Ora più diritti, più qualità, più futuro
“La Cucina Italiana è ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Accogliamo con grande soddisfazione un riconoscimento storico, che premia non soltanto un insieme di ricette, ma il valore culturale, sociale ed economico di un modello alimentare unico al mondo. Questo risultato conferma ciò che ogni giorno vediamo nei territori: la forza delle nostre filiere agricole, la centralità delle produzioni di qualità, il legame profondo tra cibo, comunità, tradizioni e paesaggi rurali, l’impegno di migliaia di agricoltori, artigiani, ristoratori, cooperative e distretti produttivi. Come componenti della Commissione Agricoltura della Camera, consideriamo questo riconoscimento un punto di partenza. Ora abbiamo la responsabilità di consolidarlo attraverso politiche che garantiscano la tutela delle denominazioni e delle filiere corte, il sostegno alle imprese agricole e alle aree interne, la difesa del lavoro dignitoso unitamente al contrasto al caporalato, la promozione dell’educazione alimentare e della sostenibilità ambientale.
La cucina italiana entra oggi nel patrimonio dell’umanità. Il compito delle istituzioni è fare in modo che dietro a questo titolo ci siano anche più diritti, più qualità, più futuro per chi produce e per chi consuma”.
Lo dichiarano la capogruppo Antonella Forattini e Stefania Marino, Nadia Romeo, Andrea Rossi e Stefano Vaccari, deputati Pd della Commissione Agricoltura della Camera
"Quando la Dichiarazione universale dei diritti umani fu approvata, rientrava in quelle azioni che il mondo intero, rappresentato dall'Onu, decise di intraprendere perché quel "mai più" pronunciato dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale non fosse solo un'intenzione.
Oggi, però, 77 anni dopo quell'approvazione, i diritti umani sono sotto attacco e le guerre aumentano invece di diminuire. E aumentato proprio dove si voltano le spalle ai diritti umani e si scelgono regimi autoritari e illiberali.
Per questo, alla vigilia della Giornata mondiale sui diritti umani, abbiamo scelto di parlarne con oltre 250 ragazze e ragazzi delle scuole. Perché come disse Eleanor Roosevelt, i diritti umani universali iniziano "in piccoli luoghi, vicino a casa, così vicini e così piccoli che essi non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. Ma essi sono il mondo di ogni singola persona; il quartiere dove si vive, la scuola frequentata, la fabbrica, la fattoria o l’ufficio dove si lavora".
Insieme a loro abbiamo parlato di come oggi i diritti umani siano sotto attacco e di come sia fondamentale reagire, ogni giorno, ognuno nel suo ambito e senza mai soccombere all’indifferenza.
Ed è proprio con i ragazzi che bisogna tornare a parlare dell'importanza della pace e dei diritti umani.
Stamattina, con gli interventi di Parisa Nazari, attivista iraniana e difensora dei diritti umani e delle donne, e Yara Abushab, studentessa palestinese di Medicina, uscita da Gaza poco prima del 7 ottobre, che ha perso gran parte della sua famiglia durante il genocidio, abbiamo ascoltato testimonianze dirette di due luoghi dove i diritti umani vengono calpestati: l’Iran e la Palestina. Il racconto di Yara Abushab, la cui vita è stata sconvolta dal genocidio, ha commosso tutta la platea che si è alzata in un applauso solidale che è stato un abbraccio collettivo.
Con Micaela Frulli, docente all'università di Firenze, abbiamo fatto un viaggio nel diritto internazionale, oggi pesantemente messo in discussione, e con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, abbiamo parlato dell'enorme lavoro delle associazioni e delle ONG per sostenere e proteggere chi è attaccato da regimi autoritari.
Ma soprattutto, abbiamo ascoltato le voci delle ragazze e dei ragazzi la cui consapevolezza sul valore dei diritti umani e sull'impegno necessario per difenderli ovunque vengano calpestati è una boccata di ossigeno. Non è vero che ai giovani non interessano questi temi: ce l'hanno dimostrato con le mobilitazioni per Gaza e ce l'hanno dimostrato questa mattina. Chiedono di essere ascoltati e di avere spazi in cui potersi esprimere. Ed è proprio quello che oggi il Comitato diritti umani della Camera ha voluto fare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'evento "Diritti umani sotto attacco - il dovere di reagire" che si è svolto oggi alla Camera dei Deputati.
“Esprimiamo piena solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’agenzia Dire, in sciopero per rivendicare il diritto a ricevere regolarmente il proprio stipendio. Il costo della mala gestione non può ricadere sulle spalle di professionisti che garantiscono ogni giorno un’informazione di qualità e che oggi sono costretti a vivere con compensi pagati parzialmente e a intermittenza, in violazione delle norme contrattuali e per di più da un editore che beneficia di finanziamenti pubblici. Le difficoltà amministrative o i tempi della giustizia non possono essere scaricati sui lavoratori, che con professionalità permettono all’agenzia di svolgere il proprio ruolo e di rispettare gli impegni assunti anche con la Presidenza del Consiglio. I giornalisti chiedono certezze, rispetto e trasparenza: la garanzia di essere pagati per il lavoro svolto e di poter contare su condizioni dignitose e stabili. Chiediamo al Governo un intervento immediato per tutelare i diritti dei dipendenti, garantire la continuità delle attività e vigilare affinché chi riceve fondi pubblici assicuri stipendi regolari e nel rispetto delle regole. È necessario inoltre che nei bandi pubblici siano incluse clausole stringenti: chi non paga i propri dipendenti non può beneficiare di risorse dello Stato”. Così una nota del Gruppo parlamentare del Partito Democratico della Camera dei deputati.
“Consiglierei al sottosegretario Durigon di non addentrarsi in promesse che poi dovrà smentire. Come si fa a garantire che l’età pensionabile non aumenterà nel 2027, quando nella legge di bilancio che lui stesso si appresta a votare si andrà in pensione più tardi per effetto dell’adeguamento automatico voluto dal governo di cui fa parte? Non si possono trasformare le leggi in assegni post datati. Quando si parla di pensioni la parola deve essere una. Non si può ingenerare confusione sulla pelle dei lavoratori”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“É scandaloso che il governo voglia cambiare a ridosso del voto le regole di un referendum senza quorum, imponendo agli italiani all’estero il voto in presenza tramite decreto. Un metodo da regime sudamericano” così il vicepresidente del gruppo del Pd, Toni Ricciardi commenta la notizia secondo cui la maggioranza sta pensando a una norma per far votare in presenza, anziché per corrispondenza, gli italiani residenti all'estero e iscritti all'Aire in occasione del referendum confermativo sulla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati’
“Le modalità di voto - aggiunge Ricciardi - si cambiano in Parlamento, non con forzature incostituzionali. Se questa ipotesi venisse confermata faremo appello al Presidente Mattarella: non si può ledere così il diritto di milioni di cittadini che spesso vivono a ore di distanza da sedi consolari e seggi. Strano che questa improvvisa urgenza di “trasparenza” non sia mai emersa per altri referendum, come quelli sul lavoro quando invece il quorum c’era. Chiediamo alla maggioranza di smentire questa notizia che sarebbe un vero e proprio attentato alla democrazia”, conclude Ricciardi.
“I lavoratori e le lavoratrici del mondo della cultura hanno un ruolo centrale anche e soprattutto contro l’ignoranza, che porta a farci rivivere momenti molto bui del nostro passato. Ne è una dimostrazione quanto avvenuto per questa fiera con lo stand della casa editrice di estrema destra, ma la cultura ha saputo dare una risposta adeguata”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, partecipando all’evento della fiera Più Libri Più Liberi insieme ai sindacati del settore cultura.
“Bisogna costruire una norma insieme con chi fa questo lavoro, soprattutto nella transizione tecnologica che stiamo vivendo e con l’influenza dell’intelligenza artificiale. Siamo già al lavoro ed è per questo che momenti di confronto simili sono importanti: dobbiamo tenere insieme diritti, tutele, contributi previdenziali per pensare al lavoro di oggi e alle pensioni di domani” ha concluso Gribaudo.
