13/02/2026 - 12:36

Draghi e Letta indicano la rotta

 

Siamo orgogliosi, come italiani, che personalità come Mario Draghi e Enrico Letta abbiano indicato con chiarezza la rotta per il futuro dell’Europa. Al vertice informale di ieri hanno tracciato una linea netta: di fronte a sfide economiche, sociali, geopolitiche e di sicurezza senza precedenti, l’unica risposta efficace è rafforzare l’Unione, il suo mercato interno, la sua competitività.

 

Per difendere famiglie, imprese e lavoro serve un salto politico: procedere verso un’Europa federale. È una sfida esistenziale. O si costruiscono gli Stati Uniti d'Europa o resteremo irrilevanti e indifesi rispetto all'aggressività economica della Cina, agli attacchi militari di Putin e anche alle minacce di Trump. La linea proposta dalla Premier Meloni d'intesa con il cancelliere tedesco Merz va nella direzione opposta: rafforzare il potere dei singoli Stati e ridimensionare l'Unione. È una posizione sbagliata e dannosa per gli interessi nazionali.

 

Noi riteniamo indispensabile superare l’unanimità in Consiglio e abolire il diritto di veto che oggi paralizza decisioni strategiche. Bisogna sostenere poi cooperazioni rafforzate tra Stati che vogliono andare avanti, come accaduto con l’euro e con Schengen. E lavorare ad un nuovo Next Generation – da 800 miliardi l’anno – per finanziare anche in futuro case, ospedali di comunità, asili nido, scuole, transizione energetica e digitale. Non è una battaglia ideologica, è una scelta di responsabilità. Senza debito comune, senza Eurobond, questi investimenti semplicemente non si fanno.

Fratelli d’Italia non sostenne il Next Generation EU. Oggi Meloni è disposta a lavorare per debito europeo e nuovi investimenti comuni? È pronta a sostenere l’abolizione del veto e il superamento dell’unanimità? Il futuro dell’Europa non può essere ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza né di posizioni subalterne rispetto a Trump. È in gioco la nostra libertà, la capacità di sostenere le nostre imprese e difendere il nostro modello sociale. Noi del PD sappiamo da che parte stare”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione affari europei, ad Agorà su Rai 3

 

12/02/2026 - 18:45

Deputati dem: Mic ha autorizzato sfregio della Rai?

“I deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera hanno predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per fare piena luce sull’utilizzo dell’immagine dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nella sigla delle Olimpiadi trasmessa dalla RAI.
L’interrogazione chiede di sapere se la RAI sia stata formalmente autorizzata all’uso dell’immagine e se, nell’ambito di tale eventuale autorizzazione, la Direzione dei Musei Reali di Torino — che detiene la responsabilità e la tutela di questa straordinaria opera, capolavoro assoluto e patrimonio dell’umanità — abbia consentito modifiche o alterazioni dell’immagine originale.
L’Uomo Vitruviano non è un’immagine qualunque: è uno dei simboli più alti dell’arte e dell’ingegno italiani, sottoposto a precise norme di tutela e a procedure rigorose per la riproduzione e l’utilizzo, anche a fini televisivi e promozionali. Per questo riteniamo necessario chiarire se tutte le procedure previste dalla legge siano state rispettate.
È compito del Ministro Giuli rispondere con puntualità e trasparenza. Occorre capire se ci troviamo di fronte a una svista del Ministero, che non avrebbe adeguatamente monitorato l’utilizzo delle immagini relative al nostro patrimonio culturale, oppure se la RAI abbia violato le normali procedure che prevedono la richiesta e l’autorizzazione preventiva per l’impiego di opere di tale rilevanza. Lo sfregio é evidente, qualcuno ha sicuramente sbagliato.
La tutela del patrimonio culturale non può essere considerata un aspetto secondario o formale. È una responsabilità istituzionale che riguarda il rispetto delle regole, delle competenze e del valore universale delle nostre opere d’arte”.
Così i deputati del Partito Democratico della Commissione Cultura della Camera

 

12/02/2026 - 17:53

Da Petrecca ancora gaffe che umilia patrimonio culturale italiano

“Il sito del Corriere della Sera denuncia un fatto molto grave: nella sigla Rai dei Giochi Olimpici di Milano Cortina l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci è stato manomesso e censurato, con l’eliminazione dei genitali presenti nell’opera originale. Siamo di fronte a una scelta incomprensibile e inaccettabile: davvero la Rai arriva a modificare Leonardo? È possibile che il direttore di Rai sport Petrecca autorizzi ogni giorno la messa in onda di una versione alterata di uno dei simboli universali dell’arte rinascimentale? La Rai, che un tempo era considerata la più importante azienda culturale del Paese, non può ridursi a intervenire su un capolavoro che appartiene al patrimonio mondiale. Alterare l’arte significa umiliarla, impoverirla, non certo tutelarla. Il servizio pubblico ha il dovere di valorizzare la nostra storia e la nostra identità, non di riscriverle per eccesso di prudenza o per interpretazioni burocratiche dei regolamenti.

Chiediamo alla Rai di chiarire immediatamente le ragioni di questa decisione. E chiediamo al Governo, a partire dalla Presidente Meloni, di porre fine a queste continue gaffe che danneggiano la credibilità culturale dell’Italia. Il Ministro Giuli davvero non ha nulla da dire davanti a questo sfregio al patrimonio culturale?  Non possiamo presentarci al mondo censurando Leonardo proprio durante le Olimpiadi”. Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.

 

12/02/2026 - 15:12

“Il governo oggi in commissione Lavoro alla Camera non ha risposto alla nostra interrogazione sullo scandalo dei 40mila lavoratori sfruttati da Glovo. Si è limitato a descrivere la situazione così com’è, annunciando una serie di controlli ulteriori e informando che è in via di recepimento la direttiva europea sui rider. Dopo due anni! Non ha mai fatto cenno alla delega sui salari di cui ormai si sono perse le tracce, ma soprattutto non ha mai citato l’articolo 36 della Costituzione. Continuano a fischiettare davanti a una voragine normativa che ci parla di sotto salario, sfruttamento di turni massacranti. Noi chiediamo ancora una volta che si riapra la discussione sul salario minimo e sulle tutele necessarie per i ciclofattorini”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

11/02/2026 - 18:34

“Apprendiamo con sgomento la notizia del decesso di un giovane trattenuto nel CPR di Bari, che secondo le prime informazioni disponibili sarebbe avvenuto per arresto cardiaco. Nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e delle verifiche in corso, chiediamo che venga accertata con rapidità e trasparenza la causa e la dinamica dei fatti e che sia fornita al più presto una ricostruzione completa di quanto accaduto.

Da tempo segnaliamo che i CPR sono strutture in cui le condizioni di trattenimento possono determinare un grave deterioramento del benessere psicofisico delle persone, già spesso in situazione di fragilità. In questi luoghi si registrano con frequenza episodi di disperazione, autolesionismo e tentativi di suicidio, nonché pratiche insicure nella somministrazione delle “terapie”, o abuso delle stesse. E, troppo spesso, assistiamo a decessi classificati come dovuti a ‘cause naturali’ sui quali è doveroso interrogarsi: quando una persona muore mentre è sotto custodia dello Stato, non ci si può limitare ad archiviare il caso come inevitabile.

Per questo chiediamo alle autorità competenti di chiarire tempestivamente la dinamica di questa ennesima morte per CPR. È un dovere istituzionale che ogni verifica venga svolta senza ritardi e che gli esiti siano resi noti. È poi un dovere politico e morale vedere l’orrore dietro il sistema CPR, anche oltre questo tragico caso.

Ok Un pensiero di vicinanza va alla famiglia e agli affetti del ragazzo deceduto. Saremo in prima linea per chiedere trasparenza e per ribadire ancora una volta la necessità di chiudere per sempre questi luoghi disumani.” Così le parlamentari democratiche Rachele Scarpa e Cecilia Strada.

