03/07/2025 - 13:13

“Abbiamo depositato oggi una interrogazione urgente al Governo dopo che Glovo ha annunciato l’introduzione di incentivi economici ai rider per lavorare anche a 40 gradi. Una scelta grave, che per un po’ di soldi in più rischia di mettere a rischio la vita delle persone che lavorano. Nel testo abbiamo posto questa domanda e pretendiamo una risposta dal Governo: ‘Quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di assicurare l’integrale rispetto della normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per i lavoratori della citata società, scongiurando che iniziative come quelle indicare in premessa possano trasformarsi in indiretti incentivi a mettere a rischio dei lavoratori che svolgono l’attività gravosa di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore, attraverso piattaforme anche digitali’”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

03/07/2025 - 12:18

“Siamo estremamente preoccupati per l’evoluzione della vertenza Trasnova. Il tavolo convocato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non ha prodotto alcun passo avanti concreto. Anzi, la situazione appare ancora più incerta e rischiosa. Se non si interviene subito, il 31 dicembre le lavoratrici e i lavoratori si ritroveranno esattamente come un anno fa: senza commesse, senza prospettive, senza lavoro. È uno scenario inaccettabile. Il governo ha il dovere di fare la propria parte, a partire da un confronto serio con Stellantis. Noi saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e sosterremo tutte le mobilitazioni che i sindacati metteranno in campo nelle prossime settimane. Nessun posto di lavoro può essere sacrificato. E nessun silenzio istituzionale può essere accettato”.

Così i deputati democratici Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro, e Marco Sarracino, della segreteria del Pd.

 

02/07/2025 - 17:00

“Pochi centesimi in più per mettere a rischio una vita umana: i “bonus”, se così vogliamo chiamare gli incentivi che Glovo propone di dare ai riders che lavorano con il caldo, ledono la dignità di chi lavora. Non solo: vanno contro ogni principio basilare di sicurezza, che non deve mai, e dico mai, essere messa in secondo piano rispetto al profitto. Se davvero le aziende vogliono fare qualcosa, garantiscano pari guadagni anche a fronte di una diminuzione delle consegne per le alte temperature, che rendono spesso difficoltose se non impossibili le condizioni di lavoro”. Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sulla mail ricevuta dai riders di Glovo in cui vengono presentati dei bonus per chi effettua consegne con le alte temperature di questi giorni.

 

02/07/2025 - 16:44

“Un bonus di pochi centesimi per chi lavora a oltre 40 gradi non è solo un insulto alla dignità, ma un ricatto che mette a rischio la vita delle persone. È l’ennesima dimostrazione di come i rider vengano considerati: manodopera sacrificabile, da incentivare con qualche spicciolo anche nei momenti di massimo rischio per la salute. La dignità del lavoro non può valere 5, 10 o 20 centesimi a consegna. Queste proposte sono la diretta conseguenza di un clima politico alimentato dal governo di destra che ha soltanto tolto diritti e tutele, soprattutto ai lavoratori fragili": così Emiliano Fossi, deputato del Partito Democratico e segretario regionale della Toscana, commentando la decisione della piattaforma Glovo di riconoscere un "bonus caldo" proporzionale alla temperatura esterna sugli ordini completati, pari a pochi centesimi per ciascuna consegna.

“Come ho avuto modo di ribadire in numerose occasioni i rider sono oggi il simbolo di un lavoro precario, sottopagato, con turni estenuanti, pochissimi diritti e pericoli continui. Il loro numero è in crescita – si parla di circa 100mila in Italia – ma le tutele non crescono con loro. Anzi, diminuiscono. Non possiamo più accettare che la logica del profitto a tutti i costi prevalga sulla sicurezza e la dignità delle persone. Servono regole nuove, giuste, coraggiose: da mesi giace a Montecitorio la mia proposta di legge che va in questa direzione; si tratta di un punto di partenza aperto al contributo di tutti: sindacati, forze politiche, enti locali e associazioni. Ma il tempo delle parole è finito: adesso bisogna agire”.

 

02/07/2025 - 16:30

“E’ inaccettabile questa decisione di Glovo di dare un bonus ai rider che lavoreranno nelle ore più calde della giornata. Non si può mettere a rischio la vita delle persone in cambio di un po’ di soldi in più in busta paga. Questa scelta viola i protocolli che verranno introdotti. Presenteremo una interrogazione parlamentare urgente. Il governo prenda posizione”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

02/07/2025 - 12:36

Il governo Meloni continua ad autocelebrarsi vantando primati immaginari nell’attuazione del Pnrr. La settima rata arriva, ad esempio, solo dopo un'ennesima corposa revisione del Piano e con sei mesi di ritardo. La spesa, e quindi l'attuazione pratica degli investimenti, è ferma a poco più del 30 per cento. Un clamoroso fallimento finora. Quanto ai target, finora il nostro Paese ha raggiunto 334 traguardi e obiettivi del piano, considerando anche i 64 collegati alla settima rata. Questo significa che la percentuale di completamento del Pnrr italiano è intorno al 54,4 per cento. Ma al contrario di quanto sostiene la premier la percentuale italiana non è la più alta tra i 27 Paesi Ue: Francia e Danimarca, infatti, hanno percentuali di avanzamento maggiori, pari rispettivamente all’81 per cento e al 62 per cento. Lo stesso rispetto al primato sui fondi incassati: i 140,4 miliardi di euro equivalgono al 72,2 per cento del valore complessivo del PNRR. Ma secondo i dati ufficiali, questa è la seconda percentuale più alta tra i 27 Paesi Ue, dietro alla Francia, che ha già ricevuto quasi l’85 per cento dei fondi previsti dal proprio piano. Allora, in questo momento con progetti che rischiano di saltare definitivamente, ci aspetteremmo dal governo meno propaganda e più lavoro e azioni concrete per completare un piano strategico ed evitare il grave rischio che la spesa non si riesca a completare entro il termine previsto del 2026.

Così Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera.

 

02/07/2025 - 12:20

“Non ci sorprende affatto che anche l’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione sollevi seri dubbi di legittimità costituzionale sul decreto Sicurezza voluto dal governo Meloni. È quanto da tempo sosteniamo e che, con coerenza, ribadiscono costituzionalisti, penalisti, le Camere penali e ora l’autorevole Ufficio del massimario della Corte di Cassazione”.
 Lo dichiara la deputata Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico.

“È singolare – prosegue l’esponente dem – che il presidente del Consiglio e il ministro Nordio si dicano stupiti o addirittura increduli di fronte a questi rilievi. Al contrario, ci saremmo aspettati maggiore rispetto per i principi costituzionali da parte di chi ha la responsabilità di aver scritto il provvedimento, visto che si tratta di un testo del governo. Il ministro Nordio, magistrato per quarant’anni, invece di liquidare con sarcasmo il parere della Cassazione, dovrebbe preoccuparsi del livello sempre più basso di qualità normativa raggiunto dal suo governo. Il decreto Sicurezza non fa sicurezza. Introduce misure che nulla hanno a che fare con la tutela dei cittadini e molto con la propaganda. Si passa da un panpopulismo emozionale a un vero e proprio sadismo penale: carcere per donne incinta e bambini, la pena per la resistenza passiva, la repressione del dissenso civile e pacifico. Si colpiscono lavoratori in presidio come accaduto a Bologna, smentendo le promesse fatte in Aula da esponenti della stessa maggioranza”.

“La denuncia del presidente Mattarella sulla drammatica condizione degli istituti penitenziari – conclude Serracchiani – impone al governo un cambio di passo che finora è mancato. Il decreto
Carcere, tanto sbandierato, si è rivelato inutile. Le carceri italiane restano sovraffollate, le condizioni di vita e di lavoro sono intollerabili. I suicidi tra detenuti e agenti sono un segnale drammatico. Il Partito Democratico continuerà a vigilare, a presentare interrogazioni, a ispezionare gli istituti e a chiedere soluzioni concrete. Il ministro Nordio si svegli”.

 

02/07/2025 - 12:07

“Il protocollo sul caldo è frutto del lavoro delle parti sociali, con sindacati e Confindustria in prima linea. Il governo, per ora, si limita a una firma. Ma non basta. Non siamo più di fronte a emergenze isolate: i cambiamenti climatici sono un dato strutturale del nostro tempo. E a fatti strutturali servono risposte strutturali”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“Il Partito Democratico – prosegue l’esponente dem - ha chiesto l’istituzione di una vera e propria cassa clima, un fondo strutturale che garantisca protezione ai lavoratori nei momenti di emergenza ambientale. Non si può morire sul lavoro a causa del caldo estremo. Occorrono risorse, strumenti stabili e prevenzione: basta soluzioni-tampone. Sul fronte della qualità del lavoro, la destra sta ostacolando il nostro disegno di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro, senza neppure conoscerlo. Parlano di costi insostenibili, applicazione indiscriminata a pubblico e privato, ma sono cifre inventate. In Europa questa scelta è realtà, con costi contenuti e benefici concreti in termini di produttività e benessere. Invece il governo spreca risorse pubbliche, anche con scelte irresponsabili come il riarmo”.

“Ridurre l’orario di lavoro a parità di salario – conclude Scotto – significa migliorare la qualità della vita, conciliare tempi di lavoro e di cura, e sostenere una maggiore produttività. Ma la destra preferisce non affrontare il merito. E anche sul salario minimo, dopo aver cancellato la proposta unitaria delle opposizioni, la destra ha rinviato sine die anche la delega. È un balletto vergognoso. Nel frattempo, il lavoro povero cresce, e cresce chi non riesce a mettere insieme pranzo e cena. Abbiamo raccolto oltre 100.000 firme sulla legge di iniziativa popolare. Ora va calendarizzata subito. A quei cittadini il Parlamento deve dare una risposta”.

 

02/07/2025 - 11:02

Il Partito Democratico sostiene da mesi che i dazi sono un problema serio e che la risposta non può che essere a livello europeo. Ma soprattutto che Meloni non può fare come su tutti i dossier internazionali l’alleata fedele e silenziosa di Trump. I dazi al 10% sarebbero un disastro per il nostro paese e oggi lo conferma Confindustria: rischiamo di perdere 20 miliardi di export e 118 mila posti di lavoro. Che aspetta a mobilitarsi, a usare le sue relazioni per far pesare l’Europa e mettere in sicurezza la nostra economia? I dazi sono una tassa sulla produzione e sui consumi. Non possiamo permettere a un intero continente di essere prigioniero degli umori del presidente americano. Il disordine che ha imposto al mondo deve trovare argine. Meloni batta un colpo.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

01/07/2025 - 16:34

“Occorre subito il decreto sugli ammortizzatori sociali per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di lavorare in condizioni di sicurezza e alle imprese di poter attivare l’ammortizzatore in caso di caldo estremo, senza il rischio di esaurire il tetto massimo. Ce lo chiedono i sindacati, perché in Italia la situazione degli incidenti sul lavoro è molto grave in condizioni normali, figurarsi con queste temperature”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dopo l’incontro con i sindacati dell’edilizia Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL, per discutere del tema delle ondate di calore e dei conseguenti maggiori pericoli nei cantieri e nei luoghi di lavoro.

“Dall’incontro è emersa l’urgenza che il Ministero del Lavoro emani il decreto e mi farò portavoce dei lavoratori e lavoratrici che chiedono alla politica di fare di più - prosegue Gribaudo - È necessario fornire questa certezza anche retroattivamente, visto che l’incremento della temperatura non è certo iniziato ora. Non solo: occorre un intervento stabile, che superi gli interventi emergenziali e le ordinanze di Regioni e Comuni, e quindi aggiornare le norme su salute e sicurezza e sugli ammortizzatori affinché il rischio calore trovi una risposta strutturale, perché i cambiamenti climatici hanno ormai reso da anni questi eventi non più eccezionali ma ordinari. Sarebbe utile diffondere gli strumenti del progetto Worklimate di INAIL, l’applicazione che prevede le condizioni meteo nei luoghi di lavoro”.

“Le ondate di calore ormai regolari, ogni estate e purtroppo non solo d’estate, fanno emergere nuovi rischi e nuove necessità, da cui anche la richiesta di un tavolo tecnico che definisca le nuove malattie professionali tabellate legate a questo fenomeno. Il tema dell’ammortizzatore nei casi di calore estremo dovrebbe coinvolgere anche i lavoratori autonomi che a vario titolo lavorano nei cantieri, ma non solo, perché la salute e la sicurezza sono diritti di tutti i lavoratori a prescindere dalla forma contrattuale” conclude Gribaudo.

01/07/2025 - 16:19

“Abbiamo depositato un disegno di legge che rende strutturali gli ammortizzatori sociali per i lavoratori che operano nei cantieri piuttosto che in agricoltura o in altri settori e sono esposti a temperature estreme. Non ci troviamo più davanti a una emergenza come spesso viene descritta, ma davanti a cambiamenti climatici che stanno trasformando il modo di lavorare e che mettono a rischio la salute e la sicurezza di migliaia di operai e braccianti. Ad oggi il governo non ha ancora emesso nessun provvedimento come - seppur in maniera tardiva - fu fatto negli scorsi anni. Serve un intervento che duri nel tempo e che non sia affidato a emendamenti fatti in extremis e magari fuori tempo massimo. Qui stanno morendo i lavoratori per il caldo e non si può risparmiare sulla vita delle persone”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

01/07/2025 - 14:25

Stiamo cercando di convincere il governo che da qui ai prossimi anni avremo assoluto bisogno di persone capaci e competenti che affrontino le grandi sfide della giustizia italiana, a partire dall’intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione, ma anche da professionalità e forze fresche che aiutino gli uffici giudiziari a funzionare al meglio. Abbiamo presentato, anche grazie ai sindacati, tanti emendamenti e in alcuni casi siamo riusciti ad ottenere qualche passo in avanti che speriamo trovi posto nella prossima manovra di bilancio perché servono risorse per la prima tranche di stabilizzazioni.  Ma non basta, perché nei prossimi tre anni il numero delle persone che andranno in pensione sarà notevolmente superiore a quelli che noi riusciremo a stabilizzare. Quindi ci troveremo con un vuoto che è bene venga colmato con risorse che sono già dentro l'amministrazione giudiziaria, lavorano tutti i giorni e sanno appunto come si svolge questo lavoro. Il Partito democratico è al vostro fianco e continuerà a lavorare in questa direzione, difendendo professionalità che noi riteniamo essenziali per il corretto funzionamento del sistema giustizia.

Così la deputata e responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo oggi al presidio dei precari della giustizia in corso a Roma.

 

01/07/2025 - 12:40

“Spiace che il presidente della commissione Lavoro Rizzetto dimentichi, visto che è lui ad aver scritto l’emendamento che l’istituiva, che la delega che giace da un anno e mezzo al Senato con il salario minimo c’entra come i cavoli a merenda. Di salario minimo non c’è traccia, non essendo scritta nemmeno la parola da nessuna parte. E, dunque, appigliarsi ai regolamenti può servire a rinviare la questione, ma non risolve il problema politico. Serve solo a nascondere una cosa: la paura di parlare di questa misura, di confrontarsi con le opposizioni in commissione Lavoro e in Aula sul salario minimo, di dire a oltre centomila persone che hanno sottoscritto la legge di iniziativa popolare che la loro firma è carta straccia. Ma in Parlamento noi siamo legislatori, non passacarte: continueremo in ogni seduta della commissione Lavoro a chiedere la calendarizzazione del salario minimo e alla fine la spunteremo”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

01/07/2025 - 10:13

A Modena situazione catastrofica, ripristinare dignità

“La Costituzione italiana, all’articolo 27, stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Nelle carceri italiane avviene tutt’altro. Sovraffollamento, assenza di servizi, strutture fatiscenti, personale insufficiente sono fatti che segnano negativamente la vita di tutti, reclusi e personale.  Autorevolmente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilevato le abnormi criticità. Dal governo però, a cominciare dal ministro Nordio, solo parole di circostanza che non lasciano intendere alcuna iniziativa di immediato intervento. Anzi, l’unico obiettivo del governo è quello di dare l’impressione che si occupa di sicurezza aumentando pene e reati e nominando commissari che gestiscono la routine. Invitiamo Nordio e la presidente Meloni a visitare gli istituti penitenziari. Vadano anche a Modena, dove sono stato con la senatrice Rando e il consigliere comunale Luca Barbari e si troveranno di fronte, nonostante il prezioso lavoro svolto dalla direzione, dalla polizia penitenziaria e dagli operatori sanitati e sociali, ad una situazione catastrofica. Più della metà di detenuti in più, ora 586. Nelle celle la temperatura supera i 50 gradi perché l’impianto elettrico è vetusto e non sopporta il carico di ventilatori aggiuntivi, vi sono infiltrazioni d’acqua negli interrati. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Nordio per sapere come intende risolvere le gravissime e diversificate problematiche e se non ritiene di attivare un piano straordinario di intervento per la casa circondariale di Modena, per ripristinare la dignità umana oggi negata, promuovendo al contempo trasparenza, umanità ed equità nel trattamento dei detenuti, aumentando altresì la dotazione di personale oggi rapportato alla capienza originaria, e mettendolo nelle condizioni di svolgere al meglio il loro prezioso lavoro”.

Così il capogruppo Pd in commissione Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

30/06/2025 - 19:33

“Dal torinese al cuneese oggi il Piemonte è stato tragicamente protagonista di disastri ambientali: frane, alluvioni, maltempo ovunque. Purtroppo anche con conseguenze gravi come un uomo a Bardonecchia morto trascinato via dalla piena del fiume. Seguo con apprensione l’operato della protezione civile e di chi scende in campo per aiutare le popolazioni colpite. Grazie per il lavoro che svolgono in queste ore critiche”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sull’allerta meteo in Piemonte di oggi.“Mi aspetto un’azione da parte del Governo per un intervento tempestivo che aiuti i territori colpiti - prosegue la deputata piemontese - Cosa che, ad esempio, non è avvenuta a Chivasso e nelle zone attigue, che stanno ancora attendendo che venga riconosciuto lo stato di calamità per l’alluvione di aprile e i conseguenti fondi per aiutare il territorio a rialzarsi”.

“Non bastano parole di cordoglio quando avvengono queste tragedie: la politica deve essere pronta a intervenire là dove necessario, altrimenti si tratta di propaganda e frasi vuote. Ne è un esempio il ministro Musumeci, che oggi era atteso proprio a Chivasso per un seminario sulla transizione climatica, che ha prontamente saltato per ‘impegni istituzionali’. Non basta riempirsi la bocca, bisogna agire preventivamente nelle aree più a rischio e, quando avvengono le tragedie, essere pronti a sostenere i territori” conclude Gribaudo.

 

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