«Sulla riforma del sistema ferroviario il Governo continua a procedere per annunci, smentite e indiscrezioni di stampa. Ma il luogo del confronto non sono i giornali: è il Parlamento».
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico e Vice Presidente della Commissione Trasporti, intervenendo in Aula con un’interpellanza urgente sulla riorganizzazione del sistema ferroviario nazionale.
«Da mesi – sottolinea Casu – emergono ipotesi di riforma che incidono in modo profondo sulla governance del settore, sulla concorrenza nel trasporto regionale e Intercity, sulla gestione del materiale rotabile e sull’utilizzo delle risorse del PNRR. Si parla della nascita di una Rosco pubblica esterna al gruppo FS, della separazione tra proprietà dei treni ed esercizio del servizio e persino della possibile scissione della rete Alta Velocità secondo il modello RAB. Scelte di questa portata non possono essere calate dall’alto né inserite per decreto in singoli provvedimenti senza aprire un serio confronto pubblico sul futuro del nostro sistema ferroviario».
«Le preoccupazioni sono concrete – aggiunge – riguardano la prospettiva industriale del settore, la continuità del servizio pubblico, la qualità e la sicurezza dei trasporti, oltre alle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori. L’avvicinarsi delle gare per i servizi regionali e Intercity, senza un quadro chiaro sugli investimenti e sul contratto di servizio oltre il 2028, rischia di alimentare incertezza e frammentazione».
«Per questo chiediamo chiarezza: quali sono le reali intenzioni del Governo, quali i tempi, quale il cronoprogramma. E soprattutto chiediamo un coinvolgimento pieno e preventivo del Parlamento, delle Commissioni competenti e delle rappresentanze sindacali. Serve un ciclo di audizioni trasparenti, in cui Governo, vertici di FS e parti sociali si confrontino apertamente».
«Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e un asset strategico per la coesione territoriale e la transizione ecologica del Paese. Proprio per migliorarlo – conclude Casu – serve un confronto vero, non riforme annunciate e smentite a mezzo stampa. Il Parlamento deve tornare ad essere il luogo delle decisioni».
“L’unico elemento positivo della risposta del sottosegretario Molteni alla nostra interpellanza è che ha ammesso l’esistenza del Protocollo sulla 'Sicurezza del Personale e dei Passeggeri', sottoscritto nell’aprile 2022 ma dimenticato dal Governo Meloni che non ha ancora realizzato le misure previste e non convoca il gruppo di lavoro per i ferrovieri dall’Estate 2025. Nessuna risposta sul perché in oltre 3 anni di Governo, Piantedosi e Salvini non sono stati in grado di garantire gli interventi messi nero su bianco nel protocollo: a partire dal rafforzamento dei presidi fino alla messa in sicurezza degli accessi, come avviene negli aeroporti. Continueremo a chiedere conto al Governo del mancato coinvolgimento di Sindacati, Aziende, Forze dell’Ordine e Istituzioni locali e territoriali nell’individuazione e nella realizzazione di strumenti concretamente utili ad affrontare l’emergenza e non solo ad alimentare la propaganda.” Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu nella replica dell'interpellanza urgente al governo presentata dal Gruppo del Partito Democratico sul problema della sicurezza all'indomani dell'omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio a Bologna e delle aggressioni presso la stazione Termini di Roma.
“Per quanto riguarda l’annuncio di nuovi ingressi in Polizia, ricordiamo al Governo che non bastano a colmare le carenze d’organico e le esigenze del turnover, per questo continueremo senza sosta a chiedere di fare scorrere immediatamente le graduatorie di tutti i vice ispettori ed allievi agenti necessari. L’alibi delle risorse che mancano non regge più, visto che ogni giorno il Governo vara nuove società che costano milioni di euro solo per i vertici. Grazie all’inchiesta del Domani scopriamo che sta per nascerne un’altra per disporre i bandi dei servizi ferroviari intercity, di cui non sappiamo ancora niente se non che il Presidente guadagnerà 311 mila euro e i Consiglieri d’Amministrazione 280, parametrati sugli aumenti in stile Brunetta che già da luglio vengono erogati all’Autorità di Regolazione dei Trasporti”, conclude Casu.
