“Chiediamo quali iniziative intendano assumere i ministri Calderone, Piantedosi e Salvini per affrontare il fenomeno delle aggressioni al personale dei mezzi del trasporto pubblico locale che è sempre più preoccupante e che non può rimanere ignorato”. È la richiesta dell’interrogazione presentata dal deputato del Pd Andrea Casu ai Ministri dell’Interno, dei Trasporti, del Lavoro e delle politiche sociali.
“Il Tpl assolve a una funzione fondamentale per garantire l'esercizio del diritto alla mobilità di tutti i cittadini; in questo contesto è rilevante il tema della sicurezza dei cittadini e del personale durante il servizio, in particolare per quel che riguarda gli autisti degli autobus e dei tram, il personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio e tutto il personale di front line. Purtroppo si assiste quasi quotidianamente a gravi episodi di violenza perpetrati contro il personale viaggiante, sottoposto ad atti di violenza sia verbale sia fisica. Nel marzo del 2022 è stato firmato un protocollo per la promozione della sicurezza nel processo di sviluppo del trasporto pubblico urbano tra i Ministeri dei trasporti e dell'interno, la conferenza Stato-regioni, l'Anci, le associazioni delle aziende e i sindacati firmatari del Ccnl per monitorare e migliorare la sicurezza dei conducenti dei mezzi del Tpl al fine di contrastare le aggressioni. Si è trattato di un atto molto importante che avrebbe dovuto portare all'istituzione di tavoli di lavoro su singole aree tematiche al fine, non solo di raccogliere dati e segnalazioni di aggressioni, ma anche a individuare innovazioni tecnologiche e buone pratiche che orientino lo sviluppo di politiche sulla sicurezza, quali, a esempio, la diffusione del cosiddetto «panic button», già presente in alcune realtà locali e in grado di dare l'allarme in caso di aggressione essendo collegato con la questura. Chiediamo pertanto ai ministri interrogati se intendano fare in modo che tale protocollo venga concretamente messo in atto in tempi brevi”.
“Le alluvioni in Emilia, Toscana e Marche hanno messo in ginocchio migliaia di imprese che rappresentano uno dei tessuti produttivi ed occupazionali più virtuosi e vivaci del paese. E’ necessario tutelare queste attività aiutandole a ripartire in fretta e con risorse certe. Per questi motivi il Partito Democratico presenterà un pacchetto di emendamenti al decreto attualmente in discussione alla Camera: si tratta di proposte per ristorare la perdita delle scorte ed indennizzare i mancati fatturati; per bloccare gli adempimenti fiscali e per posticipare i bandi relativi al Pnrr al fine di dare la possibilità alle imprese locali di partecipare alle gare. Le aziende del territorio saranno fondamentali per garantire una ricostruzione rapida ed efficace”. Lo ha dettp il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Marco Simiani, nel corso della discussione in commissione del Decreto Alluvioni.
“Chiediamo al governo quando intenda riferire alle commissioni competenti i contenuti dell’accordo tra il MEF e Lufthansa e se questi garantiscano un esito certo all’acquisizione della partecipazione di maggioranza azionaria di ITA da parte di Lufthansa dopo il 2025. Vorremmo conoscere quali opzioni sono previste qualora l’accordo non riceva il via libera da parte delle autorità europee e nazionali o nel caso in cui Lufthansa eserciti il diritto di recesso; se siano stati attentamente valutati tutti gli asset di ITA e se la prevista condivisione degli slot sia compatibile con la vigente normativa; quale sia l’impatto sul traffico passeggeri negli aeroporti del nostro Paese, sulle rotte nazionali e internazionali che riguardano gli aeroporti italiani e sul turismo del nostro Paese. Quale ruolo avranno Malpensa e Fiumicino e se il governo abbia previsto un meccanismo di adeguamento del prezzo di vendita, considerato che l’azienda sta avendo risultati molto migliori delle previsioni”. È la richiesta dell’interrogazione presentata dai deputati del PD Paola De Micheli, Anthony Barbagallo, Andrea Casu, Claudio Mancini e Marco Simiani ai Ministri dell’Economia e dei Trasporti.
