“Il grave incendio che ha colpito gli stabilimenti di Inalca e Quanta Stock&Go a Reggio Emilia, ha causato danni ingenti e messo a rischio il futuro di 400 lavoratori, oltre che nelle due aziende anche in Gescar e nella Fabbrica del Lavoro. Si tratta di un colpo durissimo all'economia locale e a centinaia di famiglie che oggi vivono nell'incertezza. Per questo riteniamo fondamentale che tutte le istituzioni si muovano con rapidità per fornire risposte concrete e scongiurare una crisi occupazionale ed economica in un settore strategico per il territorio. Reggio Emilia è una realtà produttiva di eccellenza, e il comparto agroalimentare rappresenta una parte fondamentale del nostro tessuto industriale. E’ necessario che il governo, relazionandosi con regione e comune, intervenga con gli strumenti necessari per garantire tutela, continuità e prospettive di rilancio del nostro territorio. Servono misure straordinarie per tutelare i lavoratori e consentire alle aziende di ripartire nel più breve tempo possibile”.
Così il deputato democratico, Andrea Rossi, che oggi ha presentato un’interrogazione, firmata anche dalla collega Ilenia Malavasi, rivolta ai ministri del Lavoro e delle Imprese e Made in Italy.
“Nel decreto Pa licenziato oggi dal Consiglio dei ministri viene sospesa fino a fine 2025 la norma ‘taglia idonei’ nei concorsi pubblici che lo stesso governo Meloni aveva introdotto improvvidamente nel 2023. Si sono accorti evidentemente che hanno paralizzato inutilmente la pubblica amministrazione e soprattutto gli enti locali con una legislazione stupida è inefficace. Questo passettino in avanti è un risultato della mobilitazione di tanti ragazzi e ragazze che si sono organizzati in questi mesi, del Partito Democratico che con tante interrogazioni e atti parlamentari ha sempre contrastato questa scelta, dei sindacati che hanno organizzato innumerevoli iniziative e dei comuni che hanno contestato scelte che li danneggiavano nel reclutamento del personale. Dopodiché, questa misura tardiva in ogni caso non basta. Va eliminato definitivamente il tetto del 20 per cento sulle graduatorie e per quel che riguarda gli idonei non ci si può limitare ai concorsi soltanto di quest’anno. Presenteremo emendamenti per ripristinare definitivamente una situazione normale che aiuti l’accesso di migliaia di giovani al pubblico impiego”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Cosa c’è di vandalico e vile nella protesta di un gruppo di ragazzi di Ultima Generazione che, in segno di protesta, rovescia il contenuto di un sacchetto di scarti di cibo della grande distribuzione in una scalinata secondaria della Camera? Lo dico con il rispetto istituzionale che si deve ai Presidenti Fontana e La Russa che hanno utilizzato parole fuori luogo nei confronti di quei giovani. Nessun danno irreparabile è stato fatto. Semmai il loro gesto voleva mettere in evidenza il tema del giusto prezzo del cibo che il consumatore è costretto ad acquistare a prezzi troppo elevati senza che al produttore sia riconosciuto con equità il lavoro svolto. Il cibo di qualità sarà sempre di più appannaggio di una fascia sociale elevata e in molte famiglie, la maggioranza, si ricorrerà a cibi scadenti, non controllati adeguatamente, spesso provenienti dall’estero, pur di far consumare un pasto a tutti, bambini compresi.
Tutti si riempiono la bocca, nella giornata dedicata, dello spreco assurdo del cibo e poi nulla succede. D’altronde va bene così visto che il ministro Lollobrigida dichiara solennemente che i poveri mangiano meglio dei ricchi“.
Così il deputato democratico, Silvio Lai.
“Oggi in Commissione Trasporti abbiamo approvato la proposta della Camera sulle proposte di regolamento Ue sui diritti dei passeggeri. Un lavoro complesso che integra con nuove disposizioni i precedenti 5 regolamenti adottati dal 2004 al 2011. La nostra pronuncia indica al Governo la linea da seguire nel corso dei negoziati a livello europeo e in particolare alcune misure su situazioni insopportabili che danneggiano i passeggeri”. Così in una nota il deputato dem Anthony Barbagallo, relatore in Commissione del regolamento sui diritti dei passeggeri.
