Congratulazioni e auguri di buon lavoro al nuovo capo della Polizia Vittorio Pisani e al nuovo prefetto di Roma Lamberto Giannini insieme al ringraziamento per il lavoro svolto fino ad ora per la sicurezza nazionale.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd
Il numero di lavoratrici e lavoratori con contratti a tempo determinato è tra i più alti d’Europa mentre sono circa 4 milioni quelli guadagnano meno di 12mila euro l’anno. Situazioni che investono soprattutto le donne e i giovani e il Mezzogiorno. Combattere la precarietà, contrastare i contratti pirata, dire basta agli stage gratuiti, estirpare il part time involontario, introdurre un salario minimo legale: questo serve e questo intendiamo fare. Mentre la destra dopo le roboanti promesse della campagna elettorale su pensioni e occupazione ha tagliato le prime e favorito il lavoro precario.
Così Debora Serracchiani, deputata, responsabile Giustizia del Pd a margine di una iniziativa elettorale a Brescia
“Dal governo anche sulla produzione di acciaio emerge un approccio confuso e fallimentare. Il nostro paese ha bisogno di una industria capace di soddisfare la domanda interna coniugando tecnologia, lavoro e salvaguardia dell’ambiente. Importante in questo senso la relazione coerente e puntuale del presidente di Federacciai Antonio Gozzi che ha elencato al governo le misure necessarie al mantenimento di un asset cruciale per il nostro Paese come la siderurgia”: è quanto ha dichiarato Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, a margine dell’assemblea annuale di Federacciai, che si è svolta oggi, mercoledì 10 maggio, a Milano.
“Gli annunci del Ministro Urso di un piano siderurgico nazionale, al contrario, rimangono ad oggi solo sulla carta: quello che emerge è una mancanza di visione e di risorse che sta penalizzando il rilancio dei siti produttivi del settore, dal polo produttivo di Taranto, a Piombino. Quest’ultimo neanche citato nella relazione del ministro, nonostante le rassicurazioni prive di concretezza fornite pochi giorni fa in Parlamento. Siamo sconcertati dalle continue promesse mancate di questa destra”: conclude Marco Simiani.
Dichiarazione DI Arturo Scotto, deputato gruppo Pd-Idp
“Nonostante siano molti anni che milioni di lavoratori di diverse categorie attendono il rinnovo del loro contratto di lavoro, il governo , tramite il ministro Calderone, si presenta in aula per dare delle risposte totalmente inadeguate e notarili”. Così il deputato del Pd-Idp, Arturo Scotto, nel corso del Question time odierno, dopo aver sollecitato il ministro Calderone a pronunciarsi sulle iniziative governative “per favorire il rinnovo dei contratti collettivi scaduti”. “Ci sono sette milioni di lavoratori che aspettano da anni il rinnovo del contratto di lavoro a partire dal pubblico impiego per il quale nel Def il governo non ha messo un euro, mentre dovrebbe spettare a loro. La formazione professionale attende da 10 anni , la vigilanza sette” ha aggiunto Scotto che rivolgendosi direttamente al ministro del Lavoro, ha osservato: “avete detto no al salario minimo perché deve essere lasciato alla libera contrattazione, però il governo dovrebbe dirci cosa intende fare in quella direzione e invece le politiche che state attuando si limitano semplicemente a registrare il problema”. Per il parlamentare Dem, “il governo ha approvato il cuneo fiscale che però non è strutturale ma è solo per sei mesi . E da attenti manipolatori, ha aggiunto- l’esecutivo ha varato un provvedimento che abusivamente porta il nome del primo maggio ma non si è mai visto un primo maggio dove si tagliano i soldi per i poveri, si liberalizzano i contratti precari, si aumentano i voucher.” Concludendo, Scotto ha evidenziato che “non serve mettere tutto nelle mani di un uomo o di una donna sola al comando. E noi saremo a fianco di quei lavoratori che chiedono diritti, salario e retribuzioni adeguate”.
"La gestione dei lavori delle commissioni riunite Finanze e Affari sociali sul decreto bollette è stata delirante e dimostra la totale inadeguatezza di maggioranza e governo. Lo dichiarano in una nota, Ilenia Malavasi, GianAntonio Girelli, Toni Ricciardi, Virginio Merola e Bruno Tabacci.
"Una commissione imbarazzante -aggiungono- in cui abbiamo atteso invano fino a notte inoltrata- riformulazioni, pareri e relazioni tecniche: non siamo stati messi nelle condizioni di poter lavorare ed esercitare le nostre prerogative".
Ma cosa ancora più grave segnaliamo che gli accordi presi, frutto di un confronto tra i gruppi per arrivare all'approvazione di emendamenti di buon senso proposti dalla minoranza, sono stati disattesi. Un atteggiamento inaccettabile -proseguono i deputati del Pd- frutto di impreparazione, superficialità e improvvisazione. La maggioranza con le solite forzature e mancato rispetto degli accordi ha svuotato per l'ennesima volta parlamento e commissione di qualsiasi autonomia rispetto a un governo che ha predeterminato qualsiasi azione".
"È molto grave non essere stati messi, ancora una volta, nelle condizioni di svolgere il nostro lavoro di parlamentari per provare a migliorare un decreto importante per il Paese". Così concludono.
“La mobilitazione studentesca che per il diritto alla casa è giusta, va ascoltata e merita risposte immediate. In questi anni, nel Lazio abbiamo fatto di tutto e in parte recuperato il nulla che abbiamo ereditato sul diritto allo studio: sono in programmazione nuove aperture e nuovi investimenti. Ma certo non basta. L’aumento degli affitti e delle case e il calo del potere d’acquisto dei salari, la precarietà nel lavoro, negano di fatto a milioni di giovani il diritto allo studio. Nel Pnrr, che la destra sta buttando a mare, non a caso avevamo previsto risorse anche per gli alloggi dedicati al diritto allo studio: 960 milioni di euro e, per il Lazio, circa 30 milioni per altri 900 posti letto. Il governo ha il dovere di muoversi. Questa protesta è la conferma che l’agenda italiana non può che basarsi su maggiore giustizia per le persone, una giustizia che non c’è”.
Lo dichiara il deputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti.
ggi, mercoledì 10 maggio, alle ore 14.00, presso la sala stampa di Montecitorio, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di una nuova proposta di legge a sostegno delle madri con disabilità.
La proposta, nata dalle esperienze raccolte dall’associazione DisabilmenteMamme, sarà presentata a prima firma dall’On. Gribaudo, Vicepresidente del PD e della XI Commissione Lavoro, insieme a Marco Furfaro, Responsabile PD iniziative politiche, contrasto alle disuguaglianze, welfare. Alla conferenza stampa interverranno Antonella Tarantino e Laura Coccia, Presidente e portavoce di DisabilmenteMamme, e Laura Miola, dottoressa in comunicazione digitale e influencer.
“Tutto come previsto. La destra boccia la nostra richiesta di ripristinare ‘Opzione donna’ e non lo sostituisce con niente. Lascia la misura solo a chi si fa carico a spese proprie anziché pubbliche, del welfare familiare. Non investe nei servizi di cura. Si impegna con promesse vaghe ad ‘assumere specifiche iniziative’ per contrastare il divario pensionistico di genere, ma intanto che ‘studia formule innovative’ compatibili con i ‘vincoli di finanza pubblica’ non proroga lo strumento attivo da quasi vent’anni e lascia almeno 20mila lavoratrici senza alcuno strumento di anticipo pensionistico. Ne’ la Premier, ne’ la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno trovato i soldi per aiutare poche migliaia di lavoratrici, in barba ai proclami sulle pari opportunità”. Lo afferma in una nota la deputata dem Sara Ferrari
Domani, mercoledì 10 maggio, alle ore 14.00, presso la sala stampa di Montecitorio, si svolgerà la conferenza stampa di presentazione di una nuova proposta di legge a sostegno delle madri con disabilità.
La proposta, nata dalle esperienze raccolte dall’associazione DisabilmenteMamme, sarà presentata a prima firma dall’On. Gribaudo, Vicepresidente del PD e della XI Commissione Lavoro, insieme a Marco Furfaro, Responsabile PD iniziative politiche, contrasto alle disuguaglianze, welfare. Alla conferenza stampa interverranno Antonella Tarantino e Laura Coccia, Presidente e portavoce di DisabilmenteMamme, e Laura Miola, dottoressa in comunicazione digitale e influencer.
“Sul mancato rifinanziamento di ‘Opzione donna’ la toppa della destra è peggio del buco. Nonostante le continue promesse, fin dalla campagna elettorale, il governo sta impedendo da mesi a numerose lavoratrici, madri e con carriere contributive discontinue, di poter andare in pensione. La norma, dopo lo stop in Legge di Bilancio, non è stata infatti inserita nemmeno nel recente Decreto Lavoro. Oggi alla Camera la maggioranza ha inoltre respinto una mozione del Pd per ripristinare questi benefici incolpando addirittura l’opposizione di non essere ‘accomodante’. Sui diritti dei lavoratori siamo e saremo intransigenti”. Lo dichiara il deputato dem Emiliano Fossi, componente della commissione Lavoro.
“Le politiche energetiche del governo per garantire la transizione verde e rendere il nostro Paese meno dipendente dalla Russia devono essere più efficaci e coinvolgere maggiormente il Parlamento. I progetti del Pnrr al piano REPowerEu sono numerosi e la loro attuazione è fondamentale. Riguardano: il contrasto alla povertà energetica; il contributo alla diffusione delle energie rinnovabili, il miglioramento dell'efficienza energetica e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili; la riqualificazione della forza lavoro per acquisire competenze verdi”.
Lo ha dichiarato in Aula Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, nella dichiarazione di voto sulla mozione relativa alla Piano europeo RepowerEu.
Strumento utile per le donne più fragili
“Quelle che hanno fatto più ricorso ad Opzione donna sono le donne più fragili, quelle che faticano a maturare settimane di lavoro necessarie a conquistarsi una pensione, le lavoratrici autonome con difficoltà economiche. Opzione donna non era un regalo, chi vi accedeva sopportava un taglio fino al 30% della propria pensione, eppure, come ci dicono i dati Inps, rappresentava appunto una opzione per le donne in difficoltà per motivi economici e per motivi familiari. Il governo l’ha di fatto cancellata, condizionandola a requisiti eccessivamente stringenti, oltre che discutibili. Noi del Partito democratico, con la mozione a prima firma Orlando, ne chiediamo il ripristino immediato. Lo ha dichiarato nel suo intervento in Aula la deputata del gruppo Pd-Idp, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro della segreteria dem.
“La mozione PD a prima firma Andrea Orlando che ho sottoscritto, chiede che venga ripristinata “opzione donna”cancellata dal governo Meloni. È proprio la prima donna premier in Italia ad eliminare l’unico strumento di flessibilità per la pensione delle donne! In cambio di cosa? Nulla! Anzi questi tagli alla spesa non sono stati reinvestiti in strumenti di sostegno pubblico al lavoro di cura che grava soprattutto sulle donne.
La chiamano ancora così ma non è più un’opzione, bensì una possibilità per pochissime di fare assistenza privata a familiari certificati, in supplenza del welfare pubblico e rinunciando al 30% dell’assegno. Non solo, ma assistiamo anche alla discriminazione dell’anticipo in base a quanti figli la lavoratrice ha avuto.
Un intervento contro le donne che noi chiediamo con forza di correggere, ripristinando l’istituto pensionistico come era prima del bilancio 2023 della destra, che ha perso l’occasione con il “decreto precarietà” del 1 maggio di rimediare al danno fatto alle lavoratrici italiane”. Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Sara Ferrari.
“Se abbiamo una priorità in questa precisa fase storica e politica è ritrovare la coesione che ha fatto grande la famiglia del Partito Democratico. Quelle di Rinaldo, sindaco di Taranto, sono parole forti e dettate da un legame profondo con la sua Città, perché chi lo conosce e conosce la realtà di Taranto sa bene che traducono la lunga sofferenza di una comunità che ha estremo bisogno di risposte dallo Stato. Ciò che però non possiamo consentirci è creare i presupposti per nuove divisioni al nostro interno, soprattutto dopo il duro lavoro che proprio in questi anni il PD ha fatto per la decarbonizzazione dell’ex Ilva. Un lavoro di cui tutti insieme, oggi, vogliamo vedere i frutti. La linea di Elly Schlein ha semmai rafforzato la linea sulla prospettiva della transizione ecologica e dello spegnimento delle fonti inquinanti dell’acciaieria. È in questo senso fondamentale che chi vive e amministra i nostri territori deve mettersi al fianco della nuova segreteria per far comprendere la realtà e le esigenze di Taranto, trovando insieme le modalità per far sì che la transizione avvenga il prima possibile senza lasciare strascichi dietro di sé. E dobbiamo soprattutto non cadere nell’errore di far pagare ai lavoratori il prezzo di questo cambiamento radicale mettendoli dinanzi al ricatto occupazionale”.
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese del Partito Democratico.
“Se l’obiettivo - aggiunge - è dare seguito a quanto abbiamo costruito finora, bisogna tutti quanti insistere nel svegliare il Governo dal torpore in cui versa, chiedendo che lo Stato si impegni quanto prima a rilevare la maggioranza del capitale sociale dell’azienda, a mettere i soldi per accelerare il processo dì decarbonizzazione ed a prendere in carico le esigenze dei lavoratori. Al contrario, rifarsi a formule generiche e astratte come i cosiddetti sindaci moderati e pragmatici riportando le lancette indietro a una stagione, come quella renziana, che per fortuna il PD ha archiviato da tempo, è un esercizio inutile e contraddittorio, soprattutto considerata la posizione che lo stesso Renzi ha sempre tenuto su Taranto. Sono convinto - conclude - che solo con il contributo e la collaborazione di tutti noi questo processo potrà avere l’esito sperato. Insomma, bisogna rimboccarsi le maniche e remare tutti nella stessa direzione, lasciando le incomprensioni da parte e lavorando ancora una volta per l’obiettivo che ci sta più a cuore, il riscatto di Taranto e della comunità tarantina”.
Oggi a Bologna davvero in tanti hanno risposto all' appello di Cgil, Cisl e Uil. Lavoro, contrasto al precariato, diritti sociali e sviluppo ambientalmente e socialmente equilibrato, sono le sfide che il Paese deve saper vincere. La manifestazione unitaria dei sindacati di oggi è un segnale molto importante al governo e alle istituzioni. Era giusto esserci. Era giusto ci fosse una presenza così forte e visibile del Partito Democratico".
Così Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico.