“Nell’Italia di Giorgia Meloni la sicurezza è una priorità solo a parole ma ormai è chiaro come la propaganda e le strette securitarie della destra non stiano fermando la violenza. Gli ultimi drammatici episodi certificano il fallimento degli strumenti attivati fino a oggi dall’esecutivo per garantire la sicurezza dei cittadini. Non riguarda solo la Stazione Termini o la Capitale, ma tutto il paese. L’ordine e la sicurezza pubblica sono responsabilità del Governo nazionale e devono riguardare tutto il territorio senza più buchi neri: forze dell’ordine e enti locali non possono essere lasciati soli, senza risorse adeguate, a fronteggiare l’emergenza”. Lo dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti di Montecitorio.
“La decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di imporre l’esercizio provvisorio dei bilanci 2026 alle Autorità di sistema portuale rappresenta un atto gravissimo, che paralizza i porti italiani e ne compromette la capacità di sviluppo proprio in una fase cruciale per la competitività del Paese”, così Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente della Commissione Trasporti, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme a Barbagallo, Bakkali, Casu, Morassut, Pandolfo e Pastorino.
“Con la limitazione della spesa mensile a un dodicesimo degli stanziamenti previsti per ciascun capitolo – prosegue Ghio – viene di fatto impedito alle Autorità portuali di realizzare investimenti, avviare nuove opere, bandire gare e attuare le strategie di medio e lungo periodo già approvate nei bilanci. È una compressione senza precedenti dell’autonomia e della funzione di questi enti. Siamo di fronte a un vero e proprio commissariamento delle Autorità di sistema portuale, che impedisce ai nuovi presidenti dei Porti di esercitare pienamente il mandato ricevuto. Una riforma che arriva subito dopo la nascita di Porti d’Italia S.p.A. e l’ipotesi di utilizzare gli avanzi delle Autorità di sistema come dotazione finanziaria iniziale. Così i porti rischiano di essere trasformati in una semplice cassaforte, sottraendo risorse a territori, lavoratori, imprese e comunità locali”.
“Il Governo chiarisca immediatamente – conclude Ghio – se questa scelta sia funzionale ad accantonare risorse per la nuova società nazionale, a scapito dello sviluppo dei porti italiani. La portualità è un’infrastruttura strategica del Paese e non può essere piegata a una logica centralistica che mortifica l’autonomia, blocca gli investimenti e indebolisce la competitività del sistema logistico nazionale”.
"La firma che porta la newco Sol-Tiox a rilevare lo stabilimento Venator di Scarlino e a far ripartire la produzione di biossido di titanio dal 2 gennaio è una notizia positiva: significa difendere un presidio industriale strategico e, soprattutto, dare continuità e prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, oltre all’indotto". Lo dichiara il deputato Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente.
"Ora la sfida - conclude Simiani - è trasformare questo passaggio in un grande progetto industriale con garanzie ambientali e investimenti, a partire dall’accordo di programma al Mimit. Il sito deve tornare a produrre creando buona occupazione e riducendo progressivamente gli impatti. Un ringraziamento va alle maestranze, alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni locali e regionali per il lavoro svolto in questi mesi. Continueremo a vigilare perché agli impegni seguano risultati concreti per lavoro, salute e territorio".
“La legge di bilancio lascia irrisolto un problema serio che riguarda una parte significativa dell’emittenza televisiva locale. Le risorse recuperate dal Governo non bastano”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera.
“Ci sono decine di emittenti locali - aggiunge - che garantiscono informazione, lavoro e pluralismo nei territori e che oggi si trovano di fronte a un rischio concreto di ridimensionamento o chiusura. Parliamo di centinaia di lavoratori e lavoratrici, tra giornalisti e operatori, che vivono una condizione di forte incertezza e che meritano risposte immediate. Il Governo e la maggioranza non possono ignorare questa situazione. Servono correttivi rapidi e mirati per sostenere tutta l’emittenza locale e tutelare l’occupazione. Il Partito Democratico - conclude - continuerà a chiedere interventi equi e strutturali, perché difendere le tv locali significa difendere il pluralismo dell’informazione e la coesione delle comunità”.
“Con la riforma dei porti che viene portata oggi in Consiglio dei ministri, Salvini e Rixi introducono un modello che non esiste in nessun Paese e che solleva fortissime perplessità. Il Disegno di legge interviene in modo profondo sulla legge 84 del 1994, stravolgendone l’impianto e concentrando poteri e funzioni in Porti d’Italia Spa, a discapito delle Autorità di sistema portuale e del rapporto con i territori”, così la vice presidente del Gruppo PD alla Camera Valentina Ghio, insieme al capogruppo PD alla Commissione Trasporti Anthony Barbagallo e ai deputati Pd Ouidad Bakkali, Andrea Casu e Roberto Morassut
“Si introduce un modello di governance centralistico e poco razionale, che non trova riscontro nei principali sistemi portuali europei e che si allontana anche da esperienze, come quella spagnola, che pure avevano offerto spunti interessanti senza indebolire i livelli locali. Le AdSP vengono svuotate di competenze e risorse, con il rischio concreto di comprometterne la sostenibilità finanziaria e la capacità di pianificazione”.
“Colpisce inoltre una visione riduttiva della politica portuale: la nuova società sembra concentrarsi esclusivamente sulle infrastrutture, senza una reale funzione di indirizzo strategico, senza una visione sul posizionamento dei porti, sulle transizioni ambientali e digitali, né sulla soluzione di nodi strutturali come quello dei dragaggi. Altro che semplificazione: il settore chiedeva procedure più snelle e risposte rapide, ma la riforma aggiunge nuovi livelli decisionali, confusi passaggi burocratici e una struttura centrale che si sovrappone a strumenti già esistenti di programmazione e coordinamento nazionale.”
“Preoccupanti anche le modalità di finanziamento della nuova società, che sottraggono risorse alle Autorità portuali, incidendo su canoni e avanzi di amministrazione, senza ridurre gli oneri che restano in capo agli enti territoriali, come la manutenzione e la protezione delle opere portuali. Si rischia di scaricare sui porti e sui territori il costo di una riforma sbilanciata.”
“Come Partito Democratico riprenderemo il dialogo costruttivo con tutte le rappresentanze sociale ed economiche del settore e contrasteremo in Commissione Trasporti e in Aula le diverse storture contenute nel testo attuale. Lavoreremo a proposte che rafforzino il coordinamento nazionale ma senza commissariare i porti, che semplifichino davvero e che rispondano alle esigenze di chi nei porti lavora e investe, non alla logica della creazione di un nuovo carrozzone per attribuire incarichi e gestire risorse che non serve allo sviluppo dei nostri porti”, concludono i deputati PD
"Leggo che i colleghi Bignami e Lisei hanno convocato oggi una sorta di incontro nei locali della Caserma Smiraglia a Bologna con gli agenti di polizia. Continua una evidente strumentalizzazione delle Forze dell' Ordine. Chi opera per la sicurezza dei cittadini non risponde ad una singola Forza Politica, e noi che abbiamo ruoli istituzionali dovremmo sempre difenderne l' indipendenza. Invece di fare queste inutili ed ambigue "passerelle" impegniamoci insieme, come parlamentari bolognessi, per garantire quel rafforzamento in uomini e mezzi e di miglioramento dei tempi e delle condizioni di lavoro, che vengono chiesti con grande puntualità dai sindacati di polizia, che, come Partito Democratico, abbiamo incontrato negli scorsi giorni, per approfondire le problematiche esistenti". Così Andrea De Maria, deputato PD
"Il governo ha prorogato lo stato di emergenza per le alluvioni del 2023 in Toscana, ma ha di fatto bocciato ogni nostra iniziativa per rendere questa proroga realmente incisiva ed utile. È un atto grave e irresponsabile: a fronte di oltre 2,7 miliardi di euro di danni accertati, nei territori colpiti è arrivato poco più di un decimo delle risorse necessarie. Senza fondi adeguati, la proroga dello stato di emergenza rischia quindi di essere solo un annuncio sterile. Le comunità di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa-Carrara, Pisa e Livorno aspettano da oltre due anni risposte concrete su ricostruzione, sicurezza del territorio e ristori a famiglie e imprese. Respingerle significa voltare le spalle a una regione che ha pagato un prezzo altissimo". Lo quanto dichiara il deputato e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi in merito all'ordine del giorno, respinto, a sua prima firma al Decreto sicurezza sui luoghi di lavoro.
"La destra - conclude Fossi - non ha più alibi. C’erano almeno tre provvedimenti all’esame del Parlamento in queste ultime settimane, dal Decreto Ristori alla Legge di Bilancio oltre alla legge attuale, per stanziare subito almeno 500 milioni di euro. Eppure, nonostante le opportunità, la Toscana è stata completamente dimenticata. Le comunità locali hanno dimostrato una straordinaria solidarietà, ma sono state lasciate sole dallo Stato. Il continuo respingimento delle richieste di chi ha perso casa, lavoro e sicurezza ha alimentato crisi economica, spopolamento e sfiducia. Il governo deve assumersi le proprie responsabilità e garantire risorse all’altezza dei danni subiti: senza questo, lo stato di emergenza rimane una scatola vuota".
"La risposta arrivata dal Governo in Commissione qualche giorno fa non chiarisce le reali conseguenze del taglio alle risorse PNRR destinate alle Comunità Energetiche Rinnovabili. La riduzione del 64% dei fondi – da 2,2 miliardi a 795 milioni – rischia di compromettere progetti già pronti e di colpire duramente i territori. Gli effetti saranno a dir poco devastanti in una regione come l’Emilia-Romagna, dove Comuni, enti locali e comunità energetiche hanno investito tempo e risorse in progettualità concrete oggi messe seriamente in discussione. Il superamento formale del target di potenza non garantisce che tutti i progetti possano essere finanziati, né chiarisce come il Governo intenda sostenere le CER oltre l’orizzonte del PNRR. La proroga dello sportello non basta a compensare un taglio così pesante: si tratta di una scelta politica”. Così il deputato democratico Andrea Gnassi, componente della Commissione Attività produttive della Camera. “Le Comunità Energetiche – prosegue Ganssi - sono uno strumento strategico per la transizione energetica e per ridurre i costi di famiglie e imprese. Per questo chiediamo al Governo un impegno chiaro: raccogliere l’appello che viene da consumatori e imprese del mondo produttivo, per rifinanziare la misura e intervenire per prorogare o eliminare il termine per l’erogazione degli incentivi a sostegno della costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili, attualmente fissata al 31 dicembre 2027. Le Comunità Energetiche, diffuse e concrete, attivano processi partecipativi tra cittadini e imprese e consentono benefici concreti in termini di produzione energetica e risparmi, con ricadute reali nei territori. È una via diversa da quella dei grandi fondi, i cui progetti, se non pianificati coinvolgendo regioni e territori e se non collocati in aree vocate e idonee, diventano un prodotto finanziario che con mega impianti può sfregia irreparabilmente i paesaggi e i territori stessi” sottolinea Gnassi: “Gli obiettivi di produzione da fonti rinnovabili entro il 2030 dati dal Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) devono essere inderogabili”.
"Il ministro Calderoli ancora una volta ha insultato migliaia di italiani. Affermare in Parlamento che vi sono comuni che hanno usufruito impropriamente di vantaggi previsti per la montagna è uno schiaffo a chi vive in territori che già oggi soffrono per la carenza di servizi e risorse. Il Pd chiede che la nuova classificazione dei comuni montani venga rivista e corretta e che questo percorso veda protagonisti gli enti locali che Calderoli ha voluto umiliare con una scelta inutilmente centralista. Per il ministro evidentemente esiste una montagna di serie A e una di serie B in piena coerenza con le sue scelte in tema di autonomia differenziata e con quelle del governo Meloni che da tre anni aumenta i divari territoriali in un paese già fortemente disuguale. Per il Pd la montagna sarà sempre una risorsa strategica da valorizzare non un’eccezione da ridimensionare, e ci auguriamo che nel confronto con la Conferenza delle Regioni in questi giorni si ascolti il grido di allarme dei territori". Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Sarracino, Girelli, Curti, Ferrari, Fornaro, Ghio, Gribaudo, Marino, Roggiani, Simiani, Vaccari e Niccolai.
“Il ruolo dello Stato, sulla drammatica vicenda del Sin di Crotone, deve tornare ad essere forte, compiuto e garante dell’interesse pubblico, senza esitazioni e senza calcoli di opportunità”. Lo hanno sottolineato questa mattina i parlamentari Stefano Vaccari, capogruppo, e Nicola Irto, correlatore, annunciano il voto favorevole del Partito Democratico alla relazione sull’indagine sul sito di interesse nazionale Crotone, Cassano e Cerchiara approvata in Commissione Ecomafie.
“Dalla relazione sono emersi fatti e responsabilità chiare che hanno inciso sulla vita delle persone, costrette a subire conseguenze, anche nefaste, in termini di salute dopo aver dovuto per anni e anni subire la presenza di discariche, stabilimenti e suoli con suoli e falde avvelenate”.
“ La radice del problema risiede in una responsabilità industriale che conduce direttamente all’Eni unitamente a chi, comprese le istituzioni locali, regionali e nazionali, nonostante i pronunciamenti dei tribunali non hanno dato seguito alla necessità di bonificare con tempestività il sito inquinato e portare via i rifiuti tossici e pericolosi dalla Calabria”.
“La relazione approvata – sottolineano Stefano Vaccari e Nicola Irto – non è un atto amministrativo e burocratico. Deve segnare un momento di svolta. La Comunità di Crotone deve avere giustizia ambientale, tutela della salute e massimo rispetto. La parola bonifica deve significare sicurezza, futuro e possibilità di crescita per le nuove generazioni. I rifiuti devono uscire dalla Calabria e le risorse a disposizione devono essere vincolate in modo stringente, trasparente e tracciabile. Non devono essere tollerati ulteriori ritardi.
Bisogna tutelare la salute pubblica, garantire la sicurezza ambientale e il futuro dell’area, colpita da un inquinamento pesantissimo. La Regione Calabria lo aveva già stabilito nel Paur del 2019, nel quale aveva indicato l’esigenza di trasferire i rifiuti in impianti idonei, proprio a tutela delle popolazioni locali.
Il nostro contributo alla stesura della relazione e il nostro voto favorevole vanno in questa direzione e vigileremo perché ciò avvenga”.
"Esprimiamo massima soddisfazione per la decisione della Corte Costituzionale di salvare il testo unico della Regione Toscana in materia di turismo, respingendo l'impugnazione presentata dal governo". Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd e segretario Dem della Toscana.
"Quello del governo è stato un atto retrogrado e conservatore da parte di chi guida il nostro Paese" prosegue Fossi. "Noi crediamo in città accoglienti, ma regolate, con un turismo - che rappresenta una delle entrate principali della nostra regione - caratterizzato da elementi di regolamentazione precisi e necessari".
"La legge della Regione Toscana ha fornito strumenti concreti agli amministratori locali per gestire efficacemente il fenomeno degli affitti brevi. Questa sentenza rappresenta una delle nostre grandi soddisfazioni e conferma la Toscana come regione all'avanguardia nella legislazione progressista a livello nazionale" conclude il segretario del Pd Toscana.
"Aspettiamo le risorse annunciate dal governo, ma nel frattempo sarebbe opportuno che la maggioranza ricordasse anche le iniziative parlamentari già messe in campo. Il comparto della castagna ha bisogno di certezze e non solo di promesse: servono finanziamenti veri, continui e programmati, perché parliamo di un settore strategico per l’economia delle aree montane, per la tutela ambientale e per il presidio dei territori più fragili". Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani, commentando gli annunci del sottosegretario all'Agricoltura Patrizio La Pietra sul piano nazionale per la castagna
"Proprio per questo sarebbe stato logico e coerente valorizzare il lavoro del Parlamento, a partire dalla legge depositata nel 2022 e poi bloccata proprio dal governo e dal Ministro Salvini nel 2024 perché secondo lui costava troppo: 2,5 milioni di euro all'anno. Si tratta di un provvedimento che offriva risposte concrete ai produttori e alle comunità locali. Ignorare queste proposte mentre si moltiplicano gli annunci rischia di essere un’occasione persa: se la castanicoltura è davvero una priorità, lo si dimostri sostenendo gli atti parlamentari e traducendo finalmente le parole in fatti", conclude Simiani.
v e radio locali rappresentano un caposaldo per l’informazione nei territori, fornendo servizi e notizie che non rientrano nel main stream e soprattutto garantiscono anche occupazione a tecnici e giornalisti. Per questo riteniamo che sia molto grave il taglio di 20 milioni l’anno per il triennio 2026-2028 previsto da un emendamento governativo alla legge di bilancio”. Lo dichiara il capogruppo Pd in commissioni Trasporti e telecomunicazioni, Anthony Barbagallo. “Daremo battaglia in Parlamento per ripristinare il Fondo e e cancellare inoltre – aggiunge – la proposta che consente al presidente del consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore. Siamo alle solite, ci troviamo di fronte al solito sopruso di un governo che protegge le lobby, che si fa forte con i deboli e – conclude – si gira dall’altro lato dinanzi ai potenti”.
Esprimo la più ferma e netta condanna per il gravissimo episodio di violenza verificatosi a Bondi Beach, che colpisce profondamente l’intera comunità australiana e desta forte preoccupazione anche tra i nostri connazionali. Atti di questa natura sono del tutto inaccettabili e rappresentano una grave violazione dei principi di sicurezza, legalità e convivenza civile», dichiara Nicola Carè, deputato italiano residente a Sydney. «In queste ore il mio pensiero va alle vittime, ai feriti e agli italiani residenti che si trovavano sul posto e che hanno vissuto momenti di grande paura e smarrimento. A loro e alle loro famiglie desidero esprimere la mia più sincera vicinanza e solidarietà». «Sono in costante contatto con le autorità australiane competenti e con i rappresentanti della comunità italiana locale, in stretto raccordo con le strutture del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per essere costantemente aggiornato sull’evoluzione della situazione e per verificare che tutti i nostri connazionali ricevano l’assistenza necessaria. Confido nell’azione delle forze dell’ordine australiane e nel pieno coordinamento istituzionale».
«Rinnovo infine la mia piena disponibilità a collaborare con le istituzioni italiane e locali, nell’interesse e a tutela degli italiani che vivono in Australia, riaffermando con forza che la violenza non può e non deve mai trovare spazio nelle nostre società».
Dichiarazione di Nicola Care’ , deputato Pd eletto nella Circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide
“Le recenti dichiarazioni del Ministro Calderoli sulla nuova classificazione dei comuni montani confermano pienamente le nostre preoccupazioni e l’allarme già sollevato dai territori. Con i criteri proposti dal ministro, circa 1.200 comuni verrebbero esclusi dal riparto delle risorse destinate alla montagna e dalle misure di sostegno previste dalla legge come hanno denunciato molti sindaci.
Una scelta che, di fatto, utilizza uno strumento tecnico per realizzare una redistribuzione delle risorse a danno di intere aree del Paese, già colpite da difficoltà strutturali e demografiche. Si tratta dell’ennesima ingiustizia provocata dal ministro Calderoli, che evidentemente ha a cuore solo gli interessi di una piccola parte e non di tutta la montagna italiana.
Il Partito Democratico continuerà a denunciare con forza questa impostazione ingiusta e a sostenere le comunità locali penalizzate, chiedendo al Governo di rivedere immediatamente i criteri adottati e di aprire un confronto serio con amministratori e territori.
Così i democratici Sarracino, Ferrari, Ghio, Marino, Vaccari, Girelli, Roggiani, Curti, Niccolai (Resp forum aree interne)