“Il Def è una cambiale in bianco sul futuro del Paese. Per evitare contraccolpi elettorali la destra ha evitato di definire i contenuti programmatici del Def e anche sul quadro macroeconomico tendenziale non va meglio. La previsione del Pil all’1 per cento contraddice tutte le stime fatte da Bankitalia, Europa e Fmi e la crescita del debito pubblico e del deficit apre ad un possibile prossima procedura di infrazione Ue”:
Lo dichiara la vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, sul parere relativo al Documento di Economia e Finanza votato in I Commissione.
“Il governo - aggiunge - non esplicita inoltre alcuna decisione sulle grandi priorità come la sanità, la scuola, il lavoro, gli investimenti e la politica industriale e gli enti locali. Non vi è nessuna anticipazione sulle misure da confermare che scadranno a fine anno come il taglio Irpef, il taglio dei contributi previdenziali, la detassazione del welfare aziendale e dei premi di produttività, la riduzione del canone Rai, il differimento di plastic e sugar tax, il rifinanziamento della legge Sabatini per gli investimenti e più in generale per la competitività del Paese. Quello che è certo - conclude - è che quando finirà la crescita, dovuta sostanzialmente all’attuazione del Pnrr, su cui pure ci sono ritardi dovuti alla riprogrammazione in atto, l’Italia rischierà la recessione”.
“Le cittadine della costa sono le punte di diamante del nostro comparto turistico estivo. Per questo motivo è necessario ed urgente riconoscere lo ‘status di comune marino’ per quelle località turistiche che durante il periodo estivo vedono aumentare esponenzialmente il numero dei residenti con ricadute sui servizi, dalla sanità, alla viabilità, alla sicurezza e ai trasporti e individuare come ovviare a tali criticità. Si tratta di centri abitati, spesso con poche migliaia di residenti, ma che nella stagione estiva accolgono milioni di turisti. E’ poi indifferibile un piano nazionale per salvaguardare le nostre coste dall’erosione: interventi tampone finanziati dagli enti territoriali non sono più sufficienti per contrastare i mutamenti climatici”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, a margine del “G20 Spiagge” in programma a Caorle.
“Un governo di irresponsabili non è ancora intervenuto, nonostante le continue sollecitazioni di Anci, per permettere ai comuni di prorogare oltre il 30 aprile l’approvazione delle tariffe Tari. Siamo in presenza di un vuoto normativo, a seguito di alcune sentenze del Consiglio di Stato, che rischia di aumentare esponenzialmente le bollette di imprese e cittadini. Non solo il Governo non sta dando indicazioni concrete in merito ma ha addirittura stoppato ogni iniziativa parlamentare che avrebbe risolto la situazione. La proroga è necessaria anche in virtù che i Pef 2024/2025 sono stati elaborati in questi giorni. Occorre agire ed in fretta per permettere agli enti locali di predisporre tariffe calmierate”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani.
Al fine di rafforzare le relazioni commerciali e lo sviluppo delle imprese tra Italia e Francia, ho incontrato alla Camera dei Deputati il Direttore Generale della Camera di Commercio Italiana di Nizza, Agostino Pesce, insieme alla collega On. Stefania Marino. L’incontro ha avuto come fulcro la discussione di strategie innovative per la promozione internazionale e lo sviluppo delle imprese nei due Paesi. Durante l’incontro, le parti hanno esplorato varie iniziative volte a intensificare la collaborazione bilaterale, con un occhio di riguardo verso le piccole e medie imprese che rappresentano il cuore pulsante dell’economia in entrambe le Nazioni. Le discussioni hanno incluso il potenziamento degli scambi commerciali, l’accesso a nuovi mercati, e lo sviluppo di piattaforme congiunte per l’innovazione e la ricerca. E’ stato poi citato l’importante lavoro fatto con i progetti « visitez l’Italie » e « dieci comuni » ed il ruolo strategico che hanno sempre di più gli amministratori locali nello sviluppo dei territori e l’attrazione degli investimenti.