“Questo pomeriggio, insieme al sindaco della città Rocchino Muliere, ho portato la solidarietà del Partito Democratico al presidio dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure.
Ho ribadito non solo la vicinanza del Pd alla lotta per la difesa dei posti di lavoro e dello dello stabilimento novese, ma anche il pieno sostegno alla richiesta dei sindacati di una pronta convocazione di un tavolo di crisi a Palazzo Chigi.
Nonostante le rassicurazioni del ministro Urso, infatti, restano ancora troppe incognite sul futuro del gruppo in assenza di un acquirente privato e di un piano strategico nazionale sull’acciaio
Gli impegni assunti per una stabilità produttiva fino a febbraio sono un fatto positivo, che lascia però inalterata l’incertezza per i mesi a seguire.
Servono idee chiare e investimenti e se necessario un intervento diretto dello Stato anche nella forma dell’azionista di maggioranza perché l’Italia non può permettersi di rinunciare al patrimonio rappresentato dalla produzione siderurgica del gruppo ex Ilva”.
Lo scrive in una nota il deputato del Pd Federico Fornaro, dell’Ufficio di Presidenza del gruppo alla Camera.
"Desta grande preoccupazione l' annunciata chiusura delle sedi della Woorlich a Bologna e a Milano, che mette a rischio 139 posti di lavoro, di cui 109 a Bologna, e presidi produttivi di grande valore per il territorio. Tutta la mia solidarietà ed il mio sostegno alle lavoratrici ed ai lavoratori coinvolti. Come in occasioni precedenti di crisi aziendali sono pronto ad assumere tutte le iniziative parlamentari che potranno essere utili e parteciperò ai tavoli di crisi nazionali che saranno convocati". Così Andrea De Maria, deputato PD
Salari reali più poveri di 9 punti rispetto al 2021; l’84,5% dei nuovi posti creati assorbito da persone con 50 anni e oltre. Dal 2019 al 2024 i prezzi sono aumentati del 17,4%, con il carrello della spesa salito del 23%: i beni alimentari costano il 22,2% in più. Tra il 2011 e il 2024 hanno lasciato l’Italia 630 mila cittadini sotto i 35 anni, con un saldo negativo di 61 mila nel solo 2024. Ecco i numeri che non sentirete mai dalla Meloni e dalla sua maggioranza anche se le fonti sono molto attendibili: Istat, Censis, Cnel. È il momento di uscire dalla propaganda. C’è ancora la possibilità di agire sulla legge di bilancio eliminando sprechi e condoni e mettendo risorse su sanità, lavoro e enti locali. Una manovra piccola piccola non promuove la crescita ma aumenta solo le disuguaglianze.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Promuovere formazione esuberi call center
"La decisione di Paycare di avviare la liquidazione e chiudere le attività rappresenta un colpo durissimo per la Toscana: presenterò un’interrogazione al Ministeri del Lavoro e delle Imprese affinchè intervengano con urgenza a tutela dei 33 dipendenti del sito di Monteriggioni e degli oltre 80 interessati in tutta la regione. A loro va la mia totale solidarietà, insieme al riconoscimento dell’impegno con cui, in questi anni, hanno affrontato periodi di incertezza, ammortizzatori sociali e l’assenza di un piano industriale credibile. È necessario garantire immediatamente strumenti di sostegno al reddito e attivare un tavolo istituzionale con Regione Toscana, enti locali e sindacati per evitare l’ennesima ferita occupazionale in un territorio già provato da troppe crisi": è quanto dichiara il segretario Dem della Toscana e deputato Pd Emiliano Fossi.