“Molte sono le criticità e le questioni aperte – sottolineano i deputati dem - come la condivisione delle bande orarie o slot, già di Alitalia e trasferite ad ITA, la sorte dei lavoratori ex-Alitalia attualmente non ricompresi nel personale riassunto, il valore di mercato delle bande orarie, che per il solo aeroporto di Linate raggiungono una stima ricompresa tra 700 e 800 milioni di euro, un valore molto superiore all’impegno finanziario sostenuto da Lufthansa per la partecipazione del 41% in ITA, e di conseguenza una enorme sottovalutazione complessiva del valore di ITA, a danno dell’interesse economico e finanziario del nostro Paese. Vi è, inoltre, incertezza sul futuro ruolo degli aeroporti italiani, a partire da Milano Malpensa e sull’effetto sull’hub di Fiumicino, della riduzione del numero di aerei da 110 a 94: ci si domanda se la nuova ITA avrà interesse a mantenere le attuali rotte per gli aeroporti italiani, alcune delle quali svolgono un servizio essenziale per il collegamento di determinate località del Mezzogiorno e se siano state valutate le ricadute su tutti i lavoratori del settore aereo. Grande preoccupazione riguarda il cosiddetto “interim agreement”: per alcuni tipi di decisione, spesa, investimenti rientranti in parametri particolarmente rigidi, ITA dovrà chiedere l’autorizzazione a Lufthansa, ed è prevista anche l’immediata sostituzione di tutto il management che ha dato vita a una nuova compagnia aerea il 15 ottobre 2021, da dirigenti della stessa Lufthansa, con il rischio che se alla fine della valutazione di DGCOMP, non ci sarà per Lufthansa la possibilità di acquistare il 41% di ITA, la stessa azienda sarà comunque legata “de facto” a Lufthansa, rischiando che il suo valore autonomo diventi talmente basso da determinare un danno irreparabile all’azienda medesima e alle casse dello Stato”.
“Giudico positivamente l’impegno preso stamane dalla sottosegretaria al Mimit, Fausta Bergamotto, di pieno supporto al rilancio dello Stabilimento ex Whirlpool di Via Argine a Napoli, ora rilevato da TeaTek, con tutti gli strumenti utili a disposizione dell’esecutivo. Il Governo ha assicurato, rispondendo a una mia interrogazione stamane in Aula, che il prossimo tavolo che sarà convocato con impresa, sindacati, Zes e istituzioni locali e regionali affronterà anche - con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro - il nodo degli ammortizzatori sociali e il rafforzamento dell’investimento industriale di TeaTek anche di altri attori pubblici. Sarebbe auspicabile in questo quadro una iniziativa che coinvolga ad esempio Invitalia. Pensiamo che siamo davanti a un passo in avanti significativo per chiudere positivamente una vertenza lunga e difficile che ha visto innanzitutto protagonisti i lavoratori dello stabilimento e la città di Napoli”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“E’ necessario salvaguardare i tribunali, soprattutto nelle aree marginali e difficilmente raggiungibili come le zone insulari. Mi riferisco in particolar modo al presidio di Porto Ferraio, all’Isola d’Elba che serve un bacino di 30mila persone e che, in caso di chiusura, causerebbe gravissimi disagi a cittadini ed imprese del territorio”: è quanto dichiara Marco Simiani, deputato Pd, a margine del convegno “Revisione della Geografia Giudiziaria: un auspicio”, promosso dall’Organismo Congressuale Forense e svolto oggi, venerdì 16 giugno, a Roma.
“Ogni decisione di razionalizzare la geografia giudiziaria deve essere concertata con gli enti locali e non deve penalizzare territori già svantaggiati. Assumeremo in Parlamento ogni iniziativa necessaria per salvaguardare il tribunale di Porto Ferraio”: conclude Marco Simiani.
“Incredibile, abbiamo pensato a una dichiarazione mal interpretata, mentre anche oggi eravamo nelle terre colpite con chi non ha più niente e con dignità e fatica e senza lamentele si è rimboccato le maniche. E invece sono proprio le parole del ministro Musumeci. Rispondere che ‘il governo non è un bancomat’ alle serie, puntuali e legittime, richieste che giungono dai territori dell’Emilia Romagna, attraverso le voci degli amministratori locali, delle imprese e delle forze sociali, toglie la maschera al profilo e allo spessore del governo di fronte alla tragedia. Autorevoli membri di governo fanno video e selfie, mostrano vicinanza, a partire dalla presidente Meloni. Poi annunciano aiuti, sostegni e risarcimenti fino al 100%. Ma dopo un mese di parole, oggi i fatti sono che nella concretezza del fare il governo è assente, infastidito, di fronte alla richiesta di agire. Il governo ha visto che terra è questa: reattiva, concreta, pronta a fare la sua parte. Lo faccia anche il governo subito, con le risorse per affrontare emergenza e ripartenza di tutte le filiere produttive del territorio. Le parole di Musumeci offendono i cittadini dell’Emilia Romagna. Chieda scusa e chiarisca a chi è nel fango e semplicemente chiede al governo che governi, che ha sbagliato a dire ciò che ha detto”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico della commissione Attività produttive, Andrea Gnassi.