“Questo incontro rappresenta un passo significativo verso un futuro di maggiore cooperazione e crescita congiunta tra Italia e Francia,” ha affermato il Direttore Generale Agostino Pesce. “Siamo convinti - dice Carè- che attraverso strategie condivise e un impegno costante, possiamo superare le sfide globali e sbloccare nuove opportunità per le nostre imprese.”
L’Onorevole Stefania Marino ha sottolineato l’importanza di tale collaborazione: “Lavorare insieme non solo rafforzerà le nostre economie, ma contribuirà anche a costruire un’Europa più forte e unita, capace di affrontare le sfide del futuro.”
“Sul il Pnrr, il governo è sempre più nel caos: da un lato nasconde al Parlamento le schede tecniche nel Def e dall'altro litiga con l'Europa sull'eventuale proroga oltre il 2026. I ritardi sono acclarati e le opere ancora non realizzate. Insomma tante promesse, tanti rinvii e pochi fatti”. Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Politiche UE alla Camera.
“Ciò che resta sono i tagli alla sanità, al welfare e agli enti locali. Ma su questo il governo è consapevolmente cieco” ha concluso De Luca.
Cosa ci nasconde il ministro Giorgetti sul Pnrr? Continua ad esserci un quadro di assoluta opacità sull’avanzamento del piano con ritardi, buchi e ripetuti rinvii mentre il governo insiste nel non consegnare al Parlamento, a cui spetterebbero di diritto, le schede tecniche dei lavori. Purtroppo le poche certezze che abbiamo sono il taglio di 1,2 miliardi di fondi alla sanità, l'eliminazione di 500 case ed ospedali di comunità, la riduzione di 100.000 posti in asili nido, e i 6 miliardi cancellati a comuni ed enti locali per interventi fondamentali per le nostre comunità. Se a questo quadro di per sé già preoccupante aggiungiamo l’auspicio di oggi del Ministro dell’Economia di una proroga del Pnrr oltre il 2026, i nostri timori aumentano. A questo punto, è sempre più evidente che Giorgetti nasconda qualcosa al Parlamento e al Paese.
Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Politiche UE alla Camera.
“Le risposte del governo a questa che possiamo ormai definire pandemia di peste suina non ci soddisfano. Occorre fare presto e meglio, perché fino ad oggi si è prodotta tanta carta, tanti piani, ma i risultati restano esigui o scarsi. Mentre la diffusione del fenomeno rischia di raggiungere anche il distretto di Langhirano e tutti gli operatori sanno bene cosa potrebbe significare per il comparto. Parliamo di un valore della produzione da un miliardo di euro. Serve maggiore impegno, una gestione efficace delle risorse, invece ci troviamo di fronte addirittura alla mancanza dell’atto formale di proroga del commissario straordinario, ai ritardi nell’implementazione della filiera degli abbattimenti, ad Asl locali non in grado di effettuare i controlli necessari. I dati ci dicono che la strategia fin qui adottata non è stata utile ad arginare la diffusione della peste suina, nonostante le sollecitazioni e le proposte giunte dalle Regioni, a cominciare dall’Emilia Romagna, e dalle associazioni venatorie. Gli interventi previsti dal piano straordinario vanno sburocratizzati e occorre mettere i territori nelle condizioni di agire. Non c’è più tempo da perdere”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, replicando in Aula a Patrizio La Pietra dopo la risposta del sottosegretario all’interpellanza sottoscritta anche dai deputati democratici, Antonella Forattini, Maria Marino e Andrea Rossi.
“E’ necessario un piano straordinario per contenere le erosioni delle coste: non soltanto per salvaguardare ambiente e territorio ma anche per garantire la sostenibilità dell'economia ricettiva e turistica locale, soprattutto in vista della stagione estiva. In Toscana dal 2016 la Regione ha investito 30 milioni di euro per realizzare interventi strutturali ma servono almeno altri 125 milioni per attuare misure prioritarie che interessano molti comuni e località di pregio. Chiediamo al governo, che fino ad oggi ha dimenticato questo problema, sottovalutando i mutamenti climatici e negando i finanziamenti per il Pnrr, di intervenire concretamente con risorse adeguate; chiediamo anche e agli esponenti di destra, sia a livello regionale che nazionale, di prendere atto della situazione e di attivarsi concretamente per salvaguardare un settore chiave della economia della Toscana”.
E’ quanto dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.
"Contro i morti sul lavoro occorre passare dalla parole ai fatti. Gli emendamenti del Partito Democratico al decreto Pnrr sono un primo strumento che concretizzare la 'Carta di Firenze': il patto tra istituzioni, enti locali, imprese e sindacati nel settore degli appalti pubblici e privati lanciata dal Pd della Toscana all'indomani della strage nel cantiere di Esselunga ed a cui è seguita una campagna di ascolto": è quanto dichiara il deputato e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
"Abbiamo sottolineato, in più occasioni, che un decreto omnibus come quello Pnrr non fosse adatto ad introdurre norme sulla sicurezza sul lavoro che necessitavo di un provvedimento apposito e di una approfondita discussione nelle Commissioni di merito. Detto ciò ci auguriamo che la maggioranza garantisca un confronto serio in Parlamento su un tema fondamentale come questo. Le proposte del Pd sono chiare da tempo e vertono su pilastri fondamentali: rafforzamento delle disposizioni finalizzate a restringere il ricorso all’appalto tra privati e a riconoscere il trattamento economico e normativo ai lavoratori delle imprese appaltanti previsto dalla contrattazione collettiva oltre ad estendere la disciplina in materia di tutele previste dal codice degli appalti pubblici anche tra privati; garantire che la patente a punti sia realmente efficace, le sospensioni obbligatorie, i corsi di formazione attentamente verificati e che vengano previste sanzioni anche in caso di violazione delle disposizioni in materia contributiva e lavoristica; fare in modo che venga realizzato un significativo incremento degli ispettori ed una aumento delle risorse per le attività ispettive delle Asl": conclude Emiliano Fossi.
“Il servizio pubblico entra a gamba tesa nella contesa elettorale. Anche oggi Tg squilibrati e un rappresentazione deviata di fatti locali, isolati e ancora tutti da verificare accompagnati dal silenzio su vicende di esponenti nazionali alcuni anche con incarichi di governo indagati o già a giudizio. Chiederemo spiegazioni e ai vertici Rai di riferire in vigilanza” duro il commento dei componenti del Pd nella commissione bicamerale di vigilanza Rai.
“Il Tribunale dei minori di Bologna versa in condizioni drammatiche e così altri 29 tribunali in Italia. La carenza di organico soprattutto amministrativo, superiore al 50%, porta ad un rallentamento allucinante dei procedimenti, con oltre 10.000 fascicoli pendenti nel solo tribunale di Bologna. Solo nel tribunale di Bologna ci sono situazioni che riguardano 3500 minori orfani, vittime di violenze, vittime di abusi che aspettano risposte adeguate ed hanno bisogno che queste risposte arrivino in tempi molto stretti. In particolare ricordiamo gli affidi o le adozioni, bambini che aspettano mesi e mesi le sentenze del tribunale per essere accolti dalle famiglie affidatarie o adottive, in questo caso per poter prendere il loro cognome e tutto questo comporta anche oneri burocratici a carico delle famiglie, con danno erariale a carico degli enti locali, senza tralasciare gli aspetti più importanti, inerenti alla sfera dei diritti dei minori che hanno bisogno di una particolare tutela anche dal punto di vista emotivo.
Abbiamo chiesto al ministro della giustizia se fosse a conoscenza della situazione del tribunale dei minori di Bologna e quali misure intendesse prendere per garantire una giustizia minorile in tempi decenti. La sottosegretaria Frassinetti ci comunica che sono stati indetti dei concorsi per aumentare il personale di questi tribunali, ma non possiamo non esprimere la nostra sincera preoccupazione poiché questi tribunali dei minori dovranno attendere ancora molti mesi e forse anni per arrivare ad una pienezza di organico, a discapito della tutela e dei diritti dei cittadini, in primis bambine e bambini. Trovo ipocrita istituire la giornata dell'ascolto dei minori, quando abbiamo servizi sociali sottodimensionati e tribunali dei minori sotto organico, luoghi deputati all'ascolto e alla presa in carico dei situazioni familiari a volte compromesse a danno dei bambini. Servono meno bandierine ideologiche e più coerenza e concretezza". Lo ha detto in Aula Ilenia Malavasi, deputata Pd della commissione Affari sociale della Camera, che ha presentato una interpellanza urgente al ministro Nordio sulla carenza di organico del tribunale minorile di Bologna.
