“Il governo oggi in commissione Lavoro alla Camera non ha risposto alla nostra interrogazione sullo scandalo dei 40mila lavoratori sfruttati da Glovo. Si è limitato a descrivere la situazione così com’è, annunciando una serie di controlli ulteriori e informando che è in via di recepimento la direttiva europea sui rider. Dopo due anni! Non ha mai fatto cenno alla delega sui salari di cui ormai si sono perse le tracce, ma soprattutto non ha mai citato l’articolo 36 della Costituzione. Continuano a fischiettare davanti a una voragine normativa che ci parla di sotto salario, sfruttamento di turni massacranti. Noi chiediamo ancora una volta che si riapra la discussione sul salario minimo e sulle tutele necessarie per i ciclofattorini”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Di fronte a una notizia gravissima come l’inchiesta di Milano su Glovo, il silenzio del governo è grave e assordante. Non hanno trovato neanche un secondo per commentare. Ancora una volta è dovuta intervenire la magistratura per far rispettare l’articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce retribuzioni giuste e dignitose”. Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Questo silenzio – prosegue l’esponente dem – dimostra che all’esecutivo non interessa nulla del lavoro sottopagato, dei salari da fame, dello sfruttamento e dei turni massacranti che colpiscono migliaia di lavoratori, a partire dai rider. Non è un caso che in questi anni il governo non abbia messo in campo alcuna norma efficace contro la precarietà e lo sfruttamento”.
“Le misure da adottare – conclude Scotto - sono chiare: serve l’opposto delle scelte fatte in tre anni e mezzo, che hanno aumentato la precarietà liberalizzando i contratti a termine e il lavoro in somministrazione, autorizzando meccanismi che scaricano i rischi sui lavoratori. Bisogna intervenire subito sui contratti, cancellare i contratti pirata attraverso una legge sulla rappresentanza, e introdurre il salario minimo. Solo così si può contrastare davvero lo sfruttamento e restituire dignità al lavoro”.
"E’ davvero singolare che nessuno del governo abbia trovato il tempo di commentare l’inchiesta della magistratura di Milano sullo sfruttamento dei lavoratori della Glovo. Emerge un quadro inquietante di sfruttamento, sotto salario, turni massacranti e tutti lì a fischiettare. Non hanno approvato in tre anni e mezzo una norma per migliorare la vita di queste persone, delegando alla magistratura il compito di richiamare il rispetto dell’articolo 36. Ci aspettiamo dall’esecutivo risposte concrete e non chiacchiere all’interrogazione che faremo domani su questo scandalo".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Abbiamo depositato interrogazione urgente sullo sfruttamento dei Rider da parte di Foodinho-Glovo. Chiederemo al Governo cosa intende fare per interrompere questo scandalo dei salari da fame smascherato dalla magistratura. E’ intollerabile che dopo tre anni e mezzo di Governo non sia stato mosso un dito per proteggere i lavoratori più poveri”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Che aspetta il Governo a riaprire finalmente una discussione sui salari e le condizioni di lavoro dei rider? Anche oggi abbiamo dovuto per l’ennesima volta aspettare la magistratura per un’indagine che riguarda l’azienda Foodinho-Glovo con 40mila lavoratori sfruttati, con orari impossibili e 5000 euro annui al mese. Uno scandalo! Anche di fronte al riferimento della magistratura al mancato rispetto dell’articolo 36 della Costituzione sull’equa retribuzione, riteniamo urgente che si metta all’ordine del giorno di nuovo il Salario Minimo. La politica non può arrivare dopo i giudici”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“L’inchiesta della Procura di Milano su Foodinho-Glovo conferma ciò che denunciamo da tempo: nel nostro paese esiste un vero caporalato digitale che sfrutta migliaia di rider, li paga sotto la soglia di povertà e aggira i contratti collettivi attraverso il controllo algoritmico. È una forma moderna di sfruttamento che colpisce soprattutto chi è più fragile e che richiede una risposta legislativa immediata": ė quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“In Parlamento giace da tempo una mia proposta di legge contro il caporalato, pensata proprio per colpire anche queste nuove forme di sfruttamento nel delivery e nella logistica, ma il governo continua a tenerla bloccata. La destra preferisce occuparsi di propaganda mentre ignora i problemi reali dei lavoratori. Servono regole chiare, tutele e salari dignitosi: il lavoro non può essere sacrificato in nome dei profitti delle piattaforme": conclude.
"Il tribunale di Milano ha condannato Glovo a triplicare le risorse dovute ai rider che lavorano negli orari più esposti a temperature estreme. Qualche mese fa avevamo depositato una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di intervenire sui risibili quanto scandalosi aumenti di pochi centesimi accordati ai lavoratori costretti a fare turni tra i 30 e i 40 gradi per portare il cibo nelle case e negli uffici. Il Governo non ha mosso un dito, non convocando nemmeno un tavolo. E’ intervenuta invece la magistratura su denuncia del sindacato per arginare ancora una volta queste forme di sfruttamento. Non è un paese normale quello che delega ai giudici interventi per risolvere ingiustizie palesi. Tocca al Parlamento intervenire attraverso la legge. Chiediamo al governo di aprire a settembre un grande dibattito sul lavoro povero che è la causa principale dell’arretratezza del nostro sistema produttivo". Lo dichiara in una nota il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro alla Camera.
"Dopo la pressione di sindacati e opposizioni, Glovo ha deciso di ritirare il vergognoso bonus per i rider disponibili a lavorare anche a 40 gradi. Questo dimostra a maggior ragione che occorre andare verso una cassa clima che includa tutte le tipologie di lavoro, rider compresi. Occorre aprire in Parlamento una riflessione vera sul lavoro povero in rapporto ai cambiamenti climatici, approvando ad esempio la nostra proposta di legge 'Griseri-Prisco' che prevede che, in caso di eventi climatici pericolosi, i fattorini e i corrieri non lavorino e abbiano accesso agli ammortizzatori lavoratori dipendenti e autonomi". Così in una nota congiunta i deputati Pd, Arturo Scotto, Chiara Gribaudo, Marco Sarracino e Cecilia Guerra dopo la marcia indietro di Glovo sui bonus per i rider che lavorano con le alte temperature.
“Abbiamo depositato oggi una interrogazione urgente al Governo dopo che Glovo ha annunciato l’introduzione di incentivi economici ai rider per lavorare anche a 40 gradi. Una scelta grave, che per un po’ di soldi in più rischia di mettere a rischio la vita delle persone che lavorano. Nel testo abbiamo posto questa domanda e pretendiamo una risposta dal Governo: ‘Quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di assicurare l’integrale rispetto della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per i lavoratori della citata società, scongiurando che iniziative come quelle indicare in premessa possano trasformarsi in indiretti incentivi a mettere a rischio dei lavoratori che svolgono l’attività gravosa di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali’”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Pochi centesimi in più per mettere a rischio una vita umana: i “bonus”, se così vogliamo chiamare gli incentivi che Glovo propone di dare ai riders che lavorano con il caldo, ledono la dignità di chi lavora. Non solo: vanno contro ogni principio basilare di sicurezza, che non deve mai, e dico mai, essere messa in secondo piano rispetto al profitto. Se davvero le aziende vogliono fare qualcosa, garantiscano pari guadagni anche a fronte di una diminuzione delle consegne per le alte temperature, che rendono spesso difficoltose se non impossibili le condizioni di lavoro”. Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sulla mail ricevuta dai riders di Glovo in cui vengono presentati dei bonus per chi effettua consegne con le alte temperature di questi giorni.
“Un bonus di pochi centesimi per chi lavora a oltre 40 gradi non è solo un insulto alla dignità, ma un ricatto che mette a rischio la vita delle persone. È l’ennesima dimostrazione di come i rider vengano considerati: manodopera sacrificabile, da incentivare con qualche spicciolo anche nei momenti di massimo rischio per la salute. La dignità del lavoro non può valere 5, 10 o 20 centesimi a consegna. Queste proposte sono la diretta conseguenza di un clima politico alimentato dal governo di destra che ha soltanto tolto diritti e tutele, soprattutto ai lavoratori fragili": così Emiliano Fossi, deputato del Partito Democratico e segretario regionale della Toscana, commentando la decisione della piattaforma Glovo di riconoscere un "bonus caldo" proporzionale alla temperatura esterna sugli ordini completati, pari a pochi centesimi per ciascuna consegna.
“Come ho avuto modo di ribadire in numerose occasioni i rider sono oggi il simbolo di un lavoro precario, sottopagato, con turni estenuanti, pochissimi diritti e pericoli continui. Il loro numero è in crescita – si parla di circa 100mila in Italia – ma le tutele non crescono con loro. Anzi, diminuiscono. Non possiamo più accettare che la logica del profitto a tutti i costi prevalga sulla sicurezza e la dignità delle persone. Servono regole nuove, giuste, coraggiose: da mesi giace a Montecitorio la mia proposta di legge che va in questa direzione; si tratta di un punto di partenza aperto al contributo di tutti: sindacati, forze politiche, enti locali e associazioni. Ma il tempo delle parole è finito: adesso bisogna agire”.
“E’ inaccettabile questa decisione di Glovo di dare un bonus ai rider che lavoreranno nelle ore più calde della giornata. Non si può mettere a rischio la vita delle persone in cambio di un po’ di soldi in più in busta paga. Questa scelta viola i protocolli che verranno introdotti. Presenteremo una interrogazione parlamentare urgente. Il governo prenda posizione”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.