12/02/2025 - 17:22

“Apprendiamo da fonti di agenzia che sarebbe al vaglio del ministero dell’Economia e delle finanze la proposta della Lega, ma anche di Forza Italia, di introdurre la quinta rottamazione delle cartelle con un allungamento del debito a dieci anni e il pagamento con una dilazione massima di 120 rate mensili. Le dichiarazioni di esponenti della maggioranza, evidentemente in contrasto tra loro, da una parte Calandrini (FdI), presidente della commissione Bilancio del Senato e dall’altra Gusmeroli (Lega), presidente della commissione Attività produttive alla Camera, mettono in evidenza le diverse posizioni all'interno della destra in merito alla possibilità di finanziare una nuova rottamazione. Se da un lato la Lega spinge per la rottamazione, dall'altro Fdi solleva dubbi sulla sostenibilità economica e le coperture necessarie. È evidente che il governo non ha una visione chiara su come affrontare la questione, ed è questo che preoccupa il Paese". Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanza.

"Il governo Meloni – aggiunge l’esponente Pd - deve chiarire se questa ennesima rottamazione a vantaggio di pochi preclude o ritarderà l’abbassamento dell’Irpef per il ceto medio. Auspichiamo che il ministro Giorgetti e il governo prendano una posizione chiara e diano risposte concrete sulla sostenibilità delle misure fiscali, evitando la confusione che sta alimentando dubbi tra le forze politiche e i contribuenti".

“L'esecutivo – conclude Merola - ha finalmente rottamato il concordato preventivo, come avevamo ammonito già dalla sua introduzione, certificando che la misura nel primo anno di sua applicazione ha dato scarsi risultati, e che quelli relativi al biennio 2026-27 saranno ancora più scarsi. La misura ha consentito ai pochi noti di poterne approfittare, ma la maggior parte dei contribuenti ha scelto di non aderire, evidentemente anche perché le previsioni per l’economia non sono delle più rosee per il prossimo futuro e non hanno reputato così conveniente fissare il livello di imposte da pagare, a prescindere dal reddito che si realizzerà nel prossimo biennio”.

 

17/12/2024 - 16:03

Niente per giovani agricoltori, risarcimento peste suina e bonus verde

“Nella Finanziaria il bilancio per l’agricoltura italiana vede più ombre che luci. Pochi spiccioli che non hanno consentito di affrontare le grandi criticità del comparto e tanto meno dare una prospettiva concreta agli agricoltori italiani impegnati a promuovere la transizione ecologica”.

Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura, che insieme al capogruppo della commissione Bilancio, Ubaldo Pagano e ai colleghi Forattini, Marino, Romeo e Rossi, avevano presentato un pacchetto di emendamenti sulla base delle richieste avanzate dalle organizzazioni professionali agricole.

“Peraltro - aggiunge - con Legge di bilancio ritorna la tassazione Irpef sui terreni agricoli che era stata sospesa negli ultimi anni e nessuno si aspettava che fosse reintrodotta in un momento di difficoltà per gli agricoltori italiani. E se da un lato il governo torna sui suoi passi accettando le proposte del Pd di dare continuità alla Zes agricola e sul rifinanziamento al fondo per la pesca e acquacoltura, dall’altra parte all’appello mancano, in primis, il sostegno ai giovani agricoltori, il risarcimento dei danni indiretti a causa della peste suina e il bonus verde che avrebbe consentito non solo di sostenere il settore della florovivaista ma anche di rendere più belle e resilienti le nostre città ai mutamenti climatici. Dopo questa manovra - conclude - il governo sarà costretto, anche in virtù degli annunciati dazi del presidente Trump, a tornare in Parlamento con nuove misure che consentano agli agricoltori italiani di non essere schiacciati nel vortice dei nuovi equilibri internazionali”.

05/12/2024 - 13:33

“Le previsioni di Ocse e Istat ci forniscono un quadro economico completamente diverso da quello che vorrebbe la narrazione di Giorgia Meloni e del suo governo. La crescita del Pil italiano per il 2024 è dello 0,5 per cento, molto al di sotto delle stime di Palazzo Chigi. Bankitalia e l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno messo in guardia l’esecutivo sui possibili effetti iniqui e distorsivi, soprattutto a danno del ceto medio, che la legge di Bilancio potrebbe causare con la rimodulazione degli scaglioni Irpef. Le stime di crescita al ribasso, i mancati introiti originariamente previsti con il concordato biennale e la scarsa propensione di questo governo a disincentivare l’evasione, porteranno sicuramente a una diminuzione del gettito fiscale. In questo quadro economico per nulla rassicurante, l’inadeguatezza del governo guidato da Giorgia Meloni ci sta portando dritti a una manovra economica correttiva per far quadrare i conti. Più che a una legge di Bilancio, siamo di fronte ai continui rinvii e veti incrociati, per le divisioni, sempre più palesi, all’interno della maggioranza. Non bastano più le fiducie: siamo alla versione Milleproghe anche sulla Bilancio”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.   

