07/03/2025 - 09:35

“Sull’Enci il ministro Lollobrigida continua a dare risposte imbarazzanti. Lo ha fatto anche di fronte ad una interrogazione del gruppo PD del Senato eludendo le questioni sulle quali erano state poste precise domande. Il ritornello ripetuto è lo stesso di sempre. Sull'Enci, secondo il Ministro, la vigilanza del Masaf si limita alla tenuta dei libri genealogici supportata dal fatto che la presenza del Ministero è legata ad un solo componente nel consiglio direttivo e che l'attività contabile e finanziaria dell'Enci non può essere controllata trattandosi di associazione privata anche se con finalità pubblica. Si è mai domandato il ministro perché il Masaf nomina due componenti su tre, di cui il presidente, nel collegio dei sindaci revisori? Glielo diciamo noi. Perché la tenuta dei libri genealogici ha quale conseguenza il pagamento da parte di qualsiasi cittadino italiano di diritti per iscrivere un cane o una cucciolata o denunciare un accoppiamento, senza contare i soldi per il rilascio di un pedigree o per partecipare alle expo e alle prove di lavoro che possono essere svolte solo se i cani sono iscritti ai suddetti libri. Tutto questo equivale a diversi milioni di introiti all'anno per l’Enci, che non ci sarebbero stati senza l'affidamento dei libri genealogici. Il ministro Lollobrigida dimentica pure di dire che rappresentanti del Ministero sono anche nel comitato degli esperti e nella Commissione Tecnica Centrale”.

Così il capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Insomma - aggiunge - l'Enci è molto di più che una associazione privata e che la vigilanza del Ministero, che Lollobrigida non sta facendo, provando addirittura fastidio per le interrogazioni che glielo ricordano, non è un aspetto secondario ma fondamentale. E di fronte alle numerose evidenze, segnalate anche dalle inchieste di Report, il ministro Lollobrigida, non commissaria ad acta l'Enci come avrebbe gia dovuto fare. Per continuare a lavarsene le mani ieri ha avuto l’ardire di affermare che le nomine dei rappresentanti del Masaf non le ha fatte l’attuale governo ma il precedente. Dai pedigree falsi ai mancati controlli di cucciolate e di doping, oltre che ai rimborsi spese, alla verifica delle incompatibilità e alle questioni afferenti il benessere animale, alle prove di lavoro dei cani da caccia che che si svolgono in periodo di divieto nelle fasi delicate di riproduzione della fauna selvatica, sono tutte questioni che rimangono ancora dopo mesi senza una risposta e non rispondere vuol dire assumersi una grande responsabilità. Non vorremmo - conclude - che alla fine debbano essere i Tribunali a dirci la verità sull'Enci. Allora la sorpresa e la responsabilità sarà anche maggiore”.
 

06/03/2025 - 17:27

Fitto batta un colpo

Rafforzare l'autonomia strategica europea in tutti i settori strategici, costruendo finalmente una vera e propria difesa comune dell'UE è una sfida non più rinviabile. È l'unica strada possibile se vogliamo proteggere davvero gli interessi dei nostri cittadini e delle nostre comunità nei prossimi anni. Sarebbe un errore però dirottare i Fondi coesione, generalmente impegnati per le politiche di sviluppo territoriale del Mezzogiorno in Italia, negli investimenti volti a rafforzare la capacità di difesa. È stato positivo il lavoro svolto dal Partito Democratico, con la segretaria Schlein, a Bruxelles per opporsi a questa ipotesi. Per realizzare la difesa europea servono nuovi fondi e investimenti europei specifici, realizzati in particolare attraverso l'emissione di nuovi eurobond, come fatto per reagire alla crisi del Covid, volti a sostenere azioni congiunte dell'Unione e a mettere insieme gli impegni nazionali in programmi comuni in ricerca, industria, infrastrutture strategiche, sistemi, interoperabilità. Ci vuole lo stesso coraggio e la stessa rapidità di decisione avuta durante la pandemia. Il Commissario Fitto cosa ne pensa? Batta un colpo.” Così il capogruppo democratico in commissione affari europei della camera, Piero De Luca.

