"Il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (Bologna) rappresenta un centro di eccellenza a livello nazionale ed è la struttura di riferimento in termini di assistenza e riabilitazione non solo per gli infortunati sul lavoro, ma anche per lo sport paralimpico. Il punto di forza del Centro è da sempre quello di riuscire a tenere insieme ricerca, protopizzazione e produzione, ma anche assistenza medica e riabilitazione;
il sito, che negli ultimi anni era stato oggetto di un profondo progetto di ristrutturazione, purtroppo nasce su strutture preesistenti e vicine all’alveo del fiume Idice soggette a frequenti allagamenti per l’assenza di opere efficaci di difesa idrogeologica. Il Centro Protesi è stato colpito dagli ultimi tre eventi alluvionali del maggio 2023 e del settembre e ottobre 2024 e in particolare l’evento del 2023 e l’ultimo in ottobre hanno fortemente compromesso la sua funzionalità con danni per diverse decine di milioni di euro a strutture, impianti e macchinari. Nel Tavolo di salvaguardia metropolitano tenutosi oggi, si è chiesto nuovamente di porre in essere azioni per l’immediata messa in sicurezza del Centro Protesi Inail di Vigorso e in caso di delocalizzazione, di studiare insieme agli enti territoriali la collocazione in via prioritaria su Budrio, dove è nata questa importante esperienza. Viene richiesto anche un focus sul tema del personale e sul piano industriale.
Abbiamo presentato, alla Camera ed al Senato, una interrogazione parlamentare al Ministro delle imprese e del Made in Italy per sollecitare l' attenzione del Governo". Così il deputato Andrea De Maria e la Senatrice Sandra Zampa
“Oggi - dichiara la Vicepresidente nazionale del Partito Democratico - sono cadute sulla testa delle lavoratrici e dei lavoratori dell’automotive italiano altre due tegole. Da un lato l’annuncio di Stellantis della chiusura delle carrozzerie di Mirafiori praticamente per un mese e poi le azioni di protesta che hanno avuto inizio ieri in tutti gli stabilimenti dell’azienda Trasnova, fornitore di Stellantis che ad oggi non ha ancora avuto conferme di ordini oltre il 31 dicembre 2024.”
“Nello stabilimento di Rivalta di Stellantis - continua la parlamentare piemontese - è iniziato ieri un presidio permanente che durerà fino almeno al 29 novembre. Alle lavoratrici e ai lavoratori la mia piena solidarietà. A Stellantis invece, che dà la colpa alle incertezze di mercato per la chiusura di dicembre, voglio dire che sono le incertezze della sua dirigenza a mettere a rischio centinaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Non sappiamo nulla sul futuro degli impianti italiani, su quali linee intende proseguire, se intende avvalersi ancora dei fornitori italiani.“E poi ci sono le responsabilità di chi sta al Governo - ragiona ancora la deputata Dem - ecco perché ho presentato una interrogazione al Governo per sapere se è a conoscenza della situazione dell’impresa Trasnova e come intende prepararsi alle eventuali conseguenze che potrebbero derivarne sui lavortori. E anche se intenda convocare un tavolo di crisi.”
“Ma ci sono anche le risposte che continuano a non arrivare dalla Regione PIemonte a cui non più tardi un mese fa ho suggerito di convocare, proprio sul tema della crisi dell’automotive, un consiglio aperto con tutti i livelli istituzionali e tutte le parti sociali e datoriali, serve uno scatto su questo tema forte e condiviso. Noi ci siamo ma l'onere della proposta toccherebbe a chi governa da sei anni la regione e da due anni a livello nazionale” conclude l’Onorevole Gribaudo.
“La norma sul Caporalato all'interno del DL Flussi è un'occasione persa, che rischia di produrre un danno serio perché disincentiva le nuove denunce”. Così il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri che sottolinea come: “una legge sul Caporalato esisteva giá. E che l'intervento del Governo ha fatto poco più che cambiare il nome del permesso di soggiorno. Da "particolare sfruttamento lavorativo" a "vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro". Come se cancellare il vecchio nome fosse utile per potersi intestare il tema. Ma soprattutto questa norma rischia seriamente di disincentivare le denunce da parte di stranieri irregolari sfruttati dai datori di lavoro. Esattamente il contrario di quello che si dovrebbe fare. Questo purtroppo accadrà perchè fino a oggi era sufficiente che lo straniero che aveva presentato la denuncia avesse semplicemente cooperato nel procedimento penale instaurato nei confronti del datore di lavoro. Mentre ora il permesso di soggiorno allo straniero può essere dato solamente a patto che contribuisca utilmente all'emersione dei fatti e all'individuazione dei responsabili.
Il problema è che non è detto che un lavoratore sfruttato abbia tutte le informazioni necessarie. Anche perchè spesso non conosce nemmeno i veri nomi dei responsabili. Questo potrebbe spingere il migrante a rimanere nell'anonimato e a non denunciare, perchè se non gli venisse poi riconosciuto il permesso rischierebbe seriamente di essere individuato ed espulso. Suggeriamo di approfondire il tema con chi se ne occupa. Per farlo consigliamo di partecipare alla presentazione del VII Rapporto della Fondazione Placido Rizzotto Mercoledì 4 dicembre a Roma".
“Il governo ha fornito Importanti precisazioni, in particolare apprendiamo che avremo l'elenco della composizione del Comitato. Molto importante anche la precisazione che siamo in una fase in cui è il Comitato a fare delle proposte che non pregiudicano le decisioni del governo. In merito al tema della consultazione pubblica, noi l'abbiamo avanzata, ricordo, perché il governo ha chiesto la delega su questo provvedimento, quindi di fronte ad una delega ci sembrava importante aumentare il confronto. Ovviamente siamo molto favorevoli che sia fatta in sede parlamentare. Tuttavia, di fronte a questa contraddizione nell'operato del governo, pensiamo sia importante avere tutte le informazioni relative alla composizione di questo Comitato e sia utile avere tempi precisi perché si possa fare una discussione adeguata entro marzo, come è stato riferito”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, in replica alla risposta del sottosegretario dell’Economia e delle finanze, Federico Freni, all’interrogazione in commissione sottoscritta anche dai deputati dem D’Alfonso, Ricciardi, Stefanazzi e Tabacci.
“Ci auguriamo che vengano almeno rispettati i tempi per analizzare il testo in Parlamento senza corse in avanti della maggioranza” ha aggiunto Merola a margine. Nell’interrogazione si chiedeva al governo quale sia “l’attuale composizione del Comitato di coordinamento e dei gruppi di lavoro per la riforma del Testo Unico della Finanza, in quali tempi saranno emanati gli schemi di decreto attuativi, con quale tempi e modalità intenda procedere a una consultazione pubblica nonché come intenda garantire la trasparenza dei lavori del Comitato e dei gruppi anche con riguardo alle occasioni in cui uno o più fra i loro membri si siano o si saranno astenuti dalle votazioni per conflitto d’interessi”.
“Su un semplice parere in commissione Lavoro alla Camera sulla magistratura onoraria oggi la destra ha dato uno spettacolo indecente. Senza numeri, in quello che si può definire il mercoledì nero della maggioranza, ha applicato una tecnica dilatoria facendo auto ostruzionismo per ritardare i tempi del voto e garantire attraverso le sostituzioni dei commissari numeri sufficienti. Il punto parere infatti è passato con il voto decisivo della presidenza. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di una maggioranza che è andata in frantumi”.
Lo dichiarano i capigruppo in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs).
“Non si è mai visto un attacco così martellante al diritto di sciopero dall’inizio di questa legislatura, Salvini fa il bullo da giorni con Cgil e Uil, fino ad arrivare alla scelta gravissima di precettare lo sciopero generale nel settore dei trasporti. Un’arma di distrazione di massa per nascondere il fatto che oggi la maggioranza di centrodestra non esiste più, va sotto due volte in commissione Bilancio del Senato sottoponendo il Paese ad uno spettacolo poco edificante. Milioni di lavoratrici e lavoratori aspettano risposte da chi aveva promesso mari e monti, purtroppo, sotto l’albero di Natale troveranno una manovra lacrime e sangue”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Il Governo e la maggioranza invocano la parola unità solo a chiacchiere, mentre nella sostanza fanno l'opposto. Con gli interventi di Valditara, Meloni e Salvini hanno delegittimato qualunque tipo di percorso unitario. E in questi due anni non hanno messo in campo nessun intervento strutturale su formazione, cultura ed educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
Una delegittimazione molto grave del lavoro del Parlamento e della stessa commissione Femminicidio
Le parole del ministro Valditara sono state paradossali, fuori misura, indegne, soprattutto se pronunciate da chi ha la responsabilità delle politiche educative di questo Paese. E la premier Meloni invece che sconfessare quelle parole, ha rincarato la dose". Lo ha detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, e membro della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, intervenendo in Aula sulla mozione per il contrasto alla violenza contro le donne.
"Se in questo Paese ci sono ancora studentesse universitarie costrette ad incatenarsi per avere uno sportello anti-violenza nella loro università, se le donne non denunciano anche per paura di non essere credute, significa che il Governo Meloni, chiuso nel suo recinto ideologico, ha perso due anni di tempo per investire in percorsi di educazione affettiva, sessuale, nelle università, nelle scuole e in tutta la comunità educante, in formazione obbligatoria per operatori. E quindi praticatela davvero l'unita' che invocate a parole, fatelo e noi ci saremo, lavorando nei fatti per cambiare i condizionamenti della cultura patriarcale della nostra societa", ha aggiunto Ghio.
