01/04/2026 - 17:00

“La risposta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla nostra interrogazione per chiedere al governo di quantificare il danno causato all’economia nazionale con l’introduzione per 3 mesi del contributo nazionale da due euro sui piccoli pacchi extra Ue, inserita nella legge di Bilancio e sospesa solo dopo la battaglia politica e parlamentare che abbiamo portato avanti insieme a operatori e lavoratori, è veramente preoccupante e ci costringe a rafforzare e rilanciare la nostra iniziativa politica per chiedere di cancellare una norma che rappresenta un tradimento del governo contro la logistica italiana. L’esecutivo non solo non risponde, dimostrando di non aver minimamente compreso qual è l’ammontare economico del problema che è stato generato, nonostante i crolli nei volumi nell'aeroporto di Malpensa negli altri scali nazionali e i dati forniti da tutte le organizzazioni di settore. La cosa più grave è che continua a non ammettere l’errore, ma afferma che siamo di fronte solo a ‘un rinvio tecnico per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici’. Quindi, la notizia è che il governo non sta minimamente considerando un dietrofront definitivo e dal 1 luglio 2026 il contributo nazionale potrebbe sommarsi agli interventi comunitari, danneggiando tutto il comparto già alle prese con le gravi difficoltà della crisi energetica. Serve un intervento immediato prima che i danni che solo Meloni Salvini e Giorgetti non riescono a vedere continuino a crescere”.

Così Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della commissione Trasporti, replicando alla risposta del governo al question time in commissione presentato insieme ai deputati dem Barbagallo, Bakkali, Ghio, Morassut e Roggiani, prima firmataria degli emendamenti segnalati e dell’Odg Pd accolto in occasione della conversione del Mille proroghe.

 

 

30/03/2026 - 16:45

“Il Governo promette, ma poi in corso d’opera si rimangia la parola. Nel frattempo gli imprenditori hanno investito, si sono indebitati e oggi pagano il prezzo di scelte incerte e incoerenti: è il minimo che si arrabbino”. così Toni Ricciardi, Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera commenta le critiche che Confindustria sta facendo al governo per aver cambiato le regole in corsa su Transizione 5.0.
“Da quattro anni – prosegue Ricciardi - denunciamo come il Governo guidato da Giorgia Meloni non si stia occupando dell’economia reale, della vita concreta delle persone e delle difficoltà quotidiane di famiglie e imprese. Oggi ci troviamo alla vigilia di una crisi energetica probabilmente senza precedenti, con scenari che richiederebbero interventi immediati, seri e condivisi. In questo contesto, stupisce e preoccupa che la priorità dell’esecutivo sia la legge elettorale. Il Paese ha bisogno di risposte su lavoro, energia e crescita, non di operazioni politiche che appaiono distanti dai problemi reali degli italiani peraltro costruite contro le opposizioni”.

 

30/03/2026 - 16:40

"Le modifiche del governo Meloni al Decreto fiscale su Transizione 5.0 rappresentano un segnale gravissimo: intervenire in modo retroattivo su investimenti già effettuati significa minare la certezza del diritto e rompere il patto di fiducia tra imprese e istituzioni. Non solo il governo non dà risposte concrete alla crisi di alcuni settori manifatturieri, ma continua a cambiare le regole a partita in corso, scaricando sulle aziende il costo dell’incertezza". Lo dichiara la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Simona Bonafè.

"A questo - conclude Bonafè - si aggiunge l’interpretazione restrittiva dell’Agenzia delle Entrate sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo, che ha già colpito duramente molte imprese, soprattutto piccole e medie. Così si aggrava una crisi profonda e strutturale: servono invece regole chiare, stabili e non retroattive per sostenere investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione e difendere la competitività del Made in Italy

 

28/03/2026 - 17:35

'Scelta miope che colpisce investimenti, innovazione e competitività. PMI e filiere strategiche le più penalizzate'.

"Con il decreto fiscale il governo compie un errore grave e strategico: riduce il credito d'imposta legato a Transizione 5.0 proprio nel momento in cui le imprese italiane avrebbero più bisogno di certezze e di strumenti forti per investire in innovazione, digitalizzazione ed efficienza energetica". Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato del Pd e vicepresidente della commissione Attività produttive.