04/12/2024 - 18:05

“Il Decreto Fiscale sul quale il governo ha posto l’ennesima fiducia di questa legislatura doveva essere la certificazione di un grande successo della destra sull’abbassamento permanente delle tasse. Invece è stato un esercizio di illusionismo finito male, sugli scogli. Così come sugli scogli si sono infranti i proclami di compattezza e unità di una maggioranza che inizia a rivelarsi per quello che è. Un insieme unito solo dalla colla del potere e disunito su tutto. Questo decreto non si ricorderà per l’impraticabile abbassamento delle aliquote Irpef, ma solo per gli incidenti di percorso di maggioranza”.

Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo alla fiducia posta dal governo al Decreto Fiscale.

“La destra - ha aggiunto - può raccontare di 500mila ore di lavoro in più nel mese di settembre, ma sono poco più di 3000 persone a tempo pieno di cui non sanno le motivazioni. Può annunciare, con sprezzo del ridicolo, che siamo la locomotiva d’Europa o che il Mezzogiorno cresce più del Nord o dei successi nel contrasto all’immigrazione clandestina. Può raccontare che la coperta è corta, ma è stata la maggioranza ad accorciarla miliardo dopo miliardo con condoni ed errori. A parte la natura minoritaria revanscista e predatoria, non esiste nelle sue politiche un’idea di sviluppo e crescita del Paese intero, basta vedere come ha ridotto le politiche industriali e di sviluppo: al niente. Un’idea - ha concluso - di coesione complessiva, un progetto in cui si possa riconoscere un popolo intero non c’è e, è evidente, non ci sarà”.

 

03/12/2024 - 15:24

“Oggi in commissione Finanze abbiamo votato contro il decreto fiscale. Il messaggio del governo è sempre più chiaro e sempre più preoccupante: ‘per favore pagate qualcosa’. Hanno di nuovo fatto slittare i termini per il concordato preventivo a cui si aggiungono ulteriori proroghe, dilazioni, ravvedimenti operosi e imposte sostitutive che annullano tutte le altre tasse. Così facendo il governo sta compromettendo il gettito fiscale generale del nostro Paese a favore di alcune corporazioni e soprattutto sta aumentando le ingiustizie verso i lavoratori dipendenti e pensionati”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

“Questo – ha concluso Merola - non è accettabile, si sta frantumando il nostro sistema fiscale. Il nostro è un voto contrario a un decreto che non farà altro che aumentare le ingiustizie, ma soprattutto non coprirà le entrate necessarie per la riforma dell'Irpef che il governo aveva messo in cantiere. Le adesioni al concordato sono molto basse e noi non riteniamo che dicendo ai contribuenti ‘per favore versate qualcosa’ si possa rimediare all’ingiustizia fiscale. Questa destra invece di aumentare i controlli aumenta le mance agli evasori e a chi elude il fisco”.

13/11/2024 - 16:31

“Dal concordato preventivo vi aspettavate un'entrata di 2,5 miliardi e ne avete raccolto solo la metà: Ora avete varato un nuovo decreto per riaprire i termini di adesione e trovare le risorse che avevate promesso per il taglio dell'Irpef. E continuate a sostenere che il concordato porterà al recupero dell'evasione fiscale a maggior gettito. Ma non è così e l'unica cosa certa è che avete stravolto l'impostazione iniziale della misura solo per renderla più seduttiva”. Lo dice intervenendo in Aula il il capogruppo Pd in Commissione Bilancio, Ubaldo Pagano nel Question time al ministro Giorgetti.
“Allungate i tempi e favorite i calcoli di pura convenienza per l'adesione al concordato. Ma restano irrisolte le soluzioni e non dite quante risorse dei 1,3 miliardi di gettito raccolto verranno destinate a interventi permanenti di revisione dell'Irpef”, conclude Pagano.

