“Oggi alla presidente Meloni è arrivata la lettera dei gestori balneari che chiedono la convocazione di una riunione di urgenza per uscire dalla situazione di forte incertezza che colpisce il settore e che certificano l’inerzia e incapacità del suo governo, come il Pd denuncia da mesi. La maggioranza ha messo il comparto balneare, colonna del turismo italiano, in una situazione di caos totale lasciando senza alcuna prospettiva il futuro delle spiagge e delle coste italiane. Decidere di non decidere non risolve nessun problema, si ripercuote soltanto in negativo sugli operatori ma anche sugli amministratori locali che sono lasciati soli ad affrontare il tema sui rispettivi territori. Il governo intervenga subito per una normativa ragionevole che permetta di avviare le procedure di evidenza pubblica, tenendo conto dei molteplici aspetti delicati che riguardano i concessionari esistenti, le coste e i comuni. Lo stiamo chiedendo da tempo. Ci vuole serietà, è ormai finito il tempo della demagogia”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Con il Salva casa Salvini fa un grande favore alla rendita immobiliare, creando una deregulation totale. Monolocali che diventano loculi abitabili, possibilità di sanatoria senza dover dimostrare la doppia conformità delle opere difformi realizzate. Insomma una gran confusione, sanatorie a go go e nessuna risposta concreta ai veri problemi della casa come gli alloggi per studenti, famiglie che hanno difficoltà a trovare case dignitose a costi sostenibili. Il Partito Democratico ha presentato emendamenti specifici su temi di stretta attualità per garantire il diritto alla casa, realizzare un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica, limitare la crescita esponenziale nelle città dei B&B, contrastare il caro affitti, aumentare l’offerta di alloggi per gli universitari fuorisede e sostenere i giovani per l’acquisto della prima casa. Il nostro obiettivo è approvare una legge organica che contrasti anche il consumo di suolo, il decoro delle città e dia le giuste risorse ai Comuni per migliorare le politiche abitative. Ma a questa maggioranza e al ministro Salvini tutto questo non interessa visto che sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti. Questo decreto poteva essere l’occasione giusta per introdurre un sistema sostenibile di incentivi; anche perché come vediamo in questi giorni, se rallenta il settore edile (affossato definitivamente dal Governo Meloni che ha tolto ogni sostegno fiscale), il Pil italiano crolla. E nonostante le rassicurazioni del Ministro Giorgetti niente è stato fatto. Ogni speranza è stata disattesa". Lo ha detto in Aula il capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani, intervenuto sul dl salva - casa.
“Siamo di fronte ad una deregulation totale. Deroghe alle dimensioni minime degli alloggi, alle altezze per i locali abitabili; ad oggi la dimensione minima è 2,70 m, con il “salva casa” viene ridotta a 2,40. I monolocali vengono ridotti a 20 m quadri per l’abitabilità di una persona e a 28 m quadri per quella di due, quindi secondo Salvini evidentemente 20 × 2 fa 28.
Deroghe alle distanze dai confini, mancanza di rispetto della dotazione di standard e infine l’eliminazione della doppia conformità, una delle norme più gravi che hanno appena approvato consentendo di fatto costruzioni di volumi nuovi in aggiunta, di edifici totalmente diversi e collocati in modo diverso, di edifici che violano le norme vigenti in materia antisismica. Tutti interventi per i quali sarebbe previsto un nuovo permesso per costruire.
Una deregulation totale, un favore alla rendita immobiliare e nessuna risposta ai problemi veri quelli della casa, degli affitti brevi, degli alloggi per gli studenti. La destra ha mostrato il suo vero volto addirittura peggio dei condoni di berlusconiana memoria”.
Lo ha detto la capogruppo PD Chiara Braga intervistata da Radio radicale a margine della commissione Ambiente di Montecitorio.
Salvini sdogana la “casetta dei setti nani” e decide di ridurre le dimensioni minime per l’abitabilità dei monolocali a 20 metri quadri. E intanto riduce anche l’altezza minima dei locali abitabili.