“Conte ha sbagliato: a Bari c’era un percorso individuato insieme che coinvolgeva i candidati locali. Conte non può mettere in discussione la fermezza con cui il centrosinistra ha contrastato in questi anni nel capoluogo pugliese l’illegalità e la criminalità organizzata”. Lo ha detto questa mattina Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenendo a Radio anch’io.
“Mi auguro che possa chiarire, prima di tutto per rispetto della città di Bari e degli elettori di centrosinistra. Noi non smettiamo di fare opposizione alla destra di fronte ai gravi problemi che colpiscono i cittadini come i tagli alla sanità pubblica. Il nostro impegno per costruire l’alternativa non si ferma” ha aggiunto Braga.
“Le mozioni di sfiducia sono uno degli strumenti per contrastare l’operato del governo e della maggioranza che ieri si è compattata per difendere un ministro, la Santanchè, su cui pesano indagini e accuse gravissime come l’utilizzo improprio di fondi Covid, lo sfruttamento dei lavoratori, il falso in bilancio e la truffa aggravata ai danni dello stato. Grave non solo che non si sia dimessa ma che la Presidente Meloni non abbia chiesto di farlo per aver mentito al Parlamento e per le incompatibilità con il ruolo di Ministro che rappresenta il paese nel mondo. È una questione politica prima ancora che giudiziaria” ha concluso la capogruppo del Pd.
“La risposta del governo Meloni sulla vertenza Gkn, soprattutto dopo gli impegni presi in Parlamento, con l’approvazione dell’ordine del giorno al decreto Lavoro, è francamente inaccettabile e mortificante per le istituzioni. Non solo il sottosegretario Durigon ha infatti ammesso di non poter fare praticamente niente per salvaguardare i lavoratori, ma ha cercato di addossare tutta la responsabilità agli stessi operai accusandoli di aver ‘occupato’ gli spazi della fabbrica. Abbiamo un’azienda che è stata condannata da un Tribunale per aver violato la legge sulle delocalizzazioni, che prosegue a disertare i tavoli istituzionali ma che continua da mesi ad agire al di sopra delle regole scavalcando i sindacati e costringendo di fatto i lavoratori, da mesi senza stipendio e cassa integrazione, ad un esodo concordato. In questo contesto il governo ha l’obbligo di far rispettare le leggi e non accusare vigliaccamente i dipendenti che hanno peraltro presentato anche un progetto alternativo di riconversione produttiva dello stabilimento. Qualora i tempi si allungassero, in una situazione che vede palesemente la proprietà in torto, vanno attivati ammortizzatori sociali straordinari e costretta l’azienda a prendersi le proprie responsabilità. Chinare il capo come sta facendo oggi la destra è umiliante per l’intera nazione”. Cpsì il deputato e segretario del Pd della Toscana Emiliano Fossi in merito alla discussione della interrogazione sulla vicenda dello stabilimento Gkn di Campi Bisenzio, svolta oggi a Montecitorio.
“Da Giorgetti ci aspetteremmo meno auspici e più risposte. Forse perché ha la testa già altrove, ma è da qualche tempo che il ministro dell’Economia ha dimenticato di essere ministro. Da sua stessa ammissione stiamo andando incontro a una procedura per disavanzo eccessivo da parte della Commissione Ue. A ciò si aggiunge la rigidità del nuovo Patto di Stabilità che riflette fedelmente la debolezza negoziale dimostrata da questo Governo nel mettere nero su bianco le nuove regole. Di fronte a questo scenario, il ministro si limita a commenti da passante. Eppure avremmo tanto bisogno di qualcuno dalle parti del Mef che ci dica quali saranno le conseguenze sulla programmazione del bilancio dello Stato e quali le ripercussioni sulle autonomie locali. Interrogato, Giorgetti non risponde. Anche quest’anno ci prepariamo a navigare a vista.”
Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera.