“Il ministro Zangrillo annuncia che nei prossimi giorni cercherà di capire dove trovare i soldi per il contratto dei lavoratori del Pubblico Impiego atteso da un anno e mezzo. Gli diamo un suggerimento: li prenda dai sussidi ambientalmente dannosi. C’è un emendamento al nuovo Decreto Pa del Gruppo del Pd sul rinnovo del contratto che individua in quei sussidi una copertura annua di due miliardi. Sarebbe un segnale importante votarlo insieme”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"La destra è in difficoltà sul salario minimo. Davanti a tre milioni di lavoratori scappa. E sceglie la strada della soppressione del testo delle opposizioni. Una ferita democratica e uno schiaffo ai poveri cristi. Ritirino emendamento e spieghino se hanno uno straccio di idea”. Lo scrive su Twitter il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
Il lavoro al primo posto ma lavorare sotto il sole cocente di questi giorni può essere fatale. Alla vigilia di quella che viene annunciata come una delle settimane più calde di sempre, i deputati del Pd hanno presentato un’interrogazione ai ministro del lavoro e della salute per sapere quali iniziative intendano assumere per scongiurare rischi per la salute dei lavoratori maggiormente esposti a queste elevate temperature come strumento di prevenzione a tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. Purtroppo si sono registrati già numerosi casi di malori. Per questo è necessario agire con tempestività mettendo le aziende in condizioni di tutelare i lavoratori e le lavoratrici impegnati in mansioni all’aperto e nelle ore più calde della giornata.
L’interrogazione è stata sottoscritta dalla capogruppo Chiara Braga e dai deputati Chiara Gribaudo, Cecilia Guerra, Andrea Orlando, Marco Sarracino, Arturo Scotto e Roberto Speranza.
"L’accoglienza diffusa è la soluzione che, fin dall’inizio dell’ intensificazione migratoria degli ultimi dieci anni, il Pd ha sostenuto e valorizzato come la formula più adatta per garantire allo stesso tempo i diritti umani dei migranti, una gestione migliore e sostenibile del fenomeno e le risposte alle preoccupazioni delle comunità di inserimento. Gruppi contenuti, seguiti, ben inseriti ed integrati con progetti ad hoc.Questo è il modello che ha preso forma concreta nel sistema dello SPRAR o nei progetti europei come “6+6x6” (accoglienza in famiglia). Questo è il modello che ha trovato la ferrea opposizione di Matteo Salvini e dei suoi sodali, che appena arrivato al potere lo ha smantellato con una determinazione cieca, realizzando la sua proposta: maxi hub dove infilare come bestiame centinaia, se non quasi migliaia, di migranti, senza alcun tipo di servizio e isolati dal contesto, con buona pace dei territori che se li ritrovavano realizzati in casa. Come abbiamo potuto leggere anche oggi sulla stampa, il rischio che si torni in Veneto ai maxihub, alle tendopoli, a quel sistema fallimentare, è purtroppo concreto, se non si trovano alternative”. Lo dichiara la deputata dem Rachele Scarpa.
"Abbiamo davanti a noi, tuttavia - aggiunge l’esponente Pd - un’opportunità. Finalmente a livello regionale si sta capendo, anche da parte di chi guida la nostra Regione, che l’accoglienza diffusa è il modello da preferire e portare avanti. Desidero pertanto rivolgermi ai Prefetti e a tutti coloro che fanno parte del tavolo di lavoro per la gestione dell’immigrazione affinché si persegua con determinazione il sistema che prevede la distribuzione di piccoli gruppi in maniera estesa sul territorio. Si faccia appello alla responsabilità collettiva e si proceda speditamente con tutti i sindaci che vorranno prendere parte alla costruzione del sistema veneto di accoglienza diffusa, che sono certa non siano e non saranno pochi. Andiamo avanti con chi ci sta. I cittadini hanno diritto a capire se siamo o meno davanti a una situazione strumentale dove una regia politica di Lega e Fratelli d'Italia vuole punire chi già si sta impegnando a collaborare facendosi poi pure belli sulla stampa nel dire 'Noi non accoglieremo mai'. Per scongiurare questo timore, a questi amministratori di buona volontà e animati da un sincero senso dello Stato e delle Istituzioni va garantita una cosa semplice: nessun maxi hub o tendopoli troverà realizzazione nei loro comuni. Non avrebbe infatti alcun senso, se non per una qualche arbitraria e incomprensibile scelta politica, penalizzare chi si è reso disponibile a trovare una soluzione giusta e di buon senso. Per chi invece sceglie, legittimamente, di non collaborare e di non promuovere l’accoglienza diffusa, altrettanto legittimamente vedrà il proprio territorio eventualmente e giocoforza candidato per ospitare la costruzione di uno o più grandi centri di accoglienza".