Una scelta scellerata che aprirà la strada ad alloggi sempre meno vivibili e sempre più costosi. Un Governo che è pronto a fare favori alla rendita immobiliare ma non fa nulla per sostenere gli affitti, non vede l’emergenza abitativa, né la carenza di case per studenti che saranno i più penalizzati da questa pessima norma.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
Ancora una volta eventi climatici estremi provocano danni e disagi gravi a Como e a tutto il territorio pedemontano. E c’è ancora chi si permette di fare facili ironie, schierandosi con chi continua a negare l’esistenza stessa della crisi climatica. Grazie a Protezione civile, amministratori locali e volontari che stanno aiutando a riportare a normalità la situazione ma servono azioni immediate di adattamento e prevenzione del dissesto idrogeologico, politiche di cura del territorio e sostegno ai Comuni per riparare i danni subiti.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Dopo 4 mesi dal via libera definitivo delle Antitrust competenti non sappiamo ancora quale sarà il piano industriale di Beko che ha nel nostro paese oltre 5000 lavoratori. Con questa totale incertezza stupisce, ancora una volta, l’atteggiamento del Ministro Urso che convoca tavoli istituzionali che si risolvono con un nulla di fatto e sottolinea soltanto come il governo potrebbe attivare la golden power, senza però dare la certezza di cosa comporti concretamente tale misura per il futuro degli stabilimenti italiani, ed in particolare per quello di Siena.” E’ quanto dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana, depositando una nuova interrogazione parlamentare .
“I sindacati chiedono da tempo rassicurazioni circa le prospettive future del sito di Siena, anche perché il gruppo Arçelik non investe in maniera significativa sul polo produttivo della città toscana da ormai 10 anni, mentre possiede stabilimenti in Polonia e Romania dove vengono prodotti altri frigoriferi, dichiara Fossi, per il quale “a Siena sono oltre quindici anni che sono stati attivati gli ammortizzatori sociali e ad oggi sono 9 i giorni lavorativi di stop al mese. Dall’incontro al Ministero delle Imprese svolto il 25 giugno scorso non è emerso niente di nuovo: Beko - prosegue il deputato Pd- ha sottolineato solo il calo degli ordinativi per quanto riguarda la fabbrica toscana. Lo scenario rimane quindi incerto e le recenti notizie sulla potenziale chiusura del sito produttivo di Yate, vicino a Bristol, con 150 dipendenti non sono sicuramente rassicuranti. Vogliamo che il Governo Meloni si attivi concretamente per avere certezze sul futuro e chiarire definitivamente quali saranno le iniziative che metterà in campo se la multinazionale non escludesse delocalizzazioni anche nel nostro paese”: conclude Emiliano Fossi.
La destra non ha più scuse
"Abbiamo presentato nuovamente un emendamento che toglie il pedaggio tra il casello di Rosignano - San Pietro in provincia di Livorno almeno fino alla completa realizzazione della strada Tirrenica. Si tratta di una norma di buonsenso che eliminerebbe un’assurda tassa (peraltro anche aumentata con il Governo Meloni) che gli automobilisti sono costretti a pagare per soli tre chilometri". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera Marco Simiani.
"Siamo convinti della bontà della nostra Iniziativa: Regione Toscana, comunità locali, enti territoriali, esponenti politici di maggioranza ed opposizione si sono infatti espressi contro questa gabella. Speriamo che questa volta, rispetto ai mesi scorsi, la destra appoggi la proposta senza alimentare polemiche sterili. Dal momento che ad oggi la Tirrenica, nonostante le false promesse di Salvini, non è stata finanziata e non esistono tempistiche certe sul suo completamento il pedaggio tra Rosignano e San Pietro va tolto. Basta scuse!", conclude Marco Simiani.
“Purtroppo avevamo ragione: in Toscana tra Province e Comuni il Governo Meloni taglierà nei prossimi 5 anni quasi 100 milioni di euro. Si tratta di risorse che una destra allo sbando sottrarrà agli enti territoriali solo per fare cassa e che costringerà le amministrazioni locali a ridurre la manutenzione degli immobili pubblici, i servizi alla collettività, i sussidi alle famiglie, la scuola, i trasporti e, soprattutto, i servizi socio-assistenziali”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Abbiamo lanciato l’allarme oltre un mese fa chiedendo al governo di fermarsi: non solo non siamo stati ascoltati dai colleghi di maggioranza ma addirittura accusati di produrre fake news in chiave elettorale. La verità è venuta però fuori ed è la prova provata che questa destra è incapace, ma soprattutto in malafede”: conclude Emiliano Fossi.