"La vicenda di Paycare non è un caso isolato, ma il segnale di una crisi strutturale che sta investendo il settore dei call-center, dove automazione e sistemi di intelligenza artificiale stanno ridisegnando modelli produttivi e posti di lavoro. Nell’interrogazione ho chiesto anche al governo quali misure intenda adottare per accompagnare questa transizione, sostenere i lavoratori coinvolti e promuovere investimenti in attività ad alto valore aggiunto nei territori più fragili. È il momento di una strategia nazionale che non lasci indietro nessuno e che trasformi il cambiamento in un’occasione di rilancio industriale e occupazionale": conclude.
Presentata una nuova interrogazione a ministro Piantedosi
“In Puglia stiamo assistendo a una recrudescenza criminale che non ha precedenti negli ultimi anni. A farne le spese sono i cittadini, le comunità locali e l’intero sistema economico regionale, costretto a convivere con un clima di insicurezza crescente.” Lo dichiara Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico, annunciando la presentazione dell’ennesima interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Interno sulla recente ondata di assalti esplosivi ai bancomat che sta colpendo l’intera regione – con particolare intensità nel Salento – e che nei soli ultimi due mesi ha fatto registrare almeno 23 episodi, uno ogni tre notti.
“Da settimane – afferma Stefanazzi – bande criminali dotate di ordigni, cariche esplosive o mezzi meccanici pesanti assaltano sportelli bancari e postali senza alcun timore. Parliamo di colpi violenti, rapidi, organizzati, che devastano interi edifici, costringono alla chiusura filiali e uffici postali, isolano comunità intere e mettono a rischio la vita delle persone. È un fenomeno che interessa tutti i territori, dalle aree rurali alle zone industriali, passando per i piccoli comuni, spesso privi di un adeguato presidio delle forze dell’ordine.”
Il deputato ricorda che già numerosi atti ispettivi sono stati depositati nel corso della legislatura per denunciare l’escalation criminale in Salento, dagli attentati alle attività commerciali alle intimidazioni contro amministratori locali, fino agli assalti agli sportelli Atm. “È una realtà che da tempo segnalo – insiste il dem – perché i segnali di una riorganizzazione delle reti criminali sono evidenti e sotto gli occhi di tutti. Eppure, il Ministro Piantedosi non ha ritenuto di rispondere a nessuna delle interrogazioni presentate finora. Un silenzio istituzionale che fa un rumore assordante e descrive fedelmente il totale disinteresse di questo Governo per la Puglia e per il Mezzogiorno”.
“Non possiamo permettere – conclude Stefanazzi – che in Puglia e nel Salento si consolidino zone franche in cui le bande criminali agiscono indisturbate. Le forze dell’ordine sono chiamate ogni giorno a svolgere un lavoro immane perché gli organici sono ridotti al lumicino. Il Governo ha il dovere di garantire sicurezza ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori e alle istituzioni locali. Non servono slogan: servono uomini, mezzi, coordinamento e risposte immediate. La Puglia e il Salento meritano rispetto e protezione”.
“Quasi 65mila precari hanno versato oltre 14milioni di euro di contributi alla gestione separata, eppure per l’INPS non esistono: neanche un mese accreditato, zero tutele, niente di niente. È l’iper precarietà del mondo del lavoro, ma parliamo di migliaia di persone che lavorano nei call center, nelle scuole dell’infanzia, nelle amministrazioni, nelle biblioteche. Persone che incontriamo tutti i giorni e che non hanno speranze sul futuro, oltre ad avere grandi difficoltà per il presente”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, commenta lo studio di Nidil Cgil su precarietà e lavoro autonomo.
“La stra grande maggioranza di loro non andrà in pensione né a 64 né a 67, perché non raggiungeranno gli importi minimi necessari. Ci andranno a 71, e la pensione sarà da fame. E questo nonostante abbiano lavorato tutta la vita. Anzi, molto spesso più di un lavoro, perché chi ha una partita iva “esclusiva” ma non è iscritto agli ordini, non riesce a vivere con uno stipendio solo - prosegue la deputata dem - In questo quadro drammatico donne e under 35 sono ulteriormente penalizzati”.