 

11/02/2026 - 15:44

“Un giornalista di ‘È sempre Cartabianca’ va sotto il palazzo di CasaPound a Roma, quello occupato abusivamente dal 2003 e proprietà del Demanio, cioè di tutti noi. Vuole fare domande, vuole capire chi ci vive davvero. Perché secondo un’informativa della Guardia di Finanza del 2019, quasi la metà degli occupanti non sono famiglie in emergenza abitativa. Sono dipendenti di Comune, Regione, ministeri. Gente con stipendi regolari. Il giornalista prova a intervistare il leader Luca Marsella, quello che sui social piagnucola perché non lo fanno parlare. Gli propone un’intervista faccia a faccia, ma Marsella rifiuta perché vuole andare in studio.
Il giornalista allora va sotto al palazzo. Aspetta, vuole solo fare il suo lavoro. E chi arriva? La polizia. Non per identificare gli occupanti di CasaPound, ma per identificare il giornalista. ‘L’intervista la deve concordare con loro. Adesso identifichiamo. Può spegnere la telecamera? Stiamo facendo attività di polizia’. Al che il giornalista risponde: ‘E io sto facendo attività di cronaca. E poi la frase della poliziotta, che dice tutto: 'Io non capisco l’utilità di tutto questo’. È sconcertante. Da quando le forze dell’ordine sindacano il lavoro della stampa?”. Lo scrive su Instagram il deputato Marco Furfaro, componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico, pubblicando il servizio del giornalista di “È sempre Cartabianca”. 

11/02/2026 - 15:26

“Di fronte a una notizia gravissima come l’inchiesta di Milano su Glovo, il silenzio del governo è grave e assordante. Non hanno trovato neanche un secondo per commentare. Ancora una volta è dovuta intervenire la magistratura per far rispettare l’articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce retribuzioni giuste e dignitose”. Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“Questo silenzio – prosegue l’esponente dem – dimostra che all’esecutivo non interessa nulla del lavoro sottopagato, dei salari da fame, dello sfruttamento e dei turni massacranti che colpiscono migliaia di lavoratori, a partire dai rider. Non è un caso che in questi anni il governo non abbia messo in campo alcuna norma efficace contro la precarietà e lo sfruttamento”.
“Le misure da adottare – conclude Scotto - sono chiare: serve l’opposto delle scelte fatte in tre anni e mezzo, che hanno aumentato la precarietà liberalizzando i contratti a termine e il lavoro in somministrazione, autorizzando meccanismi che scaricano i rischi sui lavoratori. Bisogna intervenire subito sui contratti, cancellare i contratti pirata attraverso una legge sulla rappresentanza, e introdurre il salario minimo. Solo così si può contrastare davvero lo sfruttamento e restituire dignità al lavoro”.

 

11/02/2026 - 14:18

Presentata interrogazione al ministro Giuli da parte delle deputate siciliane Dem Giovanna Iacono e Maria Stefania Marino

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla destinazione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano.
Il dipinto rappresenta un rarissimo capolavoro del Rinascimento italiano ed è probabilmente l’ultimo lavoro del maestro siciliano rimasto fino ad oggi in una collezione privata.”

Secondo quanto riportato da organi di stampa, l’opera sarebbe destinata al Museo di Capodimonte. Una scelta che ha suscitato un ampio dibattito, in particolare in Sicilia e a Messina, città natale dell’artista, dove si moltiplicano gli appelli affinché il dipinto possa essere esposto nel territorio di origine.

“Abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza della destinazione prevista e se non ritenga opportuno valutarne la collocazione presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, anche d’intesa con la Regione Siciliana, in considerazione del profondo legame storico e identitario dell’opera con il territorio di origine dell’artista, nonché della piena coerenza e integrazione del dipinto con la collezione museale già esistente, che annovera altri capolavori di eccezionale rilievo.”

“La collocazione dell’Ecce Homo presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina consentirebbe di rafforzare il dialogo scientifico e culturale con le collezioni già presenti e di valorizzare in modo organico il contesto storico-artistico di riferimento dell’artista.”

“Tale scelta rappresenterebbe, inoltre, un’occasione di straordinaria valorizzazione culturale e identitaria, rafforzando il legame tra l’opera, l’artista e il territorio di origine”.

 

11/02/2026 - 13:39

“La vicenda della corda molle dimostra l’incapacità del governo Meloni su due fronti: il primo raccontare cose non vere. Più volte il ministro Salvini in aula ha detto che mai sarebbe stato introdotto un pedaggio su questa infrastruttura. Di fatto questo avviene. La seconda, non fare una valutazione di merito. Strategicamente la corda molle risolve il problema del traffico di una parte della provincia di Brescia.

Introdurre un pagamento significa rischiare di spostare il traffico sulle vie adiacenti e introdurre un principio di diseguaglianza fra cittadini.

Infatti, non è il luogo di residenza che implica l'utilizzo delle infrastrutture, ma la necessità di farlo per lavoro, per esempio, o comunque per le attività che riguardano le persone. Di fatto c'è chi potrà godere della riduzione o del non pagamento e chi dovrà invece pagare.

Ultima considerazione, il costo viene scaricato sui comuni e sugli enti locali rubando loro risorse; una competenza statale che ancora una volta ricade sulle casse degli enti locali.

Bella idea di autonomia, bel rispetto dei territori, in questo caso di una provincia come la nostra particolarmente attiva, che ha bisogno di attenzioni, infrastrutture e investimenti, non certo di demagogia”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, a proposito del pagamento del pedaggio autostradale sulla cosiddetta ‘corda molle’.

 

11/02/2026 - 12:28

“Il confronto in corso tra Jsw e il Comune di Piombino sulla variante urbanistica e sulla mancata sottoscrizione dell’Accordo di Programma conferma uno stallo che si protrae da anni, mentre il progetto di revamping del sito siderurgico – più volte annunciato – non è ancora partito e i lavoratori continuano a pagare il prezzo di ritardi e rimpalli di responsabilità. È necessario che azienda, amministrazione comunale e governo chiariscano pubblicamente quali siano i nodi ancora irrisolti, con tempi certi per gli investimenti e garanzie occupazionali definite”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

“Jsw ha accumulato ritardi sugli impegni industriali assunti, ma non è più accettabile che il conflitto istituzionale diventi un alibi per bloccare uno degli interventi più rilevanti per il rilancio della siderurgia nazionale; il governo, che ha un ruolo diretto nell’Accordo di Programma e nella definizione del piano industriale, si assuma fino in fondo la responsabilità di sbloccare la situazione con atti concreti, mettendo al centro lavoro, occupazione e sviluppo”: conclude.

 

11/02/2026 - 11:59

“I numeri dicono una cosa chiarissima: l’Italia resta indietro rispetto all’Europa e il gender gap nel lavoro continua a pesare come un macigno sulle donne. Il divario di genere nell’occupazione nel nostro Paese è quasi doppio rispetto alla media UE: 19,4% contro 10%. E dopo la nascita di un figlio quasi 7 dimissioni su 10 sono femminili. Non è un’emergenza episodica: è un problema strutturale, che il governo continua a non affrontare con interventi all’altezza”.

Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico, commentando il rapporto "Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?" della Rome Business School.

“Non bastano misure spot: serve una strategia, subito. A partire da un punto decisivo: il congedo paritario, perché la genitorialità non può essere una penalizzazione per una sola parte. Bisogna mettere in campo ogni strumento possibile per sostenere la continuità delle carriere femminili, ridurre il ricorso al part-time involontario, contrastare l’uscita dal lavoro dopo un figlio e chiudere il divario che ci separa dall’Europa”.

“Abbiamo già indicato la strada con due proposte di legge per sostenere il carico di lavoro femminile e aiutare concretamente le famiglie – aggiunge la deputata, prima firmataria delle proposte -: tra le misure, un bonus annuale per contribuire al costo dei centri estivi, che oggi è una delle voci più pesanti per chi lavora e ha figli. Oggi è la Giornata delle ragazze nella scienza e da tre anni è ferma una mia proposta di legge per incentivare lo studio femminile delle materie STEM, che significa aprire alle ragazze opportunità reali, perché le competenze STEM garantiscono condizioni migliori di occupazione, salari e possibilità di carriera”.

