04/02/2026 - 12:07

“Al racconto propagandistico del Governo Meloni, scandito dal tormentone ‘Funzioneranno’ per quanto riguarda i centri in Albania, si accosta la realtà: l’Italia ha perseguito un modello repressivo e inefficace di controllo dell’immigrazione. Non lo diciamo solo noi, ma anche il rapporto mondiale 2026 di Human Rights Watch”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul report di HRW che denuncia la violazione dei diritti umani in politiche migratorie e di sicurezza.

“Ancora una volta viene dimostrato che per questo Governo sicurezza è sinonimo di repressione - prosegue la deputata dem - Senza considerare che, soprattutto in questi giorni terribili, non si può festeggiare per gli zero sbarchi quando questi significano mille dispersi nel Mediterraneo”.

“Oltre la retorica e la tifoseria ci sono le persone: la folle idea dei centri in Albania va messa da parte, non solo per lo sperpero di soldi pubblici ma anche e soprattutto per la dignità di quegli uomini e quelle donne” conclude Gribaudo.

 

25/01/2026 - 15:46

“Il silenzio assordante di Giorgia Meloni e del governo sugli omicidi compiuti dagli agenti dell’ICE non è neutrale: è una chiara scelta politica”, così una nota di Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, deputato PD.
“Questi silenzi sui fatti gravissimi che stanno accadendo allarmano anche perché in Italia sta per essere emanato un ennesimo decreto sicurezza, che dalle anticipazioni del ministro Piantedosi conterrà ancora numerose norme contro la liberta’ di manifestare il dissenso politico.
A Minneapolis un uomo di 37 anni, Alex Pretti, è stato colpito mortalmente da agenti federali dell’ICE durante un’operazione di contrasto all’immigrazione. Pretti era un infermiere, non un criminale, e le immagini diffuse dai media mostrano dinamiche agli antipodi rispetto alla versione ufficiale: le autorità federali affermano un confronto armato, mentre video e testimonianze raccontano di un uomo disarmato che stava cercando di aiutare altri manifestanti prima di essere ucciso barbaramente. Questa è una deriva inaccettabile della sicurezza, fuori dallo stato di diritto, da cui serve una presa di distanza netta da Trump e da chi considera la repressione la risposta al dissenso politico. E in questo contesto preoccupano ancora di più le notizie degli incontri del vicepremier Salvini con chi teorizza quelle modalità di azione e vede nella violenza uno strumento legittimo.
Giorgia Meloni ha il dovere di chiarire da che parte sta il suo governo, se con lo Stato di diritto o con forme di repressione che comprimono gravemente le libertà costituzionali”.

 

09/01/2026 - 15:36

“La distanza tra Giorgia Meloni e la realtà degli italiani è siderale. Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici e il potere d’acquisto continua a crollare, Meloni annuncia il suo “piano Artico”, trasformando le emergenze quotidiane in show mediatico.
Dalla sanità alle politiche sociali, dai bassi salari alle pensioni, dalla sicurezza all'immigrazione, dalla crescita agli investimenti, le sue risposte restano sempre le stesse: “stiamo lavorando” o “sarà il focus del prossimo anno”. Nel frattempo, senza il Pnrr saremmo in recessione e milioni di cittadini stanno peggio di tre anni fa, costretti ad affrontare difficoltà concrete che il governo non è in grado di risolvere. Gli italiani non possono più aspettare annunci vuoti e promesse inesistenti, tutte puntualmente tradite. Serve attenzione reale, interventi concreti e soluzioni immediate. La distanza siderale tra Meloni e la vita reale delle persone è ormai intollerabile” così una nota del capogruppo del Pd nella commissione affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

09/01/2026 - 11:42

"L'omicidio di Renee Nicole Good a Minnepolis da parte della polizia anti-immigrazione di Trump, segna inequivocabilmente il declino della democrazia statunitense. L'assoluzione preventiva di Trump e l'immunità proposta dal vicepresidente Vance per l'agente dell'Ice che l'ha uccisa mentre lei, a bordo della sua auto, cercava di allontanarsi, sono la legittimazione della violenza e della repressione armata nei confronti di chi, pacificamente, contesta le politiche di Washington. Non a caso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha duramente condannato l'accaduto e chiesto all'Ice di lasciare la città perché la sua presenza genera solo disordine.
Renee Nicole Good era una poetessa descritta da tutti come una donna gentile e amorevole che aveva a cuore le persone. Ed era lì per questo, quando è stata brutalmente uccisa dall'Ice: per monitorare le attività degli agenti anti-immigrazione nel suo quartiere. Un'attività che non costituiva alcuna minaccia e, di certo, non classificabile come "terrorismo interno", come ha dichiarato Kristi Noem, Segretaria per la sicurezza nazionale del governo.
Trump e il suo governo stanno trascinando gli Usa sull'orlo del precipizio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

