04/03/2026 - 13:26

“Il buon 8 marzo la maggioranza lo ha dato con la proposta di legge per la cancellazione della figura delle consiglieri regionali di parità sul lavoro. E oggi, in Aula tra ricostruzioni fantasiose e non veritiere, si discute di una mozione che fotografa impietosamente la vita delle donne con un esecutivo capace solo di bocciare tutte le proposte delle opposizioni per migliorarla. Il governo cita solo da ti che gli fanno comodo e omette i dati oggettivi di una realtà drammatica così come descritta dal rendiconto di genere 2025 dell'Inps: dello sbandierato 53% di occupazione femminile, il governo omette il tanto lavoro precario delle donne e il divario del 30% di retribuzioni. La famosa decontribuzione ha prodotto contratti part-time intermittenti, aumentato solo l'occupazione fragile e la precarizzazione delle donne”. Lo dichiara la vice capogruppo PD, Valentina Ghio intervenendo alla Camera sulle mozioni per la parità di genere.
“Bocciando il salario minimo – sottolinea la parlamentare dem - il governo ha scelto di lasciare le donne nei lavori sottopagati; bocciando il congedo parentale obbligatorio ha chiuso gli occhi sul fatto che le donne, solo nel 2025, hanno utilizzato 15 milioni di giornate di congedo contro i 2,8 milioni degli uomini. Il governo Meloni porta avanti un sistema che continua a scaricare sulle donne il peso della cura”.
“Ha cancellato dalla nostra mozione consenso, educazione sessuale e mette in discussione un presidio per le donne come le consigliere regionali di parità. Servono riforme strutturali per superare il divario di genere e non i dannosi bonus spot. Invece continua l’accanimento della destra sui diritti delle donne.”, conclude Ghio.

04/03/2026 - 13:00

"Abbiamo chiesto alla ministra del Lavoro Calderone di venire a riferire in Aula sulla tenuta finanziaria del sistema pensionistico. Non per ascrivere responsabilità al governo, ma perché è un dovere morale e politico spiegare ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici italiane che oggi hanno 30, 40 e 50 anni quale sarà il loro futuro pensionistico". Lo dichiara il deputato dem Mauro Laus, componente della commissione Lavoro, intervistato sui canali social del gruppo Pd alla Camera.

"È una questione di una semplicità unica. Da quei dati — sottolinea l’esponente dem — ogni forza politica sviluppa le proprie soluzioni per rendere più chiara la situazione e dare consapevolezza ai lavoratori sul loro futuro previdenziale. Parliamo del rapporto tra lavoratori e pensionati. Niente di più, niente di meno. "Per essere chiaro, nessuno entra in un negozio a fare la spesa senza sapere quante risorse ha nel portafoglio. Qui non è una competizione su chi ha ragione e chi ha torto: parliamo dell'ABC. Se i cittadini non hanno questi dati, di cosa parliamo? Come possiamo sviluppare e spiegare delle politiche sul lavoro?".

"Chiediamo alla ministra – conclude Laus - di riferire in Aula con dati attendibili e proiezioni chiare e scientifiche. Su quelle si apre il confronto politico. Ma c'è anche un altro tema: il Parlamento non può essere silente. Abbiamo formalmente tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario e al potere legislativo va garantita almeno la possibilità di un confronto reale".

 

04/03/2026 - 12:34

Situazione molto preoccupante, ci salviamo solo grazie al PNRR dei governi precedenti.

"Difficilmente, a meno di improbabili revisioni del dato provvisorio presentato dall'ISTAT, si raggiungerà l'obiettivo su cui il governo aveva speso la sua reputazione, cioè quello di rientrare dalla procedura per deficit eccessivo portando il rapporto fra disavanzo e Pil sotto il 3%. Siamo al 3,1 e anche il debito cresce". Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, capogruppo in commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“Il contesto macroeconomico – ha aggiunto l’esponente Pd – desta molta preoccupazione: il rapporto debito-PIL è confermato in aumento, l'Istat ha rivisto al ribasso la stima sulla crescita italiana e all'orizzonte ci sono soltanto guerre. Il governo dice che la colpa è del Superbonus, ma il Superbonus era già nelle previsioni: il tema è sicuramente più complesso. Questi conti pubblici, che non hanno raggiunto l'obiettivo del consolidamento, ci trovano in una situazione di particolare debolezza. Dovremmo affrontare, e sembra ormai inevitabile, una crisi energetica che avrà effetti sulle bollette degli italiani e sulle possibilità di approvvigionamento del gas. Quello che veniva dal Qatar dovremo acquistarlo probabilmente dagli Stati Uniti, a prezzi più elevati".

"A tutto questo — ha concluso Guerra — facciamo fronte soltanto con le risorse rimaste dai governi precedenti, con il PNRR che questo governo si appresta a rimodulare per l'ennesima volta, perché non riesce a spendere in modo adeguato le risorse e cerca di portarsi qualche briciola anche per gli anni futuri. Una situazione molto, molto preoccupante".

 

03/03/2026 - 19:31

"Intervengo a nome del Partito Democratico per ricordare che in data 23 febbraio ho formalmente chiesto che la ministra del Lavoro venga in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Ad oggi, non abbiamo ricevuto una risposta su quando intenda farlo". Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato Pd Mauro Laus, intervenendo a fine seduta.

"Parliamo – ha aggiunto l’esponente dem - del futuro previdenziale di milioni di lavoratori. Parliamo dell'equilibrio tra generazioni. Parliamo della sostenibilità dell'INPS nei prossimi decenni. E il Parlamento resta senza informazioni e senza calendario. Nel frattempo assistiamo a un progressivo svuotamento del ruolo legislativo, spesso ridotto a ratificare decisioni già prese altrove. E ora si affacciano anche tentativi di indebolire il controllo giurisdizionale. Se i poteri dello Stato devono restare tre, il Parlamento non può essere quello silenzioso".

"Per questo — ha concluso Laus — torneremo qui ogni settimana, finché la ministra non verrà in Aula a riferire sulla tenuta finanziaria e demografica della previdenza pubblica. Perché riferire al Parlamento non è una cortesia. È un dovere".

 

03/03/2026 - 18:39

La destra anche oggi ha bocciato una proposta che mette al centro la qualità del lavoro: la riduzione dell’orario a parità di salario proposta insieme da Pd, Avs e 5S.  Non uno slogan, ma una risposta concreta alla trasformazione tecnologica e alla stagnazione dei salari.
La riduzione dell’orario significa redistribuire tempo e reddito, contrastare le disuguaglianze e favorire una vera parità tra uomini e donne. Bocciare questa proposta, come già fatto con il salario minimo e con il congedo paritario, è una scelta politica chiara: lasciare tutto com’è, conservare disuguaglianze e ingiustizie, impedire al sistema produttivo di fare un salto in avanti di qualità che non sia basato su una competizione su salari bassi.
Noi invece vogliamo costruire l’alternativa per mettere al centro il lavoro e un modello di sviluppo più equo e moderno.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/03/2026 - 15:20

“Alla vigilia dell’8 marzo, mentre celebrano gli 80 anni dal voto alle donne, la premier Meloni e la ministra Roccella depositano contemporaneamente in Parlamento un decreto legislativo che prevede la cancellazione della figura delle Consigliere di parità sul lavoro. Una scelta sbagliata che prevede la chiusura dei punti di riferimento della promozione della parità di genere nelle regioni, per costruire invece una struttura centrale romana. Ma davvero il governo pensa che le donne in difficoltà nelle più diverse aree del Paese, possano pensare di rivolgersi con una pec a strutture ministeriali? I dati della disparità ci dicono con spietatezza che c’è bisogno di investire di più sulla parità effettiva, soprattutto nel lavoro, con risorse e strumenti concreti, anche potenziando e migliorando ruoli di garanzia, come quello delle consigliere di parità territoriali che sono vicine alle donne nei problemi quotidiani. Il nostro paese dovrebbe recepire la direttiva europea rafforzando invece l’impegno distribuito nelle città e nelle aree periferiche, non eliminare questo presidio. Per coerenza con le parole che vengono pronunciate ogni giorno per la celebrazione della parità, chiediamo alle donne di governo, Meloni e Roccella in primis, un ripensamento responsabile per andare incontro, in modo efficace, ai bisogni di tutte le italiane, ovunque vivano” così le deputate del gruppo parlamentare del Partito Democratico.

 

02/03/2026 - 18:42

“Oggi è morto l’ennesimo lavoratore dell’Ex Ilva, l’ennesimo che si trovava nella catena di appalti e subappalti. Anche per questo iniziative come quella di oggi servono per ricordarci che non dobbiamo mai abbassare la guardia, e non solo a parole ma anche con i fatti”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha preso parte all’iniziativa della Cgil Piemonte in cui la segretaria Elly Schlein ha dialogato sulle tematiche del lavoro con Maurizio Landini.

“Quando affrontiamo queste tematiche dobbiamo ricordarci che dietro i numeri e le notizie ci sono sempre delle persone - prosegue la deputata dem - Per questo è urgente approvare al più presto le proposte di legge che servono a migliorare le condizioni di lavoro”.

“Come è stato ricordato dal palco una proposta é la Legge Griseri Prisco, che vuole ampliare le tutele e i diritti dei rider. Ringrazio la segretaria Schlein per averlo ribadito anche oggi e per il lavoro che stiamo cercando di fare insieme nelle aule istituzionali e fuori” conclude Gribaudo.

 

02/03/2026 - 16:09

La sistematica occupazione politica delle istituzioni culturali che il governo di Giorgia Meloni sta portando avanti è preoccupante. Ed è una deriva che riteniamo anche in contrasto con lo spirito e le finalità della legge. I consigli di amministrazione dei musei statali dovrebbero essere composti da persone di chiara fama e comprovata esperienza nella gestione del patrimonio culturale. Con il ministro Alessandro Giuli questo non sta avvenendo. Assistiamo invece a nomine che sembrano rispondere a logiche di appartenenza politica: figure che non hanno trovato spazio nei passaggi elettorali o esponenti di primo piano del partito di maggioranza vengono collocate ai vertici di istituzioni culturali strategiche. È un’impostazione che mortifica competenze e professionalità. Perché la gestione del David di Michelangelo, delle Ville medicee o dei capolavori custoditi nei Musei del Bargello dovrebbe essere affidata a una mano politica e non a un tecnico capace, autonomo, che sappia fare il proprio lavoro senza eseguire ordini di partito? I Cda dei Musei sono luoghi centrali per la programmazione e approvano i bilanci di istituzioni la cui gestione economica dovrebbe essere fuori dalla discrezionalità politica. Siamo di fronte a una vera e propria “occupazione” che rischia di travolgere l’autonomia delle istituzioni culturali” così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera nel giorno in cui il Mic ha pubblicato decreti di nomina dei componenti dei Cda della Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello e delle Ville e residenze monumentali fiorentine. “L’ultima infornata di nomine a Firenze – conclude Manzi - conferma un disegno preciso: trasformare luoghi di studio, tutela e valorizzazione del patrimonio in spazi di controllo politico. Chiederemo conto a Giuli anche di questo caso in parlamento”.

 

 

02/03/2026 - 12:01

“Non è possibile che nell’arco di poche settimane all’ex Ilva di Taranto l’ennesimo operaio muoia sul lavoro. Anche stavolta ci troviamo davanti a una ditta in appalto, dove magari il risparmio sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro viene prima della vita delle persone. Va fermata questa spirale inaccettabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

26/02/2026 - 19:20

“Nel testo del Dl sicurezza è grave la totale assenza del trasporto pubblico locale e del trasporto aereo. Nel settore dei trasporti servono interventi in grado di garantire la sicurezza come diritto fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori, dobbiamo puntare sulla prevenzione oltre che sulla repressione, garantire il presidio umano stabile delle stazioni, tecnologie per la sicurezza, diritto di autotutela del personale, formazione e cultura della sicurezza, oltre al rafforzamento normativo delle tutele legali, assicurative e psicologiche dei lavoratori, come indicato dal manifesto per la sicurezza ferroviaria presentato unitariamente dai sindacati del settore ferroviario nell’audizione in Parlamento del 5 febbraio. Su questi punti specifici siamo pronti al confronto con il Governo, nell’interesse di tutte le lavoratrici e i lavoratori in prima linea ogni giorno per garantire il diritto alla mobilità e di tutti i cittadini. Questa riflessione non può e non deve limitarsi a singoli interventi spot ma garantire un’azione di sistema più ampia che deve necessariamente riguardare anche le lavoratrici e i lavoratori del TPL, a partire dall’ascolto delle loro istanze, per questo abbiamo chiesto che anche i sindacati del settore possano essere auditi al più presto. L’esclusione del TPL da tutte le misure previste nel testo del dl sicurezza, nonostante il lavoro portato avanti unitariamente da sindacati e parti datoriali in attuazione del protocollo per la sicurezza, è un segnale grave. Il Governo non può continuare a ignorare le continue aggressioni e il pericolo che subiscono ogni giorno oltre 110 mila autoferrotranvieri e internavigatori e il personale del trasporto aereo a cui devono essere garantite le stesse tutele dei loro colleghi ferrovieri”
Lo dichiarano in una nota il senatore e responsabile Economia, Finanze, Imprese e Infrastrutture Pd, Antonio Misiani e il deputato dem e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu.

 

 

26/02/2026 - 18:02

“Le dichiarazioni del ministro Nordio sulla vicenda che riguarda la sua capo di Gabinetto Bartolozzi rappresentano l’ennesimo grave attacco e tentativo di ingerenza nei confronti della magistratura. Dirsi ‘perplesso’ sulla tempistica di un atto dei magistrati significa mettere in discussione l’autonomia e l’indipendenza di chi è chiamato ad applicare la legge, significa adombrare malafede da parte dei magistrati. E aggiungere che la sua capo di Gabinetto proseguirà ‘con ancora maggiore motivazione’ ha anche il sapore di una sfida assurda, priva di senso, nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro ed è chiamato a verificare il rispetto delle leggi a cui tutti, anche il Ministro e i suoi collaboratori sono tenuti. Siamo oramai al rovesciamento della realtà: per il Governo la colpa è sempre dei magistrati, soprattutto quando adottano provvedimenti sgraditi. Invece di rispondere nel merito, si tenta di delegittimare la magistratura. Già nei mesi scorsi la maggioranza ha chiesto uno scudo per la sua capo di Gabinetto contestando il regolare corso della giustizia. Di cosa hanno paura? È ora di dire basta a questo attacco grossolano e continuo contro la magistratura. I giudici devono essere liberi e autonomi dal potere politico e il Governo non può pretendere che sia altrimenti. Anche per questo votiamo No”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in Commissione Giustizia alla Camera.

 

26/02/2026 - 17:21

“Con la decisione del Tribunale di Milano che ha disposto la sospensione dell'attività produttiva a caldo dell'ex Ilva se l'azienda non adeguerà l'Autorizzazione Integrata Ambientale, cade l'ennesimo castello di carte del ministro Urso. Il titolare del ministero delle imprese e Made in Italy è un vero disastro: nessuna promessa mantenuta, il processo di deindustrializzazione dell'Italia crescente, migliaia di posti di lavoro a rischio e, nel caso dell'ex Ilva di Taranto, pericolo per gli abitanti della città pugliese per emissioni incontrollate' dell'impianto”. Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati PD Vinicio Peluffo e Alberto Pandolfo, rispettivamente vicepresidente e capogruppo dem della Commissione Attività produttive.
“Se poi aggiungiamo che l'Altoforno 1 è sotto sequestro probatorio da quasi un anno, con danni economici incalcolabili, il fallimento di Urso è definitivo. Parliamo di un ministro non degno di ricoprire un incarico così strategico per l'industria italiana e la propaganda del governo non può più nascondere la sua incapacità”, concludono i deputati PD.

 

26/02/2026 - 13:04

“Le riserve naturali biogenetiche rappresentano un presidio strategico per la tutela del patrimonio genetico forestale, della biodiversità e per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Accanto infatti a luoghi su cui è stato investito come l'Isola di Montecristo vi sono aree abbandonate che vanno salvaguardare e valorizzate. Sono infatti 55 le aree presenti in tutto il paese che contribuiscono a ridurre il processo di erosione a carico di quegli organismi animali e vegetali minacciati da interventi antropici: come ad esempio quella di Monfalcone al nord, Scarlino al centro o Metaponto al Sud". Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.

"È positivo il lavoro svolto dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, ma come ha confermato il Ministero dell'Ambiente manca ancora un quadro nazionale chiaro e omogeneo sullo stato dei piani di gestione e soprattutto le risorse utili a pianificare gli interventi.  È necessario completare quelli ancora assenti e rafforzare il coordinamento, affidando a ISPRA il monitoraggio e l’accertamento scientifico dello stato dei luoghi, verificando la permanenza dei requisiti di legge, aggiornando la tipologia delle riserve sulla base delle valutazioni tecniche e procedendo alla composizione dei piani di gestione. Servono standard uniformi e strumenti trasparenti per garantire una tutela efficace su tutto il territorio nazionale”, conclude il dem.

 

26/02/2026 - 11:59

"All'alba del 26 febbraio di tre anni fa, a poche centinaia di metri dalle coste di Cutro si consumava una strage di migranti. Morirono 94 persone, tra cui 34 bambini: il più piccolo non aveva nemmeno un anno. Una tragedia che si poteva evitare se i soccorsi avessero funzionato, come ha scritto la Procura di Crotone chiudendo le indagini. Il processo è ancora in corso, quindi attendiamo con fiducia la sentenza. Non ci aspettiamo più, invece, che la premier Meloni tenga fede alla promesse fatte ai sopravvissuti, tra cui quella di potersi ricongiungere con le proprie famiglie.
Il decreto scellerato che il governo varò subito dopo la strage, invece di facilitare i soccorsi, ha inasprito pene, limitato di fatto il diritto d'asilo, minato i diritti dei minori stranieri non accompagnati.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Le stragi in mare continuano: solo poche settimane fa, secondo quanto riferito dalle ONG che effettuano il salvataggio, durante il ciclone Harry, sarebbero morte circa 1000 persone e alcuni dei corpi sono stati trascinati dalle onde sulle spiagge siciliane e calabresi. E proprio in queste settimane, il governo sta preparando un nuovo provvedimento che rende ancora più difficili i soccorsi in mare, ostacolando il lavoro delle ONG contro ogni convenzione internazionale.
Ci batteremo contro queste norme disumane che invece di contenere gli arrivi irregolari aprendo canali legali, vuole impedire i soccorsi lasciando morire le persone in mare". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

26/02/2026 - 10:17

“Glovo, Deliveroo, McDonald’s e tanti altri: sembra emergere un sistema che trasforma il lavoro in merce vile.  Non è civile lavorare a 4 euro l’ora o a 2,5 euro a consegna. Ci sono vite sequestrate dall’algoritmo ma per chi governa è vietato parlarne. Anziché porsi il tema di un salario minimo legale, la maggioranza si concentra sulla legge elettorale per evitare di perdere le prossime elezioni. La destra ormai è un esercito in rotta, ma a farne le spese è la parte più debole del Paese”.

 

Così in capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

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