“Abbiamo seguito la vicenda dei lavoratori DEMA dall’inizio di questa legislatura. A parole il governo si è detto pronto ad affrontare la questione, ma come spesso accade, mancano i fatti. A breve infatti gli ammortizzatori sociali scadranno e il rischio di chiusura definitiva degli stabilimenti si fa sempre più forte. L’ennesimo colpo al Sud che già vive una profonda crisi legata alla deindustrializzazione del territorio. Per questo chiediamo con urgenza che venga convocato un tavolo con sindacati e lavoratori e che la questione rientri tra le priorità del ministero delle Imprese e del Made in Italy”. Così in una nota i deputati dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro e Marco Sarracino, responsabile nazionale Mezzogiorno del Partito Democratico.
Dichiarazione di Rachele Scarpa, deputata Pd
Esprimo il mio profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Marino Gazzola, il lavoratore di 69 anni tragicamente deceduto nel cantiere di Refrontolo. È inaccettabile che nel 2024 si continui a morire sul luogo di lavoro a causa di carenze nella sicurezza.
Da troppo tempo denunciamo queste situazioni insostenibili. Ho presentato numerose interrogazioni parlamentari per chiedere un rafforzamento delle misure di prevenzione nei cantieri e un maggiore impegno per tutelare la salute e la vita dei lavoratori. È evidente che non si può più rimandare: servono azioni concrete e immediate da parte delle istituzioni e dei datori di lavoro.
Per assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, a tutela della salute dei lavoratori, è assolutamente necessario aumentare i controlli. Come Partito Democratico abbiamo proposto un emendamento alla finanziaria per potenziare l’organico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INAIL) di 1000 unità, stanziando a tal fine 50 milioni di euro annui a decorrere dal 2025. Inoltre, chiediamo l’adeguamento del trattamento economico degli ispettori alle corrispondenti qualifiche del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), per riconoscere la complessità e l’importanza del loro ruolo. A ciò si aggiunga l’introduzione del patrocinio legale gratuito per le vittime di incidenti sul lavoro e per i loro familiari, un intervento essenziale per garantire giustizia e supporto a chi è colpito da queste tragedie.
Chiediamo che si faccia piena luce sulle cause di questo incidente e che si garantisca il rispetto rigoroso delle normative in materia di sicurezza sul lavoro. Gli ispettorati devono essere messi nelle condizioni di effettuare controlli capillari e di intervenire tempestivamente per prevenire simili incidenti.
La sicurezza sul lavoro non può essere un tema secondario. La morte di Marino Gazzola deve rappresentare un monito: ogni vita persa è un fallimento collettivo. Continuerò a battermi in Parlamento affinché si dia priorità alla protezione dei lavoratori, attraverso risorse adeguate, pene severe per chi non rispetta le regole e un investimento costante in formazione e prevenzione.
Alle famiglie e ai colleghi di Marino, e a tutte le vittime di incidenti sul lavoro, va il mio pensiero più profondo. A loro dobbiamo risposte e giustizia.
Sarà discussa oggi alla Camera la Mozione sull’autonomia differenziata presentata in modo unitario dalle opposizioni a seguito della bocciatura della legge Calderoli da parte della Corte Costituzionale. La mozione unitaria chiede al governo di interrompere immediatamente le intese in fase di negoziazione con le regioni sulle ‘materie non Lep’ e di sciogliere il Comitato per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (CLEP) il cui lavoro è stato messo in discussione dalle decisioni della Consulta.
Due vittorie nette e importanti che confermano quanto l'unità sia fondamentale e sanciscono un arretramento significativo del centrodestra. Il Partito Democratico si conferma ovunque il primo partito, con dati molto positivi di crescita che testimoniano il valore del lavoro svolto. Auguri a Michele de Pascale e Stefania Proietti, che guideranno rispettivamente l'Emilia-Romagna e l'Umbria. Buon lavoro a entrambi per affrontare le sfide future e costruire un percorso di sviluppo e coesione per le loro comunità." Così il deputato democratico Stefano Graziano.