"Chi si impunta ideologicamente - conclude Scarpa - contro decisioni di buon senso come l’accoglienza diffusa non può far pagare il conto della sua cecità a tutti quanti. Se il sindaco di Borgoricco vuole i maxi hub e le tendopoli, se li facesse costruire nel suo comune: chi invece sceglie un’altra strada, quella della gestione, dell’accoglienza e dell’integrazione, la migliore e la più sicura sia per i migranti sia per i territori, non venga lasciato solo in balia del cinismo salviniano che vuole creare più insicurezza per poi lucrare sulla paura della gente”.
"Sul salario minimo purtroppo la destra fa la destra. Nessun confronto parlamentare sul merito, ma un bavaglio alle proposte delle opposizioni, che peraltro riguardano la vita ed il futuro di tre milioni di lavoratori. Non siete solo incapaci siete soprattutto in malafede ed abbandonate a se stessi i cittadini deboli e le famiglie in difficoltà".
Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato Pd in commissione Lavoro.
“La destra vota No al salario minimo e sceglie lo sfruttamento. Milioni di persone che guadagnano meno di 9 euro l’ora rimarranno in balia di un mercato del lavoro selvaggio. La battaglia per la difesa dei più deboli continua. Bisogna ridare speranza all’Italia”.
Lo scrive su Twitter il deputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.
"La destra continua a prendersela con i più deboli. Ancora una volta manifestano la propria contrarietà al salario minimo senza neanche motivarne le ragioni, parlando di totem e propaganda, nascondendo sotto il tappeto la condizione di tanti italiani. Per il Pd, chi lavora non può vivere in condizioni di povertà e sotto una certa soglia non si tratta di lavoro, ma di sfruttamento. Bloccare questa proposta significa ignorare le difficoltà e alcune volte la disperazione di oltre tre milioni di italiani a cui andrebbero garantiti più diritti e salari più alti”.
Così il deputato e membro della segreteria nazionale del Pd, Marco Sarracino.
“La destra dice No a una misura di dignità contro lo sfruttamento sul lavoro. La maggioranza continua a colpire i lavoratori e le fasce più deboli”.
Così su Twitter la deputata Pd Silvia Roggiani.
"La destra non vuole discutere il salario minimo. Addirittura presenta un emendamento soppressivo che elimina tutta la proposta delle opposizioni. Fuggono dal merito: una dimostrazione di totale cinismo politico. Stanno dicendo no a tre milioni di lavoratori poveri senza nemmeno degnarsi di dare uno straccio di motivazione. Daremo battaglia in commissione e in Aula". Lo dichiara il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd il commissione Lavoro.
“La decisione assunta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, è grave e immotivata. Grave, perché le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto ferroviario hanno legittimamente deciso di scioperare, nel rispetto della normativa vigente sulle astensioni dal lavoro, per ottenere il rinnovo del contratto nazionale, i piani di assunzione, la trasparenza nella governance e contro le eccessive esternalizzazioni. Immotivata, perché già da oltre un mese il Mit era stato informato della mobilitazione indetta dai sindacati e i tavoli di confronto convocati solo a poche ore dall’inizio dello sciopero si sono rivelati inutili e inconcludenti. Salvini dovrebbe avere maggior rispetto e anche un’idea di come affrontare le emergenze della più grande azienda di trasporto del Paese. Invece dal leader della Lega sentiamo solo retoriche dichiarazioni che non affrontano i temi sul tappeto”.
Lo dichiara la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio.
"Buon lavoro ad Enzo Foschi, nuovo segretario del Partito Democratico di Roma.
Una candidatura unitaria che Enzo ha voluto raccogliere spendendosi con un grande lavoro di confronto con i circoli romani e che rappresenta un metodo che darà forza alla nuova segreteria. Il Partito che oggi si rinnova nasce con i migliori supporti per sostenere il lavoro del Sindaco Gualtieri e aiutare i nostri amministratori per un rafforzamento del rapporto tra cittadini e Campidoglio".
