Marco Causi è stato un politico serio e preparato, un uomo concreto e sempre disponibile all’ascolto e alla condivisione. Ne ricordo l’infaticabile lavoro parlamentare che abbiamo condiviso con molti colleghi e colleghe. Anche a nome del gruppo del PD alla Camera, esprimo le mie condoglianze alla famiglia e ai suoi cari.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Cinque Sì per cambiare l’Italia. Il Pd è pienamente impegnato per raggiungere il quorum e vincere questa battaglia. La linea indicata da Elly Schlein è stata chiara dall’inizio: vogliamo cambiare le leggi che hanno generato precarietà, sotto salario, insicurezza. Non bisogna mai avere paura di battersi per i diritti delle persone. E noi non ne abbiamo. I referendum sono una occasione enorme. Non sono proprietà di un partito politico, non misurano la distanza di punti percentuali tra progressisti e destra: nascono attorno a fatti concreti che miglioreranno la vita delle persone. Vanno raccontati così. Perché restituiscono diritti laddove sono stati tolti e ne costruiscono di nuovi. Per questo il quorum è una sfida fondamentale: dal giorno dopo l’Italia sarà un Paese più libero e solidale. 3 milioni e mezzo di persone avranno il diritto al reintegro, 3 milioni di lavoratori con contratto a termine saranno stabilizzati, si dimezzano gli anni per ottenere la cittadinanza per 2,5 milioni di lavoratori e studenti. Misure concrete, il cui effetto è indiscutibile”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano L’Unità.
“Sull’articolo 18 del decreto Sicurezza che vieta la produzione, trasformazione e vendita dell’infiorescenze della canapa non vi è alcun emendamento correttivo da parte dei parlamentari di destra. E’ una non notizia visto che avranno ricevuto un ordine di scuderia da parte del governo, ma è certamente una notizia che sconfessa anche qualche improvvida dichiarazione di taluni esponenti di destra, compresi i presidenti di commissione, che hanno annunciato, a più riprese, l’impegno a rivedere un’assurda norma dettata da logiche di propaganda e non certo finalizzate alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. Inascoltata pure la Conferenza delle Regioni. Ora ci diranno che è in corso una trattativa con il governo per emendamenti che saranno presentanti successivamente dai relatori, che comunque non potranno mai affermare la dignità e la sopravvivenza di un settore che, sulla spinta di giovani imprenditori, ha consolidato un mercato virtuoso e innovativo che ha un giro d’affari di mezzo miliardo di euro e che dà lavoro a trentamila persone”.
Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Una scelta grave quella che si sta assumendo il governo - aggiunge - che porterà a procedimenti di infrazione da parte dell’Unione Europea e a una moltitudine di ricorsi nei Tribunali, e che sarebbe grave che venisse trattata nella logica di qualche baratto in qualche segreta stanza. Il gruppo Pd ha presentato specifici emendamenti che sono di abrogazione della norma ma anche finalizzati a farne slittare l’applicazione per consentire ulteriori approfondimenti e comunque legati alla necessità di smaltire le scorte nei magazzini e a prevedere ristori per le imprese e tutele per i lavoratori che verranno licenziati. Se hanno voglia discutere, governo e destre - conclude - noi ci siamo ma non arretreremo rispetto ad un giudizio che è severo nei confronti di chi ha voluto propagandisticamente grattare la pancia ai cittadini italiani raccontando balle sulla produzione e sull’utilizzo della canapa”.
Ha dell’assurdo la risposta della presidente Meloni al premier time al Senato sul CPR in Albania. Ha detto “entro la fine della settimana il 25% dei migranti trattenuti in Albania sarà rimpatriato”: un modo nuovo e curioso di comunicare i dati, ancora prima che il dato sia reale. Dalle nostre ricostruzioni invece risulta che al 27 aprile 4 persone erano state rimpatriate, a fronte delle 55 che sappiamo essere transitate per il centro (40 inizialmente + le 15 recentemente trasferite). Le percentuali non tornano. La premier poi si dilunga nel ribadire come “quasi tutti” i trattenuti nei centri siano pericolosi criminali: un dato che è impossibile confermare, visto che nessun accesso è stato consentito non solo ai fascicoli giudiziari, ma anche solo a una lista di nomi delle persone portate in Albania. Posso sicuramente affermare di aver parlato, recandomi fisicamente nel CPR di Gjadër, con diverse persone che riportavano di non avere alcun precedente penale. Ci tengo poi a ribadire una cosa, su tutte: a prescindere da quale sia la storia giudiziaria di ciascuna di quelle persone, tutte quelle che sono state condannate per dei reati hanno già scontato la loro pena in carcere. Non possiamo accettare questa retorica strumentale, che è solo un maldestro funambolismo sul dettato costituzionale “la legge è uguale per tutti” per insinuare che ad alcune persone, in virtù del solo fatto di essere straniere, spetta una seconda pena aggiuntiva, da scontare nei CPR. Chi sta in un CPR subisce una detenzione amministrativa, e si trova lì solo perché non è in possesso di regolare documentazione. Un esempio su tutti? Abel Okubor, morto a 37 anni nel CPR di Brindisi qualche giorno fa, non aveva commesso alcun reato. Era finito in CPR per un disguido burocratico, dopo 12 anni di lavoro in Italia come bracciante. Il giorno in cui è morto aveva ricevuto una proposta di lavoro che gli avrebbe permesso di regolarizzare la sua condizione. Qualsiasi insinuazione sui reati eventualmente commessi da queste persone non c’entra nulla con il sistema CPR ed è crudele e costosissima propaganda, e in quanto tale va respinta.