“Subito un tavolo di confronto per assicurare continuità produttiva e occupazionale”
Abbiamo chiesto con un’interpellanza parlamentare al ministro Urso di aprire un tavolo permanente di confronto con la Provincia Autonoma di Bolzano, l’azienda e le rappresentanze sindacali per accompagnare ad una soluzione positiva la questione del rischio vendita o delocalizzazione della produzione di acciai speciali che il governo stesso ha dichiarato ‘di interesse strategico nazionale’.
Il bando per la concessione del diritto di superficie su cui insiste la fabbrica a Bolzano è andato deserto e ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità istituzionale dalla destra che governa e dunque ha il potere decisionale sia in provincia autonoma di Bolzano, che in Veneto, che al ministero. Abbiamo chiesto quali iniziative concrete il governo intenda assumere per garantire certezze sul futuro dell’occupazione per 600 lavoratori a Bolzano e 1200 a Vicenza più indotto, assicurando coerenza tra le decisioni delle autonomie territoriale e gli obiettivi nazionali di reindustrializzazione, transizione produttiva, tutela del lavoro. In una risposta di sette righe, il ministero si è limitato a dire che è “in attesa di comunicazioni ufficiali da parte della provincia autonoma di Bolzano sull’esito dell’avviso pubblico scaduto ieri (andato deserto ndr) nonché sulle relative valutazioni che l’ente intenderà intraprendere, che si auspica siano coerenti con quelle già espresse dal nostro dicastero sull’importanza di questo tipo di produzione per il paese, anche in virtù delle sinergie con lo stabilimento Valbruna di Vicenza”.
Una risposta decisamente insufficiente, che poi accosta le vicende di Terni e Piombino decisamente fuori contesto. Nessun impegno ad accompagnare un tavolo di confronto tra gli Enti e i portatori di interesse, in un ambito che assume rilievo strategico locale e nazionale.
Così le deputate del Partito democratico Sara Ferrari e Rosanna Filippin.
"Non sono soddisfatto della risposta del Governo alla mia interpellanza urgente sull' assassinio di Alessandro Ambrosio. Il Sottosegretario Molteni infatti non ha, a mio avviso, chiarito in alcun modo le ragioni della mancata attuazione del decreto di allontanamento di Marin Jelenic, emesso dal Prefetto di Milano lo scorso 23 dicembre. Peraltro riferito a un soggetto di cui lo stesso Sottosegretario ha ricordato la pericolosità ben nota anche prima dei tragici fatti del 5 gennaio e che è stato evidentemente libero di muoversi sul territorio nazionale. Una chiarezza dovuta di fronte a quanto così drammaticamente accaduto e per evitare che situazioni simili possano ripetersi". Così Andrea De Maria, deputato PD
Sulle Acciaierie Valbruna di Bolzano e Vicenza è necessario che il governo esca da ogni inerzia e convochi al più presto il tavolo di confronto istituzionale con la Provincia autonoma, la Regione Veneto, l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento”. Così si legge nell’interpellanza urgente al governo delle deputate PD, Rosanna Filippin e Sara Ferrari.
"La mobilitazione dei lavoratori di Bolzano e Vicenza - continuano le parlamentari dem -, con presidi e iniziative pubbliche, l’ultima lunedì 12 con lo sciopero e il corteo a Bolzano con centinaia di partecipanti anche da Vicenza, testimonia l’altissimo livello di preoccupazione per il rischio di chiusura o delocalizzazione di una azienda che occupa attualmente 3200 lavoratori. Il bando, con il quale la provincia autonoma di Bolzano ha messo a gara il rinnovo della concessione dei terreni su cui insiste la fabbrica, scadrà il 15 gennaio, senza alcun partecipante perché è andato deserto il sopralluogo preventivo. Le interroganti chiedono al ministro Urso cosa intenda fare a questo punto, dopo aver voluto l’istruttoria Golden Power che ha dichiarato la piena strategicità nazionale delle acciaierie Valbruna e lo sollecitano ad una nuova urgente convocazione di un tavolo".
“Non si possono più aspettare promesse vane: il governo definisca una politica efficiente per il settore industriale, capace di sostenere gli insediamenti produttivi, accompagnare la transizione e difendere l’occupazione. A novembre il Ministro aveva evocato l’esercizio di poteri speciali, ora come intende fare la sua parte per scongiurare una crisi dalle importanti possibili conseguenze sociali, occupazionali e produttive?”, concludono Filippin e Ferrari.