Ha vinto la concretezza, la capacità di ascolto, la solidarietà e l’accoglienza. Ha vinto l’unità delle opposizioni che insieme possono lavorare e costruire un paese più giusto. Bello il risultato del partito Democratico. Buon lavoro a Stefania Proietti e a Michele De Pascale.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Buon lavoro a Michele De Pascale, nei presidente della regione Emilia Romagna. Le cifre non mentono mai. Segnalano una vittoria netta, una fiducia largamente maggioritaria che le elettrici e gli elettori hanno assegnato al candidato del centrosinistra. Anche il PD ottiene un risultato importante che si attesta, secondo i dati reali che stanno arrivando, sopra al 40%. È anche la conseguenza della serietà e della compattezza dei democratici e dei suoi gruppi dirigenti, ad iniziare da Elly Schlein e da Stefano Bonaccini, che hanno saputo combinare il progetto programmatico con la ricerca costante dell'unità tra le forze che contrastano le derive reazionarie della destra.
Ora al lavoro per continuare nel buon governo amministrativo e per dare quelle risposte necessarie per sconfiggere quella diffidenza verso la politica e le istituzioni e che si è manifestata con una forte astensione che non è un bene per la democrazia”.
Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Voglio esprimere a nome di tutto il Partito Democratico cordoglio per il giovane agente 32enne Amar Kudin deceduto a Roma a causa di uno scontro che ha coinvolto due automobili della Polizia di Stato e vicinanza alla famiglia. I nostri rappresentanti delle Forze dell'Ordine svolgono un lavoro preziosissimo per garantire la sicurezza di tutti. A tutti loro va il nostro pensiero in questo momento tragico". Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile Sicurezza Pd.
Presenteremo subito interrogazione
"Non esito a definire terribile l’episodio accaduto a Grado in provincia di Gorizia. Un uomo di 53 anni di origini egiziane ferito sul lavoro in un cantiere viene lasciato due giorni fa davanti a un distributore di benzina. Nessun soccorso, nessuna pietà. Come fosse un oggetto e non un essere umano. Siamo davanti a una bestialità che non può essere in alcun modo giustificata. Questo episodio ci ricorda in maniera inquietante la tragedia di Satnam Singh a Latina, ucciso dalla ferocia di un caporale. Presenteremo una interrogazione parlamentare: non possiamo tacere davanti a quelli che sono veri e propri crimini contro la persona".
"Lo sciopero degli addetti di Galleria dell’Accademia e Bargello (nonché Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati) è emblematico: il governo utilizza il patrimonio culturale per far cassa attaccando i diritti del lavoro. Nei plessi facenti capo all’Accademia si sta tentando una maldestra internalizzazione di alcuni servizi cosiddetti aggiuntivi, ma effettivamente essenziali come le biglietterie e l’accoglienza. Operazione bloccata momentaneamente dal Tar della Toscana per l’approssimazione che l’ha contraddistinta": è quanto dichiara una nota congiunta dei deputati Pd Emiliano Fossi e Arturo Scotto sulla manifestazione di protesta svolta oggi, sabato 16 novembre, a Firenze. "Nel Polo museale fiorentino è infatti in corso un tentativo di smembramento anche della forza sindacale rappresentata dai circa 300 operai della gestione dei servizi aggiuntivi in appalto di concessione. A questa mobilitazione si somma infatti quella per la gara degli Uffizi (con Pitti e Boboli), per cui non è ancora chiaro cosa avverrà alle maestranze dopo l’aggiudicazione della gara e il definitivo responso del Tar; con una gara bandita oltre un anno fa ma da cui sono escluse circa 30 persone impiegate nelle sorveglianze di sala a fianco dei dipendenti statali e della partecipata Ales spa. Questi servizi saranno assegnati tramite gara Consip (cadendo nella logica del massimo ribasso d’asta) e quindi senza garanzie per gli attuali livelli occupazionali".
"Ci sarà chi, accanto ai dipendenti statali, sarà pagato 6/7 euro e l’ora, chi circa 10 euro lorde l’ora, tutti per svolgere lo stesso servizio: una situazione grottesca che ci fa capire l’importanza dell’introduzione del salario minimo in questa fase storica. Il governo deve avere la decenza di offrire una risposta e un’interlocuzione seria e credibile Oltre alla prioritaria questione dei diritti del lavoro, c’è in gioco la qualità della gestione del polo museale statale. Sulla vicenda presenteremo una ulteriore interrogazione parlamentare": conclude la nota.
“Le parole del sottosegretario Delmastro trasudano violenza e crudeltà, come nella miglior tradizione fascista. Un sottosegretario alla Giustizia capace di esprimere concetti tanto barbari e orribilmente compiaciuti non è degno di rappresentare le istituzioni italiane. Il carcere non ha il compito di umiliare o torturare, ma quello di rieducare. E’ scritto nella nostra Costituzione, sulla quale pure avrebbe dovuto aver giurato Delmastro: ‘Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato’. Si vergogni Delmastro e si dimetta per aver infangato le istituzioni”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Il Governo Meloni spieghi perché l’Italia non ha recepito la direttiva su salario minimo. Che oggi, 15 novembre 2024, entra in vigore in tutta Europa. Si sono limitati a bocciare la proposta di legge unitaria delle opposizioni sostenendo che per loro conta solo la contrattazione collettiva che va rafforzata. Soltanto che non hanno fatto nulla in questo anno e mezzo per intensificarla, al contrario hanno ritardato persino l’applicazione della delega che avevano dato al Governo che è tuttora bloccata al Senato. Un gioco delle tre carte che ci racconta la totale insipienza di chi, anche in questa manovra, porta avanti politiche sbagliate che non garantiscono il pieno recupero del potere d’acquisto dei salari indeboliti dall’inflazione e che non mette in campo alcuna politica di contrasto all’espansione del lavoro povero. Persino sulla contrattazione collettiva i dati ci raccontano di una crescita dei contratti pirata e dell’assenza della contrattazione decentrata in tantissimi settori produttivi. Insomma, la Ministra Calderone non è pervenuta: brilla per assenza di iniziativa. Se non quella di bocciare una proposta di buonsenso ed europea delle opposizioni. Hanno il tempo di rifarsi e di riallinearsi con Francia, Germania e Spagna: approvino il nostro emendamento unitario alla manovra di bilancio. Non sprechino l’ennesima occasione per rispondere a 3 milioni e mezzo di donne e di uomini che guadagnano sotto i 9 euro lordi orari” così i capigruppo di opposizione nella commissione lavoro della camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5S), Franco Mari (Avs), Antonio D’Alessio (Azione).
Voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà a tutti gli oltre 300 lavoratori, diretti e degli appalti, colpiti dalla decisione di DFS Italia di cessare le proprie attività al Fondaco dei Tedeschi. Questa scelta è un duro colpo per la Città di Venezia e per il suo tessuto economico, ma che accende ancora una volta il faro su un modello di sviluppo tossico dove grandi gruppi internazionali vanno e vengono in laguna, sfruttando finchè serve il “brand Venezia” senza delle prospettive di investimento a lungo termine. Un modello che alimenta forme di lavoro precario che compromette la qualità della vita della città.
L’idea di Venezia solo come di una bella vetrina espositiva temporanea, ad uso e consumo di chi la vuole sfruttare, è inaccettabile. Ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo ai Ministri del Lavoro e delle Imprese di rispondere alla richiesta avanzata dalle organizzazioni sindacali di aprire subito un tavolo con le parti per trovare una soluzione per i lavoratori coinvolti. Pretendiamo risposte chiare.
“Oggi entra in vigore la direttiva europea sul salario minimo. Il Governo non l’ha recepita bocciando la nostra legge. La considerano addirittura pericolosa. Non è chiaro per chi. Forse per chi vuole sfruttare le persone pagandole una miseria. Continueremo a lottare per approvarlo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Furfaro, Fondamentale garantire accessibilità servizi e assumere nuovi medici e infermieri
Il Partito Democratico sfida il governo ad approvare l’emendamento alla manovra presentato dalle opposizioni che chiede di incrementare il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) di 5,5 miliardi di euro a partire dal 2025. “Una norma necessaria – sottolinea il capogruppo democratico in commissione affari sociali della camera, Marco Furfaro – per rafforzare la sanità pubblica e garantire servizi più accessibili e di qualità per tutti i cittadini e assumere nuovi medici e infermieri”.
