13/05/2025 - 19:58

“Nemmeno Salvini andrà a votare al referendum 2025. Preferisce stare con i figli. Ormai non si contano più i ministri del governo Meloni che invitano all’astensionismo. Hanno paura. Quando si parla dei diritti di chi lavora la destra si schiera sempre per la legge del più forte”. Lo scrive su X il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

13/05/2025 - 14:41

“A Lollobrigida va ricordato che un Ministro non è un privato cittadino. Ha giurato sulla Costituzione repubblicana e ha un dovere in più rispetto agli altri: quello di incentivare la partecipazione democratica, non di scoraggiarla. Siccome non ha argomenti per contrastare il merito dei referendum contro la precarietà e per la cittadinanza se la prende con il principale partito di opposizione. Lui che dovrebbe rispondere su cosa ha fatto per contrastare il caporalato nelle campagne, per arginare il ricorso a contratti precari nel settore agroalimentare, per garantire ai tanti migranti che consentono all’agricoltura di andare avanti pari dignità con tutti i cittadini.  E’ uno scandalo tutto italiano quello dei membri del governo e di cariche istituzionali che invitano all’astensione. Anche per contrastare questa deriva vanno moltiplicati gli sforzi perché il quorum venga raggiunto l’8 e 9 giugno”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

13/05/2025 - 14:16

“I Referendum di giugno sono un’occasione per fare un po’ di giustizia in un mondo del lavoro che appartiene sempre meno ai lavoratori. Tra drammatiche morti bianche, stipendi risibili e precariato dilagante, per milioni di persone lavorare nel nostro Paese non è più una garanzia di stabilità e serenità. Per questo è fondamentale dare un segnale forte con il nostro voto e iniziare a cambiare le cose.”
Così Ubaldo Pagano, deputato pugliese e Capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio a Montecitorio, che questa sera parteciperà alle 18.30, in Piazza Principe di Piemonte, a Grottaglie, a un’iniziativa a sostegno dei cinque “Sì” assieme al Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, all’On. Fratoianni di AVS, a Lucia La Penna, Segr. Gen. FLAI CGIL Taranto, a Gigia Bucci, Segr. Gen. CGIL Puglia e a Michele De Palma, Segr. Gen. FIOM CGIL Nazionale.
“Il Governo Meloni sta cercando di oscurare in tutti i modi l’appuntamento referendario di giugno. Al contrario, è fondamentale parlarne il più possibile affinché la partecipazione sia ampia e pienamente consapevole. Il Partito Democratico ha rimesso il tema al centro della sua agenda e, come per il Salario Minimo, continuerà a battersi affinché le lavoratrici e i lavoratori possano riacquistare una dignità vera e non soltanto di facciata. Le italiane e gli italiani hanno l’opportunità di lanciare direttamente, con la propria voce, una nuova stagione per il mondo del lavoro. - conclude Pagano - Noi sosterremo questa battaglia fino in fondo.”

 

13/05/2025 - 13:14

“L'8 e 9 giugno si vota per il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. La vittoria del sì significherebbe creare una società della convivenza nella quale si cresce insieme e si diventa italiani in uno Stato che cresce e forma coesione sociale. Sulla cittadinanza il quesito è semplice: si vota sì se si vuole passare da 10 a 5 gli anni necessari per poter richiedere la cittadinanza italiana a persone che vivono in Italia, studiano, lavorano e crescono i propri figli in Italia”. Così la deputata PD Ouidad Bakkali in una nota sui prossimi referendum dell'8 e 9 giugno.

“Bisogna ricordare – continua l'esponente dem - che al tempo necessario per ottenere la cittadinanza italiana vanno purtroppo aggiunti spesso ulteriori 4 anni di lavorazione delle pratiche burocratiche, quindi si tratta di lasso di tempo che da 14 si ridurrebbe a 9 anni. L'impatto del voto è enorme per la semplificazione della vita di queste persone e delle loro famiglie: non dimentichiamo che sono i nostri compagni di classe, di sport e vicini di casa”, conclude Bakkali.“L'8 e 9 giugno si vota per il referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. La vittoria del sì significherebbe creare una società della convivenza nella quale si cresce insieme e si diventa italiani in uno Stato che cresce e forma coesione sociale. Sulla cittadinanza il quesito è semplice: si vota sì se si vuole passare da 10 a 5 gli anni necessari per poter richiedere la cittadinanza italiana a persone che vivono in Italia, studiano, lavorano e crescono i propri figli in Italia”. Così la deputata PD Ouidad Bakkali in una nota sui prossimi referendum dell'8 e 9 giugno.

