo i dati ufficiali - prosegue Scarpa - ai Comuni verranno sottratti ben 1 miliardo e 350 milioni di euro, mentre Province e Città metropolitane vedranno un taglio di 150 milioni di euro. È un attacco diretto a chi ogni giorno lavora per garantire servizi fondamentali come trasporti, scuole, assistenza sociale e manutenzione delle infrastrutture. Ancora una volta la destra dimostra di non avere alcun rispetto per i territori e per i bisogni dei cittadini. I tagli alla spesa corrente non sono numeri su un bilancio: significano letteralmente meno servizi per i cittadini. Tagliare la spesa corrente vuol dire scuole con meno manutenzione e meno risorse per il sostegno agli studenti, meno corse di autobus, meno assistenza per anziani e disabili, strade meno sicure e meno interventi per la sicurezza del territorio. Il governo Meloni sta condannando le amministrazioni locali a dover scegliere quale servizio essenziale sacrificare. È inaccettabile il silenzio di tanti amministratori locali del centrodestra, che dovrebbero farsi sentire con forza contro questi tagli che penalizzano direttamente i cittadini che amministrano. L'impatto di questi tagli sarà drammatico anche per i comuni delle province di Treviso, Venezia e Belluno. I numeri parlano chiaro: i Comuni della Provincia di Belluno perderanno complessivamente oltre 5,8 milioni di euro in cinque anni, con un aumento progressivo fino a 1,97 milioni nel 2029. I Comuni della Provincia di Treviso subiranno un taglio totale di oltre 15,8 milioni di euro, con 5,47 milioni sottratti solo nel 2029. I Comuni della Città Metropolitana di Venezia saranno tra quelli complessivamente più penalizzati, con una riduzione di oltre 33,9 milioni di euro, arrivando a 10,74 milioni nel 2029. Un esempio ancora più evidente dell'impatto di questi tagli lo si vede relativamente ai capoluoghi di queste province: il Comune di Belluno perderà complessivamente 905.000 euro, passando da 90.187 euro nel 2025 a 305.251 euro nel 2029. Comune di Treviso subirà tagli per un totale di 2,44 milioni di euro, con 828.251 euro nel 2029. Il Comune di Venezia sarà tra i più penalizzati, con una riduzione di oltre 19,3 milioni di euro, passando da 1,93 milioni nel 2025 a 6,53 milioni nel 2029. Anche gli enti provinciali e la Città Metropolitana subiranno tagli pesanti: la Provincia di Belluno avrà una riduzione di 712.036 euro tra il 2025 e il 2029. La Provincia di Treviso subirà un taglio di quasi due milioni e mezzo di euro (2.495.760 complessivi per i cinque anni 2025/29). La Città Metropolitana di Venezia sarà costretta a rinunciare a più di tre milioni di euro (3.007.459 euro 2025/2029). Queste cifre si tradurranno inevitabilmente in meno risorse per i servizi essenziali delle comunità locali. I cittadini vedranno ridotte le corse degli autobus, i fondi per le mense scolastiche e il sostegno per i più fragili. I Comuni si troveranno costretti a tagliare la manutenzione di strade e ponti, lasciando i territori ancora più esposti a situazioni di emergenza. Questi tagli non sono scelte tecniche: sono decisioni politiche che danneggiano il tessuto sociale del nostro Paese. Mentre il governo di Giorgia Meloni vara condoni fiscali per gli evasori e fa regali ai grandi gruppi economici, a pagare il prezzo più alto sono le comunità locali, costrette a ridurre servizi essenziali per far quadrare i conti. Questa politica di tagli indiscriminati è inaccettabile e rischia di compromettere la qualità della vita di milioni di persone. Come Partito Democratico ci opporremo con forza a questa ennesima ingiustizia e continueremo a batterci per garantire agli enti locali le risorse necessarie a svolgere il loro ruolo in favore dei cittadini. Non permetteremo che il governo scarichi sulle amministrazioni comunali il peso delle proprie scelte sbagliate", conclude Scarpa.

 

12/02/2025 - 19:20

“Il Partito democratico vota contro questo provvedimento che modifica la disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma. La criticità principale riguarda l’articolo 3 del testo, relativo agli organi della Fondazione, poiché il governo e la maggioranza hanno deciso di intromettersi pesantemente nelle nomine a discapito delle richieste che giungevano dal territorio. Infatti, a differenza delle aspettative che c’erano, non vi è stato alcun dialogo, né ascolto e si è deciso con un colpo di mano, in un mondo al contrario, quello dell'autonomia differenziata, e in una mancanza totale di rispetto per gli enti locali, di decidere d’imperio, con nomine decise unicamente dalla presidenza del Consiglio. Non solo il sindaco e il presidente della provincia non potranno nominare nessuno, ma non verranno nemmeno consultati. Si tratta di una scelta miope e arrogante. Da un lato si sventola la bandiera dell’autonomia differenziata, dall’altro si decide senza alcun confronto con il territorio, con l’obiettivo di controllare in modo ridicolo anche le nomine di una fondazione che ha una vocazione locale. Ci troviamo dinnanzi ad una volontà di potere egemonico, ad una ingordigia di potere utile solo per piazzare qualche amico, negando ogni rappresentanza alle comunità locali, che vengono completamente espropriate. Una direzione di marcia che purtroppo sta ormai contraddistinguendo questo governo e questa maggioranza, che non si occupa dei bisogni dei cittadini, ma di occupare poltrone per ampliare il loro ‘effimero’ potere”.

Così la deputata democratica, Ilenia Malavasi, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo Pd alla Ddl Modifiche alla disciplina della Fondazione Ordine costantiniano di San Giorgio di Parma.

 

 

10/02/2025 - 10:54

"Depositata una interrogazione al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per sollecitare la pubblicazione dell’avviso di assegnazione dei fondi previsti dalla Delibera del Cipess che ha incrementato la dotazione del Programma Operativo Complementare (POC) 'Energia e Sviluppo dei Territori' di oltre 234 milioni di euro, portandola a un totale di circa 355 milioni di euro. Tuttavia, nonostante il significativo stanziamento, l’avviso per l’assegnazione delle risorse agli enti locali non è ancora stato pubblicato, causando forti preoccupazioni tra le amministrazioni locali". Lo riporta una nota sul provvedimento sottoscritto dai deputati Pd Simiani, Chiara Braga, Vinicio Peluffo, Ubaldo Pagano, Augusto Curti, Eleonora Evi e Sara Ferrari.

"L’assenza di un bando operativo rischia di compromettere la possibilità per gli enti locali di pianificare interventi cruciali per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. Molti Comuni si sono già attivati, predisponendo la documentazione necessaria e investendo risorse pubbliche per essere pronti. Il ritardo mette a rischio l’effettiva realizzazione dei progetti, con la scadenza del programma fissata al 31 dicembre 2026. La mancata pubblicazione dell’avviso rappresenta quindi un ostacolo alla transizione energetica e alla decarbonizzazione del paese, proprio in un momento in cui la lotta alla crisi climatica richiede azioni rapide e coordinate. È necessario un intervento immediato per sbloccare la situazione e garantire che i fondi vengano utilizzati in modo efficace ed efficiente", conclude la nota.

 

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