“Mi riferisco – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - alle pratiche che i vettori aerei pongono in essere sui bagagli a mano. Pratiche vessatorie che distinguono tra le compagnie, natura e dimensioni del bagaglio, e che diventano, spesso, un modo per aggravare i costi del viaggio. Insomma un'assurdità che va regolamentata in modo uniforme nei paesi Ue per evitare storture in danno dei passeggeri". "A tutela delle fragilità, è stata introdotta anche la gratuità del biglietto per l' accompagnatore del passeggero con disabilità o mobilità ridotta che viaggi, ove possibile, nel posto vicino". "Lungo tutto il lungo ciclo di audizioni, ci ha colpito l'irrisoria presentazione di reclami da parte dei passeggeri: un solo reclamo formale per un milione di passeggeri. Nonostante ci sono zone come la mia terra, la Sicilia, dove i ragazzi non riescono neanche ad arrivare puntuali a scuola con il servizio di trasporto su gomma."
"Infine abbiamo previsto tempi certi per i rimborsi anche nel caso di viaggi non effettuati e un programma di monitoraggio continuo" conclude Barbagallo.
“Dopo un lungo lavoro di due anni fatto di audizioni e approfondimenti normativi, in Commissione Trasporti abbiamo approvato l'indagine conoscitiva sulla continuità territoriale, partita anche da specifica richiesta del Pd. È un importante punto di partenza su un tema attualissimo come la continuità territoriale dove siamo impegnati per dare risposte concrete e soluzioni per migliaia di passeggeri”. Così in una nota il deputato dem Anthony Barbagallo.
“Registriamo però – continua il capogruppo Pd in Commissione Trasporti - la totale assenza del governo nello stanziamento delle risorse necessarie a dare concreta attuazione al provvedimento alla luce anche del principio di insularità in Costituzione”. “Serve dunque incrementare i tre fondi istituiti dalle norme del 2021 e dalla legge di bilancio 2023 e dare maggiori certezze ai cittadini che vivono nelle isole e in particolare ai siciliani e sardi, principali attori interessati della continuità territoriale”, conclude Barbagallo.
“Alex Bonucchi era un giovane professionista di Nonantola. A 25 anni è morto folgorato in Algeria, durante un viaggio di lavoro. Alex, tecnico specializzato della Sacmi, secondo gli accertamenti medico legali algerini, è deceduto per folgorazione all'interno della piscina dell'hotel dove alloggiava, l’Amsterdam di Rouiba. Ma troppe sono le incongruenze. Un’autopsia di cui non abbiamo ancora il fascicolo completo, alcuni organi mancanti nella restituzione del corpo ai familiari, non danno pace alla famiglia, alla madre innanzitutto, ma anche a tutta la nostra comunità. Per questo con la collega Maria Cecilia Guerra abbiamo presentato una nuova interrogazione al ministro Tajani, che si aggiunge a quelle di altri colleghi, perché non possiamo lasciare nell’ombra la morte di un nostro connazionale. Vogliamo la verità, vogliamo sapere cosa sia successo, pretendiamo che le autorità algerine si mostrino più disponibili e trasparenti per fare chiarezza, perché le incongruenze sono troppe e una morte così risulta più incomprensibile che mai. I segni sul corpo sono incompatibili con la versione fornita dall’istituto di medicina legale algerino. Tajani ci ascolti, vogliamo sapere e rivogliamo gli organi del ragazzo, come giustamente chiede la madre, vogliamo tutta la verità per Alex”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Le minacce di azioni legali contro Report da parte del Ministro Urso sono fuori luogo e dimostrano la sua difficoltà a rispondere nel merito delle questioni sollevate. Non è solo la trasmissione televisiva ad aver messo in luce le criticità del decreto Spazio, ma atti parlamentari precisi, frutto del nostro lavoro in Parlamento. Urso, invece di attaccare i giornalisti, si confronti nelle sedi istituzionali a partire dagli emendamenti che abbiamo depositato per correggere l’articolo 25". Lo dichiarano in una nota i deputati democratici Andrea Casu e Vinicio Peluffo che hanno presentato diverse iniziative parlamentari sul tema dell’aerospazio e sulle possibili aperture che beneficerebbero le aziende di Elon Musk.
