17/02/2026 - 16:22

Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato "osservatore": un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro.
Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c’è l’Autorità nazionale palestinese ma c’è Netanyahu  l’autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università.
Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all’Unione Europea.
L'Italia è l'unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno.
Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l’obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

17/02/2026 - 11:56

Quanto accaduto a Chioggia durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo è un fatto grave che merita piena chiarezza».
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito in merito all’esecuzione, da parte di studenti della scuola secondaria di primo grado “Pascoli-Galilei” dell’Istituto Comprensivo Sottomarina Nord, del brano “Di là dell’acqua”, riconducibile al repertorio della Compagnia dell’Anello, durante la cerimonia organizzata dal Comune di Chioggia il 10 febbraio scorso.
«Stiamo parlando di un gruppo storicamente associato all’area neofascista italiana. È inaccettabile che, in un contesto istituzionale e con il coinvolgimento di studenti minorenni, possa essere proposta musica legata a quell’immaginario culturale e politico», afferma Scarpa.
«Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che appartiene a tutta la Repubblica e deve essere celebrata nel rispetto rigoroso dei valori costituzionali. La scuola pubblica è presidio di pluralismo, educazione democratica e memoria condivisa. Per questo ho chiesto al Ministro se sia a conoscenza dei fatti, se siano state avviate verifiche tramite l’Ufficio scolastico regionale e quali iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi di episodi analoghi».
«Non si tratta di alimentare polemiche – conclude Scarpa – ma di ribadire un principio fondamentale: nelle istituzioni della Repubblica non può esserci spazio, nemmeno in forma indiretta o simbolica, per riferimenti culturali riconducibili a ideologie incompatibili con la nostra Costituzione».

 

13/02/2026 - 16:41

“Accolgo con grande soddisfazione il voto del Consiglio degli Studenti dell’Università di Bologna che, con una maggioranza significativa di 13 voti su 19, ha scelto di sostenere la transizione verso mense universitarie 100% plant-based.

È un segnale politico e culturale forte, che dimostra come le nuove generazioni siano pronte ad assumersi fino in fondo la responsabilità di affrontare la crisi climatica e la drammatica perdita di biodiversità che stiamo vivendo. La scienza è chiara: i nostri sistemi alimentari hanno un impatto rilevante sulle emissioni di gas serra, sul consumo di suolo e acqua e sulla distruzione degli ecosistemi. Allineare le politiche pubbliche, comprese quelle universitarie, alle evidenze scientifiche non è più rimandabile.
Desidero esprimere il mio plauso al gruppo Plant-Based Universities Bologna e tutta la rete italiana che con impegno, competenza e determinazione porta avanti questa proposta.
Le università sono luoghi di formazione, innovazione e avanguardia culturale. Se vogliamo costruire una transizione ecologica giusta e credibile, dobbiamo partire anche da qui: dalle scelte quotidiane, dagli appalti pubblici, dai servizi che parlano direttamente alla comunità studentesca.

Mi auguro che l’Ateneo raccolga questo indirizzo e avvii un percorso strutturato e partecipato verso una ristorazione universitaria interamente vegetale, capace di coniugare sostenibilità ambientale, qualità nutrizionale e accessibilità economica.

La transizione ecologica non è uno slogan: è una responsabilità collettiva. E oggi, da Bologna, arriva un messaggio di coraggio e coerenza che merita di essere sostenuto con convinzione”. Lo dichiara la deputata del Pd Eleonora Evi.

 

13/02/2026 - 14:22

Berruto (Pd): Proteggere gli atleti e garantire accesso allo sport

 

Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva..

È il quadro tracciato dal Comitato Olimpico Palestinese nel report presentato oggi alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del PD Mauro Berruto.

I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. Seguono l’Associazione Scout Palestinese con 54 vittime e la Federazione Karate con 31.

Il report evidenzia un impatto generazionale profondo: 178 vittime avevano tra i 6 e i 20 anni; 143 tra i 20 e i 30 anni, nel pieno dell’attività agonistica; 111 avevano più di 50 anni, tra dirigenti storici e figure chiave della governance sportiva. Una perdita che compromette non solo il presente ma la continuità futura dello sport palestinese.

