“Ad oggi l’unica testimonianza del Ponte sullo Stretto sono i ruderi della variante ferroviaria di Cannitello a Villa San Giovanni, costata 25 milioni di euro nel 2012 con il governo di centrodestra, e che sta deturpando da anni il paesaggio e l’ambiente. Le infrastrutture moderne e funzionali sono necessarie e sarebbe sbagliato non provare a collegare luoghi che hanno bisogno di sviluppare le proprie economie e le proprie potenzialità; le fughe in avanti con l’obiettivo però di fare solo propaganda, senza essere neanche concertate con i territori e le istituzioni locali, sono però soltanto controproducenti, sprecano soldi pubblici e creano ecomostri”. Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani, dopo un sopralluogo insieme al senatore del Pd Nicola Irto ed alla sindaca di Villa San Giovanni Giusy Caminiti.
“Ogni evento calamitoso si porta dietro un’alluvione di parole, di piani, di commissari, di programmi. Sempre più spesso, purtroppo. Il ministro Musumeci ha ben rispettato questa tradizione con un intervento che si può definire ‘Fiumi di parole’, per ricordare una bella canzone di qualche anno fa. Purtroppo, però, i fiumi veri che esondano non si fermano con le parole. La fragilità italiana si affronta spendendo i tanti soldi non spesi applicando le procedure accelerate che esistono ma non sono applicate perché non ci sono le necessarie competenze nei Comuni, nelle Province e nelle Autorità di distretto: geologi, ingegneri idraulici, geografi. Competenze che oggi si contano con il lumicino”. Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.
“Servono unità operative decentrate - continua l’ex Sottosegretario all’Ambiente - che agiscano per la prevenzione e l’adattamento in modo ordinario e non in concomitanza con gli eventi. Purtroppo il sistema degli enti locali italiani è estremamente frammentato e non può reggere la potenza degli eventi naturali. Se questo Paese vuole sopravvivere nel confronto implacabile con la natura, occorre accorpare comuni, province e regioni. E si deve iniziare a farlo nelle politiche sul dissesto idrogeologico. Ma la politica preferisce ancora ‘Fiumi di parole’ che travolgono tutto”.
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd commissione Ambiente e Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd Toscana.
“I 10 euro simbolici che il governo esige per accedere alle secche della Meloria di Livorno sono una tassa inutile e controproducente; dispiace che ancora una volta la destra intervenga a gamba tesa sui territori senza ascoltare le richieste, le esigenze e le perplessità locali". È quanto dichiarano i deputati Pd Marco Simiani, capogruppo in Commissione Ambiente ed Emiliano Fossi segretario del Partito Democratico della Toscana, che oggi hanno discusso in commissione una loro interrogazione urgente.
"Avevamo chiesto almeno l'esenzione dei residenti ma il ministero si è opposto nel silenzio dei parlamentari territoriali di maggioranza. Questa gabella avrà anche ricadute negative di carattere burocratico: le migliaia di richieste, a fronte di un limitato personale amministrativo preposto ad esaminarle, causeranno inevitabili problemi e ritardi nella fruizione dell'area", hanno concluso i deputati del Pd .
Dichiarazione di Ouidad Bakkali, deputata Pd
“A distanza di 84 giorni dalla alluvione che ha devastato l’Emilia Romagna e alcune aree di Marche e Toscana questo governo chiede la fiducia su un provvedimento che noi valutiamo ancora inadeguato.” Così la deputata Pd Ouidad Bakkali in dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto alluvione . “Il governo – ha proseguito Bakkali- ha messo in atto azioni e posture inadeguate, scomposte e inopportune: penso al colpevole ritardo nella nomina del Commissario costata tante dichiarazioni sguaiate in risposta alla richiesta dei territori e delle parti sociali di fare presto e di tenere insieme emergenza e ricostruzione, nominando il Presidente della Regione Bonaccini.” Per Bakkali, “dopo le posture e le azioni messe in campo con due decreti che nella loro somma risultano ampiamente insufficienti sul piano delle risorse, si è giunti finalmente alla nomina del Commissario Figliuolo al quale auguriamo buon lavoro e di cui apprezziamo le capacità e lo spirito di sacrificio, ma la dotazione a sua disposizione per fronteggiare i bisogni – ha rimarcato Bakkali - è molto lontana dalla quantificazione dei 9 miliardi che è stata fatta. Poche risorse, spalmate su un triennio, a fronte di un mandato che scade tra meno di un anno. Perché – è l’osservazione della deputata Dem- 1,8 miliardi di euro non sono sufficienti per finanziare i quasi 6mila interventi prioritari e mezzo milione di euro è già stato speso per le urgenze, esponendo -peraltro- i già fragili bilanci degli enti locali. Per i danni ai privati, tra famiglie e imprese si superano i 4 miliardi e ad oggi sono stati stanziati solo 120 milioni di euro a fronte di quasi 7000 persone stimate ancora fuori casa. E poi parliamo di 15mila aziende colpite, 7000 delle quali nel comparto agricolo. Queste sono le dimensioni – ha concluso Bakkali- questo lo scarto enorme tra quello di cui c’è bisogno e quello che realmente questo Governo mette a disposizione: ovvero, come confermato dal Commissario in audizione, poco più di 2 miliardi e 600 milioni complessivi, un terzo di quanto realmente necessario. Non può esserci dunque fiducia se le basi della premessa sono le azioni e le condotte viste fin qui.”
Post su Fb di Laura Boldrini , deputata Pd
Ieri sera ho partecipato a un incontro alla Festa dell’Unità nella bellissima pineta di Riotorto, alle porte di Piombino. Un dibattito stimolante su tre temi cruciali: #diritti, lotta alle #disuguaglianze, #pace.
Non solo: è stata anche l’occasione per dare seguito all’impegno preso lo scorso aprile con gli abitanti di un condominio del quartiere piombinese Cotone, che avevano subito per quasi due mesi il distacco dell’acqua corrente – un bene primario, non dimentichiamolo mai – nel disinteresse delle autorità locali competenti, incuranti del fatto che senz’acqua non si beve, non si cucina, non ci si lava. In pratica, non si vive.
La comunità dell’Unione Comunale PD Piombino ha deciso di devolvere l’intero ricavato della Festa dell’Unità di ieri sera a queste famiglie vittime di morosità incolpevole, le quali, pur avendo onorato la propria quota, erano rimaste appunto senz’acqua a causa di un debito pregresso non loro.
Il Partito Democratico non può e non vuole restare indifferente, e farà sempre il possibile per aiutare i cittadini e le cittadine divenuti fragili, vittime di un sistema e di una destra forte con i deboli e debole con i forti.
Per comprendere da che parte stia la ragione, rispetto a quanto avvenuto oggi in Commissione Ambiente, è sufficiente soffermarsi sulla reazione scomposta e totalmente fuori luogo dell’on Foti. Quest’ultimo, cavillando sui tecnicismi nel vano tentativo di mascherare un imbarazzo politico oramai debordante, si affida ad un classico della destra italiana: l’insulto. La verità è che, sul Decreto Alluvione, il Governo ha operato fin dall’inizio con cinismo e scarso senso della prospettiva. Emanando un provvedimento miope, infarcito di lacune e asfittico dal punto di vista delle risorse. Un Decreto che, dopo l’odierna vergognosa approvazione dell’emendamento soppressivo che cancella il ruolo istituzionale degli Enti Locali, risulta ufficialmente decontestualizzato dai Territori e dalle Comunità colpite. Foti, anziché lasciarsi andare a inesattezze circa l’assenza della minoranza in Commissione Ambiente, dovrebbe premurarsi del disagio provocato ai colleghi di maggioranza. Deputati della Repubblica ridotti a meri esecutori e costantemente esautorati da un dirigismo sempre più autoritario. Tra l’altro non potevamo di certo attenderci dalla maggioranza un sostegno al nostro emendamento, vista l'impossibilità di sostenere i propri, come da abitudine presentati e fatalmente ritirati. La verità è che, oggi come nel corso dell’intero processo di conversione del Decreto, la minoranza è stata presente e partecipe: la mole di proposte, correttivi e integrazioni prodotta smentisce ogni tentativo di distogliere lo sguardo dall’inconcludenza di questa destra. Consigliamo all’On. Foti, molto più utilmente, di lamentare le assenze del Sottosegretario Bignami durante i passaggi cruciali del provvedimento in Commissione. Ma siamo certi che l’On Foti troverà il modo di giustificare tali assenze con impegni improrogabili.
Così il deputato del PD Augusto Curti.