“E’ molto grave che nel decreto si intervenga sui requisiti per l’attività professionale dei sovrintendenti degli enti lirici ponendo il limite dei 70 anni. In particolare, prevedendo addirittura la retroattività, si intende rimuovere subito il sovrintendente del Teatro San Carlo di Napoli. È evidente a tutti che si tratta di una norma contra personam per liberare una carica da assegnare a qualcun altro. È una norma molto grave e incostituzionale, come segnalato dal Servizio studi della Camera, e che governo e maggioranza dovrebbero ritirare”.
Lo ha detto la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera e capogruppo in commissione Affari costituzionali, Simona Bonafè, nel corso dell'esame del decreto Enti pubblici.
Dichiarazione on. Stefano Vaccari, capogruppo Pd Commissione Agricoltura
Il Governo è fermo. Ha dichiarato di avere a disposizione soldi che concretamente non ci sono e non è in grado di prendere decisioni in tempi rapidi per aiutare i cittadini dell’Emilia Romagna che con fatica stanno rientrando nelle loro case e nelle loro aziende, anche solo per stimare i danni subiti nei giorni dell’alluvione.
La presidente Meloni ascolti i sindaci che su quei territori dal 2 maggio scorso stanno rappresentando lo Stato e chiedono subito risorse ed operatività per riconquistare nei tempi più rapidi possibili una normalità non solo utile per quelle terre ma anche per il Paese che potrà tornare a contare su produzioni e su servizi, a cominciare da quelli turistici, di grande eccellenza.
La presidente Meloni assuma su di sé le decisioni da prendere per evitare che, come sta avvenendo in queste ore, si sentano troppe campane governative che straparlano di alluvione, stime e terremoto senza avere cognizione su tempistiche e necessità, e fanno telefonate ai sindaci promettendo risorse che non ci sono ancora! Serve il commissario, lo si nomini e si cominci a lavorare seriamente. L’Emilia, le forze produttive e associative, i sindacati e gli enti locali si sono già espressi perché il presidente della Regione, Stefano Bonaccini venga nominato commissario. Le polemiche, le perdite di tempo e i rilanci non servono a niente se non a dare visibilità a chi da solo non ne ha.
“Non c’è più tempo da perdere. Occorre insediare subito una struttura commissariale in grado di intervenire per affrontare le emergenze dell’oggi e per investire in ripartenza e ricostruzione con capacità e conoscenza. Emergenza e ricostruzione sono indissolubilmente legate. Lo sa chi sta già riparando strade e argini. Lo chiedono cittadini, enti locali, imprese e tutta la rete del terzo settore dell’Emilia Romagna. Domani, nell’incontro con gli Enti Locali, il ministro Musumeci ha l’obbligo di mettere fine a promesse e balletto dei veti incrociati. Altro che prospettare 9 anni per uscire dall’emergenza. Non è accettabile sentire chi nella maggioranza parla della necessità di un commissario politico. Non si tratta di casacche partitiche da indossare, ma di insediare la struttura commissariale più efficiente e guidata dalla persona che ha maggiore conoscenza del territorio. Si tratta di un principio corretto istituzionalmente, di buon senso ed efficace. I presidenti di regione, siano Marche, Emilia Romagna o Toscana, siano alla guida delle strutture commissariali. Se si guarda ai cittadini non può che essere così. L’impegno assunto dalla presidente Meloni di indennizzi al 100% va attuato. Ciò che serve alle filiere produttive è individuato. I sindaci stanno raccogliendo i moduli dei danni dai cittadini. Struttura e commissario servono per dare le risposte che attendono le popolazioni. C’è una parte d’Italia colpita e reattiva, che produce 10 miliardi dì export e ‘importa’ miliardi con la sua piattaforma turistica, che non può aspettare il balletto della politica centrale. Qui ad essere ‘pronti’ sono imprese, famiglie e istituzioni locali”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico della commissione Attività produttive, Andrea Gnassi.
