"Aggredito e letteralmente linciato dai coloni, ferito alla testa e allo stomaco e, quando stava per essere trasportato in ospedale, i soldati israeliani lo hanno arrestato. E' successo ieri sera ad Hamdan Ballal, regista di "No Other Land", premiato agli Oscar come miglior documentario. Non basta uccidere decine di migliaia di donne e bambini innocenti, bisogna zittire chi racconta l'orrore.
L'ennesima vergogna compiuta dai coloni e dall'esercito di Netanyahu, nel giorno in cui altri due giornalisti sono stati uccisi a Gaza, in cui viene bombardata la sede della Croce rossa e in cui l'Onu annuncia che ridurrà l'attività nella Striscia dopo che un carro armato israeliano ha colpito uno dei suoi edifici.
Basta tacere, presidente Meloni, basta voltarsi dall'altra parte, basta continuare a difendere un governo criminale che sta violando qualsiasi regola del diritto internazionale e qualsiasi norma di umanità.
Dov'è l'Unione europea? Non si può più fare finta di nulla: imporre sanzioni a Israele, fermare la vendita di armi e sospendere l'accordo di associazione tra Ue e Israele". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Le piazze di Tel Aviv e Gerusalemme straripano per le proteste contro Netanyahu e la sua decisione di riprendere i bombardamenti indiscriminati a Gaza.
Le piazze turche straripano di manifestazioni contro Erdogan e l'arresto del suo unico competitor, il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu in difesa del quale si stanno alzando le voci di sindaci di mezzo mondo.
E il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non è in grado di esprimere una sola parola di condanna verso tutte queste evidenti violazione dei diritti umani, del diritto internazionale e delle regole democratiche in paesi ritenuti alleati dell'Italia. Come un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro, Tajani tentenna e si limita a esprimere "preoccupazione" davanti alla morte di oltre 500 persone a Gaza in pochi giorni e davanti e di "seguire con attenzione la vicenda Imamoglu". L'Italia dovrebbe condannare fermamente quello che sta accadendo alle porte dell'Europa, senza tentennamenti. Il governo e Tajani dovrebbero stare dalla parte dalle piazze che difendono la democrazia e i diritti e non dalla parte degli autocrati che le reprimono con la forza come, invece, stanno facendo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
I raid dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza non si fermano. Dalla ripresa dei bombardamenti, nella notte tra domenica e lunedì, sono già 504 le vittime di cui 190 bambini e 5 componenti dello staff di Unrwa che, adesso, conta 284 morti.
Un orrore senza fine che ha il solo obiettivo di sterminare il popolo palestinese. Un orrore davanti al quale l'immobilismo della comunità internazionale non è più tollerabile. Un orrore contro cui le proteste della società civile israeliana stanno infiammando le piazze di Tel Aviv e Gerusalemme, represse violentemente dalla polizia.
Le famiglie degli ostaggi animano le proteste contro Netanyahu perché sanno benissimo che non è continuando a bombardare che i loro cari torneranno a casa e che questa ripresa dei raid serve solo allo stesso Netanyahu per mantenere il suo potere e sfuggire ai processi che ha in corso.
Dobbiamo essere all’altezza di quanto sta accadendo, che non ha precedenti: da quasi un anno e mezzo il governo di un paese alleato del cosiddetto Occidente, ritenuto avamposto della democrazia in Medio Oriente, sta sterminando un popolo e gli viene consentito di farlo. E L'Italia sostiene in tutto e per tutto il governo Netanyahu senza mai avanzare neanche una vaga perplessità, senza mai esprimere cordoglio per le vittime, né tantomeno condanna per le stragi di donne e bambini.