03/12/2025 - 11:36

Sottratti milioni a sanità e scuola

“I Cpr in Albania stanno sottraendo risorse alla sanità e alla scuola italiane mentre il governo continua a difendere un’operazione costosa, opaca e inutile. È un progetto costruito in deroga continua alle norme nazionali ed europee, più volte bloccato, che si regge su un’idea di ‘stato di eccezione’ diventato metodo politico”. Così il deputato Pd Matteo Orfini, commentando i dati dello studio realizzato da ActionAid e dall’Università di Bari e riportati oggi dal quotidiano Domani.

“Siamo davanti – prosegue l’esponente dem - a costi fuori controllo: 133 milioni solo per la parte italiana dell’appalto, affidamenti diretti, deroghe e procedure che l’Anac definisce tutt’altro che trasparenti. Per la costruzione dei centri risultano stanziati oltre 82 milioni, ma 10 milioni sono stati stanziati dal ‘fondo Difesa per costruzione di Cpr in Italia’; gli altri, ad eccezione di 15,8 milioni dal fondo per le esigenze indifferibili, sono stati sottratti a diversi ministeri: 3,2 milioni di euro al ministero della Salute 3,8 alla Cultura, quasi 3,6 all'Istruzione, 3,8 all'Università e ricerca. Il governo decide di investire in un’operazione che non affronta i flussi migratori e non porta alcun beneficio reale al Paese”.

“Questa vicenda – conclude Orfini - è un manuale di cattiva amministrazione: procedure in deroga, scarsa trasparenza, sprechi. Una scelta ideologica che produce solo danni e rischi contabili. Il governo rinunci a questo progetto fallimentare e riporti al centro le vere priorità: rafforzare i servizi pubblici, garantire legalità e costruire politiche serie sull’immigrazione. È tempo di smettere con la propaganda e di dire con chiarezza che i Cpr in Albania sono un errore costoso, inefficace e profondamente sbagliato”.

 

20/11/2025 - 13:23

“Questo governo parla, parla, ma poi non agisce concretamente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando sui canali social dei deputati Pd quella che definisce “un’occasione persa” sul decreto flussi approvato alla Camera martedì scorso. “La presidente Meloni ha detto più volte che il decreto flussi crea illegalità, che servono controlli più rigorosi, che bisogna cambiare il modello. Ma quando hanno l’occasione per cambiare davvero il modello, non lo fanno”.

“La ragione – spiega l’esponente dem - è chiara: per cambiare il decreto flussi bisogna cambiare la legge. La legge si chiama Bossi-Fini. Una normativa sbagliata, ormai vecchissima, che era sbagliata anche allora, ma oggi è sicuramente superata dall’evoluzione dei tempi e da come si è trasformata l’immigrazione e il fenomeno migratorio”. E’ assolutamente necessario cambiarla, ma non per il Pd, per nell'interesse dell’Italia, perché tenere una legge così rigida impedisce un arrivo coordinato e ordinato dei lavoratori stranieri”.

“Abbiamo una legge sull’immigrazione – conclude Mauri - che spinge verso l’irregolarità. Crea un fenomeno che provoca problemi sia alle persone che vivono quella condizione, sia alle comunità ospitanti. Al contrario, tutti hanno da guadagnare aumentando il livello di regolarità, facendo pagare le tasse a chi lavora. Questa destra specula sull’immigrazione e in realtà fa leggi che producono irregolarità. Con i decreti voluti da Salvini hanno abolito prima la protezione umanitaria e poi quella speciale e hanno buttato nell’irregolarità decine e decine di migliaia di persone. Non è nell’interesse di nessuno, ma nonostante questo lo fanno. O forse lo fanno esattamente per questo”.

 

28/10/2025 - 18:18

Oggi sono tornata insieme all’On. Orfini e all’On. Magi, nell’ambito del monitoraggio promosso dal Tavolo Asilo e Immigrazione, a Gjadër, nel centro di permanenza per il rimpatrio in Albania. Ciò che abbiamo trovato è, ancora una volta, un monumento allo spreco, alla propaganda e alla disumanità.