Nove anni per ricostruire? Serve subito il commissario
“Nove anni per la ricostruzione in Emilia Romagna? Ma in che pianeta vive il ministro Musumeci? Sindaci, regione, imprese e terzo settore sono ed erano già pronte per ripartire dopo nove giorni dall’alluvione, altro che nove anni. Nella definizione dei decreti per sostegni e infrastrutture occorre decidere ora, subito, coinvolgendo in maniera permanente enti locali e territori con il loro tessuto sociale ed economico. Sono loro che conoscono danni e azioni necessarie. Forse a Roma vorrebbero rifarsi alla ‘nefasta tradizione italiana’ dei rinvii e delle inefficienze. Occorre invece ripartire subito e serve una struttura commissariale efficiente, trasparente, che tenga insieme azioni e misure per l’emergenza e la ricostruzione, ed è evidente a tutti che alla sua guida deve esserci chi conosce bene il territorio”.
Così il deputato dem della commissione Attività produttive alla Camera, Andrea Gnassi.
“Ieri - ha aggiunto - la presidente del consiglio Meloni ha detto che bisogna fare bene e in fretta e ha detto sì alle richieste dei sindaci di indennizzi al 100%. Ma se la tempistica prevista è quella dei nove anni che fine faranno le imprese, i comuni isolati, le famiglie che hanno perso tutto? A questo punto appare diventa difficile capire quale sia il reale intendimento del governo. Insieme alle dichiarazioni di vicinanza, infatti, emergono fatti che sono ben lontani dalle attese dei territori colpiti. Musumeci dice che serve una persona che possa dedicarsi giorno e notte esclusivamente alla ricostruzione. Forse vale la pena di ricordargli - ha concluso - che chi ha seguito la ricostruzione post sisma in Emilia, a partire dal presidente Bonaccini, lo ha fatto proprio in questo modo, se è vero che è stata giudicata da più parti come esemplare”.
"Dal governo uno schiaffo alla montagna e ai suoi abitanti che, eroicamente, in molti piccoli comuni, garantiscono, con la loro presenza, un presidio umano ed economico. Per questo ci auguravamo che al di là delle bandiere questa problematica potesse essere condivisa con l'esecutivo e le forze di maggioranza, vista la richiesta super partes dell'Uncem, anche attraverso un ordine del giorno al decreto sulla Pubblica Amministrazione che impegnava il governo e il parlamento ad introdurre idonee misure di sgravi fiscali per contrastare la desertificazione commerciale in montagna, e per tutelare e valorizzare i negozi e il commercio di prossimità, nonché a prevedere un minor carico burocratico per chi possiede un negozio in un Comune montano, o per chi avvia una nuova attività commerciale, anche ipotizzando 'Zone a fiscalità di vantaggio'. Al tempo stesso chiedevamo al governo di introdurre incentivi per favorire la nascita di centri multifunzionali, ossia di negozi che vendono prodotti e allo stesso tempo svolgono dei servizi, anche d'intesa con associazioni locali presenti nei piccoli Comuni. Il governo, di contro, ha espresso un parere contrario al nostro ordine del giorno trovando il sostegno delle forze di centrodestra.
Ancora una volta la destra rivolge lo sguardo ai grandi interessi e non certo ai fatti concreti che riguardano le persone e la loro vita". Lo dichiara il deputato dem Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura.
"Oggi alla Camera è stato approvato un nostro ordine del giorno, con cui impegniamo il governo ad intervenire sul sostegno ai Comuni per assunzioni a tempo determinato. In particolare abbiamo richiesto che il contributo assegnato agli Enti dal Dpcm 30.12.2022, per l'inserimento di personale di categoria D, possa essere utilizzato anche per assumere professionalità di categoria C. Questo nostro intervento mira a scongiurare il rischio che molti Comuni, impossibilitati ad inserire in organico profili di categoria D, non riescano ad attuare i progetti Pnrr. Questi ultimi, infatti, possono essere gestiti anche da personale con qualifica inferiore che, soprattutto nei territori più piccoli, sono reperibili con maggior facilità. La legge, ad oggi, non prevede questa opzione e, pertanto, abbiamo riaffermato la necessità di estenderne l’efficacia: avendo conseguito il parere favorevole del governo ed il voto pressoché unanime della Camera, gli Enti potranno contare su un importante strumento per finalizzare gli obiettivi del Piano. L’esecutivo si è impegnato a tradurre rapidamente questa deliberazione in un atto normativo. Da parte nostra seguiremo con attenzione l’intera procedura, al fine di garantire che il provvedimento sia adottato con massima sollecitudine". Lo dichiarano i deputati dem Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente e Augusto Curti, della commissione Ambiente.
Il deputato e segretario del Pd toscano: “Siamo ancora in attesa della risposta dei ministri del Lavoro e delle Imprese alla nostra interrogazione: perché tanto silenzio?”
