Dichiarazione di Emilianom Fossi, deputato Pd e segretario Pd Toscana
“Il governo ha oggi ammesso di non aver fatto praticamente niente in questi 10 mesi per risolvere la vertenza dello stabilimento Gkn di campi Bisenzio. Nessuna novità sugli stipendi arretrati non ancora versati, nessuna garanzia di reintegro dei lavoratori, nessuna informazione diretta sulle proposte di reindustrializzazione e nemmeno nessuna data ipotetica sulla convocazione del tavolo interministeriale”. E' quanto dichiara il deputato Pd e segretario regionale della Toscana in merito alla sua interrogazione discussa oggi alla Camera .
“Dalla risposta del sottosegretario al lavoro Claudio Durigon è soltanto emerso che ogni iniziativa utile per rilanciare il sito produttivo passa dalla Regione Toscana, mentre il governo assiste passivamente in attesa di nuovi investitori. Questa destra ha problemi seri con la salvaguardia del lavoro, delle retribuzioni dignitose, dei diritti dei dipendenti e della buona occupazione”, ha concluso Fossi.
Maggioranza ritiri emendamento
Dichiarazione di Toni Ricciardi, vicepresidente deputati Pd
“Il salario minimo esiste in molti paesi europei tra cui la Svizzera, che non è proprio una nuova Stalingrado.” Cosi il vicepresidente dei deputati Pd, Toni Ricciardi, nel suo intervento in commissione Lavoro sul provvedimento che introduce il salario minimo. Ricciardi ha voluto ricordare la lezione “del grande economista Karl Polany che vedeva nel ruolo dello Stato quello di equilibratore tra il mercato e il lavoro”. Tutti i dati che abbiamo – ha proseguito Ricciardi- ci dicono che l’indicazione di un salario minimo è la soluzione per riequilibrare le disfunzioni sociali ed economiche all’interno di un Paese. Purtroppo – rileva l’esponente Dem- ho la sensazione che questo governo faccia fatica ad avere memoria della propria storia poiché quando negli anni ‘50 e ‘60 gli italiani emigravano di nuovo in massa, lo facevano non già per assenza di lavoro ma perché le stesse mansioni che svolgevano in Italia venivano pagate 3 e anche 4 volte di più nel resto d’Europa. Ora, a distanza di 60, anni ci troviamo nella stessa situazione – ha sottolineato Ricciardi- perchè ogni anno vediamo partire 100 -120 mila ragazzi che praticamente replicano quanto avvenuto con i loro nonni: è accertato che l’80 per cento di loro partono per svolgere all’estero lo stesso lavoro, ma pagato 4 volte di più. Ecco perché alla maggioranza dico di ripensarci – ha concluso Ricciardi- e di ritirare l’emendamento soppressivo, tenuto conto che è una prerogativa delle opposizioni presentare proposte mentre scappare vigliaccamente dal confronto democratico, come sta facendo questa destra di governo, rappresenta la volontà di non assumersi alcuna responsabilità. Ma ora che non sono più opposizione hanno l’onere e l’onore di governare. “
La notizia più bella, la buona notizia che ci voleva. @patrickzaki1
sarà libero. Grazie alla pressione di un paese intero e al lavoro dei governi Draghi Meloni. Mobilitarsi in solidarietà serve sempre. Grazie a @Station2To
@amnestyitalia
@Change
con cui lo abbiamo fatto.
Così su Twitter la deputata democratica Lia Quartapelle, vice presidente della commissione Esteri.
Ci preoccupa molto la sua risposa ministro, perché pensiamo che vi sia in atto il tentativo da parte del governo di posticipare o di affossare con tempi biblici e tavoli infiniti la decisione di portata storica sulla gratuità della contraccezione ormonale in Italia. Sia l’Aifa che il Cts hanno già svolto un'analisi approfondita esaminando tutte le evidenze scientifiche, mentre ci sono le raccomandazioni di organismi internazionali come l'OMS che individuano nella pillola gratuita uno strumento efficace per la salute delle donne.
