“Con l’approvazione in Commissione Affari Costituzionali del Senato del ddl sull’Autonomia targato Calderoli, il Governo Meloni si schiera definitivamente contro il Mezzogiorno. Tutto per assecondare gli intenti secessionisti della Lega e mantenere gli equilibri al suo interno in uno scambio squallido con la riforma sul premierato fatto sulla pelle dei cittadini del Mezzogiorno e dei più deboli. Senza fondi e con un carico che grava pesantemente sul Sud, infatti, la sanità pubblica andrà in frantumi così come la rete di servizi fondamentale per la vita dei cittadini in particolare nei settori dei trasporti locali, della scuola, degli asili nido e delle politiche sociali. Mi chiedo come possa una destra che parla di nazione decidere di spaccare in questo modo l'Italia, nel silenzio colpevole dei colleghi eletti nel Mezzogiorno che avallano questo scempio senza colpo ferire. Come Partito democratico presenteremo degli emendamenti in legge di bilancio per prevedere che venga assicurata in via preliminare un'adeguata copertura finanziaria dei Lep e del fondo perequativo, nel rispetto della stessa Costituzione, e continueremo a batterci in tutte le sedi per fermare una riforma che rompe l'unità e la coesione nazionale.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd della Commissione Bicamerale Questioni regionali.
Ho partecipato alla cena organizzata all’ANFE Club Italiano di Brisbane per celebrare “La Settimana Della Cucina Italiana Nel Mondo” ed è stata un enorme successo, grazie all’insostituibile supporto della Presidentessa Maria Maruca e di quanti hanno partecipato e alla console d’Italia a Brisbane Luna Angelini Marinucci. Nel 2023, la cucina italiana è stata candidata per entrare a fare parte della lista Unesco. La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale è il titolo del dossier di candidatura presentato dal Ministero e sottolinea la ricchezza di un panorama gastronomico che non è fatto solo di prodotti di eccellenza e tradizioni, ma rappresenta l’insieme delle pratiche sociali, dei riti e della gestualità basate sui tanti sapori locali e regionali. Non volevo mancare a questa importante celebrazione per l’Italia e il gusto italiano nel mondo e ritengo che sia importante promuovere le tradizioni culinarie italiane e la conoscenza enogastronomica come tratto distintivo dell’identità e della cultura italiana.
Così il deputato del Pd Nicola Carè.
Deputati Pd presentano Interrogazione al ministero dell’Ambiente
“Perché il Ministero dell’Ambiente sta rallentando la pubblicazione del report ‘Rendis’ che dovrebbe elencare tutti gli interventi difesa del suolo? Forse non vuole certificare che il Governo Meloni è stato quello che non solo non ha investito, ma ha tagliato risorse più di ogni altro esecutivo, sul contrasto contro il dissesto idrogeologico?”. È quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani che ha presentato una interrogazione sul tema insieme ai colleghi Chiara Braga, Augusto Curti, Sara Ferrari e Rachele Scarpa.
“In questi mesi la destra, proprio quando occorreva investire di più e meglio in prevenzione, anche grazie ai finanziamenti del Pnrr, ha di fatto cancellato 1300 milioni di euro di progetti contro il dissesto idrogeologico soprattutto per i territori fragili; senza dimenticare che nella legge di Bilancio sono state sottratte risorse già stanziate su difesa del suolo e clima per quasi un miliardo di euro. E in tutto questo scenario devastante esponenti di governo e maggioranza hanno anche avuto il coraggio di criticare gli enti locali dopo le recenti alluvioni in Toscana. Il rapporto Rendis è fondamentale per avere un quadro puntuale ed efficace dei progetti finanziati e sullo stato degli interventi: dopo i ritardi dovuti alla pandemia ed alle elezioni anticipate è ora che il Ministero acceleri la sua pubblicazione”: conclude Marco Simiani.
"Giorgia Meloni ha tolto con la Legge di Bilancio quasi un miliardo di euro di risorse già stanziate per contrastare il dissesto idrologico: in particolare 100 milioni per la difesa del suolo e 840 milioni per i mutamenti climatici. Queste risorse sommate ai progetti Pnrr cancellati per circa 1300 milioni di euro certificano come il governo in un anno non solo non ha messo un euro ma ha addirittura tagliato completamente circa 2 miliardi e 300 milioni per mettere in sicurezza i territori. Con quale coraggio il ministro Musumeci ed esponenti della maggioranza hanno accusato nei giorni scorsi gli enti locali della Toscana sulla mancata prevenzione? Siamo di fronte ad un destra irresponsabile ed in malafede". Lo il deputato dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
“Come volevasi dimostrare la Commissione europea ha rilanciato la procedura di infrazione verso l’Italia sui balneari con un parere motivato. Questo non ci rallegra per niente, anzi ci preoccupa profondamente perché l'atteggiamento ottusamente propagandistico della destra sta portando il Paese verso il disastro. Evitando di affrontare il tema con una soluzione strutturale seria, equilibrata e ragionevole, il governo rischia di produrre danni irreparabili agli stessi operatori esistenti e agli amministratori locali che si trovano esposti ad una condizione di incertezza giuridica ed economica estremamente pericolosa”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“Quanto accaduto con la legge di delegazione europea è la cartina di tornasole dell'atteggiamento del tutto inconcludente del governo sui vari temi europei di attualità, dal Pnrr, al Mes, al Patto di Stabilità. Dopo mesi di discussione alla Camera sono spariti magicamente, infatti, i pareri - e quindi la posizione - del governo sugli emendamenti alla legge di delegazione europea. Per questo è stata rinviata sine die la sua approvazione. Ed è gravissimo perché in questo specifico testo sono contenute norme di recepimento di atti europei di primaria importanza per il riconoscimento di diritti fondamentali per i lavoratori, le famiglie, le imprese. Per tutti i cittadini italiani. Non sono una imposizione dell’Europa ‘cattiva’, come questo governo vuol fare credere. Parliamo del recepimento di norme sul salario minimo, sulla parità di retribuzione tra uomo e donna, sulla sicurezza ambientale nei posti di lavoro. Norme per garantire la rappresentanza di genere nelle società quotate. Per non parlare di quelle che prevedono il rafforzamento della cyber sicurezza negli enti locali. Eppure abbiamo visto quanto sia facile bucare anche la rete telefonica perfino della Presidenza del Consiglio dei ministri. Insomma, il clamoroso e colpevole ritardo rischia di produrre danni gravi in Italia. Per questo, chiediamo che si recuperi quanto prima il tempo che la destra sta facendo perdere al Paese”. Così il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue, intervenendo in aula alla Camera sul rinvio della legge di delegazione europea.
“È davvero incredibile che non si conoscano ancora i tempi della discussione e della votazione degli emendamenti al dl Campi Flegrei. Evidentemente per la maggioranza affrontare tale vicenda non rappresenta più un’urgenza. Gli amministratori locali di quel territorio continuano a gestire una situazione estremamente complessa e meriterebbero dunque attenzione e tempi certi. Il Partito Democratico, con i propri emendamenti, proverà a migliorare questo decreto, ma al tempo stesso ritiene che il provvedimento debba essere discusso quanto prima”. Così in una nota i parlamentari democratici Marco Simiani, Enzo Amendola, Piero De Luca, Stefano Graziano, Antonio Misiani, Marco Sarracino, Arturo Scotto e Valeria Valente.
Siamo molto preoccupati dopo i ritardi di 10 mesi sul ferrobonus per i tagli presenti in manovra. Se è una scelta di indirizzo, va nella direzione totalmente opposta rispetto agli impegni del governo agli obiettivi comunitari e alle necessità che abbiamo in questo momento, perché il tema dell'intermodalità è decisivo per un comparto che riguarda milioni di lavoratori, centinaia di migliaia di imprese e che ha necessità di avere dei segnali chiari di strategie e di investimento. Altra questione da affrontare è il rincaro dell'energia che non può essere scaricato sui soggetti che sono chiamati a fornire servizi. Chiediamo al governo una politica chiara di interventi per il trasporto ferroviario inserito nella logica di uno sviluppo del trasporto intermodale, di quella grande piattaforma logistica naturale che è l'Italia. Auspichiamo un confronto quotidiano su tutti i temi con tutti gli operatori del sistema, attraverso un tavolo tecnico e l’avvio di un dialogo con tutti i soggetti e le istituzioni anche locali chiamate sul territorio allo sviluppo dell’intermodalità. Se c’è un aspetto di cui non abbiamo davvero bisogno, è la valutazione sul trasporto merci a compartimenti stagni, come se esistessero dei blocchi che devono essere gestiti singolarmente perché poi le merci non si muovono a compartimenti stagni, si muovono grazie alle navi, ai treni e ai mezzi dell'autotrasporto insieme. E lasciare indietro il trasporto ferroviario, rispetto alla media europea, è un errore imperdonabile che non possiamo permetterci. Pertanto se nella pianificazione non teniamo conto di questa integrazione e addirittura diamo segnali devastanti come potrebbe essere la riduzione della missione 2.3 del Bilancio dello Stato, attualmente prevista nello stato di previsione MIT, sull’autotrasporto e l’intermodalità di 235,7 milioni di euro, rischiamo di non perdere competitività in quella che invece può essere una delle grandi mission del nostro paese nei confronti dell'Europa e del mondo. Quindi per non perdere questa occasione serve aprire subito il confronto con tutti gli operatori e creare finalmente dei luoghi per coinvolgerli.”
Così il deputato Pd Andrea Casu nel corso dello svolgimento in Aula di un’interpellanza urgente al governo sul trasporto intermodale delle merci, di cui è primo firmatario insieme alla presidente del Gruppo Pd Chiara Braga, ai capigruppo Pd delle commissioni Trasporti e Ambiente Barbagallo e Simiani, e ai deputati dem Bakkali, Ghio, Morassut, Curti, Ferrari, Scarpa.
“Nella legge di Bilancio dovranno essere inserite, dopo una attenta e capillare ricognizione dei danni, le risorse per la ricostruzione ed i risarcimenti per la Toscana ma occorre un decreto legge urgente per rendere immediatamente operative norme fondamentali per famiglie, imprese ed enti locali. Sulla sospensione dei mutui è già intervenuto tempestivamente il Presidente Giani ma rimangono scadenze che vanno posticipate. Ci riferiamo innanzitutto alla sospensione dei versamenti tributari ed amministrativi, come le bollette o le cartelle esattoriali, e la proroga degli adempimenti a carico dei comuni interessati. E’ altrettanto fondamentale garantire da subito un sostegno economico al reddito per lavoratori autonomi ed attivare ammortizzatori sociali per i dipendenti delle aziende colpite. Chiediamo per questo alla premier Meloni una convocazione urgente del Consiglio dei Ministri”. Così i parlamentari Pd eletti in Toscana Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Arturo Scotto, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
“La nostra proposta in materia di gioco pubblico è in campo da tre legislature e muove dalle relazioni approvate a larga maggioranza in Parlamento nel 2016 e si prefigge l’obiettivo di colmare le lacune e le storture del sistema, attraverso una legge organica a tutela delle persone, della legalità e delle imprese sane che operano nel settore. Non servono fughe in avanti nei decreti conseguenti alla delega fiscale, ma condivisione istituzionale con tutti i soggetti coinvolti. Facciamo nostre le preoccupazioni della Campagna nazionale ‘Mettiamoci in gioco’ in relazione ad alcune indiscrezioni secondi le quali si intenderebbe, nei fatti, avversare il tema della dipendenza declinando sostanzialmente larga parte della questione alla ‘responsabilità del singolo giocatore’. E’ un errore grave. Il legislatore, gli Enti locali e la politica tutta, hanno la responsabilità etica e morale di prevenire e curare concretamente la dipendenza. Ecco perché le regole si scrivono insieme. A partire dal tema della disponibilità dei dati che nella delega sul gioco è stata ottenuta grazie ad un nostro emendamento. Occorre una riscrittura delle regole su tassazione, gare per le concessioni, tracciabilità dei giocatori, soprattutto minorenni, e sull’online. Ad oggi il legislatore, anche a causa di una stratificazione legislativa poco efficace, non ha accompagnato la crescita ridondante del comparto con adeguate misure di contrasto e contenimento alle degenerazioni che un fenomeno così rilevante avrebbe conseguentemente prodotto: il riferimento è verso tutte le questioni di carattere sociale e sanitario e, non di meno, agli interessi che le organizzazioni criminali manifestano nei confronti del comparto dei giochi legale ed illegale. Serve invertire la rotta muovendo dalla sostenibilità e non più dagli appetiti per il gettito erariale. Per queste ragioni ci auguriamo che il governo sappia discutere con tutti i portatori di interesse coinvolti nel settore, anche degli effetti che il gioco produce sulle persone, e in Parlamento senza preclusioni verso le nostre proposte”.
Lo ha detto il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo per il Gruppo Pd al convegno sul “Gioco legale: regole uniformi per garantire sicurezza, legalità e gettito” nella Sala della Regina.
“L’audizione del Ministro Musumeci sulla situazione ai Campi Fregrei non ha chiarito le molteplici perplessità sul livello di rischio vulcanico dell’area e delle conseguenti misure di mitigazione. Da una parte ha ribadito di non avere competenza sulla tipologia di allerta, dall’altra ha sottolineato però come sia possibile un repentino passaggio da allerta gialla ad arancione. Ha poi segnalato l’importanza di una comunicazione chiara nei confronti della popolazione, quando invece il suo comunicato stampa in cui si parlava di eventuale passaggio all’allerta arancione ha avuto come unico effetto di creare allarme e preoccupazione tra la popolazione. Situazione ben lontana da quella che dovrebbe essere una gestione ordinata, coordinata con gli enti locali e consapevole in relazione ai rischi. Quello che emerge quindi è l’insufficienza della risposta del decreto che stiamo discutendo in questi giorni alla Camera, in relazione alle novità emerse”. È quanto dichiarano in una nota i parlamentari Pd Marco Simiani, Piero De Luca, Stefano Graziano, Marco Sarracino, Arturo Scotto, Antonio Misiani e Valeria Valente
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
Stamattina ho partecipato alla mobilitazione della CGIL Funzione pubblica Veneto in Campo San Tomà a Venezia per consegnare agli assessori regionali al bilancio e alla sanità le 20mila firme di lavoratori e cittadini in difesa della sanità pubblica. Eravamo in piazza per chiedere che anche la Regione faccia la sua parte per emendare una legge di stabilità che blocca nuovamente le assunzioni e i salari dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni, per chiedere che si proceda con un piano di assunzione entro fine anno per chi è nelle graduatorie di sanità ed enti locali, e infine per chiedere al governo le risorse adeguate e il personale necessario per la sanità pubblica e per gli enti locali in difficoltà. Si tratta di investimenti ormai irrinunciabili per la difesa di servizi ai cittadini e per venire in soccorso di organici ormai allo stremo.
La legge di bilancio della destra non può mortificare ancora l’impiego pubblico e promuovere un modello di sanità che discrimina persone e territori, e noi lo continueremo a dire nelle piazze e in Parlamento.
“Con la legge di bilancio si colpiscono pesantemente centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici, in particolare i dipendenti degli enti locali, degli Ufficiali giudiziari, delle aziende sanitarie, delle aziende ospedaliere del Servizio sanitario nazionale e delle aziende pubbliche dei servizi alla persona. Una cosa vergognosa. Il governo decide, in maniera inspiegabile, un ricalcolo al ribasso del rendimento delle pensioni. Uno scherzetto che costerà a migliaia di professionisti una perdita consistente. Dopo il definanziamento al Sistema Sanitario Nazionale, si colpiscono i lavoratori dei servizi pubblici, essenziali categorie che vivono da anni, sulla propria pelle - si pensi ai medici - le difficoltà quotidiane dei tagli rimanendo però la prima interfaccia per i cittadini. Il governo Meloni-Salvini oltre a tutte le bugie raccontate ai cittadini sulle pensioni aggiunge anche questo schiaffo al mondo del lavoro. È inaccettabile, daremo battaglia in Parlamento e scenderemo in piazza l'11 Novembre a Roma, per impedire questo sopruso e smascherare questo governo di bugiardi”. Così in una nota Marco Furfaro, deputato e componente della segreteria del Partito Democratico.
Dichiarazione on. Anthony Barbagallo, componente pd in Commissione Antimafia e segretario regionale del Pd Sicilia
“Dovrebbe chiamarsi decreto contro il Sud, quello che è approdato oggi alla Camera e concepito da un governo che non ama il Mezzogiorno. E che, cosa ancora più grave, oltre ai tagli agli Enti locali, al ridimensionamento delle Zes e all'incertezza dello stanziamento dell’80% dei fondi Fsc al Sud, rischia pericolosamente di schiacciare l’occhiolino alla mafia, proprio in un momento in cui, invece, dopo l’arresto di Messina Denaro bisognerebbe intensificare il contrasto e non invece tagliare di oltre 300 milioni il fondo per la valorizzazione dei beni confiscati”. Così il segretario regionale del PD Sicilia e componente della commissione antimafia, Anthony Barbagallo, durante il suo intervento in discussione generale a Montecitorio sul decreto Sud.
“L’anno scorso abbiamo ricordato – rincara Barbagallo nel suo intervento in aula - i 40 anni dall'approvazione della legge Rognoni-La Torre, frutto dell’intuizione dell’allora segretario del PCI siciliano che per questo pagò con la vita, venendo trucidato assieme a Rosario Di Salvo dai killer mafiosi di Totò Riina. Oggi – prosegue - registriamo un calo preoccupante della lotta alla mafia e ci troviamo a celebrare l'ennesimo scivolone del governo sui temi della legalità. Non solo sono i provvedimenti che si votano ma i ‘segnali’ che da essi vengono lanciati alla criminalità organizzata: sui beni confiscati il pugno deve essere fermo e l’azione dello stato inflessibile. Il taglio alle risorse, subappalti senza adeguate verifiche e affidamenti diretti, vanno invece in senso contrario a quanto La Torre ci ha insegnato. Una scelta ancora più grave considerando che l’80% di questi beni confiscati alla mafia si trovano nella mia regione, la Sicilia, in cui è assordante il silenzio su questo tema da parte di un ignavo presidente della Regione”.