L'Europa, che è il progetto dei diritti e della pace, deve fare molto di più per fermare il massacro: faccia sentire forte la sua voce di condanna, sospenda l'Accordo di associazione tra Ue e Israele, imponga le sanzioni al governo di Tel Aviv, riconosca lo Stato di Palestina e dia seguito, compattamente, ai mandati di cattura emessi dalla CPI contro Netanyahu e Gallant". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“È urgente che il ministro Tajani venga in Aula a riferire su quanto accaduto a Gaza con la rottura della tregua da parte di Israele. Gli attacchi voluti da Netanyahu hanno prodotto oltre 400 morti e piu' di 500 persone ferite. La situazione è gravissima, siamo al sedicesimo giorno di blocco totale di cibo e medicinali voluto da Israele che, di fatto, è la continuazione di una situazione mai migliorata da oltre un anno a questa parte”. Così la deputata dem Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD, intervenendo in Aula di Montecitorio.
“Dopo 70 mila morti nel territorio di Gaza – ha continuato l'esponente dem - la tregua che avrebbe dovuto tutelare la vita delle persone è stata volutamente infranta e gli uomini, le donne e i bambini della striscia sono sempre più soli senza cibo, senza cure, senza protezione alcuna. La situazione non è diversa in Cisgiordania dove proseguono attacchi, demolizioni e uccisioni”. “ Di fronte al massacro criminale che Netanyahu sta portando avanti, occorre una sveglia comunità internazionale, a partire dall'Unione Europea e dal nostro governo, le parole di generica circostanza non bastano più. Il ministro Tajani venga in Aula a riferire cosa questo governo sta facendo e intende fare per contrastare lo sterminio della popolazione civile palestinese”, conclude Ghio.
“413 persone uccise in una notte. Tantissimi bambini. Colpevoli di cosa? Di un grave crimine: dormire. Gaza è stata colpita ancora. Netanyahu continua a sterminare civili con la complicità della comunità internazionale, che guarda, tace e lascia fare. Il suo governo criminale ha distrutto ospedali, scuole, rifugi. Ha bloccato gli aiuti. Ha tagliato l’elettricità. Ha ridotto Gaza a un cumulo di macerie, mentre i bambini combattono la fame e muoiono di freddo o di bombe. Non c’è più tempo per la diplomazia vuota. Non c’è più tempo per gli appelli retorici che non servono a niente.
L’Unione Europea agisca nei confronti di Netanyahu nello stesso modo in cui agirebbe e agisce contro altri criminali di guerra. Il terrorismo non si combatte uccidendo bambini e civili. Basta bombardamenti. E basta ipocrisie” così sui social il responsabile welfare del Pd, il deputato Marco Furfaro.
"Lo sconforto è totale e la rabbia è davvero tanta davanti all’ennesima strage a Gaza.
Netanyahu ha ripreso i bombardamenti nella Striscia per salvare il suo governo, sotto il ricatto di Smotrich. E per salvare se stesso dai processi. In un raid dell'Idf della scorsa notte, secondo fonti mediche, sono morte 412 persone, tra cui molti bambini. L'esercito israeliano bombarda per uccidere le persone, per sterminare un popolo. Le postazioni di Hamas, tutte le infrastrutture militari e civili, le abitazioni, gli ospedali, le scuole sono già stati distrutti: quello che resta sono solo uomini, donne e bambini palestinesi. Su di loro cadono le bombe del governo israeliano. Si bombarda e si impedisce agli aiuti umanitari di entrare nella Striscia, affamando persone già sfinite dalle privazioni. Si bombarda e si stacca la fornitura di elettricità e di acqua. Sono crimini di guerra.