“È molto grave che il governo e la maggioranza abbiano mentito agli italiani e al parlamento: prima delle elezioni scongiuravano i tagli, adesso invece confermano pienamente il taglio agli enti locali di 250 milioni di euro, senza l'intesa della Conferenza Stato-città, per cinque anni colpendo prevalentemente quelli che hanno ricevuto più fondi con il Pnrr. Tagli del tutto insensati, con cui vengono sottratte risorse ad interventi per servizi ai cittadini, asili, politiche sociali, cura del territorio e la prevenzione del dissesto idrogeologico”. Così il capo gruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
"Ora è ufficiale: il Governo Meloni ha calato la mannaia sugli enti locali. A farne le spese anche il nostro territorio, con un taglio che per i prossimi cinque anni sarà di oltre 4 milioni e 700mila euro a livello provinciale, di cui oltre 1,8 milioni soltanto per il capoluogo. Questo il contenuto del Decreto comunicato dal Ministero dell’Interno il 4 luglio, con il quale si certificano ufficialmente i dati che erano stati trasmessi in anteprima alcune settimane fa, proprio da. Marco Simiani, scatenando la derisione e le invettive del sindaco Vivarelli Colonna che aveva bollato quei dati come ‘balle spaziali’": è quanto dichiara una nota congiunta del deputato Pd Marco Simiani, di Carlo De Martis capogruppo "Grosseto Città aperta" e di Davide Bartolini Capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Grosseto.
"Sorte non migliore avevano avuto le iniziative politiche intraprese dai gruppi di opposizione di Grosseto Città Aperta e Partito Democratico: il consiglio comunale del capoluogo era stato chiamato a prendere posizione contro questo gigantesco piano di tagli con un ordine del giorno che, tuttavia, il sindaco e la sua maggioranza avevano visto bene di respingere, evidentemente più interessati ad ingraziarsi i loro capi politici anziché tutelare gli interessi dei cittadini grossetani. E guarda caso in quella seduta mancava proprio l’assessore-onorevole di Fdi Fabrizio Rossi, che in Parlamento aveva visto bene di dare il suo voto favorevole ai tagli che ora andranno ad impoverire il nostro territorio. Ormai l'amministrazione comunale di Grosseto è allo sbando, prigioniera di un sindaco che attende solamente la fine del mandato per dedicarsi, per fortuna, ad altro. Gli unici suoi momenti di visibilità sono soltanto quando, nelle sue 'simpatiche' apparizioni video, risponde alle critiche ed in particolare a quelle dei suoi oppositori politici, o magari anche di semplici cittadini come avvenuto di recente, mai entrando comunque nel merito e divertendosi soltanto a dileggiare gli avversari senza contraddittorio e senza argomenti seri.
Adesso il nostro primo cittadino, rimasto mestamente in silenzio, proverà ancora una volta a fare finta di niente, ma i cittadini purtroppo se ne accorgeranno presto quando per compensare i tagli del governo verranno ridotti i servizi o aumentate, ancora, le tasse": conclude la nota.
"Il ministro Tajani intervenga per riportare Nessy Guerra e sua figlia in Italia sane e salve. E' la richiesta che, come Intergruppo per i diritti delle donne e le pari opportunità abbiamo inoltrato oggi con un'interrogazione. Nessy Guerra sta vivendo un vero incubo, nascosta in una località segreta in Egitto, insieme alla figlia, per sfuggire al marito violento. Rischia di perdere la libertà e la figlia. Un incubo iniziato dopo che i due, sposati in Italia, si sono trasferiti in Egitto da dove l'uomo è originario. La ragazza ha raccontato che da quel momento sono iniziati i problemi: manipolazioni, violenze fisiche e psicologiche, maltrattamenti consumati anche davanti alla figlia. Comportamenti non nuovi per l'uomo che in Italia era già stato condannato per a tre anni di reclusione per violenza sessuale, stalking e lesioni nei confronti dell'ex compagna. Esasperata, Nessy decide di andarsene di casa, ma il marito la denuncia per adulterio e prostituzione reati che in Egitto vengono puniti col carcere. A questo si aggiunge che, dopo l'istanza di divorzio presentata dalla nostra connazionale, il tribunale egiziano le ha tolto la figlia, potrebbe condannarla a due anni di carcere e affidare la bambina al padre violento.
La denuncia dell'avvocata che assiste Nessy Guerra è chiara: il consolato egiziano in Italia non trasmette alle autorità del Cairo il casellario giudiziario dell'uomo da cui è evidente che si tratta di una persona violenta e pericolosa e la rappresentanza diplomatica italiana risponde che l'Italia ha ottimi rapporti con l'Egitto.
Tutto questo costringe Nessy e la figlia a vivere nascoste e nella paura. Chiediamo al ministro Tajani di riportarle in Italia al più presto e di intervenire presso la nostra rappresentanza diplomatica in Egitto perché la assista adeguatamente". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità.
