13/02/2025 - 12:01

“Un altro disastro annunciato del ministro Urso. Da ieri mattina le lavoratrici e i lavoratori della Hanon System Italia di Benevento sono in presidio permanente davanti ai cancelli della loro fabbrica poiché il gruppo Hankook, attualmente proprietario dell’azienda Hanon System, avrebbe annunciato secondo fonti stampa di chiudere il sito produttivo di Benevento con conseguente licenziamento di oltre 60 dipendenti.

La perdita di sessanta posti di lavoro porterebbe a delle conseguenze molto gravi sotto il profilo tanto sociale quanto economico e una eventuale chiusura costituirebbe un colpo durissimo per il sistema economico della provincia sannita che affronta già una congiuntura estremamente delicata.

Chiediamo al ministro del made in Italy che intervenga immediatamente e chiarisca se è a conoscenza di quanto sta , se è stato attivato un tavolo di crisi con l’azienda, i lavoratori, i sindacati e l’associazione di categoria e chiediamo cosa intenda fare per scongiurare licenziamenti ed eventuali chiusura del sito produttivo di Benevento”. Lo dichiarano in una nota congiunta Vinicio Peluffo capogruppo Pd in commissione attività produttive di Montecitorio e Stefanno Graziano capogruppo pd in commissione di difesa di Montecitorio primo firmatario di un’interrogazione in commissione Attività produttive al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso sulla situazione del sito produttivo dell’azienda Hanon System di Benevento.

 

13/02/2025 - 11:03

“Fermare la chiusura degli uffici giudiziari della Sicilia ed in particolare l’accorpamento delle sedi di Enna e Caltanissetta con quella di Agrigento”.

Lo chiede la deputata del Pd, Maria Stefania Marino, depositando alla Camera un’interrogazione al governo.

“Secondo le indiscrezioni uscite sulla stampa - aggiunge - il piano del ministero dell’Economia è quello di sopprimere gli uffici giudiziari di primo grado di Enna e Caltanissetta entro il prossimo mese di agosto, nonostante siano organi di giurisdizione veri e propri nelle controversie in materia tributari preposte a risolvere le liti tra fisco e cittadini e le cause siano in crescita. Le Corti di Enna e Caltanissetta (insieme ad Agrigento) dovrebbero sostenere infatti una mole di lavoro enorme: nel 2024 la somma dei ricorsi di queste tre province ha raggiunto quasi 8mila unità, in netto aumento rispetto al 2023. Si tratta di un numero molto superiore agli obiettivi della riforma del Mef che vorrebbe unire Corti che presentano complessivamente circa 1500 ricorsi su base annua. E’ necessario fermare questi accorpamenti - conclude - che andrebbero a penalizzare ulteriormente territori marginali, già peraltro privati negli anni scorsi di altri presidi istituzionali”.

 

 

12/02/2025 - 16:07

“Quello che sta succedendo ai lavoratori della Navico di Montespertoli è inaccettabile: si tratta di un’impresa storica del territorio con competenze decennali e con fatturati in attivo la cui proprietà ha deciso, unilateralmente e via mail, di licenziare tutti e spostare la produzione in Messico. Il sindaco è intervenuto tempestivamente impedendo con una ordinanza l’avvicinamento dei mezzi pesanti allo stabilimento ma ora occorre agire con rapidità per scongiurare la chiusura della fabbrica: Quello che stupisce è ancora una volta l’atteggiamento del governo che rimane impassibile di fronte alle continue delocalizzazioni selvagge che interessano il paese. Rispondendo alla mia interrogazione su questa vertenza il Ministero del Lavoro non ha infatti annunciato alcuna iniziativa o avanzato proposte per salvare i livelli occupazionali coinvolti”. Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi sul suo atto di sindacato ispettivo discusso a Montecitorio.
“Il Governo Meloni è patriota soltanto a parole: ormai le multinazionali, come dimostrato recentemente anche dal caso Beko, chiudono le fabbriche senza alcun ostacolo e trasferiscono le produzioni all’estero solo per fare cassa. Serve una risposta ferma da parte delle istituzioni per bloccare questa macelleria sociale e dare reale dignità al lavoro: va aperto subito un tavolo di crisi governativo su Navico ed inasprite le norme sulle delocalizzazioni”, conclude Emiliano Fossi.