 

06/03/2025 - 16:15

“Condivido parola per parola le dichiarazioni di Elly Schlein
dopo vertice del Pse. No al riarmo su base nazionale proposto dalla Von der Leyen, Si a un piano comune sulla difesa europea. Un’Europa che difende il proprio modello sociale per  non spianare la strada ai nazionalismi”.

Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

06/03/2025 - 12:22

“L’allarme lanciato dall'assemblea di redazione di rai Parlamento va raccolto immediatamente dai vertici Rai. E' impensabile che alla vigilia di importanti appuntamenti elettorali la carenza di organico possa condizionare il normale svolgimento di un imprescindibile servizio pubblico. Ancora più grave è la mancata risposta alla richiesta di incontro da parte del Cdr per cercare soluzioni operative. Chiediamo che i vertici Rai si adoperino con la massima tempestività affinché vengano date risposte concrete alle richieste dei giornalisti e che vengano messi nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro al servizio dell'informazione pubblica dei cittadini. È molto grave che si sia arrivati a questo punto nella più assoluta inconsapevolezza del valore strategico di rai parlamento nel panorama generale del sistema informativo del Paese”. Così una nota dei componenti democratici nella commissione di vigilanza Rai.

 

05/03/2025 - 19:45

“La risposta del Mef di oggi alla nostra interrogazione in commissione Finanze in materia di deducibilità delle spese per l’assistenza ai disabili gravi è degna del peggior Ponzio Pilato. La nostra richiesta prendeva le mosse dalla sentenza della Cassazione che ha stabilito che non è corretto assimilare le spese per l’assistenza ai disabili gravi a quelle per i soggetti non autosufficienti, poiché il Tuir prevede un regime fiscale più favorevole per le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992. Secondo la Cassazione anche le spese per assistenza fornita da collaboratori domestici senza requisiti professionali possono essere dedotte integralmente nel caso di disabilità grave, laddove le medesime spese rimangono invece agevolate con le detrazioni fiscali per le persone non autosufficienti solo a determinati limiti di importo e di reddito. Ecco perché chiedevamo al governo di aggiornare tempestivamente la prassi interpretativa sulla base della pronuncia della Cassazione, anche al fine di sgravare automaticamente i ruoli di coloro che si trovano a pagare cartelle esattoriali per il mancato riconoscimento della citata deducibilità. Eppure il governo ha fatto orecchie da mercante esponendosi di fatto a nuovi ricorsi. Un grave errore che va a colpire famiglie già in grave difficoltà”.

Così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, commentando insieme a Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo, la risposta della sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, all’interrogazione relativa all’ordinanza n. 449/2025 della Corte di Cassazione che ha sancito un principio di diritto particolarmente favorevole ai contribuenti che assistono familiari con disabilità grave.

 

 

05/03/2025 - 18:25

“Il Governo deve uscire dalle vuote parole trionfalistiche e stare nella realtà: per occupazione femminile siamo ultimi in Europa, con un divario di genere di oltre 18 punti che diventano anche 30 per il gap retributivo. Se il Governo non approva il salario minimo e invece liberalizza i contratti a termine, dà un segnale preciso che incide sulla vita delle donne, che sono quelle con contratti più deboli e precari. Se taglia 150mila posti di asilo nido e non riconosce i congedi paritari pienamente retribuiti e universalistici, significa che vuole tenere le donne a casa. Se affossa anche nel percorso pensionistico una possibilità concreta per le donne di recuperare il tanto tempo dedicato alla cura con la restrizione di Opzione donna, significa che a questa maggioranza di destra sta bene che le donne siano più povere anche da pensionate. In questi due anni il Governo non ha agito in modo sistemico sul mercato del lavoro, sui suoi modelli organizzativi, sul sistema dei servizi, sulla dimensione della famiglia e su quella culturale. Contrastare il declino demografico ed economico di questo Paese significa sostenere misure di equità salariale, fiscale, di accesso ai servizi per le donne, ma questo Governo con la prima presidente del Consiglio donna di questo Paese, ha preso tutt’altra strada”.

