“Il Governo ‘Giorgia’ toglie ai poveri per donare ai ricchi: dopo aver affossato il salario minimo di 9 euro all’ora che avrebbe consentito un pò di ossigeno agli oltre 3 milioni di lavoratori poveri del nostro paese e sancito lo stop alla social card per le famiglie in difficoltà ancora senza decreti attuativi, permette al Cnel (a guida Brunetta) di ripristinare dopo 10 anni le indennità per presidente e amministratori, per un totale di 2 milioni all’anno. Questa è la destra al potere”. Lo dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi.
“Siamo stanchi di essere presi in giro dal governo e, in particolare, dalla ministra del Lavoro. Sono più di due mesi che il governo non è in grado esprimere i pareri agli emendamenti sul Dl Lavoro. Il collegato è stato presentato nel mese di novembre e messo poi su un binario morto, nonostante mesi di audizioni e l’apertura del termine degli emendamenti. Dentro questo disegno di legge ci sono anche misure molto gravi e pericolose come la liberalizzazione del lavoro somministrato e il superamento del divieto delle dimissioni in bianco. La ministra Calderone ha risposto alle nostre obiezioni dicendo che stava lavorando a esaminare gli emendamenti. Evidentemente se l’è presa molto con comoda. In realtà il problema è politico e non tecnico. Oggi scopriamo invece che il Dl non è più calendarizzato, almeno fino alla pausa estiva. Significa che il governo ha deciso di abbandonarlo. Se è così, ce lo venga a dire direttamente la ministra in Commissione. E abbia il buonsenso di ritirarlo. Il Parlamento non è un passacarte. Soprattutto di una ministra nei fatti sfiduciata dalla propria maggioranza per manifesta incapacità politica”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il gioco d’azzardo è fuori controllo e i dati presentati questa mattina da Cgil e da Federconsumatori con la pubblicazione del libro nero 2024 lo attesta inequivocabilmente. Sono dati inquietanti. In dieci anni le scommesse sono cresciute del 78%. Siamo ormai a 150 miliardi a fronte degli 84 del 2013. Praticamente una cifra complessiva che vale cinque volte la legge del bilancio in corso, l’89% della spesa alimentare e l’87% della spesa sanitaria. Gli italiani hanno perso con il gioco 22 miliardi nel 2023 e tantissimi di loro, dopo aver perso tutto, sono caduti nella rete del ricatto e degli usurai. Molti altri, sempre di più, stanno combattendo la perversa sindrome della ludopatia. Di fronte a tutto questo lo Stato aumenta le possibilità di gioco, perché ha bisogno di recuperare risorse per le emergenze e per fronteggiare l’enorme debito pubblico, anziché operare per mettere regole a protezione delle fasce più deboli e ridurre l’offerta di gioco. E lo Stato fa anche un altro danno: nega la disponibilità dei dati sul gioco al terzo settore e alle regioni e ai comini nonostante nella legge delega grazie ad un emendamento del Pd sia stato inserito come obbligo e diritto”.
Così il dem Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e primo firmatario della proposta di legge sul riordino della disciplina sui giochi pubblici.
“Non avere quei dati - aggiunge - non consente di avere l’esatta dimensione e distribuzione del fenomeno e le conseguenze di carattere economico e di salute che pregiudicano la vita di decine di miglia di persone del nostro Paese per la gioia delle organizzazioni criminali e mafiose che sanno come incunearsi nelle piaghe dei drammi sociali. Occorre che lo Stato si ponga l’obiettivo di costruire un sistema normativo che ridefinisca l’idea di gioco, come fatto episodico e non compulsivo della vita delle persone. Serve coraggio per farlo - conclude - ma solo così si possono combattere gli effetti devastanti prodotti dal gioco d’azzardo non solo per il giocatore ma anche per le famiglie, gli ambiti di lavoro e la società”.
“È un segnale positivo che il Senato oggi abbia avviato l'iter della proposta di legge bipartisan volta a regolare l'uso sicuro e consapevole dei social media e di Internet per bambini e ragazzi. Questo è un tema di estrema urgenza e rappresenta una priorità fondamentale per le famiglie. Auspichiamo che la convergenza tra maggioranza e opposizione possa condurci rapidamente e in maniera efficace all'adozione di una legge nazionale. Ringrazio a riguardo la senatrice Malpezzi, seconda firmataria della proposta al Senato, che è al lavoro per raggiungere un accordo solido e condiviso per proteggere i minori dai rischi del mondo digitale. Inoltre, questo tema dovrà essere affrontato con la massima urgenza anche nella prossima legislatura del Parlamento Europeo. La natura stessa di Internet richiede una cooperazione a livello europeo per garantire che le misure di sicurezza siano coerenti e applicabili in tutti i Paesi membri, offrendo una protezione omogenea a tutti i giovani cittadini dell'Unione”. Così in una nota la deputata democratica, Marianna Madia, che ha promosso la legge bipartisan.
“Ho partecipato oggi al Modena Pride per sostenere le battaglie, insieme a tante e tanti, per la parità dei diritti e per una maggiore giustizia sociale. Quale occasione migliore per firmare i referendum promossi dalla Cgil per superare la precarietà e rendere il lavoro più sicuro, per innalzare le tutele contro i licenziamenti illegittimi e per garantire il diritto di reintegrazione al lavoro.
Il lavoro è un bene comune. È il momento di metterci la faccia e rivendicarlo con tutta la forza necessaria, referendum compresi”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Il governo vuole smantellare il sistema di asilo e di protezione internazionale e cancellare, progressivamente il diritto d'asilo stesso. In questo disegno rientra anche la dequalificazione di centinaia di professionisti delle commissioni territoriali e di quella nazionale che sono sottoposti ad enormi carichi di lavoro e il previsto aumento di organico con personale non specializzato nè formato. Questo è il governo che colpisce le Ong che salvano vite in mare ostacolandone in ogni modo le attività per impedire ai richiedenti asilo di presentare la domanda di protezione internazionale in Italia, che dichiara ‘Paesi sicuri’ Stati come la Nigeria, l'Egitto e la Tunisia dove le violazioni dei diritti umani e le persecuzioni sono all'ordine del giorno, che spreca 800 milioni di euro per il Cpr in Albania che, come hanno dimostrato i deputati del PD che sono andati a vedere personalmente, è una farsa. Ed è il governo che disinveste sul lavoro di chi esamina le domande d'asilo, professionisti che svolgono un’attività delicatissima che riguarda la vita e il futuro di migliaia di donne e di uomini che scappano da persecuzioni, torture e violenze. Quello che occorre, invece, è la formazione continua, la stabilità nel posto di lavoro, strumenti per aumentare i salari, la valorizzazione delle professionalità. Per queste ragioni siamo stati oggi in piazza con queste lavoratrici e lavoratori durante lo sciopero nazionale della Cgil. Il governo si assuma le sue responsabilità e non tenti di svuotare l’articolo 10 della nostra Costituzione".
Lo dichiarano Laura Boldrini e Arturo Scotto, deputati PD, a margine del presidio della Cgil che si è tenuto questa mattina a piazza SS. Apostoli a Roma.
“Giorgia Meloni da Trento rivendica i risultati sul lavoro e sui salari. Dice no al salario minimo perché indebolirebbe la contrattazione collettiva, di cui parla da perfetta neofita della materia. E dice perfino che ha rinnovato i contratti a differenza di chi l’ha preceduto. Peccato che quello sul pubblico impiego 2022-2024 di cui dovrebbe occuparsi direttamente il suo governo sta ancora lì fermo. Ci sono tavoli aperti da mesi su sanità, enti locali e forze dell’ordine che non si chiudono per la ristrettezza delle risorse messe in rapporto all’aumento del costo della vita. Quindi, la Presidente del Consiglio prima di rivendicare risultati guardi bene ai ritardi che sta accumulando. E che sta riguardando la vita di milioni di dipendenti pubblici. Oltre che di lavoratori poveri che aspettano un salario minimo sotto il quale non è dignitoso lavorare”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"È inspiegabile e grave che tre giornalisti siano stati fermati, oggi a Roma, mentre si recavano sul luogo di un blitz degli attivisti di "Ultima generazione" che avrebbero dovuto documentare, facendo il loro lavoro.
Fermati, portati in questura e, stando alla ricostruzione della Federazione nazionale della stampa italiana, perfino sottoposti a perquisizioni fisiche.
È la terza volta, secondo il sindacato, che giornalisti impegnati a raccontare le manifestazioni di Ultima generazione in diverse città d'Italia, vengono fermati dalla polizia.
Dobbiamo ritenere che ci sia una censura preventiva sui cronisti che raccontano le proteste di questi attivisti? Sarebbe inaccettabile, una violazione del diritto di essere informati e del dovere di informare.
Piantedosi spieghi come ciò possa accadere". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel Mondo.