Colpita anche la componente femminile dello sport. Secondo i dati del Comitato Olimpico Palestinese, le vittime donne sono il 5% del totale. Molte erano bambine, giovani atlete o impegnate nell’amministrazione sportiva. Una ferita che, sottolinea il report, rappresenta un grave arretramento nel percorso di crescita della partecipazione femminile nello sport palestinese, già fragile e frutto di anni di lavoro per affermare uguaglianza e inclusione.

 

Sul fronte delle infrastrutture, la distruzione viene definita “sistematica”. Secondo la Federcalcio palestinese, dall’ottobre 2023 sono stati demoliti 23 grandi stadi e campi sportivi, 12 campi da calcio omologati FIFA, 35 palestre indoor polivalenti e 60 sedi amministrative di club. Danni per centinaia di milioni di euro, con tempi di ricostruzione stimati in decenni.

Simbolo di questa devastazione è lo stadio Al-Yarmouk, inaugurato nel 1952 e tra i più antichi impianti della Palestina. Luogo di partite internazionali e raduni olimpici, durante il conflitto sarebbe stato trasformato dagli israeliani in campo di detenzione per prigionieri di guerra, per poi essere completamente raso al suolo. Da simbolo di orgoglio nazionale a luogo di umiliazione, fino alla distruzione totale.

Il documento parla di un impatto “senza precedenti” sull’intero settore sportivo e richiama esplicitamente i principi della Carta Olimpica: non discriminazione, uguaglianza di genere, rispetto dei diritti umani e diritto allo sport.

 

“Dobbiamo riportare al centro la Carta Olimpica, il documento del Comitato Olimpico Internazionale che tutela i valori fondamentali dello sport”, ha dichiarato Mauro Berruto aprendo la conferenza. “Quello che sta avvenendo in Palestina è un vero e proprio genocidio, in aperta violazione dei diritti umani internazionali. Viene colpito un popolo anche nel suo aspetto più condivisibile: lo sport”.

 

Da qui l’appello del Comitato olimpico palestinese alla comunità internazionale e alle federazioni sportive mondiali: “Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia. È il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti”.

 

Un appello che in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 punta a riportare la questione palestinese anche dentro le istituzioni sportive globali, trasformando il diritto allo sport — per uomini e donne — in una questione di responsabilità internazionale.

 

31/01/2026 - 17:59

"Il carcere non può servire solo a espiare la pena, ma deve garantire la riabilitazione e re-inclusione delle persone detenute nel tessuto sociale e lavorativo. Occorre un Progetto definito per il loro reinserimento nella comunità che veda la partecipazione concreta della Fondazione PescarAbruzzo a Pescara nel rispetto di quanto previsto nel suo Statuto, al pari di quanto già avvenuto a Torino con la Fondazione CRT”. Lo afferma il deputato del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, in una lettera indirizzata al presidente della Fondazione.

Nel testo, D’Alfonso sottolinea come iniziative di questo tipo rappresentino "un investimento civile e sociale di primaria importanza", capaci di incidere concretamente sul percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione. Il deputato evidenzia inoltre il ruolo fondamentale del lavoro come strumento di dignità, responsabilizzazione e riduzione della recidiva. D’Alfonso richiama l’importanza di un’azione condivisa tra istituzioni, mondo del terzo settore e realtà produttive del territorio, rimarcando come il progetto possa costituire "un modello virtuoso" per l’Abruzzo e non solo. In questo quadro, il coinvolgimento della Fondazione PescarAbruzzo, “che deve perseguire scopi di utilità sociale tra cui l’educazione, l’istruzione e la formazione”, viene indicato come elemento fondamentale per la riuscita dell’iniziativa.

"Favorire percorsi concreti di formazione e occupazione per le persone detenute – conclude D’Alfonso – significa rafforzare la coesione sociale e dare piena attuazione ai principi costituzionali, trasformando il tempo della pena in un’opportunità reale di riscatto e reintegrazione".

 

21/01/2026 - 17:01

“Il ciclone Harry si è abbattuto nel Meridione e in particolare in Sicilia. I danni sono ingenti, si stima intorno al mezzo miliardo di euro. Da stanotte non esiste più la marineria di Aci Castello, narrata da Giovanni Verga, ne ‘I Malavoglia’. Così come il porto Rossi a Catania, di Riposto, quello di Ortigia, i borghi Acesi, il lungomare di Mascali, Giardini, Taormina, Sant’Alessio, Furci e Santa Teresa. Distruzione e danni enormi anche a Marzamemi, il borgo reso celebre da Salvatores con la pellicola ‘Sud’, che oggi è stato evacuato e sommerso. Per non parlare dei luoghi di Montalbano colpiti anch'essi. Una Sicilia spezzata in due, con la linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa interrotta e devastata e strade statali sprofondate. In un territorio già fragile e arido di finanziamenti per grandi infrastrutture, in cui la politica regionale si caratterizza per mance e mancette e dove il dirigente del dipartimento regionale della protezione civile è citato più volte nelle pagine delle inchieste sulla correzione in Regione, servono risorse certe, immediate e procedure semplici e veloci per garantire credibilità alle istituzioni”.

Così il deputato dem, Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula per chiedere un’informativa urgente al governo e, in particolare, al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, sui danni causati in Sicilia dal ciclone Harry.

 

15/01/2026 - 17:40

“Il governo ha scelto la strada della forzatura burocratica invece del confronto istituzionale”, lo afferma Irene Manzi, deputata e capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura, sui canali social dei deputati dem, commentando la decisione del Consiglio dei ministri di commissariare Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato via libera ai piani di dimensionamento della rete scolastica. “È un atto che comprime le autonomie locali e impone alle regioni accorpamenti e tagli alle autonomie scolastiche senza tenere conto dei bisogni dei territori e delle comunità”.

Manzi ricorda come il tema del dimensionamento sia stato introdotto dalla prima legge di bilancio del governo Meloni e più volte rinviato e modificato dallo stesso esecutivo. “I rigidi parametri numerici sono stati  inseriti da quella legge di bilancio e sono stati ripetutamente prorogati nei decreti Milleproroghe, a dimostrazione del fatto che si tratta di criteri inadeguati, calati dall’alto e poco aderenti alla realtà delle scuole”, sottolinea l’esponente dem.

“Lo abbiamo detto più volte anche in Aula: questa misura va rivista nella sua interezza”, conclude Manzi. “Non ha prodotto alcun miglioramento della qualità dell’offerta didattica, ma solo ennesimi tagli contabili. È la cifra dell’azione del governo Meloni sulla scuola: centralizzazione, riduzione delle autonomie e nessuna attenzione reale alla qualità dell’istruzione”.

 

15/01/2026 - 12:41

"Una pace giusta e duratura per noi è fondamentale. Il Pd lo ha sempre detto con chiarezza e senza ambiguità che sostiene l'Ucraina senza se e senza ma, che vogliamo una pace duratura e questo non è possibile senza una posizione chiara e unitaria dell'Europa.
Oggi il ministro Crosetto lo vedo più solo dentro la maggioranza. La Lega ha usato grandi parole di freddezza nei confronti di Crosetto, provando a mettergli il guinzaglio. Oggi fuori dal Parlamento c'è il flash mob di Vannacci contro all'aiuto all'Ucraina. La presidente Meloni attende i diktat dell'amico Trump. Ecco c'è una tale confusione e ambiguità dentro alla maggioranza che è davvero difficile sostenere quel che ha detto Crosetto oggi. La posizione della maggioranza è ambigua e quindi debole. Altrimenti ci dicano chiaramente qual è la posizione unitaria verso l'Ucraina. La Meloni ci dica dove vogliono arrivare Trump e Putin rispetto all'Europa. C'è un lavoro di distruzione dell'Europa e questo è un punto politico che manca nella relazione di Crosetto e che è necessario capire per avere più Europa e una pace duratura nel tempo. Vorremmo anche sapere che intenzioni ha il Governo sulla Groenlandia, altro punto non pervenuto". Lo ha detto in Aula Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo in discussione generale sulle comunicazione del ministro della Difesa Guido Crosetto sull’invio di armi all'Ucraina.