Così la vice presidente del Gruppo PD alla Camera, Valentina Ghio, replicando nell’Aula della Camera all’informativa dei ministri Foti e Calderone sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile.

 

05/03/2025 - 18:14

“E’ già stucchevole, in una discussione sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile, registrare in quest’Aula la subalternità di linguaggio utilizzata anche da persone di sesso femminile. Non si sognerebbero mai di chiamare ‘cameriere’ la cameriera oppure ‘maestro’ la maestra. Però se c’è una presidente del Consiglio donna la chiamano ‘il presidente del Consiglio’, se c’è una ministra donna la definiscono ‘il ministro’. Fatevi una domanda e datevi una risposta. Ma veniamo al mercato del lavoro e al gender pay gap, tema molto forte nel nostro Paese soprattutto legato a quello della maternità. Quando in Italia una donna dà alla luce un figlio il suo destino lavorativo è segnato. A quindici dal parto il suo salario lordo annuale è ridotto del 57 per cento rispetto a una lavoratrice non madre. La parte preponderante poi non è il basso salario orario, ma l’utilizzo del part time e del tempo determinato. E’ la precarietà del lavoro che nelle donne incide in un modo spropositato. Cosa ha fatto la destra per evitare la precarietà del lavoro per gli uomini e le donne, ma soprattutto per le donne? L’esatto contrario di ciò che serviva: ha reso più facile l’accesso ai contratti di somministrazione, a tempo determinato e stagionali”.

Così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, replicando nell’Aula della Camera all’informativa dei ministri Foti e Calderone sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile.

 

05/03/2025 - 17:44

C'è una legge, la 162 Gribaudo sulla parità salariale, che la ministra Roccella conosce molto bene che prevede strumenti premiali che, se applicati, possono contribuire a ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo lavorativo. I dati dell'ultimo rendiconto dell'INPS sono veramente impietosi: tra uomini e donne si registrano ancora differenze fino al 50% sul fronte retributivo per le posizioni dirigenziali e il dato occupazionale non è migliore, visto che le donne hanno carriere più precarie e più discontinue e questo incide anche sulla loro pensione. Ricordo anche alla ministra che noi siamo il Paese che ha la più bassa partecipazione delle donne in Europa nel mercato del lavoro. Per  correggere queste storture la legge 162 istituisce la certificazione della parità di genere e l'obbligo della consigliera nazionale di parità di presentare al Parlamento la relazione con il monitoraggio sulla situazione della legge. La consigliera per le pari opportunità avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere, ma siamo a marzo 2025 e ancora non è stato presentato niente. Allora ministra Roccella, siccome tra poco sarà l'8 marzo e durante questa ricorrenza ci ricordiamo tutti dei diritti delle donne, questo sarebbe un modo non solo per fare retorica ma per mettere in campo azioni concrete.

Così la deputata del Pd Simona Bonafè, intervenendo in Aula durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.

 

05/03/2025 - 16:41

Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne

“La consigliera per le pari opportunità, in base all'articolo 1 della legge 162 del 2021 avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere ma non lo ha mai fatto. Dalla ministra Roccella otteniamo risposte già note sui giornali e non del perché tale rendicontazione non ci sia stata. La ministra è venuta in Aula a fare la solita manfrina fatta di propaganda e retorica”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo intervenendo in replica alla ministra Roccella durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.
“La verità è che questo governo non ha alcuna intenzione di occuparsi del gap tra donne e uomini nel mercato del lavoro e i suoi ministri preferiscono rilasciare interviste sul gender. L'unico gender che al Pd interessa è il gender gap salariale in questo Paese”.
“Roccella - continua la parlamentare Pd rispondendo alla ministra sui dati Istat - parla di dati positivi sull'occupazione femminile ma nasconde che la crescita è legata al lavoro precario e povero. Siamo il Paese d'Europa con il più basso tasso occupazionale femminile perché il governo Meloni lavora contro le donne con la liberalizzazione dei contratti di somministrazione, l'abrogazione dell'esenzione Irpef alle prestazioni di baby-sitting di welfare aziendale, l'aumento dell'Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili e sui pannolini. Questo governo ha cancellato 'Opzione donna', non finanzia i consultori e inserisce le stanze dell'ascolto per non lasciare le donne libere di scegliere”. “Questo governo ha tagliato fondi sugli asili nido presenti sul Pnrr e, in ritardo di un anno, solo l'altro ieri ha reso note le risorse sul reddito di libertà per le donne. Voi non guardate al futuro del Paese e, soprattutto, non portate rispetto alle donne”, conclude Gribaudo.

 

05/03/2025 - 16:40

Federmeccanica e Assistal rispondano a sindacati

“Il Governo batta un colpo e sostenga il rinnovo dei contratti ancora aperti. Sono quasi sette milioni i lavoratori in attesa. La notizia di oggi dello sciopero generale di otto ore proclamato unitariamente dai sindacati metalmeccanici Fim Fiom e Uilm ci dice che c’è un tentativo esplicito di cambiare il modello contrattuale che cambierà le condizioni materiali dei lavoratori. Il Governo faccia pressione su Federmeccanica e Assistal perché dia risposte concrete alla piattaforma presentata dai sindacati”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

05/03/2025 - 15:29

Un disegno di legge sul nucleare nel bel mezzo di un'indagine conoscitiva è assurdo e rappresenta una mancanza di rispetto verso il Parlamento e tutte le persone coinvolte nel processo. Martedì dovremmo proseguire con l’indagine, ma mentre aspettiamo le relazioni della Camera, frutto di mesi di audizioni e approfondimenti, si procede con l'approvazione di un provvedimento che, di fatto, esclude il Parlamento dal processo decisionale. È inaccettabile che il governo decida tutto senza considerare il lavoro svolto e senza dare il giusto valore al confronto istituzionale.

Così i deputati Pd Marco Simiani e Vinicio Peluffo, rispettivamente capogruppo in Commissione Ambiente ed Attività Produttive della Camera, e Christian Di Sanzo

 

 

05/03/2025 - 10:58

“La notizia che la magistratura chiede l’archiviazione per l’indagine su Ustica e comunque conferma che si trattò di un attacco missilistico, rende indispensabile che il Governo italiano chieda con decisione ai Paesi alleati, a cominciare dalla Francia, di collaborare con informazioni adeguate al lavoro della magistratura. Dopo 45 anni non possiamo rassegnarci a raggiungere la piena verità, come ribadito dal Presidente della Repubblica Mattarella” così una nota del deputato democratico Virginio Merola.

04/03/2025 - 15:52

"A tre anni dall'avvio delle azioni per l’implementazione della misura contro il caporalato e il superamento degli insediamenti abusivi, non è ancora stata sottoscritta alcuna convenzione con i Comuni beneficiari. È inaccettabile che le amministrazioni locali, dopo aver rispettato ogni scadenza e richiesto più volte chiarimenti, restino nell'incertezza. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro del Lavoro, chiedendo risposte chiare e tempi certi". Così Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, annuncia la presentazione dell’atto in Parlamento.
L’interrogazione chiede conto dello stato di avanzamento delle attività, del mancato convenzionamento con i Comuni nonostante il ripetuto invio dei Piani di Azione Locale (PAL) e della possibilità di ottenere una proroga dei termini di realizzazione, oggi fissati al primo trimestre del 2025.
Spiega l’Onorevole Gribaudo: "Nonostante a dicembre il commissario Falco in audizione presso la Commissione da me presieduta ci avesse annunciato che il contributo sarebbe arrivato entro gennaio e per i primi comuni addirittura entro il 2024, riscontriamo che ad oggi gli impegni non sembrano rispettati. Il tempo passa e i territori si trovano in difficoltà per i ritardi del Governo. Sappiamo che tre Comuni hanno già rinunciato ai fondi, scoraggiati da un processo farraginoso e senza garanzie. Il Governo deve dire chiaramente se intende proseguire con questa misura o se prevede di individuare altre coperture finanziarie. Non possiamo permettere che  il grande impegno e le risorse già investite dai Comuni vadano sprecati,  ma più in generale non si può lasciare insoluto un problema che riguarda la dignità di lavoratrici e lavoratori e la legalità nel settore agricolo, tanto più nel momento in cui ci sono i fondi".
"L'Italia ha il dovere di rispettare gli impegni presi nel contrasto al caporalato. Non possiamo accettare che, mentre si moltiplicano i tavoli e le richieste di aggiornamento ai Comuni, la situazione sui territori resti immobile. Il Governo non può più rimandare: servono risposte immediate" conclude la vicepresidente nazionale del PD.

04/03/2025 - 15:11

Il Parlamento non è un passacarte di decreti governativi

“Non basta un incontro volante con qualche giornalista al margine delle trasferte internazionali, Meloni deve venire in Aula a riferire dei temi principali per l'Italia prima del vertice straordinario dei capi di Stato europei convocato giovedì prossimo”. Così la capogruppo Pd, Chiara Braga, intervenendo in Aula di Montecitorio.
“Anche ieri – ha dichiarato la presidente dem - abbiamo assistito all'utilizzo personale della Presidente Meloni del servizio pubblico televisivo, per parlare al Paese dei temi di attualità. In prima serata, dopo aver snocciolato idee confuse, Meloni ha provocato le opposizioni chiedendo in Tv cosa ne pensassero dell'invio di truppe a Kiev, senza mai aver comunicato quali siano le intenzioni del governo nelle sedi ufficiali e senza ammettere l'evidente spaccatura, a tal riguardo, all'interno del suo governo”.
“E' inammissibile che la premier si sottragga al confronto parlamentare come ha fatto e sta facendo in queste settimane” ha continuato Braga. “Il Parlamento non è il passacarte dei decreti del governo e questo concetto vorrei spiegarlo al sottosegretario Mantovano che ha dichiarato come 'sarà Palazzo Chigi a decidere gli emendamenti parlamentari prioritari, a definire i tempi e i rituali dell'Aula'. È inaccettabile che un rappresentante del governo parli in questo modo del lavoro che si svolge in Parlamento. Meloni riferisca sulla posizione dell'Italia nel dibattito di giovedì sulle scelte europee a garanzia della sicurezza dell'Ucraina”, ha concluso Braga.

 

04/03/2025 - 14:42

“Purtroppo, l’unico segno di vita recente manifestato dalla Presidente von der Leyen è l’appello a ‘riarmare’ l’Europa a prescindere da una politica estera comune. Le élite europee non offrono alcuna lettura autocritica sul perché siamo arrivati qui, sulla rinuncia dell’Ue a usare la leva diplomatica accanto al principio di deterrenza nei confronti di Putin, inseguendo l’illusione di alcuni settori dei democratici americani secondo cui si poteva persino vincere la guerra. Fino al paradosso di regalare la parola pace a Trump e ai suoi sodali criptofascisti. Un capolavoro di stupidità e improntitudine. Vorrei inoltre ricordare che un’economia di guerra è esattamente l’acqua nella quale la destra nuota meglio. Da sempre. Perché società che si militarizzano coincidono con società più autoritarie”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervistato da L’Unita’.

 

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