Dichiarazione di Marco Simiani, capogruppo Pd commissione Ambiente e Anthony Barbagallo capogruppo Pd commissione Trasporti
“Il via libera della Commissione Trasporti di Montecitorio all’istituzione di una nuova Commissione d’inchiesta sulla Moby Prince è un passaggio fondamentale per approfondire i troppi lati oscuri di una strage ancora irrisolta dopo oltre 32 anni”.” è quanto dichiarano Marco Simiani e Anthony Barbagallo, rispettivamente capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Trasporti della Camera, sul voto di oggi.
“Il testo approvato recepisce, grazie al lavoro di ascolto svolto dal Partito Democratico, le indicazioni delle associazioni che raccolgono i familiari delle vittime e si pone l’obiettivo di individuare responsabilità di ‘strutture, apparati od organizzazioni pubbliche e private’, scrivendo inoltre parole chiare e definitive su tutti gli aspetti legati alla dinamica della collisione e sul tema soccorsi. Ci auguriamo che il testo venga approvato definitivamente in tempi brevi dall’Aula”.
Nessun conflitto coi magistrati da parte mia dice la Presidente Meloni. Bene, peccato che è la nota del “signor fonti” di Palazzo Chigi, nella quale apprendiamo che ella si riconosce, ad aver aperto il tema e che tutti coloro che le stanno attorno, e molto vicini, come il ministro Lollobrigida, ancora oggi parlino di scadenzario sospetto delle indagini, di fatto insultando i magistrati che semplicemente svolgono il loro lavoro. Prendiamo atto delle parole da Azzeccagarbugli della Presidente, ma esercitarsi nel gioco delle parti, in stile bastone e carota, su un tema così delicato non è un modo degno di governare con serietà ed equilibrio.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
“I dati certificano che una maggiore presenza delle donne nel mercato del lavoro porta ad una crescita qualitativa e quantitativa dell’economia. Occorre però una società maggiormente inclusiva dove vengano garantiti servizi di welfare efficaci e capaci di assicurare la conciliazione vita-lavoro per le donne che ancora oggi si devono rivolgere alla rete parentale. Molte delle misure presenti nel Pnrr sono finalizzate a questo. Ecco perché non possiamo permetterci ritardi sul Pnrr e in particolare sulla realizzazione degli asili nido”: così Simona Bonafè, vicepresidente vicaria dei deputati Pd, a margine della presentazione del libro "Chi ha cambiato l'Italia" di Antonio Noto, oggi a Montecitorio.
Pd reitera richiesta di dimissioni della ministra del Turismo nel corso del Question time alla Camera
“Se hai giurato sulla Costituzione non puoi mentire al parlamento e stare un minuto in più al tuo posto. Noi del Partito democratico ribadiamo la nostra richiesta di dimissioni della ministra Santanchè ”. Così il deputato Dem Artuto Scotto nel corso del Question time alla Camera, dopo che il collega e vicepresidente del gruppo Toni Ricciardi aveva interrogato il ministro del Lavoro Calderone per sapere “quali immediate iniziative intenda adottare al fine di verificare i comportamenti della Visibilia Editore, in merito all’utilizzo della cassa integrazione durante il periodo della pandemia.” “Voi dite no al salario minimo per tre milioni di lavoratori poveri – ha proseguito Scotto replicando alla ministra del Lavoro- definite il reddito di cittadinanza paghetta di Stato, ma chiudete un occhio su una vostra collega che avrebbe preso i soldi della cassa integrazione Covid facendo lavorare i propri dipendenti, peraltro a loro insaputa: un uso cinico e spregiudicato delle risorse pubbliche”. Per Scotto, “appare del tutto evidente che il ministero del Lavoro non manderà nessuno a controllare e il governo non darà nessuna risposta. Il ministro ci ha informato che se ne occuperà l’Ispettorato del lavoro, che nel frattempo il governo ha decapitato senza nominare i nuovi vertici. O che se ne occuperà l’Inps, per il quale è stato fatto addirittura un decreto per commissariarlo.” Insomma, ha concluso il parlamentare Dem- “voi state semplicemente aggirando la realtà. Ma prima o poi qualcuno vi presenterà il conto per le fughe, le omissioni e le menzogne che state riversando su questa incresciosa vicenda.”