All’interno del centro abbiamo contato appena 25 persone trattenute, e abbiamo constatato che il Governo continua a trasferire illegittimamente decine di persone dai CPR italiani, ignorando l’ultima ordinanza della Corte di Cassazione, che ha sollevato gravi dubbi di compatibilità con il diritto europeo.
Questi trasferimenti avvengono nel silenzio e nella totale assenza di trasparenza: non sarebbero emersi senza le nostre visite ispettive.

Abbiamo consultato il registro degli eventi critici: oggi ne risultano 95, 20 in più rispetto a luglio, quasi tutti episodi di autolesionismo, e persino uno sciopero della fame. Numeri che descrivono con chiarezza la sofferenza e la disperazione all’interno della struttura.

Dal mese di aprile 2025, quando il centro è entrato in funzione come CPR, circa 220 persone sono transitate a Gjadër.
La stragrande maggioranza di loro è tornata in Italia per mancata convalida del trattenimento o per sopravvenuta non idoneità.
I rimpatri effettivi rappresentano solo una quota esigua, e avvengono comunque passando per l’Italia.

Un bilancio che smentisce ogni narrazione del governo e conferma come l’intera operazione non abbia alcuna utilità concreta, se non quella di alimentare la propaganda.
Si impone un isolamento assurdo e inutile, si infligge una enorme sofferenza a poche decine di persone, si mantiene aperta una struttura mastodontica e costosissima, mentre personale delle forze dell’ordine viene impiegato all’estero invece che sul territorio nazionale.

Tutto questo mentre il Governo continua a rivendicare l’efficienza di un modello che è, in realtà, un fallimento sotto ogni punto di vista: umano, giuridico ed economico.
Una vergogna di Stato, come tutti i CPR.
Vanno chiusi.

Così la deputata democratica, Rachele Scarpa.

 

18/10/2025 - 15:58

Serve accoglienza umana e diffusa

“Ci sono visite che lasciano un segno profondo, e quella di oggi al Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Pian del Lago a Caltanissetta è una di queste. Dietro quelle mura ho ascoltato storie di uomini che raccontano viaggi, speranze, ma soprattutto l’assurdità di un labirinto burocratico che li ha inghiottiti. Storie di persone che pagano sulla propria pelle le conseguenze di una legge sull’immigrazione ingiusta, vecchia e disumana.” Lo dichiara Giovanna Iacono deputata del Partito Democratico, al termine della visita ispettiva nel CPR di Pian del Lago.
“Il Governo - sottolinea la parlamentare dem - continua a difendere e moltiplicare i CPR come se fossero una risposta efficace al tema dell’immigrazione o una risposta al tema dei rimpatri. Ma la verità è che questi centri rappresentano solo il fallimento dell’intero modello di gestione dell’immigrazione. Non sono luoghi di rimpatrio, ma vere e proprie strutture di detenzione amministrativa, dove uomini vengono privati della libertà personale non per ciò che hanno fatto, ma per ciò che sono. È una vergogna per un Paese che si dice civile e democratico.”
“Voglio esprimere la mia gratitudine a chi, dentro quelle strutture, lavora ogni giorno in condizioni difficilissime, ma non possiamo più fingere che basti migliorare qualche aspetto organizzativo. Il problema è che i CPR non dovrebbero esistere. È una battaglia di civiltà che dobbiamo portare avanti, contro la paura e l’indifferenza alimentate da questo Governo", conclude Iacono.

 

30/09/2025 - 15:00

«La decisione della Rai di spostare il palinsesto di Rai 3 anticipando Linea Notte per mandare a tarda notte la messa in onda del film sulla Open Arms, prevista in prima serata su Rai3 in occasione della Giornata internazionale per le vittime dell’immigrazione, rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il palinsesto del servizio pubblico sia ormai nelle mani dei partiti di governo. È inaccettabile che la programmazione venga piegata alle pressioni politiche della Lega, solo perché il film riguarda la Ong che ha portato a processo l’allora ministro Salvini.
Quello che sta accadendo è gravissimo: agli italiani viene consentito di vedere solo ciò che la destra al governo decide che si possa vedere. Non è più la Rai dei cittadini, ma una Rai condizionata dall’esecutivo.
Per questo il gruppo del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza presenterà immediatamente interrogazioni sul caso. È intollerabile che, a fronte di episodi così rilevanti, la Commissione sia bloccata da mesi e che l’amministratore delegato non si presenti per rendere conto di nulla, ignorando il suo dovere istituzionale.
Il servizio pubblico deve essere indipendente, pluralista e rispettoso della sua missione, non uno strumento nelle mani del governo di turno. Difenderemo con forza questi principi, dentro e fuori il Parlamento» così i componenti ti del Pd nella commissione di Vigilanza Rai.