“Uno spettacolo veramente imbarazzante quello andato in scena in commissione Bilancio del Senato. La maggioranza è andata sotto due volte durante la discussione del decreto Fiscale a causa della guerra in corso tra Tajani e Salvini. Mentre va in scena questo patetico siparietto, con migliaia di tavoli di crisi aperti con persone che stanno seriamente rischiando di perdere il posto di lavoro, la maggioranza pensa bene di farsi i dispetti in parlamento e si divide anche in Europa. Con quale altro nemico penserà di prendersela Giorgia Meloni?”. Così il deputato dem Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive.
“Governo bocciato due volte nella stessa giornata su temi economici, in piena sessione di bilancio. La maggioranza non c'è più: Meloni ne tragga le conseguenze e riveda la manovra. Le tensioni sono evidenti e nascono da una profonda insoddisfazione, diffusa anche nei partiti di maggioranza, per scelte economiche sbagliate e incapaci di rispondere alle vere esigenze dei cittadini. Temi cruciali come sanità e lavoro restano dimenticati, nonostante la propaganda del governo” così il capogruppo democratico nella commissione bilancio della camera, Ubaldo Pagano.
“L’esclusione dal sistema di accoglienza dei migranti che superano un reddito annuale di 6.000 euro è una scelta miope e profondamente dannosa, che scarica sui territori costi sociali insostenibili e rischi sanitari gravi”. Così la deputata del Pd Rachele Scarpa nel suo intervento alla Camera durante la discussione sul decreto immigrazione. Scarpa ha presentato un ordine del giorno in cui ha evidenziato i pericoli derivanti da questa misura, soprattutto per città come Treviso, che ospitano Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e si trovano a dover fronteggiare, senza supporto adeguato, le conseguenze di decisioni che non tengono conto della realtà dei territori. L’odg, respinto dalla maggioranza, denunciava con forza i rischi di emarginazione e precarizzazione per i migranti esclusi dal sistema di accoglienza a causa di soglie di reddito irrealistiche, che non tengono conto delle difficoltà di integrazione nel mercato del lavoro e dell’impossibilità di trovare un alloggio con disponibilità così ridotte.
“Questa misura non solo è ingiusta, ma crea un circolo vizioso di esclusione sociale che colpisce direttamente le comunità ospitanti. Forse qualcuno in maggioranza può pensare che un kg di pane costi un euro e che con 6000 euro annui si riesca a pagarsi una casa, ma la realtà è drammaticamente diversa” ha sottolineato Scarpa, richiamando anche il recente appello dei sindaci dell’A4, compresi quelli di Venezia, Padova, Verona e Vicenza, che hanno chiesto al governo di rivedere l’esclusione dei migranti della rotta balcanica dal sistema di accoglienza. “Le amministrazioni locali, già in difficoltà, si trovano abbandonate a gestire situazioni esplosive che il governo ha deliberatamente creato,” ha aggiunto. Scarpa ha ribadito la necessità di un approccio responsabile e solidale, che tuteli la dignità delle persone e garantisca sicurezza e coesione sociale nei territori. “Il Partito Democratico continuerà a lottare per un sistema di accoglienza equo ed efficace, che non lasci nessuno indietro e non comprometta il tessuto sociale delle nostre città,” ha concluso.
“Muoiono bambini in mare, ci dobbiamo vergognare. “Lo dice il cardinale Zuppi, Presidente della Cei e uomo di ragione. È questo il punto: il livello di civiltà di una società si misura su come si trattano i più poveri e svantaggiati. Il livello di ‘umanità’ di questo decreto è quello che rende più difficili i salvataggi in mare di quei bambini. Questo non è un dl flussi ma un decreto immigrazione: la sola cosa che sapete fare”. Così il deputato dem Matteo Mauri intervenendo in Aula nella dichiarazione di voto sul decreto flussi.
“Figli – continua il parlamentare - che non possono ricongiungersi al genitore lontano prima di due anni perché qualche parlamentare della Lega ha voluto mettere la bandierina ideologica sulla solita criminalizzazione degli stranieri, spingendo sempre un po' più in là la solita retorica della vostra disumanità. La direzione giusta da seguire è esattamente quella opposta a partire dall'abrogazione della legge Bossi-Fini, per costruire un sistema di partnership per l'incrocio di domanda-offerta con permessi per ricerca di lavoro limitati nel tempo". “Aver tolto alle sezioni specializzate la convalida del trattenimento per ingolfare le Corti d'Appello e aver messo in legge i cosiddetti 'Paesi sicuri' conferma la vostra ossessione contro la magistratura. Vi fate dare la linea da Musk sulle convalide e avete la faccia tosta di dire che l'Egitto è un paese sicuro dopo quanto successo sul caso Regeni”, conclude Mauri.
Braga e Guerra, governo non sia sordo a grido d’allarme Cgil, Cisl, Uil e Ugl
“La riscrittura del codice degli appalti made in Salvini si tradurrà in un “liberi tutti” per contratti siglati da sindacati e associazioni datoriali prive di ogni rappresentatività. Si aprirà una competizione fra contratti con criteri di equivalenza che premieranno quelli con minori tutele economiche e normative. Tutte le organizzazioni sindacali audite oggi alla Camera, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e varie associazioni datoriali hanno espresso forte preoccupazione e allarme.
Bisogna fermarsi ed ascoltarle. Bisogna impedire questo scempio” così la capogruppo democratica alla Camera e la responsabile nazionale lavoro del Pd, Chiara Braga e Maria Cecilia Guerra.
“Ormai Salvini lavora scientificamente per ridimensionare il diritto di sciopero. Un diritto garantito dalla Costituzione e che non è nella disponibilità di un ministro pronto a mettere sotto pressione, attraverso la sua fluviale attività propagandistica, anche l’autorità di garanzia sullo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. E’ un comportamento grave anche perché mette l’uno contro l’altro chi lavora. Vorremmo ricordare a Salvini che chi fa sciopero rinuncia a una parte di salario. Deve essere rispettato non criminalizzato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Opposizioni hanno lasciato commissione in protesta contro gestione dei lavori
“Non c’è stata alcuna unanimità oggi durante il voto sulla relazione della prima indagine conoscitiva, dal momento che il Partito Democratico e le altre opposizioni sono stati costretti a non partecipare al voto sul documento presentato dalla presidente Brambilla al termine dell'indagine sul degrado materiale, morale e culturale che colpisce i minori in Italia, con particolare attenzione alla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza.
Infatti, nonostante la normale richiesta di svolgere i lavori come la prassi vuole e quindi di poter avere un tempo congruo per poter presentare eventuali osservazioni al documento, la presidente ha scelto di andare comunque avanti lasciando alle opposizioni solo il tempo della discussione odierna. Tuttavia, anche questa discussione non ha prodotto un nuovo documento su cui fosse possibile votare. Affermare che il documento sia stato approvato all’unanimità è molto grave”.
Così in una nota congiunta, i parlamentari democratici della Commissione bicamerale per l'infanzia: Michela Di Biase, Mauro Berruto, Cecilia D’Elia, Graziano Delrio Giovanna Iacono, Marianna Madia e Simona Malpezzi.
“Le audizioni hanno fatto emergere aspetti importanti che il Parlamento dovrà approfondire in vista di interventi legislativi. Per questo motivo ritenevamo fondamentale arrivare a un documento condiviso, che rappresentasse non solo in modo completo quanto emerso dall'indagine ma che offrisse proposte condivise. Purtroppo, il metodo frettoloso e poco rispettoso delle opposizioni adottato nella redazione del documento conclusivo non ha favorisce un confronto costruttivo e rischia di compromettere il lavoro svolto. Per il Partito Democratico, l'obiettivo resta quello di elaborare una serie di interventi normativi di iniziativa parlamentare, frutto di un ampio confronto e basati sui dati emersi dall'indagine conoscitiva. La nostra non partecipazione al voto non è un atto fine a se stesso, ma un modo per sollecitare una maggiore riflessione e un approfondimento che permettano di trasformare il lavoro della Commissione in interventi lontani da logiche di parte.”
Presento ora interrogazione urgente
“L’annuncio della chiusura dal 2026 della Diageo di Alba è una notizia molto grave per tutto il territorio e soprattutto per i 380 lavoratori e le loro famiglie” afferma la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“L’azienda - continua Gribaudo - nonostante una lieve flessione di vendite nel primo semestre del 2024 non ha ragioni economiche per essere chiusa e chiedo che vengano immediatamente convocati dei tavoli per affrontare la questione sia a livello regionale che nazionale.”
“Siamo accanto a tutte le lavoratrici, ai lavoratori e alle sigle sindacali - Flai CGIL, Fai CISL, Uila UIL e UGL - che hanno indetto immediatamente uno sciopero per tutti i turni di lavoro per la giornata di domani e nelle prossime ore presenterò immediatamente una interrogazione per sapere come intende muoversi il governo” conclude la parlamentare cuneese.