“C’è da rallegrarsi che la ministra Calderone non debba gestire la Legge di bilancio. Altrimenti ne voteremmo una ogni due anni. Siccome la commissione Lavoro della Camera presieduta dall’onorevole Rizzetto ha ammesso gli emendamenti delle opposizioni - e anche quelli della maggioranza - già due mesi fa, non siamo davanti a un problema tecnico ma a un problema politico. Il governo non è impegnato ad esaminare trecento emendamenti, il governo è semplicemente in ritardo. Forse perché la ministra del Lavoro Calderone fa anticamera davanti alla porta del Mef e continua a non avere nessuna risposta. L’effetto di questo cortocircuito è la mortificazione del Parlamento. E della Commissione presieduta dallo stesso Rizzetto. Dove si aspetta di capire se il provvedimento è vivo o è morto. Insistiamo dunque per il ritiro”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il governo valuterà l’adozione di specifiche iniziative volte ad estendere l’applicazione del decreto che affronta la disciplina del lavoro sportivo anche agli atleti con disabilità non rientranti nelle competizioni partecipanti alle paraolimpiadi. Questo il positivo impegno preso in commissione Lavoro dal sottosegretario Claudio Durigon, a fronte dell’interrogazione che ho presentato insieme al collega Mauro Berruto. Oggi infatti l’attività sportiva di alto livello agonistico non è uguale per tutti gli atleti, nonostante i passi avanti compiuti con le normative di riferimento, con l’equiparazione tra atleti paraolimpici e normodotati relativamente ai giorni di permesso nel lavoro subordinato. Tuttavia permangono tuttora discriminazioni tra gli stessi atleti disabili visto che il congedo dal lavoro per partecipare ad allenamenti e gare, è riconosciuto solo per gli sport rientranti nelle competizioni partecipanti alle paraolimpiadi. Di contro gli altri atleti, pur ricoprendo il più alto livello tecnico-agonistico, che praticano sport che non rientrano tra quelli delle paraolimpiadi non possono usufruire dei permessi di lavoro”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“La risposta del governo - sottolinea - va nella direzione di garantire a tutti gli atleti parità di trattamento e di tutela. Ora si tratta di agire per modificare la norma (DL n. 36 del 2021 e successiva modificazione de di settembre 2023) che discrimina gli atleti disabili e se non lo farà il Governo autonomamente lo incalzeremo con emendamenti e ordini del giorno nei prossimi provvedimenti utili. Una situazione penalizzante per alcuni atleti disabili - conclude - che va sanata per riconoscere a tutti gli atleti disabili il medesimo diritto ad assentarsi dal lavoro per le giornate necessarie a partecipare ad eventi sportivi nazionali o internazionali senza ricorrere a giorni di ferie o a selezionare gli stessi eventi sportivi”.
“Proponiamo il ritiro del Collegato Lavoro alla Legge di Bilancio del 2022 presentato dalla ministra Calderone. Il testo di legge è stato varato l’8 novembre del 2023 e la ministra ne aveva chiesto la massima urgenza alla Camera. Sono passati più di sette mesi e non se ne è saputo più niente. Il governo non è stato in grado nemmeno di dare i pareri in commissione Lavoro agli oltre trecento emendamenti presentati ormai più di due mesi fa. E non c’è nessuno del governo che si degni di dare una spiegazione. Che significa? E’ una forma di sfiducia alla ministra del Lavoro da parte del resto del governo? O semplicemente sciatteria istituzionale? Noi chiediamo il rispetto delle prerogative del Parlamento che non può essere trattato come un soprammobile dell’esecutivo. E che deve poter lavorare in maniera ordinata. Auspichiamo che lo stesso chiedano i colleghi della maggioranza di centrodestra e la presidenza della commissione Lavoro. Altrimenti è meglio ritirare subito questo provvedimento, riscriverlo daccapo e far finire questa pagliacciata”.
Lo dichiarano con una nota congiunta i capigruppo dell’opposizione in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s), Franco Mari (Avs) e Antonio D’Alessio (Azione).
Impegno civile, studio e intelligenza. L’eredità di Falcone è anche un metodo nuovo per combattere la mafia. Un insegnamento che è rimasto. E non il solo. Alla sua memoria, a quella della moglie e degli uomini della scorta dedichiamo oggi pensieri e lavoro politico.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Con le detrazioni edilizie al 30 per cento si rischiano nuove stragi nei cantieri: il Governo Meloni, bocciando l’ordine del giorno del Pd sulla necessità di una revisione delle aliquote meno drastica, promuove di fatto il lavoro nero che gli incentivi fiscali di questi ultimi decenni avevano contribuito a contrastare” Lo dichiara il deputato Pd e segretario dem della Toscana Emiliano Fossi sulla discussione del Decreto Superbonus in corso oggi a Montecitorio.
“Un incidente sul lavoro su tre - aggiunge Fossi - si verifica in edilizia ed è praticamente inutile, come sta facendo la destra, aumentare le sanzioni se poi non ci sono controlli adeguati perché manca il personale preposto. La verità è che per questa maggioranza e per questo governo la sicurezza sul lavoro non è una priorità”.
“Quello che sta accadendo sui campi flegrei certifica l’incapacità di questa destra di governare il paese. Mentre alla camera venivano infatti approvati da tutti i partiti ben tre ordini del giorno che andavano nella direzione del super sisma bonus, il Ministro Musumeci in conferenza stampa comunicava l’impossibilità dell’utilizzo di questo strumento. Oltre alla evidente mancanza di coordinamento interno, si umilia il Parlamento e il lavoro che era stato fatto a supporto degli amministratori locali impegnati a fronteggiare una grave emergenza. Un fatto gravissimo, dove però a rimetterci sono i cittadini dei campi flegrei” così il deputato democratico, responsabile nazionale Mezzogiorno, Marco Sarracino.