30/04/2025 - 14:15

Domani, 1 maggio, in occasione della Festa del lavoro, l'on. Laura Boldrini sarà a Siena al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Beko.
Boldrini parteciperà al corteo che partirà alle 10 dai giardini della Lizza.
"Auspico che la partecipazione della città al corteo di domani sia consistente - dichiara la deputata dem -. Sebbene sia stato scongiurato il licenziamento di massa, grazie alla battaglia condotta dalle lavoratrici e dai lavoratori insieme ai sindacati, la vertenza Beko non è conclusa. Ora è necessario un piano di reindustrializzazione concreto e un investitore serio per il sito di Siena".

30/04/2025 - 12:18

“Fa rabbia che la destra da mesi, nonostante le ripetute richieste dell’opposizione, si rifiuti di calendarizzare in aula la proposta di salario minimo. Oltre centomila cittadini hanno firmato la legge di iniziativa popolare, ma non si riesce a farla discutere nemmeno in commissione Lavoro. Chiediamo che in Parlamento riparta subito il dibattito sulla nostra proposta. La legge di iniziativa popolare sulla partecipazione della Cisl - come era giusto che fosse - appena consegnate le firme, è stata adottata come testo base in Commissione e poi votata in Parlamento. Va fatto lo stesso con la Lip sul salario minimo. E’ una questione di rispetto nei confronti di chi ha firmato e dei volontari di partiti e associazioni che hanno raccolto le sottoscrizioni”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

30/04/2025 - 11:45

Il lavoro è coesione e dignità. Per onorare la Festa dei lavoratori non servono spot o annunci. Il Governo approvi la legge sul salario minimo perché un lavoro mal pagato rende insicuri, fa crescere povertà e disuguaglianze e rende tutto il paese più debole.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

29/04/2025 - 19:48

“Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla redazione di Presa Diretta e al giornalista Riccardo Iacona, oggetto di un grave tentativo di delegittimazione attraverso un esposto indirizzato al coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio. Una situazione mai vista, gravissima. Il lavoro giornalistico di Presa Diretta rappresenta un esempio di informazione coraggiosa e documentata su uno dei più drammatici conflitti del nostro tempo. Denunciare i bombardamenti su Gaza e dare voce a osservatori indipendenti, come la relatrice ONU Francesca Albanese, è un dovere del servizio pubblico, non un crimine. Tentare di ridurre al silenzio chi racconta fatti scomodi, accusandolo di antisemitismo o disinformazione, è un attacco alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini di essere informati. In un contesto in cui la libertà di espressione è sempre più sotto pressione, è fondamentale respingere ogni tentativo di condizionare l’informazione pubblica per via politica o ideologica. Chiediamo che la RAI continui a garantire pluralismo, autonomia editoriale e il diritto dei giornalisti di raccontare la realtà, anche quando fa discutere. Questo è il ruolo del servizio pubblico. Palazzo Chigi prenda immediatamente le distanze da questo grave tentativo di ingerenza e censura”. Così una nota dei componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai.

29/04/2025 - 15:14

"I dati Istat pubblicati oggi certificano una realtà che milioni di lavoratori conoscono già sulla propria pelle: i salari reali continuano a perdere terreno, mentre i prezzi salgono e il potere d’acquisto si sgretola. Dal 2021 ad oggi si è perso l’8% in termini reali. Ma la vera questione che il governo continua a ignorare è il drammatico differenziale salariale con il resto d’Europa. Un lavoratore italiano guadagna in media molto meno di un collega tedesco, francese o olandese, a parità di mansione. Questo squilibrio non è più sostenibile", si legge in una nota del vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi.

"A ciò si aggiunge il dato allarmante sugli espatri: nel 2024 si è toccato il picco massimo degli ultimi decenni, con 190 mila partenze certificate – e si stima che i numeri reali siano quasi il doppio. Come negli anni Sessanta, a spingere i giovani all’estero non è solo l’ambizione, ma il bisogno: il divario retributivo è tornato a essere il principale fattore di emigrazione. Stiamo formando intere generazioni che poi trovano lavoro e dignità fuori dai confini italiani con costi enormi per le casse dello stato. Il decreto primo maggio annunciato dal governo è l’ennesimo spot vuoto incapace di affrontare le radici del problema. Senza un intervento strutturale sui salari – a partire dall’introduzione di un salario minimo legale – non c’è futuro per il lavoro in Italia. Continuare a ignorare questa emergenza vuol dire condannare il Paese alla stagnazione e alla fuga dei talenti” conclude Ricciardi.

 

29/04/2025 - 14:01

“Le parole di Sergio Mattarella vanno ascoltate fino in fondo. Hanno il pregio di raccontare le cose cosi come sono, senza troppi giri di parole. E di richiamare tutti a fare la propria parte. Salari e stipendi così bassi minano la tenuta sociale e generano la fuga di migliaia di giovani dal paese. Svuotandolo di futuro e di speranza. Occorre agire subito: sono due anni e mezzo che chiediamo con tutte le opposizioni in Parlamento con atti di indirizzo e proposte legislative l’istituzione di un salario minimo legale in attuazione piena del dettato costituzionale. Dal Governo sono arrivati solo no  ideologici. Accompagnati peraltro da un immobilismo senza precedenti - tant’è che è arenata da più di un anno la delega sui salari in senato. Oggi l’Istat certifica che dal 2021 i salari reali hanno perso l’8 per cento del potere d’acquisto: significa che ci sono milioni di persone che devono decidere se mangiare o mandare i figli a scuola. Basta chiacchiere: siamo pronti a confrontarci in qualsiasi momento per lavorare ad alzare le retribuzioni sia attraverso la forza della norma sia sostenendo i rinnovi contrattuali di più di cinque milioni di lavoratori. Serve un nuovo patto per la qualità del lavoro e della produzione. Con meno di questo il declino è inevitabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto.

 

28/04/2025 - 14:46

Trattori senza rolbar, Lollobrigida incalzi Salvini

“Mezzi vetusti e operatori non adeguatamente formati e protetti sono le principali cause delle morti bianche in agricoltura. Ben 120 nel 2024. Una denuncia di infortunio su quattro si conclude tragicamente. Un dato significativo ed inammissibile sul quale occorre intervenire senza indugi rafforzando prevenzione e formazione ma facendo si che le norme approvate non rimangano solo sulla carta. È il caso della mancata entrata in vigore della revisione dei mezzi agricoli prevista da un decreto interministeriale del 2015. Manca l'operatività del decreto che deve essere garantita da un decreto attuativo del Ministero dei Trasporti. In Italia circolano 1,2 milioni di trattori e mezzi agricoli sprovvisti di strumenti di sicurezza a cominciare dalle cinture. Metà del parco trattori è sprovvisto di rolbar, la struttura di protezione indispensabile per garantire la sicurezza del conducente in caso di ribaltamento. Chiediamo al Ministro Lollobrigida di farsi carico di questa inderogabile esigenza nel confronti del ministro Salvini. È una questione di civiltà ed è doveroso agire con urgenza”.

Lo dichiara Stefano Vaccari, capogruppo PD in Commissione Agricoltura e Segretario di Presidenza della Camera in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro.

 

28/04/2025 - 13:08

“Proprio oggi, nella Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, un operaio è morto in una cava di marmo a Carrara. La tragedia si va a sommare agli altri 138 incidenti mortali avvenuti in soli due mesi nel 2025 e alle 1090 vittime del 2024. Numeri spaventosi, come lo sono i ricordi di Brandizzo, Casteldaccia, Suviana, Firenze: tra la fine del 2023 e il 2024 si sono registrate quattro grandi stragi sul lavoro, accompagnate purtroppo da un continuo aumento giornaliero degli infortuni mortali e invalidanti”. Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.

“Tutto questo non può rimanere in silenzio. Perché in molti casi si muore sul lavoro  per mancanza di investimenti minimi, per l'assenza di presidi, per carenza di cultura della sicurezza e troppo spesso a causa del sistema di appalti e subappalti a cascata la cui incidenza di eventi gravi dovrebbe essere indagata dal Governo, come era stato promesso la scorsa estate approvando un ordine del giorno a mia prima firma - prosegue Gribaudo - Gli incidenti, non mortali, sono stati 89.556: un numero spaventoso, il segnale chiarissimo di un enorme problema di sicurezza in molti cantieri, nei terreni agricoli, nell’industria. Facciamo in modo che questa Giornata non resti l’ennesima data vuota”.

“Il Governo deve ascoltare le proposte che arrivano dalle parti sociali e dagli organismi di competenza costituzionali. Servono nuove proposte, che non mancano e che sono condivise dalle rappresentanze sindacali, come emerso dagli ultimi Stati Generali. Serve agire immediatamente. Solo così la politica può rispondere, concretamente, alle famiglie delle vittime e onorare la memoria di chi è andato a lavorare e non è mai più tornato a casa” conclude Gribaudo.

 

28/04/2025 - 11:22

"La morte di un lavoratore in cava a Carrara ci colpisce e ci addolora nel profondo. Esprimo la mia vicinanza sincera alla famiglia, ai colleghi, a tutta la comunità e chiedo che venga fatta piena luce su quanto è successo, senza zone d’ombra. Purtroppo, l’Italia sta normalizzando l’idea di uscire di casa per lavorare e non farvi più ritorno. Lo dicono i dati delle morti sul lavoro, anche di questo 2025, che è già tragico. Siamo di fronte a bollettini di guerra e a drammi che si ripetono continuamente. Drammi che lacerano spezzano vite, lacerano famiglie e comunità, lasciando solo rabbia e dolore immensi. Sul lavoro e sulla sicurezza dobbiamo fare di più. È un dovere morale, umano, prima che politico. L’alternativa è infatti irricevibile: prendere semplicemente atto di questi bollettini di guerra e ripetere sempre le stesse parole, di cui le famiglie non se ne fanno niente: servono interventi concreti, risorse vere, controlli seri. La sicurezza deve essere una priorità, non un adempimento burocratico”.

Così il deputato dem, Marco Furfaro, della segreteria nazionale del Partito Democratico.

 

28/04/2025 - 11:02

“138 morti nei primi due mesi del 2025, più 16 per cento di incidenti mortali sul lavoro rispetto all’anno scorso secondo i dati diffusi da Anmil nella giornata sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’ultimo, stamattina a Massa, dove un camionista è tragicamente precipitato in una cava. E’ il bollettino di una guerra che lo Stato sta perdendo. Tutte le misure messe in campo da questo governo non solo non sono state sufficienti, ma hanno contribuito persino ad aggravare la corsa verso il ribasso dei diritti di chi lavora. Liberalizzare i subappalti e precarizzare il mercato del lavoro equivale a indebolire nei fatti la sicurezza nei luoghi di lavoro. Bisogna cambiare registro: chiediamo che la Ministra Calderone - come suo dovere secondo la norma voluta dal Pd e approvata in questa legislatura - venga in Parlamento e relazioni sullo stato della sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Noi non ci sottraiamo a un confronto, ma pretendiamo che si metta da parte la propaganda e ci si confronti con i dati reali”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

27/04/2025 - 15:06

"L’Eurostat conferma un dato già abbondantemente noto: il 10 per cento dei lavoratori a tempo pieno in Italia sono poveri. In alcuni casi poverissimi. Rispetto a Francia e Germania, dove le percentuali di povertà lavorativa sono nettamente inferiori, c’è un tabù che il governo Meloni non vuole rompere: si chiama salario minimo. Dopo due anni e mezzo di sabotaggio della proposta delle opposizioni chiediamo un ripensamento. Il no ideologico della destra a questa misura non solo non ha rilanciato una stagione di rinnovi contrattuali - sono quasi sette i milioni di lavoratori in attesa di rinnovo - ma ha allargato ulteriormente la fascia di occupati il cui potere d’acquisto è totalmente falcidiato. Chiediamo che il salario minimo torni di nuovo nell’agenda dibattito parlamentare: abbiamo raccolto oltre centomila firme come opposizioni per una legge di iniziativa parlamentare. E’ una vergogna che non sia stata ancora calendarizzata. Di cosa ha paura Giorgia Meloni?" Così in una nota il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo PD in Commissione Lavoro, commentando i dati dell'Eurostat sulla povertà in Italia.

24/04/2025 - 17:02

“Nel corso dell’esame della proposta di legge sul telemarketing aggressivo, nelle Commissioni Trasporti e Attività produttive, abbiamo presentato come PD una serie di emendamenti, che riprendono in particolare la proposta di legge a mia prima firma sulla stessa materia e che la maggioranza non ha ritenuto di integrare nel testo base. Il nostro obiettivo era e resta quello di assicurare un effettivo contrasto al marketing telefonico selvaggio attraverso: la creazione di un apposito Registro delle Autorizzazioni alle comunicazioni commerciali per il passaggio al sistema opt-in, che prevede il consenso preventivo da parte del consumatore a ricevere le chiamate commerciali, e la nullità degli eventuali contratti conclusi per telefono in mancanza di tale consenso preventivo; l’introduzione di numerazione dedicata e chiaramente identificabile per gli operatori dei call center, per contrastare il fenomeno dello ‘spoofing’, ovvero l’uso di numeri fittizi che sembrano veri; infine, nel caso in cui sia il consumatore a cercare di contattare un customer service, la previsione di un numero dedicato, con la garanzia di poter parlare entro 1 minuto con un operatore umano. Dobbiamo introdurre nuove soluzioni, che consentano di prestare attenzione al lavoro di tanti operatori, ma rafforzino gli strumenti per difendere la libertà e serenità di vita delle nostre famiglie. Speriamo che la maggioranza decida di ascoltarci e accogliere queste nostre proposte serie e ragionevoli”.

Così il capogruppo Pd in Commissione Politiche europee, Piero De Luca.

 

24/04/2025 - 13:19

“Ancora una volta, come per la direttiva Bolkestein, la destra fa propaganda mistificando la realtà. Oggi anche sulla direttiva Habitat. Facciamo chiarezza. Il voto di ieri in commissione Politiche Ue della Camera non ha approvato alcuna norma nuova sul lupo in Italia. Da mesi la Commissione Ue ha elaborato una proposta di modifica del livello di protezione del lupo in tutta Europa. Su questa proposta è stato dato ieri in commissione un parere procedurale, poiché le proposte legislative della Commissione Ue possono essere analizzate nel rispetto tecnico del principio di sussidiarietà per le materie di competenza non esclusiva dell'Unione. Ai sensi del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona, nell’elaborazione di ogni proposta legislativa in tali materie, la Commissione Ue deve rispettare, infatti, specifici obblighi: consultazioni, pareri, schede analitiche sulla sussidiarietà, valutazioni d’impatto. Tutti passaggi che non sono stati svolti correttamente. Senza entrare nel merito della riforma della direttiva Habitat, che non compete alla Commissione Politiche Ue della Camera, come Pd, abbiamo contestato la ricostruzione della destra sulla mancanza di criticità formali nella proposta. Il nostro obiettivo era sollecitare un'attenzione della Commissione UE per evitare il rischio che sia inficiato il prossimo percorso legislativo tra Parlamento Ue e Consiglio. Come al solito la destra preferisce un comunicato stampa, quello sì ideologico, condito di fumo e attacco politico, al lavoro serio e concreto nelle istituzioni per affrontare con serietà ed equilibrio le questioni”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione politiche Ue alla Camera, Piero De Luca.

 

24/04/2025 - 11:51

“Persino il Cnel è costretto ad ammettere nel suo rapporto annuale che l’emergenza italiana è il lavoro giovanile e femminile. Che ci colloca in coda alla classifica di tutta Europa. Chiediamo al governo meno trionfalismi e più fatti. Servono risposte su salari, a partire dal salario minimo, e l’eliminazione delle leggi sulla precarietà del lavoro. Anche per questo l’appuntamento referendario dell’8 e 9 giugno è decisivo: si può invertire finalmente la rotta. Il lavoro povero non può essere la condanna di intere generazioni”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

24/04/2025 - 11:51

“Con questo Documento di Finanza pubblica ci troviamo di fronte a una brutta pagina per il Parlamento, che viene privato del suo diritto di indirizzo e controllo dell’attività del governo. Da documento di ‘programmazione’ abbiamo subito la sua trasformazione in atto di semplice ‘monitoraggio’, con la scusa che ci troviamo in un momento di incertezza. Ma è proprio nei momenti di incertezza che il Parlamento deve essere messo in condizione di sapere dove la maggioranza intende condurre il Paese. Come avvenuto anche al tempo del Covid. Tutto il potere è oggi invece nelle mani del governo con una totale assenza di trasparenza. Tutto questo con deputati di maggioranza che non prendono mai la parola. Silenzio assoluto. Una maggioranza schiacciante e schiacciata sul governo. Non vengono forniti dati e nota metodologica. Si citano ‘politiche invariate’ senza dire quali esse siano. Nulla sui dazi. Sulla difesa non sappiamo neanche quanto stiamo spendendo oggi e su quali voci, altro che annunci della Meloni sul 2%. Anche su pensioni, sanità e fiscal drag, questo documento rappresenta uno schiaffo al Parlamento”.

 

Così la deputata democratica e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra, intervenendo in Aula nella discussione generale sul Documento di Finanza pubblica.

 

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