In questo modo salta l’accordo di tregua a tre fasi: la seconda tappa prevede, infatti, il ritiro dell’Idf da Gaza non voluto dall'estrema destra messianica. Con questa decisione Netanyahu ha scelto di poter anche sacrificare gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas come temuto dai parenti che hanno protestato e sono stati malmenati e portati via con la forza. Di fronte a tutto questo Trump incoraggia Netanyahu ad andare avanti e “portare a termine il lavoro”. Bene che la commissaria europea per la Gestione delle crisi, Hadja Lahbin, abbia chiesto che si ripristini la tregua e si ponga fine all’ennesima strage. Il governo italiano, invece, è muto. Cosa deve fare, ancora, Netanyahu, per suscitare almeno un po' di sdegno nella presidente Giorgia Meloni e nel ministro Antonio Tajani?" Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
In un'epoca di conflitti, bisogna ribaltare la predominante narrazione di guerra e mettere la pace al centro di tutto quello che facciamo e che diciamo, al centro della nostra azione politica, anche sostenendo la società civile impegnata per pace e disarmo. Alla terza Conferenza degli stati parte del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW) che è in corso fino al 7 marzo, alla sede dell'Onu a new York, ho rivolto questo appello al forum dei parlamentari riuniti". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Coordinatrice dell'Intergruppo della Camera per il disamo nucleare, intervenendo alla conferenza di New York.
"La Conferenza si celebra nell'80esimo anniversario del lancio dell'atomica su Hiroshima e Nagasaki, alla presenza dell'organizzazione Nihon Hidankyo, premio Nobel per la pace nel 2024 - ha ricordato Boldrini -. Quando ritirò il premio, il rappresentante dell'organizzazione stessa, Toshiyuki Mimaki, disse: "A Gaza i bambini muoiono dissanguati. È come in Giappone 80 anni fa". Da qui sono partita, per ricordare che a Gaza sono state sganciate 85mila tonnellate di bombe che hanno lasciato 50 milioni di tonnellate di macerie e, secondo Lancet, 70 mila morti".
"Da quando il trattato per la proibizione delle armi nucleari è stato firmato, nel 2017, il mondo è cambiato in peggio- ha proseguito -. Oggi ci sono capi di stato e ministri che minacciano l'uso delle armi nucleari. Lo ha fatto Putin e lo ha fatto il ministro israeliano Amihai Eliyahu sostenendo che fosse la soluzione per Gaza.
E anche in questi giorni assistiamo a una narrazione terribile e pericolosa, tutta basata sulla guerra, sul riarmo, che va ribaltata".
"Dobbiamo far passare il messaggio che il riarmo non è la soluzione all’instabilità e che la deterrenza nucleare non è una strategia che garantisce la sicurezza. Se vogliamo salvare il futuro dell'umanità, dobbiamo rovesciare la prospettiva e mettere la pace, il dialogo e la diplomazia - non le armi - al centro della soluzione delle controversie tra Stati - ha sottolineato la deputata dem -. In un momento in cui la guerra imperversa, può sembrare che non sia il momento di parlare di pace. Ma è proprio ora che bisogna far capire all’opinione pubblica che con un'escalation dei conflitti e, peggio, con il ricorso alle armi nucleari, l’umanità non sopravviverebbe. I fatti dimostrano che anche la politica della deterrenza non ha aperto e non apre prospettive di pace".
"C'è molto lavoro da fare, ma siamo qui, a New York, per non desistere e per ribadire che non solo non abbiamo intenzione di fermarci ma che cercheremo nuovi modi per coinvolgere le persone e i giovani in particolare, per affermare un mondo senza la minaccia nucleare" ha concluso Boldrini.
"L'Oscar come miglior documentario a "No Other Land", frutto del lavoro di registi palestinesi e israeliani, che parla della violenza dei coloni e delle politiche di annessione di Israele in Cisgiordania, è una bellissima notizia. Non solo perché squarcia il velo sulla realtà drammatica che stanno vivendo i territori occupati dove recentemente oltre 40mila palestinesi sono stati cacciati dalle loro case, centinaia di persone uccise e case distrutte. Ma anche per le parole dei suoi autori, il palestinese Basel Adra e l'israeliano Yuval Abraham. Parole di condanna durissima, ma anche di speranza per una soluzione politica che rispetti entrambi i popoli e permetta a Israele e Palestina di vivere in pace e sicurezza". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non stupisce la reazione del ministro della Cultura di Israele, Miki Zohar, che stigmatizza l'Oscar - sottolinea la deputata dem -: il governo di Tel Aviv non vuole che si sappia la verità di quello che succede in Cisgiordania come non voleva che si sapesse quello che accadeva a Gaza, ragione per cui ha impedito ai giornalisti internazionali di entrare a fare il loro lavoro. Tutto viene letto come un attacco a Israele, ma a morire sotto le bombe, a dover lasciare le loro case, a subire l'aggressione dei coloni e dell’esercito israeliano sono i palestinesi".
"La notizia arriva mentre dal Medio Oriente Netanyahu fa sapere di avere bloccato gli aiuti umanitari per Gaza. “Finiti i pranzi gratis”, ha ammonito con disprezzo - prosegue Boldrini - . Un anno fa esatto, con una delegazione di cinquanta persone tra parlamentari, accademici, attivisti delle Ong e giornalisti eravamo al valico di Rafah, al confine con l'Egitto, e abbiamo visto con i nostri occhi le centinaia di tir carichi di aiuti fermi fuori da Gaza, magazzini pieni di beni di prima necessità, farmaci, dispostivi medici accatastati perché le autorità israeliane ne impediva l'accesso. Abbiamo visto l’utilizzo della fame come arma di guerra: solo una delle tante violazioni del diritto internazionale perpetrate da governo israeliano". "La tregua - conclude - aveva aperto uno spiraglio di speranza, ma l'evoluzione dei fatti e l'appoggio incondizionato di Trump a Netanyahu rischiano di far vacillare tutto".
"Due anni fa ci davano per morti e invece siamo qui, in piena forma, il primo partito dell'opposizione. Ho apprezzato che Elly Schlein abbia iniziato la sua relazione da un'analisi dello scenario internazionale che stiamo vivendo, condannando fermamente le parole del vice presidente della Knesset che ha parlato dei palestinesi di Gaza come "feccia e subumani" auspicando l'eliminazione degli adulti. E la ringrazio per avere condannato altrettanto fermamente il raccapricciante video di Trump su Gaza "riviera del Medio Oriente".". Lo ha dichiarato, intervenendo alla direzione del Pd, Laura Boldrini, deputata dem e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Se siamo tornati a crescere è perché abbiamo una linea politica chiara: lo è sull'immigrazione, avendo preso le distanze dalla stagione dei memorandum con la Libia, lo è sulle questioni sociali che riguardano da vicino le vite delle persone: il salario minimo, la sanità pubblica, le crisi aziendali sulle quali le lavoratrici e i lavoratori sanno che sanno che siamo al loro fianco - ha proseguito -. Questo impegno ci porta naturalmente a sostenere i cinque referendum della CGIL, in perfetta coerenza con le nostre scelte per un lavoro stabile e sicuro, oltre che per la riduzione dei tempi per ottenere la cittadinanza italiana per quei ragazzi e quelle ragazze che sono nati e cresciuti in Italia".
"Ora serve meno timidezza sulla tassazione dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari: i fondi per il welfare vanno cercati dove ci sono - ha sottolineato Boldrini -. E serve anche che il Pd spinga il Partito socialista europeo e l'Ue a una risposta compatta e ferma alle pulsioni autocratiche degli Usa di Trump dove i pilastri dello stato di diritto stanno pericolosamente vacillando con l'attacco al diritto internazionale, i licenziamenti in massa di dipendenti pubblici e delle agenzie federali, le deportazioni di migranti, l'annullamento delle politiche per le persone LGBTQIA+, l'offensiva contro la libertà di stampa e l'autodeterminazione delle donne. Difronte a questa minaccia, l'Europa come ha reagito? Finora si è limitata a parlare solo di alzare la spesa militare magari pensando che ogni Stato debba riarmarsi fino ai denti, forse comprando le armi dagli Usa. Questa non è difesa comune e non è la risposta adeguata alla gravità del momento che impone un'elaborazione politica che manca". "Questi temi devono essere al centro del dibattito, anche pensando a mobilitazioni pubbliche per costruire, insieme, proposte politiche concrete che arginino questa deriva e dare un futuro alle nuove generazioni". ha concluso.
"Perfino l'archeologia, in Cisgiordania, è diventata strumento di annessione dei territori palestinesi da parte del governo israeliano. E' quello che hanno riferito le ong Emek Shaveh e Mosaic Centre, rispettivamente israeliana e palestinese audite oggi dal Comitato diritti umani della Camera che presiedo.
Entrambe le associazioni si occupano di difendere il patrimonio culturale e per tutelare i siti archeologici e denunciano come da moltissimi anni ormai, siti archeologici di Gerusalemme Est e della Cisgiordania vengano narrati privilegiando la storia ebraica a scapito di quella araba.
Negli ultimi sei anni, ha spiegato Talya Ezrahi, rappresentante di Emek Shaveh, il processo di militarizzazione dei siti con il pretesto di proteggere i beni archeologici si è intensificato notevolmente. Diverse aree archeologiche sono state occupate dai coloni con il pieno sostegno del governo.
In Cisgiordania ci sono circa 6mila siti di interesse archeologico e quasi ogni insediamento palestinese ne ha uno vicino. Ma i coloni stanno via via chiudendo ai palestinesi l'accesso a queste aree. E' quello che sta succedendo, ad esempio a Sebastia, nei pressi di Nablus, dove tutta l'area archeologica che testimonia insediamenti da circa 4mila anni, è stata isolata per impedire l'accesso ai palestinesi del vicino villaggio, in totale violazione non solo degli accordi di Oslo, ma anche della Convenzione dell'Aja del 1954 che disciplina la tutela dei beni culturali in caso di conflitti armati.
Il tentativo, denunciano le Ong, non è solo di annessione, ma anche di cancellazione della cultura palestinese oltre che di sottrarre fonti di reddito agli abitanti palestinesi della Cisgiordania.
Un attacco a 360 gradi che il governo Netanyhau sta sferrando indisturbato e, anzi, sostenuto dall'alleato statunitense che non perde occasione di ribadire il suo programma di pulizia etnica a Gaza e l'appoggio incondizionato al governo israeliano.
Presenterò un'interrogazione al governo italiano per chiedere di fare pressione sulle autorità israeliane affinché rispettino i siti archeologici in territorio palestinese e finisca la politica di aggressione volta alla totale annessione della Cisgiordania". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"In un momento così buio, la scelta di 200 ebree ed ebrei italiani di dire un "no" netto e inequivocabile al piano di pulizia etnica di Trump e Netanyahu su Gaza ha un significato molto importante e un valore enorme proprio perché nasce dall'interno delle comunità ebraiche. Ringrazio chi, sentendo la necessità di farla, l'ha promossa e le 200 persone che l'hanno firmata ben sapendo l'esposizione a cui andavano incontro.
Rimango esterrefatta da certi commenti aggressivi e violenti provenienti anche da alcuni rappresentanti della stessa comunità ebraica ed esprimo la mia solidarietà a coloro che stanno ricevendo insulti e attacchi per aver firmato l'appello". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"La presidente Meloni deve venire in Aula a dire qual è il suo pensiero rispetto a dei video che noi riteniamo inaccettabili e vergognosi, video che riguardano un territorio che sta soffrendo molto, che vede ogni giorno decine di morti civili, fra cui bambini e donne. E' importante prendere le distanze da questi messaggi sul sangue delle persone". Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervistato a Montecitorio sui video diffusi da Trump sui social sul futuro di Gaza.
Lo strazio di Gaza è sotto gli occhi del mondo. Il video di Trump che ne fa un villaggio turistico è terribile: è morta anche la pietà. Nessuno può voltarsi dall’altra parte. La premier Meloni che - unica europea - era all’insediamento, non può far finta di nulla.