13/11/2024 - 13:01

Oggi il ministro Giorgetti risponderà durante il question time all'interrogazione sul concordato preventivo biennale a firma dei deputati dem Guerra, Pagano, Merola, Lai, Mancini, D'Alfonso, Ricciardi, Ghio, Ferrari, Casu e Fornaro. Secondo le dichiarazioni del Viceministro Leo, le prime stime delle entrate imputabili al concordato preventivo biennale, che avrebbe interessato più di 500 mila contribuenti, sarebbero pari a circa 1,3 miliardi di euro nel biennio.
Il titolare del ministero dell'Economia dovrà dare informazione se i 1,3 miliardi di maggior gettito si riferisca a un effettivo recupero di evasione fiscale e in che misura esso possa essere destinato a interventi permanenti di revisione dell'Irpef.

06/11/2024 - 11:17

“Questo governo ha scelto, fin dal primo atto, di mostrarsi debole con i gruppi d’interesse che lo sostengono e forte con i più deboli e gli ultimi e questa legge di Bilancio per il 2025 ne è la conferma. In commissione, il Partito Democratico ha espresso parere contrario al provvedimento per le evidenti incongruenze e appesantimento delle politiche fiscali, che invece di semplificare rende più complicata la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Con l’entrata a regime del sistema a tre aliquote Irpef, il governo conferma la correzione dello scorso anno ma non risolve il problema dell’eccessiva tassazione sul reddito da lavoro dipendente, mentre elargisce condoni e sanatorie a determinate categorie sociali. A sorreggere la riforma Irpef saranno i lavoratori dipendenti con redditi sopra i 75 mila euro, mentre i lavoratori autonomi in regime di Flat Tax anche con redditi superiori a 75 mila euro, continueranno a pagare il 15 per cento senza alcuna progressività e senza alcun contributo alla fiscalità locale in quanto esentati dalle addizionali. Secondo i dati dell’Osservatorio Itinerari previdenziali sulle entrate fiscali il 45,16 per cento degli italiani non ha redditi o non li dichiara. Chi sostiene i costi della sanità e del welfare è la solita minoranza di contribuenti da lavoro dipendente, che paga per l’intera collettività”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

 

“Sul piano del reperimento delle risorse – ha aggiunto l’esponente Pd - il governo ha avuto una mano più leggera a favore delle banche e la tanto sbandierata ‘tassa sugli extraprofitti’ per istituti di credito e assicurazioni è divenuta solo una mera anticipazione di imposte, che saranno recuperate nella prossima legislatura. Viene prevista una modifica peggiorativa della Web Tax, applicabile a piccole realtà colpendo un sistema di imprese vitale per il futuro del Paese e un taglio drastico alle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni che penalizzerà tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia e spingerà nuovamente verso il nero e il sommerso”.

 

“Questa – ha concluso Merola - è una manovra di puro galleggiamento, senza visione e di brevissimo respiro, incapace di dare vere risposte alle persone e alle famiglie, inadeguata ad affrontare le grandi questioni del Paese, a rilanciare la crescita e a ridurre le disuguaglianze sociali. E’ una manovra lontana da ciò che sarebbe stato necessario per il bene del Paese e degli italiani”.

23/10/2024 - 15:50

“Sebbene oggi in commissione il Partito Democratico abbia votato a favore del provvedimento attuativo alla legge di delegazione europea 2022-2023 di adeguamento al quadro normativo comunitario, per un’azione di maggiore contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, tuttavia occorre ricordare che, come dimostrano autorevoli pubblicazioni anche di Banca d’Italia, l’uso del contante produce effetti di facilitazione nei confronti dell’evasione e della criminalità”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Con la legge di bilancio 2023 – ha aggiunto l’esponente Pd - il governo Meloni ha innalzato la soglia all’utilizzo del denaro contante da 1.000 a 5.000 euro, quando fino al 31 dicembre 2022 il limite era di 2.000 euro. In Italia l’evasione raggiunge livelli record rispetto agli altri Paesi europei e si concentra principalmente sull’Irpef dovuta dai lavoratori autonomi e sull’Iva”.
“Con l’incremento della soglia al contante insieme a tutte le altre misure di favore introdotte in questi ultimi anni, dall’incremento della flat tax, al concordato preventivo, fino a tutte le forme di condono fiscale fin qui introdotte, il governo Meloni favorisce e continua a favorire principalmente quei 5 milioni di contribuenti, contro i 18 milioni di lavoratori dipendenti e i 16 milioni di pensionati che non possono proprio evadere perché pagano le proprie imposte sul reddito alla fonte”, conclude Merola.

22/10/2024 - 17:49

“Sono passati due anni da quando il governo Meloni è entrato in carica promettendo la semplificazione del fisco e l’alleggerimento delle imposte per famiglie e imprese. Due anni di annunci e propaganda che, analizzando i risultati, possiamo sintetizzare con il titolo: fallimento totale. Dal concordato preventivo biennale, all’incremento della flat tax fino a tutte le forme di condono fiscale fin qui introdotte, abbiamo visto solo regali agli evasori a discapito dei contribuenti onesti. Un governo che ha nel Dna l’idea che l’evasione fiscale si combatta con le sanatorie e i condoni, nonostante abbia raggiunto nel nostro Paese livelli intollerabili e si concentri principalmente sull’Irpef dovuta dai lavoratori autonomi e sull’Iva. Il governo, con l’incremento della soglia al contante insieme a tutte le altre misure di favore introdotte in questi ultimi anni favorisce e continua a favorire principalmente quei 5 milioni di contribuenti, contro i 18 milioni di lavoratori dipendenti e i 16 milioni di pensionati che non possono proprio evadere perché pagano le proprie imposte sul reddito alla fonte”. Cosi il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.

16/10/2024 - 15:52

Nella manovra di bilancio il governo prevede entrate improbabili dal concordato preventivo, che dovrebbero servire a una riduzione degli scaglioni dell’Irpef: un grande bluff viste le scarse adesioni allo stesso, malgrado condoni e sanatorie da parte di contribuenti evasori, che hanno tolto inutilmente risorse di bilancio a cose più importanti, come la sanità. Nonostante le mirabolanti promesse farcite di propaganda in campagna elettorale, Meloni e Giorgetti regalano al Paese e ai contribuenti onesti una manovra fatta di poche risorse e tagli ai servizi essenziali”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commentando la nota ufficiale di Palazzo Chigi sulla manovra.

09/10/2024 - 13:30

“Il Psb è l'ennesima occasione mancata: è una manovra vuota e priva di progettualità, insomma è il compitino fatto per l’Europa in cui si dice poco e quello che si dice non può che preoccuparci. Mentre il Paese cresce meno di quello che vi siete affannati a raccontare in questi mesi, proponete misure dal cuneo fiscale al taglio dell’Irpef, senza dire come saranno realizzate. Giorgetti conferma che aumenterete le tasse sulla casa per fare cassa mentre sulla sanità non aumenterete di un solo euro le risorse che servono a salvare il SSN”. Così Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera intervenendo in Aula sul Psb.

“I 'sacrifici' – continua Braga - li dovranno fare sempre i lavoratori e i pensionati costretti a pagare una bella “tassa Meloni” sui carburanti – altro che eliminazione delle accise! – rinunciare alle cure mediche, vedere vuoto il carrello del supermercato e a pagare prezzi incontrollati dell’energia. Del Piano casa di cui non c’è traccia, al massimo un nuovo bel condono edilizio. Annunciate tagli pesantissimi a Comuni e Regioni e nuove privatizzazioni a partire dalle ferrovie, quelle che il Ministro Salvini non sa far funzionare e che pensate soltanto di svendere per fare un po’ di cassa”.

“Qui oggi muore il populismo con cui vi siete riempiti la bocca nelle promesse elettorali. Questo piano ci dice che così impegnati a fare la storia avete perso il senso della misura e soprattutto la misura dei vostri fallimenti”, conclude Braga.

31/07/2024 - 17:19

“Non posso che dichiararmi totalmente insoddisfatta, come è evidente, da questa risposta. Una risposta che non risponde.  Questa cosa comincia a stupirmi, perché non è la prima volta che poniamo al governo questo tema. La domanda non era indirizzata alle 625 voci complessive indicate come Tax expenditures, ma soltanto alle Tax expenditures che sono state quantificate all'interno del rapporto, che sono in numero di 411, non le ho quantificate io le ha quantificate il rapporto. Quindi il primo problema era distinguere all'interno di queste voci, quelle che sono strutturali e non strutturali e poi di quantificare quelle che hanno come proprie le finalità tutelate dalla legge delega fiscale: le detrazioni Irpef relative alla numerosità familiare e alla tutela del lavoro, della salute e della previdenza complementare”.  Così la deputata dem Cecilia Maria Guerra,  responsabile Lavoro nella segreteria Pd, intervenendo in replica al Question time in commissione Finanze al sottosegretario del Mef, Federico Freni in merito ai dati riportati nel rapporto sulle Spese Fiscali.

“L’interrogazione – ha concluso Guerra – era tutta finalizzata ad avere delle quantificazioni. Presentarsi con una risposta che non ha neanche un numero è segno di scarsa disponibilità. Mi sarei aspettata una elencazione dettagliata dei dati su cui è stata costruita la tabella che porta le quantificazioni, divisa per le voci delle singole detrazioni. Avrei capito che fosse accompagnata dal caveat, importantissimo, che avvertisse di non poter usare immediatamente questa cifra come copertura per eventuali provvedimenti futuri, perché l’impatto finanziario e la quantificazione non sono esattamente la stessa cosa. So bene che il tema è molto complesso, però uno sforzo in più sarebbe stato non solo gradito ma penso dovuto.”

26/06/2024 - 16:54

“La collega Caretta di Fdi fa finta di non vedere oppure è costretta a recitare un ruolo che mal si concilia con la realtà dei fatti. Basterebbe citare le manifestazioni che in queste ore gli agricoltori stanno svolgendo in tutta Italia per chiedere maggior concretezza nelle operazioni di contenimento della specie cinghiale per capire come le criticità da parte del governo siano costantemente evocate e mai risolte non essendo capaci nemmeno di coordinare le attività conseguenti alle norme approvate. Della siccità e della carenza della risorsa idrica ne vogliamo parlare? Nulla è stato fatto e molte regioni nei prossimi giorni si vedranno costrette a razionare drasticamente l’utilizzo dell’acqua con effetti devastanti per l’agricoltura, le produzioni e naturalmente l’intera collettività”.

Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

“Chissà se l’on. Caretta - aggiunge - ricorda il tira e molla sull’esenzione Irpef o anche i tagli delle risorse sulle risorse per i giovani agricoltori under40. Nelle piazze di qualche mese fa su questi temi le proteste erano rivolte al governo, non certo all’opposizione. Si potrebbero trattare molti altri argomenti compreso quello che i lavori della commissione Agricoltura della Camera dove l’on. Caretta è vicepresidente lavora a singhiozzo e solo sui provvedimenti del governo. Le proposte di legge incardinate in Commissione aspettano da tempo i pareri del governo che guarda caso non arrivano mai.  Con l’on. Caretta che ha sempre assecondato tale scelta forse in virtù di qualche velina che è arrivata sulla sua scrivania. Se l’opposizione solleva questioni - conclude - lo fa per rispondere agli interessi generali del Paese e non certo perché ha da difendere interessi di parte e tantomeno per criticare gli esponenti della maggioranza sul piano personale come costantemente fa la collega Caretta. E’ il sale della democrazia”.

 

26/06/2024 - 12:15

“La presidente Meloni vive male il suo isolamento in Europa e pur di dare segni di vita lancia strali contro tutto e tutti e si aggrappa a qualsiasi argomento. Lo fa citando impropriamente l'agricoltura, ma prima di dare la colpa ad altri dovrebbe guardare al fallimento del suo governo incapace in questi due anni di sostenere strutturalmente la riforma del comparto per rafforzarne il protagonismo necessario nella fase della transizione ecologica. Di contro il governo Meloni ha rincorso le emergenze anche quale conseguenza dei mutamenti climatici ancora oggi negati dalla destra, a difesa dei grandi interessi e dei petrolieri". Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera dopo le comunicazioni della Presidente Giorgia Meloni.

"Gli agricoltori - ha aggiunto l'esponente Pd - sono e dovranno essere il cuore pulsante di un nuovo modello di sviluppo improntato alla sostenibilità e alla giustizia sociale. Non ci siamo accorti che questa sia la strada scelta dal governo Meloni capace semmai di dire tutto e il contrario di tutto sulla dieta mediterranea, sul consumo di suolo, sulla crisi idrica, sulla lotta alla pesta suina e al contenimento drastico dei cinghiali, sull’utilizzo delle energie rinnovabili. Di contro gli sforzi del governo Meloni si sono concentrati sui fondi per allargare gli staff del ministro Lollobrigida, per finanziare gli eventi sportivi con le risorse degli agricoltori, per negare sostegni ai giovani agricoltori, per impedire, nel periodo della crisi, le indispensabili agevolazioni fiscali e le esenzioni irpef, nel disporre che le rendite catastali siano tornate ad essere imponibili".

"Dall’Europa - ha concluso Vaccari - arriveranno le scelte economiche, sociali e produttive dei prossimi anni. Con l’atteggiamento rancoroso della presidente Meloni, esclusa dai patti che stanno sottoscrivendo le grandi nazioni, l’Italia rimarrà alla finestra a guardare e non avrà quel ruolo che invece meriterebbe. Un capolavoro politico e di diplomazia che sarà purtroppo ricordato come nefasto per il nostro Paese".

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