Così la deputata del Pd Rachele Scarpa.
“Oggi in Commissione Lavoro ho votato contro una proposta che apre la strada all’accorpamento del referendum con il secondo turno delle amministrative. Il referendum va rispettato, indipendentemente da come la si pensi sul contenuto.Il Governo ha deciso di accorpare il voto referendario al secondo turno delle amministrative: una mossa studiata per abbassare l’affluenza e far fallire il quorum. Non è una scelta tecnica, è un tentativo politico di neutralizzare la partecipazione. E poco importa se si è d’accordo o meno con il quesito: qui è in gioco un principio. La democrazia diretta non si svuota con furbizie di calendario. Chi ha il coraggio delle proprie idee, non teme il voto dei cittadini. Lo rispetta. E soprattutto, le forze politiche che oggi ostacolano furbescamente la partecipazione non potranno domani fingere stupore o dispiacere di fronte alla bassa affluenza alle urne. La credibilità si gioca anche così” così il deputato democratico Mauro Laus.
“La patente a crediti fa acqua da tutte le parti. Per stessa ammissione del Governo che ha risposto oggi a un question time in Commissione lavoro del Pd. Al 30 aprile su oltre 400mila patenti erogate soltanto 21 sono quelle che, dopo i controlli effettuati, potrebbero essere sospese. Delle due l’una: o tutte le imprese garantiscono la salute e la sicurezza dei lavoratori oppure i controlli sono troppo pochi. Evidentemente non funziona questo meccanismo e va cambiato. Oltre mille morti l’anno ci dicono che siamo davanti a una catastrofe contro cui vanno messi in campo strumenti all’altezza e non trovate propagandistiche inefficaci”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Mentre Giorgia Meloni prosegue con i videomessaggi il suo quotidiano racconto di un’Italia che non esiste, chiusa a Palazzo Chigi, la destra continua a negare ogni opportunità di crescita della giustizia sociale di questo Paese. In commissione Lavoro alla Camera, durante la discussione sul parere al decreto sul referendum dell’8 e 9 giugno, i deputati e le deputate del Partito Democratico, M5s e Avs, stanno intervenendo in massa per chiedere una cosa molto semplice: la calendarizzazione del dibattito in Aula della legge che introduce il salario minimo. Sotto i nove euro l’ora è sfruttamento. Semplice, ma non per la destra. Che da oltre un anno a questa parte ha scelto di evitare ogni confronto parlamentare, nascondendosi dalla parte sbagliata della storia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"Oggi Meloni si è presentata in Parlamento non per risolvere il problema delle liste d’attesa, ma per scaricare la colpa sulle Regioni. Un capolavoro di ipocrisia: il Governo prima approva un decreto a zero euro – zero! – e poi fa appelli, come se guidasse l’opposizione, e accusa le regioni. Peccato che 14 regioni su 20 sono governate dalla destra. Delle due, l’una: o sta dando degli incapaci ai governatori di destra o sta mentendo. Ci sono quattro milioni e mezzo di persone che hanno rinunciato a curarsi. Il sistema pubblico è al collasso e Meloni, anziché metterci risorse vere e affrontare il problema, fa il gioco dello scaricabarile accusando i governatori di destra. È un’ipocrisia insopportabile"
“Ad oggi non è stata revocata nessuna patente a crediti: un dato che finalmente ci è stato comunicato dal Governo ma che non ci stupisce. Questo perché i punti vengono detratti dopo sentenze in giudicato e conosciamo bene i tempi della giustizia: le aziende fanno in tempo a chiudere e riaprire sotto altro nome ma con gli stessi titolari. Così non va bene, non può essere sufficiente un’autocertificazione”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli incidenti sul lavoro, interrogando durante il Question Time il sottosegretario Durigon sui dati relativi alla patente a crediti.
“Le risposte ricevute non sono soddisfacenti, dimostrano che le ispezioni sono state solo 22.000, cioè meno del 5%, essendo le patenti rilasciate oltre 436mila - prosegue Gribaudo - Il problema è enorme perché quella della sicurezza sul lavoro è la vera urgenza del nostro Paese: su questa piaga, definita così anche dal Presidente della Repubblica Mattarella, serve uno sforzo in più”.
“Domani ci sarà un tavolo tra Governo e parti sociali: ciò è un bene perché su questi argomenti ci deve essere un lavoro comune, che però deve essere estremamente serio e mirato. Auspico ovviamente che l’incontro sia produttivo ma temo comunque che non sarà sufficiente. Sarebbe opportuno anche sentire chi negli organi istituzionali porta e può portare un contributo e idee perché non basta trovare risorse per redistribuirne a pioggia: abbiamo bisogno di concentrare più e meglio gli interventi perché il numero degli infortuni, delle morti, delle malattie sul lavoro purtroppo sta aumentando. Anche per questo vi avevamo sollecitato a fare in modo che gli accordi Stato Regione contemplassero una formazione diversa da quella come è stata intesa dal Governo. Noi ci siamo per fare la nostra parte, ma non svilite né il Parlamento né chi vuole lavorare quotidianamente per migliorare la sicurezza sul lavoro” conclude Gribaudo.
“Questa mattina in sala Stampa alla Camera abbiamo presentato il libro di Barbara Bonciani, sociologa e già Assessora al Porto a Livorno, sulle disparità di genere nei porti italiani, dove si evidenzia la scarsità di presenza di lavoratrici donne in ambito portuale e marittimo. Su oltre 20.000 dipendenti abbiamo un numero di donne che è poco sopra le 1200, quindi una percentuale molto bassa.
Ma questa mattina i casi concreti, ovvero l'esperienza di lavoratrici che si occupano di attività operativa come il rizzagio o anche di una capitana di lungo corso ci hanno dimostrato che i pregiudizi sono solo nella mente di chi li applica. Quindi continuare a parlarne, ma anche mettere in atto gli strumenti parlamentari e operativi necessari per superare questo gap sarà l'impegno dei giorni a venire, a partire dalla presentazione di una risoluzione rispetto alle pari opportunità di genere nel lavoro portuale e marittimo in commissione Trasporti alla Camera dal gruppo del Partito Democratico.
Inoltre va detto che i porti italiani, così come molti altri settori della nostra economia, subiscono una vera e propria carenza di manodopera specializzata. In questo contesto il riequilibrio di genere, orizzontale e verticale, diventa quindi un'occasione ulteriore per rispondere alla richiesta di forza lavoro.
La presentazione di oggi e le azioni parlamentari che ne conseguiranno, cosi come gli impegni presi questa mattina da associazioni datoriali e sindacati di settore, sono per colmare il gap di genere sul lavoro, a partire da quello portuale, come l'incremento di entrambi i generi in questo caso delle donne nel lavoro portuale". Lo hanno detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd e Laura Boldrini presidente della commissione diritti umani alla Camera, a margine della conferenza stampa di presentazione del libro di Barbara Bonciani “Portuali e marittime, perché no? La disparità di genere nei porti italiani”.
“Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza al giornalista Giorgio Saracino e alla troupe Rai aggredita brutalmente nel quartiere zen di Palermo. Episodi del genere lasciano l’amaro in bocca e non dovrebbero mai accadere. I nostri giornalisti e le nostre troupe svolgono un attento lavoro di informazione, che è democrazia e libertà”. Così in una nota i parlamentari Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai.
“Il rapporto della Corte dei Conti Europea sull’efficacia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) mette in luce gravi lacune nella gestione del governo italiano. Sebbene il Pnrr sia stato concepito come uno strumento per affrontare le sfide strutturali del nostro Paese – dalla bassa produttività all’alta disoccupazione, fino alle disparità territoriali – i risultati concreti, secondo la Corte, sono ancora limitati, nonostante il raggiungimento di diversi degli obiettivi prefissati.
Il rapporto evidenzia che solo circa la metà delle misure per il digitale e il mercato del lavoro ha prodotto effetti tangibili, mentre la scarsa attenzione ai risultati concreti rischia di compromettere le aspettative di crescita a lungo termine del piano. Inoltre, la mancanza di dati di qualità e di valutazioni sulla costo-efficacia solleva interrogativi sull’uso responsabile dei fondi europei. Dati allarmanti poiché il Pnrr è un’opportunità storica per l’Italia, ma deve essere gestito con trasparenza, responsabilità e un focus chiaro sui risultati, non solo sul rispetto formale delle scadenze. Non può Fitto, con superficialità, limitarsi a difendere i progressi senza affrontare le criticità.
Fare spallucce come fa Fitto può bastare in Italia dove il Governo ha risposto alle critiche della Corte italiana modificando le regole e limitando i controlli ma non vale in Europa. Serve una revisione seria e immediata della strategia di attuazione del Pnrr, con indicatori di performance che misurino l’impatto reale sulle vite dei cittadini. Serve, come chiediamo costantemente, anche un maggiore coinvolgimento del Parlamento, delle autorità locali e della società civile nel monitoraggio dei progressi, per garantire che i fondi siano utilizzati in modo efficace ed equo, soprattutto a favore del Sud e delle fasce più vulnerabili.
Così il deputato PD, Silvio Lai della commissione bilancio della Camera dei Deputati.
La destra di Giorgia Meloni blocca la pdl delle opposizioni per la settimana corta in Italia.
"E’ una notizia molto importante l’approvazione in Spagna della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Il governo Sanchez mostra all’Europa che si può crescere economicamente aumentando i diritti di chi lavora. Continueremo a batterci perché la settimana corta venga approvata anche in Italia. C’è un disegno di legge delle opposizioni che la destra continua a tenere fermo perché non ha mezza idea su come intervenire. Chiediamo chiarezza". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Sul Pnrr i conti non tornano e siamo sull'orlo di un fallimento totale che sta facendo precipitare l'Italia nel vuoto. Per questo rivolgiamo al governo un invito costruttivo: fatevi aiutare e coinvolgete il Parlamento. Questo esecutivo sta dilapidando un patrimonio economico che rischia di non tornare più. Ma soprattutto sta distruggendo il simbolo della Next Generation EU, la nuova integrazione europea che accoglie l'ispirazione ideale di Ventotene verso il percorso federalista degli Stati Uniti d'Europa”. Così il deputato Piero De Luca, capogruppo PD in Commissione Politiche UE, intervenendo in Aula sulla discussione del monitoraggio e dello stato di attuazione del PNRR.
“Se esistono i fondi del Pnrr – continua l'esponente dem - è solo per merito del lavoro dei progressisti e democratici in Italia e in Europa perché la destra non ha mai votato a favore degli Eurobond e del Recovery Fund al Parlamento europeo e addirittura ha votato contro il mandato per negoziare il Next Generation Eu a Bruxelles”. “Il Pnrr era e è ancora un'opportunità irripetibile di rilancio del sistema Paese e rafforzamento della coesione sociale. Oggi, però, rappresenta più un'occasione persa: è il Piano nazionale dei ritardi e dei rinvii. La spesa è ferma al 30% delle risorse complessive con ritardi in progetti strategici come asili, case e ospedali di comunità, residenze universitarie, infrastrutture, piani urbani. La verità è che il governo ha perso più tempo a modificare il Pnrr che ad attuarlo. Il PD chiede un pieno coinvolgimento del Parlamento su ulteriori modifiche e continuerà a chiedere trasparenza e verità sui numeri e sulle intenzioni del governo: dati che ad oggi restano impietosi mentre i ministri si contraddicono a vicenda in modo ridicolo. Siamo sull'orlo del baratro per colpa di questo governo che sta bruciando purtroppo il futuro del Paese", conclude De Luca.
"Livorno ha le potenzialità per divenire uno dei maggiori porti polivalenti dell'occidente e sviluppare economie con ricadute positive per l'intero centro Italia: in questo contesto Davide Gariglio, con le sue competenze, le sue esperienze e la sua professionalità, è la persona giusta al posto giusto": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani sulla nomina del nuovo Presidente dell'Autorità portuale del Mar Tirreno Settentrionale, che coinvolge oltre Livorno, Piombino e Portoferraio.
"Gariglio ha oggi il compito di proseguire il buon lavoro di Luciano Guarnieri (a cui vanno i miei ringraziamenti per i risultati ottenuti in questi anni) e di sviluppare i progetti per la crescita dei volumi di traffico merci e passeggeri portati avanti, sempre in una ottica di sostenibilità ambientale. E' adesso necessario che il Parlamento definisca in tempi brevi la nomina per dare piena operatività al nuovo presidente", conclude Marco Simiani.