“Bisogna ricordare – continua l'esponente dem - che al tempo necessario per ottenere la cittadinanza italiana vanno purtroppo aggiunti spesso ulteriori 4 anni di lavorazione delle pratiche burocratiche, quindi si tratta di lasso di tempo che da 14 si ridurrebbe a 9 anni. L'impatto del voto è enorme per la semplificazione della vita di queste persone e delle loro famiglie: non dimentichiamo che sono i nostri compagni di classe, di sport e vicini di casa”, conclude Bakkali.

 

 

12/05/2025 - 19:15

Serve confronto in Parlamento

"È ora di smetterla con il vittimismo. Non parliamo di insulti, ma di critiche legittime e fondate. Il ministro Giuli dovrebbe comportarsi da ministro della Repubblica, rappresentando tutti i cittadini, e non limitarsi a attaccare e rivendicare un’identità di parte, come fa ogni volta che interviene pubblicamente, dichiarandosi ‘a lavoro’ per quel fantomatico 30% che sostiene il suo partito” così la capogruppo democratica nella commissione cultura della camera, Irene Manzi. “Invece di affrontare il merito delle questioni - aggiunge Manzi - Fratelli d’Italia continua a mettere in scena il solito teatrino, tentando di spostare l’attenzione dalla crisi profonda in cui il governo ha gettato l’intero comparto dell’audiovisivo, un settore strategico per il Paese. Le proteste e le voci autorevoli che si stanno alzando questi giorni sono legittime e meritano ascolto, non denigrazione. Il disagio è reale e richiede risposte concrete, non propaganda. Per questo – conclude Manzi – invitiamo Fratelli d’Italia e il ministro Giuli a un confronto serio nelle sedi istituzionali. Chiediamo al presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, di calendarizzare al più presto la proposta di legge e la risoluzione presentate dal Partito Democratico sull’audiovisivo. È in Parlamento che si devono affrontare i problemi e trovare soluzioni per il futuro del settore."

 

12/05/2025 - 18:20

“La ministra Bernini chiede, senza alcuna vergogna, di avere i numeri, come se non conoscesse le condizioni di lavoro di chi si occupa della ricerca e non solo in Italia. Si parla di 40mila precari a livello nazionale e di oltre 4mila solo in Piemonte: dopo anni di tagli queste persone chiedono al Governo di venire ascoltate e in cambio ricevono parole vuote e canzonatorie”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, sullo sciopero indetto oggi, 12 maggio, in tutta Italia da parte dei precari e delle precarie dell’università.“La ministra non comprende cosa vogliono? Che si smetta di distruggere con continui tagli dei fondi e dei finanziamenti una delle offerte didattiche più prestigiose e stimate nel mondo, permettendo a chi ci lavora di continuare a garantire nelle accademie di tutta Italia la formazione che gli studenti e le studentesse meritano - prosegue la deputata dem - Il Ddl 1240 firmato dalla ministra Bernini e dal Governo Meloni non fa altro che rendere il perenne precariato l’unica prospettiva di continuità all’interno delle università, dando a questa condizione un carattere istituzionale e consentendo di fatto agli atenei di non assumere mai i precari e le precarie”.

“Oggi queste persone scioperano con una dignità che dovrebbe essere d’esempio per tutta la politica. Quello che ci viene chiesto è semplice: diritti e tutele per chi svolge un ruolo così importante in una democrazia” conclude Gribaudo.

 

 

12/05/2025 - 12:45

"La giornata di oggi rappresenta un momento significativo per Livorno e per tutta la Toscana. Dopo anni di lavoro, progettazione e impegno condiviso, viene finalmente inaugurato il cantiere di un’opera strategica, fondamentale per il rilancio e lo sviluppo del nostro sistema portuale, in grado di generare occupazione, attrarre investimenti e rafforzare la competitività logistica della nostra regione": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio in occasione della posa della prima pietra della nuova Darsena Europa svolta oggi a Livorno.

"La nuova Darsena Europa non solo potenzierà i flussi commerciali, ma offrirà anche nuove opportunità per il traffico turistico e per l’intera economia toscana. Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e lo hanno reso possibile: i tecnici, le istituzioni locali, la Regione Toscana – che ha contribuito con risorse concrete – i governi che hanno creduto nell'opera e i ministri che hanno sostenuto con convinzione questa grande visione": conclude Marco Simiani.