14/01/2026 - 10:59

"E' un profondo dolore apprendere della scomparsa di Valeria Fedeli. Donna battagliera e ironica, femminista, ex presidente del Senato, ex ministra dell'istruzione, dirigente politica e, prima ancora, dirigente sindacale. In ogni ruolo che ha ricoperto, Valeria si è sempre battuta per i diritti delle donne e la parità di genere.
Da vice presidente del Senato, ha condiviso con me l'elezione del Presidente Mattarella sedendo alla presidenza della Camera: per la prima volta due donne rappresentavano le due Camere. "E' proprio una bella conquista" commentò Valeria.
Ci mancheranno il suo impegno e la sua passione".  Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

14/01/2026 - 10:58

"La scomparsa di Valeria Fedeli rappresenta una perdita profonda per la politica italiana e per tutte le donne che hanno trovato in lei un punto di riferimento. Sindacalista, parlamentare, ministra, ha servito le istituzioni con passione, competenza e rigore. Il suo impegno per i diritti, per l’istruzione pubblica e per l’uguaglianza resterà un esempio prezioso. Ai suoi familiari va il mio più sincero cordoglio": ê quanto dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.

28/12/2025 - 17:00

Il parere del Partito Democratico sulla manovra, bocciato oggi in Commissione Cultura alla Camera, contiene una “grave bocciatura politica e la denuncia del vero e poprio flop della linea portata avanti dai ministri Giuli, Bernini e Valditara”. Una linea che certifica “l’assenza di una visione per il futuro del Paese e un progressivo disinvestimento su istruzione, università, ricerca e cultura”. “La legge di bilancio – sottolineano i componenti democratici della commissione cultura della Camera- fotografa un’Italia senza direzione: crescita debole, investimenti fermi, pressione fiscale ai massimi e servizi pubblici sempre più impoveriti. In questo quadro, il Governo colpisce uno dei pilastri dello sviluppo con oltre 600 milioni di euro di tagli all’istruzione nel triennio, a partire dalla drastica riduzione delle risorse per l’edilizia scolastica, mettendo a rischio sicurezza, qualità dell’offerta formativa e autonomia delle scuole. Nulla è previsto per il diritto allo studio, per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. Università e ricerca sono le grandi assenti della manovra, così come mancano risposte all’emergenza del caro affitti e al welfare studentesco. C’è un tema urgente che riguarda i precari della ricerca su cui il governo ha adottato soluzioni parziali ed insoddisfacenti e solo l’impegno parlamentare delle forze di opposizione ha garantito risorse ulteriori. Anche la cultura, in tutti i suoi comparti a partire dal cinema, subisce nuovi e drammatici tagli che in alcuni casi non consentiranno neanche di portare avanti le produzioni già previste, mentre lo sport continua a non essere considerato un investimento sociale essenziale. È una manovra debole e difensiva, la più modesta degli ultimi anni, che mortifica il Parlamento e ignora le vere priorità del Paese. Il Governo sceglie ancora una volta di risparmiare su tutti i settori della conoscenza e della cultura compromettendo il futuro delle nuove generazioni”.
 

17/12/2025 - 13:44

«La scelta del Governo di sterilizzare il valore del riscatto della laurea è ingiusta e dannosa. Chi ha investito anni nella formazione e ha pagato migliaia di euro per riscattare i propri studi scopre ora che quei contributi varranno sempre meno: dal 2035 una triennale conterà appena 6 mesi e una magistrale 2 anni e mezzo ai fini pensionistici» – dichiara la deputata dem Rachele Scarpa.

«È inaccettabile che il costo del riscatto resti invariato mentre il suo valore viene drasticamente ridotto. Una misura retroattiva che colpisce chi si è fidato dello Stato e svilisce il valore stesso dell’istruzione, già minato da precarietà e fuga dei giovani all’estero» prosegue.

«Il Governo riveda immediatamente questa norma nella legge di bilancio: non si costruisce il futuro del Paese punendo chi ha scelto di studiare e contribuire alla crescita dell’Italia» conclude Scarpa.

 

12/12/2025 - 18:23

"Il modello Valditara per la scuola punta a limitarne sempre più l'autonomia, fino al punto di mandare ispezioni negli istituti che hanno organizzato incontri con Francesca Albanese. Un'iniziativa da polizia politica, più che da ministro dell'istruzione. Sfugge, probabilmente, a Valditara che Albanese è Relatrice speciale dell'Onu per i territori occupati della Palestina e riveste dunque un ruolo istituzionale. Quale sarebbe la ragione per cui l'incontro con una figura istituzionale deve dare origine a un'ispezione del ministero? Perché Albanese dice cose che al ministro Valditara e al governo non piacciono?
È l'ennesima riprova di quanto male sopportino posizioni diverse dalle loro e quanto vogliano omologare perfino scuola, insegnanti e studenti ai loro diktat.
Ci opporremo a questa logica da regime in tutte le sedi necessarie". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

12/12/2025 - 13:25

“Il Ministero dell’Istruzione continua a minimizzare i ritardi nei cantieri delle scuole finanziate con il PNRR, fornendo una rappresentazione che non corrisponde alla realtà dei territori. I dati diffusi dallo stesso dicastero, secondo cui il problema riguarderebbe pochi casi isolati, sono smentiti dalle segnalazioni che arrivano quotidianamente dai comuni di tutta Italia, che si trovano con lavori fermi o in forte ritardo non per responsabilità amministrative, ma per le inadempienze delle ditte appaltanti, che stanno causando gravi difficoltà a docenti, studenti e famiglie". Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè sulla discussione della interpellanza urgente su tale tema svolta oggi, venerdì 12 dicembre, nell'Aula di Montecitorio.
“È gravissimo che, di fronte a queste evidenze, il Ministero tenti di scaricare il problema o di ridimensionare il ruolo di Invitalia, che in molti casi ha indetto le gare e avrebbe dovuto almeno vigilare sull’andamento dei cantieri. I comuni hanno agito correttamente, contattando subito il Ministero e chiedendo interventi. E' altrettanto grave che il fondo dell'edilizia voluto dal Pd proprio per cercare di risolverle queste criticità venga invece utilizzato, come ammesso oggi, per altre finalità. Siamo di fronte ad atteggiamento sbagliato e non costruttivo che danneggia tutti: enti locali, comunità e istituzione scolastica", conclude Bonafè.

12/12/2025 - 13:24

"Ancora una volta il governo viene in Aula a dirci che la scuola non è una priorità. Edifici demoliti e cantieri fermi, le misure PNRR a rischio fallimento e nonostante l'allarme dei sindaci e le nostre sollecitazioni, la Sottosegretaria all'Istruzione Frassinetti viene a dirci in risposta alla nostra interpellanza urgente che va tutto bene. Parla di pochi casi isolati, mentre dai territori arriva un quadro drammatico: sono almeno venti i Comuni con cantieri bloccati e nessuna prospettiva di completamento. Una situazione gravissima, che non solo mette in ginocchio intere comunità lasciate sole, ma che rappresenta un danno incalcolabile per studentesse e studenti rimasti senza aule. L'esecutivo nasconde la testa sotto la sabbia per non ammettere i propri errori, oltre che l'incapacità di Invitalia di far fronte al problema. Perché la colpa non è solo delle imprese esecutrici, come dichiarato dalla sottosegretaria Frassinetti, ma anche di Invitalia e del ministero che avrebbe dovuto controllare e monitorare i lavori. Dire che è ‘tutto sotto controllo’ è un insulto ai sindaci che oggi rischiano il dissesto perché non hanno i milioni necessari per coprire i progetti rimasti senza finanziamento. È il governo che deve risolvere questo caos, senza fare scaricabarile sugli enti locali, lasciati soli ad affrontare criticità che hanno solo subito. Chiediamo l’immediata apertura di un tavolo tecnico nazionale e risorse aggiuntive dedicate ai cantieri PNRR in difficoltà. Ogni giorno perso significa studenti senza scuola, Comuni allo stremo e un Paese che rinuncia al proprio futuro. Non permetteremo che l’incapacità del governo faccia fallire il più grande investimento sull’istruzione degli ultimi decenni", così i deputati Pd Ascani, Casu, Malavasi, Manzi e Bonafè.

 

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