 

12/02/2025 - 16:04

Il piano del governo sull’intelligenza artificiale non c'è, non si vede, non ne abbiamo traccia". È quanto denuncia la deputata del Partito Democratico Paola De Micheli, componente della commissione Attività produttive, in un'intervista per i canali social dei deputati Pd.

"La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da Parigi, ha annunciato un piano da 200 miliardi di euro di investimenti per l’intelligenza artificiale, mentre Giorgia Meloni rimane a guardare. Il timore – spiega l’esponente Pd – è che il governo immagini il nostro Paese come un terreno di conquista per le imprese di Elon Musk, limitandosi a un 'amichettismo tecnologico' che non serve agli italiani".

Secondo la deputata dem, l’intelligenza artificiale rappresenta "una straordinaria opportunità" per l’Italia, ma deve essere governata: l’Europa ci aiuta, perché esiste già un regolamento che disciplina questa innovazione, ma arrivano anche risorse da Parigi. L'Italia deve utilizzare l’intelligenza artificiale per rilanciare le imprese e contrastare la desertificazione industriale".

Infine, De Micheli ha sottolineato l’importanza di politiche pubbliche a tutela dei lavoratori: "non possiamo permettere che i lavoratori affrontino l’ennesima fase di paure e incertezze. L'IA deve diventare uno strumento per migliorare la qualità del lavoro, non per minacciarlo”.

 

12/02/2025 - 13:49

Convocare subito una riunione dei capigruppo perché non è accettabile l’ennesimo boicottaggio di una legge delle opposizioni e lo stravolgimento dell’ordine dei lavori. Oggi è il caso della legge per la “settimana corta” calendarizzata in quota opposizioni per un tema fondamentale” lo ha chiesto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenendo in Aula.

“La decisione giunge dopo che per mesi il governo ha assicurato che avrebbe presentato una propria proposta. La tecnica invece è sempre la stessa, quella usata anche per la legge sul salario minimo: mettere su un binario morto la legge e dunque scappare dal Parlamento su temi che riguardano milioni di lavoratrici e lavoratori” ha aggiunto Braga.

“Proprio oggi che viene confermato l’ennesimo calo della produzione industriale e continua a crescere il numero di giovani costretti a cercare lavoro all’estero. Non è accettabile mandare in soffitta una proposta così importante costringendo i cittadini a pagare l’insipienza del governo e della maggioranza” ha concluso.

 

 

12/02/2025 - 13:10

“Questo governo e questa maggioranza saranno ricordati come i "signori del rinvio". Di fronte a ogni passaggio cruciale, la strategia è sempre la stessa: fuggire. Oggi hanno deciso di rimandare alle calende greche una proposta attesa e popolare: la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Lo stesso schema già adottato per il salario minimo viene ora riproposto, dimostrando ancora una volta l’incapacità di affrontare le vere sfide del mondo del lavoro“ così in aula alla camera, Arturo Scotto è intervenuto per contestare la proposta del presidente della commissione lavoro della camera di interrompere l’esame della proposta delle opposizioni. “La nostra proposta – ha aggiunto Scotto - è il frutto di un'analisi approfondita e di un confronto serio con il mondo dell’impresa e le forze sindacali. È un modello che si sta già affermando in tutta Europa, mentre in Italia il governo continua a difendere un sistema di lavoro caratterizzato da orari massacranti e salari bassi. I dati parlano chiaro: in Italia si lavora in media 400 ore in più rispetto alla Germania e oltre 200 ore in più rispetto alla Francia. Questi non sono numeri del Partito Democratico, ma dati ufficiali dell’OCSE. Non c’è mai stata una rivoluzione industriale – ha aggiunto Scotto - senza una corrispondente riduzione dell’orario di lavoro. Questa proposta non è solo una misura di equità sociale, ma rappresenta una visione moderna per il futuro del lavoro in Italia. Ma il governo ha scelto da che parte stare: non con i lavoratori e le imprese che guardano avanti ma con chi vuole mantenere il paese bloccato nel passato”