Nel dettaglio, la proposta prevede: 2 miliardi di euro destinati all’assunzione a tempo indeterminato di personale medico, sanitario, veterinario e delle professioni sociosanitarie. Un intervento fondamentale per affrontare il fabbisogno di personale specializzato e ridurre il carico di lavoro nelle strutture sanitarie. 1 miliardo di euro per l’attuazione di politiche di prevenzione, con particolare attenzione alla promozione di stili di vita sani, alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. 400 milioni di euro per l’aumento delle retribuzioni di medici e infermieri e per l’assunzione di nuovi professionisti sanitari. Inoltre, il PD chiede di abolire il tetto alle assunzioni imposto dal Governo Berlusconi nel 2009, una misura che da anni limita la possibilità di rafforzare il personale sanitario. Contestualmente, è necessario abolire il cosiddetto "superamento del tetto di spesa" previsto dal decreto "liste d’attesa", che “riteniamo insufficiente per una reale soluzione delle problematiche attuali”. Queste proposte – sottolinea Furfaro – sono fondamentali per definire un sistema sanitario più equo, inclusivo e in grado di rispondere alle esigenze delle persone, sostenendo chi ogni giorno opera per la salute e il benessere dei cittadini”. L’emendamento è coperto attraverso una riduzione progressiva e una rimodulazione dei ‘Sussidi ambientalmente dannosi’ con priorità per quelli che possono determinare procedure di infrazione per il contrasto con le normative europee. L’emendamento è firmato da Schlein, Conte, Bonetti, Bonelli, Fratoianni, Magi, Braga, Francesco Silvestri, Zanella, Richetti, Della Vedova, Furfaro, Quartini.
Scotto: con Melonomics meno diritti e precarietà
Il Partito Democratico chiede al governo di “battere un colpo su lavoro, stipendi e pensioni, che sono i grandi assenti della manovra di bilancio e più in generale della politica economica del governo”. Così il capogruppo democratico in commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto che torna sul pacchetto di emendamenti presentati insieme alle forze di opposizione per migliorare le tutele dei lavoratori e rafforzare i diritti sociali. Tra le proposte principali vi è l'introduzione di un congedo paritario per madri e padri, che estende il congedo di paternità a cinque mesi, equiparandolo a quello materno, di cui almeno quattro mesi obbligatori. Questo congedo sarà disponibile dal mese precedente alla nascita fino ai 18 mesi di vita del bambino, con i primi dieci giorni da fruire insieme. La proposta include inoltre i lavoratori autonomi, che finora non avevano diritto a giorni di congedo, e l'aumento dell'indennità di maternità al 100%. Per il congedo parentale, proponiamo che uno dei tre mesi aggiuntivi sia obbligatoriamente fruibile dall’altro genitore. Un altro emendamento unitario delle opposizioni – sottolinea Scotto - introduce il salario minimo legale a 9 euro l’ora, una misura urgente per scongiurare sfruttamenti e garantire una retribuzione dignitosa, promuovendo una stabilità economica di base per tutti i lavoratori.
In tema di stabilità lavorativa, proponiamo di eliminare il blocco del turnover al 75% per le pubbliche amministrazioni, che rischia di peggiorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. La nostra proposta prevede quindi il turnover al 100%, eccetto per le piccole amministrazioni con meno di 20 dipendenti. Allo stesso tempo, chiediamo di restituire nel contratto 2022-2024 delle funzioni centrali della Pubblica Amministrazione tutta l’inflazione perduta per garantire il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi dei lavoratori. Per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, è inoltre necessario un aumento dei controlli: proponiamo quindi un rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro con l’assunzione di 1.000 nuovi ispettori, accompagnato da uno stanziamento di 50 milioni di euro a partire dal 2025. Introduciamo inoltre un meccanismo dissuasivo per i contratti a termine di breve e brevissima durata per combattere la precarietà. Infine, proponiamo la proroga di "Opzione Donna" mantenendo l'attuale requisito anagrafico, ma eliminando i requisiti soggettivi (disabilità, caregiver, disoccupazione) che riducono la platea delle beneficiarie, consentendo così a più lavoratrici di accedere al pensionamento anticipato. Questi emendamenti – conclude Scotto - riflettono l’impegno del Partito Democratico per costruire un sistema più giusto e inclusivo, che tuteli il lavoro e promuova l’equità sociale. Dopo due anni di Melonomics sono diminuiti i diritti e aumentata la precarietà”.