Lo h scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Un video raccapricciante è apparso poche ore fa sui profili social del presidente statunitense Donald Trump. Nel video si vede Gaza oggi, con le macerie dei bombardamenti, e dei bambini che camminano verso un altro scenario. Il nuovo scenario è come Trump immagina la "Riviera Medio Oriente": grattacieli, lusso, soldi che piovono dal cielo, Musk che beve cocktail circondato da banconote, statue d'oro che raffigurano Trump. Il video, con una canzone che parla di "golden future" si chiude con lo stesso Trump e Netanyahu in costume su due lettini che bevono drink a bordo piscina. Senza palestinesi". Lo ha denunciato intervenendo oggi nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"A Gaza sono state uccise, secondo Lancet, 70mila persone. Altre 10mila sono sotto le macerie, i palestinesi sono allo stremo, la situazione è drammatica e Trump pubblica un video oltraggioso e aberrante che conferma il piano di pulizia etnica che condivide con Netanyahu - ha proseguito -. Questo avviene nelle stesse ore in cui il vicepresidente della Knesset, Nissim Vaturi, dello stesso partito del premier Netanyahu, dice dei civili palestinesi: "Sono feccia, subumani, nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati, e gli adulti eliminati". Di fronte ad affermazioni così riprovevoli, tutti dovremmo alzare la voce e avere reazioni durissime. Invece il silenzio della destra è assordante".
"Intanto "Breaking the silence", ong di ex militari israeliani, denuncia un pacchetto legislativo che attacca la libertà di espressione, colpisce la società civile che si occupa di diritti umani e comprime lo spazio democratico, già sottile, rimasto in Israele - ha aggiunto Boldrini -. Per non parlare di quello che accade in Cisgiordania dove 40mila palestinesi sono stati cacciati da Jenin, Tulkarem e altre località e il territorio della Palestina occupata è disseminato di 900 checkpoint a riprova dell'annessione in corso da parte di Israele".
"Davanti a tutto questo, l'Italia cosa fa? La presidente del Consiglio che posizione prende? Venga in aula a spiegarci in che direzione sta portando l'Italia" ha concluso la deputata dem.
Delusione" è la parola che più spesso è stata ripetuta oggi in Comitato diritti umani della Camera dai rappresentati di Kairos Palestina, un movimento cristiano palestinese che sostiene la fine dell'occupazione israeliana e la liberazione dalle posizioni più estremiste di entrambe le parti per arrivare a una riconciliazione tra i due popoli. Delusione per l'assenza di una presa di posizione chiara e netta della comunità internazionale - Italia inclusa- rispetto alle continue violazioni dei diritti dei palestinesi che il governo israeliano compie quotidianamente sia a Gaza che in Cisgiordania.
"L’occupazione in Cisgiordania avanza - ha riferito Munther Isaac, pastore e teologo cristiano palestinese - La sola Betlemme è circondata da 90 checkpoint e da 20 insediamenti israeliani ed è sempre più isolata, rischia di diventare un'altra Gaza, e la stessa cosa sta accadendo ad Hebron, Nablus e altre località. La vita per i palestinesi dei territori occupati è sempre più insostenibile, mentre i coloni israeliani possono fare tutto quello che vogliono, anche cacciare i palestinesi e occupare le loro case e le loro terre nella totale impunità".
"Israele si muove al di sopra delle leggi e del diritto internazionale con il sostegno dei suoi alleati - ha denunciato con fermezza Munther Isaac -. Noi palestinesi chiediamo che il diritto internazionale venga applicato e i diritti garantiti a noi come agli israeliani. Com'è possibile che il mondo non reagisca neanche quando Trump prefigura la pulizia etnica a Gaza? Il messaggio che viene mandato è chiaro: il diritto internazionale non esiste più, vale la legge del più forte. E tutto questo è documentato. La nostra comunità cristiana in Terra santa è a rischio di scomparire, tanti se ne stanno andando per mancanza di futuro.”
Un messaggio la cui responsabilità ricade anche sul governo italiano che non solo non riconosce lo Stato di Palestina, non chiede la fine dell'occupazione israeliana della Cisgiordania e, perfino, contravviene ai mandati di cattura emessi dalla Corte penale internazionale negando la possibilità di arrestare Netanyahu se venisse in Italia". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.