11/02/2025 - 19:40

 "Ringrazio il mio Gruppo parlamentare e i colleghi che mi hanno eletto, oggi, Segretario della Commissione della Camera dei Deputati sugli effetti economici e sociali della recessione demografica. Insieme ai colleghi del Partito Democratico Ilenia Malavasi e Toni Ricciardi daremo un forte impulso in termini di contenuti politici ad un tema che consideriamo strategico per il futuro del Paese. Sono certo che la Presidente Elena Bonetti saprà svolgere con la necessaria determinazione e con grande competenza il suo nuovo incarico e le auguriamo buon lavoro. Anche la grande Comunità degli italiani nel mondo potrà dare un importante e specifico apporto, come dimostra la presenza dei deputati della Circoscrizione estero nella Commissione".

Lo ha dichiarato l’On. Fabio Porta deputato del pd eletto all’estero e Segretario della nuova “Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto”.
 

 

11/02/2025 - 18:37

“Il nostro Servizio Sanitario Nazionale è sotto attacco da parte di questa destra, che taglia fondi e favorisce la sanità privata. Noi invece vogliamo rafforzarlo, garantendo un diritto alla salute davvero universale. Servono almeno 5,5 miliardi in più all’anno per portare la spesa sanitaria italiana alla media europea e affrontare le criticità: assumere personale, ridurre le liste d’attesa, migliorare le condizioni di lavoro e valorizzare le professioni sanitarie.
Con la pdl a prima firma Elly Schlein proponiamo un piano straordinario per investire sulla sanità di prossimità, sulla salute mentale e sul benessere psicologico. Giorgia Meloni smetta di sprecare risorse in operazioni discutibili come i centri in Albania e investa per salvare il SSN, come chiedono le cittadine e i cittadini italiani”.
Lo dichiara in una nota la deputata dem Ilenia Malavasi, componente della commissione Affari sociali.

11/02/2025 - 18:05

“Nei primi 11 mesi del 2024 le morti sul lavoro sono state 1418, di cui 1055 sul luogo di lavoro e il resto in itinere. Una contabilità tragica e drammatica per cui non bastano ne’ le commemorazioni ne’ le parole di sdegno. Perché non sono una tragica fatalità ma eventi che si possono e si debbono evitare. Oggi dopo il passaggio al Senato, discutiamo della disposizione che introdurrà l’insegnamento dei principi in materia di sicurezza sul lavoro a scuola, nell’ambito dell’educazione civica. Ma nessuna norma come questa sarà sufficiente se prima non si sarà garantito un quadro normativo generale di tutele della sicurezza dei lavoratori”. Lo ha detto in Aula alla Camera Irene Manzi, capogruppo dem in commissione Cultura, annunciando il voto di astensione del Partito Democratico alla proposta di legge sull’introduzione delle conoscenze in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica.

“La scuola – ha proseguito l’esponente Pd - serve a diffondere sempre di più la consapevolezza dei diritti e dei doveri, dei principi irrinunciabili della cittadinanza responsabile e dei diritti fondamentali riconosciuti ai cittadini. E’ importante che gli studenti e le studentesse possano, sin dai primi gradi di istruzione, conoscere ed essere consapevoli dell’importanza e della centralità del tema della sicurezza sul lavoro. Perché questa sarà una consapevolezza che li accompagnerà per tutta la vita. Ma questa disposizione, se non inserita in una cornice complessiva che riguarda il lavoro e gli interventi per la sicurezza sul lavoro, rischia di essere soltanto un provvedimento episodico”.