"Transizione 5.0 - sottolinea l’esponente dem - non è una misura qualsiasi: è il principale strumento per accompagnare le imprese nella doppia transizione, digitale ed energetica, rafforzando la competitività del nostro sistema industriale rispetto ai Paesi europei, che invece stanno investendo con maggiore decisione su politiche industriali attive. Tagliare queste risorse significa colpire soprattutto le PMI, che hanno meno capacità finanziaria per sostenere autonomamente gli investimenti, e indebolire le filiere strategiche rallentando gli obiettivi di decarbonizzazione”.

"Non siamo i soli a dirlo: Confindustria denuncia che questa scelta mina profondamente la fiducia delle imprese nei confronti delle istituzioni, tradisce le rassicurazioni date a novembre dai ministri Giorgetti, Foti e Urso sulle cosiddette imprese 'esodate' del 5.0, e chiede al governo di ripristinare gli impegni presi prima di procedere a qualsiasi nuova misura. Siamo della stessa opinione. Il governo faccia un passo indietro e ripristini integralmente il credito d'imposta Transizione 5.0: l'Italia non può permettersi di rallentare proprio adesso, quando in gioco c'è la nostra capacità di competere, innovare e creare lavoro di qualità", conclude Peluffo.

 

28/03/2026 - 14:00

"Il Governo e' stato costretto a fare marcia indietro e rinviare al primo luglio 2026 l'entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra UE introdotta nella legge di Bilancio. Una retromarcia che rappresenta una vittoria del Partito Democratico, che da subito gia' a dicembre, quando la tassa Meloni e' stata inserita in manovra ne ha denunciato l'assurdita' e gli effetti dannosi per imprese, logistica e consumatori. Un risultato che arriva grazie alla pressione costante che abbiamo esercitato in Parlamento, ma che non basta". Lo dichiarano i deputati Silvia Roggiani e Andrea Casu, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera.

"Adesso il Governo risponda finalmente alla nostra interrogazione e chiarisca quanto e' costato al Paese questo clamoroso errore: quanti danni ha prodotto l'incertezza generata, quante risorse pubbliche e private si sarebbero potute risparmiare se avessero ascoltato subito le nostre richieste e le preoccupazioni delle filiere coinvolte. Ora serve un cambio di passo: l'Esecutivo abbandoni definitivamente questa scelta miope e apra un confronto serio con imprese e opposizioni per costruire politiche industriali e fiscali che sostengano davvero la crescita, invece di ostacolarla con misure punitive e improvvisate. Il Paese ha bisogno di stabilita', investimenti e visione strategica, non di norme affrettate che creano problemi e poi vengono smentite dagli stessi che le hanno volute", aggiungono i dem.

 

24/02/2026 - 15:54

“Anche sull'istituzione del Garante nazionale del contribuente siamo davanti all'ennesima promessa non mantenuta dal governo Meloni. Un'altra riforma voluta dalla destra, non viene attuata. Il garante, figura altamente professionale che avrebbe sostituito i garanti regionali, avrebbe preso incarico in base ad un regolamento attuativo entro il dicembre 2024. Eppure oggi, con molto ritardo, il rappresentante del governo risponde in Commissione che sono ancora in corso valutazioni tecniche per redigere il regolamento”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Finanze, Virginio Merola a seguito del Question Time.
“Un governo capace di vivere di sola inerzia - sottolinea il parlamentare dem - lascia così nell’incertezza le attuali sedi regionali e conferma quello che da tempo il PD sostiene: si tratta di un'inutile e dannosa riforma centralistica”. “Il governo ricorre alla scusa degli asini, la burocrazia e l'attesa delle valutazioni tecniche perché non riesce a portare a termine neanche una piccola riforma, tanto sbandierata. Farebbe più bella figura ad ammettere i propri errori”, conclude Merola.

 

20/01/2026 - 19:12

“I dati Oxfam certificano una realtà inaccettabile: in Italia salari e lavoro dipendente sostengono quasi metà del gettito fiscale, mentre i profitti, che pesano di più sul Pil, contribuiscono in modo nettamente inferiore. È il paradosso per cui oggi paga più un’infermiera di chi ha un grande patrimonio”. Lo dichiara Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali, commentando il nuovo rapporto Oxfam sulle disuguaglianze.