"Il Nord Italia continua ad essere flagellato dal maltempo ed in piena stagione estiva: località di Val d'Aosta e Piemonte sono devastate da alluvione e frane mentre il Governo Meloni, distratto dalle elezioni in Francia e dalle nomine in UE, continua a tagliare i fondi contro il dissesto idrogeologico. Ci auguriamo che vengano stanziati subito ristori adeguati per famiglie ed imprese in difficoltà e che la destra, oltre alla vuota solidarietà del Ministro Santanchè che torna a parlare dopo mesi, metta le risorse necessarie ed in tempi brevi evitando i ritardi assurdi registrati dalle popolazioni di Emilia e Toscana. I mutamenti climatici sono purtroppo una realtà e non basteranno gli exploit della destra francese o americana a cancellarli": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
Il Ministero dell’ambiente avalla la scelta di Toti e della Lega in Regione e promuove la perimetrazione provvisoria del Parco di Portofino limitata a tre comuni. Da tempo stigmatizziamo questa decisione incomprensibile e inaccettabile, che disattende: la volontà dei sette comuni che avevano chiesto di entrare nel Parco; il parere di Ispra, che sottolineava come non ci fosse motivo di ridurre la perimetrazione di aree di rilevante valore naturalistico e disattende anche la giustizia amministrativa andando contro i pareri del Tar che hanno dato una sonora e motivata bocciatura alla perimetrazione a tre. Con questa scelta, il centrodestra locale e il Governo consenziente tengono in ostaggio un’intera porzione di territorio privandola di una maggiore opportunità di sviluppo e tutela. Non rispettano la volontà di enti locali e associazioni che si sono chiaramente espressi contro un parco francobollo e bloccano finanziamenti essenziali per uno sviluppo sostenibile. Il Ministero - nonostante in un inciso parli di possibile, futura estensione in sede di perimetrazione definitiva, senza però precisare tempi e modalità e rimandando sempre tutto alla Regione, che già si è chiaramente espressa sulla sua posizione, si mostra ostaggio di una Giunta regionale acefala, con il Presidente agli arresti domiciliari, e ignora pronunciamenti, pareri e richieste che non possono e non dovrebbero essere trascurati e sottovalutati”, così la deputata e vicepresidente PD alla Camera Valentina Ghio dopo la riposta all’interrogazione presentata con il capogruppo PD in Commissione Ambiente Marco Simiani, in cui chiedevano al Ministero dell’Ambiente quale fosse la posizione rispetto alla riduzione drastica del perimetro del Parco di Portofino dopo le recenti sentenze del Tar che hanno palesemente sconfessato le indicazioni della Regione e annullaro il decreto del Ministero.
“I fondi per i campi flegrei non sono certo una concessione del Ministro Musumeci. Ancora una volta la destra interpreta la gestione delle risorse pubbliche come una loro gentile concessione e non un diritto delle cittadine e dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Piero De Luca e Marco Sarracino, i quali aggiungono: “gli enti locali sono quelli che più di tutti conoscono quel territorio. Estrometterli da decisioni importanti e’ un grave errore. Ma c’è di più: in realtà parte rilevante delle risorse che il governo stanzia sono fondi della Regione, già previsti dunque per i cittadini di quelle comunità. Ci troviamo dunque dinanzi al solito gioco delle tre carte. Il tutto mentre attendiamo che venga firmato il tanto annunciato accordo di coesione del governo con la Regione Campania per liquidare finalmente oltre 5 miliardi di euro di FSC vergognosamente bloccati senza ragione alcuna da oltre un anno".
“I fondi per i campi flegrei non sono certo una concessione del Ministro Musumeci. Ancora una volta la destra interpreta la gestione delle risorse pubbliche come una loro gentile concessione e non un diritto delle cittadine e dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati del Pd, Piero De Luca e Marco Sarracino, i quali aggiungono: “gli enti locali sono quelli che più di tutti conoscono quel territorio. Estrometterli da decisioni importanti e’ un grave errore. Ma c’è di più: in realtà parte rilevante delle risorse che il governo stanzia sono fondi della Regione, già previsti dunque per i cittadini di quelle comunità. Ci troviamo dunque dinanzi al solito gioco delle tre carte. Il tutto mentre attendiamo che venga firmato il tanto annunciato accordo di coesione del governo con la Regione Campania per liquidare finalmente oltre 5 miliardi di euro di FSC vergognosamente bloccati senza ragione alcuna da oltre un anno".