Tavolo governo-sindacati per stop ritardi
“La destra riapre di nuovo il dibattito sulla pace fiscale. Nel frattempo, c’è una pace che lo Stato deve fare immediatamente con i propri dipendenti: dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale 130/2023. Lo Stato non può restituire il Trattamento di fine servizio ai lavoratori del pubblico impiego 3,4,5 anni dopo e con una perdita secca del valore dei trattamenti fino a quasi 12000 euro in media. Sono soldi di chi ha lavorato e devono essere dati a chi va in pensione in tempi rapidi e con una piena rivalutazione economica. Per usare una espressione cara alla Presidente Meloni: uno stato che non mantiene i patti con i cittadini che hanno svolto un servizio pubblico è ‘tossicò’. Per queste ragioni siamo a fianco di Cgil, Uil, Cgs, Cse, Cosmed, Cida, Codirp che oggi a Roma hanno rilanciato la necessità di una soluzione normativa immediata. Chiediamo che si proceda rapidamente alla convocazione di un tavolo con le parti sociali per mettere fine a questa situazione scandalosa che si trascina da 15 anni e si approvino le proposte di legge che già sono depositate in Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Presidente del Consiglio ha detto ai Prefetti e ai Questori che è finito il tempo del lassismo e di uno Stato che si volta dall’altra parte davanti a mafie e criminalità.
È inaccettabile che lo dica, perché così mortifica il lavoro e il sacrificio di tante donne e tanti uomini che si sono battuti nel passato con coraggio e valore contro ogni tipo di criminalità.
Ed è inaccettabile che lo dica proprio a Prefetti e Questori, che rappresentano ogni giorno lo Stato nelle istituzioni e sul territorio. E che sanno bene che la Repubblica Italiana non è nata con questa legislatura.”
Lo dichiara il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato Matteo Mauri, che conclude dicendo che "La Presidente Meloni pensa che prima di lei ci fosse il deserto. Vogliamo sperare che il prossimo passo non sia quello di iniziare a contare gli anni in numeri romani da quando è al governo”.
Nei giorni scorsi con grande sollievo il Parlamento italiano è riuscito a eleggere i quattro giudici della Corte costituzionale. Questo fatto è avvenuto grazie a un accordo tra la prima ministra Giorgia Meloni e Elly Schlein.
È questa prova di lavoro comune che mi ispira a rivolgere, dalla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, un caloroso e pressante invito a Giorgia Meloni e alla mia segretaria Elly Schlein.
Siamo in uno dei momenti più difficili della storia europea del secondo dopo guerra. Ora che gli Stati Uniti di Trump hanno deciso di procedere in un dialogo diretto con Putin sull’Ucraina che esclude l’Europa e indebolisce la NATO, c’è in gioco molto di più. C’è in gioco l’unità nazionale e la sicurezza europea e italiana. Cioè un terreno sacro che richiede la collaborazione tra maggioranza e opposizione.
A fronte delle provocazioni contro l’Europa pronunciate dal vice presidente Vance, a fronte della possibilità che si chiuda un accordo tra Stati Uniti e Russia sulla testa degli ucraini, bene ha fatto Ursula von der Leyen, a annunciare azioni concrete per integrare l’Europa sul terreno della difesa, proponendo di scorporare le spese in difesa dal patto della stabilità, di creare risorse comuni per gli investimenti europei sulla difesa e di accelerare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea.
L’Italia deve essere al centro di questo sforzo comune per costruire con urgenza una solida Europa della difesa.
Mentre in Italia, come negli altri paesi europei, non mancano le correnti, a destra e a sinistra, arrendevoli rispetto alla propaganda del Cremlino, la presidente del Consiglio e la leader dell’opposizione sono state sono sempre state limpide e coerenti a sostegno dell’Ucraina che, come dice sempre Schlein, si difende con coraggio dalla criminale aggressione russa. Raccogliamo ora la sfida e ribadiamo con decisioni e atti la scelta di difendere l’Italia e fare l’Europa della difesa. Facciamolo subito, facciamolo insieme.
“Vogliamo stigmatizzare il continuativo ricorso al voto di fiducia da parte del governo e gli effetti distorsivi che questo porta sul lavoro parlamentare. La prossima settimana saremo chiamati a votare altre due fiducie che evidenziano sempre più un monocameralismo alternato. Situazioni paradossali volute dal governo Meloni per evitare ogni forma di confronto di merito e proposte di emendamenti. Errare è umano, perseverare è diabolico. Il governo faccia un passo indietro e capisca che emergenze, Pnrr e milleproroghe sono materie dove è necessario un confronto in Aula. Non va bene che l'agenda del Parlamento sia solo nelle mani della maggioranza”. Così il deputato dem Andrea Casu, Segretario d'Aula a Montecitorio.
Braga e Guerra: ancora una pagina nera
“Molto grave che il governo lasci fuori il terzo settore dalla coprogettazione degli investimenti del Pnrr per la riqualificazione sociale delle aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale” lo dichiarano la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga e la responsabile economica del Pd, la deputata, Maria Cecilia Guerra al termine della seduta delle commissioni bilancio e ambiente della camera che ha esaminato il dl emergenze-Pnrr.“I commissari di governo che, secondo il decreto, dovranno predisporre piani straordinari di riqualificazione sociale per alcune aree del paese considerate ad alta vulnerabilità sociale - aggiungono le democratiche - non saranno tenuti a coinvolgere attivamente gli enti del Terzo settore presenti nel territorio nella formulazione di questi piani. Anche se sono enti che su quei territori costituiscono un presidio, in coordinamento con gli enti locali, o anche in autonomia, nelle situazioni in cui le istituzioni sono meno presenti, per il contrasto e l’aiuto al disagio sociale alla vulnerabilità e al disagio giovanile.
Bocciati gli emendamenti che abbiamo presentato come Partito democratico, e gli analoghi emendamenti presentati dalle altre opposizioni e persino di una parte della maggioranza. Il confronto con il terzo settore potrebbe fare perdere tempo, questa la motivazione ufficiale, che nasconde la solita grande arroganza di chi non conosce il lavoro sul campo, costruito con generosità e costanza, e non con interventi estemporanei, dagli enti del terzo settore. Un’altra pagina nera nelle decisioni di questa maggioranza” concludono le democratiche.
Oggi con due emendamenti a firma PD e Noi moderati - e dopo le nostre proteste per il mancato finanziamento in legge di bilancio - è stato finalmente ripristinato il fondo al contrasto della povertà educativa fino al 2027. Dopo la grave decisione di cancellare un fondo così fondamentale, che ha raggiunto più di mezzo milione di bambini e ragazzi fragili, finalmente il governo fa marcia indietro. La battaglia ora è fare in modo che diventi finanziato stabilmente: è uno strumento essenziale nella lotta alle diseguaglianze e alle marginalità, frutto del lavoro di sincrono tra fondazioni di origine bancaria, terzo settore e istituzioni. Un fondo che ha garantito la realizzazione di progetti importanti sia nelle periferie metropolitane più complesse sia nelle aree interne. Per questo noi come partito Democratico abbiamo anche depositato un disegno di legge sul rafforzamento della comunità educante e lavoreremo affinché alla camera e al senato prosegua il suo iter. Il contrasto alla povertà per noi passa inevitabilmente dagli investimenti in welfare, educazione e istruzione che sono l'unico strumento da rafforzare per non lasciare indietro nessuno. Lo afferma Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale.
“Confindustria evidenzia in modo molto netto come i dazi imposti da Trump sia uno strumento ‘estremamente distorsivo’ e nel caso dell’Italia ‘le connessioni sono estreme e profonde’. Oramai gli effetti disastrosi che la politica dei dazi della nuova amministrazione americana avranno sul nostro Paese e sull’economia globale sono chiari a tutti, restiamo, tuttavia, in attesa di sapere quale sia la posizione del governo italiano. Sono giorni che Giorgia Meloni è sparita dai radar, ma oltre a fare l’influencer, si dà il caso che lei sia anche la presidente del consiglio e questo suo prolungato silenzio su questioni cruciali, mentre la nostra economia è visibilmente in affanno, rischia di avere effetti devastanti sul nostro tessuto imprenditoriale, fortemente dipendente dall’export”. Così il deputato Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commenta la nota del Centro Studi di Confindustria, che ha evidenziato il ruolo chiave degli Stati Uniti come primo mercato extra-UE per l’export italiano, con vendite pari a 65 miliardi di euro nel 2024 e un surplus commerciale vicino ai 39 miliardi.
“L’Italia e l’Ue – conclude Merola - non possono permettersi di essere ostaggi di una politica commerciale americana protezionista e miope. La patriota Meloni prenda le distanze da Trump e dimostri di voler difendere le imprese italiane, il lavoro e la competitività del nostro Paese. Servono azioni concrete, non ambiguità”.
“Trovo strampalato sostenere che il salario minimo impoverisce i lavoratori. Anche in Germania c’è una grande tradizione sindacale: il salario minimo esiste e ha tenuto alti i salari di tutti. Molto più che in Italia. Dove la destra continua a dire No a questa misura di civiltà”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.