“Il fatto che i salari rappresentino il 38% del Pil – sottolinea l’esponente dem - ma garantiscano il 49% delle entrate fiscali e contributive, mentre i profitti, pari al 50% del Pil, si fermino al 17%, dimostra che il sistema fiscale italiano continua a penalizzare il lavoro e a premiare le rendite, ampliando sempre di più la forbice delle disuguaglianze. La scelta del governo Meloni di intervenire sull’Irpef in modo marginale, destinando più della metà delle risorse all’8% dei redditi più alti, va esattamente nella stessa direzione: meno equità, meno trasparenza, più povertà, più fragilità sociale. L’aumento della ricchezza dei miliardari italiani, cresciuta nel 2025 di oltre 54 miliardi di euro, 150 milioni al giorno, mentre oltre 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, condizione di disagio che colpisce sempre più famiglie che lavorano, è intollerabile”.

“Non c’è alcuna lotta alle disuguaglianze – conclude Malavasi - se si continua a considerare tabù misure come una tassazione equa, mentre si ricorre a nuovi condoni e rottamazioni che minano la fedeltà fiscale e colpiscono chi le tasse le paga sempre fino all’ultimo euro. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un fisco più giusto, che alleggerisca il peso su salari e pensioni e combatta seriamente l’evasione. Senza equità fiscale non c’è coesione sociale, né tutela della salute e del benessere delle persone più fragili”.

 

04/12/2025 - 13:32

“Plauso all’approvazione della Legge Ricciardi: un passo avanti per gli italiani all’estero. Benefici immediati anche per i milioni di siciliani residenti nel mondo” così il deputato democratico, segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo, firmatario del progetto di legge, che ha aggiunto “Esprimiamo piena soddisfazione per l’approvazione all’unanimità alla Camera della Legge Ricciardi, ora in attesa del via libera definitivo da parte del Senato. Una riforma attesa da anni, che introduce misure concrete di alleggerimento fiscale per gli italiani residenti all’estero, recependo e confermando le proposte avanzate dal Partito Democratico in materia di IMU e TARI. Si tratta di un intervento che offre finalmente risposte concrete a chi vive all’estero ma mantiene un legame affettivo, familiare e patrimoniale con il proprio territorio d’origine. Una condizione molto diffusa in Sicilia che avrà pertanto ricadute positive e immediate anche per i tantissimi siciliani residenti nel mondo, spesso penalizzati da un carico fiscale non proporzionato all’effettivo utilizzo degli immobili”.

 

23/10/2025 - 10:48

“Quella del governo Meloni è una manovra figlia di nessuno: improvvisata, scritta all’ultimo minuto per tenere insieme una maggioranza divisa e senza visione. È un provvedimento che si caratterizza soprattutto per ciò che non c’è: misure per la crescita, per il lavoro stabile, per i salari, per contrastare la povertà. Si regalano piccole mance a categorie diverse, ma senza una strategia complessiva”. Lo afferma la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

“Sul fisco – aggiunge l’esponente Pd – il governo restituisce solo briciole dopo aver tolto 25 miliardi ai lavoratori dipendenti, e sul lavoro continua a ignorare la necessità di regole sulla rappresentanza e sulla contrattazione negli appalti. Sulle pensioni poi siamo di fronte a un vero arretramento: cancellata ‘Opzione donna’, bloccati i canali di pensione anticipata e dimenticati disoccupati, persone con disabilità e donne con carichi familiari. È un’impostazione che tradisce ogni promessa elettorale.”

“Anche sulla Sanità – conclude Guerra – le risorse sono del tutto insufficienti. La spesa cresce, ma i finanziamenti non tengono il passo: a pagare saranno ancora una volta i cittadini, con l’aumento delle addizionali regionali e l’impossibilità di garantire i livelli essenziali di assistenza. E il tetto sulle assunzioni resta, condannando ospedali e servizi pubblici alla paralisi. È una manovra sbagliata nel metodo e nel merito, e a farne le spese saranno i più fragili”.

 

22/10/2025 - 12:23

Promesse tradite: crescono tasse, età pensioni e lavoro povero

“Siamo alla quarta Manovra del Governo Meloni ma il bilancio, quello vero, è fallimentare: promesse elettorali disattese, famiglie e imprese lasciate sole, lavoro sempre più povero”: è quanto dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana, Emiliano Fossi sul provvedimento bollinato oggi, mercoledì 22 ottobre, dalla Ragioneria generale dello Stato.

“Giorgia Meloni aveva promesso meno tasse e più sostegni. Oggi la pressione fiscale è al 42,8 per cento del Pil, la più alta degli ultimi dieci anni. L’età pensionabile aumenta, ‘Opzione Donna’ viene cancellata e le donne continuano a essere penalizzate. È un governo che parla di famiglia, ma ignora che oltre 2,2 milioni di nuclei familiari vivono in povertà assoluta.”

“Con il governo della destra è cresciuto il lavoro precario, sottopagato e nei settori a bassa produttività: un lavoratore su dieci è povero, e tra le donne la quota supera il 25 per cento. Altro che rilancio dell’occupazione stabile. Dopo quattro anni di promesse mancate, la Premier non può più dare la colpa agli altri: i numeri certificano che ogni promessa è stata tradita. Il Partito Democratico continuerà a battersi per un fisco più giusto, pensioni dignitose e lavoro stabile per tutti”: conclude.

 

26/09/2025 - 11:23

La propaganda del governo Meloni si scontra con la realtà dei numeri.

“Il governo Meloni aveva promesso meno tasse, ma la realtà racconta un’Italia diversa da quella della propaganda. Oggi la pressione fiscale ha raggiunto un livello record, pari al 42,5%: italiane e italiani sono tra i più tassati d’Europa e, allo stesso tempo, tra i più poveri. Un cittadino su dieci vive in condizione di assoluta povertà, senza che l’esecutivo abbia introdotto misure concrete per sostenere chi fa più fatica. Nessun salario minimo, nessun aiuto per chi non riesce ad accedere alle cure, mentre la spesa sanitaria resta tra le più basse in Europa e sotto la media OCSE”.

Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio, intervistata sui canali social dei deputati dem, che aggiunge: “Alla vigilia della legge di bilancio, ci auguriamo un cambio di rotta. Serve un Paese che metta al centro le persone, non che le lasci indietro”.

Sul tema della cosiddetta “pace fiscale”, l'esponente Pd è netta: “È indegno parlare di pace fiscale in un Paese in cui a pagare sono sempre i soliti, spesso senza ricevere in cambio servizi e diritti. Siamo alla quarta rottamazione: lo stesso viceministro Leo ha ammesso che questi strumenti sono stati utilizzati in modo furbesco da chi avrebbe potuto pagare e non lo ha fatto. Non serve l’ennesimo condono: serve che tutti paghino il dovuto e che si introduca una tassa sugli extraprofitti delle banche, per finanziare servizi e diritti a favore delle persone”.

 

22/07/2025 - 18:56

“Questo non è un decreto fiscale: è un manifesto ideologico, pensato per premiare i furbi e penalizzare i contribuenti onesti”. Lo ha detto in Aula alla Camera, Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Finanze, annunciando il voto contrario del Gruppo dem al cosiddetto Dl fiscale”.

“Si tratta – ha aggiunto l’esponente Pd - di un provvedimento minimo nell’impatto finanziario, appena 9,9 milioni nel 2025, ma massimo nell’ambiguità politica. Un maquillage normativo che introduce norme opache, condoni mascherati e nuove disparità. Non c’è alcuna volontà di costruire un fisco giusto, si coltivano invece relazioni clientelari e si moltiplicano le sanatorie per gli evasori. Nel decreto troviamo varie ‘perle’, tra cui l’apertura all’uso del contante per le spese all’estero, l’allargamento della flat tax, la possibilità di manipolare i valori fiscali con stime forfettarie, e la stretta sui controlli dell’Agenzia delle Entrate e con il nuovo ravvedimento speciale si consente di chiudere la propria posizione versando anche solo la prima rata, premiando chi evade”.

“Nel frattempo – ha concluso Stefanazzi – la pressione fiscale tocca il 50,6% e milioni di italiani rinunciano alle vacanze per mancanza di risorse. Questo decreto è l’ennesima occasione persa per una riforma vera: noi continueremo a batterci in Aula, nelle commissioni e nei territori per un fisco giusto, e a denunciare ogni misura che allontana l’Italia da un sistema equo e solidale. Il fisco non deve proteggere gli amici del governo, ma costruire una società più giusta. Ogni euro evaso è un euro in meno per asili, ospedali, diritti. L’equità non è un optional: è la base di una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e non sulla furbizia”.

 

17/07/2025 - 14:52

“La nostra proposta: sistema equo e personalizzato, basta Flat Tax”

“Il governo Meloni, sul fisco, naviga a vista: poche idee, molto confuse e fortemente corporative. Con la proroga della delega fiscale, stanno di fatto ammettendo che le decisioni reali saranno rinviate, forse addirittura alla prossima legislatura. Nel frattempo, il sistema fiscale resta profondamente iniquo e sbilanciato contro lavoratori dipendenti e pensionati.”
Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo del Partito Democratico in commissione Finanze alla Camera, l’indomani del via libera da parte della Camera della proroga alla delega fiscale.

“L’esecutivo – prosegue l’esponente dem – parla di riduzione delle tasse, ma si tratta di una menzogna. La pressione fiscale è aumentata, spinta dall’inflazione e dagli aumenti delle addizionali regionali e comunali, necessari per far fronte ai tagli. Le imposte sostitutive sono ormai numerose e penalizzano anche gli enti locali. Basta guardare le buste paga dei lavoratori per capire che la narrazione del governo non regge: la realtà è un’altra. La Flat Tax ha creato un sistema profondamente iniquo: a parità di reddito, cittadini diversi pagano tasse diverse, contraddicendo il principio di progressività previsto dalla Costituzione. Un lavoratore autonomo con reddito pari a 35.000 euro può pagare meno tasse rispetto a un lavoratore dipendente, ma perde in cambio tutte le detrazioni, tranne quelle previdenziali. Si tratta di un sistema che divide, favorisce le disuguaglianze e penalizza il lavoro subordinato”.

“La proposta del Partito Democratico – conclude Merola – è chiara: superare la distinzione artificiale tra lavoratori dipendenti e autonomi, spesso di fatto subordinati, e introdurre una tassazione IRPEF personalizzata sul reddito complessivo individuale. Si tratta di un modello adottato con successo in altri Paesi europei, oggi ancora più realizzabile grazie alle tecnologie digitali. È il momento di abbandonare bonus, sussidi e condoni a pioggia, e costruire un sistema semplice, equo e trasparente. Le tasse non sono un ‘pizzo di Stato’, ma la base per garantire servizi pubblici e diritti a tutti i cittadini”.

 

03/07/2025 - 17:13

 “Con un emendamento al decreto fiscale a firma del presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI), Fratelli d’Italia tenta di reintrodurre il ravvedimento speciale per chi aderisce al concordato preventivo biennale 2025-2026, già escluso dal governo nella precedente versione del provvedimento. Siamo di fronte all’ennesimo condono mascherato, che va nella direzione sbagliata e mina la credibilità del sistema tributario”. Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo del Partito Democratico in commissione Finanze alla Camera.

“Questa politica di continui condoni, rottamazioni e agevolazioni a beneficio di categorie selezionate di contribuenti – prosegue Merola – non solo incentiva l’evasione fiscale, ma riduce drasticamente il tasso di adesione spontanea al pagamento delle imposte, creando un sistema iniquo dove chi rispetta le regole è penalizzato due volte. È un colpo diretto alla fiducia dei cittadini nello Stato e alla tenuta del nostro welfare, dalla sanità all’istruzione, fino all’assistenza”.

“Il Partito Democratico – conclude – è e resterà contrario a ogni misura che favorisca i furbi a scapito della collettività. Serve un fisco equo, certo e trasparente, capace di sostenere una società giusta e inclusiva, non l’ennesimo favore elettorale camuffato da provvedimento fiscale”

 

03/07/2025 - 16:34

“Fratelli d’Italia torna all’attacco per riproporre un bel condono sotto forma di ravvedimento speciale per chi aderisce alla seconda versione del concordato preventivo biennale. Un’ipotesi già respinta dal governo, ma che ora rispunta grazie a un emendamento al decreto fiscale presentato dal presidente della commissione Finanze Marco Osnato (FdI)”. Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, componente della commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“Si tratta dell’ennesimo tentativo di piegare la leva fiscale a una concezione profondamente clientelare: provvedimenti di favore per gruppi ben identificati di contribuenti, con l’obiettivo evidente di ottenerne il sostegno elettorale. Ma così facendo – prosegue l’esponente Pd – si costruisce un fisco colabrodo, dove a parità di reddito si pagano imposte profondamente diverse. Un sistema in cui chi rispetta le regole viene doppiamente penalizzato: paga più degli altri e subisce la concorrenza sleale di chi, evadendo le imposte, può offrire prezzi più bassi senza alcuna conseguenza.”

“La morale, purtroppo, resta sempre la stessa: rubare alla collettività non è considerato un furto. Il Partito Democratico continuerà a contrastare con forza questa deriva, per difendere un principio basilare di equità fiscale e rispetto delle regole”, conclude 

 

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