“Il Governo batta un colpo, quello Fimer è un caso nazionale. Siamo ancora in attesa della risposta dei ministri del Lavoro e delle Imprese alla nostra interrogazione, perché tanto silenzio?”.
A chiederlo il deputato, componente della Commissione Lavoro, e segretario regionale del partito democratico Emiliano Fossi, che lo scorso 29 aprile, con una interrogazione, aveva sollecitato il Governo Meloni a prendere posizione salvaguardando i lavoratori e assicurando la continuità del sito produttivo.
“Incomprensibile come il governo, che da sempre sottolinea la necessità di una produzione nazionale di impianti legati alla green economy, non si stia occupando della vertenza dell’azienda di Terranuova Bracciolini che coinvolge numerose professionalità ed imprese del settore: 320 lavoratori diretti e altri 250 impiegati nelle piccole e medie realtà imprenditoriali dell’indotto - ribadisce Fossi -. La Regione è in prima fila accanto ai lavoratori, perché il Governo non fa la propria parte?”.
“È la vertenza più grossa della Toscana, la proprietà ha rifiutato il piano Greybull McLaren per l’acquisizione, l’ennesimo stop che mortifica le speranze di tanti lavoratori - ricorda il deputato del Pd Fossi -. Mercoledì è in programma, in Prefettura ad Arezzo, un vertice con l’azienda, i sindacati e le istituzioni locali. I lavoratori della Fimer hanno diritto ad un futuro ed i ministri competenti, Urso e Calderone, devono attivarsi per garantirglielo, tanto più che si tratta di professionalità ad alta specializzazione nel fotovoltaico”.
“La maggioranza continua a colpire sindaci e amministratori locali. Con la bocciatura dell’emendamento che consentiva ai comuni capoluogo di Regione di avere meno vincoli nell’utilizzo delle risorse provenienti dalla tassa di soggiorno – che in maggioranza pagano i turisti - e la possibilità di aumentarla dove fosse necessario, la destra conferma la volontà di voltare le spalle agli enti locali. Si tratta di una norma che avrebbe aiutato concretamente le nostre città, in particolare quelle più votate al turismo, in un momento complicato in cui l’inflazione e il post-pandemia, sommati alla cancellazione da parte del governo di molti sostegni – dal fondo per gli affitti al Reddito di Cittadinanza - mettono a dura prova i bilanci di tanti amministratori. Il governo deve scegliere in modo chiaro da che parte stare: consenta agli enti locali maggior flessibilità oppure aumenti le risorse per gli enti locali. Perché continuare con l’immobilismo non è più sostenibile”.
Così Silvia Roggiani, deputata Pd in Commissione bilancio, dopo la bocciatura dell’emendamento al Dl 51/2023 in materia di enti locali che chiedeva maggiore flessibilità per i sindaci dei comuni capoluogo di Regione nell’utilizzo delle risorse provenienti dalla tassa di soggiorno.
“Anche l’onorevole Foti ha deciso di alimentare la macchina delle fake news ai danni dell’Emilia-Romagna, rilanciandone una già smentita a più riprese. Non è vero, infatti, che ci siano stati fondi del Ministero delle Infrastrutture non spesi dalla Regione Emilia-Romagna per la messa in sicurezza di corsi d’acqua esondati in questi giorni. Quelli a cui lei si riferisce sono fondi per la navigazione sul Po, sistema idroviario Padano-Veneto, in particolare per l’Idrovia ferrarese. Parliamo di tutt'altro e lo si fa solo per alimentare un attacco politico alla regione quando si dovrebbe lavorare almeno in via istituzionale, insieme per la ricostruzione. La sicurezza idraulica, chi amministra nei territori lo sa che chi governa a Roma e siede in Parlamento dovrebbe saperlo, è ben altra cosa. Ma la premier Meloni è d'accordo? Lei abbraccia gli emiliani romagnoli e collabora con le istituzioni regionali e locali. I suoi le attaccano per fini politici. È un gioco delle parti, una linea politica del tipo ti abbraccio e ti colpisco alle spalle? O è una linea di Foti e altri? È questo il modo in cui Foti e alcuni suoi colleghi intendono dare una mano alla propria terra per affrontare l'emergenza e risollevarsi allora? Sinceramente c'è da chiedersi se tutto avviene all'insaputa di Meloni che oggi ancora era in regione con la presidente Von der leyen, il presidente Bonaccini, le istituzioni e i cittadini dell Emilia Romagna.
Così il deputato del PD Andrea Gnassi.