 

10/05/2025 - 13:03

“Quando a scoraggiare la partecipazione democratica è una figura che ricopre una delle più alte cariche dello Stato, non siamo più di fronte a una semplice opinione, ma a un gesto gravemente irresponsabile.” Così Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico nella commissione lavoro della Camera, commenta le recenti dichiarazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“Il messaggio che arriva da La Russa è pericoloso: in un Paese dove l’astensione è già un’emergenza democratica, delegittimare il voto significa alimentare la disaffezione e l’allontanamento dei cittadini dalle istituzioni. E questo – aggiunge Scotto – è ancor più grave se a farlo è chi dovrebbe, per ruolo e funzione, custodire la neutralità e l’integrità del sistema democratico.”
“La destra continua a confondere le istituzioni con il terreno dello scontro politico quotidiano. Ma la seconda carica dello Stato non può permettersi di essere faziosa o di usare la propria posizione come un megafono per attacchi di parte. Serve rispetto per la Costituzione, per il Parlamento e, soprattutto, per le cittadine e i cittadini italiani”.

09/05/2025 - 20:39

“Il presidente del Senato La Russa, ha dichiarato che farà propaganda perché la gente resti a casa al Referendum. Non era mai accaduto che la seconda carica dello Stato facesse un appello di questo tipo. Nel giorno tra l’altro in cui piangiamo la morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, due martiri della democrazia. Siamo di fronte a un atteggiamento che non esito a definire eversivo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

09/05/2025 - 19:14

Garantire misure di sicurezza

“La Fiom-Cgil di Napoli ha denunciato quanto accaduto nella tra il 5 e 6 maggio  presso lo stabilimento Stellantis di Pomigliano, dove solo per un caso fortuito è stata evitata una tragedia sul lavoro. Da tempo le Rsa e le Rls della Cgil segnalano gravi rischi per l’incolumità dei lavoratori all’interno dell’impianto presse evidenziando ripetutamente carenze e problematiche legate alla sicurezza sul luogo di lavoro. Di fronte a questo nuovo episodio, riteniamo urgente e necessario che le istituzioni competenti si attivino immediatamente, predisponendo una rigorosa azione di vigilanza sul rispetto delle norme di sicurezza presso lo stabilimento di Pomigliano. La Fiom-Cgil ha inoltre inviato una segnalazione all’Asl Napoli 3 di Pomigliano per denunciare l’accaduto, sottolineando come la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori debba rappresentare una priorità assoluta. Chiediamo quindi un intervento tempestivo di tutti coloro che hanno il dovere di garantire condizioni di lavoro sicure e conformi alle normative vigenti, affinché situazioni simili non si ripetano e si possano prevenire gravi incidenti”.

Così i deputati democratici, Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro.

 

09/05/2025 - 18:19

“La notizia della messa in vendita di Italdesign da parte di Audi rappresenta un grave campanello d’allarme per l’industria piemontese e per l’occupazione di oltre mille lavoratori. Per questo, insieme al collega Arturo Scotto, ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro del Lavoro, da discutere in Commissione, per chiedere quali iniziative intenda adottare il Governo per tutelare la continuità produttiva e i posti di lavoro nella sede di Moncalieri”.

Così Mauro Laus, deputato del Partito Democratico, a seguito dell’allarme lanciato dalle RSU e dai sindacati metalmeccanici in merito alla possibile cessione della storica azienda di car design fondata da Giorgetto Giugiaro.Italdesign è molto più di un marchio - aggiungono i democratici - è un presidio di competenze, innovazione e valore aggiunto nel settore dell’automotive, già duramente colpito dalla crisi della transizione elettrica. È inaccettabile che, nonostante i bilanci positivi e i segnali di tenuta economica, un’operazione finanziaria metta a rischio l’integrità industriale e il futuro di centinaia di famiglie piemontesi. “Ringrazio - aggiunge Laus - la consigliera regionale Laura Pompeo e Maria Grazia Grippo, responsabile regionale Lavoro del PD, per aver sollevato con forza questa vicenda sul territorio. Nei prossimi giorni, il gruppo PD in Consiglio regionale porterà la questione all’attenzione della Giunta, affinché anche la Regione faccia la sua parte. Non possiamo permettere che Italdesign faccia la fine di Bertone o Pininfarina. Il Governo deve attivarsi subito per monitorare l’operazione e garantire un futuro certo a questa eccellenza italiana.”

Così una nota dei democratici Mauro Laus e Arturo Scotto componenti della commissione lavoro della Camera.

 

09/05/2025 - 16:04

“L’Europa è una conquista storica di pace, diritti e libertà fondamentali. Un patrimonio da tutelare e da rafforzare, soprattutto in un momento in cui le sfide internazionali richiedono risposte comuni e una visione condivisa. Andare avanti e consolidare il percorso europeo significa investire su giovani, lavoro, ambiente, sanità, innovazione, sicurezza. Significa credere nella forza dell’integrazione e nel valore della democrazia. L’Europa unita è la nostra casa comune, il nostro futuro”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, in occasione della Giornata dell’Europa, celebrata con un incontro -sul senso e l'importanza di un’Unione forte, coesa, solidale, sicura e sempre più vicina ai cittadini- che si è tenuto con tante studentesse e studenti del Liceo Scientifico “F.Severi” di Salerno.

 

09/05/2025 - 10:41

“Il cosiddetto ‘dl Sicurezza’ del governo Meloni è l’ennesimo atto di pura propaganda, privo di qualsiasi reale urgenza o necessità per il Paese. Dopo mesi di stallo parlamentare, a un anno e mezzo dal varo in CdM, il governo ha deciso di trasformare in un decreto un disegno di legge che stava già per essere approvato in via definitiva. Non per esigenze concrete, ma per motivi interni di equilibrio tra Fratelli d’Italia e Lega. Una scelta arbitraria e opportunistica, frutto della solita logica da campagna elettorale permanente”. Lo dichiara il deputato Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, intervistato sui canali social dei deputati dem.

“Si tratta di un decreto panpenalista – prosegue l’esponente Pd – con ben 14 nuovi reati e un generale inasprimento delle pene, che però non producono alcun effetto reale sulla sicurezza dei cittadini. Anzi, si colpiscono fasce fragili,come le madri detenute, e si cerca di comprimere il diritto al dissenso, come dimostra la norma sul blocco stradale che prevede pene fino a 2 anni per chi protesta. Nel mirino anche le misure sulla canapa industriale: un settore che vale 2 miliardi di euro e dà lavoro a 30.000 persone, in gran parte giovani, viene sacrificato per una narrazione completamente falsa sugli stupefacenti. In realtà si mette in ginocchio un pezzo sano dell’economia italiana solo per ottenere un titolo di giornale”.

“Il Partito Democratico – conclude Mauri - è contrario nel merito e nel metodo. Siamo al lavoro per contrastare il decreto in ogni sede possibile. È evidente che i numeri in Parlamento contano, ma noi non ci arrendiamo e continueremo a batterci con determinazione. Questo decreto va cambiato radicalmente: non c’è una norma che vada nella direzione giusta per aumentare davvero la sicurezza. Si può e si deve fare molto di più, a partire dal garantire condizioni dignitose per le forze dell’ordine e investimenti sociali sui territori. Noi continueremo a chiedere soluzioni serie, non spot elettorali”.

 

08/05/2025 - 18:20

“Il dolore delle vittime non può restare fuori dalla Storia. Deve avere cittadinanza nella memoria collettiva e nel lavoro delle Istituzioni. Solo così possiamo costruire una giustizia più umana, capace di ricucire le fratture del nostro tempo.” Lo ha dichiarato l’On. Michela Di Biase introducendo l’incontro promosso dall’Associazione Fare nell’ambito del ciclo 'Le parole della giustizia'.

L’evento, che ha visto la partecipazione del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, ha ospitato tra i relatori il professor Adolfo Ceretti, tra i massimi esperti italiani di giustizia riparativa, e Manlio Milani, testimone di impegno civile e memoria democratica, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia.

“Milani ci ha insegnato che la vittima non è solo un oggetto del male, ma un soggetto politico, capace di trasformare il trauma in testimonianza, e la memoria in responsabilità pubblica. Una vittima che non chiede vendetta, ma ascolto, verità, giustizia”, ha proseguito Di Biase.

“Non basta essere ‘con le vittime’ in modo astratto, cerimoniale. Occorre mettere in discussione i meccanismi che hanno prodotto l’ingiustizia. Occorre vigilare sulla coerenza democratica, aprire gli archivi, rifiutare ogni forma di delega passiva alla magistratura o alla storia ufficiale. Costruire giustizia non solo nelle aule dei tribunali, ma nello spazio pubblico, nella società.” ha aggiunto la deputata.

“Quando la sofferenza viene trasformata in identità esclusiva – ha concluso Di Biase – si corre il rischio che la vittima diventi ostaggio del dolore subito. È per questo che la giustizia riparativa deve essere una pratica pubblica, costituzionale, non privata o sentimentale. Deve servire a ricostruire il patto etico su cui si fonda la nostra Repubblica.”

 

08/05/2025 - 17:31

“Apprendiamo da fonti della maggioranza che al Senato vorrebbero finalmente votare la delega al Governo sulle retribuzioni. Quella che sostituì - di fatto cancellandola - la proposta di Salario minimo. Una delega vuota che serviva per sabotare l’iniziativa dell’opposizione. Ci arrivano dopo 15 mesi da quando l’approvarono alla Camera con un colpo di mano. E’ del tutto evidente che per la destra i salari bassi non sono una priorità. Sono guidati soltanto dalla paura davanti ai dati drammatici dell’Istat. Noi continuiamo a chiedere la calendarizzazione della nostra legge di iniziativa popolare sul salario minimo. Non possono sbattere la porta in faccia a oltre centomila persone che hanno firmato”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

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