“Lo studio NIDIL Cgil sulla precarietà e sul lavoro autonomo è impietoso e non lascia spazio a dubbi. A questo si aggiunge che nella Manovra di Bilancio, nonostante le tante promesse ai liberi professionisti della destra, non c’è assolutamente nulla. È la realtà di un Paese che soffre: ben distante dall’immobilismo di Giorgetti e dai toni trionfalistici di Meloni” conclude Gribaudo.
“Il confronto aperto, pubblico e diretto tra lavoratori, imprese e istituzioni è fondamentale per acquisire piena consapevolezza della portata dei rischi e delle opportunità connessi alle straordinarie trasformazioni che stiamo attraversando, anche nel settore della logistica.
Per questo ringrazio Rocco Lamparelli e il Circolo Pd Trasporto Merci, insieme a tutti i partecipanti e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle associazioni datoriali e delle aziende del settore che hanno confermato la loro presenza all’appuntamento Il futuro del sistema logistico tra intelligenza artificiale e sostenibilità, che si svolgerà a Roma venerdì 5 dicembre alle ore 16.30 presso la Città dell’Economia, a Testaccio”.
Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera:
“Recenti studi hanno mostrato che nel 2024 in Italia quasi un annuncio di lavoro su cinque riguardava il settore della logistica: un dato che conferma quanto il ruolo strategico di questo comparto cresca giorno dopo giorno e quanto sia necessario accrescere la consapevolezza politica sull’importanza di questo tema.
Oggi più che mai non possiamo limitarci a subire passivamente i cambiamenti: dobbiamo creare luoghi e spazi di confronto politico all’altezza della sfida, capaci di orientare lo sviluppo delle rivoluzioni che stiamo vivendo per difendere insieme la dignità e la sicurezza del lavoro, sostenendo al tempo stesso la crescita e la competitività dell’Italia e dell’Europa”.
"Con il voto di oggi la Camera ha mandato un segnale chiaro: l’Italia non può permettersi ulteriori ritardi sulla transizione energetica del proprio patrimonio edilizio. L’approvazione del nostro ordine del giorno impegna finalmente il Governo a recepire integralmente la direttiva “Case Green”, garantendo un quadro certo e coerente con le indicazioni espresse all’unanimità dalla Commissione Ambiente nella recente indagine conoscitiva. Si tratta di un passaggio necessario per dare sicurezza a cittadini, imprese e amministrazioni locali e per allineare il paese agli obiettivi europei di efficienza energetica e decarbonizzazione": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera sulla discussione della Legge Europea.
"Accogliamo comunque questo risultato con moderata soddisfazione, il lavoro non finisce qui: vigileremo affinché gli impegni assunti si traducano in misure concrete, stabili e realmente efficaci. Le politiche che riguardano la qualità della vita delle persone e la lotta ai cambiamenti climatici richiedono continuità e serietà. Il Parlamento oggi ha fatto la sua parte; ora il Governo dimostri la stessa responsabilità nell’attuazione": conclude.
“L’indagine conoscitiva sulle fragilità emotive e psicologiche dei minori, che avevamo richiesto come gruppo del Partito Democratico, ha ottenuto oggi il via libera unanime della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Un risultato di cui siamo soddisfatte: il percorso che ha portato al documento finale ha raccolto il contributo dei maggiori esperti italiani, delineando un quadro completo delle difficoltà che vivono bambini, adolescenti e giovani. Siamo partiti dai dati del Bambino Gesù relativi al periodo post-Covid, approfondendo poi la situazione attuale e le nuove criticità emerse. Il documento conclusivo dovrà ora tradursi in un impulso concreto per potenziare gli strumenti di prevenzione e la presa in carico dei minori più fragili. Ringrazio la vice presidente, nonché relatrice dell'indagine conoscitiva, Simona Malpezzi che ha condotto un grande lavoro di sintesi. È una delle sfide più rilevanti che abbiamo davanti: la politica ha il dovere di superare le divisioni e lavorare insieme per rafforzare sostegno e cura dei più giovani”. Lo dichiara Michela Di Biase, capogruppo Pd in Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza