Furfaro, emozionato per approvazione definitiva della mia proposta di legge
Sono emozionato come poche altre volte, non lo nascondo. Perché in una giornata difficile per il mondo intero, c'è una buona notizia per l'Italia: il Senato ha appena approvato all'unanimità e in via definitiva la mia proposta di legge per riconoscere alle persone senza dimora il diritto al medico di base. Una proposta per cui mi sento di ringraziare Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, che con me e altre associazioni si è battuto contro questa ingiustizia.
Parliamo, pensate, di oltre centomila persone. Centomila persone a cui, prima di oggi, veniva negato il più basilare dei diritti: quello alla cura. In Italia, infatti, si verificava un'ingiustizia nell'ingiustizia: le persone, perdendo la casa, perdevano la residenza. E dunque il diritto al medico di base. Un vero e proprio cortocircuito che portava lo Stato ad accanirsi su chi non aveva nemmeno un tetto: genitori che finiscono a vivere in macchina, donne che scappano di casa perché vittime di violenza, persone senza lavoro che un tetto non possono permetterselo.
Da oggi, finalmente, non sarà più così. Da oggi, finalmente, lo Stato si prenderà cura proprio di tutti. Anche di chi ha meno di niente. Da oggi, si sana una delle ingiustizie più atroci e si applica nient'altro che la Costituzione. Da oggi, la vita di tante persone sarà un po' più giusta e migliore. Non è proprio questo, del resto, il senso della politica?” così sui social il responsabile nazionale welfare del Pd, Marco Furfaro, primo firmatario della proposta di legge approvata oggi in via definitiva al Senato.
Sciopero e referendum sono rivolte previste da Costituzione
“Il capogruppo di Fratelli d’Italia dice che le parole del segretario della Cgil, Maurizio Landini, sulla manovra di bilancio prefigurerebbero gli estremi di un reato. Perché avrebbe usato la parola rivolta sociale. Forse Foti dimentica che in Italia esiste ancora la libertà di parola e anche quella di sciopero per i sindacati dei lavoratori. Oltre che di promuovere dei referendum per abrogare leggi sbagliate. Che è una forma legale di rivolta alle leggi sbagliate del governo. Lo dice la Costituzione, non il sindacato. La destra smetta di minacciare chi non è d’accordo con le scelte di politica economica del governo. Vogliono per caso limitare il diritto di sciopero? Vogliono mettere a tacere il sindacato? Sarebbe un fatto gravissimo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
Sette mesi per l'attività ispettiva: senza un quadro chiaro si rischia la paralisi. Quella che doveva essere un’operazione urgente e celere è diventata un’operazione lumaca”
Nessuna risposta concreta dal Vice Ministro Rixi sull’esito delle ispezioni dei commissari nel Porto di Genova. Il governo prende tempo e rimanda la scadenza a fine anno. Quella che doveva essere un’operazione urgente, da risolvere in tempi brevi - vista anche l’importanza del settore per la Liguria e per il Paese - a oltre cinque mesi dall’avvio, è ancora in alto mare e si ipotizza una prima risposta a fine anno, dopo sette mesi.
Bisogna superare questa incertezza giuridica ed economica al più presto, per tutelare lavoratori e imprese. L'urgenza con cui era partito il lavoro della commissione, evidenziato dalle dichiarazioni del MIT, che annunciava un percorso in tempi rapidi per non pregiudicare lavoro e scadenze, ne dimostra l'importanza, ma proprio la rapidità è quella che è stata più disattesa.
Non vorremmo che il ritardo dell'esito dell'ispezione diventasse un pretesto per rinviare scelte e mantenere lo status quo della stagione precedente.
È necessario definire al più presto il quadro, per superare il rischio di paralisi delle attività portuali. Bisogna adoperarsi perché emerga in modo chiaro e trasparente quelle che sono le prospettive future perché non ci siano incertezze rispetto alle prossime scadenze e investimenti in atto e soprattutto per la tutela di tutti i lavoratori. Così la vicepresidente del gruppo PD alla Camera e componente commissione trasporti Valentina Ghio, dopo la risposta del vice Ministro Rixi alla sua interrogazione sull’esito dell’attività della commissione ispettiva nel Porto di Genova dopo l’inchiesta giudiziaria
“Abbiamo espresso in commissione un parere fortemente negativo su questa legge di Bilancio 2025. E’ una manovra che per la contrattazione collettiva nazionale del pubblico impiego, stanzia risorse insufficienti: solo 1.755 milioni di euro per il 2025, 3.550 milioni di euro per il 2026 e 5.550 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, che corrispondono ad incrementi retributivi rispettivamente dell’1,8 per cento, del 3,6 per cento e del 5,4 per cento a regime, rendendo il recupero dall’inflazione dal 2022 al 2024 impossibile. Si reintroduce il blocco del turn over per gli enti con più di 20 dipendenti, che si trasformerà in un pesante indebolimento delle pubbliche amministrazioni, con il rischio della riduzione dei servizi per cittadini e imprese a vantaggio del settore privato. Gravissima poi l’assenza di un qualsiasi segnale in materia di sicurezza sul lavoro, nonostante il ripetersi di episodi gravissimi, di quelle che possiamo chiamare vere proprie stragi sul lavoro”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“A questo – ha proseguito l’esponente Pd - si aggiunge il processo di precarizzazione che sta portando avanti il governo, sia con il decreto Primo maggio (liberalizzazione dei contratti e termine, estensione dei voucher) che con il Collegato lavoro (contratti di somministrazione senza più limiti numerici, contratti stagionali estesi ad altri fattispecie e settori, “incentivazione fiscale” per i contratti misti), che porta inevitabilmente a una riduzione dei diritti dei lavoratori e dei loro redditi da lavoro annui, visto anche l’ostinata contrarietà della destra al salario minimo”.
“Questa – ha concluso Scotto – è una manovra dall’approccio ragionieristico che mira a rispettare i parametri del nuovo Patto di stabilità e crescita, ma è priva di organicità dal punto di vista strutturale e di strategie anticicliche ed espansive che servirebbero a rilanciare la nostra economia e di cui avrebbero bisogno i principali settori della vita del Paese”.
“La destra ha bocciato l’emendamento alla legge di bilancio presentato dal Pd e sottoscritto da Avs e M5S che introduce il principio che i contratti a termine, di breve durata, devono costare di più per le imprese rispetto al contratto a tempo indeterminato. Se fosse stata votata la nostra proposta, tra l’altro a costo zero per le casse dello Stato, sarebbero stati scoraggiati i contratti a termine con scadenza settimanale e mensile. Un segnale molto forte nella direzione della lotta alla precarietà e al sotto salario. Ma al governo Meloni non interessa fare un passo in questa direzione. Per loro la lotta alla precarietà si fa peggiorando le condizioni dei lavoratori, come fanno da un anno e mezzo bocciando il con il salario minimo e introducendo il decreto Primo Maggio e il collegato lavoro. La sintesi per la destra è: se sei precario è colpa tua ed è giusto che tu sia sfruttato”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"È stato precluso ai Patronati l’accesso al portale Ali/SUI, per inoltrare le domande d’ingresso dei lavoratori stranieri e di nulla osta al lavoro per i cittadini stranieri, come denunciato pubblicamente ieri da diversi istituti. A una richiesta di chiarimento rivolta ai Ministeri dell’Interno e del Lavoro è seguita soltanto una nota informale nella quale si specificava che gli Istituti di Patronato non figuravano più nell’elenco dei soggetti autorizzati. Viene disatteso così quanto è esplicitamente previsto dal protocollo firmato nel 2007 tra il Ministero dell’Interno e della Solidarietà sociale, da una parte, e gli Istituti di Patronato dall’altra, tutt’ora in vigore. Il Governo si rende così responsabile di una scelta grave che interrompe l’attività di assistenza gratuita dei Patronati, garantita negli ultimi 16 anni applicando correttamente le disposizioni contenute in ogni decreto flussi. Una decisione che ostacola il lavoro di coloro che offrono gratuitamente il servizio privilegiando, invece, l’attività privata da parte dei consulenti del lavoro e delle categorie di rappresentanza dei datori di lavoro (inclusi nell’elenco), che potrebbero richiedere un corrispettivo in denaro per la prestazione. Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell' Interno di ripristinare la presenza dei Patronati nell' elenco dei soggetti autorizzati".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Questo governo ha scelto, fin dal primo atto, di mostrarsi debole con i gruppi d’interesse che lo sostengono e forte con i più deboli e gli ultimi e questa legge di Bilancio per il 2025 ne è la conferma. In commissione, il Partito Democratico ha espresso parere contrario al provvedimento per le evidenti incongruenze e appesantimento delle politiche fiscali, che invece di semplificare rende più complicata la presentazione delle dichiarazioni dei redditi. Con l’entrata a regime del sistema a tre aliquote Irpef, il governo conferma la correzione dello scorso anno ma non risolve il problema dell’eccessiva tassazione sul reddito da lavoro dipendente, mentre elargisce condoni e sanatorie a determinate categorie sociali. A sorreggere la riforma Irpef saranno i lavoratori dipendenti con redditi sopra i 75 mila euro, mentre i lavoratori autonomi in regime di Flat Tax anche con redditi superiori a 75 mila euro, continueranno a pagare il 15 per cento senza alcuna progressività e senza alcun contributo alla fiscalità locale in quanto esentati dalle addizionali. Secondo i dati dell’Osservatorio Itinerari previdenziali sulle entrate fiscali il 45,16 per cento degli italiani non ha redditi o non li dichiara. Chi sostiene i costi della sanità e del welfare è la solita minoranza di contribuenti da lavoro dipendente, che paga per l’intera collettività”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Sul piano del reperimento delle risorse – ha aggiunto l’esponente Pd - il governo ha avuto una mano più leggera a favore delle banche e la tanto sbandierata ‘tassa sugli extraprofitti’ per istituti di credito e assicurazioni è divenuta solo una mera anticipazione di imposte, che saranno recuperate nella prossima legislatura. Viene prevista una modifica peggiorativa della Web Tax, applicabile a piccole realtà colpendo un sistema di imprese vitale per il futuro del Paese e un taglio drastico alle agevolazioni ordinarie per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle abitazioni che penalizzerà tantissime piccole imprese del settore dell’edilizia e spingerà nuovamente verso il nero e il sommerso”.
“Questa – ha concluso Merola - è una manovra di puro galleggiamento, senza visione e di brevissimo respiro, incapace di dare vere risposte alle persone e alle famiglie, inadeguata ad affrontare le grandi questioni del Paese, a rilanciare la crescita e a ridurre le disuguaglianze sociali. E’ una manovra lontana da ciò che sarebbe stato necessario per il bene del Paese e degli italiani”.
“Chiediamo ancora una volta a Salvini di venire a riferire in Aula sulla sicurezza dei lavoratori nel comparto ferroviario. Ieri tutti i sindacati hanno scioperato con un’adesione al 90 % per chiedere una reazione di tutte le istituzioni dopo l’accoltellamento di un loro collega rinunciando ad un giorno di lavoro, una parte importante del loro magro salario. Parliamo di un'aggressione non isolata ma di un fenomeno in crescita che interroga il Parlamento e, in primis, il ministro Salvini”. Così il vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu.
“Abbiamo già presentato un'interrogazione – continua il deputato dem - che fa seguito all'interpellanza urgente che abbiamo presentato un mese fa: che fine ha fatto il protocollo dell'aprile del 2022 che metteva insieme imprese e sindacati per garantire più sicurezza sul lavoro? Che iniziative concrete ha prodotto? Perché è stato abbandonato dal Ministro per un anno e mezzo e la prima riunione per riattivarlo è stata fatta solo a settembre 2024? Salvini oltre a scrivere sui social cosa sta facendo da ministro dei trasporti per garantire la sicurezza sui treni e nelle stazioni?” “Le aggressioni vanno fermate tutte e Salvini non può accorgersi di un fenomeno così grave e intervenire solo in base al colore della pelle dell'aggressore. È inaccettabile”, conclude Casu.
“Oggi due morti caduti da un’impalcatura. Uno di 72 anni a Lecce e un altro di 65 anni in Irpinia. A quella età un Paese civile garantisce la pensione. Non lavoro pagato male e insicuro”. Così su X il capogruppo Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto.
"Questa mattina abbiamo audito in commissione Bilancio il presidente dell'Inps. Fra le varie cose che ha detto ha sottolineato che i giovani sotto i 35 anni in Italia sono quelli che hanno le retribuzioni più basse. Noi abbiamo un mercato del lavoro malato, perché il segmento che dovrebbe essere più richiesto quello dei giovani che è anche più preparato tecnologicamente viene bastonato dal nostro mercato del lavoro. Il problema più serio che abbiamo in Italia è quello dei bassi salari. Aumenta l'occupazione ma solamente perché si spinge su un'occupazione mal pagata. Questo vuol dire che molte imprese rinunciano ad investire su innovazione tecnologica che permette di aumentare la produttività del lavoro e puntano invece sullo sfruttamento del lavoratore. Lo vediamo drammaticamente in tutte le filiere. Questo ha a che fare moltissimo con la questione delle pensioni. Noi sappiamo che nel nostro sistema i contributi prelevati oggi sui giovani sono quelli che oggi finanziano il diritto acquisito dagli anziani che sono in pensione. Quindi se si restringe la base perché i giovani lavorano in nero o perché hanno pochi salari e quindi versano pochi contributi, in futuro potremmo avere un problema di sostenibilità delle pensioni, di cui poi dovranno usufruire questi stessi giovani che nel frattempo saranno arrivati ad una età pensionabile.
Ora ci viene proposto a più riprese da illustri esponenti della maggioranza che questo problema si risolve con le pensioni integrative ma è una follia pensare che un giovane con un salario bassissimo e spese altissime possa anche versare dei soldi in un altro fondo integrativo. La previdenza pubblica sarebbe più che sufficiente se le carriere fossero stabili e se i giovani avessero salari adeguati. Noi del Pd abbiamo proposto il salario minimo, 9 euro l'ora per il minimo tabellare, perché riteniamo che sotto i 9 euro non è lavoro, ma sfruttamento. Ma purtroppo continuiamo da parte del Governo a trovare un muro su questa proposta. Quindi si continua a portare avanti l'idea che si lavora senza essere pagati. E questo ha degli effetti macroeconomici devastanti perché le persone con poco salario non consumano e se non consumano l'economia non gira e non sostengono con la loro domanda la produzione del nostro paese. Ce lo stanno dicendo anche gli auditi delle imprese più piccole del commercio che lavorano nel nostro paese". Lo ha detto Cecilia Guerra, deputata PD della commissione Bilancio di Montecitorio e responsabile nazionale Lavoro della segreteria del Pd, intervistata alla Camera a margine delle audizioni in commissione Bilancio.
È un provvedimento senza futuro e che fa crescere le diseguaglianze del passato. In Commissione si sta consumando una vera e propria operazione verità.
Anche oggi continua la coda di critiche alla manovra. Insufficiente, inadeguata, ostile, limitata, iniqua e altri aggettivi usati dalle rappresentanze audite e che fotografano la legge di bilancio.
Preoccupano i tagli a sanità e scuola, l’assenza di risorse per l’industria e il lavoro, l’aumento risibile delle pensioni, la mano che dà qualcosa alle famiglie ma poi taglia servizi e fa crescere le spese. Soprattutto quelle per la salute, se come certifica Istat la spesa sanitaria direttamente a carico delle famiglie supera i 40 miliardi, pari a +1,7% in più rispetto al 2022.
Altro che aumento degli investimenti che neanche la calcolatrice della Meloni riesce a conteggiare.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“I tragici episodi degli ultimi giorni confermano che in provincia di Napoli siamo davanti ad un'emergenza nazionale che il governo sta sottovalutando”. Così il deputato dem Marco Sarracino intervenendo in Aula in replica al ministro dell'Interno alle due interrogazioni sui casi di criminalità a Torre Annunziata.
“Queste due interrogazioni risalgano al marzo 23 e al luglio 24 – dice il parlamentare - per denunciare e chiedere al Governo di intervenire rispetto ad un'escalation di violenza che ci preoccupa. Oltre ad un numero maggiore di forze dell'ordine sulle strade, oltre all’ottimo lavoro che quotidianamente svolge la Prefettura, sono necessari più presidi sociali per prosciugare quel bacino di disagio nel quale si alimenta la criminalità organizzata. È il qui il vulnus: vanno combattute in primis le disuguaglianze sociali e investimenti contro la povertà educativa”. “A questo serviva il Pnrr e invece rischia di essere una grande occasione mancata. Spente le luci sulla vostra propaganda 'Caivano', i problemi rimangono quotidianamente. Questa battaglia, visto che parliamo di Torre Annunziata, ha bisogno anche di interventi come il recupero di Palazzo Fienga, quel Fort Apache, simbolo della criminalità che Giancarlo Siani denunciava con le sue inchieste da cronista del Mattino. Per questo noi insisteremo affinché il Governo tratti con i giusti mezzi e i necessari strumenti questa vicenda”, conclude Sarracino.
Solidarietà al capotreno aggredito a Genova. Poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza è un diritto di tutti i lavoratori. Sicurezza che va garantita anche ai viaggiatori. Per questo chiediamo al governo e al ministro Salvini di non speculare su un episodio gravissimo ma di impegnare in modo utile le forze di polizia e di controllo. Cominciando dall’ascoltare le richieste di tutti i sindacati, dal mettere più risorse nella legge di bilancio e dal richiamare i tanti agenti bloccati da mesi al controllo dei centri per immigrati in Albania ancora vuoti e che sarebbero più utili per garantire la sicurezza di tutti su treni e stazioni.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
Cordoglio e vicinanza ai parenti della vittima e ai colleghi”
“L’ennesimo incidente sul lavoro nel tratto di autostrada A6 tra Altare e Savona, richiede che governo nazionale e regionale mettano in campo azioni più incisive per fronteggiare i rischi che ogni giorno decine e decine di lavoratori corrono. Bisogna affrontare in modo sistematico e urgente i temi della sicurezza sul lavoro, che deve essere una priorità dell’azione di governo. Oltre a rafforzare il personale di controllo occorre investire in formazione, salari equi e contrastare la catena di subappalti che rendono più difficili i controlli e il lavoro più insicuro.
Nello specifico, le condizioni delle autostrade liguri, con i numerosi cantieri che si protraggono da anni, rendono ancor più necessario agire con urgenza e con azioni mirate per prevenire ulteriori incidenti. Su questo la Regione deve intervenire in modo chiaro e come richiesto dai sindacati applicare la legge che chiede maggiore sicurezza in questo settore.
Esprimo il mio più profondo cordoglio e vicinanza ai parenti del lavoratore e ai suoi colleghi".
Così Valentina Ghio Deputata e vicepresidente Gruppo PD alla Camera.
Election day Usa: sosteniamo Harris, deriva Trump pericolosa
“Ringrazio le donne e gli uomini delle forze armate che tutti i giorni fanno uno straordinario lavoro a servizio del Paese di difesa e tutela della sicurezza e della pace. Per quanto riguarda le spese militari noi abbiamo detto con chiarezza che il nostro progetto è quello di lavorare ad una difesa unica europea perché questo consente di ridurre la spesa ed efficientare gli eserciti dei 27 paesi europei, ma soprattutto di dare una linea di difesa comune che a nostro avviso è fondamentale. Questo ci permette di avere una forza maggiore dal punto di vista geopolitico e ridurre le spese, considerando che l’attuale finanziaria del governo Meloni non va ad aiutare i più deboli ma aiuta i più ricchi e più potenti”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo pd in commissione difesa di Montecitorio ospite di sky Tg24.
Sulle elezioni americane Graziano ha aggiunto: “E’ evidente che si confrontano due idee diverse, quella di odio di Trump e quella di speranza della Harris. Noi sosteniamo la Harris senza dubbio. Il livello di discussione ma soprattutto quello che Trump sta dicendo nelle ultime settimane, attaccando frontalmente i giornalisti e i media, disegna una guida nel caso in cui dovesse vincere Trump molto pericolosa degli Usa, essendo comunque gli Stati Uniti il faro della democrazia nel mondo. Il livello di tensione provocato dalle parole e dalla campagna elettorale di Trump è diventato altissimo e si vede anche dal livello altissimo delle misure di sicurezza messe in campo a Capital Hill viste le possibili contestazioni che Trump potrebbe fare in caso di sconfitta.
Io penso che invece ci debba sempre essere una forte azione multilaterale e diplomatica per fermare i conflitti e dobbiamo lavorare uniti per la pace. Su questo e in questo senso dobbiamo dare un messaggio di ricordo forte di chi ha sacrificato la propria vita per le forze armate. Con il patto atlantico e la Nato dobbiamo fare un grosso lavoro per la pace. Le missioni internazionali di pace servono a rasserenare quelle regioni che hanno conflitti sul campo”.