 

17/09/2025 - 12:31

“Con la riforma che separa le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti il Governo Meloni non affronta i veri problemi della giustizia, ma indebolisce l’autonomia della magistratura e concentra ancora più potere nell’esecutivo.”

Lo dichiara in Aula il deputato Silvio Lai, annunciando il voto contrario del PD alla riforma.

“Non c’è nulla sui temi reali che i cittadini attendono: processi troppo lunghi, giustizia amministrativa lenta, incertezza del diritto, carceri al collasso. Non c’è un rigo sulle altre critiche al sistema: abusi delle intercettazioni, spettacolarizzazione dei processi o porte girevoli tra politica e magistratura. Al contrario – sottolinea Lai – la maggioranza, rallentando e riducendo i finanziamenti, sceglie di alimentare la crisi del sistema per dire che non funziona e giustificare così una riforma che ha come unico obiettivo intimidire la magistratura e ridurne l’autorevolezza. Si muovono sulla magistratura come si muovono su insicurezza e immigrazione, generando dubbi e paure nei cittadini con i loro stessi interventi”.

Secondo Lai, la riforma “smonta l’unitarietà del Consiglio Superiore della Magistratura, organo costituzionale presieduto dal Presidente della Repubblica che rappresenta anche l’unità del Paese, per sostituirlo con due CSM più deboli e autoreferenziali, ridotti alla sola autogestione disciplinare”.

“E non dite la verità – aggiunge – la separazione delle funzioni già esiste con la riforma Cartabia del 2022, perché un magistrato può effettuare un solo passaggio da requirente a giudicante o viceversa. Non c’è dunque alcun bisogno di stravolgere la Costituzione. Con questa riforma non si risolvono i problemi ma si minano i contrappesi democratici, cancellando di fatto la tripartizione dei poteri”. Per Lai, “La giustizia non può diventare terreno di propaganda o vendetta personale. Deve restare presidio dei diritti e garanzia per i cittadini. Per questo dico no a una riforma ideologica, incoerente persino con la storia di chi oggi la difende, sbagliata nel merito e pericolosa nel metodo”.

 

11/09/2025 - 16:38

“La pubblicazione dei resoconti ufficiali della Camera relativi alla seduta di ieri della Giunta delle autorizzazioni a procedere sul caso Almasri conferma tutta la gravità di una vicenda che getta un’ombra pesantissima sul Governo della Presidente Meloni e sui suoi principali uomini di fiducia e Ministri.

Dalla Relazione emerge che, nel corso delle riunioni straordinarie del 19, 20 e 21 gennaio, i principali esponenti di governo - tra cui il Ministro dell'Interno - hanno di fatto avallato la strategia del “mancato intervento”. Scelta politica che ha determinato la scarcerazione di un torturatore e omicida come Almasri, criminale ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità.

Legittimare un piano per lasciare libero un sanguinario capo milizia sarebbe un fatto gravissimo. Tanto più vista la retorica anti immigrazione che propinano agli italiani ogni giorno.

Altrettanto preoccupante è ciò che emergerebbe sul rafforzamento dei rapporti con la milizia Rada, organizzazione filo-islamista radicale, responsabile di violenze disumane e di persecuzioni religiose, a cui il Governo avrebbe di fatto appaltato la sicurezza degli interessi economici in zona di ENI e dei cittadini italiani in Libia.

Che sarebbero stati messi nelle mani di chi è accusato di torture, stupri e omicidi così come del traffico di esseri umani.

 

Il Parlamento non può tacere di fronte a una vicenda che mette a rischio la credibilità delle nostre istituzioni e la sicurezza degli italiani. È assolutamente necessario che si faccia subito chiarezza di fronte agli organi costituzionali e al popolo italiano.” così Matteo Mauri responsabile nazionale sicurezza del Pd commenta gli atti sul caso Almasri, che da oggi sono disponibili nei resoconti ufficiali della Camera.

 

21/08/2025 - 12:49

“Il Governo Meloni ha avuto il coraggio, quasi di nascosto e con una circolare ministeriale, di fare cassa sulla pelle dei bambini e dei ragazzi stranieri senza famiglia. Dopo mesi di ritardi sulle erogazioni ha infatti tagliato i rimborsi ai Comuni per l’accoglienza dei minori non accompagnati, riducendoli al 35 per cento con effetto retroattivo. Una decisione gravissima, che rischia di far saltare i bilanci comunali e di lasciare senza assistenza centinaia di ragazzi soli, esposti a marginalità e sfruttamento": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino, depositando una interrogazione parlamentare sottoscritta da oltre 40 esponenti Dem.

“È una scelta miope e pericolosa che scarica tutto il peso su sindaci e amministrazioni locali già allo stremo, specie nei Comuni medio-piccoli. In questo modo si smantellano percorsi di accoglienza costruiti negli anni con fatica e serietà: alfabetizzazione, sostegno scolastico, assistenza sanitaria, inserimenti lavorativi. Non stiamo parlando di spese superflue, ma di investimenti nel futuro e nella sicurezza delle nostre comunità. Non solo il governo non amplia la capienza del sistema, come richiesto da tempo, ma addirittura toglie ai Comuni le risorse necessarie per sostenere ciò che già esiste. Un paradosso che rischia di trasformarsi in una vera bomba sociale. Il Ministro Giorgetti pochi giorni fa, dopo le critiche di Anci, associazioni del Terzo Settore e sindacati, ha annunciato una tiepida marcia indietro ma ancora non vi è niente di concreto. Una dimostrazione, l'ennesima, di un governo diviso, che naviga a vista e che non si fa scrupoli ad abbandonare minori invece di promuovere l'integrazione".

“Chiediamo subito al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia di ritirare questa misura e di aprire un tavolo urgente con Anci, Regioni, Comuni ed enti del terzo settore. Servono più risorse e più responsabilità, non tagli e scaricabarile. Lasciare i minori soli in strada non è un’opzione accettabile": conclude.

 

13/08/2025 - 20:10

Le morti a largo di Lampedusa addolorano e indignano. I Cpr in Albania non servano a niente, il Piano Mattei non ha prodotto alcun effetto, i viaggi in Africa e le vergognose cortesie nei confronti di Almasri sono state del tutto inutili. Perché non si governa un fenomeno epocale con la propaganda. Diciamo da tempo che le politiche per l’immigrazione vanno gestite in Europa con una missione europea per la ricerca e il soccorso in mare, una collaborazione con le Ong che non possono essere criminalizzate, piani di accoglienza basate sulla solidarietà tra Paesi.
Basta cercare di ottenere qualche consenso sulla pelle di chi fugge, agitare paure e poi promettere misure impraticabili. L’Italia ha una collocazione nel Mediterraneo che le impone al contrario di essere protagonista di una svolta perché smetta di essere un mare di morte e dolore.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

01/08/2025 - 17:50

La sentenza della Corte di Giustizia Ue sul Protocollo Italia-Albania dà completamente torto al Governo italiano e alla Presidente Meloni. E lo fa affermando un concetto molto semplice: "non si può considerare un Paese sicuro se non offre una protezione sufficiente a tutta la sua popolazione". È la dimostrazione che la nostra opposizione è sempre stata fondata sul rispetto del diritto. A differenza dell’operato di Meloni che ha sempre usato strumentalmente l'Albania e alla legge ha sostituito l’ideologia.

In tutti i sopralluoghi che abbiamo fatto in Albania abbiamo dimostrato - anche grazie al prezioso lavoro del Tavolo Asilo e Immigrazione - che il Centro di Gjader è solo un luogo di propaganda pagata a caro prezzo dai contribuenti, in cui si violano sistematicamente i diritti delle persone. Tutto per la campagna elettorale permanente di questo governo. Le dichiarazioni di oggi della Meloni denotano un grande imbarazzo, assai comprensibile per chi scandiva ad alta voce che i centri in Albania "fun-zio-ne-ran-no!”. Ci aspetteremmo ora che chiedesse scusa agli italiani per il grave spreco di soldi pubblici e investisse subito queste risorse sulla sanità e sul lavoro.

Così Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza del Partito democratico. 

 

24/07/2025 - 11:16

I dati sui costi dei Cpr in Albania analizzati da Action aid e Univerisità di Bari – 114 mila euro a posto – sono uno schiaffo in faccia a tutte le spese utili che si sarebbero potute sostenere con quelle cifre. Parliamo di sanità, asili nido, trasporti pubblici, oppure centri accoglienza rispettosi della dignità umana. Invece la presunzione e l’arroganza del governo e in primo luogo della Premier hanno trasformato un errore politico, la gestione dell’immigrazione fuori dall’Italia, in un enorme spesa a carico della collettività. Ecco i patrioti: stravolgono le regole, sprecano risorse e poi cantano vittoria. Basta con la propaganda: chiudete quei centri.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

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