"Il Governo risponderà il prossimo 16 gennaio, in Aula alla Camera, alla mia interpellanza urgente sul mancato allontanamento dal Paese dell' assassino di Alessandro Ambrosio.
Ricordo che Marin Jelenic, arrestato per l'omicidio di Alessandro Ambrosio, era stato oggetto il 23 dicembre di un decreto di allontanamento dall'Italia.
Dalle notizie di stampa non risulta avesse fatto ricorso nei tempi prescritti ma evidentemente il decreto non era stato eseguito e Jelenic era libero di muoversi nelle stazioni del Paese.
Peraltro anche i fatti appena accaduti a Roma alla stazione Termini confermano l'importanza di una grande attenzione alla sicurezza delle aree delle stazioni". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Il Ministero dell’Istruzione continua a minimizzare i ritardi nei cantieri delle scuole finanziate con il PNRR, fornendo una rappresentazione che non corrisponde alla realtà dei territori. I dati diffusi dallo stesso dicastero, secondo cui il problema riguarderebbe pochi casi isolati, sono smentiti dalle segnalazioni che arrivano quotidianamente dai comuni di tutta Italia, che si trovano con lavori fermi o in forte ritardo non per responsabilità amministrative, ma per le inadempienze delle ditte appaltanti, che stanno causando gravi difficoltà a docenti, studenti e famiglie". Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè sulla discussione della interpellanza urgente su tale tema svolta oggi, venerdì 12 dicembre, nell'Aula di Montecitorio.
“È gravissimo che, di fronte a queste evidenze, il Ministero tenti di scaricare il problema o di ridimensionare il ruolo di Invitalia, che in molti casi ha indetto le gare e avrebbe dovuto almeno vigilare sull’andamento dei cantieri. I comuni hanno agito correttamente, contattando subito il Ministero e chiedendo interventi. E' altrettanto grave che il fondo dell'edilizia voluto dal Pd proprio per cercare di risolverle queste criticità venga invece utilizzato, come ammesso oggi, per altre finalità. Siamo di fronte ad atteggiamento sbagliato e non costruttivo che danneggia tutti: enti locali, comunità e istituzione scolastica", conclude Bonafè.
"Ancora una volta il governo viene in Aula a dirci che la scuola non è una priorità. Edifici demoliti e cantieri fermi, le misure PNRR a rischio fallimento e nonostante l'allarme dei sindaci e le nostre sollecitazioni, la Sottosegretaria all'Istruzione Frassinetti viene a dirci in risposta alla nostra interpellanza urgente che va tutto bene. Parla di pochi casi isolati, mentre dai territori arriva un quadro drammatico: sono almeno venti i Comuni con cantieri bloccati e nessuna prospettiva di completamento. Una situazione gravissima, che non solo mette in ginocchio intere comunità lasciate sole, ma che rappresenta un danno incalcolabile per studentesse e studenti rimasti senza aule. L'esecutivo nasconde la testa sotto la sabbia per non ammettere i propri errori, oltre che l'incapacità di Invitalia di far fronte al problema. Perché la colpa non è solo delle imprese esecutrici, come dichiarato dalla sottosegretaria Frassinetti, ma anche di Invitalia e del ministero che avrebbe dovuto controllare e monitorare i lavori. Dire che è ‘tutto sotto controllo’ è un insulto ai sindaci che oggi rischiano il dissesto perché non hanno i milioni necessari per coprire i progetti rimasti senza finanziamento. È il governo che deve risolvere questo caos, senza fare scaricabarile sugli enti locali, lasciati soli ad affrontare criticità che hanno solo subito. Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo tecnico nazionale e risorse aggiuntive dedicate ai cantieri PNRR in difficoltà. Ogni giorno perso significa studenti senza scuola, Comuni allo stremo e un Paese che rinuncia al proprio futuro. Non permetteremo che l’incapacità del governo faccia fallire il più grande investimento sull’istruzione degli ultimi decenni", così i deputati Pd Ascani, Casu, Malavasi, Manzi e Bonafè.
"Il Ministero della Cultura, con un atteggiamento grave e sfuggente, 'si lava le mani' per la situazione disastrosa in cui versa Villa Romana del Casale (in provincia di Enna) indicando nella Regione Siciliana e nel presidente Schifani — insieme ai suoi predecessori dello stesso schieramento politico — gli unici responsabili del degrado del sito Unesco. È inaccettabile che il Ministero, custode ultimo dei beni culturali italiani, si limiti a uno scaricabarile istituzionale, fingendo che la gravissima situazione dei mosaici e la totale assenza di manutenzione ordinaria non lo riguardino. E tutto questo con la complice assenza ed l'imbarazzante silenzio dei parlamentari di maggioranza del territorio". Lo dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino intervenendo in Aula sulla sua interpellanza urgente.
"La Regione Siciliana, è vero, ha competenze dirette, ma la gestione portata avanti negli ultimi anni si è rivelata incapace e priva di visione, come dimostrano tredici anni di interventi mancati, progetti annunciati e mai realizzati, e fondi utilizzati per eventi anziché per la tutela del sito. Proprio per questo il Ministero avrebbe il dovere di intervenire, coordinare, vigilare. Al contrario, oggi abbiamo assistito a un rimpallo di responsabilità indegno di un paese che si dice custode del proprio patrimonio culturale. Continuerò a vigilare e a denunciare questa paralisi amministrativa: la Villa Romana del Casale merita impegno, non abbandono istituzionale", conclude Marino.
"La situazione della Villa Romana del Casale a Piazza Armerina in provincia di Enna rappresenta un campanello d’allarme che non può più essere ignorato. Le recenti denunce sul degrado dei mosaici, esposti all’azione corrosiva degli escrementi dei piccioni e privi di un’adeguata manutenzione ordinaria, evidenziano una gestione frammentaria che rischia di compromettere un patrimonio unico al mondo. È inaccettabile che un sito Unesco di tale valore sia affidato a interventi sporadici, mentre viene trascurata la cura quotidiana che ne garantirebbe la conservazione". Lo dichiara la deputata del Pd Maria Stefania Marino, in una interpellanza urgente.
"Il Ministero della Cultura deve chiarire quali misure intenda adottare in tempi certi per assicurare un piano strutturale e permanente di tutela: dalla presenza stabile di tecnici specializzati fino a sistemi efficaci di prevenzione contro i volatili. Le risorse generate dal sito devono essere reinvestite prioritariamente nella sua protezione, non disperse in attività che non incidono sulla salvaguardia del bene. La Villa Romana del Casale è parte dell’identità culturale italiana ed europea. La politica ha il dovere di garantire che simili capolavori non vengano consumati dall’incuria. Serve un cambio di passo immediato, fondato sulla manutenzione costante, sulla trasparenza gestionale e sull’assunzione di responsabilità verso un patrimonio che appartiene alle generazioni future", conclude Marino.
"Le dichiarazioni del ministro Nordio su Licio Gelli sono davvero inaccettabili. Cosa prevedeva il piano di "rinascita democratica" della P2 lo sappiamo bene. Come è accertato, in sentenze passate in giudicato, il ruolo centrale di Gelli e della P2 nella strategia della tensione, ad esempio nella strage del 2 agosto alla Stazione di Bologna. Un Ministro della Repubblica, in particolare se ricopre una delle responsabilità più delicate, dovrebbe dire su Gelli e la P2 parole nette ed inequivocabili. Presenterò una interpellanza parlamentare per chiedere chiarimenti al Ministro". Così Andrea De Maria, deputato PD
"Mi sono dichiarato oggi, in Aula alla Camera, insoddisfatto della risposta del Governo alla mia interpellanza urgente sui recenti episodi di violenza neofascista, che faceva seguito a una importante dichiarazione del Presidente dell'Anpi Pagliarulo. Vi è una evidente sottovalutazione di questi episodi ed il tentativo di chiamare in causa, quasi a giustificarli, situazioni di violenza e di eversione di altro segno. Per quanto mi riguarda condanno senza ambiguità tutti i comportamenti intolleranti, eversivi ed antisemiti. Però non è accettabile questa scarsa attenzione del Governo verso il neofascismo. Credo che invece tutte le forze politiche e tutte le istituzioni dovrebbero contrastare con grande forza, in nome dei principi costituzionali, ogni forma di violenza fascista ed anche di apologia di fascismo. Ho poi ringraziato le forze dell'ordine per il loro impegno e la loro professionalità". Così Andrea De Maria, deputato PD
"Domani il governo risponderà in aula alla Camera alla mia interpellanza urgente sui numerosi episodi di violenza neofascista che si sono verificati nel Paese nell'ultimo mese, gli ultimi in ordine di tempo al Liceo Righi di Roma. Una interpellanza che nasce da una importante e forte presa di posizione pubblica del Presidente nazionale dell' Anpi Gianfranco Pagliarulo. Una dichiarazione importante, che non deve essere sottovalutata. Crescono nel Paese fenomeni di vera e propria eversione di estrema destra, come sempre più sono le occasioni in cui si manifesta esplicitamente l'apologia del fascismo. Ho quindi voluto sollecitare il Ministero dell'Interno con lo strumento della interpellanza urgente".
Così Andrea De Maria, deputato PD
“Il 20 marzo è stato firmato un accordo chiaro tra governo, imprese e sindacati per garantire tutte le risorse necessarie a finanziare il rinnovo del contratto del Trasporto Pubblico Locale che riguarda oltre 100.000 lavoratori ogni giorno in prima linea per garantire il diritto alla mobilità di tutti noi. Ma come hanno denunciato le imprese del settore, la copertura attualmente prevista nella manovra economica è stimata in circa 150–180 milioni annui, a fronte di un costo complessivo pari a 270 milioni di euro nel 2025, 370 milioni nel 2026 e 510 milioni annui a regime dal 2027. Chiediamo al governo di ribadire l’impegno che ha sottoscritto non solo a parole in Aula ma anche nella manovra di Bilancio correggendo immediatamente il testo depositato al Senato per vincolare subito chiaramente tutte le risorse necessarie. Come Pd non permetteremo un nuovo rinvio: lavoratori, passeggeri e imprese meritano passi avanti, non passi indietro”. Lo dichiara il deputato e vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu in replica all’interpellanza urgente presentata oggi. “Il Partito Democratico ha già denunciato che nella manovra economica da poco bollinata – sottolinea il parlamentare - non è presente alcuna traccia di tutti gli interventi necessari per risolvere la crisi che sta vivendo il comparto dei trasporti ma solo incomprensibili tagli come quelli alla Metro C di Roma, alle metropolitane di Milano e Napoli e ai fondi per la mobilità sostenibile e le ciclovie urbane. La preoccupazione è ancora più alta perché il governo non solo non ha chiaramente vincolato le risorse promesse per il rinnovo del contratto ma non ha tenuto in alcun conto nemmeno dell'aumento dei costi dovuto all'inflazione nel TPL, prevedendo gli 800 milioni necessari per garantire l'adeguamento dei servizi.”, conclude Casu.
“La tangenziale di Catania è una delle arterie più congestionate e pericolose della Sicilia. Il progetto Anas di una terza corsia non risolve i problemi alla radice, ma rischia di essere soltanto un costoso palliativo. La terza corsia della tangenziale, voluta dal Governo, infatti, imporrebbe i lavori in sede con restringimento della carreggiata per molto tempo mandando in tilt il traffico, non soltanto nella città di Catania, ma anche nella provincia e in tutta l'isola. Per questo noi proponiamo una bretella che parte dal casello di Acireale o anche, oltre che colleghi direttamente la Catania-Messina con la Catania-Palermo, una nuova arteria pedemontana a quattro corsie, che consentirebbe di drenare i flussi da nord verso ovest, una soluzione strutturale, in linea con il Piano urbano della mobilità sostenibile e con la prospettiva del corridoio TEN-T dello Stretto”. Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo, che ha presentato un’interpellanza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere di riconsiderare la strategia d’intervento sull’area metropolitana etnea.
“Chiediamo al governo pertanto - aggiunge Barbagallo - di finanziare lo studio di fattibilità per quest’opera, poiché rappresenta l'unica soluzione per evitare di paralizzare il flusso del traffico nella città di Catania. Non si può aspettare, per noi è un'opera assolutamente prioritaria e quindi – conclude il dem - chiediamo al governo che finanzi lo studio di fattibilità il prima possibile”.