“Se davvero si vuole ridurre il gender gap – conclude – bisogna smettere di raccontare l’aumento dell’occupazione femminile come un successo sufficiente. Il punto è trattenere le donne nel lavoro e farle crescere professionalmente. Il governo esca dall’inerzia: servono interventi strutturali, e servono adesso.”

 

10/02/2026 - 20:21

“La ministra Santanchè è indagata per la seconda volta per bancarotta. Vedremo come proseguiranno le indagini, ma la sua permanenza al governo è sempre più imbarazzante. Ricordiamo che una delle cose più gravi che, tuttora, le vengono contestate è l’uso improprio della cassa integrazione Covid in un momento difficile per il Paese. Prendeva i soldi ma faceva comunque lavorare i propri dipendenti. Quando ci fanno lezioncine sul merito e sulla competenza forse dovrebbero guardare innanzitutto in casa loro. E agire di conseguenza: per noi la Santanchè non dovrebbe stare più al governo da un pezzo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/02/2026 - 20:00

“Il rinvio al Senato, sine die, del disegno di legge sulla partecipazione popolare, e in particolare dei tifosi, nelle società sportive, è un atto molto grave e una responsabilità politica pesante di governo e maggioranza”. Lo dichiara il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

“Parliamo di una legge - conclude Berruto - approvata alla Camera il 23 aprile 2024, ferma da mesi al Senato e ora nuovamente bloccata senza alcuna motivazione credibile. Uno stop che mortifica il Parlamento e ignora il lavoro fatto su una riforma attesa da tifosi, associazioni e territori. Questa proposta introduce finalmente anche in Italia il principio della partecipazione popolare nelle società sportive, rafforzando il legame tra club, comunità e tifosi, superando il modello proprietario chiuso che negli anni ha prodotto distorsioni e crisi. Il governo smetta di fare melina e chiarisca se vuole davvero sostenere uno sport più democratico e radicato nei territori, oppure se intende continuare a rinviare per convenienza politica una riforma condivisa e necessaria".

 

10/02/2026 - 15:58

"E’ davvero singolare che nessuno del governo abbia trovato il tempo di commentare l’inchiesta della magistratura di Milano sullo sfruttamento dei lavoratori della Glovo. Emerge un quadro inquietante di sfruttamento, sotto salario, turni massacranti e tutti lì a fischiettare. Non hanno approvato in tre anni e mezzo una norma per migliorare la vita di queste persone, delegando alla magistratura il compito di richiamare il rispetto dell’articolo 36. Ci aspettiamo dall’esecutivo risposte concrete e non chiacchiere all’interrogazione che faremo domani su questo scandalo".

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/02/2026 - 12:09

Il Giorno del Ricordo rende omaggio alle vittime delle foibe, agli esuli giuliano-dalmati, ai loro familiari e alle associazioni che da anni custodiscono con tenacia la memoria di una tragedia segnata dal dolore, dal lutto e dalla perdita.

Donne e uomini, anziani, molti bambini, furono costretti a lasciare le proprie case, perseguitati per la loro appartenenza etnica e culturale, per le idee politiche, per la fede.

Di fronte a quella storia di odio e divisione, rinnoviamo oggi il nostro impegno a costruire pace e giustizia, affermando con forza i valori della convivenza, del rispetto e della dignità della persona. È anche grazie a una grande idea di Europa, fondata sulla riconciliazione e sulla cooperazione tra i popoli, se questi valori hanno potuto affermarsi. Ma non dobbiamo mai darli per scontati.

Se oggi la tragedia delle foibe è riconosciuta come tragedia nazionale, è anche grazie a un lavoro condiviso, non a una battaglia di parte. Siamo convinti che la memoria serve a costruire una società più giusta, non a riaprire ferite per convenienza politica.

Le foibe sono una pagina tragica della nostra storia e meritano memoria, rispetto e verità.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

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