“Prima i ritardi incredibili ormai quasi tre mesi dall’alluvione e ancora zero dallo Stato per le terre alluvionate. Poi le risorse insufficienti inadeguate sia per gli indennizzi a imprese e famiglie al 100% come da impegni della presidente Meloni; poi una struttura centralistica con un Commissario e 60 persone che, al netto di Figliuolo, senza Regione e reti territoriali, si sta gia inabissando in burocrazia, lentezza e danni perpetui per le terre colpite. Ora l’inimmaginabile. Dopo aver promesso e proclamato in Parlamento e al Paese intero che la struttura commissariale di Figliuolo sarebbe stata affiancata e integrata dalla nomina dei subcommissari, (i presidenti di Regione) con una struttura tecnica di supporto e un tavolo istituzionale per la ricostruzione con Comuni e reti territoriali, indispensabili per una ricostruzione rapida e vera, e dopo aver votato tale proposta nelle commissioni Ambiente e Bilancio tra ieri notte e oggi il blitz del governo che fa saltare tutto. Riconvocano le commissioni in tutta fretta Con la scusa che non vi era copertura sulle spese della struttura di supporto e la fanno saltare insieme al tavolo istituzionale con i comuni. Una sorta di golpe bianco sull’alluvione, sulla ricostruzione che vuole di fatto togliere di mezzo chi conosce il territorio e può aiutare Figliuolo, e cioè la Regione, gli Enti locali, le reti territoriali economiche e sociali dell’Emilia Romagna. Così si vuole colpire la filiera locale della ricostruzione e con essa la sua rapidità e efficenza. Chi farà le pratiche e quali sono le strutture che dovranno smaltire decine di migliaia di richieste di famiglie e imprese e occuparsi di opere pubbliche? È un golpe bianco perché così si creeranno disagi, lentezze, burocrazie e si creerà caos sociale sul quale specularci sopra politicamente per le elezioni del 2024. Oggi è evidente ciò che il governo Meloni vuole: non la ricostruzione ma L’Emilia Romagna. Era solo una scusa la supposta mancanza di copertura finanziaria per il tavolo istituzionale e per la struttura di supporto dato che il Pd aveva proposto che fossero senza “oneri nuovi a carico della finanza pubblica“. È evidente con lo strappo istituzionale di oggi che il governo Meloni non indossa la fascia tricolore che guarda agli interessi e ai problemi dei cittadini e delle imprese, ma accende la fiamma tricolore per le prossime elezioni”. Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Gnassi.
“La presentazione e l’approvazione da parte della destra dell’emendamento soppressivo che cancella il ruolo istituzionale degli Enti Locali dal Decreto Alluvione è una scelta politica, anche se mascherata dietro un tecnicismo parlamentare. Governo e maggioranza mettendo nel mirino e cancellando il comitato istituzionale, il tavolo che garantiva un reale coordinamento del lavoro con le istituzioni territoriali, e la partecipazione fattuale di comuni, province e unione dei comuni, sanciscono la loro volontà di comandare centralizzando ogni decisione, anziché di governare. Con una discussione seria e franca si sarebbe potuto affrontare e risolvere ogni questione realmente ‘tecnica’. Invece, nonostante il nostro emendamento fosse stato approvato in commissione Ambiente all’unanimità e avesse anche ottenuto il parere favorevole della commissione Bilancio, la destra ha scelto la via dello scontro. A pagare pegno saranno i cittadini, le imprese e gli enti locali dell’Emilia Romagna, che fino ad oggi hanno solo visto le passerelle dei ministri e della presidente del Consiglio e nulla più”.
Lo dichiarano i deputati democratici della commissione Ambiente e dell’Emilia Romagna.
“La decisione del presidente della commissione Ambiente, Mauro Rotelli, di chiedere all’Aula il rinvio in commissione del cosiddetto decreto Alluvione, dopo i rilievi della Ragioneria generale per la mancanza di copertura finanziaria, dopo che la commissione Bilancio aveva espresso parere favorevole e il governo giustificato tutti i rilievi, dimostra o l’approssimazione di questa maggioranza di destra e del governo Meloni o la sua volontà di contraddire una scelta già fatta in commissione di affidare il ruolo di vice commissario ai presidenti di regione con rispettive strutture di supporto. Dopo due mesi di attesa, mentre i cittadini, gli enti locali e le imprese dell’Emilia Romagna sono ancora in attesa di aiuti, ristori e finanziamenti, la destra fa le bizze su una scelta di buon senso e che può solo aiutare il percorso di ricostruzione e lo stesso commissario Figliuolo”.
Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Stefano Vaccari, commentando il voto della maggioranza in Aula per il rinvio in commissione del Decreto Alluvione.
“Questo decreto presenta molti limiti. Abbiamo cercato di dare il nostro contributo di partito momentaneamente all’opposizione, ma il governo e la destra hanno ritenuto di seguire una strada diversa a cominciare dall’incremento di risorse che non sono arrivate. I nostri 166 emendamenti sono stati il frutto delle proposte scaturite dal confronto con popolazioni colpite, aziende, enti locali e riguardano cinque ambiti di intervento: messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture; sostegno ai settori produttivi; aiuti ai lavoratori e alle famiglie; linee di credito per gli Enti locali; risorse per sanità e istruzione. Siamo partiti dalle esperienze delle buone pratiche nella gestione del sisma 2012 e delle altre emergenze che sono seguite. Per questo ritenevamo che il presidente, Stefano Bonaccini, fosse la figura più autorevole per affrontare emergenza e ricostruzione. Invece la destra ha prima tergiversato per trovare soluzioni che potessero inficiare una nomina che in Emilia Romagna tutti davano per scontata, diffondendo anche bugie grossolane. Poi ha scelto un uomo di Stato, il generale Figliuolo, che solo qualche mese addietro criticava per il ruolo avuto nella gestione del Covid, per strizzare l’occhiolino ai No Vax”.
Lo ha detto il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura, Stefano Vaccari, intervenendo in Aula sul decreto Alluvione.
“Adesso - ha aggiunto il deputato democratico - occorrono piena operatività e tempo congruo di durata al Commissario incaricato e tempi stringenti per la nomina dei subcommissari, da individuarsi nella figura dei presidenti di Regione. Vi abbiamo indicato i punti di criticità di scelte che siamo certi rivedrete nei prossimi provvedimenti perché monche ed inefficaci. La destra sappia che non ci fermeremo, la incalzeremo passo dopo passo, in Parlamento e fuori nel dialogo con i territori”.
"Le preoccupazioni per la ricostruzione post alluvione trovano la conferma nella commissione Ambiente dove oggi c'è stata l'audizione del generale Figliuolo, nominato commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia Romagna.
A Figliuolo abbiamo ribadito il nostro apprezzamento per la sua figura e le sue capacità professionali, che già abbiamo avuto modo di apprezzare durante la pandemia. Al generale, sulla ricostruzione perché essa sia reale ed efficace, abbiamo ribadito che bisogna essere molto franchi nel dirsi le cose come stanno. Al netto della sua figura, le cose ad oggi anche dall'audizione non paiono cambiare su punti sostanziali. Il primo è che per quanto riguarda gli indennizzi al 100per cento per famiglie e imprese non ci sono le risorse. Abbiamo proposto per il 2023 che si passi da 120 milioni a 700 milioni, se ciò non avverrà ci saranno disagi sociali enormi che riguarderanno tutti. Il secondo: dopo oltre due mesi e mezzo, visto che comuni enti locali e regioni hanno lavorato bene, o si smentisce la cifra dei 9 miliardi di danni che gli stessi hanno posto, oppure si mettano a disposizione del commissario e degli enti locali gli oltre 6 miliardi che mancano.
Terzo punto: bisogna capire bene come si concretizza nelle procedure, nei fatti e negli atti amministrativi, la collaborazione tra commissario, presidenti di regioni e reti territoriali. Da questo ultimo punto si misurerà la velocità degli interventi. Inutile aggiungere che ai cittadini colpiti ora molto di quello che ascoltino non interessa se non si cambia davvero su cose concrete”. Lo dichiara il deputato del Pd, Andrea Gnassi, a margine dell'audizione del commissario per la ricostruzione in Emilia Romagna in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Nessuna nuova misura compensativa destinata dalle imprese agli enti territoriali a seguito dell’installazione di infrastrutture energetiche. La destra ha infatti respinto sia un emendamento che un ordine del giorno al Decreto Rigassificatore che, senza nuove spese per lo Stato, avrebbe garantito ai territori risorse per realizzare opere e promuovere la crescita sostenibile delle comunità locali": è quanto dichiarano i deputati Pd Simona Bonafè, Marco Simiani e Laura Boldrini sul provvedimento approvato oggi, lunedì 17 luglio, dall'Aula di Montecitorio.
"Attualmente le aziende energetiche destinano agli enti territoriali solo l'1 per cento del valore complessivo dell'opera. Si tratta di somme irrisorie rispetto ai profitti e che non risarciscono adeguatamente le zone coinvolte. Governo e maggioranza con questo 'no' insensato e controproducente impediscono di fatto benefici non solo ai comuni dell’Emilia e della Toscana in cui saranno presenti i rigassificatori, ma in tutti i territori coinvolti dalla presenza di nuove infrastrutture energetiche”: concludono.
Destra contro gli interessi di Taranto.
“Ennesimo blitz del governo che con un emendamento presentato in sordina tenta di cancellare la prospettiva della decarbonizzazione per l’ex Ilva di Taranto. Non solo: ancora una volta Palazzo Chigi diventa ‘la stanza dei bottoni’, con buona pace delle promesse fatte da un Ministro dello stesso Governo, si estende lo scudo penale e si permette al socio privato che finora ha osteggiato i progetti di decarbonizzazione di metterci bocca. Insomma, un mix di misure ad hoc per spegnere ogni speranza di transizione ecologica degli stabilimenti siderurgici di Taranto.”
Così in una nota congiunta i parlamentari pugliesi del Partito Democratico Ubaldo Pagano, Marco Lacarra e Claudio Stefanazzi.
“A questo tentativo indegno stiamo cercando di opporre, con i nostri emendamenti, delle iniziative di buonsenso. Oltre alla soppressione di qualsiasi esimente penale, chiediamo che venga approvata una norma che faccia partire per legge un accordo di programma con le istituzioni locali e le comunità; chiediamo che venga effettuata una valutazione dell’impatto sanitario e che, in caso di esito negativo, venga fatto il riesame degli atti che autorizzano l’attività produttiva. Tutto ciò che abbiamo immaginato e ottenuto per Taranto sta venendo a mancare, a partire dai fondi dedicati del PNRR. La filosofia di questa destra è sempre la stessa: l’acciaio vale molto di più dell’ambiente e della salute dei tarantini.”
“Le comunità energetiche dovrebbero essere una priorità assoluta in quanto rappresentano un sistema virtuoso che va nel segno della sostenibilità e del risparmio, in un’ottica di consumo dell’energia più sostenibile e responsabile. Purtroppo non lo è per questa destra, che ha respinto prima in commissione e adesso in Aula l’emendamento – poi trasformato in Ordine del giorno – che chiedeva al governo di favorire lo sviluppo delle comunità energetica coinvolgendo gli enti locali. Se vogliamo che gli amministratori siano veramente coinvolti nel processo di transizione energetica questo è un punto fondamentale. Con le comunità energetiche tante famiglie pagherebbero un costo dell’energia notevolmente più basso ma il governo ha respinto anche questa proposta di buon senso. La destra continua a disinteressarsi e a negare aiuto a chi è più in difficoltà”.
Così la deputata Pd Silvia Roggiani intervenendo in Aula sul DL enti territoriali-settore energetico.
“L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni continua a mortificare il Parlamento con l’ennesima fiducia posta oggi sul decreto rigassificatori. E pensare che si erano presentati agli elettori come pronti a restituire dignità a Camera e Senato, sono invece diventati con oltre 30 decreti in meno di 9 mesi il governo politico medaglia d’oro per decretazione d’urgenza e questioni di fiducia. Non è certo un segno di buona salute di questa maggioranza”. Lo ha detto in Aula il deputato dem Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd, durante la discussione generale sul decreto rigassificatori.
"Questo decreto oltretutto- ha aggiunto Casu - non è affatto sufficiente a risolvere le questioni energetiche aperte. Avevamo proposto in commissione una serie di miglioramenti, tuttavia, nessuna delle nostre proposte è stata accolta, come ad esempio, tutte le nostre proposte per promuovere la produzione di energia elettrica rinnovabile, anche con un fondo destinato alle piccole e medie imprese; limitare questo genere di approvvigionamento di gas solo nel caso sia a rischio la sicurezza energetica nazionale; raddoppiare le misure compensative per tutte le comunità locali coinvolte dagli interventi per la realizzazione degli impianti, istituire un fondo specifico di 800 milioni di euro per il rilancio di Piombino o l’introduzione dei crediti di imposta energetici e l’azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore elettrico, analogamente a quanto fatto per il gas, e inoltre mancano le misure di sostegno per gli enti locali, anche loro alle prese con costi energetici che rischiano di sacrificare l’erogazione di servizi fondamentali. Infine, sperimentando sessioni di risparmio come sta avvenendo in Inghilterra si potrebbe utilmente stimolare le persone a orientare i propri consumi individuali in orari in cui possano essere soddisfatti mediante l’utilizzo diretto di rinnovabili, senza dover ricorrere all’uso di fossili. Perché l’obiettivo non deve essere solo sostenere i consumi energetici di famiglie e imprese ma anche orientarli verso scelte sempre più sostenibili”.