Il governo prova ad accampare il pretesto delle risorse, che secondo una stima si attesterebbero a 140 milioni di euro all’anno. Sappiamo bene come sulla spesa farmaceutica convenzionata nel 2022 ci siano stati dei fondi non spesi pari a 727 milioni, un dato importante che può garantire una copertura a invarianza di previsioni di spesa. Quindi riteniamo che il tema non sia finanziario, perché le risorse ci sono. Evidentemente, il problema è un altro.
Non vorremmo che tutti questi rinvii, anche al tavolo delle Regioni, nascondessero la volontà del governo di ostacolare la scelta di garantire la gratuità dei contraccettivi orali, una decisione importante su cui l’Aifa ha fatto un ottimo lavoro. Crediamo che ne vada del diritto alla salute delle donne e della loro qualità della vita.
Così la deputata del Pd Ilenia Malavasi, componente della commissione Affari Sociali, replicando al ministro della Salute Schillaci durante il Question Time.
“Fitto prova a dare lezioni di galateo anziché rispondere alle richieste puntuali da noi avanzate.
Non ci ha dato infatti alcun chiarimento su una serie di questioni.
Quando conta di ricevere risposte dall’Ue sulla quarta rata e quindi quando presenterà su questa la domanda di liquidazione? Vorremmo sapere infatti quando l’Italia potrà ricevere questi finanziamenti, considerato che ancora deve ricevere la terza rata.
Perché hanno bloccato la liquidazione degli anticipi ai Comuni provocando così il blocco di molte gare d’appalto? Gare che, peraltro, hanno scadenze che i Comuni rischiano di bucare.
La famosa riforma della governance, da lui tanto caldeggiata, quante persone ha visto già incardinate e al lavoro presso la struttura tecnica che ha messo in piedi presso Palazzo Chigi?
E, infine, quando ci farà arrivare le schede tecniche di rimodulazione del Piano? Atteso che vorremmo avere questa informazione almeno una settimana prima dell’informativa fissata alle Camere per il primo di agosto”.
Lo dichiara il deputato democratico Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio.
"Buon lavoro a Davide Desario, nuovo direttore responsabile dell'agenzia di stampa Adnkronos. Giornalista esperto, da sempre orientato verso le nuove frontiere dell'informazione e del digitale. Abbiamo apprezzato le sue capacità negli anni di lavoro al Messaggero e alla direzione di Leggo, saprà condurre con competenza l'agenzia Adnkronos verso nuovi obiettivi". Lo afferma la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
'La cultura e la società italiane gli devono molto' "La notizia della morte improvvisa di Andrea Purgatori mi colpisce e mi addolora". Lo scrive in una nota Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e Presidente del Comitato Permanente della Camera sui Diritti umani nel mondo. "Una persona che conoscevo da molto tempo - aggiunge - e della quale ho sempre apprezzato la professionalità e la passione con cui realizzava le inchieste e i servizi giornalistici". "La cultura e la società italiane debbono molto ad Andrea Purgatori e al suo lavoro contro i tanti 'muri di gomma' che hanno cercato di bloccare il progresso del nostro Paese", conclude Boldrini.
“Che dolore terribile, improvviso. Non si riesce a immaginare l’assenza di quel lavoro prezioso, di quella voce inconfondibile di verità. Grazie”. Lo scrive su Twitter il deputato dem Alessandro Zan.
“Povero Tajani, con tutti questi comunisti che ci sono in giro c’è davvero da preoccuparsi. La Svimez certifica che nel Sud il 25% dei lavoratori salariati sono sotto i 9 euro. Portarli sopra quella soglia significherebbe ridurre una parte rilevante del gap delle retribuzioni tra Mezzogiorno e resto del Paese. Ma, si sa, queste sono robe che succedevano in Unione Sovietica. Meno male che in Italia si possono fare plusvalenze da un milione di euro in 58 minuti vendendo semplicemente una casa. Quello sì che è un salario ricco, altro che salario minimo. In ogni caso, anche oggi in commissione Lavoro alla Camera continueremo a difendere la nostra proposta. Perché la destra deve ritirare quel vergognoso emendamento soppressivo che è uno schiaffo a 3 milioni e mezzo di lavoratori sottopagati”.