“L’istruzione – ha concluso Manzi - è un settore troppo importante per il futuro del Paese e non necessita di interventi spot spesso frutto della notizia di cronaca del momento. Non siamo all’anno zero, va anzi  valorizzato quanto di positivo si è realizzato nelle scuole grazie agli strumenti offerti dall’autonomia scolastica. La disposizione approvata oggi a invarianza finanziaria rischia di essere solo un intervento episodico, poco efficace rispetto alle esigenze di ascolto e protagonismo del mondo della scuola. La scuola va ascoltata, va resa protagonista”

 

11/02/2025 - 17:59

Grazie al lavoro svolto dal Consiglio regionale e da tutto il gruppo Pd con il sostegno di IV e del M5S”

“Ancora una volta la Toscana traccia la rotta su temi che interessano i diritti delle cittadine e dei cittadini ponendosi come esempio per tutto il Paese. Siamo molto soddisfatti per l’esito della votazione della legge sul fine vita votata oggi dalla Regione Toscana, perchè è un provvedimento equilibrato che mostra un grande segno di civiltà. La norma era diventata indispensabile e necessaria per assicurare un accesso chiaro e uniforme a chi, nel rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale, ha già diritto al suicidio medicalmente assistito. L’obiettivo era evitare che le persone dovessero affrontare da sole difficoltà burocratiche o per reperire farmaci e medici disponibili, uniformando così su tutto il territorio regionale il lavoro svolto dalle ASL. E lo abbiamo raggiunto questo obiettivo, colmando una lacuna che interessa tutto il Paese e che stimola al tempo stesso il livello nazionale affinché si legiferi in questo senso.

Ringraziamo il Consiglio regionale e il gruppo del PD in Consiglio regionale per il grande lavoro fatto con il sostegno arrivato anche da Italia Viva e Movimento 5 Stelle: non ci sono state forzature. Ci siamo approcciati alla discussione in maniera libera, franca e costruttiva, rifuggendo da polemiche e mantenendo un atteggiamento sobrio ed esemplare dove abbiamo fatto prevalere la valutazione della coscienza personale rispetto all'appartenenza di partito.

Abbiamo dimostrato di essere una comunità politica solida, matura e unita, che attraverso il dialogo riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati per il bene delle cittadine e dei cittadini. Vogliamo inoltre sottolineare e ringraziare come si sia posta positivamente su questa discussione il mondo della Chiesa Cattolica mantenendo legittimamente e rispettabilmente una posizione contraria. C’è chi tra i nostri detrattori ha cercato di alimentare possibili divisioni e ‘strappi’ per inquinare il dibattito politico: da parte di questa destra ci sono state solo strumentalizzazioni politiche che abbiamo con forza spedito al mittente” dichiara il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.

 

11/02/2025 - 15:56

“Intervenendo all’assemblea della Cisl, Giorgia Meloni ha parlato dei rischi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla tenuta di milioni di posti di lavoro. Un allarme che condividiamo e dunque la prendiamo in parola. Un intervento semplice che può fare già domani è approvare la nostra proposta di legge sulla settimana corta. La riunione del comitato dei nove, che si sarebbe dovuta svolgere oggi pomeriggio in commissione Lavoro per fare il punto sulla Pdl per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario presentata unitariamente dalle opposizioni, è stata però rinviata a domani mattina. Dopo tre mesi dalla discussione generale in Aula, la maggioranza continua ancora a prendere e perdere tempo. Reputiamo inaccettabile questo atteggiamento. Molti Paesi nel mondo, in ultimo la Spagna, hanno già adottato tale misura che vede d’accordo la stragrande maggioranza degli italiani. Una cosa deve essere chiara a FdI, Lega e Fi: non accetteremo un ennesimo rinvio. Siamo pagati per votare le leggi, non per metterle su un binario morto com’è stato con il salario minimo e come, evidentemente, la maggioranza vuole fare anche questa volta”.

Lo dichiarano con una nota i capigruppo della commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs).

 

11/02/2025 - 15:16

Senza chiarire in Parlamento e senza soluzioni concrete per risolvere i disservizi ferroviari

“Non è esiste una strategia chiara e definita del ministero dei Trasporti per porre rimedio alla situazione drammatica che ogni giorno vivono gli italiani che si spostano sui treni per andare al lavoro, a scuola o per altre ragioni. Dalle parole del sottosegretario Ferrante non solo non emergono possibili soluzioni di respiro e concretezza, ma non si fa chiarezza sul tema della privatizzazione delle società ferroviarie nuovamente annunciata dal Ministro Salvini. Trincerandosi dietro la non disponibilità di ipotesi di lavoro, non si precisano le caratteristiche del nuovo assetto societario e se riguarderà la struttura della rete ferroviaria o meno”. Così la deputata dem Valentina Ghio in replica al sottosegretario Ferrante durante il Question time in Commissione Trasporti.
"Il Ministro Salvini annuncia privatizzazioni e poi il Governo non è trasparente sul tema in Parlamento – continua la vicepresidente del Gruppo Pd - allora ci chiediamo se il  percorso di privatizzazione non risponda solo alla necessità del governo di fare cassa e raggiungere l'obiettivo di 20 miliardi di entrate da vendita di asset pubblici previsti nelle manovre di bilancio. È necessaria trasparenza sul mantenimento delle prerogative del sistema societario ferroviario del nostro Paese, che deve garantire il rispetto delle tratte sociali, di quelle meno redditizie, delle aree interne e delle regioni più in difficoltà con i collegamenti”. “Questi sono obiettivi fondamentali per la coesione del Paese: non possono essere sacrificati per fare cassa”, conclude Ghio.

 

11/02/2025 - 12:14

“Ad oggi il modello Albania è stato un fallimento totale; il più grande buco nell’acqua della storia del Paese. Peraltro si configura un danno erariale clamoroso con una previsione di spesa di un miliardo per due centri che ad oggi sono vuoti. Ci sono agenti costretti a permanere in Albania quando potrebbero essere utilizzati per la sicurezza e il controllo delle nostre comunità. La destra sulla sicurezza fa tanta propaganda ma nei fatti non riesce ad assicurarla. Volevano una foto copertina con la deportazione dei migranti sulle navi militari alla Trump: la foto è sbiadita e le prigioni sono vuote”. Lo ha detto Piero De Luca a RadioCusano Campus.

“Ci sono navi militari che hanno fatto avanti e indietro costrette a viaggi disumani, inefficaci e inutili. Il numero massimo di persone che i centri possono ospitare è di 3 mila al mese e 36 mila a regime all'anno, quando negli ultimi due anni sono arrivati in Italia 230 mila migranti. Ma di cosa parliamo?”

Peraltro -ha proseguito il dem- si tratta di un progetto irrealizzabile perché contrario alle norme europee e a quelle internazionali. Errare è umano, perseverare è diabolico: chiudere i centri e trasformarli non da centri in cui accogliere i migranti in attesa di valutazione delle domande di protezione internazionale e di asilo ma in centri dove accompagnarli prima dell’espulsione crea altri problemi rispetto alle norme europee ed internazionali, perché servono accordi bilaterali di rimpatrio, tempi definiti e soprattutto vanno rimpatriati nel paese terzo d'origine. Portarli in Albania -ribadisce De Luca- rischia di essere un altro buco nell’acqua irrealizzabile, sconfessato peraltro anche dal premier albanese Rama che ha lasciato intendere la necessità di cambiare la natura del protocollo. Si tratta di fumo degli occhi che la destra sta lanciando perché incapace di gestire il fenomeno migratorio e tutti gli altri problemi economici e sociali del paese. Il miliardo di euro buttato al mare poteva essere usato per la sanità, per la sicurezza per la suola, per il lavoro.

La solita operazione di marketing e di pubblicità ingannevole ai danni degli italiani e sulla pelle dei più fragili”. Così ha concluso De Luca.

 

11/02/2025 - 11:17

Proposta di legge giace inerte da mesi al Senato, Governo intervenga

"Come ormai è stato ampiamente documentato, per milioni di cittadini, studenti e lavoratori che studiano o lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza è praticamente impossibile recarsi alle urne. Nelle ultime elezioni europee del giugno 2024, grazie ad una normativa sperimentale introdotta con il dl n. 7 del 2024, gli studenti fuori sede hanno potuto votare. Però questa norma è ancora provvisoria. Noi invece chiediamo al ministro dell'Interno l'approvazione di una norma a carattere permanente che preveda l’estensione del voto dei fuori sede anche a coloro che per ragioni di lavoro si trovano al di fuori del comune di residenza, poiché riteniamo urgente che anche i cittadini italiani che lavorano all'estero siano messi nelle condizioni di poter votare. L’AC 115, trasformato per volere del Governo in una delega e approvato alla Camera dei deputati, giace inerte da mesi al Senato, nonostante le ripetute rassicurazioni del Governo". Lo dichiara la deputata del Pd, Marianna Madia, prima firmataria di una interrogazione in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, insieme alle colleghe Silvia Roggiani, Chiara Gribaudo e Lia Quartapelle.
"In attesa dell’approvazione di una normativa di sistema -  prosegue la nota - appare urgente estendere quantomeno la possibilità di voto dei fuori sede anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, estendendo tale possibilità anche ai lavoratori fuori sede. Chiediamo quindi al Ministro interrogato come intenda proseguire la sperimentazione anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, e se non ritenga opportuno e urgente estenderla anche ai lavoratori fuori sede".

 

10/02/2025 - 18:36

“E’ assolutamente fondamentale che il ministero prenda in mano questa vera e propria emergenza occupazionale, con una priorità ben chiara: difendere lavoro e territorio all'interno di un sistema Italia che ancora non tiene conto del momento drammatico che sta vivendo l'industria del nostro Paese". E’ netta, la presa di posizione di Nadia Romeo, deputata del Pd, a fronte del riavvio, da parte di Berco, della procedura di licenziamento per 247 dipendenti dello stabilimento di Copparo.

“Una comunicazione unilaterale – prosegue la deputata dem di Rovigo – arrivata come un fulmine a ciel sereno, dopo che i rappresentanti dei lavoratori erano già stati messi davanti a richieste durissime, cui rispondere in tempi limitatissimi, inconciliabili con una normale dialettica tra sindacati e lavoratori".

“Un cambio repentino che non fa presagire nulla di buono e dal quale traspare – e ferisce – la considerazione nella quale, evidentemente, viene tenuto da questo management chi, col proprio lavoro quotidiano, ha contribuito, nel corso del tempo, all’affermazione di una azienda fondamentale per il territorio”.

“Oggi - prosegue la deputata - sono andata a incontrare i rappresentanti sindacali e ho toccato con mano la preoccupazione, l’ansia per il futuro, ma anche il senso di tradimento che si respira tra quanti hanno dato tanto a questa azienda e, in un momento di difficoltà, certo avrebbero potuto accettare un dialogo, difficile, ma costruttivo, ma restano sgomenti a fronte dell’atteggiamento assunto dal management. E’ tempo che anche il Ministro Urso entri con autorevolezza e convinzione in campo. Chieda alla proprietà ThyssenKrupp di presenziare al tavolo ministeriale convocato per giovedì e di fare un passo indietro rispetto ai licenziamenti”.

 

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