Lo scrive su Facebook il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il problema fondamentale di questo Paese non è l’immigrazione, ma l’emigrazione di centinaia di migliaia di giovani che rifiutano i salari da fame e scelgono di andare all’estero o si rifiutano di lavorare per 700 euro al mese. Direi il falso se dicessi che questa situazione è colpa di questa maggioranza. E’ un fenomeno in atto dagli ultimi venti anni e se abbiamo dati inaccettabili rispetto agli altri Stati europei tutti i governi ne sono stati responsabili. Abbiamo la stessa analisi? Condividiamo la medesima urgenza? Allora è un dovere civico per il Parlamento intervenire a difesa delle lavoratrici e dei lavoratori poveri e sfruttati. Il Parlamento si prenda uno spazio di libertà rispetto al governo. Occorre uno scatto. E’ lo scatto è il ritiro dell’emendamento soppressivo e, dopo una discussione franca, l’approvazione della legge sul salario minimo legale. Nessuno e nessuna può lavorare sotto i nove euro, altrimenti è incitazione allo sfruttamento”.
Così il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo durante i lavori.
dichiarazione di Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di presidenza della Camera
Unità di squadra, risorse giuste, strumenti idonei e tempi certi. Dentro questo schema di lavoro la Romagna potrà riconquistare la normalità perduta nei terribili giorni delle alluvioni. Lo abbiamo detto questa mattina in audizione al Commissario Figliolo al quale abbiamo rivolto apprezzamento per l’esposizione dei fatti e delle criticità emerse nei territori colpiti dal cataclisma anche sulla base delle informazioni ricevute dalla regione Emilia Romagna. Al tempo stesso non abbiamo nascosto al generale Figliolo le forti perplessità sul fatto che il lavoro di squadra non debba prescindere la regione, i comuni e i portatori di interesse cercando condivisione, passo passo, sulle scelte che verranno fatte come successe per il sisma del 2012.
Figliolo peraltro ci ha confermato, a differenza di quanto raccontano propagandisticamente alcuni esponenti della destra, che ancora non ci sono le risorse per gli interventi urgenti e quindi, come abbiamo ribadito, occorre trovarli.
Al tempo stesso sono insufficienti le risorse per la ricostruzione e quindi rischia di fallire il cento per cento dei ristori a famiglie ed imprese come da impegno, peraltro della presidente Meloni. Abbiamo segnalato al commissario Figliolo una attenzione particolare all’agricoltura non solo per il ristoro dei danni ma soprattutto per la rimessa in produzione di migliaia di ettari di terreni sommersi dalle acque così come va monitorata costantemente la situazione dell’appennino con il ripristino completo della viabilità e della messa in sicurezza di quelle parti di territorio colpite dalle frane e dai smottamenti.
“Non è un capriccio delle opposizioni aver chiesto la calendarizzazione del disegno di legge sul salario minimo. Riteniamo, pur nelle nostre differenze, di aver offerto un punto di vista comune per affrontare l’emergenza principale di questo Paese, quella salariale. I dati hanno un’origine antica, ma certamente la pandemia ha acuito le diseguaglianze e il cosiddetto decreto Lavoro della destra ha aggravato la situazione con la riduzione degli strumenti per combattere la povertà, con l’aumento dei contratti a termine, i voucher, la compressione dei diritti per i lavoratori delle piattaforme. Ci dite che serve un ‘salario ricco’. E che significa? Per noi aumentare i salari è la priorità, ma la maggioranza ci dica come intende arrivarci. Non certo con il solo taglio del cuneo fiscale, che noi riteniamo necessario ma per come lo avete fatto è praticamente insufficiente e dura solo alcuni mesi. Parlate tanto di famiglia, ma se il salario medio per un under 35 è 850 euro al mese, come si fa a creare una famiglia, accendere un mutuo? Il Rapporto Svimez dice che il 25% dei lavoratori dipendenti sotto i nove euro si trova al Sud. C’è un’Italia che soffre e una parte di essa soffre anche di più. Una situazione che si aggraverà con quello che state facendo sul Pnrr e con l’autonomia differenziata. Fermatevi. Discutiamo nel merito. Affrontiamo questa emergenza che coinvolge tre milioni e 600mila italiani. Con il vostro emendamento soppressivo, non fate un torto alle opposizioni, ma a loro”.
Lo ha detto il deputato del Partito Democratico della commissione Lavoro e responsabile Pd per la Coesione territoriale, Marco Sarracino.
Dichiarazione di Gianni Cuperlo, deputato Pd
“Con questo emendamento soppressivo la maggioranza non si limita ad esprimere una obiezione di merito o ad avanzare una controproposta, che sarebbe pure auspicabile, ma decide di sotterrare un problema. Decide di cancellarlo dall’agenda parlamentare negando alle opposizioni, per una volta unite, di mettere il parlamento nella condizione di fare il suo mestiere: quello di discutere, di emendare e di ricercare una sintesi possibile.” Così il deputato Pd Gianni Cuperlo, intervenendo in Commissione Lavoro sul salario minimo. “Temo – ha proseguito Cuperlo- che dietro a questo atteggiamento della maggioranza ci sia una concezione della dialettica parlamentare e della stessa qualità democratica nell’uso del consenso che rischia seriamente di ridurre gli spazi del pensiero critico e della partecipazione. Con partiti fragili una democrazia soffre, senza elettori una democrazia muore, ha sottolineato Cuperlo, per il quale “anche da questo punto di vista dare un segnale all’esterno che da queste aule c’è un parlamento che sa discutere può essere un incentivo a favorire una maggiore consapevolezza alla partecipazione da parte dei cittadini”. Il salario minimo – ha incalzato l’esponente Dem- non è uno sgambetto delle opposizioni alla maggioranza e nemmeno un agguato al governo del paese, legittimato a compiere le sue scelte. Ma nella sua modestia, questa proposta vorrebbe invece essere una forma di pacificazione sociale. Non sarà certo un caso che una forte maggioranza degli italiani , il 75 per cento, è favorevole ad una misura come il salario minimo. E se il Parlamento – ha concluso Cuperlo- scegliesse invece di negare anche solo la prospettiva di un confronto sul merito di questa proposta temo che quella maggioranza resterebbe profondamente delusa. Faccio così appello alla maggioranza perché ci ripensi.”
“I dati Svimez fotografano un Mezzogiorno in difficoltà anche sul fronte del lavoro. Tanto che i dati relativi al numero dei dipendenti al Sud vengono definiti a livelli “patologici” se confrontati con il resto del Paese e con il resto d’Europa. Non solo, quel poco lavoro che c’è viene pagato in media meno di 9 euro l’ora. Una vergogna non più sopportabile per un Paese civile che deve fare il possibile per aiutare tutti i suoi cittadini ad avere una vita dignitosa. Per questo, come Pd, continueremo a batterci per una legge sul salario minimo che la destra cerca di bloccare. E anche per la piena attuazione del Pnrr contro cui questa destra ha ingaggiato una sorta di conflitto ideologico. Così come non smettiamo di chiedere la distribuzione immediata alle regioni del Mezzogiorno degli oltre 20 miliardi FSC bloccati da Fitto. Sempre Svimez infatti ci dice che, con un uso prudenziale delle risorse del Piano, l’economia meridionale terrebbe il passo con il resto d’Italia. E allora perché non usarle tutte? Perché buttare al vento un’occasione storica e irripetibile che è quella di dare risposte concrete ai cittadini che stanno pagando un prezzo troppo alto per la totale incapacità di questa maggioranza? Il Governo si concentri su questo anziché perdere tempo con riforme dannose, che aggravano solo i divari e le diseguaglianze, come quella dell’autonomia “spacca - Italia” voluta da Calderoli. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze.